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Corruzione, blitz a Ostia con dodici arresti

Corruzione, blitz a Ostia: dodici persone tra funzionari pubblici, liberi professionisti e imprenditori in manette. Agenti della polizia giudiziaria e di quella locale hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare notificata a due persone, portate in carcere a Regina Coeli, e agli altri dieci agli arresti domiciliari. Blitz scattato la scorsa notte. Ordinanza disposta dal gip di Roma dopo l’inchiesta coordinata dal pool per i reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Roma. Le indagini avevano rivelato numerosi episodi di corruzione che hanno coinvolto funzionari pubblici, liberi professionisti e imprenditori. Oltre alle misure cautelari, gli agenti hanno condotto anche numerose perquisizioni e sequestri.

Corruzione da novembre 2022

La corruzione sarebbe iniziata da novembre 2022, con richieste di autorizzazioni edilizie a uno degli uffici del X Municipio in cambio di soldi e favori. Un noto imprenditore balneare è ai domiciliari, mentre è in carcere un funzionario del parlamentino di Ostia, che si occupava dell’istruttoria e della vigilanza in materia di interventi di edilizia privata.

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Prosegue senza sosta l’attività antidroga dei Carabinieri

Prosegue senza sosta l’attività antidroga da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha consentito, negli ultimi giorni, di eseguire diversi blitz nella Capitale, dal centro storico alle periferie, e di arrestare 17 persone per reati inerenti agli stupefacenti. Sequestrati oltre 4 kg di droga e 3.500 euro in contanti.

Arresto al Quarto Miglio

In particolare, in serata, i Carabinieri della Stazione Roma IV Miglio – Appio transitando in via al Quarto Miglio hanno notato un uomo, identificato in un 52enne, uscire da un’abitazione che alla loro vista ha gettato a terra un involucro, poi recuperato, che conteneva dosi di hashish. I Carabinieri lo hanno fermato e hanno deciso di eseguire un controllo all’interno dell’abitazione dove hanno sorpreso un 48enne romano, proprietario dell’appartamento, trovato in possesso di 3 kg di marijuana, divisi in tre buste sigillate da 1 kg ognuna, 6 g di cocaina, 23 g di hashish, 13 g di mannite, sostanza da taglio e 4 bilancini di precisione. I militari hanno arrestato il 48enne e segnalato il 52enne all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quale assuntore.

In manette 46enne romano in Piazza Sant’Andrea della Valle

In manette anche un 46enne romano sorpreso a cedere alcune dosi di cocaina ad un giovane in piazza Sant’Andrea della Valle. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro lo hanno bloccato e hanno perquisito il suo scooter, parcheggiato lungo la stessa via, rinvenendo, all’interno di un piccolo vano del cruscotto, 25 g della stessa droga e anche 505 euro in contanti.

Hashish in via Giolitti

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Piazza Dante hanno arrestato un 27enne e un 33enne egiziano, entrambi senza fissa dimora, notati sui “ballatoi” di via Giovanni Giolitti mentre avvicinavano un giovane e poco dopo gli cedevano alcune dosi di hashish. Nelle loro tasche rinvenuti 20 g della stessa droga e 355 euro. I Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante, invece, hanno arrestato un 31enne del Gambia, senza fissa dimora e con precedenti, notato aggirarsi con fare sospetto in via Daniele Manin e fermato per un controllo. L’uomo aveva tentato di eludere le verifiche nascondendo alcune dosi di eroina in bocca e altre all’interno della cover dello smartphone

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Blitz anti contrabbando di sigarette a Pomezia

Blitz anti contrabbando di sigarette a Pomezia della Guardia di Finanza, che ha sequestrato oltre 80 tonnellate di tabacchi lavorati, scovando una decina di operai clandestinamente al lavoro, di cui 4 giunti dall’Ucraina. Valore complessivo del sequestro, circa 20 milioni di euro, uno dei più alti negli ultimi anni in Italia. Tutti stranieri dell’est Europa gli operai trovati al lavoro, e di questi quattro da poco giunti dalle zone di guerra ucraine, arrivati nella città pontina con la speranza di un lavoro regolare. La realtà per loro è stata ben diversa: costretti a lavorare in maniera massacrante e senza mai essere pagati dal titolare della fabbrica clandestina.

Arresto del titolare al termine del blitz anti contrabbando

Al termine del blitz anti contrabbando le Fiamme Gialle hanno arrestato il titolare e lo hanno scortato al carcere di Velletri con le accuse di contrabbando, contraffazione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. La merce sequestrata è destinata ad essere distrutta. In aiuto ai lavoratori sfruttati, il comune di Pomezia ha messo a disposizione alcune strutture ricettive.

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“Il Fortino” dello spaccio smantellato dai Carabinieri

I Carabinieri della Compagnia di Pomezia, alle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 21 misure cautelari (18 di custodia in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed un obbligo di presentazione alla P.G.), emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché, in alcuni casi, di spaccio e detenzione ai fini di spaccio in concorso. Il provvedimento scaturisce dagli esiti delle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pomezia e della Stazione Roma Divino Amore, le quali hanno consentito di accertare, tra i mesi di febbraio e novembre del 2019, l’esistenza di due distinti sodalizi criminali dediti al traffico di stupefacenti ed allo spaccio al dettaglio, operanti principalmente nella periferia a sud di Roma. La “base” era collocata nell’agglomerato di case popolari di via dei Papiri e via degli Astrini che, per la loro stessa conformazione, veniva denominato “il fortino”. Non a caso, infatti, la posizione isolata di quei caseggiati circondati dalla campagna ed interamente recintati, consentiva agli indagati, attraverso un sistema di vedette, di avvistare, anche a lunga distanza, qualsiasi veicolo o movimento da loro ritenuto sospetto, rendendo particolarmente complesso ogni tentativo di controllo ed avvicinamento da parte delle Forze dell’Ordine. In questo contesto, apparentemente impenetrabile, era stata costituita dagli indagati, molti dei quali noti pregiudicati di lunga data, una fitta e strutturata rete, i cui componenti, con ruoli diversi, si procuravano e smerciavano al dettaglio, in modo alquanto redditizio, ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana. Le indagini sono state condotte anche attraverso attività tecniche d’intercettazione delle conversazioni tra i vari indagati, consistenti perlopiù in dialoghi caratterizzati da linguaggio criptico e simbolico, mentre, in parallelo, un sistema di video ripresa a distanza ed attività di osservazione hanno consentito ai Carabinieri di filmare i movimenti e le relazioni di tutti i principali indagati. Le attività tecniche, inoltre, sono state corroborate da numerosi riscontri, per lo più attraverso il controllo degli acquirenti, a cui, di volta in volta, veniva sequestrato lo stupefacente acquistato presso “il fortino”, consentendo ai Carabinieri di censire un continuo via vai di persone che si rivolgeva a quella centrale dello spaccio per comprare dosi a qualsiasi ora.