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Attracco, Canti e racconti l’8 febbraio all’Auditorium Parco della Musica

Attracco, Canti e racconti di Ambrogio Sparagna e Federico Quaranta sabato 8 febbraio, all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”. Testi di Francesco Lucibello e Andrea Caterini e con i Solisti dell’’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica, Annarita Colaianni, Raffaello Simeoni, Alessia Salvucci e infine Erasmo Treglia. Un viaggio intenso, musicale e popolare, che percorre la dorsale appenninica. Dai silenzi lucani agli echi pastorali delle Dolomiti.

Attracco, Canti e racconti in musica

Le musiche di Ambrogio Sparagna e il talento narrante di Federico Quaranta per descrivere, con suoni, parole e immagini, i crinali e le coste, come un lungo grande Attracco di popoli e culture. L’Italia raccontata come un pontile al centro del Mediterraneo, lungo il quale ogni uomo ha preso qualcosa e lasciato qualcosa. Stratificazioni di poesia popolare transumante, nella quale silenzio e caos, amore e dolore, nostalgia ed estasi si intrecciano, innescando una domanda: chi e cosa ha reso possibile che l’Italia rurale si spegnesse lentamente? In nome di quale orizzonte abbiamo spopolato i nostri borghi?

Atto d’amore

La risposta non è un ragionamento ma un sentimento, un atto d’amore racchiuso nei versi di Pasolini che trova il senso e le radici tra i ruderi, le pale d’altare e i borghi abbandonati sugli appennini. Un percorso sonoro nel quale ciascuno può riconoscere un pezzo della propria storia e condividerla. Un cammino che vuole svelare, in modo semplice, la carica erosiva e contemporanea di un patrimonio poetico e musicale che scalpita per uscire dalle teche polverose di musei, per tornare ad essere “vita”.

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Al Cinema Teatro Giuseppetti di Tivoli “L’Avaro Immaginario”

Al Cinema Teatro Giuseppetti di Tivoli Enzo Decaro in “L’Avaro Immaginario” domani. Con Nunzia Schiano e con La Compagnia Luigi De Filippo (in o.a.) Luigi Bignone, Carlo Di Maio,Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo, Ingrid Sansone, regia Enzo Decaro. Sette quadri, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro, quello di Molière in primo luogo, ma non soltanto. È anche un viaggio nel tempo quello del Seicento, un secolo pieno di guerre, epidemie, grandi tragedie ma anche di profonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo. Ed è anche il viaggio, reale e immaginario, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola, una vera “carretta dei comici” viaggiante, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo.

Viaggio verso Molière

È il viaggio verso Parigi, verso il teatro, verso Molière ma anche una fuga dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato, di un mercato o di un assembramento di persone, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”. E col “teatro” si riesce anche a mangiare, quasi sempre. Infatti, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o, più spesso, qualche pezzo di animale, già cucinato, offerto come compenso della esibizione sul palco-carretto, manco a dirlo, delle opere di Molière.

Gli incontri del viaggio

Gli incontri durante il viaggio, sorprendenti ma non tutti piacevoli, l’avvicinamento anche fisico a Parigi, al teatro di Molière, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo con quella francese (con Pulcinella che diventa Scaramouche), di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori) la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno, Filippo detto poi Giordano, scomparso da alcuni decenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”, proprio come la grande commedia del teatro, dove “tutto è finto, ma niente è falso”.

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Un giorno diverso in scena a Fortezza Est dal 6 all’8 febbraio

Un giorno diverso in scena a Fortezza Est dal 6 all’8 febbraio, scritto e diretto da Domenico De Meo con in scena Francesca Florio e Diego Giangrasso protagonisti di uno spettacolo che racconta il percorso emotivo di un uomo e una donna per ritrovare se stessi e la loro libertà. Uomo e Donna, nudi, si trascinano nel loro tempo: immutabile e vuoto. Da un’atmosfera irreale, oscura e ironica, si viene trascinati nelle vicende sempre più concrete, emotive e grottesche dell’esistenza. Un piccolo appartamento freddo, spoglio. I secondi, i minuti, le ore, scorrono lenti e tutti uguali a se stessi. Uomo e Donna abitano lo spazio aspettando che qualcosa accada ed ecco che improvvisamente bussano alla porta: c’è un sacco. Sono obbligati ad agire. Nel sacco trovano solo vestiti; indossarli li costringe a intraprendere un viaggio nelle profondità del loro passato comune.

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Loredana Bertè festeggia i suoi 50 anni di carriera con “50 da Ribelle”

Loredana Bertè festeggia i suoi 50 anni di carriera da cantante, dopo aver dedicato i primi dieci al musical, con 50 da Ribelle. Dopo un 2024 ricco di successi tra musica e tv, con l’uscita di Pazza, Premio della Critica Mia Martini a Sanremo e diventato da subito un classico della sua discografia, l’artista (foto Stefania Casellato) torna live da maggio con “50 da Ribelle” – Tour 2025, manifesto della sua grande carriera. Nei prossimi mesi sarà impegnata in vari progetti per celebrare questi incredibili cinque decenni di storia artistica, tra cui la registrazione del nuovo album d’inediti, un podcast tutto suo e tante altre sorprese che verranno.

Loredana Bertè il 23 giugno a Roma

Ma non rinuncerà ad un tour di alcune date in alcune location particolari ed esclusive. Il 23 giugno, sarà a Roma, Cavea, Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, data organizzata da Ventidieci, Top Agency e Joe e Joe. Loredana Bertè, libera e sincera, porta in scena tutto il suo mondo, la sua spregiudicatezza, il desiderio costante di ribellarsi ai pregiudizi e preconcetti, ricordando che la musica è sempre stata la sua salvezza. In ogni concerto riempie la scena donando tutta sé stessa, a livello vocale e di interprete, con un repertorio che va da Sei bellissima a Folle città, passando dal Il mare d’inverno a Dedicato, da Non sono una signora a E la luna bussò. Nella scaletta non mancano gli ultimi successi come Cosa ti aspetti da me, Figlia di… Non ti dico no, Pazza, per uno show che riesce ad unire le generazioni.

Scrigno ricco di canzoni

Uno scrigno ricco di canzoni memorabili, immagini del passato, suoni del presente, visual e voglia di futuro per quella bambina che voleva essere regina e nel suo personalissimo modo lo è sicuramente diventata. Sul palco è accompagnata dalla sua inseparabile e potente super band Bandabertè.

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Secondo piano dal 7 al 9 febbraio all’Altrove Teatro Studio

Secondo piano debutta in prima assoluta dal 7 al 9 febbraio, all’Altrove Teatro Studio, spettacolo scritto da Andrea Giovalè, Sara Mafodda e Michele Eburnea, con la regia di Michele Eburnea. Quante volte si torna con la memoria ai primi momenti di una relazione? Agli appuntamenti romantici, agli sguardi carichi di desiderio, ai gesti densi di imbarazzo? Secondo piano è lo specchio grottesco e deformante di quei ritorni, e racconta la storia di un divorzio consensuale in quattro appuntamenti. Le stesse emozioni, invecchiate e compresse in una cornice fredda e burocratica, costellano un lungo iter di attese e rimpianti, ricordi e contrasti, per capire se dallo sciogliersi di una relazione può davvero forgiarsi qualcosa di nuovo.

Il contropiede di Secondo piano

Secondo piano gioca in contropiede sulla familiarità di una relazione giovane, energica, viva, incastrandola in un luogo asettico e alienante come una stanza a caso del Comune, e tornando più volte, col pretesto della burocrazia e l’esercizio virtuoso del teatro, al momento tipicamente, ma non obbligatoriamente, drammatico della separazione. Si crea quindi un triangolo fluido tra azione, luogo e tempo, all’interno del quale i meccanismi del racconto possono, a piacimento, fare da acceleratore, ostacolo, elemento di caos, dejavù, umorismo, coerenza, incoerenza e chissà cos’altro, alla ricerca del perfetto punto di equilibrio tra sereno e grottesco, emozione e imbarazzo, assurdo e banale.

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Circe allo Spazio Rossellini il 22 febbraio

Circe allo Spazio Rossellini di Roma, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL, sabato 22 febbraio. Spettacolo scritto, diretto, interpretato da Ilaria Drago. Lo spettacolo sarà preceduto, venerdì 14 e sabato 15 febbraio dal laboratorio teatrale, Il disarmo dell’Arte-un cammino poetico dal Sé alla scena con Ilaria Drago. Circe, donna e Dea Bianca (per citare Robert Graves) accoglie i suoi ospiti invitandoli a fare un viaggio attraverso la radura della propria interiorità per giocare insieme a guardare i fondi delle bottiglie.

Circe testimone della società

Maga sapiente della metamorfosi, ella è testimone e mostra lo spaccato di una società che non fa che seminare odio, paura e violenza dimenticandosi di nutrire la Bellezza e ciò che di prezioso invece risiede nell’essere umano. Un mondo alla deriva, svuotato di senso. Attraverso continue mutazioni sceniche, con un linguaggio che spazia fra il grottesco e il poetico, la parodia, il canto, la danza sghemba e delicata, la vocalità vibrante di Dea dalla voce umana e terribile,

Togliere i veli dalle illusioni

Circe racconta di sé e mostra la necessità di togliere i veli delle illusioni per tracciare nuovi sguardi senza fili spinati e geografie di incontri differenti. Circe non è quindi la maga cattiva del poema omerico che muta in porco ogni essere umano abbia la ventura di arrivare nell’isola di Eea e che solo la spada di Ulisse può piegare, ma è un sapiente femminile, liberato da stereotipi e cliché che risorge da ceneri di infinite narrazioni distorte. Un femminile che riesce a riunire tutte le donne senza più confini cucendo un filo rosso tra echi della Sardegna, i gesti delle donne iraniane, le madri di Plaza De Mayo e anche le bambine in fondo al mare.

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Paolo & Francesca dal 6 al 16 febbraio al Teatro 7 Off

Paolo & Francesca dal 6 al 16 febbraio in scena al Teatro 7 Off di Roma. Lo spettacolo, scritto e diretto da Francesca Bruni, vede in scena la stessa autrice con Fabrizio Traversa, Giuseppe Rispoli, Roberta Bobbi, Stefano De Santis, Roberto Pesaresi, Luca Morciano, Flavia Cattivelli e Arianna Iacopino. Paolo & Francesca non è la solita storia d’amore che ci aspetteremmo. Non è una favola romantica, né un racconto di cavalieri e dame in attesa di un lieto fine. Paolo & Francesca è una storia che graffia l’anima e incide sulla carne. È un amore oscuro, travolgente e doloroso, nato in un mondo che lo rifiuta e in cui i sentimenti diventano un’arma a doppio taglio. È la storia di due anime che, pur sapendo di essere condannate, scelgono di amarsi fino all’ultimo respiro, facendo i conti con la ferocia di una società medioevale in cui ogni trasgressione si paga con il sangue. Questa narrazione, ambientata nel XIII secolo, supera le convenzioni temporali e diventa un messaggio di modernità. Francesca da Polenta, protagonista e vera eroina di questo dramma, emerge come una figura ribelle e coraggiosa, capace di parlare, di difendere il proprio amore e la propria identità di fronte a ogni proibizione.

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Incanti al Teatro Olimpico di Roma dal 18 al 20 aprile

Incanti torna nei teatri dopo gli applausi della scorsa stagione e promette di meravigliare ancora una volta il pubblico con numeri inediti e nuovi interrogativi sull’incanto, sulla sua vera natura e sull’importanza di saperlo coltivare nelle nostre vite. Il tour (foto Giulia Palmigiani) parte il 28 febbraio da Gallipoli e si chiude al Teatro Olimpico di Roma dal 18 al 20 aprile. Scritto e diretto dal campione italiano di mentalismo Andrea Rizzolini e prodotto da Officine dell’Incanto, lo show riunisce sul palco sei dei più giovani e premiati illusionisti italiani under 30, sei personalità artistiche dal background e anche abilità diverse.

Rizzolini narratore di Incanti

Accanto a Rizzolini, che interpreta il narratore dello spettacolo e lascia a bocca aperta il pubblico indovinandone i sogni con una manciata di indizi, ecco alternarsi sul palco Dario Adiletta, uno sciamano capace di dominare l’acqua; Piero Venesia, il personaggio “fantozziano” perseguitato da una nuvola e Francesco Della Bona con la sua capacità di controllare il tempo. Ancora, Niccolò Fontana regala la vita a un automa apparentemente inerte, mentre Filiberto Selvi rivisita la storia di Re Mida interpretando un romantico violinista di strada che cerca di vivere della sua musica. Incanti 2025 è una nuova versione 2.0 dello spettacolo con nuovi testi, illusioni inedite, più interazione con il pubblico e una scenografia “magica” disegnata da Laura Benzi.

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“Carta bianca” per Daniele Scannapieco all’Alexanderplatz Jazz Club

“Carta bianca” per Daniele Scannapieco, venerdì 31 gennaio e sabato 1° febbraio, all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma. Ritorno a Roma, all’Alexanderplatz, dove è cresciuto, Daniele Scannapieco a cui è data “carta bianca “per i due concerti del 31 gennaio e del 1° febbraio. Occasione per reincontrare amici di vecchia data come Lorenzo Tucci, Luca Mannutza, Pietro Lussu e Max Ionata. Per tanti anni le collaborazioni tra di loro sono state intense e proficue.

Carta Bianca per due serate

Questa volta, Scannapieco, proporrà un repertorio completamente rinnovato dove saranno mescolate tra loro composizioni originali e standards per i due quintetti, ché cambieranno formazione nelle due serate. Si alterneranno due grandi pianisti come Luca Mannutza e Pietro Lussu ed a completare la formazione, con Daniele Scannapieco ci saranno: la prima serata, alla tromba, il nipote Antonio Scannapieco, talentuoso esponente della nuova scena jazzistica italiana e la seconda, Max Ionata, tra i tenoristi più importanti della scena jazz non solo italiana. Punto fermo per entrambe le performance, Lorenzo Tucci, batterista, cuore pulsante di pagine importanti del jazz internazionale anche come compositore e Tommaso Scannapieco al contrabbasso, anch’egli da anni al servizio con il suo poderoso timing di numerosi jazzisti e di progetti importanti, nonché punto fermo del quartetto di Daniele.

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“La versione ufficiale”, dal 6 all’8 febbraio, inaugura la settimana al TBM

“La versione ufficiale”, in scena dal 6 all’8 febbraio, è lo spettacolo scritto e diretto da Paolo Maria Congi che inaugura la settimana al Teatro Tor Bella Monaca. Protagonisti (Marco Zordan e Paolo Maria Congi) due amici si incontrano dopo quindici anni, ognuno nel momento più difficile della propria vita. Flavio e Dino sono due giornalisti, diversi per idee e condizione sociale, ma la loro storia è intrecciata, fatta di amore e odio, di amicizia e invidia, come dei bambini che giocano alla guerra e al massacro. Il mondo del giornalismo è feroce, senza scrupoli, a volte basta creare una voce che la notizia diventa realtà, altre volte non serve nemmeno agire per farsi ascoltare.

La versione giusta

Il mondo che viviamo è chiuso, fatto di muri, cosa fa notizia? E perché? Può la morte di un ministro scatenare la rivoluzione? O è solo un’altra bugia in mezzo alla marea che ci travolge? Il falso non è solo una mistificazione della realtà, ma è un tradimento costante del nostro sentimento umano, una negazione continua delle proprie responsabilità, una forma di interazione sociale assecondata dalla società che ci circonda: accettiamo di essere falsi e accettiamo le falsità come strumento di comunicazione. Prendendo spunto dal romanzo di Conrad “Sotto lo sguardo dell’occidente” il testo parte da un presupposto semplice: se è giusto o sbagliato uccidere un ministro reputato un criminale; questo il punto di partenza di un viaggio molto più che intimo e personale dei due protagonisti.

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