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L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi, dal 2 al 7 aprile al Teatro Belli

L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi in scena dal 2 al 7 aprile al Teatro Belli, nell’ambito della Rassegna Expo-Teatro Italiano Contemporaneo, spettacolo di Francesco Niccolini con la regia di Giuseppe Marini. Un progetto nato dall’idea di far convivere due forme di espressività artistiche provenienti da settori eterogenei: il Teatro e la Graphic Novel. Protagonisti sono infatti quattro personaggi animati che interagiscono con un attore in carne ed ossa. L’Oreste (foto Tommaso Le Pera) è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola. È stato abbandonato quando era bambino e, da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, è finito lì dentro perché, semplicemente, in Italia, un tempo andava così. Dopo trent’anni non è ancora uscito. Eppure, l’Oreste è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata, parla sempre. L’Oreste è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e a volte sia impietosa.

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Peppe Iodice in So’ Pep il 26 marzo al Teatro Olimpico

Peppe Iodice in So’ Pep, uno spettacolo di Peppe Iodice, scritto con Marco Critelli e Francesco Burzo, regia e terapia di Francesco Mastandrea, il 26 marzo, al Teatro Olimpico di Roma. Il tour è organizzato da Ventidieci, Top Agency, Claudio Malfi Management e Peppy Night Zero Limits. Gli eventi degli ultimi anni hanno fatto perdere a tutti noi i riferimenti, le certezze, quei piccoli punti fermi che sostengono la vita di ognuno. Tutto il mondo sta provando a venire fuori da un periodo estremamente complesso. Guerra, pandemia, crisi economica hanno cambiato profondamente le regole del gioco!

Nuovo spettacolo di Peppe Iodice

E per gli artisti non ha fatto differenza, così pensando al nuovo spettacolo insieme a Peppe Iodice, ci siamo detti che forse ci avrebbe fatto bene usare questo nuovo show, come un’occasione per liberarci dalle nostre paure, preoccupazioni, perplessità, e dove farlo se non in teatro? Da sempre è il nostro luogo preferito per esprimere emozioni! Abbiamo deciso di condividere con gli spettatori le riflessioni, i pensieri e la personalissima visione comica della realtà che ha reso Peppe un beniamino del pubblico. Quindi proveremo a dare vita ad una terapia di gruppo ovviamente alla nostra maniera, vi sveleremo i nostri segreti, liberamente e senza filtri! Tanto alla fine “resta fra di noi“.

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3 Stremate e 1 Maggiordomo al Teatro Golden dal 26 marzo al 7 aprile

3 Stremate e 1 Maggiordomo al Teatro Golden dal 26 marzo al 7 aprile, il quarto episodio della 1^ Serie Teatrale al Mondo, Le Stremate, di Giulia Ricciardi con la regia di Patrizio Cigliano. Un riuscito esempio di teatro brillante al femminile e un acclamato esempio di “teatro seriale”: pur non essendo necessariamente da seguire in ordine cronologico, i 7 spettacoli raccontano le vite paradossali ed esilaranti delle stesse tre protagoniste (con guest occasionali). In “3 Stremate e 1 Maggiordomo” (foto Riccardo Dell’Era), Marisa, per il suo compleanno, ha lasciato suo marito ed è scappata in un mini appartamento dove ha deciso di vivere da sola, stanca di un rapporto coniugale che non funziona più da anni.

Altre due stremate…

Le due amiche accorrono per ascoltarla: Marisa accusa il marito di immobilità, tutta la gestione familiare è sulle sue spalle, e ha dovuto lasciare il suo lavoro di arredatrice di interni proprio spinta dal marito. Anche Elvira e Mirella raccontano le loro frustrazioni e la delusione nei confronti dell’universo maschile. Siamo in una società che pretende una donna efficiente, scattante e in grado di occuparsi di qualsiasi cosa. Eppure le donne vivono ancora in posizioni subordinate, come se fossero “condannate” alla dipendenza dal maschio. E dopo tanta subordinazione, le nostre Stremate si attivano per una piccola rivincita: si trasferiranno tutte nell’appartamentino di Marisa, e da lì, almeno per un po’ “comanderanno” loro. Ma chi?

Assumere un Maggiordomo

Sognando i romanzi russi dell’ottocento, decidono di assumere un “Maggiordomo”. Mandano così dei videomessaggi ai consorti in cui dettano le regole per il loro autorilascio: ognuno dei mariti dovrà dimostrare di sapersela cavare da solo e di essere disposto a “servire” con devozione la consorte. E per la prima volta, in scena con le Stremate ci sarà un uomo: il Maggiordomo. Ma chi è in realtà costui? Tra improbabili videochiamate dei mariti (Greg, Lillo e Massimiliano Bruno) e strani comportamenti dell’inserviente, nasceranno gag, equivoci e rivelazioni. Uomini contro donne? Forse, ma con un finale sorprendente. Come sempre le Stremate daranno vita a battibecchi, angherie e confessioni esilaranti e inattese, trasportandoci ancora una volta nel mondo delle donne di oggi, con tutte le loro luci e ombre, ma sempre imprevedibilmente comiche. Su tutto questo, l’inconfondibile stile registico di Patrizio Cigliano, caratterizzato come sempre da un ritmo vertiginoso e infinite trovate sceniche.

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Opera in Roma presenta “La Passione Secondo Matteo” di J.S. Bach

Opera in Roma, domenica 24 marzo, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma, presenta, La Passione Secondo Matteo di J.S. Bach con l’Ensemble Vocale Res Altera, il Coro da Camera Italiano la St. Paul’s Orchestra. Direttore Stefano Vasselli, solisti, Sarah D’Angelo – Eleonora Aleotti, soprani, Sabina Gagliardi, alto, Fabrizio Giovannetti, tenore, Federico Fioretti, basso. Fra le opere più monumentali e suprema arte musicale di Johann Sebastian Bach, la Passione secondo Matteo occupa un posto particolarmente caro al pubblico di tutto il mondo. Al culmine della sua maturità artistica, Bach scrive musica di assoluta perfezione tecnica e formale ed intensità spirituale impareggiabile. I solisti, il doppio coro e l’orchestra ripercorrono gli ultimi giorni di Cristo che viene tradito, giudicato e condannato a morte. Alla narrazione evangelica si aggiungono i momenti di meditazione e di commento dei solisti e del coro che danno luogo ad una costruzione musicale fra le più alte di tutta la storia della musica.

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Spring Attitude il 13 e 14 settembre agli Studi di Cinecittà

Spring Attitude, giunto alla sua XIII edizione, torna il 13 e 14 settembre negli spazi en plein air degli Studi di Cinecittà. Il festival internazionale di musica e cultura contemporanea in questi anni ha cambiato il profilo culturale della Capitale, proiettandola al fianco delle grandi città del mondo che ospitano gli artisti più ricercati e riverberano dei suoni più innovativi. Un festival in perenne evoluzione che fin dalla sua nascita non smette di alzare la posta in gioco, rimettendosi sempre in discussione ma rimanendo fedele allo spirito originario: quello di celebrare, la primavera come attitudine, la fioritura come visione del mondo, la rinascita come risposta alla decadenza. A prescindere dal periodo dell’anno. Nel segno della leggerezza, dell’apertura, della solarità.

Terzo anno di Spring Attitude

Per il terzo anno consecutivo, Spring Attitude trasformerà così un luogo storico della creatività italiana, situato in una periferia densa e dal tessuto complesso, in un avamposto di stile, ricerca artistica, benessere collettivo. Dal primo pomeriggio a notte fonda. Lo slacker-rock intriso di spirito anarchico ed estetica lo-fi della band britannica Bar Italia e il vertiginoso sound del nuovo nome di punta della Ninja Tune Barry Can’t Swim, osannato dalla BBC, corteggiato dai più prestigiosi festival internazionali e con numeri da capogiro sulle piattaforme. L’elettronica colta e immaginifica del duo francese The Blaze al fianco dell’ambient misterica, ancestrale e futuribile di Daniela Pes e il modernismo in chiave AI elaborato sulle coste della Normandia dai Jersey.

Ritorno dal vivo dopo lunga assenza di Ólafur Arnalds e Janus Rasmussen

Il minimalismo illuminato dall’aurora boreale dei Kiasmos, il progetto cult di Ólafur Arnalds e Janus Rasmussen che dopo una lunga assenza torna ad esibirsi dal vivo per un serie di esibizioni segnati da una spasmodica attesa. Il cantautorato groovy e cosmopolita di Marco Castello ma anche l’avanguardia visionaria dei Mount Kimbie, che in occasione del loro ultimo album si sono fatti un giretto in California per tornare con un’elettronica contaminata da sonorità indie e atmosfere shoegaze. La techno politica e militante della dj e producer femminista palestinese Sama’ Abdulhadi e le follie post-punk degli svedesi Viagra Boys, bizzarra formazione che è prima di tutto uno specchio deformante della nostra società.

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Storia d’incroci e d’anarchia al Teatro Cometa Off, il 25 marzo

Storia d’incroci e d’anarchia torna in scena al Teatro Cometa Off, lunedì 25 marzo, monologo scritto e interpretato da Veronica Milaneschi, con la regia di Patrizio Cigliano. Siamo a Roma in questi giorni e una donna si arrabbia, contro se stessa, contro la sua famiglia e la società. Ma c’ è un particolare: si sente un’erinni moderna chiamata dalle divinità più potenti dell’Olimpo per punire gli uomini per le loro nefandezze. Invece di andare in giro sul carro di Apollo, si muove con “Cesare Augusto” il suo motorino: ”senza parabrezza, senza casco, senza freni, ‘na pazza”. E’ un grande circolo vizioso da cui la nostra eroina non uscirà mai.

Una storia tra le più belle strade di Roma

Con ironia e sincerità, attraverso mille dialetti e stili recitativi diversi verrete condotti per mano tra le strade più belle di Roma, dove molte cose ci sono ancora da scoprire. Dal Mosè Ridicolo, alla storia di Righetto passando per casa di Nino Manfredi e Mastroianni, senza scordarci Albertone e poi la Roma Razionalista, quella Umbertina, il quartiere Coppedé fino al Vaticano e qui ci saranno delle sorprese. La rabbia come motore pulsante di un essere umano, un essere umano che si specchia in una città che vorrebbe essere sempre più veloce ma che si trova bloccata nel traffico tra le macchine. E il traffico, gli incroci e le macchine sono proprio gli elementi con cui si gioca in questo spettacolo; spunti comici che danno vita a momenti di spettacolo esilaranti e surreali. Una storia ambientata a Roma ma che può essere immaginata in qualunque città d’Italia.

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Raddoppia l’appuntamento De Gregori-Zalone alle Terme di Caracalla

Raddoppia l’appuntamento con De Gregori e Zalone, voce e pianoforte, alle Terme di Caracalla di Roma! Al già annunciato concerto del 5 giugno “De Gregori Zalone – Voce e Ppiano (& Band)”, si aggiunge una nuova data il 9 giugno. Francesco De Gregori e Checco Zalone non hanno in programma un tour in comune, perciò quelli alle Terme di Caracalla saranno due concerti unici e irripetibili. Per la prima volta nella sua carriera Checco Zalone abbandona i panni dell’attore e si propone come musicista puro per accompagnare al pianoforte la voce di Francesco De Gregori in un disco sorprendente: “Pastiche” (Columbia Records /Sony Music), in uscita il 12 aprile in digitale, CD e doppio LP.

Tracklist del disco

La tracklist è ricca di colpi di scena a cominciare da “Giusto o Sbagliato” il singolo inedito che anticipa l’uscita dell’album e che sarà in rotazione radiofonica e disponibile in digitale dal 5 aprile. La scaletta, 15 tracce per un doppio album, è una generosa incursione nella migliore musica italiana, dove le canzoni di De Gregori si alternano con quelle di autori come Paolo Conte, Pino Daniele, Antonello Venditti e dello stesso Zalone.

Anima dell’album

L’anima dell’intero album, registrato in presa diretta in varie sessioni fra il 2023 e il 2024, è il pianoforte di Checco Zalone, che si rivela qui musicista eccellente ed eclettico, in grado di muoversi con leggerezza e senza manierismi fra blues, jazz e musica classica, restituendo così al canto di De Gregori la dimensione più lirica ed intima. La band di Francesco ed altri musicisti di varia provenienza hanno contribuito, insieme all’Orchestra Italiana del Cinema, a creare un suono soft che avvolge tutto il disco in un’atmosfera inaspettatamente vintage.

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Entrature > Sonore il 6, il 7, il 19 e il 20 aprile, presso Fonderia delle Arti

Entrature > Sonore è il nuovo festival ideato e organizzato da Tuttoteatro.com per mettere in dialogo generi e linguaggi e approdare a forme ibride di spettacolo e di condivisione dei luoghi teatrali. Con la cura di Mariateresa Surianello, e la complicità di Elisa Bianchi ed Elisabetta Mancini, il 6 e il 7, il 19 e il 20 aprile, presso Fonderia delle Arti, performance, concerti, djset e vjset, incontri e proiezioni, letture e attività di formazione si alterneranno così ai debutti delle nuove produzioni di Tuttoteatro.com, in un programma variegato e incentrato sul confronto tra espressioni artistiche e professionalità differenti.

Entrature > Sonore in quattro giorni

Quattro giornate in cui la musica è il filo conduttore per avvicinare pubblici diversi e coinvolgerli attivamente in esperienze culturali che favoriscano lo scambio e la conoscenza reciproca. In questo percorso dialogante, per l’immagine del festival è stata scelta l’opera Bikki-era dell’artista Areta Gàmbaro. Ampio spazio anche a bambini, che potranno incontrare il suono attraverso letture animate, giochi interattivi e merende. In programma, il sabato mattina (6 e 20 aprile), due appuntamenti divisi per fasce di età 3-6 anni e 7-10 anni, con Flavia Bassi e la libreria Una Montagnola di storie, per avvicinare i più piccoli all’oggetto libro e sviluppare la loro voglia di leggere.

House in prima assoluta il 6 aprile

Entrature > Sonore sarà occasione per allestire, in prima assoluta, il 6 aprile, House di Manuel D’Amario e Aurora Miriam Scala, un lavoro sulla crescita, sull’evoluzione del protagonista nello sviluppo della sua passione per l’electronic dance music. In scena D’Amario con la sua consolle in un riattraversamento ironico e sentimentale dei brani che hanno segnato gli anni Ottanta. La serata prosegue con le manipolazioni elettroniche di DJ Jomoon, artista romana capace di combinare suoni graffianti e note melanconiche, per offrire un’esperienza d’ascolto eterea e trasognante.

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Il Teatro Lo Spazio accoglie Dodi Conti con “Dodi’s Life”

Il Teatro Lo Spazio accoglie Dodi Conti, che torna in scena il 26 e il 27 marzo, alle ore 21 con il suo nuovo spettacolo di Stand Up Comedy dal titolo “Dodi’s Life”, da lei scritto insieme a Marco Melloni e Paola Mammini e diretto dalla regia di Maria Cassi. Eclettica attrice, comica ed autrice, Dodi Conti torna sul palco come interprete e protagonista dell’ironico “Dodi’s Life”, testo di stand up comedy firmato insieme agli autori Marco Melloni e Paola Mammini.

Nuovo viaggio in teatro

A dirigerla in scena Maria Cassi, che accompagna Dodi in un nuovo viaggio che non promette niente di buono e neanche nulla di cattivo. A dirla tutta, “Dodi’s Life” non promette proprio niente, in controtendenza al momento storico in cui tutti promettono tutto: felicità, ricchezza, riforme, incentivi, soluzioni al riscaldamento globale, inquinamento, pandemie e chi più ne ha, più ne offre. Ma Dodi, non certo nuova a distinguersi per atavica ma temeraria indolenza, porta in scena l’unico argomento su cui non solo si sente davvero preparata, ma sul quale sente di poter esprimere un’opinione senza offendere la sensibilità di nessuno: sé stessa. E al massimo si potrebbe offendere da sola, ma in quel caso, se la vedrà lei e nessuno potrà sentirsi coinvolto. Quindi, niente paura!

Viaggio tra passato e presente

In un viaggio tra passato e presente, rispolverando qualche cavallo di battaglia messo coraggiosamente a confronto con la Conti di oggi, Dodi non tenterà di fare un bilancio della sua variegata esperienza di vita, bensì è pronta ad offrire qualche “perla di saggezza” che può essere utile ad affrontare la vita in generale. Ma nell’analisi priva di sconti del suo inevitabile approdo nella non più giovane età… non è improbabile che qualche spunto di riflessione utile ad approcciarla con moderata ma solida allegria, potrebbe pure saltar fuori. Oppure, per chi è ancora fastidiosamente giovane, a tenerla a distanza. Insomma, come diceva Coco Chanel: una donna ha l’età che merita. E vi pare che Dodi si facesse sfuggire l’occasione di celebrare un traguardo che si è a buon diritto meritata senza fare nulla? Un appuntamento con la nostra storia, assolutamente da non perdere.

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Chilometro 42 al Teatro Cometa Off dal 27 al 29 marzo

Chilometro 42 approda al Teatro Cometa Off, dal 27 al 29 marzo, spettacolo scritto da Giovanni Bonacci e diretto e interpretato da Angela Ciaburri, molto attiva non solo in teatro, ma anche al cinema e in tv. In “Chilometro 42” vengono raccontate le tappe fondamentali della vita di Kathrine Switzer, la prima donna nella storia ad aver corso una maratona ufficiale. La pièce è accompagnata dalla musica dal vivo di Munendo che, coniugando strumenti elettronici a quelli classici, sonorità degli anni ‘60 a possibilità ultra contemporanee, crea una colonna sonora in continuo dialogo con l’attrice. La storia di questo personaggio, che ha segnato profondamente il mondo dello sport e il rapporto di quest’ultimo con la società civile, avvia una riflessione in parole e musica su temi centrali quali l’inclusione, il riconoscimento e la parità dei diritti.

Chilometro dopo chilometro

La corsa, già̀ di per sé, contiene una serie di metafore che vale la pena raccontare: “corsa” come viaggio, misura di se stessi, avvicinamento al trascendentale. Nello spettacolo, infatti, si corre: partiture fisiche, che declinano, in tanti modi diversi, questo sport nei suoi aspetti più̀ tecnici e spettacolari. Ma, attraverso questo personaggio, che ha segnato profondamente il mondo dello sport ed il suo rapporto con la società̀ civile, l’obiettivo è quello di interrogarsi su temi ancora scottanti.. La corsa, più̀ che oggetto della messa in scena, diventa allegoria: la ricerca della propria identità̀ passando attraverso crepe, crisi e rotture. La pièce è strutturata lungo tre piani narrativi, nei quali si avvicendano diversi personaggi, interpretati dalla stessa attrice: Kathrine, la narratrice, e altri, coprotagonisti di una biografia romanzata, che fa del passaggio da registri brillanti a registri drammatici il suo punto di forza.