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Il TAR Lazio respinge i ricorsi contro l’inceneritore: così Legambiente

Il TAR Lazio ha respinto i ricorsi presentati contro il progetto dell’inceneritore a sud di Roma, compresi quello di Legambiente e WWF che commentano:

Motivazioni del TAR da valutare

«Valuteremo le motivazioni della sentenza per capire come procedere. Continuiamo a ritenere che la procedura seguita presenti molteplici elementi di illegittimità e che la scelta di creare un inceneritore da 600.000 tonnellate sia profondamente sbagliata. Sui rifiuti, oggi, invece che nella realizzazione di un inceneritore l’Amministrazione dovrebbe impegnare le proprie forze nel ripulire una Capitale che da un mese, esattamente come negli anni scorsi, è ricoperta di rifiuti ad ogni angolo: una situazione indecente che con queste temperature diventa un problema sanitario.

Inceneritore non nel programma

L’impegno che si è dimostrato nel procedere all’approvazione di questo progetto, non previsto né nel Piano regionale dei rifiuti, né nel programma del Sindaco Gualtieri, sarebbe molto più efficace nell’estensione del porta a porta, oggi totalmente fermo, nell’aumento della raccolta differenziata con una percentuale cristallizzata da anni, in un percorso per l’attuazione della Tariffa Puntuale nel quale siamo totalmente immobili, nella realizzazione di nuove isole ecologiche e degli impianti dell’economia circolare per il recupero dei rifiuti raccolti in maniera differenziata, cantieri dei quali, al di là di tante belle parole, non vi è traccia.

Condanna per Roma

Così si condanna Roma solo a bruciare i propri rifiuti per i prossimi trent’anni almeno con buona pace della mancanza di recupero di materia e delle conseguenze sul cambiamento climatico che in questi giorni sta mostrando una delle sue facce più violente proprio nella Capitale».

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FederBio e Città metropolitana di Roma Capitale per l’agroecologia

FederBio e Città metropolitana di Roma Capitale firmano il protocollo per promuovere e sostenere l’agroecologia. L’accordo intende promuovere i principi dell’agroecologia, sostenere l’agricoltura biologica e a Km 0 nelle politiche locali, con particolare riferimento alla tutela e gestione del verde pubblico e alla ristorazione collettiva. Una collaborazione nata per consentire un’affermazione dei principi dell’agroecologia che si declina sul territorio con iniziative verso le amministrazioni locali, gli agricoltori e, più in generale verso l’intera filiera agricola.

Obiettivo comune di FederBio e CMR

Questo, in sintesi, l’obiettivo che ha spinto FederBio e Città metropolitana di Roma Capitale a firmare un protocollo d’intesa nel corso della Festa del BIO di Roma. L’accordo punta, inoltre, a sensibilizzare i Comuni del territorio affinché aderiscano all’iniziativa “Comuni Amici del Bio”, promossa da Cambia la Terra (il progetto di FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente, Slow Food e WWF), rivolta alle amministrazioni locali che sono impegnate per un territorio libero da sostanze chimiche, in agricoltura, nelle aree verdi ma anche nelle mense pubbliche, particolarmente nelle scuole.

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WWF “Earth Hour – l’Ora della Terra” al Colosseo

WWF “Earth Hour – l’Ora della Terra”, l’evento globale del WWF che dal 2007 unisce le persone in tutto il mondo, invitandole a spegnere le luci per un’ora con l’obiettivo di mostrare, attraverso questo gesto simbolico, quanto forte possa essere l’impatto di un’azione condivisa per salvare il Pianeta, torna sabato 25 marzo alle 20.30. L’Ora della Terra non è solo un appuntamento internazionale, ma la richiesta di unire le forze per agire e avere “-CO2 e +Natura” nelle nostre vite.

Il messaggio scelto dal WWF

È proprio l’equazione “- CO2 +Natura = Futuro” il messaggio scelto dal WWF Italia per invitare cittadini, comunità e aziende a spegnere le luci e regalarsi un’ora per la Terra, dedicando 60 minuti ad un’azione positiva per il futuro del nostro fragile Pianeta. L’evento centrale italiano si svolgerà sabato 25 marzo a Roma, ore 20,30 al Colosseo, e nel momento dello spegnimento sarà presente un ospite speciale, che sarà svelato proprio in quella occasione.

Raniero Maggini, WWF Roma

«Foreste ed Acqua che abbiamo celebrato in questa settimana – dichiara Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana – sono risorse fondamentali per la nostra sopravvivenza e quella dell’intero Pianeta. Alluvioni, dissesto idrogeologico, siccità sono fenomeni con i quali siamo chiamati a fare i conti sempre più frequentemente e il cambiamento climatico in atto ne è un acceleratore. Politica, aziende e singoli cittadini devono coltivare la consapevolezza della stretta relazione esistente tra tutela della Natura e la garanzia di futuro che desiderano. Earth Hour torna ad offrire l’occasione di farne un concreto impegno, di estendere la rete di quanti intendono farsi parte attiva per vincere la sfida climatica».

Tanti comuni coinvolti

Per quanto riguarda il territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale all’appello lanciato dal WWF Roma e Area Metropolitana hanno risposto alcuni Comuni e da quest’anno anche alcuni Municipi di Roma Capitale ai quali è stato rivolto l’invito per la prima volta.

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WWF: molto carbone per Roma

WWF: molto carbone per Roma. L’attesa dell’arrivo della Befana, e con lei dei doni dei quali è portatrice, rappresenta una delle tradizioni più sentite dai Romani. «Purtroppo la Capitale riceverà molto carbone in occasione del prossimo 6 gennaio – afferma il WWF – perché occorre essere virtuosi per essere premiati e la Città Eterna mostra ancora il fiato lungo sulla capacità di proporre innovazione culturale, ancora strettamente legata al mattone dall’una ed alla produzione dei rifiuti dall’altra». Ed infatti Roma Capitale risulta essere ancora maglia nera per consumo del suolo, con 95 ettari di terreno naturale o seminaturale divorato dal cemento nel 2021, una tendenza che la conferma al vertice tra le città italiane in questo triste primato.

WWF: “Basiti per assenza di visione culturale per Pratone di Torre Spaccata”

«E volendo portare un caso che lascia basiti per assenza di visione culturale, citiamo la vicenda del Pratone di Torre Spaccata, un’area ad alta valenza storica ed archeologica, oltre che naturalistica, dove l’Amministrazione comunale pensa di portare dei magazzini industriali, in barba al valore che l’area esprime, al potenziale indotto economico che potrebbe generare se si investisse nel dare luce al patrimonio che il Patrone custodisce, alla volontà dei cittadini che chiedono tutela e capacità di futuro. Ancora si potrebbe evitare che il sito entri di diritto nelle prossime statistiche sul consumo del suolo e permettere che possa invece essere portato in dono a tutta la Città».

Impianto di incenerimento alla porte

In materia di rifiuti pesa la previsione di un mostruoso impianto di incenerimento da 600/700mila tonnellate che, contrariamente a tutti gli obiettivi auspicati dall’Unione Europea, fa immaginare numeri crescenti di produzione dei rifiuti nella Capitale anziché prefigurarne una riduzione grazie a politiche di prevenzione, riuso ed una raccolta differenziata domiciliare che sia anche strumento di sensibilizzazione volto ai cittadini. Ed è proprio la raccolta differenziata che secondo recenti dati ISPRA tenderebbe ad essere frenata dalla presenza degli inceneritori.

Capitale non al passo coi tempi

«Insomma, ben lontani dal profilo di una Capitale al passo coi tempi e in grado di praticare soluzioni concrete, prevedendo il coinvolgimento attivo dei cittadini. Argomentando di rifiuti, nella Città Eterna tuttalpiù si parla di discariche, inceneritori e già quando si cita la raccolta differenziata si stenta, si balbetta. Chissà, magari l’Epifania 2024 ci porterà qualche sorpresa, magari verranno maggiormente ascoltati i cittadini (ai quali oggi viene riservato esclusivamente il ruolo di spettatore) ma in questo 2023, lo sappiamo, solo carbone», conclude la nota del WWF.

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Urban Nature: la festa della Natura in città anche a Roma

“Urban Nature: la festa della Natura in città”, che giunge quest’anno alla sua VI edizione, torna nel fine settimana dell’8 e 9 ottobre. Un’iniziativa promossa dal WWF per diffondere il valore e la cura della natura in città per il benessere delle persone, rinnovando il modo di pensare e pianificare gli spazi urbani, e favorendo azioni virtuose da parte di amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole per proteggere e incrementare la biodiversità nei sistemi urbani.

Urban Nature 2022 dal titolo: La Natura si fa Cura

L’edizione 2022, dal titolo “La Natura si fa Cura”, vuole evidenziare sempre di più l’inscindibile legame tra salute umana e salute della natura, a partire dalle città e dalle aree urbane dove il 55% della popolazione mondiale vive e dove nei prossimi 30 anni si arriverà al 70%: ma a oggi nelle città italiane il verde attrezzato allo sport e al gioco rappresenta appena il 14% del verde urbano, un gap che va colmato attraverso una riqualificazione pianificata delle nostre città. L’urgenza è dettata dal fatto che la natura in città ha un inestimabile valore nel garantire e accrescere il nostro benessere urbano.

Le piante come depuratori

Le piante depurano l’aria dalle polveri sottili prodotte dalle nostre attività inquinanti, creano ombra e contribuiscono alla regolazione della temperatura e all’assorbimento dei gas serra, contrastando le cappe di calore rese sempre più frequenti e pericolose dal cambiamento climatico. Così come allagamenti e frane che sono mitigati dall’azione di regimazione delle acque piovane. Ma la natura in città ha molti altri effetti benefici anche sul benessere psico-fisico, in particolare dei più giovani, contribuendo a diminuire le possibilità di malattie cardiovascolari, patologie articolari, ansia, depressione, infezioni respiratorie e obesità. Per i bambini ricoverati in ospedale e per la loro riabilitazione la natura, poi, offre infiniti stimoli a livello motorio sensoriale e percettivo.

Raccolta fondi con l’acquisto di una piccola felce

Quest’anno poi sarà realizzata una grande raccolta fondi nelle piazze italiane: grazie all’acquisto di una piccola felce tutti potranno aiutare il WWF a portare la natura negli ospedali in cui i più piccoli sono costretti a mesi di ricovero in attesa della guarigione. Postazione speciale a Roma nel giardino del Museo Explora in via Flaminia 82, per la promozione e la raccolta fondi destinati al progetto “Oasi in Ospedale”, attraverso la distribuzione di una piantina di felce in vaso.

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L’Orso torna a farsi vedere nel Lazio

L’Orso torna a farsi vedere in alcune zone del Lazio. Il WWF Italia e Salviamo l’Orso (SLO) da anni sono impegnate per salvare il plantigrado con iniziative tese a ridurre le cause di mortalità di origine antropica, favorire l’aumento dell’esigua popolazione e realizzare interventi di mitigazione dei potenziali conflitti tra l’animale e le attività umane (zootecnia e apicultura), mettendo a disposizione di allevatori e apicoltori recinzioni elettrificate quali strumenti di dissuasione di intrusione dell’Orso.

Popolazione di Orso a lungo sull’orlo dell’estinzione

Negli ultimi anni la popolazione di Orso, a lungo sull’orlo dell’estinzione, ha registrato una incoraggiante ripresa della natalità tanto da far sperare in una espansione territoriale della specie in alcuni territori dove era da tempo scomparso. Ciò ha portato le associazioni ad estendere il proprio raggio di azione anche nelle aree recentemente visitate da alcuni orsi provenienti dall’Abruzzo, con la finalità di promuovere una pacifica convivenza tra il più grande mammifero della fauna terrestre italiana e le attività umane in natura. Con questo spirito le associazioni si sono recentemente mobilitate in favore di apicoltori che hanno subito danni ad arnie causati da un esemplare di Orso vagante tra l’alta valle del Velino ed i Monti della Laga.

Interventi dei volontari dello SLO

Ultimi tra gli interventi realizzati dai volontari di Salviamo l’Orso è l’allestimento di 3 recinzioni elettrificate a protezione di altrettanti apiari nei territori di Amatrice e Accumoli fornendo assistenza ed informazione su come mettere in sicurezza le attività apistiche e prevenire gli attacchi. Difatti, la chiave del successo è prevenire i danni, piuttosto che intervenire a danno avvenuto, nel qual caso il danneggiato deve però essere rimborsato perché a buona ragione i costi per garantire la salvaguardia delle specie protette, Orso in primis, vanno sostenute dallo Stato e dalle Regioni e non devono ricadere su coloro che con l’animale condividono il territorio o lasciate sulla spalle di associazioni di volontari come Salviamo L’Orso ed il WWF Italia.

Regione Lazio aderisce al PATOM

La Regione Lazio ha inoltre aderito al Piano di Azione Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM) prendendo impegni per la sua sopravvivenza. È pertanto auspicabile che la Regione Lazio, dando seguito agli impegni presi, rimborsi tutti i danni accertati da Orso che avvengono all’esterno delle aree protette. Il WWF Italia e Salviamo l’Orso, auspicano il futuro ritorno del plantigrado sul territorio reatino e stanno programmando iniziative locali congiunte per sensibilizzare, informare e supportare gli operatori del settore maggiormente esposti. Ma per garantire un futuro a questa specie è necessario che tutti facciano la loro parte.

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Domani “Roma cura Roma”

Domani si svolgerà la prima edizione di “Roma cura Roma” un evento ideato dal Comune di Roma Capitale e promosso assieme a WWF, Legambiente Lazio, FAI Delegazione Roma, Retake Roma, Good Deeds Day e CSV Lazio.

Sul sito di Roma cura Roma

Sul sito si legge: «Un appuntamento all’insegna della cura dei beni comuni, con al centro i cittadini ma anche le istituzioni comunali e municipali, i sindacati, associazioni di categoria, scuole, centri anziani, le sedi locali dei partiti e tutte quelle realtà che a livello locale e nazionale contribuiscono, con il loro impegno quotidiano, a portare avanti le istanze del decoro, della pulizia e del rispetto per l’ambiente in cui viviamo».

Il Presidente del WWF capitolino

Così Raniero Maggini Presidente del WWF capitolino e Area Metropolitana. «Riteniamo che ‘Roma cura Roma’ sia l’occasione per rilanciare un patto per il futuro della città, della collaborazione tra singoli Cittadini, Associazioni e l’Amministrazione. Un’occasione per atti concreti che possano essere il primo di tanti altri passi per interventi mirati a superare le criticità e dare avvio a percorsi di gestione attiva e condivisa tra tutte le energie che vivono e animano la Capitale». Oasi Urbana del Tevere in Lungotevere delle Navi. Appuntamento davanti al Ministero della Marina Militare a partire dalle ore 10. L’Area, che si attende venga riconosciuto Monumento Naturale, è costantemente oggetto dell’impegno del WWF Roma e Area Metropolitana al fine di renderla pienamente fruibile per tutti i cittadini. Nella mattinata si svolgeranno puntuali interventi di raccolta dei rifiuti, con il sostegno di tutti coloro che vorranno partecipare.

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Earth Hour 2022 del WWF

Earth Hour 2022 del WWF per tutelare le foreste, anche nella Città Metropolitana. Il 21 marzo e il 22 marzo si celebrano due importanti giornate mondiali indette dall’ONU dedicate rispettivamente a Foreste e Acqua, risorse naturali chiave per gli ecosistemi del Pianeta. Il WWF coglie l’occasione per sottolineare la stretta relazione tra ecosistemi forestali e la qualità dell’acqua. L’effetto foreste sull’acqua è spiegato dalla loro capacità di raccogliere e captare le risorse idriche, depurarle rendendole potabili e adatte al consumo umano. Le 36 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO₂) immesse ogni anno nell’atmosfera causate delle attività umane, hanno ad oggi portato all’aumento di circa 1,1°C della temperatura media globale, rispetto al periodo preindustriale.

Foreste secondo maggior serbatoio di carbonio dopo gli oceani

Le foreste sono a livello globale il secondo maggior serbatoio di carbonio dopo gli oceani. Trattengono complessivamente ben 861 miliardi di tonnellate di carbonio e ogni anno assorbono circa un terzo delle emissioni antropiche di CO2, evitandone l’accumulo in atmosfera. Le foreste, inoltre, forniscono tanti altri servizi connessi con il clima, come la produzione di ossigeno e la regolazione del regime delle piogge. Eppure, nonostante la stretta relazione, anche intuitiva, tra foreste e acqua, supportata anche da significative ricerche, gli habitat dei bacini idrografici sono in condizioni estremamente critiche, basti pensare che solo tra il 1970 e il 2012 abbiamo perso l’81% della fauna selvatica d’acqua dolce.

Distruzione foreste rafforza la siccità

La distruzione delle foreste e, conseguentemente, il loro importante ruolo nel ciclo dell’acqua e nei sistemi idrogeologici, rafforza la portata e l’intensità di alluvioni, dei dissesti, della desertificazione e della siccità. Roma Capitale e, in generale, tutta la sua Città Metropolitana è da sempre un territorio ricco di acqua, con i suoi laghi, i fiumi, i numerosi torrenti e fossi e con una grande presenza di piccole pozze d’acqua, stagni e laghetti.

Territorio non esente da rischi

«Un territorio ricco di acqua – dichiara Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana – non esente tuttavia dai rischi di veder compromessa una risorsa dalla quale non possiamo prescindere, fondamentale per la sopravvivenza di ambienti unici quanto vulnerabili. È il caso di alcuni tra i più noti ed importanti Parchi Naturali Regionali quali Bracciano-Martignano (si ricorda la grave crisi idrica del 2017 e i suoi effetti, ancor oggi visibili), Castelli Romani (crisi idrica grave e conclamata) e Monti Simbruini (ingente captazione delle sorgenti che alimentano il fiume Aniene).

Città Metropolitana deve garantire la tutela ambientale

E se la Città Metropolitana di Roma Capitale può vantare un territorio caratterizzato da spazi liberi a forte vocazione naturale o agricola, certo occorre fare molto per garantirne la tutela e riconsegnare alla natura luoghi trasformati e poi abbandonati, che potrebbero godere di interventi di riqualificazione ambientale. Biodiversità e Clima sono facce della stessa medaglia, occorre preservare boschi, fiumi e laghi ed investire in corrette opere di forestazione urbana o nella rinaturalizzazione di corsi d’acqua offesi dal cemento, per favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici che sempre più condizionano la nostra vita, quella dell’intero pianeta».

Earth Hour 2022 iniziativa mondiale del WWF

E sul problema sempre più pressante dei mutamenti climatici il WWF torna a svolgere “Earth Hour 2022” l’Ora della Terra, l’iniziativa mondiale che attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, invita tutti a mobilitarsi per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile. Saranno migliaia le piazze, i monumenti e i luoghi simbolo che si spegneranno nel mondo. L’Ora della Terra ha già ricevuto l’adesione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica e del Comune di Roma. Anche per questa edizione di Earth Hour, il WWF ha ricevuto la medaglia che il Capo dello Stato ha voluto destinare, quale suo premio di rappresentanza, all’evento internazionale.