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“Rebecca, la ex moglie” dal 20 febbraio al 9 marzo al Teatro delle Muse

“Rebecca, la ex moglie” dal 20 febbraio al 9 marzo al Teatro delle Muse, con il pubblico che interagisce con gli artisti sul palco. È la formula dello spettacolo campione di incassi nella scorsa stagione del Teatro delle Muse, lo storico spazio culturale situato in via Forlì, che riporta in scena questa commedia scritta e diretta da Geppi di Stasio, che ormai da tempo si avvale di una compagnia collaudata e in linea con i suoi principi e la sua poetica. Una storia speciale con lo stesso di Stasio, Roberta Sanzò e con Antonio Mirabella; Giorgia Lepore, Patrizia Tapparelli, che divere gli spettatori e li coinvolge. Pensiamo sempre più al teatro come lo si intendeva prima che i salotti borghesi lo contaminassero di psicologismi astrusi e salottieri, mentre di Stasio preferisce di più puntare sull’idea del rituale collettivo anche raccontando storie sentimentali come in questa commedia.

Rebecca si fa beffe del romanticismo

Infatti “Rebecca, la ex moglie” si fa beffe del romanticismo e mette proprio l’amore consapevole al centro della vicenda. In che modo? Lo fa senza volerlo ridurre a mercificazione, l’amore stesso è sempre da intendersi come una sorta di partita di giro, “io ti amo in quanto tu gratifichi alcuni miei bisogni”. E che importa se questi bisogni sono più materiali che eterei? E così nasce un meccanismo di teatro comico coinvolgente, ironico, feroce e divertente. Il titolo dello spettacolo non ha nulla a che vedere con il celebre film, perché in questo caso la trama è una storia d’amore tutta italiana che mette a confronto, ma non in contrapposizione, soldi, amore, differenze generazionali, satira sociale, tutti elementi che, se mixati, danno vita ad uno spettacolo sferzante e pieno di sorprese.

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Margot Theatre presenta Peter Pan al Teatro Ghione dal 20 al 23 febbraio

Margot Theatre, presenta, Peter Pan al Teatro Ghione di Roma, da giovedì 20 a domenica 23 febbraio, per la regia di Valentina Cognatti. In una notte magica, i fratelli Wendy, John e Michael Darling incontrano Peter Pan, un ragazzo che non vuole crescere. Guidati dalla polvere di fata della scintillante Trilli, i bambini volano verso l’Isola che Non C’è, un mondo dove la fantasia prende vita e i sogni non finiscono mai.

Lo spettacolo di Margot Theatre

Lo spettacolo, coinvolgente e ricco di atmosfere incantate, trasporta il pubblico in un viaggio onirico attraverso paesaggi straordinari: dal cielo stellato ai boschi incantati, passando per il covo dei Bimbi Sperduti e il veliero del temibile Capitan Uncino. Le luci vibranti e i costumi sgargianti aggiungono un tocco di magia, immergendo grandi e piccini in un’avventura senza tempo. Tra musiche, coreografie e dialoghi frizzanti, alternando momenti di grande ironia e scene che invitano alla riflessione, “Peter Pan “celebra il potere della fantasia e l’importanza di sognare. Ogni scena è una finestra su un mondo diverso, dove onirismo e realtà si mescolano, invitando il pubblico a riscoprire il bambino interiore che vive in ognuno di noi. Un’esperienza immersiva che ispira a credere nell’impossibile e a non smettere mai di sognare.

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Notte prima degli Esami 40th Anniversary a Roma anche il 21 giugno

Notte prima degli Esami 40th Anniversary di Antonello Venditti, sarà al via il 17 giugno, la notte prima degli esami di maturità, dalla sua Roma con 3 imperdibili concerti alle Terme di Caracalla. Oltre a 17 e 19 giugno, si aggiunge infatti il 21 giugno come nuova data. Oltre al terzo appuntamento alle Terme di Caracalla, il tour si arricchisce di 4 nuove date: raddoppia il 29 luglio al Vittoriale di gardena Riviera (Brescia), il 25 novembre all’Unipol Forum di Milano, il 12 dicembre all’Inalpi Arena di Torino e il 18 dicembre al Nelson Mandela Forum di Firenze.

Generazione di Notte prima degli esami

Antonello Venditti (foto Roberto Panucci) ancora una volta incanterà il pubblico con un viaggio emozionante attraverso le pagine più belle del suo repertorio, con al centro l’inno generazionale “Notte prima degli esami” e tutti gli altri brani di “Cuore”, album che ha segnato la storia della musica italiana, pubblicato originariamente nel 1984 e ripubblicato nel 2024 in occasione del suo quarantennale in una special edition rimasterizzata e contenente anche l’inedito “Di’ Una Parola”.

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Francesco Bruno Quartet all’Alexanderplatz Jazz Club domani

Francesco Bruno Quartet all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, domani sabato 15 febbraio. New Heart Waltz (il valzer per il nuovo mondo) è il titolo augurale scelto da Francesco Bruno, per questo concerto all’ Alexanderplatz. Figura storica della scena jazz romana sin dai primi anni Settanta, Francesco Bruno ha lasciato tracce importanti anche nella nostra musica popolare, una per tutte Voglia ‘e Turnà, scritta negli anni ‘80 per Teresa De Sio e divenuta un evergreen. Il concerto vedrà una selezione di composizioni tratte dai molti progetti realizzati come solista, tra i quali anche il recente “Zàkynthosos”, con i quali ha saputo creare una propria cifra stilistica che affonda le proprie radici nel jazz afroamericano per poi espandersi in una varietà di colori uniti dai tratti melodici sempre presenti nei brani.

Francesco Bruno attivo dagli anni ’70

Francesco Bruno, chitarrista e compositore, è attivo sulle scene Italiane sin dai primi anni 70, facendo parte di formazioni della scena jazz romana e partenopea ed esibendosi anche a fianco di leggende del jazz quali il trombettista Don Cherry. Negli anni ’80 è autore di brani di grande successo per la cantante Teresa De Sio divenuti evergreen. Nel marzo 2010 viene pubblicato dal gruppo l’Espresso – la Repubblica il progetto multimediale di Francesco Bruno e Angela Terzani Staude “Le Parole Altre. Il lungo viaggio di Tiziano Terzani”, dedicato al grande scrittore.

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La pianista Rita Marcotulli al Teatro Comunale di Fiuggi il 16 febbraio

La pianista Rita Marcotulli al Teatro Comunale di Fiuggi, per la sezione dedicata alla musica, domenica 16 febbraio, alle ore 18. Raccontare storie attraverso le note. Un viaggio immaginario, che prende ispirazione dalla vita di tutti i giorni, dalla natura dalle esperienze, dalla musica dei diversi colori del mondo. Composizioni originali ma anche suggerite dalle emozioni del momento con una buona parte di improvvisazione. Omaggio al cinema, e ad autori popolari italiani come Modugno e Pino Daniele. Un Programma che può variare a seconda della sensibilità di Rita con l’aggiunta di standard… improvvisazioni o brani nuovi.

Pianista a livello internazionale

Rita Marcotulli, pianista e compositrice tra le più affermate ed apprezzate a livello internazionale, inizia la sua carriera fulminante sul fnire degli anni ‘80 e grazie a prestigiose collaborazioni – solo per citarne alcune, Peter Erskine, Joe Henderson, Joe Lovano, Enrico Rava, Andy Sheppard, si aferma in breve tempo come una fgura importante a livello internazionale sulla scena jazz contemporanea: nel 1987 la rivista Musica Jazz la vota come Miglior Nuovo Talento; nel 1998 il Guardian premia il suo Te woman next door come miglior Cd dell’anno; nel 1989 entra a far parte del gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo, nel 1992 si unisce al gruppo di Dewey Redman con cui collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e Sud America. Importanti anche le sue collaborazioni con musicisti del Nord Europa che portano nuove musicalità nel suo incessante percorso di ricerca.

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A porte chiuse al Teatro Lo Spazio dal 21 al 23 febbraio

A porte chiuse “c’est les autres” di Jean Paul Sartre con la regia di Alessia Tona debutta al Teatro Lo Spazio, dal 21 al 23 febbraio. Il dramma ha inizio con un Valletto che introduce in una stanza un uomo chiamato Garcin. La stanza non ha nulla: né finestre né specchi. Si capirà presto che è un luogo dell’inferno. In seguito, due donne raggiungeranno Garcin: Inès e Stella. Attendono tutti il momento della tortura, ma nessun altro entra nella stanza. Pian piano i personaggi comprendono di essere lì per torturarsi a vicenda, con domande e commenti sulla loro vita precedente, sui delitti, miserie, desideri e passioni. I personaggi sono in grado di vedere ciò che accade sulla Terra nella misura in cui ciò riguarda ancora loro, ma a mano a mano la connessione si fa più labile e le visioni scompaiono, lasciandoli da soli con loro stessi e con gli altri due. La porta però è sempre rimasta aperta ma nessuno dei tre sarà in grado di lasciare la stanza, imprigionati nella rete di rapporti che hanno creato.

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I Chicago by Danny Seraphine’s & CTA al Roma Summer Festival

I Chicago by Danny Seraphine’s & CTA, il 10 luglio, saranno alla Cavea, Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, per Roma Summer Festival, concerto organizzatato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. I Chicago hanno conquistato fama aprendo i concerti di leggende della musica come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Led Zeppelin, Bruce Springsteen e i Beach Boys, raggiungendo il successo quasi immediatamente dopo il loro debutto con Chicago Transit Authority, un doppio album pubblicato nel 1969.

Milioni di fan per i Chicago

La storica band, che ha saputo conquistare milioni di fan in tutto il mondo, vanta un impressionante palmarès: 23 album d’oro, 18 di platino e 8 multiplatino. Hanno ottenuto cinque album al numero uno e 21 singoli nella Top Ten. L’8 aprile 2016 sono stati ufficialmente inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame durante la cerimonia al Barclays Center di New York. Fin dall’inizio, Danny Seraphine, batterista e membro fondatore, è stato la colonna portante del gruppo. Il suo ruolo era cruciale: dettare il tempo, mantenere l’equilibrio guidare la band con il suo inconfondibile groove.

Separazione della band

Dopo 23 anni di tour, composizioni registrazioni con i Chicago, nel 1990 Seraphine ha vissuto una separazione improvvisa e dolorosa dai compagni di band che considerava fratelli. Quella rottura ha stravolto la sua vita. Insieme avevano girato il mondo e scritto pagine indimenticabili della storia della musica americana. Per i successivi 15 anni, Seraphine si è allontanato dalla musica, dedicandosi alla produzione e alla collaborazione con il mondo del teatro e dei musical di Broadway. Dopo decenni di tour incessanti, si è stabilito in Colorado, riscoprendo il valore della famiglia e approfondendo i legami con i suoi sei figli. Il ritorno alla musica è arrivato quasi per caso: un invito a suonare a uno spettacolo di beneficenza per un collega batterista ha acceso in lui una scintilla.

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Hybris il 28 febbraio al Teatro Comunale D’Annunzio di Latina

Hybris, venerdì 28 febbraio al Teatro Comunale D’Annunzio di Latina, di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Miriam Fricano, Enzo Di Norscia, Antonella Rizzo, Daniele Cavaioli e Cristina Maccioni (foto Annalisa Gonnella). Scritto da Antonio Rezza, habitat Flavia Mastrella, assistente alla creazione Massimo Camilli, luci e tecnica Alice Mollica, organizzazione generale Tamara Viola, Stefania Saltarelli, macchinista Eughenij Razzeca, produzione RezzaMastrella, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Teatro di Sardegna, coproduzione Spoleto, Festival dei Due Mondi.

Hybris, riempire le cose vuote

Come si possono riempire le cose vuote? È possibile che il vuoto sia solo un punto di vista? La porta…perché solo così ci si allontana. Ognuno perde l’orientamento, la certezza di essere in un luogo, perde il suo regno così in terra e non in cielo. L’uomo fa il verso alla belva. Che lui stesso rappresenta. Senza rancore. La porta ha perso la stanza e il suo significato, apre sul nulla e chiude sul nulla. Divide quello che non c’è… intorno un ambiente asettico fatto di bagliori. L’essere è prigioniero del corpo, fascinato dall’onnipotenza della sua immagine trasforma il suo aspetto per raggiungere la bellezza immobile e silente che tanto gli è cara. Le gabbie naturali imposte dal mondo legiferano della nascita, della crescita e della cultura, ma la morte è come al solito insabbiata; ai bambolotti queste cose sembrano inutili sofferenze, antiche volgarità. La porta attraversata dal corpo, che è di cervello e profondamente pigro, si trasforma in un portale nel vuoto; al bordo del precipizio si può immaginare un mondo alternativo ma il bambolotto si lascia abitare da chiunque, di ognuno prende un pezzo, uno spunto, sicuro e consapevole di dare una direzione sua alle cose. La spina dorsale si allunga e si anima: finalmente si divide. Aprire la porta sulle altrui incertezze, sull’ambiguità, sull’insicurezza dell’essere e la meschinità dello stare. Chiunque sta in un punto, detta legge in quel punto.

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La morte del marito di mio figlio al Teatro de’ Servi dal 20 al 23 febbraio

La morte del marito di mio figlio approda al Teatro de’ Servi, dal 20 al 23 febbraio, spettacolo scritto da Giulia Lombezzi e diretto da Patrizio Luigi Belloli. In scena Marisa Miritello e Elisabetta Torlasco danno vita a Luisa e Alba, due signore molto diverse che devono organizzare la festa per l’unione civile dei loro figli. Nel corso dei mesi che precedono la cerimonia, si troveranno costrette a collaborare nonostante l’evidente insofferenza reciproca: dovranno mettersi in discussione, sopportarsi e soccorrersi, sviluppando un rapporto complicato ed esilarante, ispirato alle celebri coppie comiche di Grace & Frankie e Lemmon e Matthau.

Zone d’ombre

Faranno i conti con le proprie zone d’ombra e le proprie dipendenze e scopriranno che a volte l’amicizia si cela nei luoghi più impensati. In fondo alle risate, sotto alla linea comica, si materializza un mondo sfaccettato e contraddittorio; quanto è moderno il nostro paese oggi rispetto alle unioni civili. Cosa significa, in questi anni, in Italia, essere il genitore di un figlio o di una figlia omosessuale?

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Fabrizio Sferra presenta “Something about it” all’Alexanderplatz Jazz Club

Fabrizio Sferra presenta il nuovo progetto “Something about it”, di cui è in uscita il primo cd pubblicato dal ‘Parco della Musica Records’, all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, giovedì 13 e venerdì 14 febbraio. Sul palco con Fabrizio Sferra, batteria, Francesco Bearzatti, sax, Giovanni Guidi, pianoforte e Igor Legari, contrabbassoo. Le composizioni originali del leader, come anche quelle degli altri componenti la band, danno modo al quartetto di muoversi tra la libertà assoluta, il lirismo più sincero e una connessione imprescindibile con la tradizione della musica jazz. Collaborazione tra musicisti prestigiosi, affermati da anni sulla scena internazionale e leader a loro volta di progetti a proprio nome.

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