Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 2 agosto 1667.
Muore suicida a Roma il grande architetto Francesco Borromini,
una grande personalità come lui non può ricevere il trattamento
di tutti i suicidi: non essere sepolto in terra consacrata.
Nei giorni di agonia – si dirà – che ha avuto il tempo di chiedere perdono al Signore.
TRA LE OPERE DI BORROMINI, IL BALDACCHINO DI S.PIETRO
L’immagine della chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, il baldacchino
di San Pietro, la chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane,
di quella di Sant’Agnese in Agone restano a testimoniare il genio dell’artista.
La salita al trono di papa Alessandro VII, nel 1655, segnò il tramonto professionale di Borromini, che cadde inesorabilmente in
una profonda crisi psicologica, inaspritasi alla luce della nuova
ascesa di Bernini che ritornò ad essere l’architetto preferito dalla corte papale.
Borromini concluse tragicamente i propri giorni.
Nell’estate del 1667 la sua salute, già travagliata da feroci
disturbi nervosi e depressivi, si aggravò a causa di ripetute
febbri e di un’insonnia cronica.
SI UCCISE CON UNA SPADA
La sera del 1º agosto, secondo la testimonianza del diarista Cartari Febei, fu tuttavia ancora più stravagante e lacrimevole, in
quanto l’architetto, che era «caduto da alcuni giorni in pieno
umore ipocondriaco, con una spada, appoggiata col pomo in terra
e con la punta verso il proprio corpo si ammazzò».
In altre parole Borromini, quando il servo non obbedì al suo ordine
di accendere un lume per scrivere, fu colto da uno spropositato attacco d’ira e si trafisse letalmente con una spada.
FU SEPOLTO NELLA CHIESA DI S.GIOVANNI DEI FIORENTINI
La morte non fu immediata, bensì sopraggiunse «alle dieci ore dell’alba»;
in questo modo, Borromini ebbe il tempo di spiegare le ragioni
del folle gesto, dettare le proprie disposizioni testamentarie,
e ordinare di essere sepolto nello stesso sepolcro dell’amato Carlo Maderno, nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini.
L’episodio della morte dell’artista è diventato oggetto del brano
Morte di Borromini per voce recitante e orchestra (1988) di Salvatore Sciarrino, eseguito per la prima volta presso il Teatro alla
Scala di Milano, con l’orchestra del Teatro diretta da Riccardo Muti il 20 ottobre 1988.