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Almanacco. 25 marzo 1957: vengono firmati in Campidoglio i Trattati di Roma

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 25 marzo 1957:

vengono firmati in Campidoglio cosiddetti TRATTATI DI ROMA

che istituiscono la Comunità Economica Europea (CEE)
e la Comunità Europea per l’Energia Atomica, tali trattati segnano

la nascita dell’Europa dei Sei: Italia, Francia,Germania Ovest,

Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, primo nucleo della futura Unione Europea.
I trattati vengono firmati nel salone degli Orazi e Curiazi del

palazzo dei Conservatori.

Prima della riunione, le autorità italiane e tutte le delegazioni

straniere presenti a Roma rendono un tributo alla memoria di

Alcide De Gasperi, presenziando all’inaugurazione della

Tomba Monumentale, opera di Giacomo Manzù, nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura.

A ROMA SI RIUNISCONO IN CAMPIDOGLIO LE COMMISSIONI DELLE COMUNITA’ EUROPEE

A Roma, si riuniscono in Campidoglio le commissioni delle

Comunità europee per celebrare il primo anniversario della firma dei Trattati istitutivi.
I trattati sull’Unione europea sono un insieme di trattati

internazionali tra gli stati membri dell’Unione europea, che pongono le basi dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea.

Essi istituiscono le varie istituzioni dell’Unione, le loro procedure

e gli obiettivi dell’Unione.

Ogni volta che un nuovo stato entra nell’UE, determinando quindi

un allargamento dell’Unione europea è necessario un nuovo trattato

di ingresso che modifichi la lista dei firmatari del trattato fondativo.

Il Trattato che istituisce la Comunità economica europea , costituiscono congiuntamente la base legale dell’UE.

Essi sono pertanto conosciuti come “trattati fondativi” o “trattati istitutivi”; questi due trattati sono stati modificati diverse volte

a partire dalla loro approvazione, per mezzo di “trattati emendativi”.

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Almanacco. 24 marzo 1944: Eccidio delle Fosse Ardeatine

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una brutta pagina di storia:

Il 24 marzo 1944: ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE.
Uno dei più vili massacri compiuti contro cittadini inermi e simbolo dell’immane ferocia dell’occupazione nazista durante la

Seconda guerra mondiale.
Tutto si svolse in poco più di ventiquattrore.

In risposta all’attentato di via Rasella, compiuto dai partigiani del GAP (Gruppi d’Azione Patriottica delle brigate Garibaldi), il comando supremo tedesco decise di porre in atto una dura rappresaglia,

stabilendo che venissero condannati a morte 10 prigionieri italiani

per ognuno dei 32 soldati tedeschi uccisi.

Le operazioni di completamento della lista furono condotte tra la notte

e la mattina del giorno seguente.

ALLA FINE VENNERO SELEZIONATI 335 PRIGIONIERI

Alla fine vennero selezionati 335 prigionieri (tra loro diversi ufficiali dell’esercito e dei carabinieri, cittadini di religione ebraica e

persone accusate di sostenere la lotta partigiana), quindici in più

rispetto al numero iniziale: dieci per via della morte di un altro

militare tedesco, inizialmente ferito, e cinque conteggiati per un errore di calcolo.

Come luogo dell’esecuzione vennero scelte le cave di pozzolana

sulla via Ardeatina, nella periferia meridionale di Roma.
Qui, nel pomeriggio del 24 marzo, si compì l’orrendo massacro,

cui prese parte anche il capitano delle SS Erich Priebke,

condannato all’ergastolo nel 1998 dalla giustizia italiana.

La pena ai domiciliari e la successiva tumulazione dopo la morte

di Priebke suscitarono numerose polemiche, facendo propendere

le autorità italiane per un luogo di sepoltura segreto.
In occasione del quinto anniversario della strage venne inaugurato

un mausoleo intitolato ai martiri delle Fosse Ardeatine.

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ArtMedia Cinema e Scuola il 27 marzo all’Eden

ArtMedia Cinema e Scuola – Immagini personaggi storie. Percorsi di cinema per studenti, torna dopo il successo delle ultime edizioni. Tra il 27, 29 e 30 marzo l’attrice e regista Jasmine Trinca, il regista Roberto Andò e la musicista Burcu Duran i saranno i protagonisti di tre importanti incontri dedicati agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado di Lazio, Campania e Toscana.

ArtMedia Cinema e Scuola curati dall’Associazione Artistic Soul

L’iniziativa è ideata e curata dall’Associazione Artistic Soul di Loredana Commonara, nell’ambito di CIPS – Cinema e Immagini per la Scuola – Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole promosso dal Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il progetto nasce con l’obiettivo di avvicinare gli studenti all’arte cinematografica e audiovisiva, da un punto di vista pratico e teorico e di incrementare le competenze nell’uso delle tecnologie, sviluppando lo spirito e lo sguardo critico e imparando a decodificare e usare i linguaggi propri del settore.

Nuova edizione inaugurata il 3 febbraio

La nuova edizione di questa importante iniziativa è stata inaugurata lo scorso 3 febbraio, con la visione, da parte degli studenti, de L’incredibile storia dell’isola delle rose di Sydney Sibilia e di A man falling, per la regia di Teho Teardo e Orazio Guarino. A seguire, si è svolto l’incontro con l’attore Elio Germano e il musicista Teho Teardo. Il progetto proseguirà fino al mese di maggio all’insegna di un fitto calendario di laboratori di sceneggiatura e di educazione all’immagine nelle scuole, proiezioni e occasioni di confronto con attori, registi, sceneggiatori e compositori, veicolato dai maggiori esponenti della critica e del giornalismo.

Il 27 marzo al Cinema Eden

Al cinema Eden si svolgerà la proiezione di Marcel! (foto Fabio Zayed), esordio alla regia di Jasmine Trinca, che sarà presente all’incontro e, in questa occasione, riceverà il premio Vento d’Europa – Wind of Europe International Award, sotto l’Alto Patronato del Parlamento Europeo e con il contributo della Regione Lazio. L’appuntamento sarà moderato dal critico Pedro Armocida.

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Il Museo Carlo Bilotti ospita la mostra Pericle Fazzini

Il Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese ospita dal 25 marzo al 2 luglio la mostra Pericle Fazzini, lo scultore del vento, a cura di Alessandro Masi, con Roberta Serra e Chiara Barbato, e i contributi in catalogo di Bruno Racine, Claudio Strinati e Salvatore Italia. L’esposizione, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione e Archivio Storico “Pericle Fazzini”, presenta una selezione di circa 100 opere dell’artista tra sculture, bozzetti, disegni e grafiche. L’ingresso al museo è gratuito, i servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

Le opere al Museo

Le opere di Pericle Fazzini, “lo scultore del vento”, come lo definì il grande poeta Giuseppe Ungaretti, tornano finalmente in mostra a Roma dopo trent’anni, in occasione del 110° anniversario della sua nascita. La mostra, curata dallo storico dell’arte Alessandro Masi, in collaborazione con Roberta Serra e Chiara Barbato, ripercorre l’intera vita creativa del maestro marchigiano, attraverso sculture di piccola e grande dimensione, fra legni, bronzi e gessi, disegni e opere grafiche: dalle prime prove degli anni Trenta e Quaranta come “Donna nella tempesta” (1932) e “Sibilla” (1947) fino ai bozzetti originali della “Resurrezione” della sala Pier Luigi Nervi in Vaticano, ultimo cantiere di un artista unico dopo la Cappella Sistina di Michelangelo.

Di interesse particolare

Di particolare interesse sono il “Ritratto di Anita” (1933), il “Giovane che declama” (1937-38), il “Ritratto di Sibilla Aleramo” (1947), l'”Uomo che urla” (1949-50) e il “Profeta” (1949), quest’ultimo raramente esposto. Il percorso dell’artista, autore tra i più apprezzati della “Scuola romana”, nato a Grottammare (AP) il 4 maggio del 1913 e morto a Roma il 4 dicembre del 1987, si inserisce tra le più alte testimonianze dell’arte sacra del XX secolo. Il suo anelito alla bellezza come svelamento del Divino segna una svolta nella ricerca plastica contemporanea traducendo il testo sacro delle Scritture in una forma dialogante tra Fede e Arte.

Chi è Pericle Fazzini

Figlio di un povero falegname piceno, Pericle Fazzini conobbe la sua fama grazie al poeta Mario Rivosecchi che lo introdusse negli ambienti della Roma dei Mafai, Scipione, Mazzacurati, Ziveri e della gallerista Anna Laetitia Pecci Blunt (Galleria La Cometa), che impressero una svolta all’arte in senso espressionista e antiretorico contro ogni forma d’arte di regime e celebrativa del fascismo. Conservate nei maggiori musei di tutto il mondo, le sculture di Fazzini trovano spazio in importanti collezioni private e pubbliche come il Moma di New York, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Guggenheim Collection di Venezia, il Centre Pompidou di Parigi e il Momat di Tokyo.

Ricco catalogo al Museo

Un ricco e informato catalogo (De Luca Editori d’Arte) riporta i testi di Alessandro Masi, Bruno Racine, Claudio Strinati, Salvatore Italia, Roberta Serra e Chiara Barbato. Legato all’evento espositivo e di prossima pubblicazione anche un secondo volume, dedicato agli scritti di Fazzini, a cura dello storico della lingua italiana Giulio Ferroni.

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Almanacco. 23 marzo 2010: muore a Roma l’attrice Lauretta Masiero

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un artista.

Il 23 marzo 2010: Muore a Roma LAURETTA MASIERO, è stata un’attrice teatrale italiana attiva anche in cinema e televisione.
A 18 anni fu la soubrette di Amore biondo con Walter Chiari.
In seguito apparve in spettacoli di Wanda Osiris , di Erminio Macario e Ugo Tognazzi .

COME ATTRICE VENNE SCOPERTA DA GARINEI E GIOVANNINI

Come attrice venne scoperta da Garinei e Giovannini.
Debuttò con un ruolo brillante nel 1952 in Attanasio cavallo vanesio, affiancando il protagonista Renato Rascel: fu subito un successo.
In seguito passò al repertorio drammatico.
La sua prima prova in tal senso fu nel 1954 al Teatro Goldoni,

in occasione della Biennale di Venezia.

Farà parte di compagnie di primissimo piano, come la Masiero-Lionello-Pagani, la Masiero-Volonghi e la Masiero-Foà.

INTERPRETO’ RUOLI NEL CINEMA COMICO-BRILLANTE DEGLI ANNI CINQUANTA

Interpretò anche numerosi ruoli nel cinema comico-brillante degli anni cinquanta.
I suoi due più grandi successi popolari sono stati però senz’altro

in televisione: la conduzione di Canzonissima (1960) e il ruolo da protagonista nello sceneggiato Le avventure di Laura Storm (1965-1966), serie rivoluzionaria (per l’epoca), che la vedeva protagonista

nei panni di una sorta di tenente Sheridan in gonnella.

Fu per qualche tempo compagna di Johnny Dorelli, dal quale nel 1967 ebbe un figlio: Gianluca Guidi.
Lauretta Masiero scomparve all’età di 82 anni, in una clinica romana dopo un lungo ricovero, a causa dell’aggravarsi della malattia di Alzheimer.

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Almanacco. 22 marzo 1885: a Roma viene posata la prima pietra del Vittoriano alla presenza del Re Umberto I

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 22 marzo 1885:

viene posata la prima pietra del VITTORIANO (Altare della Patria) alla presenza di Re Umberto I.
E’ un monumento nazionale situato a Roma, sul Campidoglio, opera dell’architetto Giuseppe Sacconi.

È uno dei simboli patri italiani.
Il nome “Vittoriano” deriva da Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d’Italia.

Da quando, nel 1921, accolse le spoglie del Milite Ignoto, il monumento assunse una nuova valenza simbolica, e quello che era stato

pensato inizialmente come monumento dinastico, divenne definitivamente una celebrazione dell’Italia unita e della sua libertà.

L’IDEA DI BASE ERA RAPPRESENTARE L’ITALIA PER MEZZO DI RAFFIGURAZIONI SIMBOLICHE

L’idea di base del Sacconi, d’altra parte, era proprio questa: rappresentare allegoricamente, ma anche geograficamente,

tutta l’Italia, per mezzo di raffigurazioni simboliche.

Basti pensare ai gruppi scultorei del Pensiero, dell’Azione, della Concordia, della Forza, del Diritto, ai bassorilievi del Lavoro che

edifica e feconda, dell’Amor Patrio che combatte e che vince, alle fontane dell’Adriatico e del Tirreno, alle statue delle Regioni d’Italia,

ai mosaici della Fede, della Sapienza, della Pace e soprattutto alle quadrighe dell’Unità della Patria e della Libertà dei cittadini.

L’unica raffigurazione non simbolica è la statua di Vittorio Emanuele.
I lavori di completamento del Vittoriano ebbero luogo alla fine nel 1935, con la realizzazione del Museo centrale del Risorgimento,

che fu inaugurato e aperto al pubblico decenni dopo, nel 1970.

Nell’occasione fu prevista anche la creazione di un Sacrario

delle Bandiere, deputato a ospitare un’esposizione delle bandiere

militari italiane storiche.

I suoi prodromi furono il trasferimento all’interno del Vittoriano

delle bandiere di guerra dei reggimenti disciolti che in precedenza si trovavano a Castel Sant’Angelo: anche il Sacrario delle Bandiere

fu inaugurato e aperto al pubblico decenni dopo, nel 1968.

LA CRIPTA DEL MILITE IGNOTO E’ DOVUTA AD ARMANDO BRASINI

Il completamento degli spazi interni, compresa la cripta del Milite Ignoto (con mosaici di Giulio Bargellini), è dovuto ad Armando Brasini, già direttore artistico del Vittoriano.
Lo stesso architetto progettò anche il prospetto laterizio a contrafforti

su via di San Pietro in Carcere.
In questo contesto, nel 1939, la gestione del Vittoriano passò dal Ministero dei lavori pubblici a quello della pubblica istruzione.

Con la caduta del fascismo (25 luglio 1943) e la fine della seconda guerra mondiale (2 settembre 1945), da cui conseguì il referendum

del 2 giugno 1946 e la nascita della Repubblica Italiana, il Vittoriano, svuotato dai contenuti militareschi che gli furono associati

dal fascismo, tornò alla precedente funzione: un tempio laico dedicato metaforicamente all’Italia libera e unita e celebrante il sacrificio

per la patria e per gli ideali ad essa collegati.

Il Vittoriano non è mai stato solo un monumento da contemplare,

ma da sempre è anche teatro di importanti momenti celebrativi;

ciò ha accentuato il suo ruolo di simbolo di identità nazionale.

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Report QS World University Rankings: eccelle La Sapienza

Report QS World University Rankings by Subject, che analizza quest’anno 54 materie raggruppate in 5 ampie aree tematiche. Sapienza si è classificata in tutte e 5 le aree e in 43 materie, ottenendo complessivamente un’ottima performance a livello mondiale, posizionandosi tra i primi 50 atenei al mondo in 7 materie e tra i primi 100 al mondo in 21 materie.

Report: Sapienza prima al mondo in “Classics and Ancient History”

Il Ranking conferma la Sapienza prima al mondo nella materia “Classics and Ancient History”, con il punteggio di 98.7, e prima in Italia in ben due aree tematiche: “Arts & Humanities” e “Natural Sciences”, rispettivamente al 41° e 44° posto mondiale. L’Ateneo vanta inoltre 14 primati nazionali nelle seguenti materie: Classics & Ancient History (1), Archaeology (11), History of Art (17), Physics & Astronomy (35), Library & Information Management (43), History (49), Psychology (61), Statistics & Operational Research (fascia 51-100), Nursing (fascia 51-100), Theology, Divinity & Religious Studies (fascia 51-100), Anthropology (fascia 51-100), Development Studies (fascia 101-120), Biological Sciences (108), English Language & Literature (fascia 101-150).

Novità della classifica 2023

Novità della classifica 2023 è l’ingresso del subject “History of Art”, in cui Sapienza è prima in Italia, al 17° posto mondiale. «Per la terza volta consecutiva – afferma la rettrice Antonella Polimeni – gli studi classici della Sapienza hanno raggiunto il podio più alto nella classifica internazionale QS World University Rankings by Subject. Il ranking premia gli studi umanistici del nostro Ateneo, tra i quali il primo posto in Italia per Archaeology, History, Library & Information Management e History of Art, materia introdotta quest’anno per la prima volta. Sapienza è tra le prime 50 università al mondo in materie, tra le quali Fisica-Astronomia e Diritto; ed è al primo posto in Italia in altrettante numerose discipline, come Psicologia, Statistica e Infermieristica. Un risultato che ci colloca tra i migliori atenei al mondo».

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Fervono i preparativi per la Notte dei Musei

Fervono i preparativi per la nuova edizione della Notte dei Musei, l’annuale appuntamento all’insegna dello spettacolo e dell’arte, che torna in città sabato 13 maggio 2023 in contemporanea con la Nuit Européenne Des Musées. Giunta alla sua tredicesima edizione nella Capitale, la manifestazione, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, proporrà così l’apertura straordinaria al pubblico in orario serale, dalle 20 alle 02 (ultimo ingresso ore 01), degli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale.

Biglietto al costo di 1 euro

Al loro interno si potrà assistere, con biglietto di ingresso del costo di un euro (salvo che non sia diversamente indicato), a un ricco programma di eventi e spettacoli dal vivo selezionati tramite l’apposito avviso concorrenziale “Notte dei Musei 2023” che è online sul sito di Zètema Progetto Cultura, www.zetema.it. Gli Enti, le Associazioni, le Società o gli altri soggetti, in possesso dei requisiti richiesti dal bando, potranno presentare i progetti entro le ore 12.00 del 14 aprile 2023.

Musei coinvolti

Tra i Musei Civici coinvolti: Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma, Museo Napoleonico, Museo di Roma in Trastevere, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca), Museo delle Mura, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Civico di Zoologia, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Galleria d’Arte Moderna e infine Museo di Casal de’ Pazzi.

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L’artista Andrea Dros Canò espone nella Capitale

L’artista pontino Andrea Dros Canò torna a esporre nella Capitale. Lo farà nella galleria “Micro Arti Visive” di viale Giuseppe Mazzini 1, dal 21 al 27 aprile (vernissage venerdì 21 aprile alle ore 18.30). La personale rappresenta un’evoluzione di Strati, la fortunata esposizione che ha portato Canò a Latina, Napoli e Milano. Per l’occasione però il tema si fa più concentrato, ruotando tutto attorno alla figura della donna, nel senso più ampio e sublime di Natura Madre.

Viaggio ai limiti dell’onirico per l’artista

Si tratta di un viaggio ai limiti dell’onirico quello di fronte al quale si troverà lo spettatore: un percorso che mette su tela l’immagine della donna nell’arte, reinterpretata dalle pennellate astratte di Canò: il pubblico potrà soffermarsi davanti a opere che richiamano i più grandi capolavori della storia dell’arte come “le Demoiselle d’Avignon”, “Le Bagnanti” di Manet e la “Venere” di Botticelli. Saranno ben 30 (tra opere pittoriche, sculture su tela e installazioni) le opere in esposizione che verranno presentate al pubblico durante il vernissage del 21 aprile.

Art curator Francesco Elisei

Per l’occasione sarà presente l’art curator Francesco Elisei: curatore specializzato in storia dell’arte contemporanea all’Università di Roma La Sapienza, ha curato mostre a New York, Tokyo e Toronto, oltre ad aver scritto saggi e pubblicato cataloghi nazionali e internazionali. Una data inaugurale che, in armonia con lo spirito eclettico del pittore, si trasformerà in una serata artistica a 360°: nel corso del vernissage si esibiranno infatti il dj Davide Trasolini e la cantante Tarsia, mentre gli ospiti potranno abbinare alla visione delle opere una degustazione sensoriale di vini e pietanze offerta dal Bistrò On The Road e preparate dallo chef Andrea Sorrentino.

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Cultura

A Roma alla Galleria Russo la mostra di Duilio Cambellotti

L’allestimento interno della casa come riflesso della dimensione etica

e della natura psichica della vita degli abitanti, capace di influenzare

le loro emozioni e orientare le loro predilezioni, “consentendo poi

di formare anche buoni cittadini e buoni governanti”.

Duilio Cambellotti immaginava così gli effetti di un abitare armonico orientato dall’arte.

LA MOSTRA FINO AL 6 APRILE ALLA GALLERIA RUSSO

Seguendo questo filo si sviluppa a Roma la mostra dedicata fino al 6 aprile dalla Galleria Russo al maestro e alla sua visione ‘totale’ che

nella prima metà del Novecento ha abbracciato disegno, illustrazione, grafica, pittura, ceramica, scultura e scenografia teatrale.

Il racconto muove da un aspetto particolare, la sua partecipazione

nel 1923 a Monza alla Biennale delle Arti Decorative per allargarsi alla produzione di una vita.

LA MOSTRA CURATA DA DANIELA FONTI E FRANCESCA TETRO

 ‘Duilio Cambellotti. Raccogliere una forma attorno a un pensiero’, curata da Daniela Fonti e Francesco Tetro, responsabili dell’Archivio dell’Opera dell’artista, mette insieme 160 opere della raccolta illustrando 40 anni di attività multidisciplinare svolta dall’artista-artigiano romano dal 1899 al 1939. Certo, a giocare un ruolo centrale è sempre il disegno, il tratto inconfondibile della moderna classicità che caratterizza illustrazioni, manifesti, incisioni. Ma a colpire è soprattutto l’attenzione al dettaglio nei bronzi e nella decorazione di vasi, piatti, brocche e mattonelle ispirate ai miti dell’antichità e al vivere quotidiano delle popolazioni dell’agro pontino all’inizio del secolo. Un altro capitolo della mostra è riservato alla figura femminile e al suo passaggio da “libellula a mater familias, vittima degli effetti della guerra: rimasta sola a mandare avanti la propria famiglia, il suo podere o come lavorante presso altri, se rimasta vedova”. 

E’ questo il motivo che spinse l’artista a rappresentare donne dal volto addolorato in molti monumenti ai caduti del 1915-18 , a cominciare

da quello di Terracina (Latina). Suggestiva è anche la selezione di modellini, bozzetti, disegni e cartelloni realizzati per le scenografie

delle grandi tragedie greche a Siracusa, il Giulio Cesare di William Shakespeare (1906) e La Nave di Gabriele d’Annunzio (1908) a Roma.