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Blitz antidroga, controlli dal centro alle periferie

Controlli capillari partiti dai quartieri del centro alle periferie hanno visto l’arresto da parte dei Carabinieri, in accordo con la Procura della Repubblica di Roma, di 15 persone oltre che il sequestro di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
La mappa degli agenti si dirama dal Nord al Sud della capitale: nella zona di Nuovo Salario è stato arrestato un 32enne romano, già noto alle autorità, trovato in possesso di 37 involucri di cocaina e 40 euro in contanti; i Carabinieri del Nucleo Roma Scalo Termini hanno eseguito il sequestro di 16 g circa di marijuana, 0,6 g di hashish e circa 20 euro in contanti ad un 44enne senza dimora originario della Provincia di Caserta mentre nel quartiere di San Basilio è stato arrestato in flagranza di reato un diciottenne romano con 310 g di hashish, già suddivisi in dosi pronte per essere vendute, nonché di due bilancini di precisione e 420 euro a seguito di una perquisizione domiciliare.
23 involucri di cocaina, 9 involucri di crack e circa 120 euro la refurtiva confiscata ad un 26enne mentre era a bordo della sua vettura dai Carabinieri della Stazione di Roma Città Giardino; al Quarticciolo, inoltre, i Carabinieri della stazione di Tor Tre Teste hanno arrestato tre cittadini, già sottoposti all’obbligo di firma in caserma, colti sul fatto nel tentativo di vendita ed occultamento di 95 dosi tra cocaina e crack, oltre alla somma contante di 1.420 euro presunto provento della pregressa attività illecita.

Nel quartiere Tor Bella Monaca, a seguito di un controllo d’iniziativa, vengono fermati due rinvenuti 32 involucri di cocaina e 120 euro a carico di un 38enne ed un 24enne, in seguito nella stessa via 73 involucri di cocaina, 4 involucri di marijuana, 8 g di hashish e quasi mille euro in contanti a carico di un altro 24enne. Non migliore il quadro registrato in piazza Marconi, arrestato in flagranza un 18enne fermato per un controllo che ha portato al rinvenimento di 15 dosi cocaina, 28 dosi di ketamina, 25 dosi di mdma, 2 dosi di hashish e 65 euro in contanti.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri comunica che tutti gli arresti sono stati convalidati.

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Lavoro intenso dei Carabinieri sul litorale romano

Lavoro intenso dei Carabinieri sul litorale romano nel fine settimana. Negli ultimi giorni, infatti, i militari dei reparti dipendenti della Compagnia Carabinieri di Roma Ostia, con il supporto dei colleghi del N.A.S e N.I.L. di Roma, hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio c.d. “Alto Impatto”, come da direttive del Ministro dell’Interno, con particolare attenzione ai territori di Fregene e Fiumicino, finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati predatori, in materia di armi e stupefacenti, nonché teso a verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie, sulla sicurezza alimentare e sui luoghi di lavoro da parte degli esercizi commerciali.

Lavoro finalizzato da due arresti e sette deferimenti in stato di libertà

Il servizio ha portato complessivamente a 2 arresti ed a 7 deferimenti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per vari reati, alla segnalazione alla Prefettura di Roma di 5 consumatori di sostanze stupefacenti e ad elevare sanzioni amministrative a tre esercizi commerciali, per illeciti in materia di normativa sul lavoro e per carenze igienico sanitarie. In particolare, i Carabinieri della Stazione di Acilia hanno arrestato un 23enne, con precedenti, controllato a bordo della sua autovettura è trovato in possesso di 10 panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish, per il peso complessivo di 1 kg, occultati nel portabagagli.

Intercettato 52enne che doveva essere agli arresti domiciliari

Sempre i militari della stessa Stazione, a seguito di controllo alla circolazione stradale, hanno intercettato un 52enne gravato da ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari dal Tribunale di Roma poiché ritenuto autore di reiterate condotte violente, aggressive e minacciose poste in essere nei confronti della fidanzata. L’uomo è stato quindi arrestato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari con dispositivo elettronico. Nel medesimo contesto, inoltre, i Carabinieri della Stazione di Fregene hanno deferito in stato di libertà un 45enne ritenuto responsabile di furto avvenuto all’interno di un supermercato a Fiumicino, poiché sorpreso mentre sfilava un portafogli da una borsa di una cliente, lasciata temporaneamente incustodita nel carrello della spesa e deferito in stato di libertà un 55enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente poiché trovato in possesso di 5,5 g di cocaina e 60 euro in contanti, il tutto sottoposto a sequestro.

Al lavoro anche i Carabinieri della Stazione di Ponte Galeria

Nella rete dei controlli sono finiti anche due uomini, di 55 e 25 anni, responsabili di porto di armi od oggetti atti ad offendere. I predetti sono stati trovati in possesso tre coltelli di genere proibito, a seguito di controlli alla circolazione stradale. I Carabinieri della Stazione di Ponte Galeria, sempre lungo il litorale, hanno denunciato due uomini, di 50 e 60 anni, ritenuti responsabili di resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale e simulazione di reato perché, al termine di un breve inseguimento, sono stati fermati a bordo di un’autovettura, dalla quale avevano lanciato alcuni utensili metallici, tra cui un crick ed un gancio traino, senza colpire l’autovettura di servizio. La loro corsa è terminata in largo Pio Fedi dove hanno impattato contro un marciapiedi.

Segnalati consumatori di hashish

Nel contesto degli interventi per la prevenzione e repressione del consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani, i militari hanno segnalato all’Autorità prefettizia 5 giovani, trovati in possesso in strada di singole dosi di hashish, sottoposte a sequestro amministrativo.

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Tre arresti in flagranza per furto e rapina nella Capitale

Tre arresti in flagranza per furto o rapina degli agenti di Polizia durante lo scorso week end. I poliziotti del commissariato Appio Nuovo hanno arrestato per rapina aggravata, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale un 24enne italiano che entrato in un bar di via Crivellucci ha rapinato gli astanti del bar ed è stato sorpreso dagli agenti con ancora in mano la borsa di una donna, sottratta minacciando la stessa con un ombrello all’altezza del torace. Fermato dagli agenti li ha spintonati per poi darsi alla fuga in via Arrigo Davila dove è stato bloccato e arrestato. Uno dei poliziotti intervenuti ha subito una lesione con 25 giorni di prognosi. L’arresto è stato convalidato ed è stata disposta la misura dell’obbligo di dimora.

Secondo dei tre arresti in via Portuense

Gli agenti del commissariato San Paolo hanno arrestato per tentata rapina aggravata e danneggiamento aggravato ai beni dello stato un cittadino di origini nordafricane di 33anni con cittadinanza italiana, senza fissa dimora. L’uomo è stato fermato dopo aver tentato di perpetrare una rapina ai danni di una farmacia in via Portuense, armato di pistola, poi rivelatasi replica fac-simile priva di tappo rosso. L’uomo, inoltre, mentre era trasportato presso gli uffici di Polizia ha infranto il cristallo del finestrino posteriore.

In azione anche a Trastevere

Infine, gli agenti del commissariato Trastevere nel corso di un servizio di controllo del territorio cd “Maximod” hanno arrestato per rapina un egiziano di 24 anni. L’uomo, insieme ad un altro egiziano minorenne che è stato denunciato a sua volta per rapina, ha aggredito e rapinato della collanina una cittadina albanese, trasportata al Fatebenefratelli e refertata con 4 giorni di prognosi.

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Tentano di usare carte di credito rubate: due arresti sulla Tuscolana

Tentano di prelevare contanti usando delle carte di credito appena rubate, ignari che il cliente in fila dopo di loro fosse un esperto investigatore della Polizia. Due 52enni sudamericani sono stati arrestati in flagranza di reato, perché gravemente indiziati di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti. La vicenda è avvenuta in uno degli sportelli automatici della Tuscolana.

Tentano di utilizzare le carte rubate con alle spalle un ispettore di Polizia

Un ispettore del commissariato Romanina, mentre era in fila per effettuare un’operazione, ha notato 2 uomini il cui atteggiamento è risultato a lui sospetto: mentre uno cercava affannosamente di prelevare usando più carte, l’altro, di spalle rispetto al coetaneo, si guardava intorno con fare circospetto. Il poliziotto ha fatto intervenire una pattuglia del suo Ufficio ed ha poi proceduto al controllo degli odierni indagati insieme ai colleghi. Le 4 carte di credito trovate nella disponibilità dei 2 sudamericani, uno di origini cubane e l’altro peruviane, erano state rubate poco prima ad un uomo mentre passeggiava per la Tuscolana, non lontano da dove sono stati fermati i 2 uomini.

Due arresti dopo denunce vittime

Al termine degli accertamenti di rito, acquisita anche la denuncia della vittima che ha esibito gli sms di allert ricevuti dalla banca, i 52enni sono stati arrestati e posti a disposizione della magistratura. La Procura di Roma ha di seguito chiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari la convalida della misura adottato dalla Polizia.

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Centro della Capitale sotto la lente dei Carabinieri

Centro della Capitale sotto la lente dei Carabinieri del Gruppo di Roma, del Gruppo tutela lavoro e del Nucleo Cinofili Santa Maria di Galeria, che hanno identificato e denunciato a piede libero 15 persone per reati di vario titolo, arrestato 4 persone e sanzionate amministrativamente 15 persone, ispezionati 4 esercizi commerciali, effettuando verifiche anche presso le fermate della metro e degli autobus.

Arresto in via Giolitti

In via Giolitti, i Carabinieri hanno arrestato un 28enne del Gambia, che a seguito di un controllo è stato trovato in possesso ci circa 19 g di cocaina già suddivisa in dosi, 14 g di hashish e una pasticca di ecstasy e 350 euro in contanti. Un Senegalese di 33anni identificato dai Carabinieri nei pressi di piazza Vittorio è stato arrestato, poiché colpito da un ordine di carcerazione. Una coppia di cubani 29 anni lui, 34 anni lei, entrambi domiciliati a Ostia, sono stati arrestati dai Carabinieri che li hanno sorpresi mentre asportavano con destrezza il portafogli ad un turista americano che era in attesa del convoglio sulla banchina della metro linea A “Barberini”.

Videosorveglianza sorprende ladri

Grazie alla presenza di alcune telecamere di video sorveglianza presenti all’interno di una parafarmacia di via Marsala e alla prontezza del titolare che li ha riconosciuti, un gruppo di 5 persone di età compresa dai 19 e i 22 anni, sono stati denunciati dai Carabinieri, per aver asportato vari cosmetici e profumi per un valore di circa 4.500 euro. Un cittadino marocchino di 42 anni è stato denunciato dai Carabinieri poiché sorpreso in possesso di una carta bancomat risultata essere intestata ad un’altra persona. Sorpreso e denunciato dai militari un romano di 45 anni che, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, è stato trovato in compagnia di tre persone, con cui non poteva stare.

Daspo urbano violato in centro

Altre quattro persone sono state denunciate per aver violato il Daspo Urbano. Infine, sono stati denunciati dai Carabinieri anche una 50enne, un 40enne e un 38enne, per inosservanza del divieto di ritorno nel Comune di Roma emesso dal Questore e per rifiuto di fornire le proprie generalità. I Carabinieri hanno sanzionato amministrativamente 10 persone, senza fissa dimora, per violazione del divieto di stazionamento nei pressi della stazione ferroviaria Termini, con contestuale ordine di allontanamento per 48 ore. Mentre 3 nordafricani, sono stati segnalati alla Prefettura di Roma, perché trovati in possesso di alcune dosi di sostanza stupefacente, per uso personale e pertanto sanzionati amministrativamente.

Ispezionati 4 esercizi commerciali

Nel corso dei controlli in centro, i Carabinieri, hanno ispezionato 4 esercizi commerciali, sanzionandone due amministrativamente. Il primo situato in piazza Vittorio Emanuele, per un importo di quasi 4.500 euro, per mancanza del documento valutazione rischi ed irregolarità atti societari. Pertanto è scattata l’immediata sospensione dell’attività fino a quando non saranno eseguite le prescrizioni imposte. Il secondo in via Marghera, dove sono state rilevate anomalie circa l’impiego del personale, non risultante nella documentazione obbligatoria; anche in questo caso i Carabinieri hanno notificato la sospensione dell’attività, sanzionato la titolare per un importo di 2.500 euro.

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In manette dopo 17 truffe ad anziani della Capitale

In manette dopo 17 truffe ad anziani della Capitale. Gli agenti del VII Distretto San Giovanni, a seguito di approfondite indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Roma, a carico di 3 uomini, tutti di origine campana, gravemente indiziati di aver commesso, a vario titolo ed ognuno in relazione ai singoli fatti, i reati di sostituzione di persona, furto in abitazione e truffa ai danni di persone anziane. 17 gli eventi criminosi relativi all’ultimo biennio, che vedrebbero coinvolti i 3 soggetti sia nella Capitale che in provincia.

I tre in manette dopo l’indagine della Polizia, scattata da una denuncia

L’indagine è scaturita da una denuncia presentata da una anziana di 79 anni, vittima del raggiro, la quale ha dichiarato ai poliziotti che la modalità con cui era stata truffata era quella della telefonata del finto nipote in difficoltà che aveva bisogno di un’ingente somma di denaro, seguita dalla successiva chiamata del “direttore” delle poste che chiedeva alla signora di mandare il marito presso l’ufficio postale per ritirare due raccomandate. Durante l’assenza del marito, il finto nipote aveva contattato la donna chiedendole di preparare il denaro ed eventualmente l’oro che aveva in casa.

Fantomatico direttore delle poste

Poi il fantomatico direttore l’aveva avvisata che sarebbe a breve arrivato, presso la sua abitazione, un corriere incaricato dallo stesso del ritiro della merce, che di fatto, poco dopo si era presentato all’ingresso e si era fatto consegnare diversi monili in oro, 450 euro in contanti e una tessera bancomat con relativo codice pin, con cui il complice aveva prelevato 150 euro in maniera fraudolenta. A seguito delle scrupolose indagini effettuate dagli investigatori di via Casalmonferrato si è riusciti a risalire ad una serie di colpi messi a segno dai 3 soggetti con le stesse modalità.

Immagini di videosorveglianza

Grazie alla disamina delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza presenti presso i vari istituti di credito coinvolti, nonché alle dichiarazioni rese dalle vittime in sede di denuncia e alla geo localizzazione delle utenze telefoniche utilizzate dai soggetti, è stato possibile risalire ai presunti autori di questi odiosi reati. I poliziotti, pertanto, alla luce degli elementi di prova raccolti durante tutto il periodo di indagine sono riusciti a ricostruire la vicenda e a risalire alla loro identità, assicurandoli alla giustizia. La Procura inquirente, alla luce di detti elementi di prova, ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma l’emissione di una misura cautelare nei confronti degli indagati. Il GIP ha accolto tale richiesta ed ha emesso a carico dei 3 la misura cautelare della custodia cautelare in carcere per uno dei complici e degli arresti domiciliari per gli altri due.

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Operazione Ghost Money della Polizia

Operazione Ghost Money della Polizia, che ha eseguito sei misure di custodia cautelare, cinque tra Roma e provincia e una in Torino, in esecuzione di una ordinanza emessa dal G.I.P. di Roma, per i reati di frode informatica, furto di identità digitale, riciclaggio e auto riciclaggio, per falso in atto pubblico e falsità materiale.

Indagini della Polizia Postale del Lazio

Le indagini della Polizia Postale del Lazio coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma hanno consentito di individuare un sodalizio criminoso composto da nove soggetti ed operante sul territorio romano, dedito alla consumazione di frodi informatiche in danno di istituti finanziari mediante la creazione di false identità virtuali e la conseguente opera di riciclaggio delle ingenti somme illecitamente carpite.

Operazione lunga e complessa

Operazione lunga e complessa, con attività di indagine durata due anni, iniziata investigando su una serie di episodi criminosi riferibili alla frode nota come SIM SWAP (i criminali subentrano nell’uso delle SIM telefoniche delle vittime, si impossessano dei codici dispositivi dell’home banking inviati alle utenze telefoniche e le utilizzano per svuotare i conti correnti delle vittime). Le perquisizioni a carico degli indagati, con l’esecuzione di una prima ordinanza di custodia cautelare, e l’analisi dei dispositivi sequestrati consentivano agli investigatori di ricostruire un ben più complesso sistema di frodi informatiche in danno di Istituti di credito, uno dei quali consumato con un danno economico di circa € 2.900.000.

Denaro riciclato

Sui conti correnti riferibili al gruppo criminale sono transitate somme di denaro provento del reato per poi essere incassate o trasferite su conti correnti nelle disponibilità dei complici, in molti casi con rimesse di denaro all’estero, per la condivisione dei proventi delittuosi. La copiosità degli elementi raccolti dal Centro Operativo Sicurezza Cibernetica di Roma ha consentito di ricostruire il protocollo operativo realizzato dagli autori della frode, che rileva una profonda conoscenza delle dinamiche dei servizi interbancari e del SEPA B2B (business to business, strumento di pagamento telematico, nato con lo scopo di velocizzare e facilitare le transazioni commerciali tra imprese industriali, commerciali o di servizi. L’organizzazione costituiva società intestate a soggetti compiacenti intestando alle stesse conti correnti bancari e postali, spesso utilizzando schede SIM telefoniche fittiziamente intestate a terzi estranei ai fatti, per accedere ai servizi di home banking.

Mandati di pagamento SEPA B2B

Si confezionavano poi accordi commerciali tra le società, con mandati di pagamento SEPA B2B e fatture a nome delle medesime, falsa documentazione creata per trarre in inganno gli istituti finanziari. I mandati di pagamento spesso erano depositati utilizzando l’inserimento on-line attraverso i portali web messi a disposizione degli istituti di credito ai propri clienti. La documentazione depositata consentiva di fruire di un conto corrente sul quale veniva generato l’importo corrispondente ai mandati di pagamento depositati. Non appena ricevuta la disponibilità della somma, e prima che l’istituto di credito potesse verificare la non genuinità della documentazione depositata, i criminali si affrettavano a bonificare i fondi su conti correnti intestati ad altre società realizzate ad hoc per il perfezionamento della frode ed il successivo trasferimento dei proventi illeciti su conti esteri.

Anche un conto svizzero

Tra questi conti esteri, il conto svizzero intestato ad una società estera operante nella compravendita di materiale sanitario, di cui risulta essere presidente uno dei principali indagati, sul cui conto corrente, l’organizzazione criminale ha riciclato circa € 700.000 in attività finanziarie per l’acquisto di beni immobili.

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Truffa del finto nipote sventata a Grottaferrata

Truffa del finto nipote sventata a Grottaferrata. Gli agenti della Polizia di Stato del VII Distretto San Giovanni, durante un servizio dedicato al contrasto del fenomeno delle truffe, soprattutto ai danni di persone anziane, mentre controllavano la bretella dell’A24, usata da alcuni soggetti dediti alle truffe come via d’arrivo e di fuga, hanno notato un’autovettura con a bordo una donna ed un uomo già segnalata come auto utilizzata per la commissione di questi reati.

Pedinamento a Grottaferrata

I poliziotti allora l’hanno pedinata fino a Grottaferrata dove, arrivata nei pressi di un’abitazione, si è fermata e dal suo interno è sceso un uomo che frettolosamente è entrato in casa, mentre la donna è rimasta a bordo con il motore acceso. Dopo alcuni minuti, in tutta fretta, l’uomo è uscito dalla palazzina ed è stato bloccato prontamente dagli agenti, che hanno trovato nelle sue tasche numerosi monili in oro per un peso di quasi 500 grammi.

Modalità della truffa

Le modalità della truffa, come dichiarato dall’anziano vittima del raggiro, sono state quelle del finto nipote in difficoltà che aveva bisogno di un’ingente somma di denaro e della successiva chiamata del “direttore” delle poste che chiedeva il denaro per evitare l’arresto del nipote. L’uomo e la donna, rispettivamente di 18 e 24 anni sono stati condotti presso gli uffici di polizia ed arrestati, mentre il maltolto è stato riconsegnato all’anziano in sede di denuncia. La Procura ha chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Velletri, la convalida dell’operato della Polizia Giudiziaria; lo stesso GIP ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per entrambi.

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Sequestro a scopo di estorsione: due arresti a Civitavecchia

Sequestro a scopo di estorsione: due arresti a Civitavecchia. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Polizia del commissariato locale e del XIII Distretto Aurelio, al termine di minuziose e tempestive indagini coordinate dalla Procura di Civitavecchia, hanno dato esecuzione alla misura cautelare della custodia cautelare in carcere emessa dal GIP dello stesso Tribunale a carico di 2 uomini, un 29enne e un 33enne, gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina aggravata, tortura, lesioni personali gravi e l’indebito utilizzo di carte di credito in danno di un coetaneo civitavecchiese.

Sequestro avvenuto il 29 aprile

I fatti risalgono alla mattinata del 29 aprile scorso quando la vittima è stata soccorsa da un operatore sanitario in quel momento “fuori servizio”, nel quartiere romano di Aurelio, mentre terrorizzato e sanguinante cercava aiuto tra le auto. Prima di essere trasportato al pronto soccorso, il giovane ha detto agli agenti della Sezione Volanti, prontamente intervenuti, di essere inseguito da due uomini che lo minacciavano con un coltello. Sono stati poi gli investigatori del XIII Distretto Aurelio a raccogliere la deposizione completa della vittima che ha raccontato delle violenze subite durante la notte in un appartamento di Civitavecchia. Lo stesso ha poi aggiunto di essere stato caricato in una macchina e trasportato fino a Roma dove era riuscito a fuggire.

Indagini immediate

A seguito delle immediate indagini eseguite dagli agenti della Polizia Giudiziaria del commissariato di Civitavecchia in sinergia con quelli del XIII Distretto Aurelio, sono stati individuati i due uomini ed è stata effettuata una dettagliata ricostruzione dei fatti che ha permesso alla Procura di chiedere ed ottenere dal Giudice per le Indagini Preliminari una misura cautelare a carico dei due. Gli arrestati devono, inoltre, rispondere di possesso ingiustificato di armi, detenzione ai fini di spaccio di cocaina e dell’incendio doloso di un appartamento, avvenuto nei giorni scorsi a Civitavecchia e su cui stavano indagando gli agenti del Commissariato di viale della Vittoria. Entrambi gli arrestati sono stati associati alla Casa Circondariale di Civitavecchia.

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Corruzione, blitz a Ostia con dodici arresti

Corruzione, blitz a Ostia: dodici persone tra funzionari pubblici, liberi professionisti e imprenditori in manette. Agenti della polizia giudiziaria e di quella locale hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare notificata a due persone, portate in carcere a Regina Coeli, e agli altri dieci agli arresti domiciliari. Blitz scattato la scorsa notte. Ordinanza disposta dal gip di Roma dopo l’inchiesta coordinata dal pool per i reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Roma. Le indagini avevano rivelato numerosi episodi di corruzione che hanno coinvolto funzionari pubblici, liberi professionisti e imprenditori. Oltre alle misure cautelari, gli agenti hanno condotto anche numerose perquisizioni e sequestri.

Corruzione da novembre 2022

La corruzione sarebbe iniziata da novembre 2022, con richieste di autorizzazioni edilizie a uno degli uffici del X Municipio in cambio di soldi e favori. Un noto imprenditore balneare è ai domiciliari, mentre è in carcere un funzionario del parlamentino di Ostia, che si occupava dell’istruttoria e della vigilanza in materia di interventi di edilizia privata.