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Almanacco. 20 marzo 1987: muore a Roma in un attentato delle Br, Licio Giorgieri

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un tragico fatto di cronaca.

Il 20 marzo 1987 Muore in un attentato LICIO GIORGIERI .
A Roma il generale, mentre rientrava nella propria abitazione a

bordo dell’auto di servizio, venne affiancato in via del Fontanile Arenato da esponenti delle Brigate rosse – Unione Comunisti Combattenti a bordo di un motociclo.

I TERRORISTI ESPLOSERO CINQUE COLPI E UCCISERO IL GENERALE

I terroristi esplosero cinque colpi e uccisero il generale, lasciando illeso l’autista, Simone Narcelli, un aviere di leva.
Il 9 o il 10 dicembre precedente, il generale aveva segnalato un

possibile fallito tentativo di attentato alla sua persona nello stesso luogo.

Chiese maggiore protezione, ma non gli venne concessa.
Il generale Giorgieri lasciò la moglie Giorgia Pellegrini, preside di scuola media a Roma deceduta a gennaio 2014 e una figlia,

Luisa Gioia Giorgieri, deceduta il 13 maggio 1994 per un tumore.

L’omicidio suscitò vasta emozione dopo che per alcuni anni le

violenze terroristiche erano parse scemare e a seguito della tragica morte, la salma del generale fu esposta in una camera ardente presso il

Ministero dell’Aeronautica Militare a Roma, dove ricevette

l’omaggio della cittadinanza prima dello svolgimento dei funerali.

Alla sua memoria è dedicato il caccia Lockheed F-104G esposto

come gate guardian presso l’aeroporto di Trento.

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Almanacco. 18 marzo 1879: a Roma in Piazza S. Silvestro viene inaugurato l’Ufficio Centrale delle Poste

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 18 marzo 1879:

In piazza San Silvestro viene inaugurato un nuovo palazzo dalle linee
neorinascimentali, è l’UFFICIO CENTRALE DELLE POSTE.
Il complesso, costruito sulle rovine del tempio di epoca romana

dedicato al Sole, era composto da un monastero e da un’attigua chiesa titolata a San Silvestro edificati nell’VIII secolo d.C. e

progressivamente ampliati tra il XII e il XVII secolo.

Il progetto di ristrutturazione, affidato a Luigi Rosso per la parte esterna e a Giovanni Malvezzi per gli spazi interni, è caratterizzato dalla

precisa volontà di realizzare una grande opera con marmi e stucchi

di qualità, con arredi “sobri e di gusto” e con delle sale in grado di accogliere il pubblico, realizzate salvaguardando l’assetto

dell’antico monastero.

L’area circostante viene dotata di vie di accesso per i carri della corrispondenza che da via della Vite devono trasportare la posta

alla stazione ferroviaria di Roma Termini.

I SERVIZI OFFERTI SONO ALL’AVANGUARDIA PER I TEMPI

I servizi offerti dall’ufficio delle Poste Centrali di San Silvestro

sono all’avanguardia per i tempi: sale diversificate per l’accettazione

dei telegrammi e per le raccomandate, spazi riservati all’attesa del pubblico, macchinari per la timbratura e l’affrancatura della corrispondenza, servizio telegrafico.
Dal 1913 al 1983, a San Silvestro è inoltre attivo il servizio di

Posta Pneumatica, i cui impianti sono oggi esposti al Museo storico della Comunicazione,a Roma.

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Almanacco. 17 marzo 1976: muore a Roma il regista Luchino Visconti

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande regista.

Il 17 marzo 1976 Muore a Roma LUCHINO VISCONTI.

E’ stato un regista e sceneggiatore italiano.. nel 1939, e comincia

a frequentare gli artisti che si raccolgono intorno alla rivista “Cinema”, sulla quale pubblica il suo primo celebre articolo intitolato “Cadaveri”.

Tra il 1942 e il 1943, gira “Ossessione”, uno dei primissimi esempi

del nascente neorealismo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, partecipa attivamente alla Resistenza: sarà arrestato e torturato.

Dopo la guerra, prosegue la sua carriera cinematografica con “ La terra trema”, “Bellissima”, “Senso”.
Insieme con Vittorio De Sica, Federico Fellini e Mario Monicelli realizza il film a episodi Boccaccio ’70 (1962).

L’episodio di Visconti, Il lavoro, è interpretato da Thomas Milian, Romy Schneider, Romolo Valli e Paolo Stoppa.

NEL 1963 GIRA “IL GATTOPARDO” E VINCE LA PALMA D’ORO A CANNES

Nel 1963, gira “Il Gattopardo”, affresco storico di un’epoca, tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa: il film vince la Palma d’Oro a Cannes.
Interpretato fra gli altri da Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale; è ambientato nel periodo dello sbarco dei garibaldini in Sicilia.

Il culmine del film è la scena finale del ballo, che occupa l’ultima mezz’ora della pellicola. Riscuote grande successo anche in Europa, mentre alla prima uscita negli Stati Uniti, nonostante la presenza di Lancaster, il film ha uno scarso riscontro al botteghino.
Un ictus lo colpisce durante la lavorazione di “Ludwig”, ultimo dei 3 film che compongono la cosiddetta Trilogia Germanica.
“Gruppo di famiglia in un interno” del 1974 e “L’innocente” del 1976 saranno i suoi ultimi lavori.

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Al Museo Venanzo Crocetti La vita delle donne di Cinzia Pellin

Il Museo Venanzo Crocetti presenta la mostra personale “La vita delle donne” di Cinzia Pellin a cura di Alberto Dambruoso, sabato 1° aprile alle 18. In mostra saranno presentate quindici tele facenti parti dell’ultimo progetto pittorico sviluppato dall’artista nell’ultimo anno di attività. Protagoniste assolute di questo nuovo progetto pittorico ed espositivo, come si può evincere dal titolo, sono le donne.

Al Museo quindici tele in mostra

Pellin ha dedicato ben quindici tele al singolo ritratto, in alcuni casi doppio e triplo, di donne che, riportando le sue stesse parole: “hanno deciso di farcela, donne che hanno fatto della loro realizzazione un mantra, che hanno scelto di coltivare le loro passioni, i propri talenti e di svilupparli nel lavoro. Donne che, al di là degli stereotipi nei quali sono state incatenate per troppo tempo, hanno deciso di realizzare se stesse e hanno scelto di vivere al 100%”. La mostra sarà accompagnata da un catalogo con il testo del curatore oltre alle immagini delle opere.

Proiezione di un documentario

Dopo la presentazione a cura di Alberto Dambruoso prevista la proiezione del documentario girato nello studio dell’artista dal regista Michelangelo Pepe, alcune performance delle donne ritratte nelle opere e una degustazione di vini di Casale del Giglio, accompagnata da finger food offerti dal ristorante RistoArte di Cisterna di Latina.

Cinzia Pellin

Cinzia Pellin nasce il 19 luglio 1973 a Velletri, antichissima città dei Volsci situata nella provincia di Roma. Dopo il Liceo Artistico, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma diplomandosi al corso di scenografia con il Prof. Vendittelli, ottenendo il massimo dei voti. Ha lavorato per 10 anni in esclusiva per la Vecchiato Art Galleries di Padova. In Olanda ha collaborato con la Van Loon Galleries a Vught dove ha tenuto una sua personale, mentre in Belgio e nei Paesi Bassi ha lavorato per la Cafmeyer Gallery; in Inghilterra Cinzia Pellin è rappresentata dalla Different Gallery ed ha esposto insieme al maestro Berlingeri alla Moorehouse di Londra.

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“Tracé sur l’eau” di Mirò, prorogata all’8 aprile

“Tracé sur l’eau”, la mostra di Joan Mirò a La Galleria delle Arti di Roma, prorogata fino all’8 aprile. L’esposizione, una serie di 14 acquerelli stampati ad acquaforte su onion skin paper du Marais in un’edizione limitata, pubblicata nel 1963 come libro d’artista, sarà visitabile il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 18 alle 22 e il venerdì e il sabato dalle 18 alle 23 con ingresso con formula “up to you”.

Le opere di Tracé sur l’eau

Le opere in mostra testimoniano quanto Miró attinga da diversi stili e movimenti artistici, in particolare dall’espressionismo astratto americano, con un chiaro riferimento al drip painting di Pollock, il quale a sua volta si ispira al movimento Surrealista. Al primo sguardo, lo spettatore è catturato dalla natura caotica della composizione; la contrapposizione di rosso, blu e verde con i toni muti del grigio e marrone e l’uso di linee e forme fluide creano un senso di movimento ed energia. Nonostante l’apparente caos si viene pervasi da un senso di calma ed equilibrio, come se differenti elementi volteggiassero insieme armoniosamente.

Esponente del Surrealismo

Joan Miró i Ferrà è stato un artista spagnolo, considerato uno dei più ferventi esponenti del Surrealismo del XX secolo. Nato a Barcellona nel 1893, inizia a studiare arte sin da giovane alla Scuola di Belle Arti della sua città natale. Negli anni ’20 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con il circolo di Tristan Tzara e con artisti come Salvador Dalí e Pablo Picasso. L’influenza del movimento dadaista, ma ancor di più della poesia surrealista, porta l’arte di Miró verso l’astrazione, riducendo la realtà all’essenziale. «Assassinare l’arte convenzionale» è la sua missione, che tenterà di compiere per tutta la sua vita, a partire dagli anni ‘20 fino alla celebrità degli anni ‘50, quando conquista il premio per la grafica alla Biennale di Venezia (1954) e il Premio Internazionale Guggenheim (1958).

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Almanacco. 16 marzo 1978: in via Fani, a Roma, un commando delle Br rapisce Aldo Moro e uccide 5 agenti della scorta

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una pagina buia della cronaca romana.

Il 16 marzo 1978: Alle 9.02 del mattino, in via Fani all’incrocio con

Via Stresa, nel quartiere Trionfale a Roma, un commando delle

brigate rosse, composto da 19 elementi, rapisce il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e uccide i cinque componenti della scorta.

Moro si stava recando in Parlamento per votare la fiducia al nuovo Governo, presieduto da Andreotti, e appoggiato anche dai comunisti.
Iniziano così 55 giorni di prigionia per Aldo Moro e di angoscia

per l’Italia intera.

DURANTE L’AZIONE PERDONO LA VITA CINQUE AGENTI DELLA SCORTA

Durante l’azione che porta al sequestro dell’Onorevole Aldo Moro, perdono la vita tutti e cinque gli agenti della sua scorta: il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l’appuntato Domenico Ricci, il Brigadiere Francesco Zizzi, l’agente Raffaele Jozzino e l’agente Giuliano Rivera.
I loro nomi saranno presto messi in secondo piano rispetto al dramma collettivo che l’Italia sta per affrontare nei 55 giorni di prigionia di Moro, ma il loro sacrificio, al Servizio dello Stato, non puo’ essere dimenticato.

La maggioranza dei partiti italiani si schiera per la “fermezza” contro i brigatisti: nessuna trattativa, nessuna concessione alle BR.
Il sequestro si concluderà tragicamente il 9 Maggio: una telefonata del brigatista Morucci avverte che il cadavere di Moro si trova nel bagagliaio di una Renault 5 (renault 4 modificato fedora) parcheggiata in Via Caetani.

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Il Pantheon ha un nuovo regolamento

Il Pantheon ha un nuovo regolamento. Oggi, giovedì 16 marzo, alle ore 12.30, nella sede del Ministero della Cultura, siglata la nuova convezione sul Regolamento d’uso della basilica di Santa Maria ad Martyres, meglio conosciuta come Pantheon. A sottoscrivere l’accordo, il Ministero della Cultura, rappresentato dal Direttore Generale della Direzione Generale Musei e dal Direttore della Direzione Musei statali città di Roma, e il Capitolo della basilica di Santa Maria ad Martyres.

Accesso al Pantheon

Il testo prevede il pagamento di un biglietto per l’accesso dei visitatori al Pantheon, che sarà consentito soltanto al di fuori degli orari riservati alle funzioni liturgiche e alle attività pastorali, affinché sia salvaguardato l’esercizio del culto all’interno della basilica. L’accesso ai fedeli per la partecipazione alle attività religiose e di culto sarà totalmente libero e sarà cura del Ministero, tramite propri addetti, interdire durante lo svolgimento di tali attività l’accesso ai visitatori attraverso appositi cartelli esplicativi all’esterno del portone. Sarà altresì cura del Ministero, attraverso proprio personale, provvedere prima di ogni celebrazione al posizionamento di cordoni opportunamente collocati al fine di realizzare un corridoio d’accesso interno orientato al solo spazio celebrativo, escludendo possibilità di visita al resto della basilica.

Fruizione della basilica al di fuori delle funzioni religiose

Per la fruizione della basilica al di fuori degli orari riservati alle funzioni religiose e alle attività pastorali, il Ministero provvederà a regolamentare il flusso ordinato dei visitatori. Il prezzo massimo del biglietto di ingresso è fissato a 5 euro, ma diverse categorie di persone potranno comunque accedere gratuitamente. Il ricavato verrà ripartito nel seguente modo: il 70 % andrà al Ministero, il quale si farà carico delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e di quelle di pulizia, tenendo anche conto delle eventuali richieste di interventi che potrebbero pervenire dal Capitolo; il 30 % alla diocesi di Roma, che lo utilizzerà per iniziative caritative e culturali e per attività di manutenzione, conservazione e restauro di chiese di proprietà statale presenti nel territorio diocesano.

Diocesi di Roma a favore del biglietto d’ingresso per l’accesso

La diocesi di Roma, ritenendo peculiare il valore universale e l’unicità della struttura architettonica del Pantheon, che attraverso i secoli ne hanno fatto un luogo di culto del tutto unico, necessariamente aperto a una ampia fruizione anche di studiosi e ricercatori, è concorde nell’introduzione del biglietto di ingresso. Come si legge nel Regolamento siglato oggi, infatti: «per la sua storia singolare, Roma custodisce un patrimonio artistico unico, fiorito in gran parte nel contesto dell’esperienza della fede cristiana e la città è meta di pellegrinaggi religiosi e conosce ingenti flussi turistici e la Chiesa di Roma, attraverso i suoi organismi pastorali, deve prendersi cura anche delle persone che a Roma cercano testimonianze di autentica bellezza e di una ricca storia cristianamente connotata, ma pure debitrice verso altre tradizioni e culture».

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Almanacco. 15 marzo 44 A.C.: Idi di Marzo: Un gruppo di congiurati repubblicani uccide in Senato l’imperatore romano Caio Giulio Cesare.

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 15 marzo 44 a.c.

Un gruppo di congiurati repubblicani uccide in Senato l’imperatore romano Caio Giulio Cesare.
Tra gli assassini anche il figlio adottivo Bruto, e Cassio.
Prima di morire sembra che ebbe la forza di dire:

“Anche tu, o Bruto, figlio mio!”.

SECONDO PLUTARCO, CESARE ERA STATO AVVISATO DEL PERICOLO

Secondo Plutarco, Cesare era stato avvisato del pericolo ma non

aveva preso in considerazione tali avvertimenti: gli aderenti alla congiura e i fiancheggiatori furono in numero variabile tra una sessantina ed un’ottantina, divisi in due schiere: i repubblicani che

non si rassegnavano al cambio epocale che si stava instaurando nella reggenza dello stato e i cesariani delusi dal comportamento del dittatore.

Questo giorno è ricordato come le “Idi di Marzo”, dal nome che nell’antico calendario dei Romani veniva dato al 15° giorno dei mesi

di marzo, maggio, luglio e ottobre. Per gli altri mesi le Idi ricorrevano il 13° giorno.

Nelle lotte di potere che seguirono la morte di Cesare, i cesaricidi perirono uno dopo l’altro, in una scia di vendette e di sangue che si concluse solo il 42 a.C., quando, nella battaglia di Filippi, Bruto e

il cognato e amico Cassio furono sconfitti da Antonio e Ottaviano, che in questo frangente erano alleati.

DOPO LA DISFATTA BRUTO E CASSIO SI TOLSERO LA VITA

Dopo la disfatta, Bruto e Cassio si tolsero la vita.
Dante Alighieri, nella sua Commedia, li inserirà nella parte più profonda dell’Inferno, la Giudecca, tra le fauci dello stesso Lucifero, assieme a Giuda Iscariota.
Essi sono infatti considerati traditori dell’impero.

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Luigi Ballarin torna all’Accademia d’Egitto dal 22 marzo

Luigi Ballarin torna all’Accademia d’Egitto, a Roma, per la nuova personale “Antico Egitto. La vita oltre la vita”, visitabile dal 22 marzo al primo giugno 2023. L’esposizione, che abbraccia otto opere di grandi dimensioni, si concentra in particolare sulla bellezza del tempio di Abu Simbel, fortemente voluto e costruito da Ramses II (1303 a.C. – 1212 a.C.) per celebrare la sua vittoria contro gli Ittiti nella battaglia di Kadesh. L’artista ha voluto così ricordare maestosità e significati di questo tempio trovato sepolto dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt nel 1813. La mostra sarà aperta dalle 10 alle 16 dal lunedì al venerdì.

Ispirazione di Luigi Ballarin

Ballarin si ispira alle antiche e tradizionali forme decorative dei tempi egizi per riproporre in chiave moderna, rinnovata, non solo le rappresentazioni, ma anche i suoi messaggi. Grazie alle tecniche miste e all’uso dell’acrilico e dello smalto, rende insolite le sue decorazioni, apparentemente imprecise da vicino, ma perfette da lontano. Ad arricchire le opere, effetti metallici che donano alle opere una grande luminosità, narrando memorie e ricordi, emozioni e racconti, simboli e spiritualità, come nella scena della psicostasia (ossia la pesatura del cuore).

Reinterpretare la concezione filosofica della morte

Ballarin reinterpreta anche la complessa e straordinaria concezione filosofica della morte, intesa dagli egizi come “momento di transizione”, dimostrando quanto sia profondo il legame tra passato e presente. Lo fa tramite forme nuove, libere, svincolate da culture ed immagini archetipiche, che ostentano una epidermide di patchwork, memoria viva di antichi manufatti ceramici e tessili. E’ sbagliato, però, guardare queste opere come conseguenza di un decorativismo legato all’arte islamica: si tratta, infatti, del risultato di un gesto creativo, di un rituale strettamente legato alla sacralità della vita, il frutto della continua ricerca stilistica e spirituale dell’artista. L’arte per Luigi Ballarin è uno straordinario veicolo per comunicare valori altri, senza però connotarsi in una chiave politica, di rottura o di avanguardia.

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Ill Purple presenta: “Metamorfosi” presso Spazio Cultura

Ill Purple presenta: “Metamorfosi”, un’esposizione collettiva presso Spazio Cultura che si terrà il 22 marzo a Roma Trastevere, in Via Portuense 47, evento imperdibile per tutti gli appassionati d’arte contemporanea. Il tema della mostra mette in risalto la crescita stilistica degli artisti, mostrando come si sono evoluti nel tempo attraverso le loro opere d’arte.

Vernissage iniziale

L’evento inizierà con un Vernissage di tre giorni, dalle 18:30 alle 02, durante i quali gli artisti saranno presenti per discutere della loro opera e incontrare il pubblico. La mostra presenterà una vasta raccolta di opere d’arte, tra cui dipinti, fotografie e installazioni, che permetteranno ai visitatori di esplorare la diversità degli stili e delle tecniche utilizzate dagli artisti. Tra gli artisti convocati ci sono:A crylic Priestess, Bloodpurple, Damio_2d, Domenico Porcelli, Elisa Montecalvo, Factory, Flavio Leone, Giuseppe Chirico, Giulia Abbadessa, Giulia_Kap, Gojo, Ill Purple e molti altri.