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Enrico Stefàno (M5S) a Radio Roma Capitale: nuove modalità di ingresso nel centro storico attive nella seconda metà del 2018; al Governo chiederemo soldi per metro e infrastrutture su ferro

Enrico Stefàno, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione Mobilità in Campidoglio, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". 

Stefàno ha dichiarato: "Il sistema di accessi nel centro storico non sostituirà le ztl, ma saranno due sistemi complementari. L'intento non è incassare, ma stimolare il cittadino ad utilizzare il trasporto pubblico e a condividere la propria auto". 

"Le nuove modalità di ingresso nel centro storico di Roma – ha aggiunto il consigliere – saranno attive nella seconda metà del prossimo anno".

Per quanto riguarda il Tavolo per il rilancio di Roma, il presidente della commissione Mobilità in Campidoglio ha affermato: "Con gli organi di Governo anche l'assessora Meleo ha avviato un'interlocuzione molto importante. Chiederemo soldi per le metropolitane e per la realizzazione di infrastrutture su ferro".

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La Regione per la prevenzione dei tumori

Prima riunione per l’Intergruppo dedicato allo sviluppo di azioni positive nella lotta alla malattia oncologica e nella cura e assistenza ai pazienti, costituito il 12 luglio scorso da tutte le forze politiche e coordinato da Rodolfo Lena, Presidente della Commissione Politiche sociali e Salute. A relazionarsi con i consiglieri regionali per individuare strategie adeguate a promuovere i diritti alla cura, alla prevenzione e all’assistenza nel Lazio sono stati: Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus; Felice Bombaci, Responsabile Gruppo AIL Pazienti LMC; Ruggero De Maria, Direttore Istituto di Patologia Generale, Università Cattolica del Sacro Cuore; Isabella Francisetti, Presidente AMOC – Associazione Malati Oncologici Colon-Retto Onlus; Marco Vignetti, Direttore Fondazione GIMEMA. Tra le proposte emerse, quelle di creare una Rete regionale per la diagnostica oncologica innovativa.
Sulla scorta di quanto già avvenuto in altre Regioni dove è presente l’Intergruppo, si chiede al Consiglio di adottare un atto di indirizzo da trasmettere al presidente Zingaretti e alla struttura commissariale per favorire l’esenzione dal ticket per le donne con mutazione genetica BRCA1/2 (tumore della mammella e dell’ovaio). Si è discusso anche del “modello Piemonte” per l’attivazione di un Centro Accoglienza e Servizi, struttura di riferimento del paziente nell’ambito della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta in termini di assistenza, orientamento e supporto. Infine, è stata auspicata la promozione di campagne di screening per il tumore al colon retto, il secondo tumore più frequente per insorgenza sulla popolazione generale (rapporto AIOM 2016). "Come Regione Lazio abbiamo messo in campo una lunga serie di attività per dare ancora più rilevanza alla prevenzione e lotta ai tumori – ha dichiarato il consigliere Rodolfo Lena – e la creazione di questo intergruppo si pone nel solco di questo percorso, contribuendo a sviluppare un confronto condiviso fra i principali attori del sistema oncologico ed ematologico e la Giunta Regionale, necessario per il raggiungimento di obiettivi utili per migliorare l’offerta sanitaria in oncologia. La prevenzione sarà sempre più fondamentale nei prossimi anni e compito delle istituzioni e dell’intergruppo sarà quello di favorire un’ampia diffusione e promozione dell’informazione sui corretti comportamenti e stili di vita da attuare per ridurre il numero di nuovi casi, fondamentale anche per liberare più risorse per diminuire le sofferenze ai pazienti affetti da cronicità".

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Un ticket giornaliero per il centro di Roma

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Laura Mari) – Niente più varchi e pass. Da aprile (o al massimo giugno) per entrare con l'auto nel centro storico della capital si pagherà un biglietto d'ingresso. E il costo non sarà contenuto. Come Milano, anche Roma tra qualche mese avrà una Congestion Charge Zone, un'Area C in cui l'accesso sarà consentito solo a chi avrà comprato l'apposito ticket valido per un solo giorno. Un progetto annunciato prima dell'estate dal presidente grillino della commissione comunale Mobilità, Enrico Stefàno (M5S), e che tra sei mesi troverà attuazione.

"Stiamo definendo alcuni dettagli, come il costo dei ticket e le modalità di accesso, ma siamo a buon punto e sicuramente tra aprile e giugno attiveremo l'Area C in via sperimentale", annuncia Stefàno. A Milano il biglietto valido 24 ore costa 5 euro, ma si possono anche acquistare pass dal valore di 30 o 60 euro da cui vengono scalati gli importi al momento dell'utilizzo.

"Ci saranno card a tariffa agevolata per i residenti del centro storico e chi per entrare nell'Area C utilizzerà il car- pooling, ovvero la condivisione di una stessa auto, otterrà bonus o crediti sull'acquisto dei ticket", fa sapere il presidente della commissione capitolina Mobilità. "I confini dell'Area C – prosegue – saranno quelli delle Ztl del centro storico e del Tridente, ma stiamo valutando se inserire nel perimetro anche Trastevere".

L'idea dell'Area C in realtà aveva già trovato spazio con l'amministrazione dell'ex sindaco Ignazio Marino, che la fece inserire nel Piano generale del traffico urbano firmato dall'ex assessore ai Trasporti, Guido Improta. All'epoca si pensò all'ipotesi di regalare 150 ingressi ai residenti e fissare il costo d'accesso in due "gettoni" per la mattina e l'orario di punta e uno per le altre fasce orarie. "Stabiliremo un prezzo che ci permetta di disincentivare l'uso dell'auto privata", taglia corto Stfàno che, ad aprile scorso, ha promesso che con l'istituzione dell'Area C "il traffico diminuirà del dieci per cento".

Ma i romani rispetto ai milanesi sono forse più restii ad accettare le novità. E così, per abituare gli abitanti della capitale all'idea di dover raggiungere il centro di Roma a piedi o con mezzi di trasporto (sempre in ritardo o guasti), i 5 Stelle hanno pensato di adottare un sistema graduale. "Estenderemo l'orario di chiusura delle Ztl del centro storico, por- tando il divieto di accesso fino alle 20 e uniformeremo gli orari, che attualmente sono differenti per ogni Ztl", spiega Stefàno. Un provvedimento che sicuramente non piacerà

 a commercianti e ristoratori, da sempre contrari ai divieti di accesso in centro. Ma come ci si muoverà all'interno della Congestion Charge Zone? "Con i fondi europei – spiega Enrico Stefàno – compreremo i mini- bus elettrici e istituiremo delle linee che consentano di raggiungere tutti i rioni". Un sogno, forse, in una città dove è già tanto se le stazioni delle metro non si allagano e se i bus viaggiano senza ritardi e senza guasti.

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Roma, otto bancarelle su 10 con licenze irregolari: “Fermiamo l’assedio”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Alberto Custodero) – Dodicimila ambulanti da strada in giro per Roma, il doppio di Parigi. L’80 per cento di queste licenze è illegale: o perché sono anomale (rilasciate da enti non competenti) o perché violano il codice della strada, o perché occupano il suolo pubblico, o perché non hanno i permessi dei Beni culturali. In molti Municipi è stata utilizzata anche una app dalla polizia municipale per il censimento: quando gli agenti si imbattevano in bancarelle, camion bar, edicole, caldarrostai, urtisti, ritrattisti, pittori, artisti di strada, li fotografavano e in tempo reale venivano geolocalizzati su una mappa digitale. Le 12mila licenze degli ambulanti che si trovano sui marciapiedi sono in scadenza per effetto della direttiva europea Bolkestein sul libero commercio.

E per la prima volta dovranno essere messe tutte a bando europeo. Il termine di scadenza delle licenze è il 31 dicembre 2018. Poiché, tuttavia, il bando europeo dura 180 giorni, e poiché dopo occorrerà fare le aggiudicazioni e aspettare i ricorsi, per rispettare i tempi l’Amministrazione comunale dovrà decidere cosa bandire entro la fine di quest’anno. Il tempo, dunque, stringe. Nessuno sa quante saranno rinnovate. Soprattutto nessuno sa se saranno assegnate a chi le ha avute da decenni. Finora venivano ereditate di padre in figlio con vari stratagemmi societari, o vendute dal titolare originale in una sorta di mercato nero. Dal gennaio 2019 non sarà più così: chi vorrà commerciare sulle strade pubbliche in zone demaniali in prossimità di monumenti o nel centro storico potrà farlo per 7 o 12 anni al massimo. Dopodiché la licenza scadrà.

Ma sulla regolarizzazione del commercio ambulante è già scontro. E non solo con gli ambulanti che da sempre hanno chiesto al governo di escludere completamente la loro categoria dall’obbligo di messa al bando delle concessioni. È soprattutto scontro politico, tra M5s e Pd. Da una parte la giunta Raggi ha già fatto sapere, attraverso il presidente grillino della commissione consiliare Commercio, che non ha alcun interesse di applicare la Bolkestein in quanto, spiegano i politici 5 Stelle, quando andranno al governo la aboliranno. Dall’altra il Municipio del centro che ha la maggior concentrazione di esercizi su marciapiedi, intende applicare la direttiva europea. A complicare la questione, il nuovo codice della strada e una delibera del Campidoglio (numero 30), approvata alla fine di giugno che dava ai Municipi 90 giorni per regolarizzare le licenze anomale, circa un migliaio sul totale.

Il termine è scaduto alla fine di settembre. Quel che è trapelato dal tavolo tecnico (del quale fanno parte Soprintendenza, polizia municipale, Comune, Municipi), è un quadro desolante: le circa 900 licenze del centro storico sarebbero quasi tutte irregolari o illegittime. E che pochissime potranno essere rinnovate. Nella piazza della Fontana di Trevi, ad esempio, c’è un caldarrostaio che usufruisce di un ombrellone, è aperto tutto l’anno, e, incredibilmente, ha un allaccio alla corrente elettrica. Ci sono poi gli urtisti: questa categoria, per difendersi dai regolamenti sempre più restrittivi del Mibact, hanno ottenuto di essere riconosciuti come “attività storica” per sfuggire alla regole sul commercio in prossimità dei monumenti. Forse è stato un boomerang: c’è già chi, in seno alle Conferenze di servizi, vuole chiedere loro di svolgere l’attività storica così come l’aveva istituita Pio IX: tavola al collo, bastone per poggiarla sul dorso del piede e mani libere durante la contrattazione con i turisti che urtano (da qui “urtisti”), mentre camminano tra la folla. Magari anche in costume storico.

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Roma, lungo il Tevere abbandonato si arena anche la burocrazia

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Paolo Boccacci) – Il Tevere come la Senna di Parigi, dove vanno e vengono i bateaux mouches pieni di turisti o come il Tamigi di Londra dove si pescano le trote? Macché. Il fiume di Roma, come le sue antiche Mura, è un Gigante malato. Uffici fantasma, sponde ridotte a selve, come all'altezza di Ponte Marconi, dispositivi di sicurezza per i galleggianti ancora non verificati, e, soprattutto, acque color seppia, dove continuano ad arrivare tanti rifiuti. E dentro anche carcasse di macchine abbandonate, tronchi d'albero che galleggiano e spaventano i canoisti, e plastica, plastica, plastica, e rifiuti.

Due sono le immagini che i romani hanno negli occhi: quella dei barconi incagliati sotto le arcate del ponte all'altezza di Castel Sant'Angelo durante l'ultima, catastrofica piena di qualche anno fa e poi, quando il fiume tornò a ritirarsi e le sue acque ad abbassarsi, l'incredibile fotografia di migliaia di buste di cellophane appese ai rami che affiorano, come panni sporchi stesi a denunciare l'incuria.

Partiamo dalla sicurezza. "Il battello che stava per affondare afferma Giuseppe Maria Amendola, presidente del Consorzio Tiberina, che riunisce i concessionari dei galleggianti e di aree sugli argini, tutte le università di Roma e vari enti di ricerca e associazioni – non è soggetto alle nuove norme di sicurezza, ma tutti i galleggianti hanno difficoltà. Il 30 settembre scadeva l'ultimatum della capitaneria di Porto e della Regione Lazio per l'avvio delle verifiche di sicurezza sugli approdi dei battelli e i galleggianti destinati ad attività sportive, ristoranti e stabilimenti.

Nei giorni scorsi io e il presidente del Consorzio Tevere Centro abbiamo fatto arrivare un appello alla sindaca Raggi perché desse delle indicazioni operative sulle autorizzazioni per gli interventi di messa a norma. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta né dalla sindaca, né dall'Ufficio Tevere".
"Ma – denuncia Athos De Luca, il dem candidato alla presidenza del Municipio di Ostia e tra i responsabili dell'Ambiente del Pd romano – a distanza di sei mesi, dopo una memoria di giunta, non è stata fatta neppure la delibera per rendere operativo l'Ufficio". Ribatte il Campidoglio: "per la delibera si sta aspettando il varo della nuova macro-struttura, ma il direttore generale già firma provvedimenti come la pulizia degli argini a Ponte Mazzini".

E l'inquinamento? Basta pensare che dopo il temporale dei giorni scorsi nel Tevere c'è stata una moria di pesci, dovuta al fatto che a Roma arrivano in città per le piene gli inquinanti che il fiume convoglia dai terreni accanto, tra cui i residui organici di porcilaie e di stalle, ma anche pesticidi.

Gli argini poi, tra baracche, rifugi di clochard e insediamenti rom, come davanti al "Biondo Tevere", il ristorante dell'Ostiense amato da Pasolini, sono terra di nessuno.

 Le competenze sono farraginose e dare in concessione le sponde ai privati per curarle è un'impresa. Dunque è tutto affidato al Demanio regionale. E la Regione ha fatto recentemente un bando per la pulizia e manutenzione delle sponde da Ponte Milvio all'Isola Tiberina, ma non da lì al mare. E in ogni caso nessun ente ha l'obbligo di curarle. Il risultato? Si va dagli ambienti esclusivi dei circoli romani, dall'Aniene al Tevere Remo, al completo abbandono.

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Tavolo per Roma, Michela Azzola (CGIL) a Radio Roma nelle prossime ore finalmente avremo data; Di Maio non sa di cosa parla e non sa cos’è un sindacato; concordato preventivo, ci vuole un’Atac pubblica

Michele Azzola, segretario della CGIL di Roma e Lazio, intervenendo questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", ha dichiarato: "Dalle notizie che abbiamo sembra che ci sia stato un contatto tra il ministro Calenda e la sindaca Raggi e che questo contatto produrrà nelle prossime ore la definizione di una data. Quindi abbiamo superato il primo ostacolo, ma abbiamo bisogno di una collaborazione reale tra le istituzioni, serve un serio patto di collaborazione. Roma ha bisogno di invertire un trend di declino e degrado che ormai è impressionante".

"La CGIL – ha aggiunto Azzola – porterà al tavolo alcuni filoni di proposte: rimettere al centro della discussione il tema del debito di Roma; progetti tesi a premettere ad un reinserimento delle filieri industriali che gravitano su questo territorio; riqualificazione urbana delle periferie della città; Atac e Ama devono cominciare a funzionare, dobbiamo dare un servizio di trasporto efficiente e avere una città pulita".

Il segretario della CGIL di Roma e Lazio ha poi commentato le dichiarazioni di Di Maio sui sindacati: "Siamo abbastanza anziani da non farci trasportare sull'onda di una dichiarazione fatta probabilmente con molta ignoranza. Temo che Di Maio non sappia di cosa parla e non sappia cos'è un sindacato. Se sogna di fare la riedizione del Ventennio sono problemi suoi che non ci toccano".

In merito al concordato preventivo di Atac Azzola ha affermato: "Abbiamo chiesto un rapporto leale all'amministrazione, il lavoro farà la sua parte. Misurerò il piano di riorganizzazione dalla riforma dei vertici. Ci vuole un'Atac pubblica perchè la leva del trasporto pubblico urbano è fondamentale per il governo della città".

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Paolo Ferrara (M5S) a Radio Roma Capitale: al tavolo per Roma porteremo lo stato in cui versano le periferie e le problematiche che ci hanno lasciato venti anni di malgoverno

Paolo Ferrara, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Sulla proposta del tavolo per il rilancio di Roma il consigliere ha dichiarato: "Era auspicabile un'interlocuzione, siamo soddisfatti e speriamo che adesso il tavolo vada avanti e porti risorse per Roma".

Ferrara ha aggiunto: "Al tavolo porteremo lo stato in cui versano le periferie e le problematiche che ci hanno lasciato venti anni di malgoverno. Porteremo inoltre un quadro di quello che abbiamo fatto in questo anno. Roma è la Capitale d'Italia e va trattata come tale. Il Governo deve stanziare risorse adeguate, Roma non può essere trascurata".

Per quanto riguarda le parole di Roberta Lombardi sulla sindaca Raggi in un'intervista al Corriere della Sera ("se condannata deve lasciare"), il capogruppo del M5S ha affermato: "Noi rispettiamo le regole interne come abbiamo sempre fatto. Bisogna dare il buon esempio. Sono convinto che decadrà anche l'accusa di falso per la sindaca Raggi".

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Roma, uno “sceriffo” per ogni strada: arriva a Prati il vigile del rione

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Laura Mari) – Controllerà le licenze delle bancarelle, i tavolini dei locali e i metri dello spazio occupato. Segnalerà i cartelli stradali non visibili, i semafori rotti, gli incroci pericolosi e le strisce pedonali cancellate. Ma, soprattutto, ascolterà residenti e commercianti, interverrà sulle doppie file e sui parcheggi in divieto di sosta. Sarà, insomma, “il sindaco” del quartiere, un referente fisso e ben riconoscibile. A rispolverare la figura del “vigile di quartiere” attiva in città negli anni ’50-’60 è stato il I Municipio, che havotato la mozione del consigliere Maurizio Esposito per l’istituzione dei caschi bianchi addetti alla sorveglianza di una specifica strada.

La sperimentazione inizierà lunedì in via Cola di Rienzo e terminerà il 31 dicembre. Se l’esito sarà positivo, il vigile di quartiere comparirà anche a piazza Vittorio (all’Esquilino) in via delle Muratte (nel rione Trevi) e al Testaccio. «La funzione di questa nuova figura sarà di controllare il territorio e sanzionare eventuali abusi, ma anche fornire ai cittadini un punto di iriferimento per le segnalazioni, le richieste di informazioni e il supporto nei rapporti con l’amministrazione » spiega Matteo Costantini, vicepresidente del consiglio del I Municipio.

I vigili di quartiere saranno quattro divisi in due turni (mattina e sera) e in via Cola di Rienzo, oltre alle occupazioni selvagge e alla sosta abusiva, avranno il compito di segnalare le aree verdi degradate, gli alberi pericolanti e le situzioni a rischio. «Saranno un’ulteriore garanzia di sicurezza per i cittadini – sottolinea Costantini – i vigili di quartiere faciliteranno anche l’uscita degli alunni dalle scuole, evitando il rischio che qualche bambino possa venire investito mentre attraversa la strada».

La speranza del I Municipio è che il vigile di quartiere superi i confini del centro storico e venga adottato anche nel resto della città.

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Atac, Corte dei conti all’attacco per la B1. Oggi sciopero e addio riparazioni binari

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo e Giovanna Vitale) – Come una tela ormai lacerata, quando ti sembra di averla riparata mettendoci una toppa, ecco che si strappa di nuovo, appena un po' più in là. È la situazione di Atac che, dopo aver incassato dal tribunale l'ok alla domanda di concordato, rischia ora di rimanere scoperta su uno dei fronti più delicati: la sicurezza. E questo mentre per oggi si annuncia l'ennesima giornata di passione a causa dello sciopero dei mezzi pubblici, dalle 8,30 alle 12,30, che potrebbe far saltare centinaia di corse e provocare la chiusura delle metro. Tant'è che il Campidoglio ha deciso di spegnere i varchi diurni del centro storico e di Trastevere.

Ieri la Metro.Ferr ha infatti comunicato ai vertici di Via Prenestina che, "avendo appreso ufficialmente" dell'avvio della procedura fallimentare, la società "intende avvalersi della facoltà di sospendere tutte le attività in corso riferibili ai contratti" in essere. Saranno perciò interrotti sia "i lavori di manutenzione straordinaria sull'armamento e sulle infrastrutture della rete tranviaria", sia quelli di "manutenzione ordinaria programmata e non programmabile dell'armamento ferroviario e servizio di cantoneria e diagnostica della Metro C", sia infine i "lavori di rinnovamento dell'armamento nella tratta Catalano-Faleri della ferrovia Roma-Viterbo". In sostanza ogni intervento sui binari, che sono la spina dorsale della rete metroferroviaria di Roma, resteranno terra di nessuno: non presidiati né, in caso di guasto, sistemati.

Come se nulla fosse, però, oggi il board di Atac si riunirà per deliberare su una serie di questioni, tra cui la nomina del direttore generale, rimasta in sospeso dopo l'annuncio che ad assumere le deleghe – mai formalizzate per timori di esposti all'Anac – sarà l'attuale presidente e ad Paolo Simioni. Il quale ha firmato la convocazione del cda e, di fatto, delibererà sulla nomina di sé stesso. Aggiungendo una terza carica, quella più pesante, che gli consentirà di triplicare (e anche di più) il suo stipendio: da 70mila a 240mila euro.

Nel frattempo, dal passato arriva una buona notizia. Ieri la procura della Corte dei conti ha chiuso l'indagine sulla costruzione della B1. Il pm Massimo Perin ha inviato un invito a dedurre (il corrispettivo di un avviso di garanzia) ad Andrea Sciotti, ingegnere e direttore dei lavori del prolungamento della seconda linea del metrò, e al responsabile unico del procedimento Piero Lattanzi. Secondo i magistrati contabili dovrebbero restituire 19,7 milioni di euro a Roma Metropolitane. Si tratta della cifra incassata dall'azienda Metro B1 Scarl a titolo di "premio di accelerazione" nel 2007 per rimediare ai ritardi accumulati sulla consegna della tratta compresa tra le stazioni Bologna e Conca d'Oro. Una somma non dovuta, secondo la Corte. L'obiettivo non è mai stato raggiunto: a fronte del ricco bonus, il cantiere è stato infatti consegnato con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

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Iniziati in ritardo i lavori in Aula Giulio Cesare

Solo dopo oltre un'ora di attesa e al terzo appello, l'Aula Giulio Cesare (nella foto dopo il 2° appello) è riuscita a raggiungere il numero legale (24 presenze contro altrettante assenze) e a iniziare i lavori previsti. Dopo la relazione dell'assessore Colomban, sono iniziati gli interventi, molto critici, sia dell'opposizione di centrodestra che di centrosinistra.