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Cultura

Almanacco. 2 dicembre 1988: muore a Roma Tata Giacobetti

Oggi nel nostro almanacco vogliamo ricordare un artista.

Il 2 dicembre 1988: muore a Roma Giovanni TATA GIACOBETTI,

uno dei componenti del gruppo vocale Quartetto Cetra.
Giacobetti imparò la musica da autodidatta, suonando il contrabbasso.
Mentre studiava scenografia all‘Accademia di Belle Arti di Roma,

si esibiva anche come cantante nelle serate goliardiche.

NEL 1940 FONDO’ IL QUARTETTO CETRA

Nel 1940 fondò il quartetto vocale Quartetto Egie, che, in seguito a cambi di formazione, divenne prima Quartetto Ritmo e poi Quartetto Cetra.

Come componente del Quartetto Cetra, la carriera artistica di Giacobetti durò oltre quarant’anni, durante i quali fu protagonista come cantante

e attore alla radio, in teatro, in televisione, al cinema e nella pubblicità.

Del Quartetto Cetra Giacobetti fu, oltre che componente, paroliere ed autore dei testi musicati con Virgilio Savona, un altro componente del gruppo.

Tra i componenti del gruppo, Giacobetti è ricordato come “il bello”;

fu l’autore della maggior parte dei testi del quartetto, musicati assieme a Virgilio Savona, altro componente del gruppo;

Dalla collaborazione quarantennale tra Giacobetti e Savona nacquero centinaia di canzoni del vasto repertorio del Quartetto Cetra.
Come autore di testi Giacobetti collaborò anche con Gorni Kramer (scrivendo La gatta che scotta per Adriano Celentano), Giovanni D’Anzi, Armando Trovajoli.

NEL 1964 AVEVA SPOSATO L’ATTRICE VALERIA FABRIZI

Nel 1964 aveva sposato l’attrice cinematografica Valeria Fabrizi,

che debuttò in televisione al suo fianco in un western musicale type=’text/javascript’ ideato dallo stesso Giacobetti: Non cantare, spara (1968).

I due ebbero una figlia, Giorgia. Nel 1965 scrisse il testo del brano

Se fossi un marziano dello Zecchino d’Oro 1965.

Morì nel 1988, all’età di 66 anni, a causa di un infarto miocardico; riposa nel cimitero del Verano a Roma.

Lo stesso anno terminò, di conseguenza, l’attività del Quartetto Cetra.

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Spettacolo

Penultimo appuntamento de I Concerti nel Parco con “Omaggio alla Callas”

Penultimo appuntamento de I Concerti nel Parco, Autunno 2023 al Teatro de’ Servi, domani ore 21 con “Omaggio alla Callas” , con il duo Raja – Marotti, Federica Raja, soprano e Serena Marotti, pianoforte e Michael Aspinall, narratore. Nel centenario della nascita e nel giorno del compleanno di Maria Callas lo spettacolo è un sentito tributo a questa artista immortale, la cui popolarità ha oltrepassato il mondo della lirica.

Artista dirompente

Artista dalla personalità dirompente e dalla biografia sentimentale movimentata (morì da sola a Parigi nel 1977, a soli cinquantatré anni) la Callas ha suscitato nel pubblico di tutto il mondo non solo ammirazione, ma anche idolatria, invidia e avversità, imponendosi sulla ribalta internazionale anche perché ha incarnato al meglio la consapevolezza di quanto sia fondamentale lo studio della partitura, diventando così un modello imprescindibile per i cantanti delle generazioni successive. In programma alcune tra le più famose arie interpretate dalla Divina sui palcoscenici di tutto il mondo.

Pagine celeberrime

Sono previste pagine celeberrime di Bellini (Ah non credea mirarti dalla Sonnambula e Casta diva dalla Norma), di Puccini, (Sì mi chiamano Mimì dalla Bohème e Tu che di gel sei cinta da Turandot) e Verdi (E’ strano…sempre libera da La traviata). La serata è impreziosita dalla presenza dal cantante e musicologo inglese Michael Aspinall. Noto al grande pubblico per le sue parodie “en travesti” di opere italiane, Aspinall è attivo come insegnante di canto, collezionista di rarità discografiche e divulgatore e ha avuto l’occasione di ascoltare la Callas dal vivo negli anni Sessanta. Con suoi interventi, che si alterneranno ai brani dal vivo, Aspinall proporrà alcune personalissime riflessioni su vari aspetti del “fenomeno Callas”: la biografia, il personaggio mediatico, lo stile vocale e anche l’eredità.

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Cultura

Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità il 3 a Castel Sant’Angelo

La Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituita nel 1992 dall’ONU, focalizza il dibattito e il confronto pubblico sul tema del diritto universale alla piena ed effettiva partecipazione di ciascun individuo alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. Condividendone le ragioni, in una prospettiva di promozione, il Direttore generale Musei, prof. Massimo Osanna, ha invitato i musei a presentare attività che potenzino accessibilità fisica, sensoriale culturale e cognitiva alle collezioni e al luogo del patrimonio, favorendo l’accesso al patrimonio culturale in una prospettiva di crescita civica e anche di coesione sociale.

Museo di Castel Sant’Angelo aderisce alla giornata del 3 dicembre

Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo aderisce alla giornata accogliendo il 3 dicembre la Fondazione Arturo Toscanini che alle ore 16.00 in Sala Paolina, presenterà il Concerto di musica da camera per soprano, violoncello e LIS che rientra nel programma Musicaccessibile del Dipartimento di Sviluppo socioculturale “Community Music” della Fondazione. Il concerto per occhi e orecchie, nel segno dell’accessibilità e dell’inclusione, intende valorizzare il talento di artiste e artisti con disabilità, con una selezione di arie dal repertorio operistico e cameristico per soprano lirico accompagnate dal violoncello e anche dalla LIS (Lingua dei Segni Italiana).

Musica da ascoltare e guardare

Musica da ascoltare nell’interpretazione di Francesca Mannino (soprano non vedente) e Pietro Nappi (Primo violoncello della Filarmonica Toscanini), ma anche da guardare nella forma coreografica di Gloria Antognozzi, LIS performer, e Valentina Di Leva, interprete LIS. L’evento è curato e organizzato da Anna Selvi per la Direzione Musei Statali della città di Roma.

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NEWS

Obbligo di indicare la provenienza della frutta per succhi e marmellate

Obbligo di indicare la provenienza della frutta utilizzata in succhi e marmellate, oltre che per il miele, per il quale vengono rese ancora più trasparenti le etichette con l’indicazione delle percentuali dei mieli provenienti dai diversi Paesi nelle miscele. Lo rende noto con soddisfazione la Coldiretti, in riferimento all’adozione del progetto di relazione in Commissione ambiente del Parlamento Europeo sulla cosiddetta Direttiva “Breakfast”.

Obbligo passo importante

«Un passo importante fortemente sollecitato dalla Coldiretti impegnata da danni nel percorso di trasparenza dell’informazione ai consumatori sull’origine degli alimenti portati a tavola, a tutela della libertà di scelta», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che si tratta di: «un risultato reso possibile dalla sensibilità dimostrata dagli Eurodeputati che ora dovrà essere mantenuta nel Parlamento in plenaria e poi difesa al trilogo tra Commissione, Parlamento e Consiglio».

Italia secondo produttore di frutta UE

Un obiettivo importante sul piano della salute, dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente in Italia che è il secondo produttore europeo di frutta dopo aver detto addio a oltre 100 milioni di piante di frutta fresca negli ultimi quindici anni con la scomparsa che riguarda tutte le principali produzioni, dalle mele alle pere, dalle pesche alle albicocche, dall’uva da tavola alle ciliegie, dalle arance alle clementine, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat Complessivamente la superficie italiana coltivata a frutta si è ridotta a 560mila ettari con la perdita di oltre centomila ettari rispetto a 15 anni fa con conseguenze sul primato produttivo nazionale in Europa che si estende dalle mele alle pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle castagne fino al cedro e al bergamotto.

Scomparsa piante

La situazione peggiore si registra sulle arance, con 16,4 milioni di alberi abbattuti, sulle pesche, dove sono scomparsi quasi 20 milioni di piante, e sull’uva, dove mancano all’appello 30,4 milioni di viti, secondo la stima Coldiretti. Pesante anche la situazione per nettarine e pere dove ne sono spariti rispettivamente 14,9 milioni e 13,8 milioni. Un trend pericoloso favorito anche dalle importazioni di prodotti low cost di frutta da destinare alla trasformazione industriale in suchi e marmellate dall’estero dove spesso non sono rispettati gli stessi criteri in termini di rispetto dell’ambiente, del lavoro e della sicurezza alimentare, secondo il principio di reciprocità.

Percorso iniziato nel 2000

La svolta in atto sulla frutta completa un percorso iniziato nel 2000 con l’obbligo di indicare la provenienza della carne bovina consumata che si è esteso grazie alla battaglia della Coldiretti in Europa e in Italia, dal latte alla passata di pomodoro, dai formaggi ai salumi, dal riso e pasta fino a decorrere dal 1 gennaio 2025 alla frutta e verdura in busta, noci, mandorle, nocciole ed altri frutti sgusciati, agrumi secchi, fichi secchi e uva secca, funghi non coltivati e zafferano.

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Spettacolo

Visionaria al Teatro Lo Spazio dal 7 al 9 dicembre

Visionaria, festival della danza autoriale contemporanea, con la direzione artistica di Miriam Baldassari, al Teatro Lo Spazio dal 7 al 9 dicembre. Il 7 dicembre in scena Slow Row. Progetto EMY, progetto sperimentale di Kodance/&KO. Sospesi in un tempo apparentemente immobile, sublimando l’attesa, cercando di tracciare mappature di un luogo ruvido. La materia si sgretola per poi riunirsi; e Ofelia: l’innocente accadere di GD_Company e le coreografie di Gisella Biondo, scritto da Giorgia Macrino e diretto da Giorgia Macrino e Denis Persichini, a rappresentare la violenza e l’innocenza di un amore, raccontato attraverso la figura simbolica di Ofelia.

Soirée DNA a Visionaria l’8 dicembre

L’8 dicembre è la volta di Soirée DNA con le coreografie di Elisa Pagani. In scena Laniakea, in cui si vuole ripulire e accudire il seme che ha dato vita delle cose dell’esistenza, per arrivare al punto senza dimensioni che è l’origine, il senso, la genesi e Alle Cose Invisibili, una danza al silenzio, alle forze, al vuoto, ai moti dell’universo, alla nascita alla morte, al cambiamento, all’altra faccia delle cose. Infine, il 9 dicembre Movimenta 2.0, Vetrina coreografica per emergenti, nella stessa serata E pur si muove… del Collettivo RCB, su coreografia di Francesca Vasta e Marzia Turnaturi. Tre corpi, tre costellazioni. Ogni stella compie una danza a velocità estrema nella propria orbita, attorno ad un buco nero. Più ci si avvicina, più il tempo si dilata, fino ad annullarsi. Per ritrovarsi poi, in altre dimensioni.

Amica mia, un’amicizia consolidata

A seguire Amica mia con Simona Borghese-Giulia Botta a impersonare la storia di un’amicizia consolidata, di quel legame in cui si danza con i passi complicati e misurati dell’età adulta. Chiude la serata BLACK_with a spotlight a cura di EMotions Dance Company, in cui loop frenetici, declinati in gesti dilatati all’estremo, per trasportare lo spettatore nel microcosmo delle idiosincrasie che ciascun essere umano ha sviluppato verso i gesti più̀ comuni. Il tessuto coreografico è come un chiarore lontano nel buio, a tratti completo e totalizzante, una luce che viene dal fondo, una tensione alla rinascita.

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Economia

I vacanzieri italiani negli agriturismi per il Ponte dell’Immacolata

I vacanzieri italiani che hanno scelto di alloggiare negli agriturismi nel Ponte dell’Immacolata, spinti dalla ricerca del buon cibo ma anche dalla collocazione favorevole della festività, sono oltre 8 milioni. È quanto emerge dalle prime stime di Coldiretti e di Terranostra Campagna Amica per la ricorrenza dell’8 dicembre che rappresenta il primo vero banco di prova per il turismo di Natale. Una scelta dettata da una rinnovata spinta a un turismo di prossimità, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane che vengono apprezzati da molti dei 13,3 milioni di italiani che saranno in viaggio durante il Ponte dell’Immacolata secondo Federalberghi.

Cosa influenza la scelta dei vacanzieri

Le strutture hanno peraltro incrementato l’offerta con servizi innovativi per sportivi, nostalgici delle tradizioni, curiosi e ambientalisti, ma anche con attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici o wellness. Senza dimenticare le attività più strettamente legate al Natale come i corsi di cucina per la preparazione delle specialità delle feste o le lezioni di addobbo per l’allestimento dell’albero. Ma è la cucina a restare l’attività più apprezzata dagli ospiti degli agriturismi che conservano ricette della campagna tramandate da generazioni, in un Paese come l’Italia dove un circa un terzo del budget delle vacanze è abitualmente destinato alla tavola.

A disposizione 25.400 aziende

A disposizione ci sono complessivamente circa 25.400 aziende agrituristiche presenti in Italia che sono in grado di offrire un potenziale di più di 294mila posti letto e 532 mila coperti per il ristoro e quasi 2000 attività di fattoria didattica per i più piccoli. Gli agriturismi rappresentano inoltre una ottima base di partenze per visitare uno dei circa 5500 piccoli borghi presenti in Italia capaci di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali. «Il ponte dell’Immacolata rappresenta la prova generale del turismo natalizio e le prime previsioni confermano che l’agriturismo è entrato definitivamente nel cuore e nelle abitudini degli italiani grazie al notevole processo di qualificazione del settore che è oggi in grado di offrire servizi diversificati tra loro», spiega Dominga Cotarella, nuovo presidente dell’associazione agrituristica Terranostra Campagna Amica.

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Cronaca

Al Piazzale delle Bandiere della Scuola Ufficiali Carabinieri il Giuramento del 203° Corso

Il Piazzale delle Bandiere della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, di autorità civili e militari, dei familiari e del Corpo accademico dell’Istituto, ha ospitato la cerimonia di Giuramento degli Ufficiali frequentatori del 203° Corso di Applicazione “Lealtà”, intitolato al Capitano M.O.V.C. “alla memoria” Emanuele Basile.

L’evento sul piazzale

Molto suggestivo l’evento celebrato al cospetto della Bandiera d’Istituto, cui i 60 Ufficiali frequentatori hanno reso gli onori prima di giurare solennemente fedeltà alla Repubblica Italiana, alla Costituzione, alle leggi e ai doveri connessi allo stato militare, nell’esclusivo interesse della Nazione. È stato evidenziato l’impegno morale e giuridico che ogni Ufficiale assume, con disciplina ed onore, sin dall’inizio del percorso formativo, con lo spirito che da oltre due secoli contraddistingue l’Arma dei Carabinieri e nella riconoscente memoria dei Caduti che, con il loro sacrificio rappresentano l’esempio della fedeltà ai più alti valori di un servitore dello Stato.

Lealtà per il 203° Corso

“Lealtà”, il nome del 203° Corso di Applicazione, è il concetto che, al pari della fedeltà, resta un caposaldo del vivere quotidiano di ogni Carabiniere e il Capitano Emanuele Basile, cui il corso è intitolato, rappresenta uno dei più fulgidi esempi di dedizione e sacrificio per l’Istituzione. Sono indelebili nella storia, infatti, le qualità umane, morali e militari del Comandante della Compagnia di Monreale che, nel 1980, pagò con la vita l’impegno attivo nella lotta alla mafia. Il Comandante Generale è intervenuto alla cerimonia esprimendo sentimenti motivazionali nei confronti dei giovani Ufficiali frequentatori:

Il privilegio di servire le istituzioni

“per me è stato un grande privilegio servire le Istituzioni: tanto sacrificio, tanti oneri però alla fine il privilegio prevale sul resto e la vostra è una scelta di vita com’è stata la mia tanti anni fa”. Soffermandosi poi sul significato dell’atto di giuramento ha sottolineato come: “non è solo un giuramento fondato su valori giuridici, ma anche un giuramento fondato sul proprio onore di servire le libere Istituzioni” e, proseguendo ha evidenziato l’importanza di prendere decisioni, in particolare: “quando un Ufficiale decide, deve ispirarsi a dei valori che ritroviamo nella nostra Costituzione e la decisione finale deve essere sempre assunta nell’ esclusivo interesse della Nazione, con disciplina e con imparzialità; gli italiani hanno bisogno di voi, hanno bisogno dei Carabinieri”.

Formazione tra Modena e Roma

La formazione di base degli Ufficiali del Ruolo Normale dell’Arma dei Carabinieri si svolge presso l’Accademia Militare di Modena ed ha durata di due anni accademici, al termine dei quali, gli allievi, giudicati idonei, conseguono la nomina a Sottotenente in servizio permanente. L’iter formativo si completa nei successivi tre anni, con la frequenza del corso di applicazione presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, dove si consegue la laurea magistrale in “Giurisprudenza”.

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Ambiente

Regione, 25 milioni di euro per ridurre le emissioni nella capitale

La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente, alla Transizione Energetica e allo Sport, Elena Palazzo,

la delibera che ratifica lo schema di Accordo Integrativo per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria.

Un’ accordo sottoscritto tra il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il presidente della Regione Lazio.

Abbassamento dei valori inquinanti a Roma e Valle del Sacco

La somma, per il finanziamento integrativo da parte del Mase (ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica) a favore della Regione Lazio, ammonta a 25 milioni di euro e servirà a realizzare provvedimenti volti all’abbassamento dei valori degli inquinanti nell’agglomerato urbano di Roma e nella Valle del Sacco, dove si registrano sforamenti dei livelli di polveri sottili e biossido di azoto.

« L’integrazione dell’Accordo riguarderà in particolare la mobilità a basse emissioni, la mobilità ciclabile, i sistemi di riscaldamento domestico a ridotte emissioni e le attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione» ha spiegato l’assessore Elena Palazzo

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Politica

Firmato il contratto integrativo per 22mila dipendenti di Roma

È stato sottoscritto oggi con le Organizzazioni Sindacali e le RSU di Roma Capitale il rinnovo del contratto integrativo dei 22mila dipendenti capitolini.

La novità di maggior rilievo consiste nell’aggiunta al fondo del salario accessorio di 42 milioni di euro. Residui non utilizzati delle precedenti annualità, che saranno distribuiti in forma di incentivi economici nei contratti del personale di Roma Capitale. Circa 750 euro per l’anno 2023 e 1500 euro per il 2024.

Tra i punti qualificanti dell’intesa, inoltre, rientrano gli aumenti di tutte le voci indennitarie legate alle specifiche responsabilità e alle condizioni di lavoro,

ad esempio servizi esterni e sicurezza stradale per la Polizia Locale; attività di accoglienza e sportello al pubblico; continuità educativa per scuole e nidi; rischio professionale per gli assistenti sociali.

Aumenti compresi tra 1500 e 2200 euro all’anno nei contratti

L’Assessore alle Politiche del Personale Andrea Catarci ha dichiarato: “La firma di oggi segna un traguardo fondamentale sul fronte delle politiche del personale. Un’intesa importante che mancava dal 2019, scaturita a esito di una trattativa intensa e collaborativa con le rappresentanze sindacali.

Grazie agli incentivi economici aumentiamo gli stipendi da lavoro povero. Finalmente rimettiamo in moto una macchina amministrativa bloccata da quasi 5 anni sulla valorizzazione dei dipendenti capitolini.

Gli aumenti compresi tra 1500 e 2200 euro all’anno, a partire dal 2024, superano anche quanto riconosciuto con gli ultimi due contratti nazionali di categoria.

Tali provvedimenti configurano un pacchetto di interventi omogenei finalizzati a innalzare gli standard del lavoro dipendente. Aumentare la qualità dei servizi alla città e bloccare la fuga di personale verso altre Pubbliche Amministrazioni.

Un ringraziamento sentito va ai dirigenti della delegazione trattante, al personale del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane di Roma Capitale e a tutti i rappresentati sindacali con cui è stato condiviso il percorso verso un risultato mai conseguito in precedenza”.

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Salute

“L’esercizio fisico nella malattia di Parkinson” al Foro Italico

Lo sport fa bene a tutti, questo si sa, ma per chi soffre di malattia di Parkinson diventa parte integrante del percorso di cura. Per questo la Società Italiana Parkinson e disordini del movimento LIMPE-DISMOV, in collaborazione con SISMES, la Società Italiana delle Scienze Motorie e Sportive, sabato 2 dicembre si riuniranno nuovamente presso l’Università degli Studi di Roma ‘Foro Italico’, per un incontro sul tema “L’esercizio fisico e lo sport nella malattia di Parkinson”.

Ad aprire i lavori questa volta sarà un video messaggio della senatrice Daniela Sbrollini, Vice Presidente della Commissione Salute del Senato della Repubblica e prima firmataria di un disegno di legge che prevede la prescrizione dell’attività fisica da parte del medico.

Esercizio fisico come terapia per il Parkinson

Danza, Yoga, Allenamento Multimodale, Nordic Walking, allenamento in acqua e Qigong possono limitare i sintomi motori della Malattia di Parkinson. Indagini internazionali dimostrano infatti che le persone che praticano queste discipline e in generale una regolare attività sportiva mostrano un rallentamento progressivo dei sintomi motori della malattia.

L’esercizio fisico di tipo aerobico consentirebbe, inoltre, alle persone affette da Parkinson di ottenere benefici per la loro salute. Una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari, una minore mortalità e un migliore metabolismo osseo. Sembra anche che i miglioramenti siano maggiori dopo un allenamento ad alta intensità rispetto ad uno ad intensità moderata.

Attività sportive come il Nuoto, il Ciclismo, la Boxe e il Tai Chi offrono, invece, una combinazione di esercizio cardiovascolare. Rafforzamento muscolare, allenamento della coordinazione e impegno mentale, ma anche l’opportunità di mettersi alla prova fisicamente e mentalmente.

Svariati esercizi che i malati possono svolgere

Pedalare su bici da spinning o cyclette per 30-45 minuti almeno tre volte alla settimana; praticare Nordic Walking per 60 minuti 2-3 volte alla settimana; fare lezioni di danza, in particolare di tango argentino, per un’ora due volte a settimana; fare esercizi in acqua, in sessioni di 45-60 minuti, tre volte alla settimana; svolgere esercizi di stabilizzazione passiva e attiva del tronco, praticati per 30 minuti al giorno, cinque giorni a settimana.

Una modifica dello stile di vita con l’avvio di un esercizio fisico regolare può contribuire ad una migliore gestione dei sintomi e al conseguente miglioramento della qualità di vita. 

L’esercizio fisico e lo sport praticati regolarmente sono quindi cruciali per una gestione integrata della malattia. Forniscono sia benefici fisici, sia un impatto positivo sul benessere cognitivo ed emotivo, contribuendo a migliorare l’outcome complessivo dei malati.

È essenziale che operatori sanitari e pazienti riconoscano l’importanza di una pratica regolare di AFA (attività fisica adattata). L’attività sportiva è parte integrante del percorso di cura.