Categorie
Politica

Domani la UGL contro per le politiche previdenziali del governo

NO all'ennesimo stratagemma sulle pensioni, NO all'automatismo rispetto all'aspettativa di vita, NO alla penalizzazione previdenziale di giovani e donne, NO ai burocrati europei che considerano la legge Fornero un tabù intoccabile. Quattro NO forti e chiari da parte dell'Ugl che domani scenderà in piazza per manifestare tutto il dissenso nei confronti delle politiche previdenziali del governo Gentiloni (che continuano a penalizzare lavoratori e pensionati). In tutto il Lazio sono previste manifestazioni da Roma a Frosinone (volantinaggio nei pressi della stazione), da Viterbo (dalle 9.30 davanti alle Poste Centrali)  a Latina (volantinaggio al mercato dalle 9.30) organizzate dalla UGL Lazio e coordinate dal responsabile Armando Valiani e dal segretario Ugl Roma Daniela Ballico: «Chiediamo – spiegano i due esponenti del sindacato – di bloccare e successivamente eliminare in maniera definitiva l'innalzamento dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia e anzianità in rapporto  all'aspettativa di vita; estendere la flessibilità in uscita e riconoscere il valore universale della maternità e della cura della famiglia e di assistenza soprattutto per le persone con disabilità; chiediamo inoltre di rivedere, stendere e prorogare la platea che ha diritto ad accedere all'APE Social». Per l'Ugl è necessario iniziare un serio dialogo per l'abolizione della legge Fornero.

Categorie
Politica

Campidoglio, Meloni attacca i grillini sulla “salva-Tredicine” poi ritratta ma è già fuori

(Fonte: www.radioromacapitale.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Un post allunga la vita. Specie se di scuse. Da ieri sera lo sa bene l'assessore al Commercio Adriano Meloni, dato per tutto il giorno a un passo dall'addio al Campidoglio dopo lo scambio su WhatsApp pubblicato dal Messaggero in cui ribattezzava " Coidicine " il consigliere grillino e presidente della commissione Commercio Andrea Coia e adombrava dubbi su una presunta combine tra la famiglia di venditori ambulanti Tredicine e il M5S per l'affidamento dei banchi della festa della Befana a piazza Navona.

Il dietrofront è arrivato al termine di una giornata ad alta tensione. Prima i consiglieri 5S si sono scatenati in chat contro Meloni. Poi, nel pomeriggio, Coia è piombato in Campidoglio per chiedere spiegazioni e il via libera a un piccato post di replica. Quindi è arrivata la chiamata della sindaca Virginia Raggi all'assessore. Dura, durissima. Tanto da convincere Meloni a cospargersi il capo di cenere sui social: " Non c'è alcun legame tra il M5S e la famiglia Tredicine, meno che mai in merito all'organizzazione della Festa della Befana: chi scrive il contrario afferma il falso. Mi scuso con Andrea Coia per alcuni spezzoni di una chat privata riportati dalla stampa: si tratta di parole sicuramente fuori luogo. Abbiamo lavorato insieme per la manifestazione e continueremo a farlo ".

Tutto in ordine? Neanche per sogno. Perché ormai l'assessore al Commercio è con un piede fuori dal team Raggi. " Quasi due, si tratta solo di attendere qualche altra settimana " , spiega uno degli assessori più vicini alla prima cittadina. La tregua firmata via social ieri sera è a tempo. E non sembra destinata a durare poi troppo: il tempo di trovare un sostituto o la giusta formula per spacchettare le deleghe di Meloni e poi ognuno per la sua strada. Senza troppi rimpianti, come accadde pure nel caso dell'ex assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. Da mesi i colleghi si lamentano per le ripetute assenze di Adriano Meloni alle riunioni di giunta: " E anche quando c'è sembra che abbia sempre la testa da un'altra parte".

Dall'altra parte della barricata c'è l'assessore, uomo della Casaleggio Associati – anche per questo ieri è stato salvato dai vertici del Movimento – con la risposta sempre pronta per i cronisti: " Se non mi cacciano, non me ne vado " . I collaboratori, a partire dal capo staff Leonardo Costanzo, gli restano fedeli: " Noi continuiamo a lavorare come se nulla fosse accaduto ". Ma a loro volta avrebbero già iniziato a far circolare il curriculum in vista della più che probabile fine del loro rapporto con il Campidoglio.

Conoscono l'assessore, lo chiamano "l'uomo delle dichiarazioni" e sanno che altre uscite del genere non sono escluse. Anche perché Meloni ha il dente avvelenato con il M5S. "Non sono un grillino, sono un tecnico " , ha ribadito in più di un'occasione alla buvette di Palazzo Senatorio. Lasciandosi di fatto le mani libere, soprattutto dopo essere rimasto invischiato nel caso Marra: l'assessore è finito nella bufera scatenata dalla nomina di Renato Marra, dirigente dei vigili urbani e fratello dell'ex braccio destro della sindaca Raffaele, alla direzione Turismo. Quella promozione il 9 gennaio potrebbe costare alla prima cittadina grillina il rinvio a giudizio per falso. E a Meloni è costata già una discreta dose di grattacapi: interviste concesse e poi rettificate, una gita in procura e un'indesiderata sovraesposizione mediatica. Alla fine, come se non bastasse, ha dovuto pure assumersi la parziale paternità della nomina.

A quel punto, poi, è partito il braccio di ferro con il consigliere M5S Andrea Coia. Prima sulla delibera sul commercio ambulante, poi sul bando per l'assegnazione delle postazioni per la festa della Befana di piazza Navona: Meloni avrebbe eliminato volentieri il requisito dell'anzianità, quello che ha permesso alla famiglia Tredicine di fare man bassa di banchi di giocattoli e dolciumi. Ma non è stato ascoltato. Quindi, in serie, sono arrivati lo sfogo contro Coia, gli attacchi del Pd (spettatore gongolante della lite in atto nel condominio 5S) e il post di scuse firmato Meloni. Che ora attende solo il benservito dalla sindaca per fare i bagagli. Mentre i Tredicine non mollano: vogliono che a pagare per la sicurezza e il presepe in piazza Navona sia il Comune.

Categorie
Politica

Roma, la pagella delle società: bocciati trasporti, infrastrutture e burocrazia

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giovanna Vitale) – C'era il gotha dell'economia nazionale di stanza a Roma, giovedì scorso, all'incontro convocato dal ministro Calenda allo Sviluppo. Dai colossi a partecipazione statale (Eni, Enel, Leonardo) a quelli di trasporti e infrastrutture ( Ferrovie, Anas, Autostrade, AdR), i gruppi di Tlc ( Vodafone, Telecom, Wind, Sky, Mediaset) e Itc (Ericcson), sino alle multinazionali farmaceutiche (Sanofi, Merck Serono, Alfasigma) e manifatturiere (Philipp Morris). Sessantacinque in tutto, su 112 accreditati. E una grande assente. Virginia Raggi, scappata al termine del Tavolo per Roma a causa di un impegno inderogabile: la presentazione dell'ultima fatica letteraria di Alessandro Di Battista.

Forfait che ha scatenato l'ira di Calenda, obbligato invece a disertare il consiglio dei ministri per dare precedenza al vertice. "Ho chiamato oltre cento aziende e la sindaca non si è presentata", s'è tolto ieri il sassolino dalla scarpa ministeriale. " In questo paese c'è un problema di fuga di responsabilità. È ora di dire basta", ha aggiunto stizzito. Eppure, se una settimana fa l'inquilina del Campidoglio fosse rimasta in Via Veneto, avrebbe ascoltato cosa pensano i famosi stakeholders – evocati dal candidato premier a 5S Di Maio come interlocutori privilegiati – della città eterna e del suo funzionamento. Avrebbe potuto individuare, attraverso la testimonianza diretta di chi a Roma fa impresa e crea ricchezza, quel che non va e dove intervenire: per migliorarla e impedire la fuga di intelligenze, lavoro, capitali.

Dal questionario inviato ai 100 big player con sede nell'Urbe è infatti emerso che, per il 30%, la criticità principale sono i trasporti urbani: la scarsità di mezzi pubblici e collegamenti esterni alle zone centrali, i ritardi, l'inaffidabilità negli orari. Per il 26% il fastidio maggiore è invece riconducibile alla vetustà e all'inadeguatezza delle infrastrutture, prive per di più di un piano di sviluppo: assenza di parcheggi e di un sistema logistico efficiente, traffico caotico e manto stradale sconnesso, mancata urbanizzazione industriale del territorio, che permetterebbe alle imprese di godere a basso costo dei servizi comuni. Mentre il 25% pensa che la vera piaga sia la lentezza e l'inadeguatezza del rapporto con gli uffici comunali: vedi alla voce burocrazia, che impiega troppo tempo a rilasciare autorizzazioni e permessi, è priva di coordinamento con gli altri enti (Città metropolitana, Regione, Arpa, Asl, Vigili del fuoco) e rigida nelle procedure. Con il 14% a segnalare infine come primo problema la bassa sicurezza, dovuta a delinquenza diffusa, presenza di nomadi e prostituzione in prossimità degli uffici, degrado sociale e urbano, specie in periferia.

Il tutto trasfuso in una mappa, con l'indicazione delle zone a maggiore sofferenza infrastrutturale o di sicurezza: ovvero, Eur- Torrino, Anagnina, Santa Palomba, Bufalotta-Salaria, Tiburtino- Casilino, persino il Centro. Subito spedita in Campidoglio. Nella speranza che cominci a fare qualcosa. Calenda, da parte sua, oggi inizierà un ciclo di incontri one- to- one. E a gennaio avvierà la task force permanente Mise-Comune-Regione come interfaccia unica delle imprese. Obiettivo: riaccendere il motore di Roma. Ma senza secondi fini. " Candidarmi a sindaco? Mai nella vita".

Categorie
Politica

Sanità Lazio, commenti divergenti sull’uscita dal commissariamento

«La notizia dell’uscita dal commissariamento della sanità della Regione Lazio, che durava da 10 anni, è una di quelle che ti fa sentire orgogliosa di esser parte di una squadra che ha fatto del Buon Governo la sua missione e che ha trovato in Nicola Zingaretti la sua guida. Un traguardo che sembrava impossibile e che era l’obiettivo di questi 5 anni di governo, un impegno mantenuto nei confronti dei cittadini della Regione Lazio. Mettiamo la parola fine ad anni di sofferenze e sprechi, spesi sulla pelle dei malati, dei loro familiari, degli operatori della sanità. Ora potrà veramente iniziare una nuova storia della Regione Lazio e non solo nella Sanità», così in una nota Cristiana Avenali, consigliera PD della Regione Lazio e vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali. Questo invece il commento del deputato laziale del M5S Luca Frusone. «Prima che arrivi il “diluvio” delle elezioni, in vista del Natale il governo ha fatto un bel regalo a Nicola Zingaretti, con buona pace della tutela della salute dei cittadini laziali. Il Pd e il ministro Lorenzin hanno fatto un vero e proprio assist al loro candidato alle prossime regionali, decidendo l’uscita della Regione Lazio dal commissariamento in sanità. Una uscita che, però, ufficialmente avverrà solo a partire dal 31 dicembre 2018. Come minimo, sarebbe stato opportuno che a prendere la decisione fosse il governo che si insedierà dopo le elezioni ma, evidentemente, il timore di ritrovarsi tutti all’opposizione al prossimo giro li ha spinti ad agire in tutta fretta».

Categorie
Politica

Giornata internazionale delle persone con disabilità

Sarà celebrata domenica 3 dicembre la Giornata internazionale delle persone con disabilità, come stabilito dal “Programma di azione mondiale per le persone disabili” adottato nel 1982 dall’Assemblea Nazionale dell’ONU con lo scopo di promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità e sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita. Anche Roma Capitale aderirà all’iniziativa con una ricca proposta di appuntamenti ideati per favorire l’inclusione attraverso la fruizione delle collezioni museali e dei monumenti archeologici da parte di un pubblico sempre più ampio. Nell’ottica di una completa accessibilità dei musei civici e dei siti sul territorio, infatti, numerose iniziative educative coinvolgeranno i bambini e gli adulti, dando loro l’opportunità di condividere un’esperienza multisensoriale attraverso l’arte e l’archeologia. L’evento è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il programma prevede nei giorni sabato 2 e domenica 3 dicembre una serie di progetti realizzati nei Musei in Comune e nei siti archeologici della città, grazie anche alla partecipazione di associazioni, volontari del Servizio Civile Nazionale, istituti e operatori specializzati e alla collaborazione di Zètema Progetto Cultura. Una manifestazione per sensibilizzare il grande pubblico al tema dell’accessibilità con l’intensificazione di attività ormai consolidate nelle proposte educative della Sovrintendenza: percorsi tattili sensoriali alla Galleria Lapidaria dei Musei Capitolini, al Museo Bilotti, al Museo delle Mura e al Museo Civico di Zoologia, un invito al Museo Napoleonico per i pazienti del Don Gnocchi e del Santa Lucia, visite all’Ara Pacis e ai Fori Imperiali, prima area archeologica di Roma priva di barriere architettoniche, e al Museo della Repubblica Romana e della memoria Garibaldina. A Casal de’ Pazzi sarà presentato un percorso per sordi realizzato dall’Istituto comprensivo “G. Palombini”. Al MACRO sarà inoltre possibile partecipare ad un incontro che illustra i risultati dell'attività didattica svolta in collaborazione con il Centro di Riabilitazione "Santa Maria del Prato" di Campagnano, e articolatasi in quattro visite guidate, condotte secondo un approccio sensoriale, presso il Museo Bilotti, il Museo della Centrale Montemartini, la Galleria d'Arte Moderna e MACRO.

Categorie
Politica

Per la Orte-Civitavecchia 400 milioni di euro

«Da oltre 30 anni se ne parlava; oggi abbiamo la certezza che la Orte-Civitavecchia si potrà concludere, e non sulle ali dei “si dice”. Il Governo ha infatti dato l’ok sul suo completamento sbloccando ufficialmente oltre 400mln di euro, ovvero la copertura finanziaria per attuare il tracciato del tratto fino a Tarquinia, quindi per permettere l’aggancio alla costa e, quindi, all’approdo al porto di Civitavecchia». Lo scrive in una nota l’assessore alle Infrastrutture della Regione Lazio, Fabio Refrigeri. «Mentre, con soli fondi regionali per un ammontare di 117mln di euro, sono in corso i lavori del tratto Monteromano–Cinelli, questa notizia segna un punto definitivo su una grande infrastruttura del Lazio, in grado di definire correttamente il collegamento tra aree interne e costa Tirrenica. Non avevo dubbi sulla sensibilità del livello nazionale su questo progetto, un quadro che ho proposto e condiviso con altre priorità che riguardano la dorsale Appenninica della nostra regione e, concretamente, l’Italia centrale. Anche sul resto confido nella volontà di attuazione che, consolidando questa stagione di sviluppo, chiuderebbe uno scenario infrastrutturale immaginato da almeno un quarantennio e, sino a qualche anno fa, sottovalutato. Ringrazio il presidente Zingaretti ed il Governo – conclude Refrigeri – per il coraggio dimostrato nel riattualizzare prospettive di collegamento, crescita, modernità».

Categorie
Politica

Anche a Roma parte il Reddito di Inclusione

Parte anche per Roma Capitale, il Reddito di Inclusione (REI), la misura di contrasto alla povertà promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ieri si è tenuta una riunione tecnica in Campidoglio con il Ministero, i Municipi e i Dipartimenti: sono state analizzate le modalità operative e affrontati i nodi applicativi. L’incontro ha costituito l’approdo di un lungo e articolato percorso preparatorio che si è sviluppato per recepire, anche a Roma, la norma nazionale. Si tratta di una misura nazionale indirizzata a famiglie con figli minori o disabili, a donne in gravidanza e disoccupati di età superiore ai 55 anni. L’erogazione è legata alla valutazione della condizione economica (in particolare ISEE e ISRE familiari non superiori ai 6000 e 3000 euro, assieme a requisiti di patrimonio mobiliare e immobiliare posseduti) e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione socio lavorativa. A seconda della composizione del nucleo familiare, la prestazione varierà da 187,5 a 485,41 euro mensili, che verranno però ridotte in caso la famiglia già benefici di altre prestazioni assistenziali. Si prevede comunque un significativo aumento dei nuclei beneficiari sul territorio di Roma Capitale rispetto alla precedente sperimentazione del Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA). La domanda per il contributo può essere presentata presso il Municipio di appartenenza e senza scadenza dei termini con le seguenti modalità: martedì mattina dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e giovedì pomeriggio dalle ore 14.00 alle ore 16.30. La richiesta viene presentata da un componente del nucleo familiare mediante la compilazione di un modulo predisposto dall'Inps con il quale si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l'accesso al programma. Il richiedente deve essere già in possesso di un'attestazione dell'ISEE in corso di validità alla data di presentazione della domanda. Roma Capitale raccoglie la domanda, verifica i requisiti di cittadinanza, residenza e situazione familiaree la invia all'Inps entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione. L'Inps, entro i successivi 5 giorni, verifica il possesso dei requisiti e, in caso di esito positivo, eroga il beneficio e invia a Poste Italiane la disposizione di accredito. Poste emette la Carta REI e tramite lettera invita il beneficiario a recarsi presso qualunque ufficio postale abilitato al servizio per il ritiro. Il progetto verrà predisposto dai servizi sociali di Roma Capitale, che operano in rete con i servizi per l'impiego, i servizi sanitari, con le scuole e con soggetti privati attivi nell'ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti non profit. Il progetto riguarda l'intero nucleo familiare e prevede specifici impegni che vengono individuati dagli operatori sociali sulla base di una valutazione delle problematiche e dei bisogni. Vengono considerate diverse dimensioni: le condizioni personali e sociali; la situazione economica; la situazione lavorativa e il profilo di occupabilità; l'educazione, l'istruzione, la formazione; la condizione abitativa; le reti familiari, di prossimità e sociali.

Categorie
Politica

Alfonsi: “Bando di Piazza Navona indifendibile”

«Parole pesanti quelle di Adriano Meloni nell’intervista pubblicata oggi dal Messaggero. Dopo giorni in cui, più per dovere che per convinzione, ha provato a difendere il bando su Piazza Navona, in un sussulto di onestà intellettuale l'Assessore ammette quello che è sotto gli occhi di tutti e che andiamo dicendo da giorni, e cioè che l’”operazione Piazza Navona” condotta in questi mesi dal Presidente della Commissione Commercio Capitolina Andrea Coia ha riconsegnato per i prossimi 9 anni la manifestazione nelle mani della lobby romana del commercio ambulante. Tanto da far intravedere, parole sue, una possibile connivenza. Tutto questo accompagnato dal fragoroso silenzio della Sindaca e di tutti quei 5 stelle che in questi giorni hanno scritto e detto di tutto per difendere scelte ingiustificabili per un movimento che ha vinto a Roma dicendo di voler cambiare tutto. Ora ci aspettiamo che l’Assessore, con la stessa onestà intellettuale, si muova per annullare il bando, unica possibilità per rimediare a questo scempio. Il Primo Municipio e il Commissario Tronca, quando si è reso necessario, lo hanno fatto. O altrimenti ne tragga le conseguenze». Così in una nota Sabrina Alfonsi, la Presidente del Primo Municipio.

Categorie
Politica

Presentato il progetto del Porto Commerciale di Fiumicino

È stato presentato oggi, in una seduta aperta del Consiglio comunale, il progetto del Porto Commerciale di Fiumicino. “Ringrazio il Presidente dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, Francesco Maria Di Majo per averci illustrato il nuovo Adeguamento Tecnico Funzionale approvato lo scorso 30 ottobre – dichiara il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino – Era importante che i nostri cittadini, anche grazie alla diretta streaming della seduta, fossero messi al corrente delle ultime novità progettuali su un’opera strategica per il nostro territorio. Il Porto Commerciale  si estenderà a nord della foce del fiume Tevere per un paio di chilometri e occuperà una porzione ridotta di area costiera, per lo più ricadente in ambito demaniale, ed una consistente porzione di specchio acqueo marino antistante la suddetta area. Subirà una separazione dei traffici: flotta pescherecci da una parte e traghetti riservati a passeggeri dall’altra. Ci sarà uno scambio di funzioni tra le aree e banchine destinate alla cantieristica navale (in una prima fase progettuale collocate a ridosso della diga di sottoflutto) e le banchine destinate alle navi da crociera (inizialmente collocate in prossimità della darsena pescherecci). In una prima fase verrà realizzata la Darsena Pescherecci (in considerazione delle criticità per l’accesso e l’attuale stazionamento della flotta pescherecci nel Porto Canale di Fiumicino) la cui banchina, nella parte nord sarà destinata alla cantieristica navale. Ora entriamo nella fase operativa anche grazie a fondi dell’Unione Europa disponibili per realizzare l’approdo. Un’infrastruttura strategica non solo per Fiumicino, ma per l’Italia centrale grazie alla posizione geografica alle porte di Roma e per la rilevanza degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti, penso all’aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci che potrà essere unito direttamente con un sistema di collegamento. Siamo felici delle potenzialità racchiuse in questo progetto che vede lo spostamento della nostra flotta pescherecci dal Porto Canale in una sede adeguata che potrà contare su servizi a terra dedicati al nostro pescato. Una grande occasione di sviluppo economico con la possibilità per i passeggeri che attraccheranno sulla nostra costa di raggiungere i nostri siti di interesse storico, naturalistico, turistico, archeologico e Roma anche attraverso la navigazione del Tevere. Allo stesso tempo vigileremo affinché questo sviluppo sia sostenibile dal punto di vista ambientale e possa contare su una logistica adeguata, attraverso infrastrutture viarie e di mobilità. Credo sia importantissimo anche prevedere una serie di misure di compensazione e di mitigazione dell’erosione del nostro litorale, studiando sistemi che garantiscano il trasporto sedimentario e sabbioso sulla nostra costa, da Fiumicino a Fregene. Questo è un punto irrinunciabile di difesa del nostro territorio e delle sue peculiarità. Ringrazio i consiglieri intervenuti e i cittadini che hanno espresso opinioni e osservazioni su quanto presentato. Se vogliamo che un’opera di cui si parla dal secolo scorso trovi la sua realizzazione, abbiamo bisogno di analizzarne tutti gli aspetti presentati. Nessuno vuole un Porto avulso dal contesto urbano, ambientale e sociale di Fiumicino, ma un luogo che sia un’opportunità per far crescere e – conclude Montino – rendere migliore la nostra Città”.

Categorie
Politica

Economia, Calenda conferma l’allarme. “Aziende in fuga dai guai di Roma”. E poi precisa: “Io sindaco? Mai”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Giovanna Vitale) – "Mai nella vita". È stanco dei sospetti, il ministro Calenda. Stufo delle illazioni secondo cui il suo iper attivismo per il rilancio della capitale celerebbe in realtà una recondita aspirazione a scalare il Campidoglio. "Lo dico anche contro chi ipotizza che ogni volta che faccio qualcosa ci sia un oscuro piano elettorale", ha tagliato corto il titolare dello Sviluppo economico ai microfoni di Radio Anch'io. Il Ribadendo che il Tavolo per Roma, "me lo hanno chiesto i sindacati" e tornando a sottolineare quanto sia "inaccettabile la fuga dalle responsabilità" che esiste in Italia, come nel caso della sindaca Virginia Raggi che chiede: "il Governo ci dia una mano e poi non si presenta al tavolo". È ora di dire "basta", conclude Calenda, a questo tipo di atteggiamento.
 
 Una linea chiara, emersa più volte negli ultimi mesi, ma resa esplicita ieri alla Camera nel corso del question time sulle misure adottate per Roma. Che era la locomotiva d'Italia e in poco meno di un decennio si è trasformata nella sua zavorra: una metropoli invivibile, stritolata da traffico, bus e metro che funzionano poco e male, burocrazia nemica di imprese e cittadini. Per risollevare la quale sono stati stanziati 1,3 miliardi – prevalentemente fondi statali, regionali ed europei – per realizzare "trenta interventi, di cui 19 più importanti o di particolare interesse strategico", azionati da una task force anti-declino con l'obbiettivo di fermare la fuga di capitali e investimenti.

"Abbiamo realizzato un'indagine sulle prime 100 aziende romane per fatturato e dipendenti", ha esordito Calenda a Montecitorio. "Tutte testimoniano difficoltà a causa dei trasporti urbani, dei rapporti con gli uffici comunali, della sicurezza e del mancato decoro, ma molte hanno piani di crescita economica e occupazionale che meritano attenzione. Per validare le soluzioni individuate, il 23 novembre le abbiamo incontrate e costituito una task force tra Comune, Regione e ministero per semplificare l'interazione imprese-pubblica amministrazione ed evitare ulteriori fughe". Una mossa obbligata, alla luce del buco nero che ha inghiottito l'Urbe negli ultimi anni. Aggravato dall'inerzia dell'amministrazione Raggi, impegnata da un anno e mezzo più a far polemiche con il governo nazionale, che a lavorare su progetti concreti.

Una latitanza denunciata a più riprese dallo stesso ministro, che per far sedere al Tavolo la sindaca grillina ha prima dovuto minacciare di annullare tutto e da ultimo ne ha sottolineato l'indolenza, definendola "una turista per caso". Eppure "dal 2008 al 2016 il Pil pro-capite della capitale è calato del 15%, il valore aggiunto è precipitato, l'occupazione giovanile è scesa del 9%", ha spiegato il responsabile dello Sviluppo alla Camera. "Per avviare l'inversione di questa tendenza su richiesta dei sindacati il 17 ottobre il Mise ha dato il via a un Tavolo interistituzionale con il governatore Zingaretti, la sindaca Raggi e i rappresentanti delle parti sociali. In tale sede sono state formulate proposte a supporto del rilancio della città. Dopo questo primo incontro abbiamo dato il via a gruppi tecnici di lavoro, coinvolgendo anche i ministeri della Salute, dei Trasporti e dell'Interno, il Coni, Cdp e la società civile. Il 23 novembre si è svolta un'altra riunione in cui sono stati delineati 30 interventi, di cui 19 preminenti". E tutti strategici.

"Oltre al rinnovo della flotta di Atac, alla riqualificazione energetica delle scuole e alle pattuglie contro l'abusivismo, abbiamo previsto strumenti a supporto delle imprese, per agevolare concessioni di credito aggiuntivo fino a 100 milioni; l'avvio di hub internazionale per la ricerca biomedica, lo sport, l'industria creativa e l'aerospazio; il rilancio del turismo congressuale; progetti per sbloccare i grandi cantieri dell'ex caserma Guido Reni e l'ex Dogana a San Lorenzo. E progetti per 138 milioni di euro per il social housing", ha concluso il ministro. Nella speranza che, come promesso il giorno dell'inaugurazione, il Tavolo per Roma sopravviva: a lui e alla fine della legislatura