Legambiente pubblica il nuovo rapporto nazionale “MAl’Aria di Città” sull’inquinamento da PM10 , PM2,5 e NO2 nei capoluoghi d’Italia.
Per quanto riguarda la Regione Lazio, Roma si classifica all’interno della top ten tra le città più inquinate, insieme a Frosinone che si attesta come peggior capoluogo in assoluto con i suoi 55 giorni oltre i limiti di polvere sottili.
L’obiettivo di Legambiente è di arrivare entro i 4 anni con il PM10 ridotto al 13% a Roma, del 18% a Frosinone e del 8% a Latina; il PM2,5 del 17% a Roma, del 29% a Frosinone e del 20% a Latina; l’NO2 (biossido di azoto) deve ridursi del 29% a Roma, del 7% a Frosinone e del 6% a Latina. A Rieti e Viterbo, invece, non si registrano dati rilevanti.
Gli obiettivi 2030 su Roma e le province laziali.
Roma, Frosinone e Latina risultano non ancora pronte per raggiungere gli obiettivi europei fissati per il 2030. La rotta da seguire a Roma – secondo Legambiente – responsabilizza l’Amministrazioni e il sindaco a concretizzare sempre di più le indicazioni da seguire. Tra queste sono fondamentali il rafforzamento del TPL con tutte le nuove tramvie, le elettrificazione dei bus di superficie, la chiusura dell’anello ferroviario, l’aumento dei km di metropolitane, il potenziamento della sharing mobility, gli spazi ciclabili e pedonali e le accensione delle telecamere per il controllo di Fascia Verde (escludendo anche i Diesel Euro4).
In merito al capoluogo ciociaro, Legambiente pone l’attenzione soprattutto sui livelli delle PM. 2.5, che incidono maggiormente sulle condizioni di salute, rilevate dalla centralina di Viale Mazzini. L’associazione auspica, tra gli obiettivi del 2030, la transizione verso la mobilità elettrica a emissioni zero.
Nives Nocito