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Tangenziale Est bloccata questa mattina da Ultima Generazione

Tangenziale Est bloccata questa mattina verso le ore 08:30 da Ultima Generazione. Azione compiuta sedendosi sull’asfalto della carreggiata del senso di marcia che conduce verso la zona Nomentana e anche calandosi da un ponte di via delle Valli. Con loro alcuni striscioni con scritto “NON PAGHIAMO IL FOSSILE”. I cittadini della campagna di disobbedienza civile per tutta la durata dell’azione hanno dialogato con gli automobilisti presenti, discutendo della gravità della situazione climatica corrente e dell’inaccettabilità dell’inazione della Politica per contenerne i danni.

Arrivo delle forze dell’ordine sulla Tangenziale dopo pochi minuti

Dopo pochi minuti di blocco, sono arrivate sul posto le Forze dell’ordine, che in poco tempo hanno fermato i presenti che si trovavano sulla strada, mentre alle ore 10 è iniziato l’intervento dei Vigili del fuoco per portare via le persone che erano appese al ponte e si è concluso dopo 30 minuti. Il traffico è stato bloccato in diversi intervalli. Le persone portate via dalla polizia in alcuni commissariati della zona.

La 33enne Carlotta

«Sono Carlotta e ho 33 anni, oggi sono qui perché non so più cosa fare per farmi ascoltare dal governo. Trovo profondamente ingiusto, sbagliato, immorale e crudele vedere che mentre le famiglie nelle Marche e in Emilia Romagna vivono la paura degli eventi estremi causati dalla crisi ecologica, il nostro governo continui a farsi comandare da Eni, che con sfregio per le famiglie a rischio e in povertà continua a fare soldi investendo in petrolio gas e carbone, cause del disastro che stiamo vedendo in questi giorni. Quanto ancora deve succedere? Quante famiglie ancora devono perdere la casa e vite umane perché si ponga fine a questo orrore? Non sappiamo più cosa fare, chiediamo che si smetta di investire in combustibili fossili e speriamo che la giustizia faccia il suo corso con Eni e il procedimento avviato da Greenpeace e ReCommon».

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Ultima Generazione in azione questa mattina sulla A90

Ultima Generazione in azione questa mattina sulla A90 in direzione Fiumicino aeroporto, per chiedere al Governo di interrompere i sussidi pubblici ai combustibili fossili, a partire dal comparto aereo, e affrontare il collasso climatico. Due coppie di persone si sono legate tra loro con U lock al collo e ai piedi. Per tutta la durata dell’azione hanno dialogato con gli automobilisti presenti, discutendo della gravità della situazione climatica corrente e dell’inaccettabilità dell’inazione della politica per contenerne i danni fino a quando sono intervenute le Forze dell’ordine, che hanno portato via i presenti.

Attivista di Ultima Generazione

«Ho 23 anni, mi sento terrorizzata all’idea di scendere in autostrada e fare un blocco, interrompere la vita delle persone, provocare il loro disprezzo e il loro dispiacere. Ma sono ancora più terrorizzata all’idea di quello che ci aspetta. E quindi scendo in strada con coscienza e con fermezza, perché siamo davanti a un collasso climatico ed ecologico e nessuno ne parla. Nessuno ascolta gli scienziati e questo è drammatico. E io ho il diritto ma sento soprattutto il dovere di usare il mio corpo per chiedere allo Stato italiano di prendersi le sue responsabilità nei confronti degli accordi che ha firmato e di investire in una vera transizione ecologica i miliardi che ogni anno sono presi dalle tasche dei cittadini e buttati nel fossile», ha dichiarato una delle attiviste.

Altro attivista

«Delle decine di miliardi delle tasse degli italiani che lo Stato spreca ogni anno in sovvenzioni ai combustibili fossili, milioni vanno anche nel cherosene degli aerei. È assurdo il modo in cui stiamo andando al collasso per colpa dei combustibili fossili e della politica che continua a incentivarli. Stanno morendo delle persone, delle famiglie vengono distrutte dalle alluvioni, lo abbiamo visto in Emilia pochi giorni fa. Cosa facciamo, ci adeguiamo al resto del mondo, ci adeguiamo a quello che è il futuro? O continuiamo a remare indietro verso scelte che ci uccidono?», ha aggiunto Simone.

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A seno nudo il blocco in via del Tritone

A seno nudo in strada per denunciare l’oscenità del Governo, che continua ad assistere imperturbabile alla morte dei propri cittadini a causa di eventi meteorologici estremi e ad alimentarne la causa, foraggiando senza scrupoli l’industria del fossile. È successo questa mattina a Roma, in via del Tritone al semaforo di piazza Barberini, dove sette persone aderenti alla campagna Non Paghiamo il Fossile, promossa da Ultima Generazione, hanno bloccato la strada e si sono tolte la maglia restando a torso nudo, mentre un’altra si è denudata completamente. Dopo pochi minuti di blocco, sono arrivate sul posto le Forze dell’ordine, che in poco tempo hanno portato via i presenti.

Eos, 33 anni a seno nudo per protesta

«Sono Eos ho 33 anni e oggi insieme ad altre persone ho deciso di bloccare una strada di Roma con tutta la vulnerabilità che ho, perché vulnerabile è il mondo in cui viviamo. Diranno forse che siamo oscene. Ma io mi chiedo. Siamo oscene? Osceno è quello che è successo ieri in Emilia Romagna e il Governo, che sa che questi eventi estremi continueranno a succedere e, nonostante ciò, continua a investire nelle fonti fossili. Osceno è il dispiegamento di soldi e forze pubbliche per mandare a giudizio il 12 maggio cittadini e cittadine che, con disperazione e urgenza, chiedono al Governo di smettere di investire in fonti fossili per salvare le famiglie italiane. Io sono una donna, sono cristiana, ma non sono una madre, perché Giorgia non ha alcuna intenzione ad oggi di creare le condizioni per un territorio abitabile per i miei figli», ha dichiarato Eos.

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Ultima Generazione ha “colpito” questa mattina alle 8 sul GRA

Ultima Generazione ha colpito questa mattina alle 8 sul GRA. Dieci persone aderenti alla campagna Non paghiamo il fossile hanno bloccato il traffico sul Grande Raccordo Anulare, tra l’uscita 13 (Tiburtina) e l’uscita 12 (Centrale del latte), carreggiata esterna. I cittadini della campagna di disobbedienza civile per tutta la durata dell’azione hanno dialogato con gli automobilisti presenti, discutendo della gravità della situazione climatica corrente e dell’inaccettabilità dell’inazione della Politica per contenerne i danni. Dopo circa 20 minuti di blocco sono arrivate sul posto le Forze dell’ordine, che alle 8:35 portato via i presenti.

Filippo di Ultima Generazione

«Mi chiamo Filippo, ho 31 anni e oggi ho deciso di entrare in azione con Ultima Generazione perché non posso più vivere nella menzogna, non posso più fare finta di niente e illudermi che vada tutto bene. Non va tutto bene: siamo senz’acqua, siamo in siccità da quasi due anni ormai, gli agricoltori non possono irrigare i campi e non riescono più a produrre cibo. Mentre il governo continua a finanziare i combustibili fossili con decine di miliardi di euro ogni anno, Eni nel 2022 ha registrato profitti record mentre noi abbiamo vissuto la siccità peggiore degli ultimi 500 anni, con 6 miliardi di euro di danni all’agricoltura e la perdita del 10% della produzione agroalimentare nazionale.

Ho molta paura

Ho molta paura di quello che succederà quando il cibo inizierà a mancare al supermercato e i prezzi schizzeranno alle stelle. Questo governo criminale ci sta letteralmente condannando a morte e io non posso più esserne complice per cui oggi mi sono seduto in strada per dire che io non voglio pagare il fossile!», ha dichiarato Filippo.

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Via Appia Nuova bloccata questa mattina da Ultima Generazione

Via Appia Nuova bloccata questa mattina, in zona Ippodromo delle Capannelle, in entrambi i sensi di marcia, da Ultima Generazione. Una persona ha incollato le proprie mani all’asfalto per aumentare la durata del blocco. Le forze dell’ordine l’hanno rimosso senza alcuna cautela, con una lastra di colla e asfalto attaccata alle mani. Per tutta la durata dell’azione i cittadini hanno discusso con gli automobilisti e con i passanti presenti della gravità della situazione climatica corrente e dell’inaccettabilità dell’inazione della politica per mitigarne i danni.

Via Appia Nuova liberata alle 8.40

Verso le 8.25 sul posto sono arrivate le Forze dell’ordine che alle 8.40 hanno spostato i presenti dalla strada. Infine i cittadini di Ultima Generazione sono stati portati in questura. Il tempo del blocco è stato di circa 35 minuti, ma nonostante ciò le forze dell’ordine, come si può vedere dai video in cartella, sono intervenute con violenza sui cittadini in azione.

Bjork incollato a via Appia Nuova

«Sono Bjork, ho 21 anni e sostengo la campagna Non Paghiamo Il Fossile di Ultima Generazione. L’unico modo che abbiamo per farci ascoltare è rendere la protesta insopportabile, deve essere impossibile ignorarci, e per fare questo purtroppo dobbiamo creare del disagio. Oggi bloccheremo di nuovo il traffico a Roma e io mi incollerò all’asfalto per allungare i tempi dell’azione. La cosa peggiore che sta capitando alle persone coinvolte nell’azione non è quella di essere bloccate nel traffico, e la cosa peggiore che sta capitando a me non è quella di rischiare la fedina penale o di farmi male incollandomi qui, ma il continuo disinteresse del governo verso le nostre vite e il continuo investire nei combustibili fossili, che già ci sta togliendo l’acqua potabile, l’acqua per irrigare i campi, il cibo che cresce dalla terra e le nostre vite», ha dichiarato la Bjork.

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Blocco stradale in viale Tor di Quinto di Ultima Generazione

Blocco stradale in viale Tor di Quinto di Ultima Generazione, questa mattina, verso le 8.10. Nove attivisti hanno interrotto il traffico all’altezza di Ponte Milvio. Reggevano degli striscioni con su scritto “NON PAGHIAMO IL FOSSILE”, la campagna di disobbedienza civile nonviolenta promossa da Ultima Generazione. Per tutta la durata dell’azione i cittadini hanno discusso con gli automobilisti presenti sulla gravità della situazione climatica corrente e dell’inaccettabilità dell’inazione della politica per mitigarne i danni. Verso le 08.15 sul posto sono arrivate le Forze dell’ordine che alle 08.35 hanno spostato i presenti dalla strada. Infine i cittadini di Ultima Generazione sono stati portati in questura.

Blocco effettivo di 25 minuti

Il tempo effettivo del blocco è stato di 25 minuti. Nulla in confronto ai disagi e ai rallentamenti dovuti alle grandinate straordinarie degli ultimi giorni. «Ci dispiace creare disagio a queste persone ma è l’unico modo. Stiamo facendo grossi sacrifici per il bene di tutti e stiamo andando nella direzione giusta, i risultati li stiamo ottenendo. Non possiamo fare finta di nulla, la situazione è drammatica. Ho paura per la mia casa. In Italia nel 91% dei comuni italiani oltre 3 milioni di famiglie vivono in zone a rischio alluvioni e frane. Ce le siamo già dimenticate le persone e i bambini morti nelle Marche e a Ischia? Bisogna investire nella messa in sicurezza delle case, nell’abbassamento delle emissioni e non nel fossile. Gli eventi climatici estremi nel 2022 sono raddoppiati. Il disagio che stiamo creando noi in questo momento è nettamente inferiore ai disagi creati dalle grandinate di questi giorni. Chiediamo solo un po’ di fiducia agli automobilisti, lo stiamo facendo per tutti», hanno spiegato i militanti che hanno preso parte all’azione di questa mattina.

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Guido ed Ester a processo in Vaticano

Guido ed Ester, i due cittadini aderenti a Ultima Generazione che questa estate incollarono le proprie mani al basamento della statua di Laocoonte presso i Musei Vaticani, sono stati chiamati a comparire davanti al giudice del Palazzo del Governatorato, nella Città del Vaticano giovedì prossimo, 9 marzo. Con loro chiamata anche Laura, che era di supporto per produrre documentazione video e a cui è stato preso il cellulare, da cui sono stati cancellati tutti i video prima della restituzione.

Guido ed Ester: cosa rischiano

I reati di cui sono accusati Ester e Guido sono il presunto danneggiamento del basamento in marmo del gruppo scultoreo, lo stesso su cui sono incollati due QR Code per le audioguide, causato dall’uso di “adesivo sintetico particolarmente tenace e corrosivo”, più noto con il nome di Superattack. A Guido e Laura viene imputata anche la mancata osservanza dell’ordine della gendarmeria di seguirli negli uffici.

Non c’è resistenza a pubblico ufficiale

Rispetto alle prime ipotesi di reato la resistenza a pubblico ufficiale è stata eliminata dalle accuse in quanto del tutto inesistente e non potendosi considerare tale quella esclusivamente passiva messa in atto da Laura e Guido. Guido ed Ester rischiano la reclusione da un mese a tre anni e una multa fino a 3.099 euro per chi “distrugge, disperde, guasta o in qualsiasi modo deteriora monumenti pubblici”, mentre Guido e Laura rischiano l’arresto fino a un mese o un’ammenda tra 21 e 310 euro previsto per “chiunque trasgredisce ad un ordine legalmente dato dall’Autorità competente”.

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Palazzo Madama imbrattato da Ultima Generazione

Palazzo Madama imbrattato questa mattina alle 7:45 con un getto di vernice arancione, utilizzando degli estintori, da quattro cittadine e cittadini appartenenti alla campagna Ultima Generazione. Alla base del gesto, la disperazione che deriva dal susseguirsi di statistiche e dati sempre più allarmanti sul collasso eco-climatico, ormai già iniziato, e il disinteresse del mondo politico di fronte a quello che si prospetta come il più grande genocidio della storia dell’umanità.

L’azione a Palazzo Madama

«Ho scelto e continuerò a scegliere di compiere azioni di disobbedienza civile nonviolenta – ha dichiarato Laura – perché sono disperata. Ovunque guardi vedo dissociazione, negazione, alienazione rispetto alla crisi climatica. Realizzare l’inaccettabile richiede più dolore di quanto siamo disposti a viverne, ma è anche l’unica consapevolezza che può spingerci ancora a cambiare le cose e salvarci dal collasso. La narrativa tanto in voga secondo la quale ognuno di noi può individualmente contribuire a limitare i danni del riscaldamento globale, salvando il pianeta, è senz’altro positiva ma fortemente irrealistica. Sono i governi e le istituzioni ad avere il potere decisionale per avviare una transizione energetica effettiva, per modificare e regolare le produzioni di energia e di beni e il sistema dei trasporti, per arginare concretamente le cause della crisi climatica.

Azione individuale non basta

L’azione individuale non basta. Non possiamo illuderci che fare la raccolta differenziata e partecipare a cortei organizzati sia sufficiente. È, di conseguenza, proprio al governo e alle istituzioni che rivolgiamo la nostra rabbia di protesta. La perseveranza all’inazione climatica è ormai da riconoscere come volontà delle élite politiche ed economiche di scegliere deliberatamente di condannare buona parte della popolazione globale a siccità, carestie, guerre e morte. Dobbiamo riconoscere le loro responsabilità e le loro colpe. Se vogliamo avere una possibilità dobbiamo unirci in azioni dirette, ribellandoci al destino che il potere di pochi ha disegnato per noi».