Categorie
Cultura

Il Maxxi di via guido reni diventa grande:raddoppierà il Museo del Flaminio

Il Maxxi di via Guido Reni, il museo del Flaminio che custodisce un’ampia collezione di opere d’arte contemporanea, ha lanciato oggi giovedì 10 febbraio il progetto “Grande Maxxi”, finanziato con 15 milioni di euro dal piano strategico del ministero della Cultura approvato il 9 febbraio. 

Un’idea nata durante il lockdown

A illustrare la nuova visione è stata la presidente della Fondazione che gestisce il polo, Giovanna Melandri. “Oggi comincia un’avventura ambiziosa – le parole dell’ex Ministra – , una sfida audace ma molto concreta.

L’intelligenza collettiva di questo luogo presenta il Grande Maxxi, che rappresenta la base per una proiezione più avanzata del museo, una prospettiva più matura della capacità attrattiva di questo laboratorio di futuro. Non per dire che finora sia stato altra cosa da un polo di ricerca, luogo di sperimentazione artistica e intellettuale, perché è la strada su cui abbiamo camminato per un decennio.

Il Maxxi è un’istituzione strumentale alle politiche nazionali per il contemporaneo”. Melandri poi spiega le origini del progetto di ampliamento della struttura: “E’ nato nella pandemia – racconta -, quando eravamo chiusi ma non spenti.

La pandemia ci ha fatto imparare molto, abbiamo capito quanto i nostri contenuti fossero preziosi, visualizzati da 16 milioni di persone durante il lockdown. Abbiamo varcato i confini di questo edificio arrivando a via Oslavia dove abbiamo restituito alla città la casa di Giacomo Balla.

Il nuovo hub polifunzionale

Alla presenza del Ministro della Cultura Dario Franceschini, del Ministro della Difesa Enrico Giovannini, del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e del sindaco Roberto Gualtieri, Melandri è poi scesa nel dettaglio del nuovo edificio che verrà realizzato a fianco di quello già esistente, aperto al pubblico dieci anni fa e progettato da Zaha Hadid: “Sarà un edificio completamente sostenibile che ospiterà un hub per la ricerca e la sperimentazione – spiega la presidente – per la rigenerazione urbana, un vero e proprio centro al servizio della città. Inoltre ci sarà un centro di eccellenza per il restauro contemporaneo”. 

La galleria “green”

Il giardino pensile dell’hub sarà collegato tramite una galleria “green” con l’edificio di via Masaccio, con orti urbani produttivi che forniranno i punti di ristoro, ma anche orti didattici per le scuole. “Sostenibilità, innovazione e inclusione – aggiunge Melandri – sono le tre parole chiave per descrivere il Grande Maxxi e combaciano con i tre obiettivi principali del Pnrr, che finanzia in parte questo progetto. 

Un quadrante in fermento

Il quadrante del Flaminio sarà dunque uno dei più attivi e coinvolti da interventi urbanistici nei prossimi anni. Alla realizzazione del nuovo edificio nel complesso del Maxxi si affiancherà infatti anche la costruzione del Museo della Scienza all’interno dell’area delle ex caserme, atteso da anni a Roma, annunciato dall’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia. Verrà finanziato con 43 milioni di euro da Cassa Depositi e Prestiti. 

Categorie
Cultura

Il Japanese Film Festival online dal 14 febbraio

L’Istituto Giapponese di cultura presenta dal 14 al 27 febbraio il Japanese Film Festival online con 19 titoli in programma, tra cui 6 film recentissimi inediti in Italia, usciti in patria tra il 2020 e il 2021.

Lungometraggi e documentari dell’ultimo decennio

Otto lungometraggi realizzati nel decennio 2008-2018, tra cui Until the Break of Dawn, film del 2012 che regala al pubblico un’altra straordinaria interpretazione dell’attrice Kiki Kirin (scomparsa nel 2018), questa volta nel ruolo di una nonna dotata del potere di ricongiungere i vivi con i morti. 2 documentari che puntano l’attenzione su uno sport e su un cibo che immediatamente richiamano il Giappone al solo nominarli: il sumo, svelato negli aspetti più intimi e nascosti nel film documentario Sumo-do – The Successors of Samurai – (2020) e il ramen, tipica zuppa a base di spaghetti di frumento che rappresenta forse il cibo più amato e consumato dai giapponesi di ieri e di oggi nell’intero arcipelago, reso leggendario dal protagonista di The God of Ramen (2013); due lavori esclusivi, appassionati e, come sempre, rispettosi delle vite dei protagonisti cui si chiede di raccontare e raccontarsi davanti alle telecamere.

Anche due film d’animazione

Due anche i film di animazione, The Time of Eve The Film (2010) e Patema Inverted (2013) diretti dal regista Yoshiura Yasuhiro, fine osservatore dell’animo umano, che analizza con tocco delicato e razionale le dinamiche interpersonali e le difficoltà di comunicare, immagina possibili interazioni tra umani e androidi e ipotizza mondi rovesciati che spiazzano lo spettatore, facendolo vacillare di fronte a punti di osservazione della realtà del tutto inconsueti.

Tra gli eventi cinque dirette streaming

Tra gli eventi speciali del Festival anche cinque dirette streaming per approfondire temi, generi e autori, organizzate dall’Istituto Giapponese in collaborazione con associazioni, blog, festival, siti di critica cinematografica e con quanti di voi vorranno condividere commenti e opinioni sui film in programma.

Categorie
Cultura

“Gribouillage/Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly” a Villa Medici

Dal 3 marzo al 22 maggio 2022 l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici presenta in anteprima la mostra-evento “Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly” concepita dalle due curatrici Francesca Alberti (Villa Medici) e Diane Bodart (Columbia University), con la collaborazione di Philippe-Alain Michaud, in qualità di curatore associato (Centre Pompidou).

Mostra in due presentazioni successive

La mostra si sviluppa in due presentazioni successive, entrambe inedite e complementari, una a Roma e l’altra a Parigi: la prima a Villa Medici, dal 3 marzo al 22 maggio 2022, sarà seguita dalla seconda ai Beaux-Arts di Parigi dal 19 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023. Con circa 300 opere originali che vanno dal Rinascimento all’epoca contemporanea, questa duplice presentazione mette in luce uno degli aspetti più sconosciuti e meno controllati della pratica del disegno.

Scarabocchio ha da sempre scandito la storia della creazione artistica

Affrontando le molteplici sfaccettature dello scarabocchiare in ambito artistico, dagli schizzi imbrattati sul retro dei dipinti agli scarabocchi che diventano vera e propria opera, l’esposizione mostra come queste pratiche grafiche sperimentali, trasgressive, regressive e liberatorie, che sembrano non obbedire a nessuna regola, hanno da sempre scandito la storia della creazione artistica.

Categorie
Cultura

Almanacco: 9 febbraio 1965:inaugurata la metropolitana di Roma

Il 9 febbraio 1965 viene inaugurata la prima metropolitana di Roma,

ma anche la prima in Italia.

E da allora, non è cambiato poi molto, dato che all’attuale linea B, la linea più vecchia, sono state affiancate le sole Metro A e Metro C.

La prima linea metropolitana a Roma fu progettata e iniziata negli anni trenta durante il regime fascista, allo scopo di offrire un collegamento rapido tra la stazione Termini (situata al centro della città) e il nuovo quartiere denominato E42 (l’attuale EUR), dove avrebbe dovuto aver luogo l’Esposizione Universale  del 1942.

Per tale motivo la linea avrebbe dovuto chiamarsi “Ferrovia dell’E 42”.

Le caratteristiche tecniche, compresa l’altezza dei marciapiedi e delle banchine, erano le stesse della già esistente Roma-Lido, di cui la nuova linea metropolitana avrebbe ricalcato parte del tracciato e condiviso impianti di trazione elettrica e di deposito.

La manifestazione non ebbe mai luogo a causa dell’entrata in guerra dell’Italia, nel 1940.

Al momento dell’interruzione dei lavori erano già state realizzate alcune gallerie (nel tratto che va da Termini a Piramide) che durante la guerra furono utilizzate come rifugi antiaerei dalla popolazione della città.

I lavori ripresero nel 1948, contemporaneamente all’avanzamento dei lavori nell’ex-area dell’esposizione che mutò parzialmente fisionomia, destinazione (divenendo un riuscito quartiere direzionale) e nome (EUR, in seguito Europa).

La linea venne inaugurata alla stazione Termini il 9 febbraio 1955 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, insieme al cardinale vicario di Roma Clemente Micara.

Il giorno successivo venne aperto l’esercizio al pubblico.

In seguito all’apertura della nuova linea metropolitana, la Linea A, inaugurata il 16 febbraio 1980 dall’allora sindaco di Roma Luigi Petroselli, l’allora “Ferrovia dell’E 42” prese il nome di Linea B.

Categorie
Cultura

Torna la rassegna “La Fiaba sul Comò”

Dopo il successo delle precedenti edizioni, allo Spazio Rossellini di Roma, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio, da domenica 13 febbraio 2022 torna la rassegna “La Fiaba sul Comò” promossa da ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio.

La rassegna comprende quattro domeniche dedicate ai bambini

Con l’ideazione di Katia Caselli, coordinatrice artistico-progettuale dello Spazio Rossellini, la rassegna comprende quattro domeniche dedicate ai bambini e alle loro famiglie con spettacoli e laboratori a tema con l’intento non solo di intrattenere e divertire, ma anche stimolare la fantasia, dando spazio alla libertà di immaginazione e l’inventiva di tutti i partecipanti.

Inaugura Giannino Stoppani in Arte Burrasca

Lo spettacolo che inaugurerà questa terza edizione, domenica 13 febbraio, è Giannino Stoppani in Arte Burrasca, un viaggio rap, comico e poetico nella mente di un bambino felice e coraggioso di dieci anni nella Toscana di fine ‘800, ispirato in parte alla mitica figura di Gianburrasca. Lo spettacolo, scritto e diretto da Giacomo Sette, è caratterizzato dall’uso sapiente e spensierato di diversi linguaggi artistici come il teatro d’ombre, clownerie e una narrazione composta da una miscela di dialoghi e brani cantati, per i quali si è scelto principalmente il linguaggio del rap, il più universale per i ragazzi di tutte le ultime generazioni. Prodotto da Settimo Cielo, è vincitore del Bando Nuove Produzioni 2020 della Regione Lazio.

Categorie
Cultura

I 173 anni della Repubblica Romana

Mercoledì 9 febbraio 2022 si festeggeranno i 173 anni dalla proclamazione della Repubblica Romana del 1849 e come di consueto al Gianicolo il Mausoleo Ossario Garibaldino e il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di porta San Pancrazio onoreranno la ricorrenza osservando aperture straordinarie prolungate e ospitando iniziative divulgative in ricordo dell’importante esperienza storica.

Eventi promossi da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Gli eventi sono promossi da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. La breve ma significativa stagione che vide Roma, tra il febbraio e il luglio del 1849, presentarsi con un inedito volto laico e repubblicano, costituì infatti uno dei momenti chiave del nostro Risorgimento, al quale impresse una spinta decisiva ponendo la città al centro di un progetto di unità nazionale. E proprio il Gianicolo, dove si concentrano oggi le iniziative in memoria, costituì il punto chiave degli scontri del 1849, quando le truppe francesi aggredirono militarmente la Repubblica Romana.

Cerimonia commemorativa in prossimità delle tombe dei caduti

In prossimità delle tombe dei caduti che resistettero all’assedio si svolgerà nella prima mattinata di mercoledì 9 febbraio 2022 la cerimonia commemorativa durante la quale, alla presenza delle autorità di Roma Capitale, Città Metropolitana e Regione Lazio, sull’area marmorea del Mausoleo Ossario Garibaldino verrà deposta una corona, in memoria dell’importante episodio storico per il quale Roma vanta sul gonfalone la medaglia d’oro al valor militare.

Al termine della cerimonia sarà possibile accedere alla cripta

Al termine della cerimonia sarà possibile poi accedere alla sottostante cripta-sacrario, ove riposano le spoglie dei caduti, accompagnati dai volontari del Servizio Civile Universale, che resteranno a disposizione dei visitatori l’intera giornata per fornire assistenza alla visita dell’area monumentale e visite guidate di approfondimento nel doveroso omaggio alle tante vite spese, tra cui quella di Goffredo Mameli. Gli appuntamenti per le visite guidate sono previsti alle ore 11, 12.30, 15 e 16.

Categorie
Cultura

Almanacco: 8 febbraio 1751 muore Nicola Salvi, l’architetto della Fontana di Trevi

L’8 Febbraio 1751 Muore a Roma NICOLA SALVI è stato un architetto italiano.
Nel 1728, partito il suo maestro per Lisbona, Salvi ne ereditò la bottega e le commissioni romane.
Inizialmente lavorò ad apparati effimeri, come i fuochi d’artificio in Piazza di Spagna per celebrare “i reciproci matrimoni tra le reali corone di Spagna e Portogallo”.
La sua carriera di architetto non è costellata da un gran numero di opere, a causa anche di gravi problemi di salute che lo afflissero dal 1744 circa.
Autore di opere da un respiro solenne e misurato, quasi neorinascimentale, equidistante sia dal barocco che dalle nuove istanze del neoclassicismo, Salvi fu un architetto apprezzatissimo ai suoi tempi, anche per la sua abilità nel disegno e la sua capacità didattica.
Nel 1745 fu ammesso alla Congregazione dei Virtuosi al Pantheon.
Il lavoro della fontana di Trevi occupò il Salvi fino praticamente alla morte.
Lasciata in uno stato di abbandono, dopo i primi progetti che Gian Lorenzo Bernini aveva eseguito per Urbano VIII, la vasca era stata pensata per diventare la mostra monumentale dell’Acqua Vergine, un acquedotto di origine antica che era stato restaurato in epoca papale.
La Fontana di Trevi disegnata da Salvi è costituita da una grande vasca, ornata da una spettacolare scogliera sbozzata in travertino e movimentata da numerose statue, tra cui il Nettuno di Pietro Bracci e due figure allegoriche di Filippo della Valle.
Il fondale architettonico, solenne e classicheggiante, è costituito dalla facciata del Palazzo Poli e da un arco di trionfo sormontato da una balaustra e da trofei militari.
Alla morte dell’architetto, tuttavia, la fontana era compiuta solo nelle fondamenta, e i lavori si fermarono.
Pochi anni dopo essi ripresero sotto la guida del Pannini, che, in disaccordo con il progetto, iniziò a modificarlo.
Per questo motivo gli venne revocato l’incarico nel 1756.
Nel 1761 esso venne affidato a Pietro Bracci, antico amico di Nicola Salvi.
Il Bracci rispettò l’idea progettuale di Salvi e, avvalendosi del figlio Virginio, architetto e futuro principe del consiglio del Buon Governo, sarà lui a completare in soli due anni la fontana, realizzando il colossale Nettuno ed i due tritoni.
Nicola Salvi morì, l’8 febbraio 1751 nella sua casa in via della Colonna, a Roma.

Categorie
Cultura

RomAmoR a prima vista, San Valentino 2022

Con un ricco e vario programma di “visite-racconto” alla scoperta di personaggi, episodi e aneddoti della storia della città e per tre giorni, dal 13 al 15 febbraio cittadini e turisti, innamorati e non solo, potranno festeggiare la ricorrenza di San Valentino lungo le vie, nei musei e nei monumenti civici.

L’iniziativa è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nell’ambito del programma educativo “Patrimonio in Comune. Conoscere è partecipare”. Organizzazione e servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

Saranno narrati celebri amori: quello di Anita e Giuseppe Garibaldi al Museo della Repubblica Romana, quello di Paolo e Francesca al Museo Canonica e il leggendario sentimento tra Amore e Psiche ai Musei Capitolini e al Museo di Roma. Non mancheranno curiosità sull’amore ai tempi degli imperatori Flavi e sugli intrighi amorosi alla corte di Napoleone Bonaparte.

E ancora: dagli “amori senza confini” al Museo Pleistocenico di Casal de’ Pazzi fino a immergersi nel cuore di Roma con itinerari che ripercorrono processioni e promesse d’amore, storie di amori contrastati e le scie dei sospiri amorosi tra il re Numa Pompilio e la Ninfa Egeria.

Il potere di Eros si farà sentire anche al Museo Barracco mentre al Museo di Zoologia saranno di scena… “amori bestiali”!

Le attività sono gratuite per tutti previa prenotazione allo 060608 (tranne che per il Museo Pietro Canonica dove la prenotazione è solo consigliata), sino ad esaurimento dei posti disponibili.

Ingresso ai siti archeologici e ai Musei secondo tariffazione vigente.

Categorie
Cultura

ALMANACCO: 7 febbraio 1987: Muore Claudio Villa

Il 7 Febbraio del 1987 si spegne a Padova Claudio Villa, nome d’arte di Claudio Pica (nato a Roma nel 1926).
Nell’arco della sua carriera ha venduto 45 milioni di dischi in tutto il mondo.

Per il temperamento fiero viene soprannominato “Il reuccio”.
Negli Anni Cinquanta è il protagonista assoluto sulle frequenze della Radio italiana.
Vince ben quattro Festival di Sanremo: con “Buongiorno Tristezza”, “Corde della mia chitarra”, “Addio… addio” e “Non pensare a me”.
Tra i suoi successi musicali più famosi, “Granada”, “Binario”, “Messico e nuvole”.
Il 1982 fu per Villa un anno particolarmente negativo, funestato dalla morte della madre.
Nello stesso anno fu eliminato alla prima serata del Festival di Sanremo, dove aveva presentato la canzone Facciamo la pace.
Nel 1984 fu ospite a Sanremo col brano fuori gara Un amore così grande.
Molte le interpretazioni legate a Roma, tra le quali “Vecchia Roma”, “Fontana di Trevi”, “Com’è bello fà l’amore quanno è sera”, “Quanno a Roma ‘na maschietta te vò bene”, “Nannì (‘Na gita a li castelli)”, “Casetta de Trastevere”, “Arrivederci Roma”, “A la renella”.
L’annuncio della sua morte, avvenuta a Padova dove era andato per farsi operare al cuore, venne dato in diretta televisiva, da Pippo Baudo il 7 febbraio, durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987, suscitando grande commozione fra i presenti.
Il decesso fu causato da una pancreatite e da infarto.
C’è una Lapide alla memoria di Claudio Villa a via della Lungara, dove era nato.
Nonostante nel suo repertorio vi fossero anche canti religiosi, Claudio Villa era ateo fin da giovane, e chiese la cremazione, proibendo ogni cerimonia religiosa, lasciando scritto: “Aiutate l’uomo del domani a sbarazzarsi degli ultimi baluardi del Cristianesimo!”.
Il corpo di Claudio Villa fu cremato e le sue ceneri tumulate nel cimitero San Sebastiano di Rocca di Papa.
Sull’epitaffio della sua tomba appare la frase “Vita sei bella, morte fai schifo”.

Categorie
Cultura

La festa di San Valentino

Con un ricco e vario programma di “visite-racconto” alla scoperta di personaggi, episodi e aneddoti della storia della città e per tre giorni, dal 13 al 15 febbraio, cittadini e turisti, innamorati e non solo, potranno festeggiare la ricorrenza di San Valentino lungo le vie, nei musei e nei monumenti civici. L’iniziativa è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nell’ambito del programma educativo “Patrimonio in Comune. Conoscere è partecipare”. Organizzazione e servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. Saranno narrati celebri amori: quello di Anita e Giuseppe Garibaldi al Museo della Repubblica Romana, quello di Paolo e Francesca al Museo Canonica e il leggendario sentimento tra Amore e Psiche ai Musei Capitolini e al Museo di Roma. Non mancheranno curiosità sull’amore ai tempi degli imperatori Flavi e sugli intrighi amorosi alla corte di Napoleone Bonaparte.