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Fabrizio Bosso con il trio “Drumpet” all’Alexanderplatz Jazz Club

Fabrizio Bosso con il trio “Drumpet” all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma mercoledì 12 marzo. “Drumpet” nasce dal lungo sodalizio artistico e personale tra il trombettista Fabrizio Bosso e il batterista Lorenzo Tucci che, in 25 anni, hanno condiviso numerosi progetti di successo, come High Five Quintet e Latin Mood Sextet, esibendosi in ogni parte del mondo. Con l’album in duo (Drumpet, Jando Music) pubblicato nel 2014, i due artisti sperimentavano un mix di sonorità inedite ed accattivanti che, nel corso del tempo, si sono evolute trovando, grazie al coinvolgimento del contrabbassista Daniele Sorrentino, un supporto armo-melodico imprescindibile per una formazione pianoless.

La tecnica impeccabile Fabrizio Bosso

Bosso, con la sua tecnica impeccabile, sviscera ora sonorità cristalline ora profonde e calde, facendo un sapiente uso anche dell’elettronica. Tucci sceglie sonorità gravi e allo stesso tempo asciutte. I suoi ritmi sono tribali, serrati quanto delicati. Sorrentino, con talento e intelligenza, crea le trame necessarie dove i due si muovono assolutamente a proprio agio. I temi affrontati in Drumpet, oltre ai brani originali, vanno dalla tradizione jazz all’improvvisazione totale, da ambientazioni filmografiche all’R&B e a sbalzi repentini più romantici, con un affiatamento maturato nel tempo, che Tucci e Bosso, insieme a Sorrentino, trasmettono dalla prima all’ultima nota. Giovedì 13 marzo, Fabrizio Bosso suonerà in quartetto con Vittorio Solimene, pianoforte, Jacopo Ferrazza, contrabbasso e Nicola Angelucci, batteria.

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Maurizio Lastrico il 7 agosto all’Arena del Mare di Sabaudia

Maurizio Lastrico, con il suo nuovo spettacolo, “Sul Lastrico”, il 7 agosto, sarà all’Arena del Mare BCC Roma a Sabaudia. La direzione artistica della rassegna è curata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno, l’organizzazione è di Ventidieci, con il patrocinio del Comune di Sabaudia. Maurizio Lastrico, attore, stand up, comico, cabarettista. Una solida formazione teatrale e un altrettanto proficua vita cabarettistica si fondono insieme per cercare di raccontare “semplicemente “l’essere umano.

Maurizio e le rime dantesche

Chiunque conosca Maurizio Lastrico associa i suoi spettacoli alle rime dantesche, con le quali ha conquistano il pubblico per ironia e divertimento, raccontando la sua vita, le gioie e le sfighe, nelle quali ci si può riscontrare. In questo nuovo spettacolo parlerà della sua vita e della sua carriera, giocando sempre le rime dantesche ma non solo, coinvolgendo il pubblico ad interagire durante lo spettacolo. Il live è l’habitat naturale di Maurizio, la passione per il suo mestiere ci arriva forte e ci fa bene tanto quanto le risate che ci fa fare. Un bellissimo esemplare di testimone della nostra commedia che non si crogiola nella nostalgia, ma lavora al massimo con gli strumenti e il teatro dell’oggi. Fatevi un regalo e godetevi questo folle, alto, basso, poetico, ligure, empatico, feroce, eclettico artista.

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Al Rossellini Spazio Jazz il sassofonista Francesco Bearzatti domani

Rossellini Spazio Jazz, martedì 11 marzo, con il sassofonista Francesco Bearzatti e il suo trio, che presenterà “Post Atomic Zep”, il suo nuovissimo album. Francesco Bearzatti, noto per il suo approccio al jazz, è solito spingersi oltre i confini del genere. L’album, su etichetta doKumenta Music e distribuzione a cura di Tag, si costituisce come un omaggio del tutto originale all’iconica rock band dei Led Zeppelin. Affiancato dai talentuosi Danilo Gallo al basso, e Stefano Tamborrino, alla batteria e agli effetti per chitarra dal vivo, Bearzatti offre una versione fresca ed elettrizzante di alcuni dei più grandi successi dello storico gruppo britannico. Undici tracce che riflettono lo stile caratteristico del sassofono di Bearzatti, capace di fondere melodie intricate a improvvisazioni audaci e rocambolesche che risuonano di influenze che vanno dal free jazz al rock.

Post Atomic Zep al Rossellini Spazio

“Post Atomic Zep” promette di essere un must per gli appassionati di musica avventurosa e di artisti come John Zorn e The Bad Plus. Ai grandi classici dei Led Zeppelin quali Stairway To Heaven e Going To California sono affiancate anche alcune composizioni originali frutto della visione creativa unica di Bearzatti e dei suoi collaboratori. Con il suo approccio innovativo alla piegatura del genere e all’esplorazione musicale, questo album farà sicuramente scalpore sia nel mondo del jazz che in quello del rock.

Francesco Bearzatti

«Con questo nuovo progetto ho voluto chiudere un cerchio molto importante per me – dichiara Francesco Bearzatti – cominciato nel lontano 2005 con la pubblicazione di tre pezzi dei led Zeppelin uniti a mo’ di suite. Terminare un intero lavoro sulla musica degli ZEP e poterlo portare in tour era una cosa che avevo in mente da anni e sono felice di esserci finalmente riuscito. Mettere il distorsore sul sax e sentirsi contemporaneamente Page e Plant non ha eguali per me che sono cresciuto con questa musica. Attraverso l’improvvisazione sono in grado di rimaneggiare il repertorio dei Led Zeppelin in totale libertà e grazie all’apporto di musicisti meravigliosi come Gallo e Tamborrino la sensazione di essere una rock band è reale».

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Iliade al Teatro Ghione l’11 marzo

Iliade al Teatro Ghione di Roma, martedì 11 marzo, presentato dalla compagina di danza Il Cerchio e il Centro: direzione Rossana Longo, ideazione, regia e coreografia Rossana Longo. Testo da “Iliade” di Omero. L’Iliade non è solo una cronaca della guerra tra Achei e Troiani, ma un profondo racconto sul destino e sull’umanità. Il poema inizia con l’ira di Achille, scatenata dal rapimento di Briseide, e segue il suo ritiro dalla battaglia, la morte di Patroclo, il duello con Ettore e i funerali dei due eroi.

Achille protagonista dell’Iliade

L’opera si distingue per la sua dimensione tragica, in cui il protagonista Achille, semidio destinato alla gloria ma prigioniero del suo destino, affronta la propria fine inevitabile. Ettore, il deuteragonista, rappresenta il coraggio e l’amore per la famiglia, ma anche la sofferenza delle donne come Andromaca, simbolo delle “vedove dolenti”. I danzatori Gabriele Comparato, Angelica Dini, Umberto Desantis, Valentia Lori, Benedetta Manzotti, Yari Molinari, Emiliano Perazzini, Federica Santinelli ed Alice Tenaglia impersonificheranno i protagonisti della storia, cercando di far emergere i sentimenti più profondi come l’odio, l’amore e l’orgoglio, che muovono le azioni degli eroi.

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Jim Porto Quartet all’Alexanderplatz Jazz Club

Jim Porto Quartet all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, sabato 8 marzo. Il pianista compositore e cantante Jim Porto è nato nella città di Rio Grande (Brasile). Jim inizia a suonare il pianoforte a casa dei suoi vicini all’età di 6 anni. Poiché viveva in una famiglia numerosa, suo padre, non potendo acquistare un pianoforte, decise di noleggiarne uno per la felicità del figlio autodidatta. Continua il suo sogno con la musica, sapeva cosa voleva, ha iniziato a suonare più tardi con band locali nella sua città.

Jim 18enne a Rio de Janeiro

A 18 anni si trasferì a Rio de Janeiro, dove iniziò a sostituire i pianisti disoccupati nella vita notturna di Rio, alternando il lavoro con quello presso una compagnia aerea. Successivamente, mentre suonava in un piano bar, incontrò un gruppo di turisti italiani entusiasti della sua bossa/jazz e dello swing… e gli presentarono Sandro Melaranci, proprietario dell’allora Manuia. Jim si trasferì a Roma dove diventò l’attrazione del Manuia, richiamando gli appassionati della musica brasiliana e del suo stile bossa/jazz, dove rimase per 6 anni, con molte jam session con artisti famosi come Djavan Alcione e molti altri, fino a quando registrò il suo primo album con una partecipazione speciale in alcuni brani del famoso trombettista americano Chet Baker. Da allora Jim Porto non si è più fermato, continua il suo viaggio con i suoi spettacoli in tutta Italia e nel mondo.

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Gianluca Guidi rende omaggio a Frank Sinatra al Teatro Golden

Gianluca Guidi rende omaggio a Frank Sinatra al Teatro Golden in un tributo musicale assolutamente unico e meraviglioso, da non perdere sia per chi ha vissuto la sua epoca e sia per le nuove generazioni che non hanno avuto il piacere di apprezzare una vera icona, tra i cantanti più influenti del XX secolo che ha vinto ben 11 Grammy Awards.

Dal 13 al 23 marzo Gianluca Guidi racconta sul palco Sinatra

Guidi lo riporta sul palco con “Sinatra. The man and his music”, dal 13 al 23 marzo 2025, in un viaggio che racconta la storia del grande artista americano. Francis Albert Sinatra, più comunemente noto come “Frank”, nacque a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Una vita, la sua, tra le più longeve della storia musicale mondiale, che ha accompagnato, con la sua voce, almeno quattro generazioni. L’uomo Sinatra, controverso per molti motivi, capace di incantare sul palcoscenico milioni di persone in tutto il mondo. Autori come Cole Porter, George Gershwin, Richard Rodgers, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone Americana, sono destinati all’immortalità grazie anche alla prodigiosa carriera di Sinatra, che è stato e rimarrà la più straordinaria voce pop che il mondo abbia ascoltato. Bing Corsby ebbe a dire ”… di voci come quelle di Sinatra ne nasce una ogni secolo … purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo…”.

A più di un secolo dalla nascita

È quindi doveroso, a più di un secolo dalla sua nascita, celebrarlo in Italia, per mano, o meglio “per voce” di chi ne è rimasto incantato fin da bambino, complici anche i numerosi dischi ben in vista nello studio della casa in cui viveva da piccolo. Con uno spettacolo della durata di 90 minuti, accompagnato da un trio di famosi jazzisti, al pianoforte Stefano Sabatini, al contrabbasso Dario Rosciglione, alla batteria Marco Rovinelli, Gianluca Guidi, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista Americano, incantando il pubblico, lui che negli ultimi anni ha conquistato spettatori di ogni età, registrando il tutto esaurito nei teatri italiani, con la sua interpretazione di Don Silvestro nel celeberrimo musical Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini.

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Riflettori dell’OFF/OFF Theatre su “Benvenuti a casa Morandi”

I riflettori dell’OFF/OFF Theatre si accendono su “Benvenuti a casa Morandi” dall’11 al 16 marzo. Con Marianna e Marco Morandi (foto Claudia Porcarelli) e con la partecipazione di Marcello Sindici per la regia di Pino Quartullo. Il testo dell’ironico viaggio nei meandri familiari morandiani, è firmato dagli stessi interpreti protagonisti, Marco e Marianna insieme a Quartullo e Elisabetta. Benvenuti a casa Morandi è la “loro versione dei fatti”. La loro memoria ricca di aneddoti e ricordi esilaranti condivisi con papà Gianni, sempre troppo pignolo, mamma Laura alquanto eccentrica e la Tata Marta.

Riflettori su fratello e sorella

In scena fratello e sorella si ritrovano a svuotare la casa della loro tata che è passata a miglior vita e scoprono che questa donna, li ha talmente amati da aver conservato giocattoli, ricordi, quaderni e addirittura ricostruito la loro cameretta. Nostalgia, sorprese e risate si alternano nel cercare in casa qualcosa di molto importante. A tutto questo si aggiunge un traslocatore, ex ballerino, che si invaghisce di Marianna e che sarà difficile da contenere. Una commedia divertente e romantica che parla in maniera ironica della loro vita: un viaggio nel loro passato ma anche in un presente pieno di domande, dubbi, incertezze e incursioni telefoniche di papà, mamma e figli sempre pieni di richieste. Marianna dopo tanto tempo passato a fare la madre torna a recitare sollecitata amorevolmente, sia nella realtà che nella finzione, dal fratello Marco che da anni alterna la sua attività di cantante e attore a quella di padre.

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Benito Gonzales Trio all’Alexanderplatz Jazz Club domani

Benito Gonzales Trio all’Alexanderplatz Jazz Club, domani, venerdì 7 marzo. La fama e la stima di cui gode Benito Gonzalez nel mondo del jazz sono elevatissime. Il pianista venezuelano, pieno di talento, è riuscito ad imporsi non solo in virtù di una strepitosa padronanza tecnica, ma anche e soprattutto per una filosofia espressiva in grado di coniugare la tradizione jazzistica nordamericana con i ritmi afro-latini del proprio patrimonio culturale.

Lo stile di Benito Gonzales

Due volte candidato ai Grammy Awards, vincitore nel 2005 del Great American Jazz Competition e artista, dal 2020, dei pianoforti “Steinway & Sons”, Benito incorpora nel suo stile Herbie Hancock, McCoy Tyner, Chick Corea, Keith Jarrett, dei quali ha sì assorbito le prerogative, ma rilanciandole in un mondo del tutto personale, vigoroso e dolce, lirico e tuttavia intenso, quasi materico. Nella sua carriera, già piuttosto ricca, ha suonato con Jackie McLean (2003), sette anni nel quartetto del sassofonista Kenny Garrett, quindi nei gruppi di Azar Lawrence e del leggendario Pharoah Sanders, ricoprendo anche il ruolo di direttore musicale.

Collaborazione con grandi artisti

In tutti quel periodo ha avuto modo di collaborare con altri artisti prestigiosi, quali Bobby Hutcherson, Gary Bartz, Curtis Fuller, Steve Turre, Buster Williams, Al Foster, solo per citarne alcuni. Il suo ultimo album, “Sing to the World”, è stato registrato a San Pietroburgo insieme con musicisti del calibro di Christian McBride, Jeff Watts e Nicholas Payton.In questo concerto potremo ascoltarlo in compagnia di una sezione ritmica già varie volte impegnata nei suoi concerti, in cui troveremo, accanto al nostro Gabriele Pesaresi, di riprovata affidabilità, il batterista e percussionista Mario Rodriguez, anch’egli proveniente dal Venezuela, e di conseguenza perfettamente allineato con la musica del maestro.

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Stefano Di Battista “La Dolce Vita” al Teatro Comunale di Fiuggi

Stefano Di Battista “La Dolce Vita” al Teatro Comunale di Fiuggi, per la sezione dedicata alla musica, domenica 9 marzo, alle ore 18. “La dolce vita” non è solo il titolo di un film, ma la porta di ingresso a un intero mondo. Un mondo fatto di fantasie cinematografiche, certo, ma anche di vita, di passioni, di eleganza, di desiderio, di bellezza, di sogni, che hanno preso vita in un periodo particolare della storia italiana e che si sono riverberate per i decenni seguenti arrivando fino a noi.

L’album di Stefano Di Battista

Stefano Di Battista ha voluto farsi illuminare da quel riverbero, e ha deciso che era giunto il momento di realizzare un album che mettesse insieme lo splendore della grande musica italiana di un tempo e la necessità di mantenerla viva, brillante, eterna. “Esplorare una parte del grande e bellissimo repertorio italiano dagli anni della ‘Dolce vita’ in poi e portarlo all’attenzione del pubblico internazionale di oggi”, è questo che ha spinto Stefano Di Battista (foto Alex Pittet) a realizzare questo album. “Sono musiche che rappresentano al meglio la cultura italiana, le capacità dei nostri grandi compositori, non solo in quella che senza dubbio è stata ‘l’età dell’oro’ del nostro paese ma anche nell’eredità di quegli anni che ancora ci portiamo.

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Pink Floyd Legend al Teatro Olimpico dal 7 all’11 maggio

I Pink Floyd Legend tornano al Teatro Olimpico di Roma con un evento unico: la messa in scena integrale di The Wall, il celebre concept album dei Pink Floyd, in programma per cinque date consecutive dal 7 all’11 maggio 2025. Lo spettacolo (foto Claudio Martonel) sarà una vera e propria opera rock dal vivo, che unirà musica, teatro e immagini. Sul palco prenderà vita la costruzione in tempo reale del leggendario muro, elemento centrale della narrazione dell’opera, che sarà eretto e abbattuto nel corso della performance, riproducendo fedelmente lo storico spettacolo dei Pink Floyd. A rendere ancora più immersivo l’evento contribuiranno performer, proiezioni video mapping e straordinari effetti visivi, creando un’esperienza multisensoriale di grande impatto.

Scenografie utilizzate dai Pink Floyd

Inoltre, saranno presenti scenografie e oggetti di scena fedelmente riprodotti, ispirati a quelli utilizzati dai Pink Floyd nel tour originale di The Wall e in quello più recente di Roger Waters. I Pink Floyd Legend, noti per la loro interpretazione fedele e coinvolgente del repertorio floydiano, sono Fabio Castaldi (voce e basso), Alessandro Errichetti (voce e chitarre), Simone Temporali (voce e tastiere) ed Emanuele Esposito (batteria). L’evento è prodotto da Gilda Petronelli di Menti Associate, il management che cura ogni produzione dei Legend, e organizzato in collaborazione con il Teatro Olimpico, uno dei luoghi storici della musica, del balletto e del teatro a Roma.

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