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Grisù, Giuseppe e Maria al Teatro Tor Bella Monaca dal 1 al 3 novembre

Grisù, Giuseppe e Maria al Teatro Tor Bella Monaca dal 1 al 3 novembre, prodotti da I due della città del sole, Francesco Procopio e Giancarlo Ratti, diretti da Pierluigi Iorio. Siamo negli anni Cinquanta, la guerra ha lasciato paura e miseria, ma è forte il desiderio di ricominciare a vivere. Il “boom economico” fa da contraltare all’analfabetismo e al fenomeno dell’emigrazione, ancora considerevolmente presente; la trasformazione strutturale dell’Italia corre molto più veloce del suo sviluppo culturale e sociale.

Azione a Pozzuoli

L’azione si svolge a Pozzuoli, provincia italiana pregna di quella cultura popolare tipica del mondo contadino, fatta di “scarpe doppie e cervello fino” e ruota attorno a Don Ciro, il parroco del paese che, tra confessioni sacramentate e non, è testimone involontario di una complicata vicenda che vede coinvolte due sorelle (Rosa, sposata con Antonio, emigrato all’estero, e Filomena, zitella) e il farmacista del paese. A fare da sfondo un tragico fatto di cronaca: il disastro di Marcinelle, la miniera belga nella quale, l’otto agosto del ’56, per un incendio, persero la vita 262 persone, tra cui 136 immigrati italiani.

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Julian Siegel e Rob Luft all’Alexanderplatz Jazz Club domani e sabato

Julian Siegel sax e Rob Luft chitarra incontrano, Enzo Zirilli ZiroBop, ovvero, Enzo Zirilli, batteria, Alessandro Chiappetta, chitarra e Alessandro Maiorino, contrabbasso, all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, venerdì 25 e sabato 26 ottobre. Julian Siegel è un sassofonista molto richiesto sulla scena jazz britannica ed europea. Ha lavorato con molte delle figure più importanti della musica.

BBC Jazz a Julian Siegel nel 2007

Nel 2007 gli è stato assegnato il BBC Jazz, premio per il miglior strumentista. Rob Luft, pluripremiato chitarrista inglese il cui virtuosismo è stato paragonato a quello di grandi nomi della sei corde come John McLaughlin, Al Di Meola e Paco De Lucia. Enzo Zirilli è considerato uno dei batteristi/percussionisti italiani più creativi e versatili delle ultime generazioni. Dal 1987, data del suo debutto professionale, ad oggi le sue collaborazioni sono diventate innumerevoli, sia nell’ambito del Jazz, che del Pop e della World Music.

Rob Luft dal 2004 a Londra

Nel 2004 si trasferisce a Londra, dove si impone da subito come uno dei musicisti più richiesti della scena Londinese e del Regno Unito, suonando con Liane Carroll, Jim Mullen, Gilad Atzmon, Jason Rebello, Ian Shaw, Hamish Stuart, Norma Winstone, Nikki Iles, Brandon Allen, Omar Lye-Fook, Phil Palmer. “Radio Londra” la rassegna da lui ideata, nasce nel 2004 grazie alla collaborazione con lo storico Folk Club di Torino, per portare nella sua città i musicisti con i quali collabora in UK. Nel 2014 forma il suo quartetto ZiroBop (con Rob Luft, Ale Chiappetta e Misha Mullov-Abbado), con il quale registra 3 albums (l’ultimo e’ Ten Past Never) accolti con grande entusiasmo da pubblico e critica.

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Lazio in corsa con quattro proposte a Sanremo Giovani

Lazio in corsa con Angelica Bove, Cosmonauti Borghesi, Giin, Orion nella categoria Nuove Proposte del Festival di Sanremo. Da martedì 12 novembre, cinque appuntamenti settimanali con Alessandro Cattelan in seconda serata su Rai 2, per scoprire i finalisti che il 18 dicembre, su Rai 1, si contenderanno 4 posti. 24 giovani artisti dovranno sfoderare le migliori armi per convincere la Commissione Musicale composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia (insieme a Carlo Conti e Claudio Fasulo, giurati fuori onda), per conquistare poi in 12 la “semifinale” del 10 dicembre, sempre condotta da Cattelan su Rai. Infine, i 6 più votati (più 2 artisti provenienti da “Area Sanremo”) approderanno al Teatro del Casinò di Sanremo per la finalissima del 18 dicembre.

Panorama vario di proposte

«Il nuovo panorama musicale proposto a Sanremo Giovani è molto vario, si spazia dalla musica d’autore al pop, dal rap alle nuove sonorità», dichiara Carlo Conti. «Abbiamo ascoltato tante canzoni, tanta bella musica e testi mai banali, in molti casi anche su temi significativi. In ogni concorrente abbiamo scoperto storie interessanti, sogni, speranze, e soprattutto tanta energia; alcuni stupiranno il pubblico sia per la musica che per i contenuti. Da ragazzi giovanissimi non ti aspetti una tale maturità artistica – prosegue Conti – invece sono già pronti e consapevoli della propria forza, sapendo tenere molto bene il palco. La Commissione ha privilegiato soprattutto gli artisti, non solo la canzone presentata in gara. L’augurio è che i ventiquattro selezionati facciano davvero un lungo ed esaltante percorso artistico, così come anche i tantissimi che hanno partecipato sin qui alle selezioni abbiano presto l’occasione di dimostrare con successo ciò che valgono».

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The Joyce Audition al Teatro Lo Spazio il 29 e 30 ottobre

The Joyce Audition approda al Teatro Lo Spazio il 29 e 30 ottobre, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Mini che ci conduce in una dimensione metateatrale. Una coppia di attori italiani emigrati a Londra in cerca di fortuna si sta preparando ad un importante provino per una produzione inglese di Exiles, l’unico testo teatrale scritto da James Joyce. Tra situazioni a tratti comiche e paradossali, momenti di riflessione e confronto suscitati dal dramma a cui stanno lavorando, sarà l’arrivo sulla scena di un misterioso personaggio a costringere i due attori ad affrontare il proprio vissuto individuale e di coppia, mettendo in discussione se stessi e i propri sogni, uscendone profondamente trasformati. The Joyce Audition è un testo bilingue, scritto e recitato in italiano ed inglese, che alterna scene e dialoghi originali ad estratti del dramma Exiles di James Joyce.

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“Sexual Fluidity?” inaugura la stagione dell’OFF/OFF Theatre

“Sexual Fluidity?” di Silvano Spada spettacolo inaugurale della settima stagione dell’OFF/OFF Theatre: un testo scanzonato e leggero con protagonisti Filippo Contri e Lorenzo Rivola, giovani attori divisi tra palchi e serie TV. Il nuovo spettacolo (foto Cosimo Sinforini) in scena da martedì 5 a domenica 10 novembre, a firma del direttore artistico di via Giulia, affronta una tra le tematiche più attuali della nostra contemporaneità, la fluidità sessuale del mondo giovanile, che tanto fa parlare e ancora è in grado di creare scandalo.

Il termine “sexual fluidity” dallo Utah

Il termine “sexual fluidity” è stato coniato da Lisa Diamond, psicologa americana dell’Università dello Utah: «Essere fluidi consiste nell’avere comportamenti sessuali senza distinzione di generi, e un giovane su due identifica oggi la sessualità come non fissa e invariabile, influenzata da fattori diversi o da situazioni, anche inaspettate, che si possono verificare».

Nuove frontiere sessuali

La commedia si pone la domanda se il fenomeno sia il segnale del raggiungimento di nuove frontiere sessuali, sintomo dell’evoluzione dei costumi o, piuttosto, di un fenomeno oggi molto più ampliato e diffuso, ma che esiste da sempre e che soltanto la cultura, il conformismo sociale e la morale dei tempi impedivano di prenderne atto.

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Self Control 40th Anniversary il 15 novembre all’Atlantico Live

Self Control 40th Anniversary di Raf esordirà l’8 novembre sul palco dell’Unipol Forum di Milano e arriverà il 15 novembre all’Atlantico Live di Roma (foto Gianluca Saragò). Sarà una grande festa in musica per celebrare il 40° anniversario non solo di una delle hit più famose di sempre, ma anche della carriera straordinaria del padre del pop in Italia. Raf, tra i più acclamati e amati artisti italiani, che in 40 anni di carriera ha pubblicato 14 album in studio vendendo più do 20 milioni di dischi in tutto il mondo, alle porte del Self Control 40° Anniversary afferma: “L’attesa mi fa sentire elettrizzato e allo stesso tempo curioso per l’atmosfera che prenderà vita sul palco insieme ai miei amici ospiti”.

Self Control 40th Anniversary è prodotto da Friends & Partners

Self Control 40th Anniversary, prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Girotondo E.M., sarà l’occasione per rendere omaggio all’affetto del pubblico e ai magnifici anni che hanno avuto come colonna sonora un brano amato da milioni di persone in tutto il mondo, un vero e proprio fenomeno, inno alla leggerezza e al senso di libertà. Proprio Self Control, tra le hit più famose di sempre, ha segnato la ricca e straordinaria carriera di Raf e negli anni è diventato un evergreen che continua a spopolare tra i più giovani.

Singolo simbolo di Raf

È stato il singolo che ha portato Raf alla ribalta facendolo conoscere non solo al pubblico italiano, ma anche internazionale, consacrandolo tra i più grandi artisti e pilastri della musica italiana. Uno dei primi singolo italo disco acclamato in tutto il mondo anche grazie al produttore Giancarlo Bigazzi. Il cantautore nei live di Self Control 49th Anniversary ripercorrerà la sua storia artistica cantando i brani più celebri del suo repertorio, tra cui “Sei La Più Bella Del Mondo”, “Il battito Animale, “Cosa Resterà degli Anni ‘80”, “Ti Pretendo”, “Infinito”, “Stai con Me”, “Non è mai un errore” e molti altri ancora.

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Il Festival Popolare italiano al via il 26 ottobre

Il Festival Popolare italiano diretto dal musicista e compositore Stefano Saletti, realizzato in condivisione con il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, al via sabato 26 ottobre. Quattro appuntamenti (foto Valentina Pavone) sul tema “Canto, mito e rituale” che vedranno in scena formazioni che fanno dell’incontro tra linguaggio contemporaneo e tradizione il loro elemento caratterizzante. Tutti i concerti si terranno alle ore 17.30.

Biglietto del Festival

Il biglietto d’ingresso è di 6 euro, e comprende la visita al museo che si trova a Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, 9/a. Come sempre il Festival Popolare Italiano propone un programma ricco di suoni, strumenti e canti della tradizione che dimostra la forza anche innovativa delle musiche legate alla world music, al folk, alla ricerca e alle radici della musica popolare. L’apertura è affidata al trio Yarákä che presenta Curannera, l’ultimo lavoro discografico che unisce ritmo arcaico e contemporaneità; domenica 3 novembre alle 17.30 di scena il sestetto siciliano Areasud con il concerto Electric Roots tra tradizione e nuove sonorità elettroniche;

Il 24 novembre Mystikos

domenica 24 novembre alle 17.30 spazio alle atmosfere medievali e mediterranee di Mystikos, ensemble guidato dal fiatista Mario Crispi, fondatore degli Agricantus. Chiude il festival domenica 8 dicembre, sempre alle 17.30, Anemo di Ambrogio Sparagna e Lumenea, un progetto intergenerazionale dedicato ai canti della Grecìa salentina che unisce la tradizione popolare pugliese al lavoro di ricerca dell’organettista e etnomusicologo laziale. Il concerto è realizzato all’interno della “Programmazione Puglia Sounds 2024”.

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Messa da Requiem di Mozart il 27 ottobre a San Paolo entro le Mura

Messa da Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, con l’Orchestra Sinfonica Città di Roma e i Cori Accadamia Vocale Romana e La Fenice, domenica 27 ottobre ore 20.30, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura. Direttore Lorenzo Macri, solisti, Mariangela Cafaro, soprano, Olivia Andreini, mezzo soprano, Delfo Paone, tenore e Ferruccio Finetti, basso/baritono.

Messa da Requiem ultima opera incompiuta di Mozart

La Messa da Requiem K 626 in Re minore, l’ultima opera incompiuta di Wolfgang Amadeus Mozart, rappresenta un labirinto di contraddizioni e misteri che nel corso del tempo ha diviso gli storici e i musicologi, alimentando congetture e accendendo passioni. Mozart portò a termine solo l’Introito: Requiem aeternam, e scrisse le parti principali dell’opera indicando di tanto in tanto il motivo melodico dell’accompagnamento. In questo stadio sono pervenuti Kyrie, Sequentia (con il Lacrimosa che si ferma dopo le prime otto battute) e l’Offertorium.

La delega della moglie agli allievi

Dopo la morte di Mozart, la moglie Constanze delegò il completamento del Requiem a tre allievi del marito, per meglio avvicinarsi agli intenti originari dell’opera, ma solamente Franz Xaver Süssmayr continuò il lavoro, riordinando in modo omogeneo il lavoro dei collaboratori precedenti e completando i brani totalmente mancanti del manoscritto. Sin dalle prime note è presente un senso d’angoscia, è come se l’autore avesse paura della morte e del giudizio ed è come se essa fosse già presente.

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“Il Mistero del Calzino Bucato” al Teatro Ghione dal 24 al 27 ottobre

“Il Mistero del Calzino Bucato” al Teatro Ghione, da giovedì 24 a domenica 27 ottobre: spettacolo scritto, diretto e interpretato da Marco Zadra, con la partecipazione di Antonella Salerno, Tiko Rossi Vairo, Giulia Zadra e al pianoforte il M° Emiliano Federici. Il Mistero del Calzino bucato ormai è considerato un vero e proprio “cult” della comicità a Roma. Dopo più di 30 anni di repliche, con un testo di volta in volta aggiornato grazie al vasto repertorio comico di Marco Zadra, eccoci finalmente pronti per assistere ad una nuova versione esplosiva.

Il Mistero del calzino bucato da record d’incassi al Teatro Sette

Dopo il successo del Teatro Sette (record di incassi) ed il fortunato incontro con Gigi Proietti che ha voluto questo spettacolo per inaugurare la sala “Ridotto del Brancaccio” nel 2003 con due mesi di repliche, questa volta l’appuntamento sarà al Teatro Ghione. “Siamo in Inghilterra, fuori piove ed una nebbia malefica avvolge la mente dell’ispettore Joe Pendleton quando si trova a dover risolvere uno dei casi più complicati della sua lunga carriera di segugio presso Scotland Yard: il 25 dicembre, in circostanze misteriose, viene ucciso Lord Timothy Pinkerton, uno degli uomini più ricchi di Londra.

L’unico indizio per l’ispettore

Unico indizio: un sinistro calzino destro bucato in corrispondenza del ditone! Inizia così una serie di colpi di scena che renderanno ancor più misteriosa l’atmosfera di quello che ancora oggi è considerato il più classico dei gialli. Da non perdere!”. Figlio d’arte, cresciuto in un ambiente musicale, Marco Zadra ha trovato nel teatro lo sbocco naturale di una passione derivata da una sensibilità estrema, frutto di quei valori che i suoi genitori hanno saputo trasmettergli attraverso la musica classica.

Il papà di Marco Zadra

Il papà era il noto pianista argentino Fausto Zadra, la mamma è Marie Louise Bastyns, belga, anche lei pianista di fama internazionale. I lunghi periodi trascorsi all’estero per seguire i genitori nelle loro tourneè, hanno permesso a questo attore eclettico e recettivo di conoscere ed assorbire forme d’arte e sfumature di carattere socioculturale così diverse dalla nostra, tanto da renderlo un artista completo ed originale.

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Il Teatro Arcobaleno presenta dal 25 al 27 ottobre “Stéfano”

Il Teatro Arcobaleno, presenta da venerdì 25 a domenica 27 ottobre, un grande classico della drammaturgia argentina, “Stéfano” di Armando Discepolo, traduzione e regia di Stefano Angelucci Marino, con: Autilia Ranieri, Roberto Solofria, Rossella Gesini, Paolo Del Peschio e Stefano Angelucci Marino. Armando Discepolo drammaturgo nativo di Buenos Aires che ebbe il suo periodo di scrittura più produttivo tra il 1910 ed il 1930 e divenuto uno dei capisaldi della letteratura teatrale sudamericana nonché riferimento letterario per le tematiche inerenti il fenomeno migratorio degli italiani in Argentina.

Fenomeno della migrazione

«Il fenomeno della migrazione in Argentina si è sviluppato tra la fine dell’800 e l’inizio degli anni ’50 e ha coinvolto varie regioni e vari livelli della popolazione attratta dalla possibilità di una vita qualitativamente migliore», spiega Stefano Angelucci Marino traduttore, interprete e regista dell’opera: «molte volte – prosegue – a partire erano famiglie intere che in Italia possedevano terre o animali, gente appartenente ad una borghesia talvolta medio alta che vendeva tutto pensando poi di poter condurre in suolo argentino una vita più ricca. All’arrivo però la realtà era ben diversa».

La trama di “Stéfano”

Partire per raggiungere il proprio successo altrove è proprio la trama di “Stéfano” opera di Armando Discepolo studiata nelle scuole in quanto caposaldo della letteratura argentina: il protagonista, musicista diplomato al Conservatorio di Napoli e compositore abbastanza apprezzato, convince padre e madre a vendere i propri beni per inseguire a Buenos Aires un successo “da far piover sterline” che invece mai incontrerà, a dispetto vivrà oltreoceano una vita da orchestrale di fila, appesantita dalle deluse aspettative di una moglie acquisita in loco e di figli costretti a miseri mestieri per aiutare la quotidianità dell’intero nucleo. La ricerca dell’ideale, la vocazione artistica e i conflitti familiari sono alcuni dei temi che, tra il tragico e il comico, sono crudamente esposti in quest’opera, punto di riferimento del grottesco criollo.

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