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Sesto caso di vaiolo delle scimmie nella Capitale

Sesto caso di vaiolo delle scimmie segnalato nella Capitale. Quattro attualmente i ricoveri. La nota dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. «Ho avuto notizia di un sesto caso di vaiolo da scimmie preso in carico dall’Istituto Spallanzani con un link di ritorno dalle Canarie. Attualmente sono quattro i ricoverati tutti in buone condizioni cliniche. Uno è seguito a domicilio. L’altro è il caso toscano. Prosegue l’indagine epidemiologica. Nessun allarme, ma il sistema di sorveglianza infettivologica è in stato di massima attenzione».

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Alert per il vaiolo delle scimmie, per i medici di famiglia Fimmg del Lazio

Alert per il vaiolo delle scimmie, inviato a tutti i medici di famiglia Fimmg della Regione Lazio. Questo a seguito del riscontro di 3 casi nella capitale, infezione riscontrata inizialmente in un giovane adulto, di ritorno da un soggiorno alle isole Canarie.

Alert con scheda che spiega le caratteristiche principali della malattia

Una scheda, quella inviata, con le caratteristiche principali e delle foto raffiguranti le tipiche eruzioni cutanee, con esplicitate le modalità di contagio, sintomi e prevenzione. Il vaiolo delle scimmie è una patologia che decorre in 1-2 settimane con caratteristiche simili a quelle della varicella ed è importante fare una diagnosi differenziale. Sufficientemente protetti i vaccinati per vaiolo. Fino al 1981 il vaccino era obbligatorio, perciò ricadono in una fascia di attenzione gli adulti dai quaranta anni in giù.

Contagio della malattia da contatto

Questa malattia si contagia per contatto con le pustole infette, talvolta passa da uomo a uomo, e quasi sempre da animale a uomo, ma la presenza di casi senza link epidemiologi con l’Africainduce a pensare che oltre a possibili eventi di massa sorgenti di contagio, sia anche aumentata la velocità di contagio interumana, prestando molta attenzione che non si sia verificato il cosiddetto salto di specie, di qui l’alert su eventuali ulteriori casi.

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Salute mentale sempre più a rischio

Salute mentale sempre più a rischio con Covid, seguito dalla guerra e ora dal vaiolo delle scimmie. La pandemia ha generato uno stato di incertezza a tutti i livelli. A livello sanitario e medico, ovviamente perché ha portato una grande fetta della popolazione mondiale nelle terapie intensive, con conseguenze nefaste per il proprio organismo. A livello economico perché il lockdown ha generato una diminuzione di posti di lavoro considerevole ed ha messo in ginocchio tantissime famiglie, non solo italiane, ma di tutto il mondo. Il gap tra ricchi e poveri é diventato ancora più grande.

Salute mentale messa in crisi anche dalla riduzione dei contatti sociali

A livello sociale perché ha ridotto al minimo per mesi i contatti sociali, gli abbracci, le strette di mano e le visite a parenti ed amici. Tantissimi si sono ritrovati in un isolamento forzato, protratto per troppo tempo, che ha fatto dimenticare il piacere del socializzare. «Oltre all’incertezza finora subita, secondo uno studio della Washington University di Saint Louis, il 60 % dei pazienti che ha contratto il Covid, ha la possibilità di sviluppare attacchi di ansia, disturbi del sonno e depressione. Tutto ciò anche a distanza di un anno dalla malattia.

Auspicabile sfidare la paura

Malgrado ciò, sarebbe comunque auspicabile provare a sfidare la paura e apprendere a convivere con l’incertezza. Lo stesso Bonus Psicologo, che sarà a breve operativo, va in tale direzione», spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”. A tutto ciò si é aggiunto il vaiolo delle scimmie, la nuova malattia infettiva che fa paura al mondo. Inoltre, la guerra in Ucraina, ha stimolato ancora di più la sensazione di incertezza. Si é verificato un rincaro generalizzato dei prezzi, misto alla sensazione di una possibile terza guerra mondiale. Quest’atmosfera di precarietà generale, non ha fatto altro che incrementare notevolmente le malattie mentali nella gente, colpendo sempre di più la mente di tanti cittadini.

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Altri due casi di vaiolo delle scimmie a Roma

Altri due casi confermati di vaiolo delle scimmie. La notizia arriva, tramite l’Assessore alla Sanità della regione Lazio Alessio D’Amato, dall’Istituto Spallanzani. Così l’Assessore D’Amato nella nota diffusa pubblicamente: «Ho appena ricevuto notizia dal SERESMI (Servizio regionale per la sorveglianza delle malattie infettive) che anche gli altri due casi sospetti correlati con il caso zero italiano, sono stati confermati, pertanto salgono a 3 i casi di vaiolo da scimmie tutti presi in carico dall’Istituto Spallanzani. Ho aggiornato il Ministro Speranza sull’evoluzione della situazione».

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Vaiolo delle scimmie, dopo la peste suina

Vaiolo delle scimmie, che colpisce gli esseri umani, dopo la peste suina. Un giovane è ricoverato all’Istituto Spallanzani di Roma. Il paziente era rientrato dalle Canarie ed è in corso il tracciamento dei contatti. L’istituto ha spiegato che si tratta di un giovane adulto giunto al Pronto soccorso dell’Umberto I”.

Vaiolo delle scimmie subito identificato allo Spallanzani

«Il quadro clinico è risultato caratteristico e il ‘Monkeypox virus’ è stato rapidamente identificato con tecniche molecolari e di sequenziamento genico dai campioni delle lesioni cutanee. La persona è in isolamento in discrete condizioni generali. Sono in corso le indagine epidemiologiche e il tracciamento dei contatti», fanno sapere dallo Spallanzani. Così l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. «È stata avviata l’indagine epidemiologica sul primo caso di vaiolo da scimmie in Italia. Sono stati messi a disposizione i nostri migliori professionisti, i cosiddetti cacciatori di virus, che stanno ricostruendo tutto l’albero dei contatti.

Isolati i primi contatti stretti del malato

Sono già stati isolati i primi contatti stretti con precise indicazioni e prescrizioni. Non sarà fornita a nessuno alcuna indicazione né di luoghi né nominativa, nel massimo rispetto della privacy, al fine di favorire la massima collaborazione. L’Istituto Spallanzani su questo ha una grandissima esperienza e avrà a disposizione la collaborazione di tutte le nostre aziende sanitarie locali».