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I Premi Tuttoteatro.con 2024 giungono al termine

I Premi Tuttoteatro.con 2024, che per cinque giornate hanno ospitato la selezione in concorso, accanto a spettacoli fuori concorso, proiezioni, dibattiti, laboratori e mostre, giungono al termine. La giuria del “Cappelletti” e del “Nicolini” ha espresso così le sue motivazioni: “Il Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti, diciottesima edizione, quest’anno auto-esiliatosi dal Teatro di Roma che poca attenzione rivolge alle pluralità espressive e all’emergenza del contemporaneo, ha trovato ospitalità presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo. La selezione presentata in finale ha mostrato una molteplicità di linguaggi che rappresenta una creatività e progettualità sempre vivace, capace di avviare interessanti esplorazioni formali e contenutistiche, con rapporti con la musica, le culture urbane, la visualità, l’approfondimento del momento interpretativo.

Giuria che ha assegnato i premi

La giuria, presieduta da Grazia Maria Ballerini e formata da Massimo Marino, Andrea Pocosgnich, Elisabetta Reale, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello, decide di assegnare il premio ex aequo a due opere distantissime tra loro, che perciò testimoniano la fertile molteplicità di questa edizione. Vincono il premio: Oikos/Sono di Silvia Mai e Lettere dall’aldilà di Yuri Casagrande Conti (foto Michele Tomaiuoli). Oikos/Sono è la relazione tra una donna e un cane, ma è soprattutto una ricerca nello spazio del vivente, tra presenza fisica, impegno esistenziale e formale, tra danza radicale e poesia del gesto. Lettere dall’aldilà è un’esplorazione drammaturgica di temi centrali e poco frequentati sulle nostre scene come quelli del lutto e della religiosità, affrontati, nello studio che abbiamo visto, con pensosa leggerezza di tono in dialettica con la potenza del soggetto, con attenzione alla parola e alla ricezione del pubblico”.

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“OFF/OFF Variety – The Christmas Show” nella sala di Via Giulia

“OFF/OFF Variety – The Christmas Show”, lo spettacolo di Varietà delle Feste Natalizie e Capodanno scritto da Silvano Spada, da giovedì 19 a martedì 31 dicembre in scena nella sala di Via Giulia. Comicità, musica, canzoni, satira politica e di costume, modern dance e burlesque, chiudono l’anno con un omaggio al genere che ha spopolato in tutto il mondo.

Protagonisti di OFF/OFF Variety

Protagonisti on stage sono Pino Strabioli, la diva del burlesque Giulia Di Quilio, l’attore e cantante Pierfrancesco Poggi, Santino Fiorillo e il corpo di ballo diretto da Francesco Spizzirri che ha curato le coreografie ballate da Alessandro Giofrè, Virgil Maggiorani, Biagio Pagano, Luca Petronilli e Vincenzo Piazza, sullo sfondo interattivo illuminato dal videomapping teatrale studiato da Fabio Massimo Iaquone. Da Londra a Parigi, da New York a Berlino, il varietà è la forma di spettacolo che da sempre affascina le platee di tutte le età. I lustrini, le paillettes, la musica cantata a gran voce, trasmettono al pubblico quella gioia che poche forme d’arte sono in grado di regalare.

Versione natalizia dello spettacolo

E la versione natalizia di OFF/OFF Variety, un successo della precedente stagione che torna nella veste delle feste, è un tripudio di allegria, irriverente satira, musica e coreografie disegnate da Spizzirri, per uno scatenato corpo di ballo che si muove sulle più celebri hit italiane e internazionali. Il tutto, sullo sfondo interattivo illuminato dal videomapping teatrale studiato da Fabio Massimo Iaquone, che ha collaborato con grandissimi artisti e realtà, tra cui Bob Wilson, Le Cirque du Soleil e big show in tutto il mondo, sugli spazi scenici immaginati da Umberto Fiore, responsabile del palco e del progetto luci.

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All’Auditorium del Museo degli Strumenti Musicali “La parola e le altre”

All’Auditorium del Museo degli Strumenti Musicali la rassegna “La parola e le altre”, propone domani Appunti e visioni dal cinema etnografico, Antropologia e arte, Jan Rouch, l’Africa e Antonio Infantino, racconti e proiezioni con Luigi Cinque, David Riondino, Ludovica Fales e Tommaso Ottonieri. Alle sue origini, siamo nei primi del Novecento, il “cinema etnografico” fu una forma di documentarismo con una tradizione specifica che risale alle origini stesse del cinema. In genere è stato un tipo di documentario realizzato da etnologi, antropologi, musicologi, ma in tempi più vicini a noi abbiamo avuto un fiorire di grandi registi che hanno ibridato la rappresentazione documentaristica con una propria dimensione autoriale, una propria visione.

Impropriamente docufilm

L’elenco è lungo e via via si è definito un genere che, talora impropriamente, va sotto la dicitura di docufilm. Tra i fondatori di questo genere il più noto e luminoso è, da un punto di vista antropologico, Jan Rouch, etnologo, antropologo e anche regista francese. Fondamentali i suoi contributi all’antropologia visuale. Personalità eccentrica e poliedrica, Rouch si è dedicato allo studio e alla realizzazione di documentari etnografici su alcune realtà dell’Africa occidentale decolonizzata. Con il suo lavoro ha indicato un vero e proprio metodo.

Definizione di antropologia moderna

Con lui, e quindi attraverso le sue opere specifiche, si è delineata una esatta definizione dell’antropologia moderna e del suo significato più intimo che è quello del “saper vedere”, di una particolare e profonda forma di sguardo che ha nel tempo influenzato autori vari del calibro di Werner Herzog. Ne parlano con Luigi Cinque musicista e regista, David Riondino regista cantautore autore di gran fama, Ludovica Fales giovane regista ed artista multimediale, con esperienza anche come produttrice e assistente di produzione per BBC e Tommaso Ottonieri tra i poeti più importanti del panorama italiano nonché saggista e attraversatore di cinema di poesia.

Visione critica di les maitres fous

Il programma prevede la visione critica di “les maitres fous” uno dei film che hanno caratterizzato l’attività di Jan Rouch ed è uno studio sui riti religiosi adottati da certe comunità nere trapiantate nelle grandi città dell’Africa europeizzata, girato in Ghana. A seguire larghi frammenti del Fabulous Trickster – il docufilm pluripremiato del 2018 su Antonio Infantino e i rituali, anche letterari, del Tarantismo dell’Appennino Lucano e un documentario in superotto girato alla festa della Madonna del Pollino nel 1978 entrambi di Luigi Cinque. L’incontro è all’interno della rassegna “La parola e le altre” curata da Luigi Cinque e Tommaso Ottonieri.

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Pink Floyd Immersion il 15, 16 e 17 gennaio al Teatro Ghione

Pink Floyd Immersion in arrivo a Roma, il 15, 16 e 17 gennaio al Teatro Ghione, spettacolo prodotto da Prisma Show che ripercorre l’intera carriera dei leggendari Pink Floyd. Con un repertorio di oltre 40 brani iconici della band, tra cui “Comfortably Numb”, “Wish You Were Here”, “Money” e gli altri capolavori, questo show offre un’esperienza unica che celebra le migliori epoche musicali del gruppo di Waters, Gilmour, Wright e Mason. La vera rivoluzione dello spettacolo è l’audio in quadrifonia ad alta definizione, fornito ed elaborato da Zingali Acoustics, che rappresenta una delle prime implementazioni di questa tecnologia in un contesto dal vivo. Ogni nota e ogni sussurro musicale sono restituiti con una chiarezza cristallina e una profondità avvolgente, offrendo così un’esperienza sonora senza precedenti, rendendo lo spettatore parte integrante della narrazione.

Pink Folyd dagli anni ’60

Dalla psichedelia degli anni ’60 alle epiche composizioni progressive degli anni ’70 e oltre, Pink Floyd Immersion celebra il genio musicale e l’eredità duratura dei Pink Floyd, offrendo un “viaggio fino al lato più oscuro” della loro musica. La tribute band è rinomata per l’altrettanta meticolosa attenzione ai dettagli, ricreando fedelmente il suono e l’atmosfera delle esibizioni originali dei Pink Floyd: musicisti di grande talento eseguono i “classici” universali e le “gemme” meno conosciute della discografia della band, per un’esperienza memorabile sia per i fan incalliti che per i pochi che ancora non conoscono questo universo del rock.

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Al Teatro Palladium il Premio “Movie to Music” il 14 dicembre

Il Teatro Palladium si prepara a ospitare la quarta edizione del Premio “Movie to Music” il 14 dicembre alle 21, evento che celebra la profonda connessione tra cinema e musica, portando così sul palcoscenico di Garbatella registi, attori e musicisti per una serata dedicata alle migliori produzioni cinematografiche di argomento musicale (foto Lucia Iuorio).

Ideatori di Movie to Music

Ideato da Luca Aversano e Giandomenico Celata, e con la direzione artistica della giornalista e critica cinematografica Paola Casella e la selezione di Christian Uva e del compositore Michele Braga, il Premio “Movie to Music” vuole dare rilievo alle opere che meglio rappresentano la profonda relazione tra cinema, televisione e musica, valorizzando così le produzioni audiovisive che pongono la musica al centro della narrazione. La serata di incontro e condivisione tra appassionati di cinema e musica sarà arricchita dalle esibizioni della Roma Tre Jazz Band, diretta dal Maestro Nicola Concettini, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra note e immagini.

Il Premio al Teatro Palladium

«Ogni anno il Premio ‘Movie to Music’ diventa una finestra sul panorama contemporaneo – spiega la direttrice artistica Paola Casella – celebrando i racconti e le interpretazioni che mettono in risalto l’importanza della musica nell’audiovisivo. È un’occasione per riflettere su quanto la colonna sonora, un personaggio o una melodia possano arricchire una narrazione e trasformarla in un’esperienza unica per lo spettatore».

Gli ospiti attesi sul palco

Tra gli ospiti attesi sul palco il regista Sydney Sibilia e il produttore Matteo Rovere, autori della serie Hanno ucciso l’uomo ragno, che ripercorre il fenomeno musicale degli 883, icona della musica pop italiana degli anni ’90. Tra ironia e nostalgia, la serie offre uno spaccato della cultura di un’epoca, attraverso le note e i testi di canzoni che hanno segnato una generazione. La serata vedrà inoltre la presenza degli attori Elia Nuzzolo e Ludovica Barbarito, protagonisti della serie, che hanno saputo restituire l’energia e l’emozione di una stagione irripetibile, portando in scena le storie di chi ha vissuto quel momento di grande fermento musicale.

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“Heroes” alla Casa del Cinema dall’11 al 13 dicembre

“Heroes” si terrà alla Casa del Cinema di Roma dall’11 al 13 dicembre con il tema “The Perfect Show”: l’impatto delle nuove tecnologie sulla natura artigianale del cinema e della serialità italiana e internazionale. Real time Production, Virtual set, Transmedialità e Intelligenza artificiale al servizio della produzione e della comunicazione di film e serie live action e d’animazione. “Heroes”, con la direzione artistica di Max Giovagnoli, è il “festival delle maestranze” che celebra artisti e professionisti del cinema e della serialità “di genere” horror, fantasy, sci-fi, thriller, action e cross-over che prima e dentro il film lavorano alla costruzione della magia e della messa in scena del racconto per la sala, la tv e i broadcaster online.

Programma di Heroes

4 proiezioni in anteprima, 4 grandi ospiti internazionali, 2 concorsi per cortometraggi, 12 masterclass, 5 premi e 2 celebration costituiscono la proposta dell’edizione 2024 della kermesse. Heroes International Film Festival è un evento promosso e organizzato da La Città dell’Animazione e dei Contenuti Digitali, con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura.

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Macbeth Circus Show al Teatro Lo Spazio dal 12 al 15 dicembre

Macbeth Circus Show – La rappresentazione del potere debutta al Teatro Lo Spazio, dal 12 al 15 dicembre. Spettacolo scritto da Paolo Vanacore con la regia di Gianni De Feo. Sullo sfondo della celebre opera di Shakespeare lo spettacolo si articola su due piani, quello della realtà e quello della rappresentazione. I due piani spesso andranno a sovrapporsi, a dialogare, a coincidere in modo grottesco e surreale.

Il testo di Macbeth Circus Show

Il testo è l’archetipo per eccellenza dell’ambizione sfrenata, della falsità e dell’ipocrisia che spesso anima il mondo dello spettacolo, un mondo in cui l’arte e il talento perdono sempre di più il loro valore a discapito della fama, della smania di apparire, più che di essere. Le atmosfere della messa in scena richiamano, a tratti, il sapore e il gusto retrò di un circo senza tempo dove i personaggi al limite del grottesco si scontrano, si accaniscono, si accapigliano a difesa di un ruolo di cui ognuno di loro si sente investito, in un eccentrico delirio di autocelebrazione. Le ambientazioni e i trucchi si ispirano al decadentismo dell’espressionismo berlinese.

Gioco metateatrale

Un gioco metateatrale che vede coinvolti due buffi e patetici uomini in costume e maschere clownesche, mentre recitano alcuni momenti salienti della tragedia shakespeariana secondo quell’antico stile in cui i ruoli femminili erano ancora affidati ad attori maschi. Alle loro “giocolerie” verbali si contrappongono i toni più secchi della perfida direttrice del fantasmagorico teatro dove sarà rappresentato appunto il Macbeth.

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La vera storia di Billie Holiday all’Auditorium Parco della Musica

La vera storia di Billie Holiday sabato 7 dicembre all’Auditorium Parco della Musica: Danilo Rea, pianoforte, Barbara Bovoli, voce recitante e Oona Rea voce (foto Sara Galimberti). Danilo Rea, pianista di fama internazionale per la sua eccezionale capacità di improvvisazione con una lunga carriera costellata da prestigiose collaborazioni, rende omaggio a una icona: Billie Holiday. Della cantante saranno raccontati l’infanzia, le ristrettezze economiche, la fame, gli abusi, le arbitrarie detenzioni fino agli esordi, il successo, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz: l’esaltazione di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata.

Vera ricerca di autenticità

Ma anche la costante ricerca di autenticità, la grande generosità, la ricerca di affetti sinceri, il rifugio nelle droghe per non sentire l’assordante solitudine, la solitudine come unica costante presenza di tutta la sua vita. La narrazione è affidata all’attrice teatrale Barbara Bovoli, anche autrice del testo, mentre interpreterà i più grandi successi della cantante la meravigliosa voce di Oona Rea, talento innato e figlia d’arte di Danilo con il quale ha girato i palchi di mezzo mondo. Su Billie Holiday è stato scritto moltissimo, su di lei sono stati fatti film, scritti libri, poesie, canzoni.

Figura femminile complessa

Sicuramente una delle figure femminili più complesse e interessanti della storia della musica e su cui sono stati inventati gli aneddoti più fantasiosi (la sua stessa autobiografia è costellata da incongruenze); ma le tante dissonanze biografiche sbiadiscono e cedono il passo all’immenso spessore umano che trasuda dalla sua disperata, autentica, incontenibile fame di amore e di verità.

Dall’infanzia al successo

Della cantante saranno raccontati l’infanzia, le ristrettezze economiche, gli abusi, le arbitrarie detenzioni. Poi gli esordi, il successo, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz, le prime jam session, i primi dischi, i primi guadagni. l’esaltazione di avercela fatta, di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata, le risate, le notti insonni su sgangherati torpedoni per infinite tournée, le amicizie sincere, le questioni politiche e molto altro.

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Bolero | Ballade al Teatro Comunale D’Annunzio di Latina domani

Bolero | Ballade, compagnia MM Contemporary Dance Company, coreografie di Michele Merola per Bolero e di Mauro Bigonzetti per Ballade, al Teatro Comunale D’Annunzio di Latina, domani venerdì 6 dicembre alle ore 21 (foto Tiziano Ghidorsi). Nella versione di Merola, Bolero viene raccontato come una non-storia, fantastica ma possibile, comunque pertinente al mondo reale. Dagli allusivi colpi di tamburo rullante iniziale, sino all’esplosione finale dell’intera orchestra, la danza, in stretta simbiosi con la musica, veicola una sorta di astratta fiaba amara, allegoria del dolore di vivere e dell’incomprensione fra esseri umani.

Bolero metafora dell’esistenza

Così Bolero diventa metafora della nostra esistenza, stretta nei doppi binari che ciascuno sperimenta nel corso della propria vita, fra contrasto e dialogo, seduzione e disinganno, sorpresa e sconcerto. La coreografia di Ballade invece, trae ispirazione da una delle voci letterarie più significative dell’epoca: vuole essere un omaggio allo scrittore Pier Vittorio Tondelli, che in quegli anni operò e produsse i suoi maggiori capolavori. Attraverso una narrazione astratta, la partitura coreografica dà vita ad uno spazio della memoria e del sentimento dove l’uomo, spogliandosi del suo guscio e della corazza che lo accompagna, ritrova il suo corpo vivo e vulnerabile. Un viaggio che ci porta a scoprire il dolore, l’amore, l’abbandono e la rinascita. Un viaggio simbolico alla ricerca incessante di una nuova rinascita collettiva dove la bellezza arricchisce e guida il nostro cammino.

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Tananai a Rock in Roma il 19 giugno 2025 a Capannelle

Tananai per la prima volta sul palco di Rock in Roma, il 19 giugno 2025 all’Ippodromo delle Capannelle. Sarà l’occasione per poter sentire ancora le canzoni del nuovo album “Calmocobra”, che contiene anche “Booster”, attualmente in rotazione radiofonica, e “Punk Love Srtoria”, tra i brani più amati del nuovo progetto del cantautore, entrambi accompagnati dal videoclip musicale uscito nelle scorse settimane, oltre ai singoli che hanno anticipato il progetto ottenendo numerose certificazioni, come “Veleno” (disco di platino), “Storie Brevi” con Annalisa (doppio disco di platino) e “Ragni” (disco d’oro).

Tananai ha scritto e interpretato l’album

“Calmocobra”, scritto ed interpretato da Tananai stesso, che ne ha curato la produzione con il contributo di Davide Simonetta, Michelangelo e Okgiorgio, e con la direzione artistica di Stefano Clessi, è disponibile in digitale e formato fisico dal 18 ottobre per Eclectic Records/EMI Records Italy (Universal Music Italia), debuttando in #1 posizione sia nella classifica degli album più venduti sia in quella di CD, vinili e musicassette nella settimana di uscita. “Calmocobra”, secondo disco in carriera per Tananai dopo l’album triplo disco di platino “Rave, Eclissi”, porta alla luce un nuovo aspetto dell’anima di Tananai, più maturo, consapevole e capace di mixare con scioltezza divertimento musicale e profondità di linguaggio.

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