Fontana Project al Teatro Vascello dal 26 al 30 aprile, coreografie Emiliano Pellisari e Mariana/P da un progetto Nogravity. Lo spettacolo nasce da una prima ricerca del 2021 sullo spazio astratto in cui affrontai la tela di Lucio Fontana. Fontana è profondamente astratto ed ovviamente è anti figurativo. Però il suo background nasce dalla straordinaria scuola scultorea italiana dei primi del novecento (Wildt, etc).
Fontana: dinamica e tempo
Inoltre Fontana nel suo manifesto Bianco e ancor più lo precisa nei suoi testi ‘tecnici’ successivi, affronta due concetti fondamentali: la dinamica e il tempo. Nel taglio lui vede il movimento, ovvero il gesto di tagliare cristallizzato nel taglio; e vede il tempo, cioè una serie di tagli in successione rappresentano una serie di gesti e questi pensati in successione rappresenterebbero un ritmo, dunque un tempo. È necessario il movimento per percepire il senso del tempo. Fontana nei tagli racconta un tempo passato, cita il tempo ma non lo produce né lo rappresenta. È come un fumetto su una illustrazione. L’arte performativa ci permette di giocare col tempo sul serio.
Hic et nunc
Hic et nunc, qui ed ora noi produciamo un prima ed un dopo. Il tempo ha una durata, se no, non è tempo, ma eternità. Ho pensato che si potesse andare avanti nel discorso filosofico di Fontana mettendo ‘in moto’ la sua tela e dando dinamica ai tagli creare un ritmo reale attraverso la coreografia e la musica. Mariana ha accettato con entusiasmo la sfida e si è calata sulla scena di Fontana divenendo col suo corpo la protagonista dello spettacolo. Lo spazialismo prevedeva l’uso delle tecnologie, la rappresentazione dello spazio e del tempo. In fontana non c’è nessuna tecnologia e nessun tempo. Tocca a noi riparare il difetto e concludere la partita! L’uso grammaticale dello specchio è un uso non semplicemente scenografico ma drammaturgico dove è presente un linguaggio coreografico complesso costruito in 15 anni di mestiere. Tecnologie significa know how, conoscenza delle cose e algebra della natura: la scienza non è una avventura per turisti ma consapevole costruzione dell’algebra della vita e del mondo per la costruzione di artefatti.