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Anche in Italia stop alla plastica monouso

Il 5 luglio 2019 è stata pubblicata la direttiva dell’Unione Europea 2019/904, in materia di oggetti in plastica, al fine di ridurre l’incidenza del materiale sull’ambiente.

Nello specifico, con l’ordinanza, sono stati messi al bando posate, piatti e cannucce, così come contenitori alimentari in polistirolo. L’obiettivo è quello di ridurre la produzione di oggetti in plastica, favorendo invece materiali biodegradabili e compostabili, che siano conformi alle norme Uni En 13432 o Uni En 14995. Tutte le presenti disposizioni rientrano nel ben più complesso processo di sostenibilità verso cui si stanno muovendo i progetti dell’UE.

Sebbene, infatti, alcuni prodotti, come ad esempio le tazze di plastica, siano ancora concessi, questi dovranno essere usati con parsimonia. Stessa cosa per le bottiglie di plastica, che dovranno avere, per norma, tappi incorporati ed essere fatte con percentuali crescenti di materiale riciclato. Il fine ultimo sarà quello di utilizzare man mano sempre meno plastica, riciclando quella già in circolazione.

L’applicazione della direttiva sulla plastica in Italia

La direttiva 2019/904 è entrata in vigore formalmente il 3 luglio 2021, ma molti Paesi europei hanno tardato ad applicarla. Tra questi, anche l’Italia.

Il Belpaese ha infatti disposto solamente con il decreto legislativo 196, dello scorso 30 novembre, l’attuazione della normativa. Questa è diventata poi ufficiale il 14 gennaio 2022.

Quindi, dallo scorso 14 gennaio, stop al SUP (“single use plastics”, la plastica monouso) anche in Italia.

I dettagli del decreto 196/2021

Nel particolare, il Dlgs 196/2021 prevede la riduzione, entro il 2026, del consumo di molte tipologie di SUP, grazie ad accordi stipulati tra il ministero della Transizione ecologica e quello dello Sviluppo economico, con la collaborazione di regioni, imprese e associazioni di categoria.

Dieci milioni di euro, per ognuno degli esercizi 2022, 2023 e 2024, verranno destinati alla modifica dei cicli produttivi. Per promuovere l’acquisto e l’uso di materiali e prodotti alternativi sarà istituito, invece, per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024, un credito d’imposta (di massimo tre milioni di euro in totale).

Inoltre, nel decreto sono previste nuove caratteristiche costitutive per i contenitori di bevande fino ai tre litri e relativi imballaggi. Per questi i tappi e i coperchi dovranno rimanere incorporati agli stessi contenitori. Sarà poi obbligatoria la marcatura per informare i consumatori sulla gestione del rifiuto e la presenza di plastica nel prodotto.

Le sanzioni per chi non ottempererà alle richieste andranno dai 2.500 euro ai 25mila.