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Iniziati in ritardo i lavori in Aula Giulio Cesare

Solo dopo oltre un'ora di attesa e al terzo appello, l'Aula Giulio Cesare (nella foto dopo il 2° appello) è riuscita a raggiungere il numero legale (24 presenze contro altrettante assenze) e a iniziare i lavori previsti. Dopo la relazione dell'assessore Colomban, sono iniziati gli interventi, molto critici, sia dell'opposizione di centrodestra che di centrosinistra.

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Assessora Linda Meleo su Radio Roma Capitale: ci saranno nuove corsie preferenziali; possibile un piccolo ritardo per la linea C; il bilancio consolidato 2016 di Roma Capitale (che recepisce anche quello di Atac) è in utile di 64 milioni

L'assessora alla Città in movimento del Comune di Roma Linda Meleo è intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Linda Meleo ha dichiarato: "Il Piano urbano della mobilità sostenibile disegnerà la città in tema di mobilità da qui ai prossimi 15 anni: metteremo assieme 4 sub-piani e avremo così una mappa complessiva della città in termini di mobilità".

L'assessora ha aggiunto: "Vogliamo investire fortemente sul ferro e stiamo già lavorando sul prolungamento della linea C oltre i Fori Imperiali. Inoltre, il piano dà ampio spazio alla ciclabilità. Abbiamo pensato che in questo piano fosse necessaria anche la partecipazione: pertanto abbiamo lanciato un portale di consultazione. Il percorso partecipato sarà aperto per quattro mesi, poi ci sarà un momento di sintesi".

"L'amministrazione – ha spiegato Linda Meleo – ha già deliberato alcune opere invarianti, tra cui il tram sulla Palmiro Togliatti, quello che unirà Piazza Vittorio e i Fori e la metropolitana leggera per il prolungamento della B1. Sulla linea C potrebbe esserci uno slittamento al primo mese dell'anno prossimo. Il piano di carico/scarico merci dovrà essere organizzato in modo da avere un centro storico percorso da veicoli sostenibili. Inoltre, abbiamo chiuso una conferenza dei servizi per realizzare nuove corsie preferenziali. Abbiamo dato mandato a Roma Metropolitane di progettare nuovi parcheggi per le fermate Annibaliano e Conca D'Oro della B1. E vogliamo rafforzare quello di Anagnina".

In merito ad Atac, per una parte di patrimonio immobiliare inutilizzato va fatto un ragionamento in direzione della dismissione. Allo stato attuale il nostro assessore al Bilancio ci ha comunicato il bilancio consolidato di Roma Capitale del 2016, che recepisce anche il bilancio di Atac, è in attivo di 64 milioni di euro. Sono molto convinta che con il concordato possiamo raggiungere risultati importanti".

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Roma, tutor e sorveglianza: appello per tre ville. “Istituzioni assenti”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Laura Mari) – Ogni metro quadrato che si perde è un soffio d'aria che manca ai polmoni di Roma. Un respiro soffocato dal degrado. Dopo il recente caso di stupro di una donna tedesca a Villa Borghese, in seguito alle numerose aggressioni e violenze nel parco di Colle Oppio e dopo le denunce sullo stato di abbandono dei parchi pubblici e delle aree verdi, le associazioni che si battono per la tutela delle ville storiche hanno preso carta e penna per chiedere un intervento urgente del Campidoglio. Presentando 16 proposte concrete, un vademecum completo.

"Le ville storiche sono state messe a rischio dalla totale assenza di attenzione da parte delle istituzione", si legge nella lettera- appello firmata dagli Amici di Villa Borghese, dall'Osservatorio Sherwood, dall'associazione per Villa Pamphilj e dai Leprotti di Villa Ada. Allegate alla missiva, ecco le idee degli ambientalisti.

Sotto il profilo della gestione, servono "tutor" e giardinieri esperti "di chiara fama" per ogni parco oltre che piani di gestione a lunga scadenza, supportati da investimenti in personale e strumenti per la cura del verde.
Capitolo cura: più sforzi per la manutenzione ordinaria, visite guidate, aree per bambini e bagni in tutte le ville. Non mancano i divieti, tra cui quello di prestare le aree verdi alle serate dell'Estate Romana e agli "eventi con forte impatto ambientale" con più di 200 partecipanti. Al bando anche il transito di auto e moto.

Per quanto riguarda la "conservazione ", secondo i firmatari dell'appello, il Campidoglio dovrebbe censire gli immobili delle ville, prevedere il loro restauro e l'assegnazione ad associazioni no profit. Fauna e flora: il Comune dovrebbe occuparsi anche della tutela della biodiversità.

Conclusione sulla sicurezza, tema caldissimo. Più sorveglianza, in collaborazione con le stesse associazioni e i volontari che lavorano nei parchi, con squadre ad hoc dei vigili urbani. I pizzardoni dovrebbero chiudere ogni sera i cancelli, rimuovere i bivacchi e intervenire anche in funzione di eco-vigilantes segnalando voragini, discariche e presenza di amianto.

"Solo le tre ville che rappresentiamo coprono 400 ettari di verde e durante i mesi estivi abbiamo assistito inermi al loro totale abbandono. I viale alberati erano e sono tutt'ora invasi di rifiuti, l'erba ricoperta da sterpaglie e gli alberi non potati", attacca Lorenzo Grassi, dell'Osservatorio ambientale Sherwood. Per concretizzare le sue proposte, serviranno fondi. "L'assessora all'Ambiente, Pinuccia Montanari, ha assicurato che per Villa Pamphilj saranno stanziati 250mila euro per avviare un progetto pilota di gestione", fa sapere Paolo Arca, dell'associazione per Villa Pamphilj. Inoltre, le associazioni chiedono più sicurezza all'interno delle ville. "La chiusura notturna è fondamentale", ricorda Antonio Ricci, dell'associazione Amici di Villa Borghese. Proprio il teatro dell'ultimo stupro.

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Battaglia in aula per l’assessore Ravera

Consiglio regionale di fuoco alla Pisana per una mozione a favore dell'assessore alla cultura Ravera (nella foto presente in aula), presentata da parte del consigliere di maggioranza Carrara. La scorsa settimana l'aula aveva approvato a sorpresa una mozione del consigliere del centrodestra Malcotti, che chiedeva al presidente Zingaretti di ritirarle le deleghe. Critiche le opposizioni, che contestano anche il metodo della maggioranza di centrosinistra. In particolare a inizio seduta la contestazione ha avuto come obiettivo il presidente della Regione Zingaretti, assente per motivi istituzionali come dichiarato dal presidente dell'aula Leodori. La discussione è ancora in corso.

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Roma, piano partecipate del Comune: «Da 31 si passa a 11»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Piano di riorganizzazione delle società partecipate del Comune di Roma: passeranno da 31 a 11. «Oggi presentiamo con molto orgoglio il piano riorganizzazione delle partecipate che consentirà di ottenere un risparmio iniziale di 90 milioni di euro. Ottanta milioni una tantun e 10 ogni anno. Si passa da 31 soggetti a 11. Queste società per anni sono stati una sorta di bancomat della politica erogando servizi non all'altezza. Noi taglieremo poltrone inutili e rami secchi per avere performance di livello. Smettiamo di credere alla logica che solo le aziende private funzionano», spiega la sindaca di Roma Virginia Raggi presentando il piano di riorganizzazione delle società partecipate del comune insieme all'assessore Massimo Colomban.

«Roma ha metà risorse di Milano ed è estesa 7 volte di più. Questo territorio può avere, ad esempio, le stesse strade asfaltate con la metà delle risorse? Se ci riuscissimo sapremmo fare dei miracoli. Questo è un problema colossale di Roma, della vostra capitale, della nostra capitale. Se vogliamo una capitale che sia tale bisogna dare almeno le stesse risorse di Milano. Su questo argomento impopolare va concentrato lo sforzo da parte di tutti, a cominciare dalla sindaca Raggi: non bisogna vergognarsi di dire che Roma ha la metà di risorse di Milano», ha detto l'assessore Massimo Colomban.

«Le mie dimissioni? Dopo l'approvazione del Piano in Assemblea capitolina. La delibera dovrà passare all'attenzione dell'Assemblea e sarò presente», ha detto Colomban rispondendo ai giornalisti. La proposta di delibera sul riordino e la razionalizzazione delle aziende del Campidoglio, licenziata dalla Giunta, dovrà ora essere sottoposta all'approvazione dell'assemblea capitolina. «Sono orgoglioso di aver lavorato a questo progetto – ha spiegato l'assessore Colomban – e soprattutto di aver offerto il mio contributo per il futuro della nostra Capitale, che ha delle potenzialità notevoli che vanno valorizzate con il contributo di tutti: istituzioni, imprese, lavoratori, cittadini. La mia esperienza in Campidoglio certamente potrà portare, all'interno delle società partecipate dal Comune, un nuovo spirito aziendale. Nonché favorire sinergie tra le stesse che portino efficienza, produttività e migliori servizi a vantaggio della città».

Per arrivare alla fine di questa ristrutturazione, ha aggiunto, «ci vogliono dai tre ai cinque anni. Non prevediamo nessuna riduzione di organico, ma tutti dovranno operare secondo efficienza».

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Chikungunya, Pinuccia Montanari a Radio Roma Capitale: forse già a luglio primi casi sospetti, semmai i ritardi sono di altri. Caccia, la Regione la sospenda. Raccolta differenziata, dove abbiamo applicato il nostro modello +35%

Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità ambientale del Comune di Roma, è intervenuta questa mattina su Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". In merito al virus della chikungunya, l'assessora ha dichiarato: "Abbiamo soltanto evidenziato che a Roma ci sono stati solo 7 casi e ad Anzio e nel Lazio 57. Noi stiamo facendo la nostra parte, ma tutti si concentrano su Roma, attribuendo a noi responsabilità che non ci sono. Abbiamo fatto mille interventi da aprile. Utilizzare un problema di salute pubblica per fare polemica non ci sembra decoroso".

Pinuccia Montanari ha aggiunto: "Non c'è stato nessun ritardo, la nostra attività di prevenzione e di controllo è stata efficace. Forse già a luglio ci sono stati i primi casi sospetti, ma non sono stati segnalati e quindi i ritardi sarebbero di altri. La nostra dirigente sta valutando. Oggi ci sarà una riunione tecnica in Regione"

Per quanto riguarda la caccia, l'assessora ha spiegato: "Abbiamo scritto una nota alla Regione in cui abbiamo chiesto di interrompere la caccia a causa della siccità".

L'assessora ha concluso sulla raccolta differenziata: "Dove abbiamo cominciato ad applicare il nostro modello abbiamo avuto un +35%. Stiamo facendo un lavoro di progettazione, il dato su cui misurarci è il 75% nel 2021".

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Fabio Fucci (M5S) a Radio Roma Capitale: “Non mi candido alle regionarie del Movimento 5 Stelle”

"Non mi candido alle regionarie del Movimento 5 Stelle. Sono lusingato che si sia fatto il mio nome, ma in base alla regola dei due mandati, essendo io al secondo, non posso candidarmi per una carica elettiva. Auspico che l'esperienza acquisita dagli eletti in questi anni non vada dispersa". Lo ha dichiarato Fabio Fucci, sindaco di Pomezia e vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale, ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa".
 

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Febbre Chikungunya, donazioni di sangue sospese a Roma

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Fabio Rossi) – Stop alle donazioni di sangue per 1,2 milioni di romani, quarantena di 28 giorni per i gli altri donatori della Capitale e per chiunque sia stato dopo il 25 agosto, anche per poche ore nella Città eterna e ad Anzio, il centro del litorale in cui è stato localizzato il maggiore focolaio di Chikungunya. Il contagio, veicolato dalle zanzare tigre, porta le prime conseguenze su larga scala, mentre la sindaca Virginia Raggi ordina la disinfestazione a partire dai quartieri dove sono stati segnalati i primi casi. La malattia virale si è manifestata soprattutto nella cittadina sul litorale a sud di Roma. Ma anche nella Capitale i casi salgono di numero. Con forti dolori articolari, febbre alta e in un secondo tempo pustole, il contagio non è mortale, ma può diventare pericoloso in soggetti deboli, come bambini o anziani.

LO STOP
Il divieto assoluto per le donazioni, annunciato ieri sera dal Centro nazionale sangue dell'Istituto superiore di Sanità, riguarda tutti i residenti sul territorio della Asl Roma 2, che copre i quadranti sud ed est della metropoli. Visto che non esiste un test che permetta di riconoscerla nel sangue, è infatti rischioso far donare persone che potrebbero essere infettate. «Quando ci sono dei focolai abbastanza maturi come quello di Anzio, è possibile che ci siano diffusioni in altre zone», spiega Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Iss.
Per Roma, a causa del blocco parziale delle donazioni, si prevede una carenza di 200-250 sacche di sangue nei prossimi giorni, una quantità paragonabile ad una maxi-emergenza, che saranno fornite dalle altre regioni secondo le indicazioni e i criteri stabiliti dal Piano strategico nazionale per le maxi-emergenze. Il documento, approvato lo scorso, anno prevede che ogni regione abbia una scorta di sangue dedicata, da utilizzare in caso di eventi come terremoti o incidenti con molti feriti.

LA DIFFUSIONE
Sono saliti a 17, intanto, i casi accertati dal Servizio regionale di sorveglianza malattie infettive (Seresmi), di cui a Roma 6. Di questi 17, fa sapere la Regione Lazio, «dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all'estero nei 15 giorni precedenti l'esordio dei sintomi». La Regione, insieme all'Asl Roma 2, aveva più volte sollecitato un intervento del Campidoglio, atteso da alcuni giorni, per dar il via alle disinfestazioni dalla zanzara tigre.

L'ORDINANZA
Ieri pomeriggio Virginia Raggi ha firmato l'ordinanza che avvia le disinfestazioni «non solo su suolo pubblico ma anche su quello privato», anche sulle zanzare adulte, oltre a quelle già avviate sulle larve. Le operazioni, cosi come indicato nell'ordinanza, dureranno «fino a comunicazione del termine dell'emergenza da parte delle autorità sanitarie preposte», fanno sapere dal colle capitolino. I primi interventi sono già partiti, cominciando dalle segnalazioni arrivate dalle Asl, per poi estendersi alle zone limitrofe e ai principali quartieri del quadrante meridionale. Nel quadrante meridionale, invece, si parte dalle zone in cui sono avvenuti i contagi, per poi estendersi nei dintorni.
Da San Giovanni, quindi, si passerà all'Appio per poi verificare la necessità di eventuali interventi al Tuscolano o all'Esquilino. Ancora più a sud si parte da Grotta Perfetta, per puoi muoversi verso Eur, Ardeatino ed eventualmente anche sulla direttrice della Laurentina. Lo stesso dicasi per l'area di Tor Marancia. L'eccezione sarà però Torrevecchia (periferia nor-ovest), da dove è arrivata una delle segnalazioni di contagio.

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Campidoglio per la sicurezza stradale con “Vision Zero”

In corso in Aula giulio Cesare la seduta straordinaria del consiglio comunale che affronta la sicurezza stradale, in attuazione del programma "Vision Zero" per la riduzione degli incidenti stradali e delle vittime della strada, tutelando la mobilità dolce e favorendo la mobilità sostenibile. Dopo due appelli andati a vuoto, finalmente al terzo si è raggiunto il numero legale dei consiglieri e sono iniziati i lavori, con gli interventi dell'assessore Linda Meleo, della sindaca Virginia Raggi e del presidente della FIA ed ex responsabile della Ferrari in formula 1 Jean Todt.

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Rifiuti Roma, il Tar condanna la Regione Lazio: “Malagrotta, paghi 37 milioni a Cerroni”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Questa volta la mossa vincente è di Manlio Cerroni. Il “re della monnezza” ha atteso con pazienza la pronuncia del Tar del Lazio e alla fine, dopo un processo andato avanti per quasi 15 anni, ha avuto ragione. Scacco matto, almeno per quanto riguarda il periodo compreso tra il dicembre 2002 e il marzo. Lo scorso venerdì la Regione è stata condannata dalla magistratura amministrativa a versare 37 milioni di euro alla E.Giovi, una delle aziende che fanno capo al magnate dei rifiuti capitolini.

La partita sul conferimento dei rifiuti nell’ormai ex discarica di Malagrotta riguarda il triennio 2002-2005, coinvolge anche Ama e va dunque avanti da tre lustri. È infatti il 2002 quando Cerroni, oggi sotto processo per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, bussa alle porte della Pisana. Presenta un documento con l’elenco dei costi da sostenere per tenere aperto il maxi-impianto. L’atto, come previsto dalla normativa nazionale ed europea, è certificato da una società di revisione terza. È la Regione a questo punto a dover rispondere con un’ulteriore istruttoria per determinare il prezzo di conferimento della spazzatura. Il 12 dicembre 2002, dopo settimane di verifiche, viene fissato il prezzo: 34,36 euro a tonnellata.

Il problema, come sottolineato anche dal Tar, è però nell’etichetta: per gli uffici regionali, quei 34 euro sono la cifra «massima » da versare ai gestori di Malagrotta. La discrezionalità quindi è piena. Ama coglie la palla al balzo e propone una forte decurtazione. «Così la municipalizzata dei rifiuti – spiega ora il presidente delle aziende di Cerroni, l’avvocato Candido Saioni – si è fatta lo sconto: nel 2002 pagava 24,32 euro, poi la cifra si è aggiornata fino ai 26,67 euro del 2005. La E.Giovi ha accolto con riserva il prezzo e presentato contemporaneamente ricorso che alla fine abbiamo vinto. La differenza? Si tratta di 37 milioni compresi interessi ».

Per quantificare il risarcimento pro Cerroni, le toghe di via Flaminia hanno assunto come consulente il direttore dell’ispettorato della Ragioneria generale dello Stato. «Il soggetto verificatore ha depositato un’articolata relazione – si legge nella sentenza della prima sezione ter – corredata di copiosa documentazione». Carte che danno ragione alla E.Giovi, torto alla Regione e aprono scenari potenzialmente disastrosi pure per la giunta Raggi.

Da una parte, l’appello al Consiglio di Stato della Regione è dato per scontato dagli stessi manager dell’azienda che, fino alla chiusura, settembre 2013, ha gestito la discarica Malagrotta. Dall’altra, c’è la posizione di Ama. Nel braccio di ferro tra Cerroni e Pisana è intervenuta spontaneamente, opponendosi alle richieste dell’imprenditore. Una strategia difensiva che guarda al lungo periodo. Pur non essendo stata condannata dal Tar del Lazio, la municipalizzata dell’ambiente del Campidoglio (da «600 milioni di euro di debiti», come certificato dalla sindaca Raggi) potrebbe essere tirata dentro alla contesa se anche Palazzo Spada darà ragione alla E.Giovi. Dopotutto è l’azienda di via Calderon de la Barca ad aver ottenuto i benefici maggiori dal caos tariffario. Una questione che la Regione a guida Pd terrà bene a mente in caso di condanna definitiva.