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Fiamme alte a Ponte Mammolo questa notte

Le fiamme sono salite alte nella periferia est a Ponte Mammolo questa notte, dove a prender fuoco è stata una delle centinaia di discariche abusive che hanno invaso la Capitale negli ultimi anni. Secondo Legambiente si tratta di un ulteriore dimostrazione della presenza delle Ecomafie a Roma, la cui provincia è in testa alla classifica per numero di ecoreati nel ciclo illegale dei rifiuti per il secondo anno consecutivo, con 1.315 reati, 1.952 illeciti amministrativi, 8,9 illeciti penali o amministrativi al giorno e 4.848 sanzioni amministrative nel 2022 secondo l’ultimo rapporto Ecomafie.

Fiamme accese dalle Ecomafie

«La presenza delle Ecomafie nella Capitale è evidente di fronte a ogni discarica abusiva o incendi di rifiuti come questo – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – con operazioni continue di smaltimento illecito che hanno preso sempre più spazio divorando quartieri, strade, aree verdi e aree golenali fluviali, in tutto il territorio. Anche con questo incendio significa un danno irreparabile all’ambiente, con diossine e benzopirene disperso nell’aria che potranno aumentare il rischio di problemi sanitari nel futuro.

Aumento delle discariche abusive

Poi però è chiaro anche che il numero di discariche abusive ed ecoreati nella Capitale, ha subìto un vertiginoso aumento negli anni, fino al primo posto nazionale per questo tipo di illegalità, perché, se non c’è un ciclo virtuoso dell’economia circolare che continuano a chiedere a gran voce al Campidoglio, si continuano a lasciare praterie a chi smaltisce illegalmente e dove agire indisturbati».

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Legambiente presenta il Rapporto Nazionale Spiagge 2023

Legambiente presenta il Rapporto Nazionale Spiagge 2023, lo studio analitico sulla situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere italiane che rappresentano una delle cartine di tornasole più importanti, per capire quali processi ambientali e di gestione sostenibile stanno avvenendo sul territorio, ma soprattutto per analizzare gli impatti che i cambiamenti climatici stanno già portando.

Indicatori del Rapporto di Legambiente

Per questi motivi quest’anno il Rapporto si articola attraverso una serie di indicatori per capire il livello di pressione ambientale che le coste stanno vivendo: gli impatti degli eventi meteo-idrogeologici, il livello di erosione costiera, la mappatura delle aree e dei porti inondabili, il consumo di suolo nei comuni costieri, le concessioni del demanio marittimo, la situazione delle acque di balneazione.

Nel Lazio 48 eventi climatici estremi

Nel Lazio sono stati registrati 48 eventi meteo climatici estremi sul 79% dei comuni costieri tra 2010 e 2023 e il 59% della costa bassa è stata modificata da erosione e avanzamento tra 2006 e 2019; ma la Regione è anche al terzo posto nazionale per incremento del consumo di suolo (tra 2006 e 2021) con un +8,27% di cemento e impermeabilizzazione lungo le coste. Sul piano della balneazione, rispetto ai 243 km complessivi di costa sabbiosa, sono 24,47 i cosiddetti km di costa abbandonata, quelli cioè dove le autorità non concedono la balneabilità per la presenza di foci e torrenti dove quindi neanche sono svolte le analisi microbiologiche.

10,4% del litorale basso non balneabile

0,8 km di costa sono interdetti per inquinamento: complessivamente il 10,4% del litorale basso non è balneabile. Intanto, secondo lo studio “Variazione del livello del mare lungo la costa italiana negli ultimi 10.000 anni” di ENEA, tra le aree inondabili in Italia al 2100 ci sono le piana Pontina, la piana di Fondi e la Foce del Tevere. «Le nostre spiagge vanno preservate da nuovo cemento, inquinamento diretto e dall’entroterra, eccesso di concessioni che non lasciano spazio alla libera fruizione, opere rigide che modificano negativamente interi tratti di litorale – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e con il nostro rapporto facciamo proprio il punto su quanto di positivo o negativo accade sulla costa».

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Il TAR Lazio respinge i ricorsi contro l’inceneritore: così Legambiente

Il TAR Lazio ha respinto i ricorsi presentati contro il progetto dell’inceneritore a sud di Roma, compresi quello di Legambiente e WWF che commentano:

Motivazioni del TAR da valutare

«Valuteremo le motivazioni della sentenza per capire come procedere. Continuiamo a ritenere che la procedura seguita presenti molteplici elementi di illegittimità e che la scelta di creare un inceneritore da 600.000 tonnellate sia profondamente sbagliata. Sui rifiuti, oggi, invece che nella realizzazione di un inceneritore l’Amministrazione dovrebbe impegnare le proprie forze nel ripulire una Capitale che da un mese, esattamente come negli anni scorsi, è ricoperta di rifiuti ad ogni angolo: una situazione indecente che con queste temperature diventa un problema sanitario.

Inceneritore non nel programma

L’impegno che si è dimostrato nel procedere all’approvazione di questo progetto, non previsto né nel Piano regionale dei rifiuti, né nel programma del Sindaco Gualtieri, sarebbe molto più efficace nell’estensione del porta a porta, oggi totalmente fermo, nell’aumento della raccolta differenziata con una percentuale cristallizzata da anni, in un percorso per l’attuazione della Tariffa Puntuale nel quale siamo totalmente immobili, nella realizzazione di nuove isole ecologiche e degli impianti dell’economia circolare per il recupero dei rifiuti raccolti in maniera differenziata, cantieri dei quali, al di là di tante belle parole, non vi è traccia.

Condanna per Roma

Così si condanna Roma solo a bruciare i propri rifiuti per i prossimi trent’anni almeno con buona pace della mancanza di recupero di materia e delle conseguenze sul cambiamento climatico che in questi giorni sta mostrando una delle sue facce più violente proprio nella Capitale».

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Goletta dei Laghi 2023 inaugura la tappa laziale

Goletta dei Laghi 2023 inaugura la tappa laziale presentando i risultati delle analisi microbiologiche sulle acque dei bacini lacustri di Fondi, Sabaudia e Fogliano: oltre i limiti di legge, quattro dei sei punti campionati dal team di volontari e tecnici di Legambiente. Oggetto dei monitoraggi della campagna, come di consueto, sono canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento causato da cattiva depurazione o scarichi illegali arriva nei laghi.

I dati di Goletta dei Laghi

I dati sono stati discussi ieri sera a Monte San Biagio (LT). Intervenuti: Paola Marcoccia, presidente circolo Legambiente intercomunale Luigi di Biasio APS, Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio, Elisa Scocchera, portavoce Goletta dei Laghi di Legambiente, Lucio de Filippis, direttore del parco naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, Paolo Casale, il responsabile della cooperativa pescatori Lago di Fondi, Federico Carnevale, Sindaco di Monte San Biagio e infine Rita Di Fazio delegata del sindaco di Fondi.

Roberto Scacchi, Legambiente Lazio

«In tutti i laghi monitorati nel territorio della provincia di Latina continuano ad emergere criticità forti che chiediamo siano affrontate con urgenza», dichiara Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio. «Ci sono scarichi illeciti e problematiche relative alle difficoltà depurative nei laghi costieri di Sabaudia, Fogliano e Fondi che dovrebbero essere invece un fiore all’occhiello di una vasta porzione territoriale, a ridosso del litorale. La ricchezza della biodiversità, dall’avifauna alle specie ittiche presenti, è da tutelare al meglio aumentando la qualità della risorsa idrica, attraverso la quale generare green economy e sviluppo sostenibile per questi luoghi che ricadono peraltro in parchi regionali e nazionali.

Indichiamo punti critici

Non diamo giudizi complessivi sui laghi analizzati, ma indichiamo punti critici e chiediamo alle amministrazioni, ai gestori del servizio idrico e anche alla cittadinanza, di essere protagonisti del miglioramento ambientale necessario, mettendoci a disposizione nel continuare a indagare sulle cause dell’inquinamento e sulle azioni risolutive necessarie».

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Il caldo estremo nel Lazio è emergenza climatica per Legambiente

Il caldo estremo nel nostro territorio è emergenza climatica per Legambiente, che chiede politiche d’adattamento concrete e scelte inequivocabili: fonti energetiche rinnovabili e mobilità sostenibile, cura dei parchi e del verde, salvaguardia della risorsa idrica, economia circolare nella gestione dei rifiuti.

Picchi di caldo storici

In queste ore si stanno raggiungendo continui picchi di caldo che battono i record storici a Roma e nel Lazio. Un trend in continuo ed evidente aumento, sul quale interviene Legambiente rivolgendosi all’amministrazione regionale, a quella di Roma e alle grandi aziende del trasporto pubblico, della gestione del servizio idrico, della generazione energetica e della gestione dei rifiuti. «Il caldo sempre più estremo non è estate ma emergenza climatica e c’è bisogno di politiche d’adattamento e scelte inequivocabili – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – al pari di come andrebbe fatto quando si deve fare i conti con le precipitazioni violente, conseguenze diverse del riscaldamento globale scatenato dalle nostre emissioni climalteranti.

Le scelte della politica

Alla politica, all’amministrazione e alle grandi aziende dei servizi nel Lazio, chiediamo di mettere in campo tutto il possibile perché siano protagonisti delle scelte giuste, di fronte a fenomeni di anno in anno sempre peggiori anche nei nostri territori». Già lo scorso anno in alcune porzioni del Lazio si erano contati picchi di 192 giorni senza precipitazione e il record di temperatura nel mese di giugno in Italia era stato registrato a Guidonia Montecelio con 41,2°C. «Per adattare il territorio ad ondate di calore come queste, così come agli altri eventi climatici estremi – conclude Scacchi – non si può che scegliere con coerenza la strada dell’ambientalismo».

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Goletta Verde lungo la costa del Lazio

Goletta Verde ha campionato 24 punti lungo la costa del Lazio tra il 28 giugno e il 1° luglio: 18 sono foci e 6 punti a mare. 13 i punti giudicati fortemente inquinati di cui 12 sono foci di fiumi e uno è stato prelevato a mare. I 2 punti giudicati inquinati sono entrambi foci, risultano entro i limiti 5 campioni prelevati a mare e 4 nelle foci dei fiumi. È questo il bilancio delle analisi microbiologiche lungo le coste laziali di Goletta Verde, la campagna itinerante, realizzata con le partnership principali di ANEV, CONOU, Novamont e Renexia e la media partnership de La Nuova Ecologia.

I dati di Goletta Verde

I dati sono stati presentati in una conferenza stampa da Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente e Roberto Scacchi presidente Legambiente Lazio. Nello specifico i punti risultati Fortemente inquinati sono: la foce del fiume Marta a Tarquinia in provincia di Viterbo; in provincia di Roma la foce del canale in via Aurelia km 64 a Santa Marinella; la foce del fosso Zambra a Cerveteri; la foce del fiume Arrone e la foce della fiumara piccola a Fiumicino; la foce del canale altezza via Filadelfia (canale Crocetta) a Pomezia; la foce del Rio Torto e la foce del Fosso Grande ad Ardea; la spiaggia di fronte al Canale Loricina presso via Matteotti a Nettuno; la foce Verde (ponte Mascarello) e la foce del Rio Martino a Latina; la foce del canale Sisto a Terracina; la foce del fosso via Gibraleon incrocio viale Europa a San Felice Circeo in provincia di Latina.

Male il Canale dei Pescatori

Giudicati inquinati la foce del Canale dei Pescatori a Ostia (RM) e la foce del Rio Santacroce a Formia (LT). Entro i limiti invece la spiaggia presso la foce del canale vicino allo stabilimento militare in località Montalto Marina nel comune di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, come anche la Foce del Rio Vaccina a Ladispoli e la spiaggia in corrispondenza della foce fosso Cavallo Morto, nel lungomare delle Strelitzie al Lido dei Gigli ad Anzio in provincia di Roma.

In provincia di Latina

Infine, in provincia di Latina, i punti risultati entro i limiti di legge sono la spiaggia a nord della foce del fiume Portatore a Terracina, la foce del canale Sant’Anastasia e la foce del canale in località Pedemontano a Fondi, la spiaggia preso via Pilestra altezza civico 469 di Sperlonga, quella del Serapo a Gaeta e lo sbocco del canale a Marina di Minturno. Giunta alla sua 37° edizione, Goletta Verde ha iniziato il suo viaggio lungo la Penisola da Genova il 30 giugno e si concluderà l’11 agosto in Friuli-Venezia Giulia, ed è realizzata con le partnership principali di ANEV, CONOU, Novamont e Renexia e la media partnership de La Nuova Ecologia.

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Legambiente ha presentato il Rapporto Ecomafie: male il Lazio

Legambiente ha presentato il nuovo Rapporto Ecomafie 2023, raccontando come di consueto i reati ambientali registrati da tutte le forze dell’ordine nel corso dell’anno 2022. Nel Lazio il quadro complessivo è estremamente negativo su tutti i parametri, la Regione Lazio è la quarta peggiore per numero di Reati Ambientali complessivi (era al 5° posto nell’edizione 2022) con 2.642 reati, 2.183 persone denunciate, 29 arresti, 812 sequestri, 4.651 illeciti amministrativi e 4.848 sanzioni amministrative. Roma è la peggior provincia nazionale in assoluto per il secondo anno consecutivo con 1.315 reati e 1.952 illeciti amministrativi, provincia di Latina tra le 20 peggiori al 16esimo posto con 485 reati.

Roberto Scacchi, Legambiente Lazio

«Le Ecomafie aggrediscono in maniera pesantissima il territorio della nostra Regione, con lo smaltimento illecito dei rifiuti ma anche abusivismo edilizio, reati contro la fauna, incendi boschivi e reati contro il patrimonio culturale – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e un allarme viene in particolare dal territorio della Città Metropolitana di Roma che rimane, per il secondo anno consecutivo, la peggiore delle province in tutta Italia per i numeri complessivi, consolidando il suo triste primato». E un appello alla Legalità arriva dalla Goletta Verde, in questi giorni ormeggiata a Ventotene, l’imbarcazione del cigno verde a bordo della quale questa mattina sono stati raccontati questi numeri terribili, insieme alle forze dell’ordine, a Libera del Sud Pontino, ai parchi della provincia di Latina durante la tappa della Campagna itinerante che naviga in queste ore lungo le coste del Lazio.

Osservatorio Ambiente e Legalità

«Ci rivolgiamo alla Regione chiedendo urgentemente l’istituzione di un nuovo Osservatorio Ambiente e Legalità per investire sulla legalità e dare possibilità alla cittadinanza di denunciare velocemente ogni illecito; ma ci rivolgiamo anche a tutti i Comuni, perché ciascuno per propria parte faccia in modo che ogni occhio sia vigile contro la presenza così corposa delle Ecomafie del Lazio, e perché non si lascino spazi all’azione degli ecomafiosi costruendo, in particolare sulla gestione dei rifiuti, una filiera sana nel solco delle regole di sostenibilità ed economia circolare. Non possiamo infine – conclude Scacchi – che ringraziare l’eccellenza di tutte le nostre forze dell’ordine per l’enorme lavoro di contrasto e denuncia che mettono in campo quotidianamente».

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Legambiente ha premiato i “Comuni Rifiuti Free”

Legambiente ha premiato come di consueto i “Comuni Rifiuti Free”, quelli cioè dove sono raccolti meno di 75 kg di rifiuti indifferenziati per abitante all’anno, luoghi che hanno raggiunto e superato di gran lunga l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata ma dove si fa ancora di più, con un conferimento ridottissimo di materiale non riciclabile.

Premiati da Legambiente per il Lazio

La percentuale di Comuni premiati nel Lazio con soli 5 “Comuni Rifiuti Free”, è dell’1,3% seconda peggiore in Italia e il totale degli abitanti in questi 5 Comuni è di 43.857 residenti, lo 0,8% degli abitanti del Lazio, peggior percentuale in tutta Italia. Primo posto nella categoria dei Comuni Piccoli sotto i 5.000 abitanti, per Sant’Ambrogio sul Garigliano (FR) con appena 46,3 Kg/ab/anno di indifferenziato e l’81,9% di RD (Raccolta Differenziata), secondo è Colle San Magno (FR) con 66 kg/ab/Anno e il 74% di RD, terzo è Graffignano (VT) con 70,9 Kg/Ab/Anno e il 73,3% di RD.

Comune medio e grande

Comune medio premiato è quello di Sacrofano (RM) che conferisce 73 Kg/Ab/Anno e il 79% di differenziata e Comune grande con più di 15.000 abitanti premiato è quello di Fonte Nuova (RM) che ha conferito 75 Kg/Ab/Anno e raggiunto il 75,7% di Raccolta Differenziata. Premio speciale Corepla al Comune di Velletri che si distingue sia per i risultati in termini quantitativi, raccogliendo circa il 20% in più rispetto alla media regionale, sia per i risultati qualitativi: la frazione estranea media rilevata dalle analisi merceologiche Corepla è infatti nettamente inferiore alla media regionale.

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Schede Roma a Rischio di Legambiente Lazio

Schede Roma a Rischio di Legambiente Lazio che continua la sua analisi sui rischi idrogeologici legati alla pericolosità nei territori per frane e alluvioni. Nelle schede si evidenziano i numeri e le mappature sui dati complessivi e sulle zone a pericolosità elevata. Sono 96.586 i Romani che vivono in aree a pericolosità da alluvioni e 2.431 quelli per frane. La pericolosità da alluvioni riguarda ben il 9,1% del territorio, pari a 117 ettari, dove sorgono qualcosa come 11.388 edifici, lavorano 9.650 imprese ed esistono 177 beni culturali. A rischio frana una popolazione di 586 abitanti, 55 edifici, 78, imprese e 6 beni culturali.

Perché le schede

«Nella Capitale c’è un numero enorme di edifici, beni culturali, imprese e popolazione in aree a elevata pericolosità per alluvioni e frane – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e con quasi centomila romani esposti a questi rischi, continuiamo ad assistere a eventi climatici estremi come quelli delle ultime ore che hanno messo a dura prova interi quadranti urbani. C’è bisogno di predisporre in primo luogo nelle zone ad elevata pericolosità, ogni strumento che metta in sicurezza quanti ci vivono e lavorano.

Richieste a Regione e Comune

In tal senso, ci rivolgiamo alla Regione che deve intervenire con la messa in sicurezza idraulica del reticolo fluviale come con il rafforzamento dei percorsi di contratto di fiume. E ci rivolgiamo al Comune, perché intraprenda una grande azione di azzeramento delle prospettive edificatorie, con varianti al PRG a riduzione di consumo di suolo, e perché si realizzino progetti di deimpermeabilizzazione dei suoli e delocalizzazione delle strutture a maggior rischio».

Maggiore pericolosità rilevata nel quadrante sud ovest

Nello studio, Legambiente ha focalizzato anche l’attenzione sui quartieri a più elevata pericolosità per il rischio alluvioni: nel quadrante sud-ovest Ostia, Acilia, Casal Palocco, Infernetto, Eur Torrino, Tor di Valle; a est Tiburtina e Prenestina; a nord Settebagni, Labaro, Salaria e Tiberina, nelle aree centrali il quadrante compreso tra Villaggio Olimpico, Corso Francia, Via Guido Reni. Zone con pericolosità per frane sono invece a Trastevere, Baldo degli Ubaldi, Monte Mario, Villa Glori, Viale Tiziano e Labaro. L’analisi di Legambiente Lazio è basata su dati ISPRA-IDROGEO.

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Ciclabile Ostiense subito per Legambiente

Ciclabile Ostiense subito per Legambiente. L’opera è attesa da anni, dai residenti e da tanti ciclisti urbani che già la percorrono, oltre che da molti cittadini che vorrebbero scegliere la bicicletta, il monopattino, le cargobike come mezzi di trasporto quotidiano. Non sembrava vero poter assistere finalmente all’apertura del primo cantiere di un progetto di mobilità sostenibile nel quadrante e vedere in fieri il primo e unico cantiere Giubilare annunciato. Un passo verso una città europea sostenibile, inclusiva e sicura.

Progetto ciclabile già cantierizzato

Il progetto esecutivo e già cantierizzato della Ciclabile Ostiense, alla cui realizzazione hanno dato il proprio contributo anche le associazioni ciclistiche e ambientaliste, prevede la realizzazione di una corsia ciclabile riservata a unico senso di marcia, ricavata dalla carreggiata stradale. Per questo, le stesse associazioni ciclistiche e ambientaliste chiedono che tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera, l’Assessore alla mobilità del Comune di Roma Capitale, Eugenio Patané, il Presidente del Municipio VIII di Roma, Amedeo Ciaccheri e l’assessore alla mobilità del Municipio VIII di Roma, Luca Gasperini, sostengano con forza il progetto di questa importante opera ciclabile così come appaltato, senza alcuna modifica in corso d’opera, nè alcun ritardo rispetto alla data di consegna (16 gennaio 2024).

Nuova opera aggiudicata ad aprile 2022

La nuova opera ciclabile, aggiudicata ad aprile 2022 alla DI.MA. SRL, permette di raggiungere in sicurezza in bicicletta la rete ciclabile già realizzata a piazzale Ostiense. Rientra tra quelli classificati come “corridoio principale” dal Piano Quadro della Ciclabilità, e ha l’obiettivo di garantire un collegamento ciclabile con la fermata della metro B San Paolo, intercettando la già realizzata ciclabile del Ponte Settimia Spizzichino, per poi unirsi ad altri due interventi oggetto di finanziamento dai Programmi Operativi Nazionali (Pon), Metro San Paolo, Giustiniano Imperatore e Viale del Campo Boario con l’obiettivo di realizzare una connessione di alta valenza urbana.

Avvicinare le capitali europee

Quindi un’importante direttrice ciclabile per la città di Roma Capitale che la avvicinerebbe alle altre capitali europee, fondamentale alternativa all’auto anche in previsione dell’apertura dei varchi ZTL Fascia Verde. Il progetto prevede infatti un’importante opera di riqualificazione urbana, che oltre alla ciclabile comprende il rinnovo e l’ampliamento dei marciapiedi e il rifacimento delle caditoie: un cambiamento in grado di incentivare la mobilità ciclistica, rivitalizzare un quadrante che comprende scuole, università, uffici, basiliche papali, poli museali e monumenti, promuovere la salute e il benessere dei cittadini che vi abitano, oltre a decongestionare il pressante traffico automobilistico che l’attanaglia.

Stato attuale di via Ostiense

Allo stato attuale è difficile percorrere via Ostiense con un passeggino, una carrozzina, o semplicemente attraversare la strada sulle strisce, tra marciapiedi interrotti, stretti e dissestati e la doppia fila perenne, già scena di numerosi scontri stradali. Chiediamo quindi agli amministratori di procedere dritti e sicuri verso una città sostenibile, inclusiva e sicura, senza cedere alle visioni retrograde di chi crede solo nell’automobile, che imprigiona per ore, che separa, che inquina, che diventa barriera architettonica e devasta il paesaggio.