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Zingaretti su indagine Stadio Roma: “Piena fiducia nell’operato della magistratura”

 «A seguito delle notizie sull’indagine confermo, come sempre, piena fiducia nell’operato della magistratura. L’amministrazione regionale ha condotto la Conferenza dei servizi in modo tecnicamente corretto e trasparente. Nessun dirigente o funzionario regionale è stato oggetto delle misure adottate dagli uffici giudiziari. Peraltro, ricordo che proprio per consentire la massima valutazione ed il controllo diffuso di questo complesso procedimento amministrativo la Regione ha esposto ogni passaggio e provvedimento su un portale di opendata (ancora oggi consultabile su www.regione.lazio.it/rl/trasparenzastadio/). Pertanto, è importante che la magistratura faccia luce su eventuali comportamenti che possono avere messo a rischio, ovvero speculato, su un investimento tanto significativo per la città di Roma. Per quanto riguarda Michele Civita, che considero da sempre un uomo onesto delle istituzioni, sono convinto che saprà dimostrare la fondatezza delle sue ragioni». Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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Governo: la delega alle Pari Opportunità va a Vincenzo Spadafora del M5S

Vincenzo Spadafora, garante a infanzia e adolescenza dal 2011 al 2016 e deputato del M5S, ha ricevuto la delega alle pari opportunità.

“E’ la prima volta che viene nominato un uomo nel ruolo in questione. In realtà – dice – Paola Guerci, sarebbe molto più effettiva la creazione di un ministero ad hoc, il quale avrebbe a disposizione una gamma di risorse, economiche e non solo, molto più vasta. In Italia, l’ultimo governo a istituire un Ministero alle Pari Opportunità è stato il Governo Berlusconi".

Nel podcast potrete ascoltare il resto della cronaca con uno sguardo al femminile!

 

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Parnasi, perquisizioni dei carabinieri nella sede di via Emilia a Roma

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Giornata di perquisizioni dei carabinieri nella sede della società dell'imprenditore Luca Parnasi in via Emilia a Roma  dopo gli arresti di stamattina nell'ambito dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Nove gli arresti scattati all'alba. Tra questi, appunto, l'imprenditore Luca Parnasi e 5 collaboratori sono finiti in carcere, mentre il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi), il presidente di Acea Luca Lanzalone e l'ex assessore regionale Michele Civita del Pd ai domiciliari. I carabinieri si sono recati nella sede sia in mattinata che nel pomeriggio per acquisire documenti.
 

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Stadio Roma, la dissidente M5S: “Avvertii Raggi di tenere gli occhi aperti. E sono stata espulsa dal M5S”

(Fonte: La Repubblica, di Mauro Favale) – "Ho invitato più volte la sindaca Raggi e la maggioranza M5S a tenere gli occhi aperti sulla questione dello Stadio. Per tutta risposta sono stata espulsa dal Movimento". Cristina Grancio è la consigliera 5 Stelle che un anno e mezzo fa puntò i piedi sullo Stadio della Roma, avanzando dubbi, ponendo questioni di tipo urbanistico sul progetto dell'impianto a Tor di Valle efinendo per essere messa all'angolo dal suo stesso gruppo. Oggi siede tra i banchi del Misto dopo essere stata espulsa dal M5S e dice: "Se tutto verrà confermato attendo delle scuse".

Si aspettava questi arresti?
"Diciamo che non mi stupiscono. Bisognerà vedere se verranno confermate queste prime notizie ma sicuramente sulla vicenda dello Stadio andavano fatti approfondimenti".

Lei è stata contraria da subito a quel progetto, perché?
"Non ero contraria allo Stadio a prescindere ma c'erano elementi che mi avevano insospettito e che riguardavano, per esempio, una bancarotta che aveva coinvolto, da esterno, Parnasi. Il tavolo della libera urbanistica M5S aveva denunciato questa vicenda ma nessuno, dentro i 5 Stelle, se n'è voluto occupare. Le nostre richieste di audizioni in commissione sono sempre state respinte".

Con quali motivazioni?
"Nei miei confronti e nei confronti di quegli attivisti che ponevano legittimamente dei quesiti sull'impianto ci fu un clima di violenza psicologica e accanimento ingiustificato. Io, attraverso l'ex assessore Paolo Berdini, feci chiedere all'Avvocatura capitolina un parere sull'impianto, 7-8 quesiti per vederci più chiaro e che riguardavano elementi urbanistici ma che si concentravano anche sulla società di Parnasi".

Che fine ha fatto quel parere?
"È stato secretato dalla sindaca. Che motivo c'era di nascondere ai consiglieri comunali quell'atto? È stata una decisione gravissima"

Tra i coinvolti c'è anche Luca Lanzalone, l'uomo inviato da Grillo e Casaleggio per gestire "a titolo gratuito" la pratica dello stadio e "ricompensato" con la presidenza di Acea.
"È una faccenda inquietante: lui ha consigliato il gruppo su come andare avanti. Non mi aveva convinto perché non si occupava di questioni di urbanistica. Sono sempre rimasta scettica rispetto ai suoi interventi".

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Ostia: cade assessore del X Municipio, è indagato per lo stadio della Roma

(Fonte: www.romatoday.it)

(di L.N.)Il terremoto del nuovo stadio della Roma, con i 9 arresti per l'operazione 'Rinascimento', ha la sua eco anche ad Ostia. Nelle indagini, infatti, risulta nel registro degli indagati anche Giampaolo Gola esponente della giunta del Movimento 5 Stelle. E così Giuliana Di Pillo, presidente del X Municipio, con una nota ha comunicato la sua decisione di voler revocare le deleghe come allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi a Gola.
"Abbiamo bisogno di lavorare nella massima trasparenza e nella legalità. – ha scritto Di Pillo – Darò mandato agli uffici di preparare l'ordinanza di revoca che firmerò non appena sarà pronta. Spero la magistratura faccia quanto prima chiarezza su questa vicenda. Chi sbaglia paga. Non facciamo sconti a nessuno". Ostia: cade assessore Gola del X Municipio, è indagato per lo stadio della Roma. Secondo le indagini, Luca Parnasi per acquistare credito con Paolo Ferrara (anche lui indagato ndr) ha cercato di far leva su Gola, che si faceva promettere un lavoro presso il Coni o la società As Roma, in cambio di un'intercessione proprio su Ferrara. Parnassi avrebbe promesso di parlare di questa (presunta) assunzione con Mauro Baldissoni, un ruolo relativo alla parte commerciale dello stadio. 

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Stadio Roma, Raggi: «Chi ha sbagliato pagherà»

(Fonte: Il Messaggero) – Sullo stadio della Roma «Chi ha sbagliato pagherà». Lo ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi dopo l'ondata di arresti che ha coinvolto il progetto. «Noi siamo dalla parte della legalità. Aspettiamo di leggere le carte sappiamo che alle 12 c'è una conferenza stampa della procura al momento non esprimiamo alcun giudizio – spiega – Se è tutto regolare, spero che progetto stadio possa andare avanti», ha concluso la sindaca.
 

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Roma, nove arresti per il nuovo stadio: ci sono Parnasi, Lanzalone (Acea), Civita (Pd), Palozzi (Fi). Indagati Ferrara (M5s), Bordoni (FI)

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo, Laura Venuti, Maria Elena Vincenzi) – Nove arresti dei carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo su un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell'ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.

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Arrestato l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello Stadio, e cinque suoi collboratori mentre ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, l'attuale presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%) che ha seguito, in veste di consulente per la giunta cinquestelle, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia, l'ex assessore regionale all'Urbanistica Michele Civita (Pd). Indagato il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia al Campidoglio ed ex presidente del municipio X, che comprende anche Ostia e Mauro Vaglio, presidente dell'ordine degli avvocati di Roma e candidato (non eletto) per il M5S alle scorse elezioni politiche al Senato.

 

di DANIELE AUTIERI, ANNALISA CUZZOREA e LORENZO D'ALBERGO

Lanzalone, tra il gennaio e il febbraio del 2017, nelle vesti di consulente per gli M5S portò avanti, sul fronte del progetto stadio, una mediazione con l'amministrazione comunale e la Eurnova, la società di Parnasi, che acquistò i terreni dell'ippodromo di Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere la nuova struttura, dalla società Sais della famiglia Papalia. La mediazione ha portato ad una modifica del primo progetto con una riduzione delle cubature degli immobili "extra stadio" e la cancellazione delle due torri del grattacelo che sarebbero dovute sorgere in prossimità del'impianto.

Progetto verso lo stop Intanto, dopo il blitz, il progetto dello Stadio della Roma, un investimento da almeno un miliardo di euro, veleggia verso lo stop. Così si apprende da fonti comunali. Oggi era prevista una riunione tra i proponenti e il Campidoglio, vertice che con tutta probabilità salterà a causa degli arresti.

Sul futuro dell'impianto di Tor di Valle, a fronte dei comunicati delle ultime settimane in cui si prometteva un'accelerazione sull'iter, ora è dubbiosa anche la sindaca Virginia Raggi: "Se è tutto regolare, spero che il progetto andrà avanti. Chi ha sbagliato pagherà, noi stiamo dalla parte della legalità". 

Salvini: "Conosco costruttore come persona per bene". "Dico qualcosa controcorrente, chi stava lavorando alla costruzione dello stadio della Roma lo conosco personalmente come una persona perbene. Ora è nelle patrie galere, non si conosce mai una persona fino in fondo, spero possa dimostrare la sua innocenza", ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, intervenendo all'assemblea annuale di Confesercenti in merito all'indagine."Le colpe personali vanno punite fino in fondo", ha aggiunto ma "il Codice sugli appalti invece di semplificare complica, la legge sul caporalato invece di semplificare complica. Il proliferare di leggi, di codici e di burocrazia in Italia aiuta chi vuole fregare il prossimo. Un paese più semplice probabilmente è meno corrotto. In un paese dove ci metti di meno a ottenere i tuoi diritti è più difficile corrompere".

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Amministrative, ad Aprilia il consigliere tra i più giovani d’Italia

(Fonte: La Repubblica) – Diciotto anni appena compiuti e una prova importante come l'esame di maturità ancora tutta da affrontare, Davide Zingaretti, di Aprilia, è uno tra i più giovani consiglieri comunali d'Italia. Eletto nella lista Giusfredi Sindaco, una delle tre civiche che insieme al Pd hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Giorgio Giusfredi, lo studente siederà sui banchi dell'opposizione nell'assise civica apriliana.

Al ballottaggio il prossimo 24 giugno andranno il candidato del centrodestra Domenico Vulcano, un maresciallo dell'Arma, che ha ottenuto il 37,83% dei consensi, e il sindaco uscente, il civico Antonio Terra, con il 31,88%. Giusfredi si è dovuto accontentare del terzo posto, con il 19,71% delle preferenze. Ma il ruolo duro di minoranza non ha spento minimamente l'entusiasmo di Zingaretti.

Lo studente del liceo "Antonio Meucci" di Aprilia si è candidato inserendosi in un percorso di avvicinamento alla politica compiuto nella città del nord pontino da un gruppo di giovani, che hanno fondato un movimento chiamato RiGenerazione Apriliana, con l'obiettivo di diventare parte attiva della vita politica cittadina e di dare voce alle loro proposte ed idee. Tanto che il movimento, confluito in vista del voto nella lista Giusfredi Sindaco, ha schierato ben sei giovani: Giovanni Di Micco, Alessandra Addesse, Oriana Cogliandro, Irene Locatelli, Francesco Santorelli e appunto Davide Zingaretti.

Con 401 voti Davide ce l'ha fatta. "Sono stato estremamente sorpreso quando ho visto i risultati – racconta entusiasta – visto che non avevo di certo fatto i tanti conteggi che fanno i politici di lungo corso". Un diciottenne che si è imposto tra 540 candidati per un seggio in consiglio comunale. "Per due anni nel mio liceo – prosegue – mi sono impegnato come rappresentante degli studenti e poi ho deciso di candidarmi essendo ormai abituato al ruolo di portavoce dei giovani. L'ho fatto trovando un gruppo che ha investito realmente nei ragazzi e non ha cercato di esibirli solo come medagliette. Ho visto tanta sfiducia verso la politica tra i miei coetanei e coinvolgerli è stata la vera sfida".

Ora il ruolo di consigliere d'opposizione. "Questa esperienza – conclude il giovanissimo consigliere – credo che consentirà di gettare delle basi per il futuro, di avere un occhio vigile su tutto facendo un'opposizione sana, cercando di portare avanti le buone proposte che abbiamo messo a punto ascoltando i cittadini". Intanto, dopo essere stato eletto, Zingaretti deve subito pensare all'esame di maturità. Il suo ingresso in consiglio comunale conferma inoltre la provincia di Latina come fucina per giovani aspiranti amministratori: due anni fa nella stessa condizione di Davide, a Latina, con i civici di Damiano Coletta, è stata infatti eletta in Consiglio, dove siede ancora, Valeria Campagna.

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Raggi a Tor Bella Monaca, lamentele su rifiuti e case popolari. Gli abitanti: “Non siamo cittadini di serie B”

(Fonte: www.repubblica.it)

Dopo la brutta prestazione alle urne nei Municipi III e VIII, Virginia Raggi tenta la carta del ritorno sui territori, per ascoltare i problemi dei cittadini. Per farlo sceglie una delle periferie più difficili di Roma, Tor Bella Monaca, complice l'avvio dei cantieri per il rifacimento integrale del manto stradale in via dell'Archeologia, un intervento su 1 chilometro di strada costato 746 mila euro. Raggi arriva in visita agli operai ma ben presto attorno a lei si forma un capannello di residenti. Qualcuno si affaccia dalle malandate torri di edilizia popolare che caratterizzano il quartiere, da sempre zona ad alto tasso di presenza di disagio sociale, qualcuno la incita dalle finestre, altri si chiedono ironici a cosa si deve l'onore della visita.
Arrivano soprattutto donne, signore anziane e madri, per raccontare alla sindaca di soffitti che perdono, strade dissestate, spazzatura nelle strade e alberi che cadono. "Siamo abbandonati qui, come si diceva una volta siamo nel Bronx, non ci rimane che venire ad occupare gli uffici del Comune", racconta una signora che parla del disagio abitativo. Raggi replica: "Sono qui apposta per sentirvi". L'incontro diventa fisico, la sindaca tiene a se le mani delle signore con cui parla. Arriva un giovane e protesta: "Era venuto qui pure Alemanno anni fa, ho anche il filmino, poi Marino, ma qui non è cambiato nulla nel frattempo". Il presidente del locale Comitato di Quartiere racconta di aver appena terminato una colletta tra i residenti per cambiare pezzi degli immobili. A pochi passi cumuli di rifiuti di fronte alla carcassa di una macchia che ha preso fuoco da tempo. "Non siamo solo cittadini di serie B, siamo 28 mila abitanti e ci sono migliaia di persone che la mattina si alzano e vanno a lavorare, non solo delinquenti", rivendica il presidente del Comitato di Quartiere. La sindaca propone le sue argomentazioni: "Siamo qui per ascoltare i cittadini, per vedere anche come stanno procedendo i lavori di rifacimento del manto stradale in via dell'Archeologia. Sono iniziati i lavori sulla strada e sui marciapiedi e stanno facendo delle potature. I cittadini ci hanno fatto notare che qui ci sono case popolari in cui non si interviene dagli anni Ottanta, dove ci sono tubi rotti e infiltrazioni e problemi sulle strade interne". E aggiunge: "Sarà mia cura informarmi presso il Dipartimento Patrimonio a che punto sono le procedure per intervenire. Lo scorso anno il Municipio è intervenuto sulle cose più gravi, come impianti fognari e bagni. E' evidente che se non si interviene da anni il lavoro da fare sarà importante". Ma i residenti vogliono farle vedere in prima persona i disagi che lamentano, conducono la Raggi prima in un appartamento dove abita una famiglia disagiata, poi in un garage pieno di infiltrazioni di acqua. La visita finisce, la sindaca promette ai cittadini di tornare. Nel frattempo la carcassa dell'automobile bruciata è stata rimossa.

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Roma, nessuno vuole il fieno dei parchi: il Campidoglio dovrà fare un nuovo bando

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

In attesa delle pecore previste dall'accordo con Coldiretti, nessuno vuole il fieno del Campidoglio e l'erba dei parchi di campagna di Roma rischia di crescere e rimanere incolta per tutta la stagione estiva. Il progetto della Giunta Raggi di affidare in concessione temporanea e a titolo gratuito di aree di proprietà o nella disponibilità di Roma Capitale per il taglio erba (Fienagione 2018) – con l'obiettivo di ridurre i costi e di prevenire possibili incendi estivi – sta infatti incontrando più difficoltà del previsto. L'avviso pubblico dello scorso mese di maggio rivolto ad aziende agricole e maneggi, con il quale si contava di affidare 27 tra parchi e aree a verde pubblico, ha ricevuto una sola risposta, obbligando il Campidoglio a una nuova pubblicazione che inevitabilmente allungherà i tempi. L'iniziativa prevede che le aziende che otterranno l'affidamento delle aree, dovranno tagliare e asportare la vegetazione erbacea almeno una o due volte l'anno.