Categorie
Cronaca

Tivoli. Si scontrano auto e monopattino, grave un 47enne

E’ grave in ospedale un uomo di 47 anni rimasto ferito in un

incidente stradale con un’auto mentre era alla guida di un monopattino. Lo scontro nel pomeriggio di venerdì a Tivoli, provincia di Roma. 

E’ SUCCESSO VENERDI’ 14 LUGLIO ALLE 18.30 IN LARGO SARAGAT

Il sinistro in largo Saragat, intorno alle 18:30 del 14 luglio. Qui il 47enne residente a Castel Madama, alla guida di un monopattino elettrico, si è scontrato con una Volkswagen Golf guidata da un uomo

di 48 anni, residente a Pisoniano.

Le cause del sinistro e la ricostruzione della dinamica sono in corso di accertamento da parte della polizia Locale di Tivoli, intervenuta sul posto per i rilievi. 

Grave il conducente del monopattino. Il 47enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli per le ferite gravissime riportate alla testa, in prognosi riservata. Sono in corso tutti gli accertamenti del caso. 

Categorie
Cronaca

Colosseo un altro sfregio, turista svizzera 17enne incide il suo nome

Un altro sfregio al Colosseo. Una turista svizzera di 17 anni è stata sorpresa da una guida turistica a incidere l’iniziale del suo nome

su un basamento dell’Anfiteatro Flavio.

Allertata la vigilanza del Parco Archeologico del Colosseo,

sono stati chiamati i carabinieri.

La ragazza 17enne, che è stata denunciata, era in vacanza con

la famiglia nella Capitale: ora dovrà rispondere di deturpamento

e deterioramento dei Beni culturali, divieto di imbrattare, disegnare, incidere o compromettere il patrimonio artistico, storico e monumentale della città.

E’ SUCCESSO IERI, INOTRONO ALLE 16

È successo nel pomeriggio di oggi, intorno alle ore 16, quando la minorenne è stata ripresa da una guida turistica mentre commetteva

il fatto. Neanche un mese fa, lo scorso 26 giugno, un turista aveva inciso con una chiave il nome della fidanzata su un muro del Colosseo.

Lo sfregio era stato ripreso da un video pubblicato successivamente su internet ed era diventato virale, con il caso che era finito anche sui giornali internazionali come il New York Times e il Guardian.

In tutto il mondo, quindi, tranne che forse in Svizzera. 

ORA RISCHIA IL CARCERE E FINO A 15MILA EURO DI MULTA

Ora rischia il carcere e fino a 15mila euro di multa perché denunciata per deturpamento e deterioramento di beni culturali dopo essere stata filmata mentre incideva la lettera iniziale del suo nome su un basamento del Colosseo.

Il reato di cui è accusata (art. 518 duodecies del codice penale) è anche punito con la reclusione da due a cinque anni.

Ad immortalare il gesto è stata una guida turistica italiana che ha allertato la vigilanza del parco archeologico del Colosseo, la quale

a sua volta ha chiamato i carabinieri. La minore, che è in vacanza con

la famiglia nella capitale, è stata denunciata dopo essere stata portata nella caserma del comando carabinieri di piazza Venezia e dovrà inoltre rispondere dell’accusa di violazione del regolamento di polizia urbana, che prevede il divieto di imbrattare, disegnare, incidere o compromettere il patrimonio artistico, storico e monumentale della città.

Categorie
Cronaca

Roma. Violenta la nipotina di 14 anni, nonno orco condannato

Ha molestato e violentato la nipote di soli 14 anni, palpandola e

facendo autoerotismo davanti a lei. Poi, per comprare il suo silenzio,

la ricopriva di regali e attenzioni, ma il 60enne non è riuscito a corromperla. 

L’UOMO E’ STATO CONDANNATO A SEI ANNI E MEZZO DI CARCERE

 E, così, l’uomo è stato condannato a sei anni e mezzo di carcere.

La terribile storia, secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera,

si svolge all’ombra di una tranquilla famiglia della Capitale. Vivevano tutti sotto lo stesso tetto.

L’orco la figlia, il genero e la ragazzina.

Il genero, per lavoro, stava fuori casa tutto il giorno e, forse, proprio per questo motivo, avevano deciso di accogliere il nonno nella loro casa. 

Aveva tutti i presupposti per essere una convivenza serena, come tante in Italia, ma il pensionato ha iniziato a circuire la nipote.

La spiava, la provocava, le parlava in maniera sempre più esplicita.

Ha iniziato a nutrire dei desideri morbosi per la sua preda, totalmente inconsapevole di quanto si stesse scatenando nella testa del nonno. 

CERCAVA DI COMPRARE IL SUO SILENZIO CON I REGALI

Poi l’aggressione sessuale. La giovane minaccia di raccontare tutto alla mamma, lui preoccupato arretra, ma non si dà per vinto. Comincia a fare tantissimi regali alla ragazzina: vestiti firmati e tanto altro. Cerca di comprare il suo silenzio, ma la vittima, sotto choc, non cede e trova il coraggio di raccontare tutto alla mamma.

La figlia dell’uomo, sconvolta, va a denunciare tutto alla Procura. La giovane viene ascoltata e riferisce tutto quello che è accaduto agli inquirenti. 

Accuse pesanti, che vengono considerate attendibili e il 60enne viene iscritto al registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale. Poi, al processo, cerca di difendersi e chiede perdono a sua nipote, ma i giudici lo condannano e, adesso, dovrà scontare 6 anni e 11 mesi di carcere, risarcendo una famiglia distrutta dal suo gesto. 

Categorie
Cronaca

Rissa e coltellata a Montalto di Castro, fermato un 23enne

Rissa sul lungomare di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo.

Preso il responsabile del ferimento del giovane finito in ospedale

con una coltellata al fianco.

Si tratta di un 23enne viterbese già noto alle forze dell’ordine.

I fatti risalgono alla notte tra venerdì e sabato scorsi, quando

5 giovani per futili motivi hanno dato vita ad una rissa all’interno di una discoteca sul litorale di Montalto.

DENUNCIATO PER LESIONI E ALLONTANATO DAL COMUNE PER TRE ANNI

Lite che è poi degenerata in strada quando il personale di sicurezza ha allontanato i ragazzi dal locale. Infatti, appena usciti, nelle mani del 23enne accusato, è comparso un coltello con il quale avrebbe ferito al fianco uno dei suoi avversari.
Il giovane ferito in maniera superficiale è stato trasportato all’ospedale di Civitavecchia, dove i medici gli hanno suturato il fianco.

Per il 23enne viterbese responsabile dell’aggressione, oggi su disposizione della procura di Civitavecchia è scattata la denuncia in libertà, per lesioni personali, in abbinamento ad un divieto di ritorno nel comune di Montalto per tre anni, emesso dal questore di Viterbo.

Categorie
Cronaca

Grave incidente sull’A24: atterra l’elisoccorso

Gravissimo incidente avvenuto la mattina di venerdì 14 luglio 2023. Dopo quelli degli ultimi giorni, oggi lo scontro si è verificato sulla A24 Roma-Teramo, dove si sono create anche lunghe code, in attesa dei soccorsi.

L’incidente è avvenuto tra lo svincolo Castel Madama e lo svincolo Tivoli in direzione di Roma. L’autostrada è stata chiusa in entrambe le direzioni.

DUE LE PERSONE RIMASTE FERITE, DI CUI UNA GRAVEMENTE

Sarebbero due le persone rimaste ferite, di cui una gravemente.

Si è reso necessario l’intervento dell’elisoccorso. 

Il velivolo è atterrato vicino alla careggiata dove è avvenuto l’impatto.

Il traffico è rimasto bloccato, con lunghe code(chi era sul posto parla di 10 chilometri) e disagi per gli automobilisti, chiusi in auto nel caldo afoso che sta attanagliando la capitale. Alcuni hanno anche contattato il 112, per segnalare il problema e chiedere assistenza. Alle 13 circa Luceverde ha informato di aver riaperto il tratto che era stato chiuso. 

Categorie
Cronaca

Due furti in 24 ore ad opera della “banda della spaccata”

Sono in grado di sparire dal luogo del crimine a bordo di auto veloci in pochi minuti. Dei veri e propri fantasmi notturni.

A farne le spese il locale preso di mira, banche, bar, supermercati,

con i titolari che oltre a dover fare i conti con i soldi e la merce rubata sono costretti a mettere mano al portafogli per riparare la vetrata e la serranda demolita dalla cosiddetta banda della spaccata.

DUE FURTI A TIVOLI E GUIDONIA

Nel mirino dei criminali il quadrante nord est della città, Tivoli e Guidonia, dove nel volgere di 24 ore il commando ha messo a segno due colpi, il primo al Burger King della Città dell’Aria e il secondo in un bar della via Tiburtina. 

L’ultima spaccata è avvenuta la notte di giovedì. Nel mirino del commando criminale il bar Terme-Caffè di via Nazionale Tiburtina, a Tivoli Terme. Come in un copione già rodato i ladri sono arrivati sul posto con due vetture. Divelta la serranda dell’esercizio commerciale hanno lanciato un’auto a tutta velocità contro la vetrata laterale.

Aperto un varco sono entrati nel negozio e hanno rubato i soldi contenuti nelle cassette di sicurezza, circa 3mila euro. Poi la fuga, a bordo di una Alfa Giulietta. Un’azione rapida, con i ladri spariti prima dell’arrivo delle volanti della polizia.

I LADRI PER IL MOMENTO CONTINUANO ED ESSERE IMPRENDIBILI

Proprio l’auto sportiva italiana era stata avvistata 24 ore prima, a pochi chilometri di distanza. Anche in quel caso le immagini di sorveglianza del fast food ‘demolito’ inquadrarono un gruppo di almeno 5 persone. Vestite di nero, guanti e volti nascosti, per spaccare la vetrata del Burger King la banda aveva utilizzato una Fiat Panda, trovata sul posto dalla polizia. Un magro bottino in quel caso, con i predoni notturni scappati con poco più di 300 euro. 

Su entrambe le spaccate indagano gli agenti del commissariato di polizia di Tivoli. Acquisite le immagini di videosorveglianza delle zona battute dalla banda della Giulietta, i ladri per il momento continuano a essere imprendibili. 

Categorie
Cronaca

Muore annegato in mare a Ostia davanti agli amici

Ancora una tragedia sulle spiagge del litorale romano.

Un uomo è morto annegato a Ostia mentre stava nuotando in mare all’altezza del Canale dei Pescatori.

Nonostante il divieto di balneazione e il mare molto agitato, l’uomo – che era in compagnia di alcuni amici – non ha esitato ad entrare in acqua. In quel tratto la spiaggia è libera.

INUTILI I SOCCORSI. SALVATE ALTRE DUE PERSONE

La vittima si sarebbe trovata improvvisamente in difficoltà non riuscendo più a rientrare a riva; immediato è scattato l’allarme ma nonostante i soccorsi per l’uomo non c’è stato nulla da fare. La vittima  aveva 67 anni. Si tratta di un cittadino polacco residente sul territorio ma senza fisso dimora. Sul posto sono presenti gli agenti della Polizia di Stato unitamente al personale della Capitaneria di Porto di Ostia. In fase di accertamento le cause del decesso, probabile un malore. Due persone invece sono state salvate dai bagnini.

Categorie
Cronaca

Almanacco. 14 luglio 1948: A Roma, uno studente universitario spara 4 colpi di pistola a Palmiro Togliatti

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un fatto di cronaca avvenuto

il 14 luglio 1948: Antonio Pallante, studente universitario, spara 4 colpi di pistola a Palmiro Togliatti, di cui 3 lo colpiscono.
La mattina del 14 luglio, Pallante si mise ad aspettare Togliatti in

via della Missione, dove si trova un’uscita secondaria di Montecitorio, quella che Togliatti era solito utilizzare.

Alle 11.45 Togliatti uscì dal palazzo insieme a Nilde Iotti, deputata e sua compagna. Iotti raccontò in seguito che Pallante sparò quattro colpi: dopo i primi tre Togliatti cadde a terra, e il quarto fu sparato quando già era disteso.

Solo tre proiettili comunque lo colpirono: uno lo prese alla nuca, ma non gli sfondò la calotta cranica perché i proiettili non erano di buona qualità.

TOGLIATTI FU PORTATO D’URGENZA AL POLICLINICO DI ROMA DOVE FU OPERATO D’URGENZA

Togliatti fu portato di urgenza al Policlinico di Roma, dove fu operato dal chirurgo Pietro Valdoni.
L’attentato a Togliatti causa gravi disordini, che secondo i giornali dell’epoca sfiorano la guerra civile.
Poche ore dopo il ferimento infatti si verificheranno incidenti in diverse località fra le quali Roma, La Spezia, Abbadia San Salvatore.
Si registreranno morti a Napoli, Genova, Livorno, Taranto.

IL GOVERNO METTE IN CAMPO L’ESERCITO

Gli operai della Fiat di Torino sequestrano nel suo ufficio l’amministratore delegato Vittorio Valletta. Buona parte dei telefoni pubblici smette di funzionare, si blocca pressoché completamente la circolazione ferroviaria. Il governo mette in campo l’esercito. Ricompaiono le armi.

Figlio di un appuntato della Forestale di stanza a Randazzo,

Pallante all’epoca dei fatti era uno studente di giurisprudenza. Politicamente attratto dalle idee liberali (fu presidente del blocco liberale qualunquista di Randazzo, un formazione fuoriuscita dal

Fronte dell’Uomo Qualunque), considerava particolarmente pericolosa per il paese la politica del Partito Comunista Italiano, di cui all’epoca Togliatti era segretario.

PALLANTE FU PROCESSATO E CONDANNATO NEL LUGLIO 1949

Fu processato e condannato nel luglio del 1949 a tredici anni e otto mesi di reclusione, ma il 31 ottobre 1953, in appello, la pena è ridotta a dieci anni e otto mesi; il resto della pena gli viene condonato per effetto dell’amnistia e alla fine del 1953 uscirà dal carcere dopo cinque anni. Scontata la pena, trovò impiego, come il padre, alla Forestale.

Categorie
Cronaca

Ragazzo disabile francese ritrovato a Cinecittà dalla Polizia

Ragazzo disabile francese ritrovato dalla Polizia. I genitori del disabile, un giovane di 28 anni, appena arrivati a Ciampino dalla Francia, hanno dato l’allarme agli agenti della Polizia dell’aeroporto, perché il giovane si era allontanato repentinamente dal proprio nucleo familiare, verosimilmente spaesato ed intimorito dal viaggio in aereo.

Ricerche del ragazzo immediate

Immediatamente i poliziotti si sono adoperati per le ricerche del ragazzo e, acquisite le immagini della videosorveglianza, hanno visto che il giovane si era allontanato dall’aeroporto salendo a bordo del primo autobus che era passato in quel momento. Il conducente del mezzo è stato subito rintracciato telefonicamente ed allertato di quanto accaduto. Subito dopo aver capito cosa fosse accaduto, gli agenti della Polaria si sono immediatamente portati al capolinea della linea 520, in zona Cinecittà, ove il giovane, disorientato e spaventato, è stato individuato, tranquillizzato e quindi ricondotto alle amorevoli cure della famiglia.

Categorie
Cronaca

Armi soft air modificate: tre arresti ad Ardea

Armi soft air modificate: tre arresti dei Carabinieri ad Ardea per “porto e detenzione di arma comune da sparo, ricettazione di arma di provenienza furtiva, detenzione di munizionamento”.

Armi modificate scoperte ad Ardea

Durante le perquisizioni, eseguite nel corso delle fasi esecutive dell’ordinanza, presso l’abitazione di uno degli arrestati, ad Ardea, alle porte di Roma, i Carabinieri hanno scoperto un locale adibito a officina laboratorio, munito di specifica attrezzatura tecnica per ricaricare le munizioni e modificare le armi del tipo “soft air”, alterandole in modo tale da renderle in grado di sparare proiettili veri.

Indagini della Compagnia Montesacro

Le indagini che hanno portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sono state eseguite dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma- Montesacro. Nascono da un controllo, effettuato nel quartiere popolare romano di San Basilio da una pattuglia dell’Arma, impegnata nel quotidiano controllo del territorio, di un’auto con a bordo alcuni soggetti sospetti che una volta perquisiti sono stati trovati in possesso di abbigliamento necessario al travisamento, tali da ipotizzare che fossero in procinto di commettere un grave reato.

Arresto in flagranza

Le conseguenti investigazioni, effettuate con le tradizionali tecniche d’indagine quali i servizi di osservazione, pedinamento e controllo, hanno confermato l’intuito degli operanti e allo stesso tempo hanno condotto all’individuazione di un uomo italiano ed incensurato, poi arrestato in flagranza, gravemente indiziato di trasportare per conto di uno degli indagati, da Ardea a Roma, due pistole di provenienza furtiva e munizionamento, raccogliendo inoltre elementi indiziari circa il coinvolgimento, a vario titolo, nella custodia e detenzione delle predette armi di altri 4 indagati (di cui 3 colpiti dall’odierna ordinanza).

Oltre alle armi, ritrovate anche munizioni e polvere pirica

Come già annunciato, nel corso delle perquisizioni, eseguite in concomitanza con l’esecuzione dell’ordinanza che dispone le misure cautelari, presso l’abitazione di uno degli arrestati è stato scoperto un locale adibito a laboratorio munito di attrezzatura tecnica per la modifica delle armi ove era custodito un vero e proprio arsenale, rinvenuto all’interno di un vano segreto ricavato nel muro, costituito da: 1 kg circa di polvere pirica; 16 armi tipo “soft air” alterate in grado di utilizzare munizionamento convenzionale; 2 pistole artigianali; 13 silenziatori artigianali; parti di armi alterate; munizionamento vario; attrezzatura tecnica per ricarica munizioni. Le armi sono state sequestrate e sono in corso accertamenti tecnici finalizzati a verificare l’eventuale loro utilizzo in fatti di sangue che nell’ultimo periodo hanno interessato la Capitale.