Presentato il nuovo rapporto Pendolaria di Legambiente: Lazio seconda Regione per numero di corse dei treni, che nel 2021 sono state 1607 (941 Trenitalia e 666 Atac/Cotral), seconda per numero totale di treni con 260 convogli di 17,3 anni di età media (poco sopra la media nazionale di 15,3) con differenze clamorose che emergono tra le flotte Atac/Cotral (di Roma Lido e Roma Nord) oltre 33 anni medi di età, e quelli Trenitalia di 12 anni in media.
Minor percentuale di ferrovie a binario unico per il Lazio
Record positivo assoluto del Lazio è quello per la minor percentuale di ferrovie a binario unico: sono 1.008 km le ferrovie doppio binario (dato migliore nazionale) e 348 km quelle a binario unico. Record negativo invece il dato sugli investimenti dal bilancio regionale che se Italia sono stati mediamente per il 2021, pari allo 0,57%, nel Lazio sono di appena dello 0,10% del bilancio (penultima Regione) pari a soli 27,7 mln di stanziamenti per il materiale rotabile e 0 per i servizi.
Transizione ecologica del Lazio
«Per la transizione ecologica del Lazio nell’ambito del trasporto pubblico, si devono realizzare velocemente tutti i progetti finanziati e molto molto altro – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio che ha presentato il rapporto – dalla Regione sono ancora troppo scarse le risorse, e chiediamo al nuovo governo di investire per i pendolari del Lazio almeno l’1% del bilancio regionale. Dai prolungamenti delle metro alle ulteriori linee di tram romani, dai potenziamenti delle FL alla riapertura delle ferrovie dismesse, fino alla riduzione drastica dei tempi di attesa alle stazioni, una poderosa cura del ferro della Capitale e dell’intera Regione è nodo cruciale per il miglioramento della qualità della vita ed elemento imprescindibile se si vuole trasformare Roma con il suo disastro totale del trasporto pubblico, in una capitale europea moderna, con aria pulita, trasporto pubblico all’avanguardia e senza la tenaglia delle auto a invadere ogni spazio urbano».
Fronte dei progetti
Sul fronte dei progetti e delle infrastrutture, lo studio di Legambiente analizza tutto ciò che è in campo grazie a fondi regionali e PNRR, i progetti con finanziamenti ancora parziali e quelli senza finanziamenti, il tutto per tracciare un quadro della situazione attuale, nel confronto con uno scenario al 2030.