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Scultura in relazione. Opere 1947-2004 prorogata alla Galleria Mucciaccia

Scultura in relazione. Opere 1947-2004, mostra personale di Pietro Consagra, prorogata alla Galleria Mucciaccia fino a martedì 20 settembre 2022. Sessanta opere ripercorrono la ricchezza inventiva di Pietro Consagra (Mazara del Vallo, 1920 – Milano, 2005), una delle figure più significative del panorama artistico internazionale del XX secolo.

Scultura in relazione prima significativa retrospettiva dell’artista a Roma

La mostra costituisce la prima significativa retrospettiva dell’artista a Roma dopo l’importante antologica dedicatagli dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna nel 1989, accompagnando il visitatore in un percorso che dalle sue prime sculture astratte del 1947 arriva alle ultime opere degli anni 2000. L’esposizione rintraccia il percorso di Consagra non in senso puramente cronologico, quanto piuttosto secondo una chiave di lettura che evidenzia l’importanza dei rapporti tra scultura, spazio, osservatore: un’attenzione specifica alla “ubicazione” della presenza plastica in relazione all’osservante, fulcro della caratteristica “scultura frontale” codificata da Consagra a partire dai suoi celebri Colloqui dei primi anni Cinquanta e contestualmente teorizzata già dal suo libro Necessità della scultura (1952).

Catalogo presentato lunedì 19 settembre alle 18

Il “Catalogo ragionato delle sculture di Pietro Consagra” sarà presentato lunedì 19 settembre 2022, alle ore 18, grazie anche all’Archivio Pietro Consagra e al suo staff, in particolare a Gabriella Di Milia e Luca Massimo Barbero.

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AcquAria alla Casa dell’Architettura

AcquAria, un progetto di videoinstallazione a tema acquatico, con proiezioni in facciata e all’interno dell’Acquario Romano – Casa dell’Architettura da oggi al 6 agosto. AcquAria vuole riportare la suggestione acquatica del luogo, dove la decorazione marina esterna si confonde con il cielo, fino a scendere negli abissi interni. A tal fine, sulla facciata esterna dell’Acquario saranno proiettate delle elaborazioni grafiche tra meduse e stelle, tra cosmo e mare: stelle cadenti che sembrano meduse e viceversa. Accomodati sulle sedute nel prato si potrà quindi godere della commistione tra mare e cielo, grazie alla suggestione luminosa e architettonica.

AcquAria esperienza con playlist consigliata

Ad accompagnare l’esperienza, una playlist consigliata. La proiezione all’interno, invece, narrerà visivamente la vocazione di Acquario come luogo di studio, scienza e intrattenimento. Sui tre schermi saranno proiettate immagini video che alternano i pesci nell’acquario e nel mare a immagini fisse di studi e disegni scientifici e da manuali di biologia dei pesci. La realizzazione della videoinstallazione è a cura di EddiBo e le proiezioni inizieranno a partire dalle ore 22 per tutti i giorni dell’evento.

Dal 29 luglio spazio mostre

A partire dal 29 luglio si potrà fruire, nello spazio mostre, della mostra collettiva AcquAria – Featuring the sculture habitat a cura dello Studio di scultura M’Arte, con Davide Dormino, Antonio Tropiano, Alessandro di Cola, Isabella Noseda, Hiroyuki Asakawa, Alessia Forconi, Ferruccio Maierna, Stefano Sabetta, Mattia Savini, Laure Boulay, Cristian Vigliarolo, Reinhard Pfingst, Cristina Giorgi, Fulvio Merolli. La mostra si articola attraverso le opere di 14 artisti internazionali, ognuno dei quali con una singola opera. Ciascun artista fa parte dello Studio di scultura M’arte, fulcro di un ambiente artistico vivo e vivace da ormai 20 anni nei pressi di Roma e di respiro internazionale.

Forme formanti

Le opere in esposizione sono state selezionate per proporre una serie di “forme formanti” e metaforiche degli elementi naturali nella loro più archetipa capacità di “abitare nella forma” plastica. Edificio di fine Ottocento, l’Acquario Romano nasce su progetto dell’ittiologo Pietro Carganico come primo Acquario di Roma e come scuola di piscicoltura, pensato per essere un luogo ameno dove trascorrere il tempo libero e studiare l’itticoltura. Costruito dall’architetto Ettore Bernich tra il 1885 e il 1887, per via di problemi di manutenzione fu invece dopo pochi anni riconvertito per usi diversi, anche come sala teatrale e cinematografica, smantellando le vasche all’interno e il laghetto artificiale costruito nel giardino. Oggi è sede della Casa dell’Architettura, dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e della società Acquario Romano. Durante l’evento, un’audioguida per adulti e bambini racconterà la storia dell’Acquario. L’intera iniziativa è a ingresso gratuito.

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Almanacco. 20 luglio 1937 muore a Roma il padre della radio Guglielmo Marconi

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 20 luglio 1937.

Muore a Roma il padre della radio Guglielmo Marconi.
Tra i più grandi inventori di tutti i tempi, è considerato il padre della radio e in generale il principale artefice della comunicazione a grandi distanze.

Nato a Bologna da famiglia nobile, il marchese Guglielmo Giovanni Maria Marconi studiò da autodidatta e compì i primi esperimenti sulla trasmissione telegrafica senza fili,

ottenendo nel 1897 un primo brevetto sui “Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi”.

Ignorato dalle istituzioni italiane, trovò ampio consenso e sostegno economico alle sue ricerche in Inghilterra, dove fondò una sua società, Marconi Wireless Telegraph Company Limited.

NEL 1899 REALIZZO’ LA PRIMA COMUNICAZIONE RADIOTELEGRAFICA INTERNAZIONALE

La grande sfida di trasmettere a grandi distanze (negata dalla maggior parte dei suoi colleghi, per via della curvatura terrestre) fu vinta

una prima volta nel 1899, con la prima comunicazione radiotelegrafica internazionale (attraverso la Manica),

e una seconda nel 1901, mettendo in collegamento le due sponde dell’Atlantico (da Poldhu, in Cornovaglia, alla stazione di Saint John, sull’isola di Terranova).

Fu una svolta per le comunicazioni delle navi, e più tardi degli aerei,

che da quel momento divennero più sicure grazie alla figura

del “marconista” (dal nome appunto dell’inventore italiano) o “radiotelegrafista”.

Meriti che nel 1909 valsero a Marconi, e al collega tedesco Braun,

il Nobel per la fisica «in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili».

NEL 1914 FU NOMINATO SENATORE A VITA

Nominato nel 1914 senatore a vita del Regno d’Italia, ottenne numerosi attestati e riconoscimenti (tra cui 16 lauree honoris causa),

oltre ad incarichi di prestigio su tutti quello di presidente del Consiglio nazionale delle ricerche.

La notizia della sua morte, avvenuta il 20 luglio del 1937,

fu accolta dalle stazioni radio di tutto il mondo con due minuti di silenzio.

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Videocittà torna dal 20 al 24 luglio al Gazometro

Videocittà, il festival ideato da Francesco Rutelli con la direzione creativa di Francesco Dobrovich che esplora le forme più avanzate dell’audiovisivo, torna dal 20 al 24 luglio. L’edizione 2022 sarà aperta da una serata dedicata alle industrie creative digitali e presenterà per la prima volta una sorprendente installazione multimediale e immersiva che reinterpreterà l’architettura del monumento simbolo del quartiere Ostiense e della Roma “moderna”, il Gazometro, situato nell’area Eni di Ostiense.

Videocittà nel cuore di Ostiense

Con Eni, main partner, il festival si avvale del contributo di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con ANICA, con il patrocinio di SIAE e si svolgerà nell’area dell’ex Gazometro, nel cuore del quartiere Ostiense, fra i principali snodi della creatività metropolitana, che si appresta a diventare per cinque giorni un sofisticato e avanguardistico polo dell’audiovisivo. Tra stupefacenti installazioni, live, videoarte, virtual reality, nft, talk formativi e divulgativi e iniziative dedicate ai più piccoli, un’esperienza immersiva di cinque giorni in compagnia di artisti, creators, makers e leader digitali.

Trasformazione del mondo

Visioni, suoni, battiti urbani, riflessioni, scambi culturali e progetti si alterneranno per delineare le possibilità di trasformazione del mondo attraverso i linguaggi e le pratiche artistiche più innovative e tecnologiche. Videocittà dedica infatti la quinta edizione del Festival della Visione alla Transizione, digitale ed ecologica: un processo che, con visione strategica, pragmatismo, scelte condivise e partecipate, porti concretamente alle necessarie innovazioni e a un nuovo e più radicale modo di interpretare il rapporto fra essere umano e ambiente.

Alleanza tra nuovo pensiero ambientalista e sviluppo tecnologico

L’alleanza fra il nuovo pensiero ambientalista e lo sviluppo tecnologico come premessa indispensabile per gettare le basi di un mondo nuovo, più smart, più aperto, inclusivo e sostenibile. Profondamente simbolica, dunque, la scelta di un luogo come l’area del Gazometro Ostiense, sito iconico in transizione che Eni sta riqualificando con il recupero delle aree industriali per trasformarlo in un distretto dell’innovazione tecnologica dedicato alle nuove energie.

Eni racconta la propria visione

In questo contesto Eni si inserisce raccontando la propria “visione” di una transizione energetica che cambia completamente l’idea di energia. Pronto a vestirsi di tecnologia e a mutare forma per cambiare lo skyline capitolino, il grande Gazometro sarà protagonista di un’installazione site-specific prodotta per Videocittà 2022 da Eni e realizzata da fuse*, studio multidisciplinare che esplora le possibilità espressive date dall’uso creativo delle tecnologie digitali al fine di interpretare la complessità dei fenomeni umani e naturali.

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Almanacco. 19 luglio 1899 Terremoto dei Colli Albani, il terzo piu’ violento sisma prodotto dal vulcano

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 19 luglio 1899.

E’ il giorno del terremoto dei Colli Albani, il terzo piu’ violento sisma prodotto dal Vulcano dei Colli Albani (dopo quelli del 1806 e del 1438).

La scossa avvenne alle ore 13:28 GMT e colpì l’area dei Colli Albani.

I massimi effetti si ebbero a Frascati e a Marino, dove la scossa causò crolli parziali e lesioni ai fabbricati, caduta di comignoli e di pietre.

Alcuni edifici divennero pericolanti e inagibili e
richiesero successivamente restauri costosi o rafforzamenti con catene.

La scossa causò anche la caduta o la rotazione di oggetti e di elementi architettonici decorativi pesanti.

I danni agli edifici furono in parte aggravati dal riaprirsi delle lesioni causate dalla scossa del 22 gennaio 1892.

DANNI SEGNALATI A VILLE STORICHE

Molte ville storiche, come villa Torlonia, Senni, Rasponi, Aldobrandini, Muti e il palazzo della Ruffinella, subirono danni costituiti da lesioni, spostamenti di muri, strapiombamenti, caduta di parti ornamentali.

In una decina di località i danni riguardarono per lo più edifici antichi e in cattive condizioni;

vi furono alcuni crolli parziali e lesioni e si riaprirono vecchie crepe

a Grottaferrata, Zagarolo, Rocca di Papa, Montecompatri,

Monte Porzio Catone, Genzano, Ariccia, Albano Laziale, Castel Gandolfo.

SCOSSA AVVERTITA ANCHE A ROMA

A Roma, sulla riva sinistra del Tevere, entro il recinto aureliano, provoca crolli parziali e lesioni anche nei monumenti importanti

quali la Chiesa del Gesù, Ssn Giovanni in Laterano,Palazzo Chigi,

Le Mura Aureliane, Palazzo Sciarra e l’Anfiteatro Flavio.

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Almanacco. 18 luglio 2003 muore a Roma Sandro Ciotti

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un indimenticabile radiocronista. Il 18 luglio 2003 muore Sandro Ciotti:

Nel mosaico della sua vita, piano piano, tutte le tessere vanno

al loro posto per consegnare alla storia del giornalismo italiano

un grande personaggio, caro a milioni di appassionati di calcio e musica per la inconfondibile voce.

Alessandro Ciotti, nato a Roma e qui morto nel 2003, è un ex calciatore e giornalista, celebre voce della radio, in particolare cronista di Tutto il calcio minuto per minuto.

A cinque anni Sandro comincia a studiare il violino ma la musica sarà solo una passione e un altro fronte d’interesse giornalistico.

Inizia a giocare nelle giovanili della S.S. Lazio e in seguito, nel ruolo

di mediano, nel Forlì e nell’Anconitana in Serie C e nel Frosinone in quarta serie, tra gli anni Quaranta e Cinquanta.

Scopre presto che la sua passione è raccontare le gesta sportive degli altri e così intraprende la carriera di giornalista, collaborando a Paese Sera, Il Messaggero e Giornale d’Italia.

Al suo padrino di battesimo, il poeta Trilussa, confida, però, di non sentirsi bravo come il padre, anch’egli giornalista.

NEL 1958 INIZIA LA CARRIERA DI RADIOCRONISTA

Nel 1958 entra in RAI, due anni dopo è il radiocronista di Danimarca-Argentina, incontro di calcio valido per le Olimpiadi di Roma.

Nei decenni successivi, racconterà oltre 2400 partite, 15 giri d’Italia, 9 Tour de France, una decina di Olimpiadi e altrettanti Mondiali di calcio.

Nella storia e nel parlare comune, ad indicare un risultato inatteso,

entra la sua locuzione Clamoroso al Cibali, quando il 4 giugno 1961 commenta l’incredibile vittoria del Catania sull’Inter per 2-0 allo stadio Cibali.

La sua voce roca è il risultato di 14 ore consecutive di diretta sotto la pioggia, durante le Olimpiadi di Città del Messico del 1968.

Ma questo timbro particolare (cimento negli anni di numerosi imitatori) è il simbolo di 30 anni di calcio prima radiofonico (indimenticabile “Scusa Ameri, qui è Ciotti”),

poi anche televisivo con la sua conduzione della Domenica Sportiva (per 5 anni fino al 1991), quando in tanti hanno difficoltà ad associare voce e viso, sconosciuto ai più.

Caratteristiche pure le sue camicie con il collo anni ’70.

Scrive canzoni di successo per Enzo Jannacci (“Veronica”) e Peppino Di Capri (“Volo”) e racconta numerose edizioni del Festival di Sanremo per i radioascoltatori del giornale radio della RAI.

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Yoshiko Watanabe Romics d’Oro della XXIX edizione

Yoshiko Watanabe Romics d’Oro della XXIX edizione. Dai capolavori dell’animazione giapponese ai graphic novel, fino al cinema d’animazione italiano Yoshiko Watanabe autrice di fumetti, animatrice e illustratrice giapponese, sarà premiata durante la XXIX edizione di Romics in programma dal 6 al 9 ottobre 2022 a Fiera Roma. Guardando alla sua carriera, ci troviamo immersi nelle grandi opere di Osamu Tezuka, da Kimba il Leone Bianco a La principessa Zaffiro e Astroboy per arrivare ai successi del cinema di animazione italiano con La Gabbianella e il gatto, Aida degli Alberi, Winx, fino scoprire i suoi graphic novel, le sue opere più personali.

Yoshiko Watanabe e la sua trasversalità che unisce mondi creativi diversi

Caratterizzata da una grande trasversalità, Yoshiko Watanabe, riesce a unire e attraversare con grande eleganza e intensità mondi creativi diversi; il suo stile personale emerge fortemente nei graphic novel, ma al tempo stesso dialoga con grande consapevolezza con le icone rappresentate dai personaggi di Osamu Tezuka, fino a mettere a disposizione la sua matita per il cinema di animazione italiano ed approdare poi alla didattica.

Dopo la laurea entra nello studio di animazione Mushi Production

L’artista, laureata presso la facoltà di Scenografia Teatrale della Musashino Art University di Tokyo, nel 1965 entra presto a far parte come animatrice dello studio di animazione Mushi Production, fondato dal Maestro Osamu Tezuka lavorando come animatrice alle celebri serie tv Astroboy, La Principessa Zaffiro, Kimba – Il Leone Bianco, Monkey, Rocky Joe e molte altre. Al fianco del Maestro Tezuka ha lavora anche ai lungometraggi animati Le mille e una notte e Cleopatra. Nel 1978 approda allo studio Tezuka Productions. Trasferitasi in Italia negli anni ‘70, nel decennio successivo disegna le serie a fumetti Tiramolla, Masters of the Universe, Poochie e Pistillo e contemporaneamente illustra fiabe sia per il mercato italiano che per quello giapponese.

Lavoro in Italia per serie RAI

Per Mondo Tv collabora alle serie animate RAI Robin Hood e Il Corsaro Nero. Dagli anni ’90 in poi partecipa alla realizzazione dei lungometraggi italiani La Freccia Azzurra, La Gabbianella e il Gatto e Opopomoz di Enzo D’Alò, Aida degli Alberi di Guido Manuli e Johan Padan e la Descoverta de le Americhe di Giulio Cingoli. Nello stesso periodo inizia l’attività da insegnante del corso Manga alla Scuola Romana dei Fumetti. Parallelamente all’insegnamento si dedica alla produzione delle graphic novel La Storia di Sayo per Kappa Edizioni e Donran per GP Publishing scritte con Giovanni Masi; Sute – Il Figlio degli Spiriti ancora per GP Publishing, NoraNeko – Gatti Vagabondi per Editoriale Cosmo. Nel 2003 realizza gli storyboard della serie animata Winx (Rainbow Productions).

Nel 2010 il manuale Corso Manga

Pubblica il manuale didattico Corso Manga (Dino Audino Editore), scritto nel 2010 con Marco Vignati. Nel 2016 si aggiudica il premio “Miglior Libro di Scuola Giapponese” alla 15° edizione del Premio Romics dei Libri a Fumetti per Come un Balletto di Musica Rock (Edizioni Star Comics), scritto con Stefano Simeone. Nel 2020 esce la fiaba illustrata Il Foglio d’Oro (Tora Edizioni). È di prossima pubblicazione l’adattamento a fumetti del romanzo di George Orwell La Fattoria degli Animali (Fanucci Comics), scritto da Alessandro Ruggieri e con i colori di Mirko Milone.

Yoshiko Watanabe protagonista a Romics

Yoshiko Watanabe sarà protagonista a Romics di un incontro con il pubblico che ripercorrerà la sua carriera e di una grande mostra personale che attraverso il suo stile grafico e pittorico ci accompagnerà nella scoperta di mondi straordinari e paralleli: gli esordi nell’animazione giapponese, i graphic novel e i fumetti seriali, le collaborazioni con il cinema italiano.

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Oggi alle 21.30 decennale Festival letterario “Tolfa Gialli-Noir”

 Decimo anniversario per il Festival Tolfa Gialli e Noir:

oggi e domani a Tolfa (Roma), un doppio appuntamento per

festeggiare il brillante evento letterario dedicato alle eccellenze

del mondo della giallistica, che negli ultimi anni si è affermato

a livello nazionale per la sua formula originale e divertente, mirata valorizzare e promuovere la lettura e la scrittura.

Nel suggestivo Chiostro rinascimentale del Polo Culturale di Tolfa, protagonista questa sera dalle 21.30,

sarà il giornalista, autore televisivo, critico musicale e conduttore radiofonico Alessandro Robecchi.

Nella sua veste d’autore di genere, noto per il fortunato e amato personaggio Carlo Monterossi, presenterà il suo ultimo romanzo

“Una piccola questione di cuore”, edito da Sellerio.

DOPPIO APPUNTAMENTO IN PROVINCIA DI ROMA

Domani alle 21.30 il Festival ospiterà l’8 edizione del Premio letterario Glauco Felici – Fondazione Cariciv 2022:

sul palco i tre autori finalisti, selezionati da una giuria di esperti

in ambito culturale e letterario composta da Maluè Felici (Presidente), Fabrizio Barbaranelli, Caterina Battilocchio,

Tommaso De Lorenzis, Serena Ferraiolo, Franco Limardi, Valerio Nardoni, Stefania Scriscia e Alessandra Tedesco.

A condurre entrambe le serate, con la sua inimitabile verve, l’immancabile Gino Saladini, noto criminologo e brillante

autore a sua volta di romanzi noir, accompagnato dagli

interventi dei membri dei giurati, che presenterà, intervisterà e

incalzerà i tre scrittori:

Lorenza Ghinelli autrice di “Bunny Boy” (Marsilio), François Morlupi autore di “Nel nero degli abissi,

Un’indagine per i cinque di Monteverde” (Salani) e Stefano Piedimonte autore di “I magnifici idioti” (Rizzoli).

Autori, opere ed editori estremamente interessanti che saranno “complici” di tutte le emozioni presenti sul palco.

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Almanacco. 16 luglio 1914 La Casa di Dante in Roma viene costituita come Ente Morale da Vittorio Emanuele III

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 16 luglio 1914.

La Casa di Dante in Roma viene costituita come Ente Morale

con Regio Decreto n.796 da Vittorio Emanuele III .

L’Istituzione ha ancora Sede nel Palazzetto degli Anguillara, in Piazza Sonnino n.5.

Già dal 1902 il barone Sonnino (al quale è intitolata la piazza su cui il palazzo si affaccia) ottenne dal Comune di Roma l’uso dell’edificio

per le lecturae Dantis allora in gran voga, e di qui nacque nel 1914 l’istituzione culturale.

La Casa di Dante in Roma venne costituita come ente morale nel 1914 dal regio decreto del 16 luglio 1914 n.796 da re Vittorio Emanuele III

e dichiarata sotto l’alto patrocinio dalla regina madre Margherita di Savoia, che pose la prima firma delle attività culturali allo scopo

di essere l’organo principe in Italia per la promulgazione e il sostegno dell’opera dantesca, con particolare attenzione alla Divina Commedia.

L’ISTITUZIONE HA SEDE NEL PALAZZETTO DEGLI ANGUILLARA

Il 21 settembre 1921 avvenne la consegna con una solenne cerimonia.
Una lapide marmorea, dettata da Corrado Ricci e tuttora esposta sulla parete del Palazzetto prospiciente il Tevere, ricorda l’evento.

Attualmente è retta da un Consiglio direttivo formato da un Presidente

e sei Consiglieri e un Segretario, eletti dall’Assemblea generale dei Soci. Dal 1º marzo 2012 è in carica come Presidente il cardinale Gianfranco Ravasi.

ATTIVITA’ DELLA CASA DI DANTE

In quasi cento anni di storia la Casa di Dante in Roma si è imposta

come uno dei più prestigiosi e attivi centri di ricerca dantesca in Italia

e all’estero, ottemperando con rigore alla missione affidatale dai fondatori, le massime autorità dello Stato e il Comune di Roma,

sancita nello Statuto:

ha infatti organizzato più di 1400 lecturae Dantis, le celebri conferenze che tra ottobre e aprile vengono tenute la domenica mattina alle ore 11.00 nell’ampio salone della sua sede da esperti dantisti di fama nazionale ed internazionale,

i quali leggono e commentano uno dei 100 canti della Commedia oppure approfondiscono temi legati ai problemi generali dell’opera

del grande poeta fiorentino, del suo pensiero, della storia del suo tempo, della fortuna del suo poema nella letteratura e nella pittura dei secoli successivi.

Le letture sono gratuite ed aperte a tutti, fino ad esaurimento posti.
Attualmente la Casa di Dante in Roma organizza:

mostre, convegni, seminari, conferenze, esposizioni di libri,

sul maggior poeta italiano e tutte le domeniche continuano letture e spiegazioni dei canti della Commedia invitando al dibattito eminenti intellettuali e docenti universitari.

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Almanacco. 15 luglio 1823 un incendio distrugge la Basilica di San Paolo fuori le mura

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un tragico fatto avvenuto

a Roma il 15 luglio 1823.

Nella notte un incendio distrugge la basilica di San Paolo fuori le mura.

Il rogo è causato dalla sbadataggine di uno stagnaio che,

dopo aver sistemato le grondaie del tetto della navata centrale

della Chiesa, dimentica acceso il fuoco che aveva usato per il lavoro.

Un buttero, Giuseppe Perna, che pascolava il bestiame nelle

vicinanze lanciò l’allarme quando l’incendio era comunque già avviato.

Avvisati da Perna, i Vigili del Fuoco, al comando del marchese Origo, arrivarono in circa due ore.

RIMASERO IN PIEDI POCHE STRUTTURE

Dopo l’incendio rimasero in piedi poche strutture.

Il transetto miracolosamente aveva retto al crollo di parte delle navate

e resistito alle altissime temperature dell’incendio, preservando il ciborio di Arnolfo di Cambio ed alcuni mosaici.

Si salvarono anche l’abside, l’arco trionfale, il chiostro e il candelabro, ma si dovettero ricostruire gran parte delle strutture murarie.

In quell’epoca il dibattito sulle varie teorie del restauro era già piuttosto avanzato rispetto alla scarsa attenzione del passato.

Per questo e anche per espressa volontà dei Papi, pur con l’utilizzo

di nuovi materiali reso necessario dall’entità della distruzione, la ricostruzione rispecchiò fedelmente l’architettura

dell’antica basilica costantiniana, di modo che tra le quattro principali basiliche romane quella di S. Paolo è quella che maggiormente richiama la forma della basilica iniziale.

Un quadro alla Galleria nazionale d’arte moderna ce ne dà la fotografia esatta della situazione a incendio concluso.

Verrà ricostruita nelle forme originarie dall’architetto Poletti.