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Con BLU il flamenco invade l’Altrove Teatro Studio dal 12 al 14 aprile

Con BLU le atmosfere e il ritmo affascinante del flamenco invadono l’Altrove Teatro Studio dal 12 al 14 aprile, spettacolo di Francesca Stocchi diretto da Lisa Colosimo. Il blu è il colore che, nell’immaginario comune, meno si accosterebbe al Flamenco. Ed è questa, forse, la prima “sfida comunicativa” dello spettacolo. Magari il rosso lo richiamerebbe di più, così com’è anche per il teatro ma questi sono solo cliché. È inoltre curioso come lo si associ subito alla sua origine spagnola, ma poi lo si confonda spesso col meraviglioso Tango, che però è argentino e si balla in coppia!

BLU, non solo Flamenco

BLU non è una lezione di cosa sia davvero il Flamenco ma, certamente, è la forte volontà di esprimerlo e approfondirlo; è il desiderio di far arrivare le sue complessità stilistiche, la sua carica emotiva, l’indiscutibile espressività sonora. Il Flamenco è un’Arte estremamente teatrale, per cui è stato naturale l’incontro di questi due linguaggi. In BLU, Francesca Stocchi bailaora e coreografa, Lisa Colosimo attrice e regista, esplorano e ricercano il dialogo appassionato che scaturisce dai loro Mestieri. La parola serve il gesto, il gesto serve la parola, ed insieme varcano nuovi confini: si trasformano, si mescolano e si colorano nel “rosso” delle loro passioni… ora dipinte di BLU.

Ufficio Stampa

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C19H28O2 (o Come Avere le Palle) a Fortezza est dall’11 al 13 aprile

C19H28O2 (o Come Avere le Palle) sul palco di Fortezza est dall’11 al 13 aprile, scritto e diretto da Riccardo Rampazzo con in scena Leonardo Cesaroni, Paolo Sangiorgio, Sara Younes, protagonisti di un racconto sull’identità maschile nel mondo di oggi. Una piccola barca, notte, mare aperto, due pescatori: Loris e Gu viaggiano da giorni alla ricerca di una creatura la cui cattura potrebbe stravolgere le loro vite. Ma il viaggio porta con sé altri mostri e la barca diventa un luogo in cui far carburare una corsa alla virilità, a capire chi è più “uomo”, chi reprime di più, chi ama di meno.

Dimostrare di essere uomini

Esiste, per Loris e Gu, solo il costante tentativo di dimostrare d’essere “uomini”, d’allontanare la minaccia sempre imminente di diventare “effeminati”. L’unità di misura della mascolinità, per i due pescatori, è il lavoro. “Prendo, taglio, tolgo, butto” in un ciclo infinito, interrotto, sì, da qualche sporadico pensiero, ma subito ripreso e riconfermato. Nessun dubbio, solo produrre: e per chiunque si metta in mezzo, violenza e repressione. Poi, l’imprevisto: la donna. Tormento terribile per Gu; ossessione, oggetto, merce di scambio, per Loris. Due attitudini ugualmente tossiche che hanno come unico risultato quello di implodere in sé stesse.

Spiraglio di luce da C19H28O2

“C19H28O2” racconta una rappresentanza maschile sicuramente esecrabile e tendenzialmente oscura, da cui far intravedere, tuttavia, uno spiraglio di luce, sottolineando che il modo in cui la cultura capitalista considera la mascolinità e il lavoro non è niente più che una finzione, solo un’altra storia che raccontiamo a noi stessi. “C19H28O2”, per gli amici, Testosterone. Il tentativo di indagare cosa fa di un maschio, un maschio, solo per capire che la mascolinità (come anche la femminilità) non esiste. Cosa succede, allora, se giochiamo ad inserire un elemento immodificabile, intangibile dai due “animali della scena”? Una voce. Più in particolare, una voce di donna. La femminilità diventa l’unica incognita di questa equazione che i due protagonisti non riescono a risolvere.

Ufficio Stampa

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Edoardo Leo in “Ti racconto una storia” al Brancaccio dal 12 aprile

Edoardo Leo arriva al Teatro Brancaccio, dal 12 al 14 aprile, con lo spettacolo “Ti racconto una storia” (letture serie e semiserie), con le improvvisazioni musicali di Jonis Bascir.
Ti racconto una storia è un reading-spettacolo, con musiche di Jonis Bascir, che raccoglie appunti, suggestioni, letture e pensieri che l’attore e regista Edoardo Leo ha raccolto dall’inizio della sua carriera ad oggi.

DAL 12 AL 14 APRILE AL TEATRO BRANCACCIO DI ROMA

Vent’anni di appunti, ritagli, ricordi e risate, trasformati in uno spettacolo coinvolgente che cambia forma e contenuto ogni volta in base allo spazio e all’occasione. È uno spettacolo che fa sorridere e riflettere, che racconta spaccati di vita umana unendo parole e musica. Una riflessione su comicità e poesia per spiegare che, in fondo, non sono così lontane.

Enzo Ferreri

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Quasi quasi ci ripenso debutta, dal 9 al 21 aprile, al Teatro de’ Servi

Quasi quasi ci ripenso debutta in prima assoluta dal 9 al 21 aprile, al Teatro de’ Servi, la nuova commedia targata Gianni Quinto, Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi con la regia di Andrea Palotto. È tutto pronto, Riccardo e Greta stanno per sposarsi, manca solo un’ultima formalità: andare da Don Gino, in canonica, e rispondere alle domande del “processetto”. Come in un tribunale, la coppia dovrà rispondere ai quesiti di un’antica procedura per verificare che le intenzioni dei futuri sposi siano in linea con i dettami della Chiesa e che non ci siano impedimenti di alcun genere.

Niente risposte confezionate

Don Gino, però, tutto è tranne che un prete che si accontenta di semplici risposte confezionate. Così, quello che doveva essere un formale e sereno appuntamento si trasforma in una divertente e caotica avventura nella quale dubbi, incertezze e segreti verranno alla luce mettendo in pericolo l’unione tra i due innamorati. Dei piccoli non detti bastano a trasformare quel “si” in un “no”, oppure un “forse” o peggio ancora “non lo so più”.

Interrogatorio quasi surreale

Un interrogatorio quasi surreale che tra situazioni paradossali, comico/tragiche e al limite dell’incredulità, farà crollare la terra sotto i piedi degli sposi e dello stesso prete. La canonica è un ring perfetto in cui avviene un match a tre, dal quale o usciranno tutti vinti o tutti vincitori. Il processo diventa l’occasione per conoscere a fondo la storia d’amore di Greta e Riccardo: il primo incontro, le reciproche famiglie e i loro amici, i sogni e le aspettative di una vita insieme. Ma è anche l’occasione per capire che dietro la figura di un prete c’è un uomo con le sue incertezze, delusioni e speranza per una Chiesa diversa.

Ufficio Stampa

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Premio Film Impresa il 9, 10 e 11 aprile alla Casa del Cinema

Premio Film Impresa avrà luogo per la seconda edizione il 9, 10 e 11 aprile alla Casa del Cinema di Roma a Villa Borghese. Creatività e coraggio, territorio e innovazione, radici nel passato e disegno del futuro: questo e tanto altro nei cortometraggi e mediometraggi che concorreranno a questa seconda edizione del Premio Film Impresa diretto da Mario Sesti e presieduto da Giampaolo Letta. Si tratta di un cantiere di ricerca, conoscenza, esplorazione di quelle opere che incrociano linguaggio del cinema e dinamica imprenditoriale, l’universo di intensa mediatizzazione in cui viviamo e l’immenso potere di trasformazione delle nuove tecnologie.

Premio ideato da Unindustria

Premio Film Impresa è un’iniziativa ideata e realizzata da Unindustria con il supporto di Confindustria, che mira a valorizzare, esaltare e comunicare i valori dell’impresa di chi ci lavora attraverso i film d’impresa che, sempre più spesso, le aziende realizzano per raccontare la loro storia, il loro prodotto, il lavoro delle persone, il rapporto con il territorio. Nel corso delle tre giornate di aprile le proiezioni dei film si alterneranno ad incontri e talk tematici su sostenibilità, creatività, capitale umano e formazione.

Ufficio Stampa

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Eur Culture torna alla Nuvola di Roma il 7 aprile

Dalla classica al jazz, dal balletto allo swing: la musica e la danza tornano alla Nuvola dell’Eur per la rassegna di spettacoli Eur Culture con un doppio appuntamento domenica 7 aprile, che vedrà l’Europa InCanto Orchestra diretta dal maestro Germano Neri sul palco dell’Auditorium con il quarto appuntamento di Dialoghi Sinfonici dedicato al balletto e poi l’Orchestra Jazz di Massimo Nunzi nel forum della Nuvola per il secondo appuntamento di Live Jazz Dance with an orchestra dal titolo la Follia dello Swing, con cui si potrà anche ballare.

Alle 11.00 l’Europa InCanto Orchestra, una delle più importanti orchestre giovanili italiane, reduce da tre precedenti sold out, condurrà gli spettatori in un viaggio alla scoperta della musica per il balletto con il concerto dal titolo “L’ora del balletto: su e giù dalle Punte”.

IL 7 APRILE LE ORCHESTRE EUROPA INCANTO E QUELLA JAZZ DI NUNZI

Questa musica così orecchiabile, così lineare, al servizio della danza, come si scrive? Quale percorso nasconde? Queste saranno le domande a cui risponderà l’Europa InCanto Orchestra, che approfondirà il balletto romantico da un lato e la rottura della danza classica dall’altra, letti dalla parte del compositore, per comprendere Debussy e Tchaikovsky. Alle 18.00, l’Orchestra jazz di Massimo Nunzi coinvolgerà nel grande forum della Nuvola il pubblico in un travolgente ballo corale, con le coreografie di Karen Fantasia e la conoscenza della storica della danza jazz Bunny Donowitz, per un’esperienza nuova e unica nel suo genere. L’appuntamento con “La Follia dello Swing” è il secondo concerto che unisce la passione per la musica jazz, la danza e la storia del jazz stesso,

con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico attraverso l’ orchestra dal vivo, composta da 18 elementi, e farlo immergere nella storia, nel suono e nelle tecniche dell’orchestra jazz, oltre che introdurlo ai passi principali della danza legata al jazz orchestrale. Non sarà necessario aver frequentato una scuola, basterà portare un paio di scarpe da ballo per provare a realizzare i passi base. Il repertorio è studiato per realizzare gli stili di ballo della Swing Era attraverso i brani più iconici del periodo.
I Dialoghi Sinfonici è un progetto di Europa InCanto Orchestra in collaborazione con EUR SpA e sostenuto da Poste Italiane. Gli spettacoli di “Live Jazz Dance” sono prodotti da Musika – Roma Music Expo.

Enzo Ferreri

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“Non so che fare prima”, Uccio De Santis al Teatro Brancaccio l’11 aprile


I saldi dell’estate, la spesa al centro commerciale e la lotta tra moglie e marito per avere un po’ spazio nell’armadio, sperando di non trovare qualcuno nascosto dentro. 

IN SCENA L’11 APRILE AL TEATRO BRANCACCIO DI ROMA

Uccio De Santis arriva al Teatro Brancaccio, l’11 aprile 2024, con lo spettacolo “Non so che fare prima”. 

Due ore di divertimento tra monologhi di vita vissuta, sketch di coppia, barzellette e un po’ di musica. Non necessariamente in quest’ordine, perché Uccio non sa mai cosa fare prima. In ogni caso, cambiando l’ordine delle battute, l’effetto comico non cambia.

Enzo Ferreri

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Roma Glocal Brightness dal 12 al 30 aprile a Torpignattara

Roma Glocal Brightness, il festival in forma di exhibition di light art, urban light e video illuminazioni, prodotta da Luci Ombre e diretta da Diego Labonia, che dal 2015 porta a Roma opere di luce site specific firmate da artisti visivi e light designer nazionali e internazionali, torna dal 12 al 30 aprile. Il ”lightmotiv” di quest’anno è Share your Light!, espressione di una vera e propria esperienza più che di un evento tradizionale.

Obiettivo di Roma Glocal Brightness

L’obiettivo infatti è quello di diffondere la cultura della light art, non solo per i suoi valori puramente estetici, ma soprattutto relazionali ed esperienziali. RGB propone dunque l’illuminazione artistica urbana come un linguaggio alternativo che possa aprire e favorire il confronto con l’altro. La strategia relazionale di RGB si esprime anche nella capacità di unire cultura, arte, tessuto sociale ed economia grazie al partenariato e al sostegno di diverse altre realtà attive sul territorio. L’attivazione di tali relazioni mira a strutturare una nuova rete di attori che promuova una nuova offerta culturale che possa favorire la coesione sociale e la crescita territoriale.

Esperienza dal tramonto a notte fonda

Dal tramonto a notte fonda, l’esperienza offerta da RGB permette al pubblico di immergersi in angoli nascosti e non convenzionali della città, creando così un percorso artistico dedicato alla condivisione di esperienze e all’esplorazione del patrimonio materiale ed immateriale della periferia urbana. Protagonista è la light art, una corrente dell’arte urbana contemporanea legata alle arti visive e alle varie applicazioni della luce.

Abbracciata l’area di Torpignattara

Dal 12 al 30 aprile l’exhibition abbraccia l’area di Torpignattara, un luogo cosmopolita fatto di convivenza tra etnie e mescolanza di realtà diverse, dove colori, usanze e costumi si intrecciano, influenzandosi vicendevolmente e creando, in modo inconsapevole, nuovi mondi, ed entra nel vivo degli eventi, con dieci artisti e tre settimane circa di installazioni ed opere visive, appositamente ideate per i luoghi che le ospitano, creando così un forte connubio con l’ambiente: l’opera entra a far parte del quartiere ed il quartiere è partecipe all’opera, esaltandosi reciprocamente in un’innata simbiosi.

Ufficio Stampa

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L’Hotel del Libero Scambio al Teatro Ghione dal 4 al 7 aprile

L’Hotel del Libero Scambio al Teatro Ghione di Roma, da giovedì 4 a domenica 7 aprile, di Georges Feydeau. Adattamento e regia, Marco Zadra, e con, Giulia Zadra, Alessandro Frittella, Francesca Pausilli, Silvia Di Vittorio, Francesco Raineri, Ettore Sagretti, Marta Degli Esposti, Claudio Contini, Josè De La Paz, David Palmieri e Paola De Paolis. Marco Zadra riporta in scena un suo adattamento di un classico della comicità e dai ritmi travolgenti, L’Hotel Del Libero Scambio. Uno spettacolo corale, con un cast di quindici elementi.

Adattato da L’Hotel du libre échange

Marco Zadra ha adattato il testo de “L’hotel du libre échange”, la nota pochade di Georges Feydeau, con trovate geniali che ne attualizzano la comicità, affidandola a professionisti che ha più volte diretto e anche ad alcuni promettenti giovani attori, con negli occhi la passione per il teatro. Ad affiancarlo egregiamente sul palco Marco Spampy Spampinato con il quale nel 1999 Marco Zadra ha formato il duo comico Spampy&Zadra basato sul sodalizio umano ed artistico che li lega. Insieme hanno ottenuto numerosi riconoscimenti e menzioni speciali, partecipando a diverse rassegne e concorsi comici nazionali.

Squadra numerosa a supporto

Li supporta una squadra numerosa, che si muove freneticamente, richiamando alla mente commedie come “Rumori fuori scena” o “Che disastro di commedia” e le comiche di Stanlio & Ollio, con le risse a suon di cuscinate, gli inseguimenti intorno ai tavolini e le craniate sulle porte. Il classico della commedia brillante francese, “L’hotel du libre échange” (ovvero “L’hotel del libero scambio”) fu rappresentato per la prima volta nel 1894 ed un cronista di allora scrisse: “Le folli risate che hanno colto e scosso l’intera sala erano così rumorose da rendere inudibile qualsiasi parola pronunciata dagli attori sul palcoscenico…”.

Aspettative mantenute da Zadra

Marco Zadra e la sua esuberante compagnia mantengono alte le aspettative, con questo adattamento dal successo collaudato nel corso degli anni. Equivoci, colpi di scena e scambi di persona, che deridono i vizi della piccola borghesia, si susseguono sullo sfondo di una Parigi di fine Ottocento. Situazioni imbarazzanti, ritmi forsennati, risate a volontà ed un finale a sorpresa sono gli ingredienti irresistibili di questa commedia surreale, godibilissima anche da parte di un pubblico giovanissimo, che assapora una comicità genuina alla quale non è abituato.

Fantastica scenografia dell’hotel

Come sempre fantastica la scenografia, a firma Zadra-Misiti, coppia nella vita e dietro le quinte, una garanzia per gusto ed accuratezza. Nel cambio-scena il salotto di una casa altolocata si trasforma nella hall dell’albergo con tante porte che si aprono e si chiudono, dando vita a continue gag irresistibili. Anche i costumi sono di Francesca Romana Misiti, che si è ispirata al periodo della “Belle Époque “, in cui si svolge la commedia. Le foto di scena di Valerio Faccini colgono la bellezza del tutto.

Relazioni con la stampa Teatro Ghione

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La Sonnambula, all’Opera di Roma torna Lisette Oropesa dal 9 aprile

Torna in scena dal 9 al 17 aprile all’Opera di Roma per la nuova produzione del dramma di Vincenzo Bellini La sonnambula il soprano americano Lisette Oropesa, dopo i successi del film-opera La Traviata diretto da Mario Martone e della tournée in Giappone con il capolavoro verdiano.
La stella del canto affronta per prima volta il ruolo di Amina e si confronta con la celebre scena del sonnambulismo, una vera sfida per la vocalità del soprano lirico leggero.
Accanto a lei altre star come John Osborn, che interpreta Elvino, Roberto Tagliavini, nella parte del Conte Rodolfo, e Monica Bacelli, in quella di Teresa.
Nelle repliche dell’11, 13 e 16 aprile Amina è interpretata da Ruth Iniesta, Elvino da Marco Ciaponi, il conte Rodolfo da Manuel Fuentes. Sul podio sale Francesco Lanzillotta, che torna al Costanzi dopo L’elisir d’amore diretto nella scorsa stagione.

La nuova produzione dello spettacolo è affidata alla coppia di registi francesi Jean-Philippe Clarac e Olivier Deloeuil noti come “Le Lab”, al loro debutto in Italia, che firmano regia, scene e luci. Con loro Christophe Pitoiset (Collaboratore alle scene e alle luci), Luc Bourrousse (Drammaturgia), Pascal Boudet e Timothée Buisson (Video).

SOPRANO AMERICANO NEL DRAMMA DI BELLINI, REGIA DEL DUO LE LAB

In un dramma in cui i virtuosismi del belcanto belliniano svelano i più remoti meandri dell’inconscio, il tema del sonnambulismo ispira ai due registi una messa in scena multimediale, in cui sogni e frammenti di realtà si fondono per esplorare la psiche di Amina e degli altri protagonisti del dramma. “In maniera forse paradossale, abbiamo incentrato questo allestimento non tanto sul risveglio della sonnambula – dicono – quanto sul suo addormentarsi, che viene mostrato all’inizio dello spettacolo. L’allestimento si sviluppa sotto forma di installazione performativa, nella Galleria Elvezia, una galleria d’arte pop-up collocata sul palcoscenico del Teatro Costanzi.

Enzo Ferreri