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Cultura

Almanacco. 5 maggio 2004 muore a Roma Nando Martellini

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande telecronista.

Il 5 maggio 2004 muore a Roma Nando Martellini.

Per molti anni fu radiocronista sportivo, a partire dal 1946:

fu anche la prima voce, dal 1960 al 1967, della celebre trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto (lo sostituirà Enrico Ameri dalla stagione 1967-1968).

COMMENTA LA VITTORIA DELL’ITALIA NEL 1968

Passato in televisione, commenta la vittoria dell’Italia al campionato europeo di calcio 1968;

in occasione dei Mondiali 1970 in Messico venne chiamato improvvisamente a sostituire il celebre collega Nicolò Carosio

(richiamato in servizio a furor di popolo ma costretto, durante la terza partita della nazionale, a rinunciare in seguito alla clamorosa gaffe – rivelatasi in seguito un “falso” – verso un guardalinee etiope).

TELECRONISTA NELLA VITTORIA DELL’ITALIA AI MONDIALI NEL 1982

Così Martellini ebbe modo di commentare quella che fu definita

la partita del secolo, ovvero la semifinale tra Italia e Germania Ovest, nonché la successiva finale tra gli azzurri e il Brasile.

Per molti anni la sua voce ha commentato le partite di calcio più importanti,

ma anche le principali manifestazioni ciclistiche come il Giro d’Italia e il Tour de France.

Nel 1976 fu direttore del Pool Sportivo TV.

È rimasto nella storia il suo triplice grido «Campioni del Mondo» al termine della partita Italia-Germania Ovest l’11 luglio 1982,

in occasione della conquista del titolo da parte della Nazionale di calcio italiana ai Mondiali 1982.

Avrebbe dovuto commentare anche il mondiale in Messico del 1986 ma,

una volta giunto in terra messicana, un malore ivi accusato per l’altitudine lo costrinse a rientrare in Italia e passare definitivamente il testimone a Bruno Pizzul.

Oggi è intitolato a suo nome lo stadio romano delle Terme di Caracalla.

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NOTIZIARIO XINHUA

Cina: migliorerà ulteriormente qualità di acque superficiali

Pechino, 05 mag 14:18 – (Xinhua) – 

La Cina migliorerà ulteriormente la qualità dell’acqua, aumentando la percentuale di acque superficiali di qualità relativamente buona all’85% nel 2025, con un incremento di 1,6 punti percentuali rispetto al 2020. Il Paese monitorerà meglio i propri fiumi e laghi, e potenzierà l’allocazione e la gestione delle risorse idriche fluviali, lacustri e nei bacini, secondo un piano emanato dal ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente e da altri quattro dipartimenti. Ulteriori sforzi saranno compiuti per rafforzare la protezione, la supervisione e la gestione delle aree chiave per la conservazione delle fonti idriche, si legge nel piano, che sottolinea inoltre la biodiversità acquatica e il controllo dell’inquinamento. La percentuale di acque superficiali di qualità relativamente buona – pari o superiore al grado III nel sistema di qualità dell’acqua a cinque livelli del Paese – ammontava all’83,4% nel 2020, in aumento di 17,4 punti percentuali rispetto al 2015, secondo un libro bianco pubblicato dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato.
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NOTIZIARIO XINHUA

Arte: fotografo italiano presenta prospettiva sulla Cina

Pechino, 05 mag 14:09 – (Xinhua) –

Entrando nel One Art Museum di Pechino, durante le vacanze del Primo Maggio, i visitatori sono stati trasportati nella Cina degli anni Ottanta e Novanta, grazie a una speciale mostra di foto accattivanti dell’epoca. L’argomento principale comprendeva televisioni in bianco e nero, vecchie biciclette, fumetti in un negozio di alimentari, parchi giochi semplici e vivaci, nonché giovani vestiti con abiti che sarebbero considerati banali per gli standard odierni. Per alcuni, la mostra è stata educativa, presentando un periodo che ricordavano in modo vago, se non per nulla. In altri, tuttavia, ha suscitato ricordi di un periodo chiave dello sviluppo della Cina. Il fulcro della mostra era costituito da 88 fotografie scattate dal fotografo italiano Andrea Cavazzuti durante gli anni Ottanta e Novanta. Le sue foto, scattate in tutta la Cina, offrono una prospettiva disadorna e pacifica della vita ordinaria dell’epoca, da cui il titolo della mostra: “At Eye Level”. Tra i visitatori, c’era Liang Heping, un musicista cinese, che ha confermato l’approccio “eye-level” del fotografo nel descrivere la vita quotidiana dell’epoca. La storia d’amore di Cavazzuti con la Cina è iniziata in Italia, quando si è iscritto all’università Ca’ Foscari di Venezia per studiare la lingua cinese. “I caratteri quadrati mi hanno affascinato, e leggere l’antica prosa cinese si è rivelato particolarmente interessante”, ha dichiarato l’uomo. Nel 1981, Cavazzuti è andato in Cina per un breve periodo di studio, e l’anno seguente ha studiato alla Fudan University di Shanghai. Da allora, ha creato un legame indissolubile con questa terra straniera. Dopo la laurea, l’uomo ha viaggiato per le belle montagne e i bei fiumi della Cina, portando con sé la sua macchina fotografica. Cavazzuti ha osservato i variopinti costumi popolari degli abitanti locali, e ha registrato una Cina vasta e diversificata, all’epoca poco nota al mondo intero. Dopo che la Cina è entrata nel periodo della riforma e dell’apertura, e che il popolo cinese ha iniziato ad arricchirsi, Cavazzuti ha cominciato a registrare i piccoli cambiamenti nella loro vita quotidiana. Nel 1990, l’uomo ha fotografato un piccolo ristorante nella provincia settentrionale cinese dello Hebei, con un semplice menù dipinto sul muro: “Sapori del nord-sud, tutti i tipi di piatti saltati in padella, spuntini di stagione e tutti i tipi di pasta”. Sulla porta era appeso un cartello con scritto “pane nutriente”. La foto di Cavazzuti mostra una commessa seduta a un tavolo vicino alla porta, che confeziona il pane in sacchetti di plastica. “Da allora, i consumi delle persone si sono maggiormente diversificati, e il pane ha iniziato a essere integrato nella struttura ristorativa locale in Cina”, ha spiegato l’uomo. Dalla vetrina di un negozio d’abbigliamento a Shanghai, si possono osservare due manichini, un maschio e una femmina. Stanno indossando abiti in stile occidentale, piuttosto rari all’epoca, e le loro espressioni sembrano piene di innocenza e desiderio. La foto di Cavazzuti mostra i manichini da un’inquadratura di busto. “La stessa vetrina del negozio è stata fotografata anche da un fotografo giapponese, le cui foto mostrano l’intera parte superiore del corpo, ma, naturalmente, la foto di Cavazzuti riflette meglio le caratteristiche delle condizioni di vita e dello spirito del popolo in quel periodo”, ha scritto il curatore nella brochure della mostra. “Alcuni stranieri scattano foto con un atteggiamento di “caccia alla novità”, che non solo è visivamente sgradevole, ma non favorisce nemmeno una rappresentazione della vera Cina”, ha dichiarato Cavazzuti. Dopo aver visto le opere del fotografo, Tang Hui, un professore presso l’Accademia centrale di belle arti, ha affermato che “negli anni Ottanta, c’erano molti fotografi stranieri interessati alla Cina, ma, a differenza della maggioranza delle persone, Andrea ha dedicato più tempo e impegno a questa terra”. Tang Hui, professore di pittura murale dell’Accademia centrale di belle arti, ha affermato: “Attraverso il suo obiettivo, non si vedono dettagli esageratamente drammatici, nessuna narrazione appassionata e grandiosa, solo la presentazione naturale dei dettagli di vita durante quell’epoca, e un sottile interesse per la forma estetica”. Nel 1981, nel Parco Zhongshan di Pechino, la folla si è riunita per osservare la struttura d’intrattenimento “Lunar Rocket”, introdotta dal Giappone. Cavazzuti ha immortalato i bambini che giocavano sotto il sole cocente, mentre i genitori guardavano e chiacchieravano. Le loro espressioni sono così vivide che le loro risate sembrano fuoriuscire dalla fotografia. “Liberatevi delle idee preconcette e trattatevi come un normale componente dell’ambiente. In questo modo, potete facilmente individuare la bellezza intorno a voi”, ha spiegato l’italiano.
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Politica

Le graduatorie del bando regionale per le Reti di Imprese

Le graduatorie del bando regionale per il finanziamento dei programmi relativi alle Reti di Imprese tra attività economiche. Con il contributo regionale di 15 milioni di euro, risorse del bilancio regionale, saranno finanziati 150 programmi di rete del valore di 100.000 euro ciascuno, suddivisi tra Comuni del Lazio e Municipi di Roma Capitale.

Pubblicazione graduatorie

«La pubblicazione delle graduatorie relative al bando per le Reti d’imprese per attività economiche costituisce un’ottima notizia per i Comuni del Lazio, perché consente di sbloccare l’erogazione di contributi per oltre 15 milioni di euro. Si tratta di fondi che andranno a sostegno del commercio e che favoriranno la rigenerazione urbana dei territori interessati. Il contributo è volto a sostenere le piccole e microimprese, in particolare le attività economiche su strada, artigianali, turistiche, dell’intrattenimento, culturali e dei servizi. Si tratta di un aiuto concreto all’economia locale. L’attenzione dell’amministrazione regionale è e sarà costantemente rivolta al sostegno delle realtà economiche del Lazio.

Non lasciare sole piccole e medie imprese

L’obiettivo è quello di non lasciare sole le piccole, medie e microimprese, di prenderle per mano e accompagnarle in un percorso di crescita, nella consapevolezza che dalla sopravvivenza di tante realtà economiche dipendono il futuro di migliaia di famiglie e lo sviluppo della nostra Regione», ha dichiarato Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, al Commercio, all’Artigianato, all’Industria e all’Internazionalizzazione. La misura consente di coinvolgere e valorizzare oltre 6000 attività economiche e imprese del commercio distribuite su tutto il territorio regionale.

Destinatari del bando

Destinatari le reti di imprese tra attività economiche, territoriali o di filiera, previste e disciplinate nel Testo Unico del Commercio, che consistono in aggregazioni di attività economiche su strada composte in particolare di imprese, attive e iscritte al registro delle imprese, di commercio al dettaglio, di somministrazione, artigianali, turistiche, dell’intrattenimento, culturali, di servizi, compresi i mercati (a esclusione dei centri commerciali) che si affacciano su vie o piazze urbane e che si costituiscono formalmente per la gestione comune di servizi e di azioni di promozione e marketing e di qualificazione e tutela dei contesti urbani.

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NEWS

Il Trofeo d’Auto d’Epoca ‘La Dolce Vita’

Il Trofeo d’Auto d’Epoca ‘La Dolce Vita’, organizzato e promosso dall’Associazione Circuito Storico Santa Marinella, giunge quest’anno alla sua settima edizione. Storia, arte, cultura e territorio si uniscono in una competizione che rappresenta un unicum nel panorama italiano. La manifestazione, patrocinata dalla Regione Lazio e dal Comune, si svolgerà da venerdì 26 a domenica 28 maggio e consisterà in una prova di regolarità alla quale parteciperanno oltre 50 autovetture di grande pregio fra cui le auto che parteciparono alla Mille Miglia storica, fra il 1927 e il 1957 e quelle che partecipano alla manifestazione moderna.

Le case automobilistiche al Trofeo

Tra le case automobilistiche presenti: Alfa Romeo, Alvis, Chrysler, Cisitalia, Elva, Ermini, Fiat, Jaguar, Lagonda, Ferrari, Lancia, Lola,Maserati, Mercedes, Morgan, Porche, Singer, Taraschi, Ac Aceca, Ginetta, Marcos, Citroen, Salmson, Ashley, Stanguellini. Anche questa edizione conferma l’attenzione dei promotori verso le vetture di particolare ricercatezza. Di notevole pregio infatti le vetture in gara. Tra queste, Ermini 1100 Sport Internazionale, Lola MK3 gt 1967, Alvis Duncan 1948, Jaguar XK120. Sarà inoltre presente la Fondazione di Nicola Bulgari con alcune delle auto appartenute a diversi Pontefici, tra le quali la Cadillac serie 75 del 1947 appartenuta a Pio XII.

Presente Tony Cairoli

Sarà inoltre presente Tony Cairoli, nove volte campione del mondo di moto cross mxgp. «Una peculiarità significativa del Trofeo ‘La Dolce vita’ è la sua capacità di saper valorizzare il territorio, integrandosi perfettamente con le splendide location culturali che le città e i castelli di quest’area offrono. Un valore aggiunto importante, in un momento di necessario rilancio anche del comparto turistico», spiega il Presidente dell’Associazione e promotore del premio, Daniele Padelletti. Il percorso del premio, infatti, porterà spettatori ed equipaggi alla scoperta delle meraviglie storiche e territoriali del Lazio, percorrendo un circuito organizzato in settori.

Il Trofeo 2023 per 110 km complessivi

La manifestazione del 2023 si articolerà in tappe nuove che copriranno una distanza totale di 110 km. Il circuito con prova di regolarità in notturna si svolgerà sabato tra Santa Marinella, Tarquinia, Montalto di Castro e Vulci. Per il settimo anno consecutivo, inoltre, l’evento sarà in sostegno dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, con una raccolta fondi. Il Circuito Storico di Santa Marinella, infatti, è da sempre attento alla società e impegnato nel promuovere messaggi positivi. Per questo, ha voluto dedicare l’edizione 2023 alla pilota automobilistica italiana Maria Teresa De Filippis, prima donna a qualificarsi per un gran premio di Formula 1.

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Cronaca

Furti alle fermate metro: quattro arresti dei Carabinieri

Furti alle fermate metro: quattro arresti dei Carabinieri. In manette un 23enne egiziano che, ieri mattina, è stato bloccato da un Carabiniere della Stazione Roma Quadraro, libero dal servizio, all’interno di un convoglio della metropolitana linea A, nei pressi della fermata “Furio Camillo”. L’indagato ha atteso l’arrivo del treno nella stazione e all’apertura delle porte, rapidamente ha strappato dalle mani di una ragazza, successivamente identificata in una 25enne italiana, un’I-Phone per poi darsi alla fuga. Il Carabiniere, che si trovava all’interno dello stesso vagone e ha assistito alla scena, è intervenuto riuscendo a immobilizzare il 23enne con l’ausilio di un cittadino. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla proprietaria.

Furti proseguiti a Termini

In mattinata, sempre lungo la linea A della metropolitana, questa volta alla fermata “Termini”, i Carabinieri del Nucleo Roma Scalo Termini hanno arrestato un 20enne cileno che poco prima aveva derubato, sfilandogli il portafogli da una tasca della giacca, un turista 48enne italiano ed era stato trattenuto dalla stessa vittima fino all’arrivo dei militari. A bordo di un convoglio della metro, all’altezza della fermata “Repubblica”, i Carabinieri della Stazione Roma Nomentana hanno bloccato un 51enne romeno sorpreso a derubare un turista cinese, impossessandosi dello smartphone che custodiva nello zaino che la vittima portava in spalla.

Arresto anche nel pomeriggio

Nel pomeriggio, invece, in piazza Vercelli, nei pressi dell’uscita della fermata metro “Re di Roma”, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato un cittadino del Marocco, senza fissa dimora, sorpreso a strappare lo smartphone dalle mani di una giovane, intenta in una telefonata. Tutte le vittime hanno presentato regolare denuncia-querela. Nel corso dell’udienza presso le aule di Piazzale Clodio, il Tribunale di Roma ha convalidato tutti gli arresti.

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Spettacolo

Al Teatro Biblioteca Quarticciolo B-Or Der e Songs &Borders

Al Teatro Biblioteca Quarticciolo per Diafanie. Materia e Luce, la stagione danza 2023 realizzata dal Centro Nazionale di Produzione della Danza ORBITA | Spellbound, arrivano Masoumeh Jalalieh, performer e artista multidisciplinare iraniana residente in Europa, che presenta in Prima Romana lo spettacolo B-Or Der; e il coreografo israeliano Michael Getman, che torna a Orbita dopo il successo dello scorso anno, con un nuovo lavoro in Prima Nazionale, Songs &Borders.

Il programma della due giorni al Teatro Biblioteca Quarticciolo

Un programma doppio per due giorni che esemplificano bene una delle linee guida della stagione, ovvero suggerire al pubblico “una serie di approfondimenti che non siano soltanto di natura tecnico-estetica ma in grado di aprirsi a discorsi sociali e culturali più ampi, dando spazio, ad esempio, a proposte provenienti dal bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente”, come afferma la direttrice Valentina Marini. “Il canto di un uccello è piacevole all’orecchio umano ma, allo stesso tempo, è segno della prigionia dell’uccello”: da queste parole della celebre scrittrice Maya Angelou, fra le più importanti esponenti della cultura afroamericana e attivista per i diritti civili, nasce B-Or Der, la nuova performance della coreografa, danzatrice e artista nata a Teheran Masoumeh Jalalieh.

Le domande dello spettacolo

Uno spettacolo che prova a rispondere a una serie di domande – Cosa sono esattamente i confini? In che modo stanno modellando i nostri corpi e le nostre menti? – per mettere a fuoco un concetto preciso: gran parte dei significati attribuiti ai confini dipende dalla posizione e dal punto di vista di chi li significa. In Songs &Borders, lavoro frutto di una collaborazione internazionale fra diversi artisti e intellettuali di diversa estrazione culturale e religiosa provenienti da Israele, Siria, Libano, Germania e Norvegia, l’israeliano Michael Getman porta invece in scena sei donne per dare voce alle loro storie di confini religiosi, culturali e storici. «Essendo figlio di immigrati, sto ancora cercando di capire cosa significhi essere israeliano.

Identità la centro del 20° secolo

La questione dell’identità è stata al centro del ventesimo secolo. Israele è un piccolo paese. Tuttavia, ci vuole più di una vita per comprenderne la complessa narrativa e le diverse anime che lo abitano. I confini tracciati sulla mappa attorno a una tavola rotonda europea divennero presto confini mentali tra comunità, famiglie e individui. In Songs and Borders, il mio interesse principale sono le persone e la loro specifica identità personale e genealogica», racconta il coreografo di Tel Aviv che durante la sua carriera ha collaborato a teatro con artisti del calibro di Ohad Naharin e William Forsythe.

Song and Borders

Songs and Borders è uno spazio condiviso denso di storie, rituali, tensioni, ferite e speranze, una creazione interdisciplinare che combina composizione musicale, coreografia, narrazione, documentazione audio-video con la ricerca etnografica ed etno-musicologica per leggere il corpo umano come stratificazione di narrazioni e di identità storiche e politiche.

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Cronaca

Arrestati tre giovani per spaccio ai Castelli Romani

Arrestati in poche ore dai Carabinieri, 3 giovani gravemente indiziati del reato di detenzione ai fine di spaccio di sostanze stupefacenti e 10 persone segnalate, quali assuntori, al Prefetto. È il bilancio dei controlli contro il fenomeno dello spaccio di sostanze psicotrope svolta dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo in favore, soprattutto, della fascia giovanile della popolazione.

Due arrestati in località Pavona

In particolare in località Pavona di Castel Gandolfo, nei pressi di un parco comunale e di una scuola elementare, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno sorpreso due giovani in possesso di circa 40 g di hashish. I due erano a bordo di un’autovettura e i militari li hanno trovati in possesso di dosi di stupefacente con, all’esterno, delle etichette riportanti finanche il peso dello stupefacente pronto allo smercio. In un secondo controllo, all’interno di un parcheggio di Castel Gandolfo e nei pressi di un pub, i militari hanno trovato un 19enne, studente, in possesso di 140 g circa di hashish e la somma contante di circa 400 euro.

Arresti convalidati

Arresti tutti convalidati. Tale campagna di controlli contro lo spaccio di sostanze illegali si inquadra nel più ampio contesto di protezione delle fasce giovanili della popolazione anche attraverso incontri nelle scuole del territorio sulla cultura della legalità, promossi dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, per sensibilizzare i giovani sulla responsabilità e sulla consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, anche con approfondimenti per prevenire il rischio di dipendenze e altre conseguenze negative.

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Spettacolo

Processo a Pinocchio approda al Teatro Lo Spazio

Processo a Pinocchio approda al Teatro Lo Spazio, dal 12 al 14 maggio, nell’ambito della Rassegna Mindie: musical scritto e diretto da Andrea Palotto, con protagonista Christian Ruiz. Chi ha ucciso con un colpo di martello il povero Salvatore Grillo di professione psicoterapeuta? Pino, accanto al corpo della vittima con in mano l’arma del delitto sembrerebbe la risposta più ovvia. Ma il presunto colpevole, che non tiene a freno le sue bugie, ha una moglie che non tiene a freno la sua lingua, “una” amante che non tiene a freno le sue voglie, “un” amante che non tiene a freno i suoi vizi e una mamma invadente che non tiene a freno la sua pazienza! Tutti presenti al momento del delitto, tutti convinti della sua colpevolezza. Tutti e nessuno!

Via al processo

E allora non resta che ripercorrere eventi e situazioni, attraverso un percorso psicanalitico di gruppo condotto dalla vittima stessa, unica depositaria di una verità che non può rivelare per “segreto professionale”. Sarà lui a guidare il protagonista dentro e fuori dal tunnel della realtà per cercare, fra le sue psicosi, un movente che potrebbe dare un senso ai fatti e condurre la compagine verso un sempre rassicurante lieto fine! Perché in fondo ogni favola inizia con un “C’era una volta” e finisce con un “E vissero tutti felici e contenti”…O no?

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Salute

Lavare le mani: più importante con il Covid

Lavare le mani, per quasi due italiani su tre (65%), è divenuto più importante con il Covid, che ha portato la consapevolezza di come la scarsa igiene delle mani sia un importante veicolo di trasmissione dei germi. È quanto emerge da una ricerca che ha coinvolto 400 persone e svolta dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future (link) il progetto sull’informazione consapevole nato dalla collaborazione tra Gruppo Credem e l’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica.

L’importanza di lavare le mani

I risultati dell’indagine sulla consapevolezza dell’importanza dell’igiene delle mani, condotta grazie alla collaborazione di specialisti della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, sono stati presentati oggi in occasione della Giornata di sensibilizzazione sull’igiene delle mani (World Hand Hygiene Day – link), istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in un evento scientifico svolto presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS a Roma. L’arrivo del Covid e la paura del contagio ha modificato le abitudini degli italiani: il 65% degli intervistati, infatti, con la pandemia ha iniziato a dare più importanza all’igiene delle mani e il 55% ha affermato di lavarsele più frequentemente da quando è comparso il Covid.

Frequenza giornaliera

La frequenza giornaliera del lavaggio delle mani è mediamente di 6,5 volte al dì, il 37% tra 4-7 volte al giorno e il 24% almeno 3 volte al giorno. Inoltre, quasi un italiano su cinque (19%) lava le mani oltre 10 volte al giorno. In particolare, tale pratica è più diffusa tra le donne (6,9 volte al giorno) rispetto agli uomini (6 volte al giorno) e i giovani sono tra i più attenti all’igiene delle mani: se le lavano in media 6,8 volte al dì fra i 18-44 anni (6,4 volte al dì tra i 45-64 e 6 volte al dì gli over 64). Il sapone è utilizzato dal 99% degli intervistati, con una maggiore diffusione del sapone liquido (87%) rispetto alla classica saponetta (32%).

Gel e salviette meno frequenti

L’utilizzo di gel e salviette risulta meno frequente rispetto a lavare le mani: il 29% degli intervistati usa gel igienizzante e il 7% le salviette. Per il 50% degli intervistati il rischio maggiore di una cattiva igiene delle mani è la possibile trasmissione di germi da una parte sporca del corpo a una parte pulita, per il 40% il maggiore rischio è il passaggio di germi a soggetti fragili. Dall’indagine, condotta dai ricercatori dell’Università Cattolica e dall’istituto Bilendi e in collaborazione con gli specialisti della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, è tuttavia emerso che solo il 13% delle persone è a conoscenza dell’esistenza di una giornata mondiale dedicata all’igiene mani e che solo metà del campione ripone attenzione anche all’igiene delle unghie quando si lava le mani.

Smarthphone veicolo di trasmissione

Inoltre, il 63% del campione reputa lo smartphone come possibile veicolo di trasmissione di germi, ma solo il 18% si lava le mani dopo il suo utilizzo e meno della metà degli intervistati (il 40%) disinfetta il proprio smartphone con prodotti specifici.