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Cronaca

Roma: maestra dell’asilo nido di Montesacro maltratta i bambini: sospesa

Insulti, spintoni e vere e proprie aggressioni fisiche ai suoi piccoli alunni. Una maestra di un asilo nido di Montesacro, sospesa per

sei mesi dal proprio lavoro. A notificargli la misura interdittiva i carabinieri della stazione Nuovo Salario.
Gli investigatori, al termine di una mirata attività d’indagine, condotta anche mediante ausili tecnici, unitamente ai militari del nucleo operativo della compagnia di Montesacro, nell’ambito di un procedimento penale della la procura della Repubblica di Roma, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico della educatrice, in ordine ad aggressioni verbali e strattonamenti fisici tali da infliggere a bambini minori di tre anni, punizioni incompatibili con i doveri di cura e vigilanza a lei demandati.

SOSPESA DAL SERVIZIO PER SEI MESI

Concluse le indagini i carabinieri hanno notificato l’ordinanza che dispone la misura interdittiva della sospensione dal servizio per 6 mesi, a carico della maestra dell’asilo nido romano, privato, convenzionato, emessa dal gip del tribunale di Roma su richiesta della locale procura della Repubblica, perché gravemente indiziata del reato di maltrattamenti.

Enzo Ferreri

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Cronaca

Vigili soccorrono 55enne a Roma, morta in ospedale

Nella serata di ieri, alcune pattuglie dell’unità Spe (Sicurezza Pubblica Emergenziale) della Polizia Locale di Roma Capitale sono intervenute poco dopo le 22 in Viale del Muro Torto, dove una persona era riversa in terra, sul marciapiede.
La donna, un’italiana di 55 anni, è stata trovata e soccorsa dagli agenti sotto il ponte, dal quale si ipotizza possa essersi gettata, che attraversa Viale del Muro Torto e collega i due lati di Villa Borghese, all’altezza

di Piazzale dei Martiri.

LA DONNA E’ DECEDUTA IN OSPEDALE

Trasportata all’Ospedale San Giovanni, la donna è poi deceduta

nelle ore successive.
Dai primi accertamenti effettuati dai caschi bianchi, è emerso che i familiari della 55enne ne avevano denunciato la scomparsa una settimana fa. Acquisite le immagini di video sorveglianza da parte

del personale della Polizia Locale, che sta procedendo con le ulteriori indagini del caso per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.

Enzo Ferreri

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Ambiente Cronaca NEWS

Cesano e Casal Selce, i biodigestori della discordia

Le polemiche relative alla politica di gestione di rifiuti intrapresa dal sindaco Gualtieri non accennano a diminuire, al contrario sembra che i progetti continuino ad incontrare blocchi che ne rallentano, o addirittura ne compromettono, la messa in opera. Particolarmente rilevanti le preoccupazioni espresse dai cittadini delle località identificate per la costruzione di due dei biodigestori che completerebbero il piano orientato al raggiungimento dell’autonomia della Capitale nella gestione dei rifiuti urbani: Cesano e Casal Selce, di fatto, hanno accolto la notizia con forti proteste e pubbliche manifestazioni di dissenso.

La gara per la realizzazione dei due impianti è stata pubblicata da Invitalia già nelle prime settimane di marzo. I bandi, dal valore di cento milioni di euro l’uno, disciplinano le modalità di progettazione, realizzazione e gestione degli impianti per 12 mesi e datano il termine ultimo per il completamento delle opere al 1 giugno 2026.
L’obiettivo di liberare Roma dal flagello dell’immondizia sembra non incontrare le esigenze degli abitanti delle realtà territoriali menzionate, già interessate da criticità ambientali non trascurabili. Le resistenze trovano sostegno nelle note delle opposizioni, contrarie già dai primordi della decisione: “Nonostante le continue manifestazioni di protesta dei cittadini, Gualtieri pubblica il bando per la realizzazione dell’impianto. Scelta folle e sconsiderata che danneggia gravemente il patrimonio ambientale e archeologico della zona, un’opera che avrà gravi ripercussioni anche sul traffico dell’intera area nord di Roma. Noi siamo i primi a sostenere che la città di Roma abbia bisogno di impianti per chiudere il ciclo di rifiuti ma la zona in cui si vuole realizzare il biodigestore a Cesano vede gravare su di essa già strutture importanti come il Centro Ricerche Enea Casaccia, gli impianti di Radio Vaticana e il depuratore Co.bis per lo smaltimento delle acque reflue. Opere che mettono già in serio pericolo l’inquinamento ambientale”, scrivevano in una nota il consigliere di Forza Italia del municipio XV, e gli esponenti FI Stefano Peschiaroli, Simone Leoni, Francesco Innocenzi, Valerio Pane in riferimento alla località di Cesano. L’apprensione legata al rischio di compromettere la dimensione ambientale e paesaggistica ha portato, già ad inizio marzo, l’associazione Pro territorio e cittadini a presentare un ricorso al Tar del Lazio contro l’ordinanza relativa alla realizzazione del biodigestore promulgata dal commissario governativo per il Giubileo Roberto Gualtieri.

Le agitazioni non si fermano a Cesano, le contestazioni ed il dissenso infiammano anche le vie di Casal Selce: risale ad inizio aprile la protesta dei comitati cittadini che ha accompagnato il sopralluogo AMA e della ditta interessata a seguire i lavori sul territorio individuato per erigere il biodigestore. Impianto che sembrerebbe aver subito un’ulteriore battuta di arresto firmata dalla giunta Rocca nel raggiungimento di un accordo con la Regione Lazio per il passaggio di proprietà del terreno. La delibera per l’intesa tra gli enti era stata firmata da Zingaretti nel 2019, ma attualmente non trova conferma. “Vogliamo ringraziare la giunta per aver chiarito la posizione della Regione riguardo alla costruzione del biodigestore e ribadire la nostra solidarietà agli abitanti e non agevolare il Comune di Roma nel promuovere politiche sui rifiuti che insistano su territori già in difficoltà“, queste le parole dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Flavio Cera e Chiara Iannarelli e della coordinatrice del Municipio XIII di FdI Eleonora Nalli in riferimento all’azione regionale.

Veronica Brunetti

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Cronaca

Sgominato giro di droga al Tufello e a Fidene: 5 arresti

Spaccio a Roma, sgominato giro di droga nelle zone del Tufello e di Fidene. La Polizia, a seguito di un’indagine partita già nel 2021, ha arrestato in queste ore cinque persone.
Scacco al giro di spaccio nelle piazze di Fidene e del Tufello. Ancora blitz contro il business della droga a Roma: il personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Roma unitamente ai militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha eseguito alcune perquisizioni ed un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti italiani ed uno albanese. Soggetti a cui, a vario titolo, sono contestati i reati di traffico di sostanze stupefacenti ed auto riciclaggio.

MAXI SEQUESTRO DI DROGA

L’attività delle forze dell’ordine in realtà parte da lontano e in particolare da un ingente sequestro di hashish e cocaina (circa 80 kg) effettuato nel marzo del 2021. In seguito, nell’ambito di una più

ampia indagine conclusasi nel dicembre 2022, erano stato eseguito

un provvedimento restrittivo nei confronti di 5 persone, tra cui un personaggio legato alla ‘ndrangheta.
Nel corso delle indagini, condotte attraverso intercettazioni sia telefoniche che ambientali, sono stati individuati ed arrestati alcuni spacciatori che si occupavano del coordinamento delle piazze e sanzionati degli assuntori. Parallelamente sono stati sequestrati in più riprese ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti tra hashish, cocaina e marijuana per oltre 60 kg. Non solo: gli agenti hanno recuperato

anche varie armi da sparo e munizionamento, oltre a cospicue somme di denaro per circa 250.000 euro contante nella disponibilità degli indagati.

Enzo Ferreri

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Cronaca

Roma. Spacciava droga con il maiale al guinzaglio

Spacciava con un maiale al guinzaglio. Succede a Roma, nella zona di Torrevecchia, dove è finito nei guai un uomo di 52 anni.

I carabinieri lo avevano notato mentre camminava in strada con l’anomalo animale a “spasso”. Dopo averlo fermato per un controllo lo hanno trovato in possesso di droga, sia cocaina che hashish, divisi in due involucri.

L’UOMO E’ STATO FERMATO MERCOLEDI’ POMERIGGIO A TORREVECCHIA

L’uomo è stato fermato per un controllo mercoledì pomeriggio dai carabinieri della stazione di Borgata Ottavia. Dalle verifiche estese

poi alla abitazione i militari dell’Arma hanno trovato un bilancino di precisione, sporco di stupefacente, sostanza utilizzata per il taglio della cocaina e dai messaggi in chat trovati sul cellulare sarebbero emersi inviti a potenziali acquirenti pubblicizzando un prezzo scontato.

Alla luce degli elementi acquisiti dai carabinieri ieri mattina il giudice monocratico ha convalidato l’arresto disponendo gli arresti domiciliari.

Enzo Ferreri

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Cronaca

Ampio servizio di controllo straordinario nella zona Termini dei Carabinieri

Ampio servizio di controllo straordinario nella zona Termini e aree limitrofe dei Carabinieri della Compagnia di Roma Piazza Dante, con il supporto dei militari di altre compagnie del Gruppo Roma, del Nucleo Cinofili e del N.A.S, mirato al contrasto di ogni forma di illegalità e degrado. Ad esito delle attività una persona è stata denunciata a piede libero e due sanzionate in via amministrativa. Identificate, in totale, 95 persone ed eseguito verifiche su 38 veicoli.

Nel corso dell’ampio servizio

Nel corso dei controlli, i Carabinieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica un 40enne di nazionalità filippina, con precedenti, gravemente indiziato del reato di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo essere stato trovato in possesso di alcune dosi di sostanza stupefacente “shaboo”e di un bilancino di precisione utilizzato per la preparazione delle dosi. Durante i controlli alle attività commerciali, i Carabinieri del N.A.S. hanno contestato al gestore di un bar l’omessa esposizione dell’elenco degli allergeni dei prodotti alimentari, la carenza delle norme igienico sanitarie e i mancati adempimenti delle procedure di autocontrollo haccp, elevando una sanzione amministrativa da oltre 6334 euro.

Gestore sanzionato

In via Carlo Felice, un altro gestore di un’attività commerciale è stato sanzionato dai Carabinieri con una multa da 2000 euro per i mancati adempimenti delle procedure di autocontrollo haccp.

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Cronaca

Polizze di pegno per oltre 450.000 euro sequestrate dalla Polizia

Polizze di pegno del valore complessivo di oltre 450.000 euro sequestrate dagli agenti della Polizia della Divisione Anticrimine della Questura di Roma. Sono riconducibili a tre esponenti di un’organizzazione criminale a base parentale, di etnia rom, stanziale in questo Capoluogo e dedita a delitti contro la fede pubblica ed il patrimonio, quali furti e rapine in abitazioni, in diverse località del territorio nazionale, truffe ai danni di anziani, anche tramite piattaforme di annunci online, riciclaggio di veicoli di lusso ed altre attività delittuose.

Polizze presso un Banco Pegni romano

Le polizze rintracciate presso un Banco Pegni della Capitale risultavano stipulate su 19 orologi Rolex, 9 dei quali modello Daytona, di cui 7 in oro, 1 acciaio e oro e 1 acciaio, nonché su diversi gioielli. Nei confronti dei predetti, nello scorso mese di marzo era stato eseguito un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Roma – Sezione delle Misure di Prevenzione, su proposta formulata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Roma e dal Questore di Roma, nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Gialla e Nera”.

Sequestro per 1,8 milioni di euro

Nell’occasione erano sequestrati, in collaborazione con la Guardia di Finanza, beni e assetti societari, per un valore complessivo di 1,8 milioni di euro, tra cui immobili, società e autovetture di lusso poiché di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, ovvero frutto di attività illecite o che ne costituiscono il reimpiego. Le indagini patrimoniali svolte, che abbracciavano l’arco temporale di oltre un ventennio, avevano evidenziato come i tre proposti, a fronte di un’assoluta sproporzione tra la complessiva situazione reddituale “dichiarata” e il patrimonio direttamente o indirettamente loro riconducibile, avessero effettuato importanti investimenti mobiliari, immobiliari e avessero acquisito partecipazioni societarie, il tutto finanziato attraverso i profitti illecitamente conseguiti.

Questura di Roma – Ufficio Stampa e Relazione Esterne

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Cronaca NEWS

Uffici anagrafe Roma, servizi digitali ancora in tilt

Persiste lo stato di malfunzionamento che ha colpito i servizi digitali del Comune di Roma, dal 22 gennaio scorso la funzionalità delle prestazioni telematiche erogate dagli uffici dell’anagrafe capitolina risultano di fatto compromessi. La situazione ha visto aumentare la propria portata emergenziale raggiungendo l’apice il 25 marzo scorso, con un blocco completo durato quattro giorni: le maggiori criticità hanno investito le pratiche per i cambi di residenza, complesso inoltre ottenere la concessione di certificati di morte e di nascita.

Le indagini condotte per verificare le origini del disservizio hanno portato i tecnici ad identificare nel database del Comune la causa principale del blocco, poiché inefficace nella ricerca di risposte alle richieste formulate dai dipendenti.
Le lamentele degli utenti rispecchiano le difficoltà quotidiane che caratterizzano l’operato dei dipendenti pubblici: già note, di fatto, le tortuosità che accompagnano l’iter legato alle richieste ed al rilascio delle carte di identità elettroniche. I lavoratori per garantire quantomeno i servizi essenziali hanno dovuto impugnare la biro e stilare certificati a mano, la denuncia del comparto si affianca al dissenso dell’opposizione, strettamente connesso inoltre al rischio che le impossibilità nel gestire i cambi di residenza inficino sulla revisione delle liste elettorali per le elezioni europee, da compiersi teoricamente entro il prossimo 20 aprile.

L’emergenza in cui verte ora il sistema descrive puntualmente la necessità di una digitalizzazione che sia al passo con le esigenze di residenti ed amministrazione. L’immagine legata al collaboratore pubblico sommerso dalle carte, dal volto scavato dallo stress, sembra ora tradursi nella fotografia di un dipendente incessantemente impegnato nel caricamento di pagine online bloccate o fuori uso.
In risposta all’esigenza di una pronta risoluzione, l’assessore al Personale del Campidoglio Andrea Catarci ha annunciato la migrazione della piattaforma su un altro software prevista per il prossimo fine settimana, assicurando che “da lunedì ci è stata comunicata la completa ripartenza”.

Blocco dei servizi anagrafici da venerdì 12 aprile

La soluzione del problema potrebbe finalmente essere alle porte: il Comune ha annunciato il fermo tecnico-operativo del sistema informatico a partire dalle ore 15 di oggi venerdì 12 aprile fino alle ore 8 del prossimo lunedì 15 aprile. La migrazione completa del database comporterà l’interruzione temporanea dei servizi di rilascio di certificazioni e carte di identità. Non avranno luogo open day nel fine settimana, invece, per l’erogazione di servizi indifferibili “quali le denunce di nascita, di morte e di matrimoni programmati presso la Sala Rossa del Campidoglio, il complesso Vignola Mattei e le singole Sale Municipali, sono state indicate le modalità operative di predisposizione degli atti”, come avvisa Roma Capitale sul sito.

Veronica Brunetti

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Cronaca

Roma, sequestrato e pestato per un debito di 100mila euro

Un sequestro di persona che risale a oltre 5 mesi fa, sul quale, in un’operazione congiunta, Polizia e Carabinieri sono riusciti a fare luce individuando il mandante e gli esecutori materiali. E proprio stamattina, giovedì 11 aprile, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Viminale e i carabinieri della Stazione di Torpignattara hanno eseguito un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, che dispone misure cautelari nei confronti di 3 uomini bengalesi: per uno di loro è stata prevista la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri 2 è stato applicato l’obbligo di presentazione alla P.G.

I TRE INDAGATI, TUTTI BENGALESI

I tre indagati, tutti bengalesi, avrebbero sequestrato un loro connazionale nel quartiere Torpignattara il 30 ottobre del 2022, per

un debito di 100mila euro. Rapimento denunciato il giorno stesso

dalla compagna della vittima presso il Commissariato Viminale.

E la denuncia aveva fatto scattare le indagini e il conseguente arresto di 3 cittadini bengalesi da parte della Squadra Mobile della Questura de L’Aquila.
Nel mese di novembre 2022, la vittima del sequestro si era presentata spontaneamente presso la Stazione dei carabinieri di Torpignattara,

per aggiungere ulteriori dettagli inerenti alle circostanze del rapimento. L’uomo dichiarava che, durante le fasi del sequestro, aveva ascoltato

le conversazioni telefoniche intercorse tra i sequestratori e un altro connazionale, ritenuto elemento di spicco della comunità bengalese romana; quest’ultimo avrebbe fornito le indicazioni sulle modalità logistiche e operative di conduzione del sequestro.
La vittima ha specificato agli inquirenti il movente del delitto:

un debito di circa 100.000 euro, da lui maturato sia per l’ottenimento del rilascio del permesso di soggiorno in favore di due suoi conoscenti, attraverso la mediazione di uno degli odierni indagati, sia per un prestito di denaro.
Le indagini, condotte congiuntamente dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Viminale, dai carabinieri della Stazione di Torpignattara e del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Casilina, coordinate dalla D.D.A. di Roma, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo arrestato, in ordine al ruolo che avrebbe lo stesso rivestito nella vicenda. Ma la vittima era già stata, in due diverse occasioni, sequestrata e trattenuta contro la sua volontà, per ottenere il pagamento del debito e dei relativi interessi usurari.

Enzo Ferreri

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Cronaca

Un 20enne si finge impiegato di banca: compiuto un raggiro da 10mila euro

Giovane truffatore si spaccia per impiegato di banca e raggira la vittima: il fatto a Valentano, in provincia di Viterbo.
Succede nella provincia di Viterbo, dove un giovane truffatore si è finto impiegato di banca. La sua vittima è stata una uomo di 35 anni, sempre residente nella zona della Tuscia. Con una chiamata cortese e paradossalmente molto forbita nei termini tecnici, il furfante avrebbe convinto la propria vittima di un problema in banca e versare una forte somma di denaro su un altro conto bancario: un modo per sottrarre all’incirca 10mila euro senza sporcarsi le mani.

E’ SUCCESSO A VALENTANO, IN PROVINCIA DI VITERBO

Il truffatore, per allarmare il 35enne, aveva fatto leva su un tentativo di frode nel conto dell’uomo. La soluzione proposta dal furfante però, seppur rassicurante, era un vero raggiro: effettuare un bonifico di tutti i soldi su un altro conto corrente.
Come racconterà l’uomo, ha effettuato l’operazione bancaria attraverso lo smartphone solo per un motivo: lo rassicurava il nome della famosa banca citata nella telefonata.
In questo modo ha destinato una somma di 10mila euro su quel conto, non sapendo poi più nulla dei soldi da quel momento in poi. Il truffatore infatti non ha dato più notizie sul destino della somma, mettendo anche in stato di “irraggiungibile” il telefono con il quale aveva chiamato.
Dopo alcune ore senza sapere il destino dei 10mila euro, la vittima ha deciso di denunciare la vicenda ai Carabinieri. I militari, con grande abilità investigativa, sono riusciti rapidamente a individuare l’identità del truffatore. Il furfante risulterà essere un ragazzo di vent’anni, residente peraltro nel Comune di Valentano.

Enzo Ferreri