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Sit-in di Legambiente domani in Campidoglio

Sit-in di Legambiente domani in Campidoglio per il no all’inceneritore. A un anno esatto da quando il Sindaco di Roma Gualtieri annunciava la scelta di realizzare un Inceneritore per il trattamento di 600.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, Legambiente ha promosso la protesta, in accordo con Rete Tutela Roma Sud e Castelli Romani, e insieme a tanti comitati ed associazioni. Durante l’appuntamento in Piazza del Campidoglio, flash-mob NO INCENERITORE. Appuntamento lanciato anche da Fiorello che ha mostrato il volantino, dopo il termine della diretta di VivaRai2, con gli attivisti presenti in blitz tra il pubblico.

Partecipanti al sit-in

Parteciperanno domani tra gli altri i Sindaci di Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Marino, CGIL Roma e Lazio, Forum Ambientalista, Legambiente, #PerLeFutureGenerazioni, Officine Civiche Ciampino, Rete Ecosocialista Roma, Rete degli Studenti, Rete Tutela Roma Sud e Castelli (della quale fanno parte Associazione FARE Castelli, Comitato di quartiere S.Palomba, Comitato No Inceneritore a S.Palomba, Circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio”, Circolo Legambiente Agro Romano Meridionale, Comitato di quartiere Pavona Uno, Comitato di quartiere Villa Ferrajoli, Associazione Fabrica Albano, Comitato Io Amo via S. Maria in Formarola, Italia Nostra Sezione Castelli Romani, Azienda Agricola Terra Canta, Associazione per il Cambiamento, Formiche Energie Positive Marino, Associazione Vedere Altrimenti, Comitato di Quartiere Albano, Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, UDS, VAS, WWF Roma, Zero Waste.

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Legambiente scende in piazza contro l’inceneritore

Legambiente scende in piazza contro l’inceneritore. A un anno esatto da quando il Sindaco di Roma Gualtieri annunciava la scelta di realizzare un Inceneritore per il trattamento di 600.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, Legambiente ha promosso l’appuntamento 19 APRILE AL CAMPIDOGLIO – SI A ECONOMIA CIRCOLARE, SALUTE E AMBIENTE, in accordo con Rete Tutela Roma Sud e Castelli Romani, e insieme a tanti comitati ed associazioni.

Legambiente in Piazza del Campidoglio

«Il 19 aprile saremo a Piazza del Campidoglio per rivolgerci tutti insieme all’amministrazione, convinti che nella gestione dei rifiuti a Roma si possano concretizzare innovazioni ambientali e tecnologiche, senza costruire alcun mostruoso inceneritore – dichiarano Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio e Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente -.

Ad un anno esatto, il 19 aprile

A un anno esatto da quando il sindaco Gualtieri annunciava l’intenzione di realizzare l’impianto di incenerimento e termovalorizzazione, dopo aver generato insieme a CGIL un’importante e concreta proposta alternativa, animato con i nostri circoli confronti e dibattiti sui territori, presentato la nostra opposizione al TAR, saremo davanti a Palazzo Senatorio con le nostre proposte e insieme a sindacati, associazioni, reti e comitati che hanno animato l’opposizione all’inceneritore, ma anche con i Sindaci dei Comuni dell’area a sud di Roma e a quanti sostengono la strada per economia circolare.

Le ricette di Legambiente

Porta a porta, aumento della differenziata, nuove isole ecologiche, impianti per la trasformazione del rifiuto in materia prima seconda a partire dai biodigestori anaerobici per la frazione organica, impianti per le frazioni oggi non raccolte come prodotti assorbenti, terre rare, tessile … è così che si possono trasformare i rifiuti in risorsa, creando lavoro, ricchezza e qualità ambientale. Con l’inceneritore invece, la Capitale piomberebbe indietro di vent’anni, costringendo i cittadini del futuro a produrre indifferenziata per alimentarne i forni, con decenni di enorme impatto inquinante e climalterante: un altro gravissimo errore come quando si è condannata la capitale a decenni di dittatura della discarica di Malagrotta o agli ultimi anni di totale immobilismo nella crescita della differenziata. Per tutto questo ci vedremo il 19 aprile al Campidoglio, chiedendo di partecipare a quanti sostengono che un mondo diverso sia davvero possibile anche a Roma».

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WWF: molto carbone per Roma

WWF: molto carbone per Roma. L’attesa dell’arrivo della Befana, e con lei dei doni dei quali è portatrice, rappresenta una delle tradizioni più sentite dai Romani. «Purtroppo la Capitale riceverà molto carbone in occasione del prossimo 6 gennaio – afferma il WWF – perché occorre essere virtuosi per essere premiati e la Città Eterna mostra ancora il fiato lungo sulla capacità di proporre innovazione culturale, ancora strettamente legata al mattone dall’una ed alla produzione dei rifiuti dall’altra». Ed infatti Roma Capitale risulta essere ancora maglia nera per consumo del suolo, con 95 ettari di terreno naturale o seminaturale divorato dal cemento nel 2021, una tendenza che la conferma al vertice tra le città italiane in questo triste primato.

WWF: “Basiti per assenza di visione culturale per Pratone di Torre Spaccata”

«E volendo portare un caso che lascia basiti per assenza di visione culturale, citiamo la vicenda del Pratone di Torre Spaccata, un’area ad alta valenza storica ed archeologica, oltre che naturalistica, dove l’Amministrazione comunale pensa di portare dei magazzini industriali, in barba al valore che l’area esprime, al potenziale indotto economico che potrebbe generare se si investisse nel dare luce al patrimonio che il Patrone custodisce, alla volontà dei cittadini che chiedono tutela e capacità di futuro. Ancora si potrebbe evitare che il sito entri di diritto nelle prossime statistiche sul consumo del suolo e permettere che possa invece essere portato in dono a tutta la Città».

Impianto di incenerimento alla porte

In materia di rifiuti pesa la previsione di un mostruoso impianto di incenerimento da 600/700mila tonnellate che, contrariamente a tutti gli obiettivi auspicati dall’Unione Europea, fa immaginare numeri crescenti di produzione dei rifiuti nella Capitale anziché prefigurarne una riduzione grazie a politiche di prevenzione, riuso ed una raccolta differenziata domiciliare che sia anche strumento di sensibilizzazione volto ai cittadini. Ed è proprio la raccolta differenziata che secondo recenti dati ISPRA tenderebbe ad essere frenata dalla presenza degli inceneritori.

Capitale non al passo coi tempi

«Insomma, ben lontani dal profilo di una Capitale al passo coi tempi e in grado di praticare soluzioni concrete, prevedendo il coinvolgimento attivo dei cittadini. Argomentando di rifiuti, nella Città Eterna tuttalpiù si parla di discariche, inceneritori e già quando si cita la raccolta differenziata si stenta, si balbetta. Chissà, magari l’Epifania 2024 ci porterà qualche sorpresa, magari verranno maggiormente ascoltati i cittadini (ai quali oggi viene riservato esclusivamente il ruolo di spettatore) ma in questo 2023, lo sappiamo, solo carbone», conclude la nota del WWF.

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Sempre più vicino l’Inceneritore di Roma: il no di Legambiente

Sempre più vicino l’Inceneritore di Roma, contro il quale Legambiente si è opposta fin da subito. «Realizzare l’Inceneritore a Roma sarebbe un errore enorme che condannerebbe il futuro della Capitale a generare rifiuti indifferenziati, fermando lo sviluppo dell’economia circolare, oggi il Sindaco continua a sbagliare e noi insisteremo a mettere in campo la nostra contrarietà in tutte le successive, fasi insieme alle idee concrete per poter trasformare la Capitale in una avanguardia dello sviluppo sostenibile.

Piano diverso insieme a CGIL

Insieme alla CGIL abbiamo presentato il piano attraverso il quale, numeri alla mano, non c’è alcuna necessità di un mostruoso nuovo inceneritore: grazie all’attivazione di filiere per il recupero dei prodotti che oggi vanno in indifferenziato, del Tessile, dei RAEE, dei Prodotti Assorbenti per la Persona, delle Terre di Spazzamento, del Riciclo Chimico delle Plastiche miste, insieme all’esclusione dei rifiuti da edilizia nei cassonetti dell’indifferenziato, alla moltiplicazione dei centri di raccolta, alla diffusione del Porta a Porta a tutta la cittadinanza e soprattutto alla costruzione di impianti di Biodigestione Anaerobica per 600.000 tonnellate di rifiuti organici che Roma produce ogni anno.

Sindaco sempre sulla stessa strada

Invece il Sindaco/Commissario continua nella strada che farà piombare la Capitale indietro di vent’anni, peraltro senza alcuna discussione pubblica e azzerando le migliaia di pagine di osservazioni al Piano per i Rifiuti», afferma Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio.