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Economia

Divieto di portare acqua in spiaggia in diversi stabilimenti balneari

Divieto di portare acqua in spiaggia imposto in diversi stabilimenti balneari del Centro Sud, dal Lazio alla Sicilia passando per Campania e Puglia. Un’iniziativa che fa discutere, una triste storia che si ripete ai danni dei consumatori, al fianco dei quali si schiera l’associazione Codici.

Divieto con la scusa del decoro

«Con la scusa del decoro – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – in diversi stabilimenti sono state imposte regole che non condividiamo. Comprendiamo la volontà da parte dei titolari degli stabilimenti di offrire un ambiente tranquillo ai clienti, ma da qui a vietare l’ingresso di una bottiglia d’acqua o un panino ce ne passa. Addirittura, in alcune situazioni si sarebbero verificate delle perquisizioni da parte del personale del lido ai clienti per controllare cosa avessero nelle borse.

Codici: “Segnalare i divieti”

L’invito che rivolgiamo ai consumatori è quello di segnalare questi divieti, così da poter indicare a nostra volta questi comportamenti a chi di dovere. I rincari stanno segnando in maniera pesante quest’estate, penalizzando tanti cittadini già provati da una situazione molto difficile sul piano economico. Iniziative del genere, ovvero vietare di portarsi da casa il pranzo da consumare sotto l’ombrellone, fanno pensare ad un tentativo di fare cassa per rimediare alle minori entrate, visto che in questo modo i clienti sono costretti a consumare al bar oppure al ristorante della struttura. E non sono certe spese di poco conto, anzi, ed anche qui bisognerebbe segnalare quegli scontrini da capogiro che poi fanno il giro dei social.

Ci rimette il consumatore

Purtroppo, si ripete la solita storia: alla fine a rimetterci è sempre il consumatore. E questo non è tollerabile». Dall’associazione Codici arriva, dunque, l’invito ai consumatori a segnalare eventuali comportamenti scorretti da parte degli stabilimenti per quanto riguarda l’imposizione di divieti, ad esempio, per l’introduzione di cibi e bevande. I casi indicati, per i quali si richiede di specificare luogo e nome dello stabilimento oltre a data ed ora, saranno portati all’attenzione delle autorità competenti. È possibile fare una segnalazione al numero 065571996 o all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.

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Cronaca

Hotel fantasma a Roma: oltre 200 truffati

Hotel fantasma a Roma: oltre 600mila euro in poco più di un anno, ai danni di oltre 200 vittime, soprattutto stranieri. È il bottino di una banda che aveva messo in piedi la truffa legata a hotel inesistenti nella Capitale, smantellata dalla Polizia a seguito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Sono 2 le persone arrestate, mentre altre 19 sono state deferite in stato di libertà. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di frodi informatiche/telematiche e di riciclaggio di denaro, tra marzo 2021 e maggio 2022, attraverso siti e-commerce turistici.

Associazione Codici sul caso hotel fantasma per assistenza vittime

Sul caso si è attivata l’associazione Codici per fornire assistenza legale alle vittime. Stando a quanto scoperto dalla Polizia, la banda aveva creato falsi profili di strutture alberghiere inesistenti. Successivamente pubblicizzati su vari circuiti di prenotazione alberghiere. «Quello delle truffe degli hotel fantasma è un fenomeno sempre più diffuso – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e questa nuova vicenda lo conferma. Parliamo di strutture turistico alberghiere inesistenti, in zone centrali di Roma. Abbiamo attivato i nostri legali per fornire assistenza alle vittime, ma cogliamo l’occasione per rinnovare l’invito alla massima prudenza. Non bisogna fermarsi alle apparenze. È importante verificare l’affidabilità di un sito prima di procedere al pagamento e quando sono richiesti dati personali allora è il caso di fermarsi e segnalare, perché è un campanello d’allarme, il segnale che qualcosa non quadra».

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Cronaca

Un giorno di gioia trasformato in tragedia

Un giorno di gioia trasformato in una tragedia, su cui incombe lo spettro della malasanità. È quanto accaduto mercoledì scorso all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove una neonata è morta poco dopo il parto. La Procura ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo a carico di ignoti, la Asl Roma 2 ha annunciato l’avvio di verifiche per appurare cosa è accaduto. Sulla vicenda interviene anche l’associazione Codici, che ha deciso di presentare un esposto.

Un giorno tragico per i genitori

«Per i genitori si è trattato di un errore medico – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – per i medici di una terribile fatalità. Quel che è certo è che ci sono degli aspetti da chiarire e per questo abbiamo deciso di intervenire. Come associazione siamo impegnati da anni in azioni legali contro la malasanità. Non possiamo dire se questo sia un nuovo caso, di sicuro gli inquirenti dovranno verificare cosa è accaduto, se ci sono eventuali responsabilità da parte degli operatori sanitari.

Esposto di Codici alla Procura

Questo è il motivo del nostro esposto alla Procura della Repubblica. Un’azione che riteniamo doverosa e con cui vogliamo contribuire a fare luce su questa dolorosa e tragica vicenda. Confidiamo nell’operato della Procura e nella collaborazione annunciata dall’azienda sanitaria, intanto ci stringiamo al dolore dei genitori e dei parenti, a cui va il cordoglio della nostra associazione». La bambina era prematura, al settimo mese. Secondo i genitori, ci sarebbe stato un errore medico durante il parto. Per gli operatori sanitari, invece, si tratterebbe di una terribile fatalità dovuta alla delicatezza del caso. Alla Procura il compito di fare chiarezza.