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Cultura

Inaugurazione dell’intervento di restauro delle Corsie Sistine

Inaugurazione dell’intervento di restauro conservativo delle Corsie Sistine, il più antico d’Europa, che svolge da oltre 800 anni una funzione di accoglienza e di cura nel cuore della Città. Presenti il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, il Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, e il Direttore Generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese.

Inaugurazione aperta dall’Inno Nazionale

La cerimonia si è aperta con l’Inno Nazionale eseguito dall’ottetto d’archi “Ensemble della Croce Di Lorena”, coordinato dal violoncellista Angelo Maria Santisi. Sul palco, moderati da Franco Di Mare, sono intervenuti, Zingaretti, Porro, Tanese. Spazio anche a due restauratrici che hanno illustrato i lavori. Le Corsie, integrate nel Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, sono un incredibile esempio di architettura civile e arte. L’edificio, dopo decenni di incuria, necessitava di molteplici interventi architettonici di consolidamento oltre che di una delicata opera di recupero delle vetrate e degli affreschi.

Intervento realizzato dalla ASL Roma 1

Questo straordinario intervento di restauro è stato realizzato dalla ASL Roma 1, grazie a un finanziamento della Regione Lazio. “Svelare” le Corsie, riportandole dopo lungo tempo alla loro antica bellezza, consente di diffondere la conoscenza e garantire il rispetto di un luogo che è parte integrante della storia nel nostro Paese di un binomio inscindibile tra Cultura e Salute. Un emozionante viaggio nel mito, nella storia e nella sanità. L’Arcispedale sorge al di sopra di quelli che erano i sontuosi giardini della villa romana di Agrippina Maior, gli “Horti Agrippinae”.

Schola Saxonum istituita intorno al 727 d.C. da Ina re dei Sassoni

In questa vasta zona, intorno al 727 d.C., Ina, re dei Sassoni, istituì la “Schola Saxonum”, vera e propria cittadella fortificata che forniva ricovero e assistenza per i pellegrini che giungevano a Roma per visitare la tomba dell’apostolo Pietro. Gli agglomerati di costruzioni, le Scholae, erano detti in lingua sassone “Burg”, da cui il nome “Borgo” alla zona attuale. La Schola Saxonum fu la più longeva e prosperò fino alla Guerra Santa, quando il flusso dei pellegrini si orientò altrove, ma la sua posizione sul Tevere le donò nuova vita quando nel 1198 su quello che era stato lo xenodochio sassone Innocenzo III affidò a Marchionne D’Arezzo la costruzione del Complesso per accogliere i bambini indesiderati (esposti o proietti) e i bisognosi, il mito vuole che fosse un angelo ad avvisarlo in sonno della brutale usanza di gettare i bambini nel fiume.

Nel 1200 gestione del cavaliere Guido da Montpellier

A Guido da Montpellier, cavaliere e fondatore dell’Ordine Ospitaliero del Santo Spirito, fu affidata la gestione dell’istituto. La regola dell’ordine, riportata nel codice miniato Liber Regulae, individuava come beneficiari dell’attenzione dell’ospedale non solo i malati ma tutti gli indigenti e gli emarginati. I poveri andavano, una volta alla settimana, cercati per le strade della città e portati all’Ospedale per essere accuditi. In breve tempo il Santo Spirito divenne punto di riferimento, sanitario ed economico-sociale e sul suo modello iniziarono a sorgere ospedali contraddistinti dalla Croce di Lorena, simbolo dell’ordine del Santo Spirito, in tutta Italia e, rapidamente, anche in tutta Europa: alla fine del XV secolo se ne conteranno quasi mille.

Ristrutturazione nel XV secolo

Alla fine del XV sec. Sisto IV della Rovere ebbe cura di far ristrutturare l’Arcispedale, avvalendosi dei prestigiosi interventi dell’architetto Baccio Pontelli e dello scultore Andrea Bregno. L’edificio, costituito da due imponenti sale che prenderanno il nome dei medici Lancisi e Baglivi, è lungo 120 metri e largo 13. I grandi ambienti sono raccordati da un tiburio ottagonale sotto il quale emerge un elegante ciborio, probabilmente unica opera romana di Andrea Palladio, arricchito dalla pala d’altare dedicata a San Giobbe, eseguita da Carlo Maratta. Oltre all’ingresso principale, il lato lungo apre su due maestosi portali, il più esterno del Bernini e quello interno, detto del Paradiso, opera di Andrea Bregno. Sul fianco esterno, vicino al portale di ingresso, è ancora presente la seicentesca Ruota degli Esposti.

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Politica

Tavolo permanente per il rilancio di Piazza Vittorio Emanuele II

Un tavolo di lavoro permanente per coordinare azioni e strategie in grado di favorire il rilancio di Piazza Vittorio Emanuele II. E’ questa la conclusione presa al termine di un incontro tra le diverse istituzioni coinvolte nella riqualificazione dell’area, al quale hanno partecipato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il Presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi, il Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi e la Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro. L’incontro si è svolto nella sede dell’Enpam, edificio che si affaccia sulla piazza e che rappresenta uno dei più recenti esempi virtuosi di rigenerazione culturale di uno spazio privato.

Azioni da intraprendere per la completa rinascita della Piazza

Dopo l’apertura del nuovo assetto dei giardini nel 2020, Piazza Vittorio ha ora bisogno di azioni in grado di orientare e rendere sempre più strutturali i miglioramenti riscontrati negli ultimi anni, per una sua piena e completa rinascita. Durante il confronto è emersa la volontà di orientare gli sforzi su alcuni assi principali: il completamento della riqualificazione, la sicurezza, il rilancio delle attività commerciali e culturali nelle aree dei portici. Per quanto riguarda le azioni di restauro e riqualificazione architettonica, sono in fase di avviamento gli interventi su alcune facciate, sul colonnato e sui marmi della pavimentazione dei porticati, ad opera del Municipio I di Roma per un importo complessivo di circa 500 mila euro compresa la progettazione coordinata. Sul tema della sicurezza, si intensificheranno le attività di vigilanza dinamica già in atto, favorendo l’integrazione con gli interventi sociali e sanitari, come le azioni già avviate da Roma Capitale per aumentare la dotazione di posti letto a disposizione dei senza fissa dimora in città.

Tutte le istituzioni coinvolte in sinergia

Tutte le istituzioni coinvolte svilupperanno infine in sinergia una strategia per il rilancio economico e sociale della piazza e dei suoi portici. Verranno studiati interventi per favorire l’apertura di esercizi commerciali di qualità e la realizzazione di eventi, soprattutto di carattere culturale, in grado di rendere sempre più vivace e attrattiva la piazza. Tutti gli sforzi saranno integrati nel più ampio contesto degli importanti interventi, previsti per il Giubileo 2025, che accresceranno la qualità urbana nel quadrante dell’Esquilino e della Stazione Termini. Il tavolo permanente di confronto sarà aggiornato costantemente per il monitoraggio delle attività definite.