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Denicolò (M5S): “No al piano Lupo”

«Nonostante le modifiche apportate ritengo che il Piano lupo non debba essere accolto dalle Regioni e auspico che sia rispedito al mittente. Come hanno ribadito i colleghi Parlamentari Bernini, Busto e Ferraresi, è un piano irricevibile sotto vari aspetti. Per tutelare il patrimonio della biodiversità delle nostre Regioni al quale i lupi appartengono è grottesco e un vero controsenso che si pensi di ricorrere agli abbattimenti per garantire la sopravvivenza di queste specie preziose e le attività dell’uomo. E’ invece necessario lavorare in modo organico con la dovuta progettazione, debitamente sostenuta dal punto di vista economico e dai contributi tecnico-scientifici, per implementare e rendere obbligatorio l’uso dei sistemi di deterrenza che hanno dato effettivi e concreti risultati, come confermano le numerose ricerche sul campo. Dobbiamo essere capaci di proteggere le specie preziose come il lupo attraverso azioni sul territorio, è fondamentale lavorare per eliminare il conflitto attualmente presente e garantire incentivi per le produzioni locali che operano nel rispetto delle specie selvatiche. In altri Paesi l’uso di un marchio di sostenibilità ha garantito la promozione dei prodotti locali che hanno aumentato i loro introiti. Questa è la sfida del futuro: sviluppare attività che al contempo siano produttive, operino nel rispetto dell’ambiente e garantiscano la tutela della biodiversità dei territori. Noi vogliamo una regione che accolga e protegga gli animali, nel pieno rispetto delle normative vigenti e del sentire comune che è sempre più sensibile e attento a preservare un patrimonio prezioso e unico». Così la consigliera regionale del M5S Silvana Denicolò.

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La Regione Lazio sostiene Più Libri più Liberi

Anche quest’anno la Regione Lazio sostiene Più Libri più Liberi, la fiera della piccola e media editoria giunta alla sua 16° edizione, e partecipa con un programma di iniziative ed eventi e uno stand dedicato dove verranno realizzate attività laboratoriali di promozione della lettura a cura dei musei e delle biblioteche del Lazio. Si inizia mercoledì 6 dicembre alle ore 12.30 in Sala Luna con Ad alta voce. Chi legge cresce. Intervengono: Lidia Ravera, Romano Montroni, Roberto Gandini e i ragazzi delle scuole del Lazio. Un incontro dedicato alla seconda edizione del festival, organizzato da Cepell-Centro per il Libro e la Lettura e Regione Lazio, che a maggio ha visto sfidarsi quindici scuole dell provincie del Lazio sulla lettura espressiva di classici della letteratura, per ricevere lo scettro di “lettori reali” nel Castello di Santa Severa. Sempre mercoledì alle ore 15.30 in Sala Polaris sarà la volta di Non spiegatemi la poesia. Intervengono Lidia Ravera, Valerio Magrelli, Ivan Talarico. La poesia può essere compresa o attraversa le emozioni? Può essere illustrata? E' privilegio di pochi o alla portata di tutti? Pillole poetiche e istruzioni per l'uso. Giovedì 7 dicembre alle 12.30 in Sala Luna si terrà l’appuntamento Che cosa può fare davvero la politica per la cultura? E la cultura per la politica? Lidia Ravera e Nicola Zingaretti dialogano con Marino Sinibaldi. Cultura e politica spesso faticano a camminare insieme, ma quando ci riescono aprono nuovi percorsi e generano esperienze di valore come nel caso del Lazio. Sabato 9 dicembre alle ore 15.30 in Aldus Room si svolgerà Sesso e potere. Consenso, desiderio, violenza. Intervengono: Lidia Ravera, Paolo di Paolo, Giulia Blasi, Giorgia Serughetti. Qual è il rapporto fra sesso e potere? Rispondere a questa domanda vuol dire andare alla radice del problema. La pratica dell’abuso del corpo femminile ha una storia lunga come l’umanità. Nasce dalla convinzione, radicata nei secoli, che le donne siano inferiori, oggetto del desiderio maschile e quindi ammesse a vivere, inadatte a stimolare il desiderio maschile e quindi neglette come ci ricordano gli ultimi casi di cronaca. «In questi anni di lavoro abbiamo investito circa nove milioni di euro per promuovere la lettura e sostenere le piccole e medie imprese dell’editoria del Lazio – ha dichiarato Lidia Ravera, assessore alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio – lo abbiamo fatto sostenendo i servizi culturali nelle biblioteche, nei musei e negli archivi e la partecipazione di oltre 30 piccoli e medi editori al Salone del libro di Torino. Abbiamo finanziato con le due edizioni del bando IO Leggo e una di IO SCRIVO oltre 80 progetti di promozione e valorizzazione del libro e della lettura: più di 800 iniziative sparse per il Lazio. Abbiamo finanziato Nati per Leggere, progetto nazionale di carattere pedagogico promosso dall'AIB e dato vita al festival della lettura Ad Alta Voce, progetto sperimentale di promozione della lettura in collaborazione con il CEPELL che si è concluso nel Castello di Santa Severa, riaperto dalla Regione Lazio».

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Scacchi (Legambiente): “Bene nuova legge regionale su mobilità”

La Regione Lazio ha approvato la nuova legge sulla "Mobilità Nuova", presentata con la prima firma della Consigliera Cristiana Avenali ex direttrice di Legambiente Lazio, e che  prevede misure rivolte a diminuire il traffico di auto private e quindi le emissioni di gas serra, attraverso la promozione dell'intermodalità, diffusione di zone 20 e 30, promozione del cicloturismo e del recupero di vecchi sentieri e ferrovie dismesse in ciclovie, della promozione degli spostamenti casa-scuola-lavoro su due ruote. «L'approvazione della legge regionale sulla Mobilità Nuova è un bel risultato per la Regione Lazio – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – che si dota di un concreto strumento legislativo, in grado di sostenere le nuove modalità di trasporto, dalla ciclabilità all'intermodalità, tutte in grado di contribuire ad abbattere il numero di auto circolanti e di conseguenza le emissioni di gas serra. Siamo particolarmente soddisfatti che la legge sia stata presentata dalla consigliera Cristiana Avenali, per tanti anni direttrice regionale di Legambiente, e che ora sta portando a termine importanti leggi come questa, tutte nella direzione di quel mondo diverso e migliore possibile che la nostra associazione si prefigge quotidianamente».

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Emergenza abitativa: scontro Refrigeri-Baldassarre

«Davanti alla Commissione straordinaria Diritti Umani del Senato, l’assessore al Sociale del Campidoglio, Laura Baldassarre, avrebbe sostenuto che il Campidoglio non è in grado di gestire l’emergenza abitativa per responsabilità della Regione. Questo non è vero. I primi 40 mln che la Regione Lazio ha reso disponibili per l’emergenza abitativa nella Capitale ci sono e attendono, ormai dall’estate scorsa, la firma di Roma sotto lo schema di convenzione dove si ribadiva come dovessero essere utilizzati: un iter obbligatorio per evitare che i fondi fossero impiegati per altro, visto che trattasi di fondi ex Gescal destinati esclusivamente al reperimento di corpi abitativi, ovvero alloggi. La Regione Lazio, infatti, sulla questione ha competenze proprio di natura infrastrutturale. Inoltre, è falso che l’atto regionale decida sull’utilizzo degli alloggi reperiti: occupanti o non occupanti poco importa. L’atto regionale riporta le esigenze amministrative scritte da diverse giunte capitoline, comprese quelle della fase dei commissariamenti. La Regione Lazio, quindi, ha rispettato quanto indicato dallo stesso Campidoglio e, su questa base, ha esercitato il proprio dovere di pianificazione e finanziamento. Sino ad oggi, nessun atto amministrativo da parte del Comune di Roma ha indicato il da farsi in relazione all’utilizzo di fondi ex Gescal destinati, si ribadisce, alle infrastrutture per fronteggiare l’emergenza abitativa. Quando il Campidoglio compirà atti amministrativi in merito, sarò cura della Regione offrire la collaborazione dovuta». Lo ha dichiarato in una nota l’assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali della Regione Lazio, Fabio Refrigeri.

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A Roma un centro sperimentale avanzato per l’autismo

Si è svolto oggi al MIUR un positivo primo incontro tra la Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, per la creazione nella Capitale di un centro sperimentale avanzato per l'autismo. Martedì scorso la Ministra aveva lanciato un appello alla prima cittadina per un confronto rapido sul tema. Appello rilanciato immediatamente dalla sindaca Raggi. L’incontro di questo pomeriggio si è svolto alla presenza di esponenti dell'amministrazione capitolina, di rappresentanti del MIUR e di Gianluca Nicoletti, giornalista autore del docu-film sull’autismo "Tommy e gli altri", nonché promotore del progetto. Nei prossimi giorni partirà un tavolo tecnico attraverso il quale le due amministrazioni stabiliranno modalità e tempi di realizzazione dell’iniziativa.
Così in una nota congiunta il Campidoglio e il Miur.

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Sanità Lazio, Zingaretti sull’inferno liste: “Stiamo riducendo i tempi”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Daniele Autieri) – Mentre stiamo scrivendo 23 persone attendono che arrivi il loro turno al pronto soccorso del Bambin Gesù, 25 al Policlinico Casilino, 18 al Sant'Eugenio, 12 al Sant'Andrea. Il dato, fotografato dalla Regione Lazio, racconta in tempo reale la grande incognita dell'attesa che – sotto modi e forme differenti – coinvolge tre milioni di cittadini romani.
Come denunciato ieri da Repubblica, la capitale deve ancora colmare il suo ritardo e questo nonostante l'impegno dell'attuale giunta Zingaretti che, dopo aver fatto uscire il Lazio dal commissariamento sanitario, ha previsto una serie di riforme proprio per abbattere i tempi di attesa.

Ed è proprio la Regione che offre un parametro utile a misurare l'efficienza delle diverse Asl cittadine. Andando a prendere ad esempio la Tac del capo, solo la Asl Roma D con 28 giorni di attesa rientra nei tempi previsti. Per fare lo stesso esame nella A ci vogliono 69 giorni, che diventano 187 nella F e addirittura 288 nella B. Passando ad un'ecografia dell'addome inferiore, la Asl Roma G ci mette 128 giorni, mentre la B e la F richiedono oltre 300 giorni.
Da qui la necessità della riforma, essenziale per imbrigliare l'attività delle Asl, approvata dalla Regione Lazio nell'aprile scorso attraverso il piano regionale 2017- 2018, che prevede l'adozione di nuove regole nel breve periodo, oltre a un investimento di 10 milioni di euro.

Un piano che – come ribadito dal presidente Nicola Zingaretti – ha già garantito risultati importanti. "Nel Lazio – ha sottolineato – il dato complessivo sulle prestazioni erogate dentro i tempi massimi è passato dal 50,1% del 2015 al 64,67% del periodo gennaio/ giugno 2017. C'è ancora molto da fare, ma i dati migliorano".

Seguendo le indicazioni del piano, la prima attività delle Asl è stata quella di recall: sono state infatti richiamate circa 100mila persone per fissare nuovamente la data dell'esame entro i 10 giorni. Il dato significativo, in questo caso, è che meno del 20% dei pazienti raggiunti ha accettato di anticipare il proprio esame. La strada è indicata, ma il percorso è lungo, complice l'enorme domanda di prestazioni sanitarie che viene da una città come Roma. Al 15 dicembre 2016 erano 66.000 le persone in lista d'attesa per un'ecografia, con tempi medi di 95 giorni per la quasi totalità degli esami, ma superiori a 180 giorni per il 21%. Per dare l'idea della portata del fenomeno, ogni settimana una Asl come la A lavora 1.500 prenotazioni di esami ecografici, mantenendo in stand-by 17mila prenotazioni; e 1.000 vengono processate dalla Roma B.

Osservando i numeri senza l'impaccio delle strumentalizzazioni politiche, il problema è quello di un mercato dove, complice l'invecchiamento della popolazione, domanda e offerta appaiono drammaticamente sbilanciate. Se questo è vero, un sistema come quello laziale, ridotto all'osso dopo anni di sprechi e ruberie e faticosamente riformato, quanto è in grado di sostenere il bisogno crescente di prestazioni sanitarie che viene dalla più grande città italiana?

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Sanità: proroga dei contratti a termine

“Il Commissario ad acta alla Sanità della Regione Lazio, Nicola Zingaretti con un proprio decreto ha deciso di consentire, nelle more delle procedure concorsuali straordinarie in essere, la proroga al 31 dicembre 2018, dei contratti a termine in scadenza alla fine dell’anno in corso, per il personale in servizio nel sistema sanitario regionale. Attualmente sono in svolgimento 271 concorsi in quota al processo di stabilizzazione per 1.400 figure professionali precarie nei ranghi dell’organico di Asl e Ospedali. Quella in corso è la più grande operazione di stabilizzazione mai fatta per eliminare il lavoro precario nella sanità del Lazio. Questo è possibile oggi perché i conti sono a posto e c’è la fine del commissariamento”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

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SONO UN T1PO alla Regione Lazio

Nel Lazio oggi vivono circa 2500-3000 bambini e adolescenti con diabete mellito tipo 1 e l'età della diagnosi si abbassa sempre più. Considerando l'ampia diffusione della malattia, quindi, occorre guidare i piccoli pazienti, i genitori e gli insegnanti all'interno di un percorso che li aiuti a conoscerla e a gestirla nella quotidianità. I bambini devono condividere la loro vita con il diabete anche con i loro amici e compagni. «Il progetto Sono un T1po vuole sottolineare che, per sconfiggere il diabete infantile di tipo 1, è necessario iniziare dall'informazione e dalla prevenzione», ha dichiarato Rodolfo Lena, Presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute della Regione Lazio, che questa mattina è intervenuto alla terza tappa di SONO UN T1PO, progetto nazionale di sensibilizzazione sul Diabete di tipo 1 infantile ideato da AGD Italia in collaborazione con Eli Lilly e con il patrocinio di Diabete Italia, Federdiabete e SIEDP. «Bisogna far capire come i bambini con il diabete possano divertirsi, giocare e avere una vita attiva come gli altri. E per farlo dobbiamo iniziare parlando agli adulti, dobbiamo informarli su cosa sia il diabete giovanile, quali i sintomi e come gestirlo nel modo migliore possibile tramite un corretto stile di vita, fatto di attività fisica e sana alimentazione. Questa mattina alla Regione Lazio, davanti a 300 bambini, abbiamo voluto trasmettere un messaggio positivo relativo a come affrontare questa malattia anche tramite un concorso di disegno aperto alle scuole primarie di tutta Italia per ispirare, informare e chiamare a partecipare», ha concluso Lena.

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Nasce “L’Italia in Comune”

Un movimento politico nato da oltre 400 amministratori locali eletti in liste civiche di tutta Italia. Un partito fatto da sindaci che “ogni giorno rappresentano l’ultimo terminale dello Stato”, che non mira alle politiche del 2018 ma che intende costruire la nuova classe dirigente del Paese, partendo dall’esperienza amministrativa dei territori. A lanciarlo ieri mattina a Roma, presso la sede dell’Opificio Romaeuropa, è stato Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri. L’Italia in Comune, come ha spiegato il promotore del nuovo soggetto politico, nasce dalla rete lanciata nel 2014. Un portale pensato per provare a trovare delle risposte all’isolamento dei sindaci, sempre più abbandonati dalle strutture sovracomunali e costretti a condividere best practice per rispondere ai problemi dei cittadini. Ad aderire al progetto anche Federico Pizzarotti, sindaco di Parma che ha sottolineato come la prospettiva di presentare alle elezioni una lista dei sindaci va costruita da oggi in poi. L'idea di unire dei sindaci per lavorare insieme partendo dall'esperienza amministrativa e andando verso un’esperienza nazionale penso sia necessaria, ma credo anche che le cose vadano costruite con serietà e con una comunione di intenti che non si può trovare in pochi mesi. Il nuovo soggetto politico non guarda alle politiche del prossimo anno ma è chiaro che può lavorare in sinergia con altre liste civiche, magari a partire dalle regionali del 2019. «L’Italia in Comune – ha detto Pascucci – nasce per rappresentare i cittadini che hanno ancora voglia di indignarsi. Indignarsi di fronte ad un Parlamento che vota leggi elettorali non per garantire la stabilità del Paese ma per favorire la maggioranza che le ha votate. Ma indignati anche di fronte all'idea tutt'altro che rivoluzionaria di mandare in Parlamento le persone di strada. Chi governa il Paese dovrebbe per prima cosa imparare come si amministra, perchè la politica per noi deve essere una professione da imparare. Dobbiamo costruire un campo valoriale da cui partire tutti insieme per rispondere ad un senso di abbandono e frustrazione che tanti sindaci condividono», ha detto Pascucci, ricordando come il nuovo movimento politico nasce dall'esperienza di 'Italia in Comune', la rete di best practice a cui dal 2014 aderiscono oltre 400 amministratori locali. «Ogni giorno i cittadini ci chiedono il rispetto di alcuni diritti fondamentali: dall'assistenza ai disabili alle persone che hanno perso lavoro. Diritti che spesso non sono nella disponibilità dei sindaci ma a cui cerchiamo di dare delle risposte», ha concluso il sindaco di Cerveteri.

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Domani la UGL contro per le politiche previdenziali del governo

NO all'ennesimo stratagemma sulle pensioni, NO all'automatismo rispetto all'aspettativa di vita, NO alla penalizzazione previdenziale di giovani e donne, NO ai burocrati europei che considerano la legge Fornero un tabù intoccabile. Quattro NO forti e chiari da parte dell'Ugl che domani scenderà in piazza per manifestare tutto il dissenso nei confronti delle politiche previdenziali del governo Gentiloni (che continuano a penalizzare lavoratori e pensionati). In tutto il Lazio sono previste manifestazioni da Roma a Frosinone (volantinaggio nei pressi della stazione), da Viterbo (dalle 9.30 davanti alle Poste Centrali)  a Latina (volantinaggio al mercato dalle 9.30) organizzate dalla UGL Lazio e coordinate dal responsabile Armando Valiani e dal segretario Ugl Roma Daniela Ballico: «Chiediamo – spiegano i due esponenti del sindacato – di bloccare e successivamente eliminare in maniera definitiva l'innalzamento dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia e anzianità in rapporto  all'aspettativa di vita; estendere la flessibilità in uscita e riconoscere il valore universale della maternità e della cura della famiglia e di assistenza soprattutto per le persone con disabilità; chiediamo inoltre di rivedere, stendere e prorogare la platea che ha diritto ad accedere all'APE Social». Per l'Ugl è necessario iniziare un serio dialogo per l'abolizione della legge Fornero.