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Ainé, Folcast, Big Dave e Miriam Ayaba per la R&B Takeover Fest – Night

Ainé, Folcast, Big Dave e Miriam Ayaba protagonisti di R&B Takeover Fest – Night. Saranno questi quattro incredibili artisti ad esibirsi in questa notte R&B, sabato 22 febbraio alle 21, sul palco dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, quattro voci straordinarie che aprono uno sguardo sul panorama di questo genere musicale, per una serata originale e elettrizzante dai sapori soul, funk, afromusic. Una notte di musica in movimento per questa prima tappa romana che segna la nascita di un format itinerante che vedrà numerosi artisti della nuova e vibrante scena R&B italiana esibirsi nei più importanti palcoscenici del nostro Paese.

Ainé eccellenza R&B

Al secolo Arnaldo Santoro, classe 1991, Ainé è una delle eccellenze dell’R&B in Italia. Si forma alla Venice Voice Academy di Los Angeles e alla Berklee College Of Music di Boston, esperienze dalle quali ha maturato uno stile unico e inconfondibile. Daniele Folcarelli, in arte Folcast, nasce a Roma nel 1992 in una famiglia di musicisti e divora, fin da bambino, qualsiasi tipo di musica. Inizia a suonare da autodidatta pianoforte, basso e batteria, per scegliere poi, come compagna di vita, la chitarra, che studia fino al conseguimento della laurea al Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone.

Miriam Ayaba dal Golfo di Napoli

Dal Golfo di Napoli, Miriam Ayaba, un’artista il cui tratto distintivo è la mescolanza di culture che va a costituire il suo reale background avendo assorbito nella sua formazione sonorità multietniche e internazionali. Big Dave nasce a Roma, crocevia del mondo, da genitori italiani ed afroamericani. Un mix di geni e di vibrazioni che lo portano con naturalezza a frequentare i suoni del soul e della black music, in ogni sua forma e che lo portano anche a viaggiare su varie rotte europee per scoprire e arricchire il suo bagaglio musicale.

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Al Teatro Moderno di Latina l’1 e 2 marzo Uno Nessuno e Centomila

Al Teatro Moderno di Latina, sabato 1 e domenica 2 marzo, Uno Nessuno e Centomila, di Luigi Pirandello, con Primo Reggiani, Francesca Valtorta, Jane Alexander, Fabrizio Bordignon e Enrico Ottaviano. Adattamento e regia Nicasio Anzelmo. Ironico, grottesco, capace di mettere in crisi la società borghese del primo Novecento questo è stato ed è tutt’ora la forza di Uno nessuno e centomila. L’ultimo dei romanzi di Pirandello, è denso di enigmi, e secondo lo stesso autore esso è «sintesi completa di tutto ciò che ho fatto e la sorgente di quello che farò». In una lettera autobiografica, Pirandello lo definisce come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”.

Protagonista a Teatro

Il protagonista Vitangelo Moscarda è forse uno dei personaggi più complessi della produzione pirandelliana: “prima impacciato e prigioniero delle opinioni altrui, poi sempre più consapevole e determinato a cercare l’autenticità spirituale dell’esistenza, fino all’affrancamento finale da tutte “le rabbie del mondo”. Un giorno, accorgendosi casualmente che il suo naso pende verso destra, incomincia a percorrere un viaggio scoprendo ogni giorno che passa di non essere, per gli altri, quello che crede di essere. Il protagonista, incontrando e confrontandosi con una miriade di personaggi, cercherà di distruggere le molte immagini che gli altri vedono di lui, fino a diventare aria, vento, puro spirito.

Lavoro rivoluzionario

Un lavoro rivoluzionario, soprattutto per i tempi in cui fu scritto, che tocca temi estremamente attuali come il rapporto con la natura, con una spiritualità negata dalla società e dalla convenienza, la ricerca spasmodica di se stessi. Un testo che nella sua modernità sorprende, soprattutto oggi, nell’analisi dell’istituto bancario e dell’impatto che lo stesso ha sul tessuto sociale. Un impianto scenografico in movimento, un gruppo di cinque straordinari attori e l’umorismo tipico in Pirandello, ci racconteranno questa storia ancora oggi di grandissima attualità.

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Una storia vera fatta di bugie dal 21 al 23 febbraio al Teatro di Villa Lazzaroni

Una storia vera fatta di bugie debutta in prima assoluta dal 21 al 23 febbraio al Teatro di Villa Lazzaroni. Spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Jennifer Clement, con Sabrina Biagioli, Iris Basilicata, Mathilde Serre e Yaser Mohamed, per la regia di Yaser Mohamed. Una storia vera fatta di bugie di Jennifer Clement (poetessa e scrittrice statunitense tradotta in trenta lingue) è un romanzo scritto come una fiaba intervallata da filastrocche poetiche custodi di verità amare.

Storia di discriminazione di classe

La narrazione affronta il tema della discriminazione di classe e delle disuguaglianze, conseguenza della dominazione coloniale. Leonora vive con i suoi sei fratelli e la mamma in un villaggio fuori Città del Messico. È una bambina che non ha mai conosciuto suo padre e per sopravvivere con le sorelle e la mamma va in montagna a raccogliere ramoscelli per farne scope. Portata in convento, dove avrebbe avuto un pasto ogni giorno e imparato un mestiere, Leonora a tredici anni viene scelta come domestica dalla signora Lourdes O’Conner.

Vita di stenti

La vita di stenti sembra essersi allontanata: la casa è grande, calda, accogliente. Il signor O’Conner, il padrone della casa, un giorno, in assenza della moglie, si avvicina a Leonora “calpestando la sua ombra e impedendole ogni movimento”. Abituata fin da piccola ad ubbidire, a dire sempre sì, Leonora non saprà mai di essere una vittima ma quando si accorgerà, dopo diversi anni, che tutto intorno a lei è una trappola, troverà il suo riscatto e la sua libertà.

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Gli Oblivion con Tuttorial il 18 febbraio al Teatro Brancaccio

Gli Oblivion con lo spettacolo Tuttorial, il 18 febbraio al Teatro Brancaccio di Roma, data organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. La produzione dello spettacolo è di Agidi. Gli Oblivion (foto Laila Pozzo), incantati dal richiamo suadente del Metaverso, si proiettano nel futuro con questo nuovo spettacolo interamente dedicato alla contemporaneità. Tuttorial è una realtà alternativa dove Galileo Galilei è una star di TikTok, Leonardo da Vinci non riesce a produrre contenuti virali e Marco Mengoni canta all’Ikea. Senza senso e senza tempo, personaggi di varie epoche allietano le giornate dei loro follower in cambio dell’agognato successo. Dare piacere per monetizzare, in pratica il mestiere più antico del mondo.

I cinque Oblivion

E tutti sono ben felici di farlo, a partire dai cinque Oblivion che spaziano dai litigi tra Bell e Meucci sull’invenzione del telefono, al presentarci le creature tipiche delle modernità come l’infaticabile Rider e il pavido Leone da Tastiera fino ad arrivare alla satira di costume, alla politica all’attualità. E in questa folle playlist non poteva mancare una vecchia conoscenza del gruppo, il caro Alessandro Manzoni che questa volta vuole ambientare i suoi Promessi Sposi nelle serie TV più famose di tutti i tempi. Tuttorial è un vero e proprio strumento di orientamento grazie al quale in poche e semplici note, i grandi interrogativi umani avranno risposte alla portata di tutti.

Dal teatro più saggi di Siri

Uscirete dal teatro più saggi di Siri, più fluidi di D’Annunzio, più caldi del riscaldamento globale. Con il virtuosismo dei loro arrangiamenti, effetti sonori avveniristici e quella innata voglia di distruggere gli schemi, gli Oblivion cantano, suonano, percuotono diventando anche l’orchestra di loro stessi e realizzano ogni sera un anti-musical carbonaro a metà tra avanspettacolo e dj-set.

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Riesumata all’OFF/OFF Theatre il 18 e 19 febbraio

Riesumata all’OFF/OFF Theatre il 18 e 19 febbraio. Due giorni con Serafino Iorli, artista caro al pubblico dell’OFF/OFF Theatre per la sua ironia che in via Giulia colleziona sold out. Martedì 18 e mercoledì 19 febbraio, atteso quasi come il Papa al Giubileo, Serafino salirà sul palco diretto da Silvano Spada per la prima nazionale dello spettacolo, scritto dallo stesso Iorli e da Federica Tuzi per la regia di Mariano Lamberti. Come saranno diventate le drag queen che negli anni ’70 animavano i palchi d’Italia? All’OFF/OFF va in scena un manifesto queer sull’importanza di continuare a mettersi in gioco a ogni età, anche in una società ageista come la nostra.

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Stewart Copeland il 27 luglio a Roma con Police Deranged For Orchestra

Stewart Copeland, leggendario fondatore e batterista dei Police, presenta Police Deranged For Orchestra, un’opera orchestrale in cui rivisita come mai prima i brani iconici della band che ha fatto la storia della musica. Con la sua vasta esperienza come compositore in ambito operistico, orchestrale e del balletto, Copeland (foto Fabrizio Zani) ripropone le hit dei Police in un’esperienza sinfonica inedita e travolgente. Il 27 luglio sarà a Roma, Cavea Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”. Il concerto è organizzato da IMARTS – International Music And Arts, Tato Music e Ventidieci.

Nuova prospettiva di Steward Copeland

In questi concerti Copeland propone una nuova prospettiva su classici come Roxanne, Don’t Stand So Close To Me e Message In A Bottle e una orchestra italiana di 27 talentuosi maestri completerà questo ensemble eccezionale, in una serata ricca di energia in cui si focalizza sull’ascesa epica della sua carriera in campo musicale, per poi dipanarsi attraverso quattro decadi. L’idea per questo concerto è nata quando Stewart Copeland ha iniziato a lavorare alla colonna sonora di un film sui Police. Le esigenze del cinema richiedevano un approccio diverso alla musica, portando alla necessità di rielaborare queste canzoni pop.

Esperienza orchestrale unica

Analizzando e scomponendo la musica dei Police per adattarla alle scene del film, Copeland ha trovato una nuova ispirazione, trasformando queste tracce in un’esperienza orchestrale unica. Stewart Copeland stesso dichiara: «Lo stravolgimento di queste canzoni è iniziato come colonna sonora per un film che ho realizzato con alcuni girati in Super8 della band, ripresi durante la nostra ascesa alla gloria. Il cinema pone richieste capricciose alla musica, ed è per questo che queste canzoni pop dovevano essere stravolte. Ho dovuto sezionare la musica dei Police per servire le scene del film e, una volta preparato il bisturi, sono stato travolto da una nuova ispirazione.

Assoli di chitarra perduti

Fare ricerche sui multi-tracce delle registrazioni originali, e sulle performance dal vivo, ha riportato alla luce assoli di chitarra perduti, linee di basso e improvvisazioni vocali troppo belle per essere dimenticate. Nel frattempo, i miei vent’anni come compositore di film mi avevano imposto un’istruzione orchestrale, ed ecco composta l’idea di questa combinazione che ha portato a Police Deranged For Orchestra. Le canzoni di Sting, le invenzioni di Andy e il mio entusiasmo: tutti insieme in una corsa sfrenata con l’orchestra».

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La programmazione di In Levare prosegue il 17 febbraio

La programmazione di In Levare, l’unica stagione di danza contemporanea della Capitale, ideata e prodotta dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini, prosegue. Venerdì 14 febbraio al Teatro Biblioteca Quarticciolo, per la prima volta a Roma, approda la pluripremiata coreografa e danzatrice Luna Cenere (foto Andrea Macchia), tra i più apprezzati talenti della nuova scena europea, con la sua ultima creazione dal titolo Mercurio, un solo di danza in dialogo con la musica eseguita dal vivo.

Orbita | Spellbound

Presentato da Orbita | Spellbound in collaborazione con Fondazione Musica per Roma/Festival Equilibrio, Mercurio nasce dall’incontro dell’artista napoletana con il compositore, improvvisatore e sassofonista Antonio Raia, musicista interessato alle interazioni fra la musica e gli altri linguaggi espressivi, definito in modo evocativo dalla prestigiosissima rivista The Wire come “wind through metal”. Proprio l’eterogeneità dei rispettivi ambiti di provenienza e dei territori espressivi costituisce la premessa per le genesi di Mercurio, inteso sia come elemento chimico che come figura mitologica.

Simbolo di fluidità e dualità

In entrambi i casi, simbolo di fluidità e dualità. Come metallo è unico nel suo essere allo stato liquido a temperatura ambiente, manifestando così una peculiare combinazione di fluidità e coesione. Nel contesto mitologico, il dio Mercurio è spesso associato alla fusione di caratteristiche contrapposte: come messaggero degli dèi, funge da tramite tra il divino e l’umano, unendo mondi diversi e simboleggiando la dualità tra cielo e terra, tra maschile e femminile, tra luce e oscurità.

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Ci pensiamo domani al Teatro Golden dal 20 febbraio al 2 marzo

Ci pensiamo domani è il titolo del nuovo spettacolo de I Centouno che saranno al Teatro Golden dal 20 febbraio al 2 marzo. Luca Latino, Flavio Moscatelli, Ezio Passacantilli, Francesca Anna Bellucci  saranno i protagonisti assoluti di questa commedia travolgente ed esilarante: “Ci pensiamo domani”, come se il domani non esistesse, che filosoficamente è anche vero; però poi il domani puntualmente si presenta alle spalle e ci prende a schiaffi sulla nuca. A quel punto non c’è altro da fare, dobbiamo prenderci delle responsabilità. Con questa matura consapevolezza Luca, Flavio e Ezio tornano in scena con uno spettacolo esilarante sulla relatività con cui viviamo lo scorrere del tempo ed il flusso degli eventi da cui è scandito. In un susseguirsi di battute, colpi di scena, e situazioni tragicomiche il trio si trova a riscoprire insieme al pubblico il bello di concedersi momenti di divertimento puro, accantonando stress e preoccupazioni, perché a volte è sano rimandare tutto a domani. Se poi è vero il detto secondo cui quando ci si diverte il tempo vola noi speriamo che un’ora e mezza di risate vi sembrerà passare in un attimo che vorreste non finisca mai.

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Stefania Tallini e Daniela Spalletta all’Alexanderplatz Jazz Club domani

Stefania Tallini (pianoforte) e Daniela Spalletta (voce) all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, martedì 11 febbraio, in un progetto di totale contaminazione tra generi, che trova nell’improvvisazione jazz e non solo, un filo rosso che attraversa musiche di loro composizione, unitamente a brani di musica contemporanea e classica. Ci saranno due ospiti a condividere alcuni brani: il flicornista Franco Piana e il percussionista Keith Middleton (degli Stomp). Il concerto allo storico jazz club fa seguito a quello del 9 febbraio al Quirinale, per “I Concerti Del Quirinale”, trasmesso in diretta da Radio Tre ed Euroradio.

I progetti di Stefania Tallini

Stefania Tallini, che ha già presentato diversi suoi progetti nella prestigiosa Cappella Paolina nel Palazzo della Presidenza della Repubblica proporrà questo originalissimo duo, con il quale ha appena registrato un nuovo disco, di prossima uscita. Con questo duo esplosivo, di recente formazione e con un nuovo album di prossima uscita, queste splendide artiste usano curiosità e ricerca continue come approccio creativo alla musica e al proprio strumento, incontrandosi al crocevia di alcune passioni comuni: jazz, loro principale derivazione, musica etnica, repertorio cameristico, musica contemporanea e tradizionale, il tutto esplorato e rielaborato attraverso un ampio ricorso al linguaggio dell’improvvisazione. Il risultato è un concertare multiforme, in cui epoche ed estetiche, lontane nel tempo e nello spazio, si inseguono e dialogano, creando un gioco di rimandi, dall’imprevedibile e libero divenire.

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Mina dal 14 al 16 febbraio all’Altrove Teatro Studio

Mina dal 14 al 16 febbraio sul palcoscenico dell’Altrove Teatro Studio, spettacolo scritto e diretto da Livia Castiglioni. Mina Harker nel nostro immaginario collettivo ha il volto delicato e diafano di Winona Ryder, nel celebre “Dracula di Bram Stoker” di Coppola. A volte è stata dimenticata, tagliata, resa marginale o ridotta a una indefinita entità denominata per l’occasione come una generica “moglie di Dracula”. Ma chi c’è sotto la maschera?

Indagare su Mina e oltre

Vogliamo indagare, tra suggestioni vampiresche e archetipi gotici. Inevitabilmente ne usciremo impolverate ma qualcosa sotto alla coltre vogliamo scoprirlo e farlo pulsare. Come una vena sulla gola. E ci faremo cacciatrici e cacciatori di vampiri per scovare come e dove si aggirano oggi i signori della notte. Saranno ancora potenti e spaventosi? Oppure imbolsiti e pigri, si limitano a succhiarci le energie? Suscitano fascino e desiderio o ci fanno solo pena? Noi vogliamo la leggenda. Scegliere il vampiro come materiale su cui impostare un progetto artistico significa accogliere consapevolmente la sua natura molteplice, sfaccettata, contraddittoria e inafferrabile.

Accettare il gioco e quindi il rischio

Significa accettare il gioco e quindi il rischio di essere sempre a un passo dall’eccesso, dal ridicolo, dal comico voluto e involontario, in bilico tra la tragedia pura e una sensualità voluttuosa e talvolta pop. Nello spettacolo esploriamo quindi la pluralità dei linguaggi e dei livelli narrativi. Cambiamo spesso il punto di vista, come il vampiro può trasformarsi in molte creature così la nostra Mina è investita del potere della molteplicità: pur restando sempre sé stessa si espande, muta, da narratrice a spettatrice, da vittima a carnefice, da languida e fragile a guerriera. Si permette tutto, nel dialogo col pubblico, in difesa e in attacco, disperata e giocosa.

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