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ALMANACCO: 18 Gennaio 1987: Muore a Roma Renato Guttuso

18 gennaio 1987 muore a Roma il pittore di origine siciliana Renato Guttuso, padre del neorealismo.
Il talento di Guttuso fu precoce: a 13 anni iniziò già a datare e firmare i propri quadri e ad appena 17 anni allestì la sua prima mostra a Palermo.
Queste prime opere pittoriche raffiguravano i suoi contadini siciliani e compaesani, tra le quali spiccarono “Fuga dall’Etna” del 1937 e “Vuccirria”.
La sua arte affrontava temi legati al mondo contadino e rurale, temi sociali e politici.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Guttuso dipinse una serie di quadri dal titolo “Gott mit Uns”, Dio è con noi, un motto che era inciso sulle fibbie dei soldati nazisti.
Qui e nell’opera antifascista successiva, la celebre “I funerali di Togliatti”, emerse prepotente il suo messaggio polemico.
Trasferitosi a Parigi eseguì dei quadri che descrissero le marce di protesta dei giovani, il leggendario “maggio francese”.
Dal 1969 si stabilì a Roma, dove sposò Marta Marzotto.
Nel 1980 dedicò un acquerello alla strage di Bologna, dal titolo Il sonno della ragione genera mostri, come l’omonima acquaforte di Goya.
Nel 1982 dipinse il francobollo da 1.000 lire, raffigurante la Coppa FIFA sollevata da Dino Zoff durante la premiazione dei mondiali di calcio in Spagna dell 1982, che divenne un cult per i collezionisti di memorabilia calcistica e filatelia.
In questo periodo dipinse una serie di quadri autobiografici, tra i quali emerse lo splendido “Strega Malinconica”, datato 1982.
Guttuso si spense malinconicamente a Roma, in isolamento, dopo la morte della moglie.
La malattia di quest’ultima, infatti, lo aveva colpito al punto di fargli cessare ogni altra frequentazione.
Non avendo figli biologici riconosciuti adottò, poco prima della morte, Fabio Carapezza Guttuso, il figlio dello scienziato e grande amico Marcello Carapezza.
Il figlio adottivo fu molto vicino al maestro negli ultimi mesi di vita ed unico conforto dopo la perdita di molti cari.
Fabio Carapezza Guttuso è l’unico erede dell’immenso patrimonio di Guttuso.

Fondò gli Archivi Guttuso, cui destinò lo studio di piazza del Grillo, e integrò la collezione del museo di Bagheria con numerose opere ereditate.

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Da febbraio Fabrizio Moro prima all’Ariston e poi nei cinema da regista

Per Fabrizio Moro ,Il ritorno al Teatro Ariston in gara e subito dopo l’esordio nelle sale cinematografiche con la sua opera prima da regista.

Sarà un inizio di febbraio senza precedenti per Fabrizio Moro: da una parte la musica, con il ritorno sul palco di Sanremo con il brano “Sei tu” e l’uscita il 4 febbraio del nuovo album di inediti “La mia voce”, dall’altra il cinema con il suo film d’esordio “Ghiaccio” diretto a quattro mani con Alessio De Leonardis e interpretato da Giacomo Ferrara e Vinicio Marchioni, in uscita come evento al cinema il 7, 8 e 9 febbraio distribuito da Vision.

Il film (una produzione La Casa Rossa e Tenderstories) è stato scritto da Alessio De Leonardis insieme allo stesso Moro che è anche autore della colonna sonora e che ha scritto appositamente per questa sua opera prima il brano “Sei tu” con cui sarà in gara al 72esimo Festival di Sanremo, dopo le vittorie nel 2007, tra le nuove proposte, con il brano “Pensa” e nel 2018, tra i big, con la canzone “Non mi avete fatto niente” in coppia con Ermal Meta.

Ambientato nel mondo della boxe, in un quartiere della periferia romana, “Ghiaccio” racconta una storia di riscatto sociale, quella di un giovane aspirante pugile Giorgio (Giacomo Ferrara) che grazie all’aiuto del suo coach Massimo (Vinicio Marchioni) prova a riscattarsi da un destino che sembra per lui già segnato.

“Una storia di amicizia, di rivalsa, di speranza ma, soprattutto una storia d’amore, perché – dice Fabrizio – mentre immaginavo le scene, le inquadrature di questo film e scrivevo le canzoni di questo nuovo album, ogni giorno, mi tornava in mente sempre la stessa cosa: puoi lottare quanto vuoi, da soli non si vince mai”.

Il brano “Sei tu” è contenuto in “La mia Voce” (Fattoria del Moro / Distr. Warner Music Italy) il nuovo Ep di inediti del cantautore romano che esce a quasi due anni di distanza dall’album precedente, ”Figli di Nessuno”, e che sarà seguito da una seconda parte di inediti pubblicata ad ottobre 2022.

“’Sei tu’ – racconta Fabrizio – l’ho scritta per una persona che in questo momento così surreale e complicato, mi ha salvato dalla parte più brutta di me stesso, dai mostri della depressione.

L’amore è l’unica via d’uscita, sempre, per tutti …. È l’unica via d’uscita da questo vuoto interiore creato dalla mancanza di certezze, dalla mancanza di abbracci, dal dubbio del domani, dalla mancanza di lavoro, dalla pandemia, dalla rabbia sociale, dall’angoscia che ci viene a bussare alle 5.00 del mattino…. l’amore è l’unica via d’uscita, è inutile girarci intorno”.

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Sanremo, primo caso di Covid tra i Big: Aka7even è positivo

Prime tegole su Sanremo 2022. A pochi giorni dall’inizio uno dei Big del Festival, Aka 7even, ha annunciato di essere positivo e potrebbe quindi non partecipare alla kermesse.

“Ciao a tutti, volevo comunicarvi che a seguito di un tampone molecolare sono risultato positivo al Covid-19.

Fortunatamente sto bene, non ho sintomi e altrettando chi mi sta vicino. Abbiate cura di voi stessi e restate in guardia.

Vi abbraccio forte! A presto, Aka”, ha scritto sui social il giovane cantante ex concorrente di “Amici”.


Mentre sul palco dell’Ariston sono quindi cominciate le prove e mancano poco più di due settimane al debutto di questa nuova edizione del Festival, per Aka7even si profila la quarantena e la lunga trafila dei tamponi per verificare la fine della sua positività, lasciapassare per la sua partecipazione alla manifestazione. 

Il cantante è in gara tra i 25 Big con il brano “Perfetta così”.

Lo scorso anno Irama, in gara al Festival 2021, aveva dovuto partecipare con una registrazione eseguita durante le prove, perché in quarantena a causa della positività di alcuni suoi collaboratori.
La stessa procedura verrà adottata anche quest’anno come ha già annunciato Amadeus precisando che gli artisti che non potranno esibirsi a causa del Covid resteranno ugualmente in gara e verrà mandata in onda l’esibizione fatta alle prove.

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Cinema: Incassi -36% con Spiderman in testa

Segnale ancora negativo per gli incassi delle sale italiane, che secondo i dati Cinetel relativi al weekend compreso tra il 13 e il 16 gennaio, registrano un drastico calo del 36% rispetto alla settimana precedente, ovvero 3 milioni 263mila euro contro 5.074.588 euro.

“Spider-Man No Way Home” resta alla quinta settimana in testa alla classifica Cinetel, aggiungendo 507.505 euro e arrivando a 22.633.644 euro totali.

Un successo mondiale per il supereroe della Marvel arrivato ad un totale complessivo vertiginoso di 1,625,024,074 dollari.

Sul secondo gradino troviamo una new entry, il biopic sul tennis e sul sogno americano, “Una famiglia vincente – King Richard”, regia di Reinaldo Marcus Green, con Will Smith nei panni di Richard Williams: la vera storia delle campionesse di tennis, le sorelle Venus e Serena Williams, che ha incassato 395.933 in quattro giorni.

Subito a seguire “Scream”, saga di GhostFace al quinto sequel, il primo senza lo scomparso Wes Craven, con Neve Campbell, David Arquette, Courteney Cox e Marley Shelton, a cui si sono aggiunti le new entry Jenna Ortega, Melissa Barrera, Jack Quaid, Dylan Minnette: in quattro giorni di programmazione ha incassato 358.625 euro.

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ALMANACCO: 17 Gennaio 1991 muore Giacomo Manzu’

Muore GIACOMO MANZU‘ è stato uno scultore italiano.
Manzù ottiene la cattedra di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Brera che lascerà per dissensi con le autorità accademiche sul programma di studi per spostarsi a insegnare scultura dell’Accademia Albertina di Torino.
Lascerà quindi la città con l’imperversare della guerra rifugiandosi a Clusone.
Il suo nudo Francesca Blanc vince il premio della Quadriennale di Roma del 1943.
Inizia a lavorare, insieme ad Alfredo Biagini, alla realizzazione della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro in Vaticano (compiuta nel 1964).
La porta vaticana, che impegna l’artista dal 1947 al 1964, diviene l’epicentro di una poetica che, nel dialogare con la tradizione, ne rifiuta gli aspetti più strettamente accademici.
Nel 1964 Manzù va a vivere in una villa vicino Ardea (Roma), nella località di Campo del Fico nella frazione di Fossignano adiacente all’antica rocca di Ardea, ma nel comune di Aprilia.
La località fra Ardea e Aprilia è oggi stata ribattezzata Colle Manzù e anche il comune di Aprilia ha dedicato a Manzù la propria biblioteca comunale e la sala conferenze.
Nel 1969 si ha l’inaugurazione del Museo Amici di Manzù di Ardea.
Lo stesso anno muore il figlio designer Pio.
Nei tardi anni sessanta diventa scenografo, allestendo costumi e scene per Igor’ Fëdorovič Stravinskij (per il suo Edipo Re del 1964), Goffredo Petrassi, Claude Debussy, Richard Wagner e Giuseppe Verdi.
È suo il Monumento al partigiano sito a Bergamo, inaugurato nel 1977. Sempre a Bergamo numerose sue opere sono raccolte alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea.
Nel 1974, (il 19 novembre), avviene un “tentato rapimento nella villa di Ardea di Giulia e Mileto figli di Giacomo Manzù” (Paese Sera).
Nel 1979 Manzù dona le sue opere allo Stato Italiano.
Manzù muore nella sua villa-museo a Campo del Fico (Aprilia), il 17 gennaio del 1991.

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Angela Hewitt apre la stagione a Santa Cecilia

Sarà Angela Hewitt ad aprire la lista dei prestigiosi nomi del pianismo internazionale attesi nel nuovo anno per la Stagione da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La pianista canadese debutterà infatti a Santa Cecilia il prossimo 19 gennaio (Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli ore 20.30) dopo il forzato annullamento, a causa delle restrizioni, del recital previsto a marzo 2021.

Programma con tre differenti stili

Conosciuta e apprezzata come interprete di riferimento del repertorio barocco eseguito al pianoforte per il quale è stata insignita di numerosi riconoscimenti, la Hewitt presenterà un programma che nello spazio di una sola sera offre un’esaustiva panoramica dei più importanti autori per clavicembalo e soprattutto di tre differenti stili: quello francese, galante e aristocratico di François Couperin del quale è in programma il XVIII Ordre dal terzo libro dei Pièces pour Clavecin; quello italiano rappresentato dalle Sonate di Domenico Scarlatti, che nella sua opera arricchisce la tecnica dello strumento e la declina in salti sulla tastiera, incroci delle mani, diteggiature ardite per finire con il sommo J.S. Bach, del quale sono in programma quattro Preludi e Fughe dal secondo libro del Clavicembalo ben temperato, la Suite Inglese n. 4 e la Passacaglia BWV 582.

Angela Hewitt consacrata eseguendo le opere di Bach

Tra le pianiste più conosciute e apprezzate a livello mondiale, Angela Hewitt appare regolarmente in recital e con le più importanti orchestre in Europa, nelle Americhe, in Australia e in Asia. Le sue esecuzioni delle opere di Bach l’hanno consacrata come una delle interpreti di riferimento del compositore ai giorni nostri. Nata in una famiglia di musicisti (il padre era organista e direttore di coro della Cattedrale di Ottawa, in Canada), Angela Hewitt ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di tre anni, esibendosi in pubblico a quattro e vincendo, un anno dopo, la sua prima borsa di studio. Nei suoi anni di formazione ha anche studiato balletto classico, violino e flauto dolce. Nel periodo 1963-73 Angela Hewitt ha studiato al Royal Conservatory of Music di Toronto, e ha poi completato il suo Diploma di Esecuzione Musicale all’Università di Ottawa nella classe del pianista francese Jean-Paul Sevilla, diplomandosi all’età di 18 anni.

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Il MAXXI celebra Sebastião Salgado

Doppio appuntamento dedicato a Sebastião Salgado al MAXXI: in occasione della mostra Amazônia (fino al 13 febbraio), che sta riscuotendo uno straordinario successo con oltre 102 mila visitatori tra ottobre e dicembre, il Museo presenta due eventi per approfondire i temi legati all’opera del fotografo brasiliano che raccoglie più di 200 scatti dell’Amazzonia brasiliana, mettendo in evidenza la fragilità di questo ecosistema.

Domani proiezione di One Earth

Si comincia domani, martedì 18 gennaio alle ore 18 con la proiezione di ONE EARTH – Tutto è connesso (Italia 2021, 93’), il documentario di Francesco De Augustinis, sul legame tra il sistema alimentare globale, la crisi climatica e le epidemie che stanno investendo il Pianeta. Oggi più che mai siamo consapevoli di vivere in un pianeta piccolo, dove quello che succede in una foresta all’altro capo del mondo, presto o tardi ha delle ripercussioni anche sul nostro quotidiano. One Earth è un racconto di queste connessioni e insieme una denuncia di diverse forme di sfruttamento e violenza, alla base del modo insostenibile della nostra specie di abitare la nostra unica Terra. Dalla Cina, nuovo gigante economico e della produzione alimentare, ai laboratori della “food silicon valley” in Olanda, alle terre contese alle popolazioni indigene in Brasile, alle minacce globali per la salute dell’uomo, fino alle domande etiche che sottendono il nostro rapporto con la natura: il film di Francesco De Augustinis, giornalista e documentarista esperto in tematiche alimentari e ambientali, racconta storie apparentemente lontane tra loro, rivelando come tutto è connesso, all’interno di un sistema complesso che si regge su un fragile equilibrio. L’evento, organizzato in collaborazione con Slow Food Roma, sarà introdotto Giulia Catania di Slow Food Roma e dal regista Francesco De Augustinis.

Il 21 gennaio “Quando si parla di fotogiornalismo”

Venerdì 21 gennaio alle ore 18 sarà la volta di Quando si parla di fotogiornalismo, un incontro con Alessandra Mauro, Direttrice editoriale Contrasto e il giornalista di Repubblica Michele Smargiassi. Dagli anni Settanta in poi, la fotografia, o meglio il fotogiornalismo, entra nei musei, prima in modo sommesso e poi sempre più evidente, stravolgendo le categorie del documento e dell’interpretazione e mettendo in crisi la differenza tra cosa debba essere appreso e cosa, invece, debba essere ammirato. Con i suoi grandiosi progetti fotografici, da La mano dell’Uomo a In cammino, a Genesi fino all’ultima, spettacolare mostra Amazônia, Sebastião Salgado rappresenta un caso emblematico in questo senso. Attraverso la sua storia e i suoi progetti ripercorriamo questa stagione particolare della fotografia e del fotogiornalismo, in grado come mai come prima di offrire non solo informazione ma anche in interpretazione ed emozione.

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“Una Storia dell’Arte” all’Accademia di San Luca

L’Accademia Nazionale di San Luca presenta dal 18 gennaio al 22 aprile 2022 la mostra Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione, a cura di Fabio Benzi, Arnaldo Colasanti, Flavia Matitti e Italo Tomassoni, con il coordinamento di Gianni Dessì e l’allestimento di Francesco Cellini e Gianni Dessì. Un gruppo di studiosi autorevole, un progetto ambizioso che raccoglie, grazie al contributo di numerosi prestatori, più di centotrenta opere selezionate fra quelle che hanno accompagnato la vicenda storica e umana di Alvaro Marchini e della sua famiglia. Una storia scandita dall’impegno imprenditoriale e politico (Marchini è stato comandante partigiano, medaglia d’argento della Resistenza, cofondatore della società che editò “l’Unità”, organo del Partito Comunista) e dalla passione per l’arte, che lo porta a collezionare e ad aprire nel 1959 una galleria: La Nuova Pesa, con sede prima in via Frattina e dall’autunno 1961 in via del Vantaggio.

Omaggio alla promozione dell’Arte

«L’Accademia Nazionale di San Luca, dopo la mostra dedicata al collezionismo La raccolta Berg incentrata su un solo artista, Gordon Matta Clark, tenutasi tra il 2018 e il 2019 – afferma Paolo Icaro, Presidente dell’Accademia – prosegue ora con Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione. L’esposizione intende rendere omaggio a chi della cura, conservazione e promozione dell’arte ne ha dato testimonianza attiva e offrire, nel contempo, un’occasione per riflettere su un periodo cruciale della nostra cultura, nel Novecento». L’esposizione presenta i lavori di 77 artisti, tra i massimi nazionali e internazionali, a ricoprire tutto l’arco del Novecento fino ai giorni nostri.

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A Spazio5 dal 21 gennaio “Il Colle più alto”

Il primo Presidente fu Enrico De Nicola, oggi c’è Sergio Mattarella: tra loro, altri dieci presidenti della Repubblica. Sandro Pertini, Mattarella e Carlo Azeglio Ciampi i più amati, Giorgio Napolitano l’unico eletto due volte, Segni e Saragat spesso protagonisti di appuntamenti storici: a Spazio5 dal 21 gennaio 2022 l’elenco “fotografico” completo, realizzato con le foto Archivio Riccardi, dei capi dello Stato che si sono avvicendati al Quirinale dalla nascita della Repubblica italiana. Carlo e Maurizio Riccardi, padre e figlio al servizio (fotografico) della Storia della nostra giovane Repubblica, i Presidenti li hanno fotografati tutti e dal 21 gennaio 2022, in vista dell’elezione del tredicesimo inquilino del “Colle più alto”, l’associazione Quinta Dimensione è pronta a mostrarne alcuni scatti, molti dei quali inediti, per raccontare questo lungo percorso di democrazia scandito senza sosta dalla presenza sul campo dei due autori di questa esposizione. L’inizio delle votazioni per eleggere il successore di Mattarella è fissato per il 24 gennaio 2022. La data è stata indicata dal presidente della Camera Roberto Fico, il quale ha convocato il Parlamento in seduta comune: i Grandi elettori.

La mostra fotografica “Il Colle più alto” è curata da Maurizio Riccardi, Giovanni Currado e Carmelo Daniele

La mostra “Il colle più alto”, organizzata da Quinta Dimensione APS, AGR e RomaBpa e curata da Maurizio Riccardi, Giovanni Currado e Carmelo Daniele, sarà inaugurata il 21 gennaio 2022 alle 18.00 a Spazio5, in via Crescenzio 99/d (Piazza del Risorgimento) a Roma e rimarrà aperta al pubblico fino al 31 gennaio (salvo prolungamenti delle votazioni) tutti i pomeriggi dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 20. Ad arricchire la mostra anche la foto realizzata dall’astrofisico Gianluca Masi raffigurante la Luna piena del 22 agosto 2021 che sorge sul Tricolore e sul Palazzo del Quirinale. La foto sarà donata a mostra conclusa, al Presidente Mattarella da Gianluca Masi e Paolo Masini, Presidente di “Romabpa Mamma Roma e i suoi figli migliori” come ringraziamento dei romani per questo settennato che ha rappresentato una garanzia solida per il Paese, a partire dalle fasce più deboli. A completare la mostra ci penserà infine il tredicesimo Presidente, il quale grazie all’agenzia fotografica AGR, entrerà di diritto nell’esposizione con un’immagine che sarà allestita subito dopo l’elezione. L’ingresso alla mostra è gratuito previa esibizione green pass rafforzato.

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Sanremo 2022, nei brani del Festival tanto amore e (quasi) niente Covid

Il Festival di Sanremo al (secondo) tempo del Covid ignora (quasi) il Covid. Non nelle misure di sicurezza e prevenzione, ma nei testi dei 25 brani che i big presenteranno dal 1 al 5 febbraio sul palco dell’Ariston. Tanto amore e poco o niente coronavirus, almeno con riferimento diretto alla pandemia, che nessun artista chiama per nome, richiamata soltanto da Dargen D’Amico nell’invocazione “che brutta fine le mascherine” e più diffusamente dalla Rappresentante di Lista quando esclama “che paura intorno… è la fine del mondo” osservando che “mentre leggo uno stupido giornale, in città è scoppiata la guerra mondiale”.

Poi c’è Rkomi e “Mi hai insegnato a lottare anche quando la voglia di piangere mi soffocava”; o Gianni Morandi nel testo di Jovanotti per cui “a forza di credere che il male passerà, sto passando io e lui resta”…

Ma torniamo all’amore che regna, anche se non è più tempo di rime con cuore, tutt’altro, visto che per Achille Lauro “l’amore è una overdose”, per Rkomi “l’amore è elettricità, sto immergendomi nella corrente”, per Ditonellapiaga e Donatella Rettore “è questione di chimica”. Giusy Ferreri assicura che “l’amore non se ne va, vola via ma poi torna da te”; Michele Bravi esorta “fioriamo adesso, prima del tempo, anche se è inverno”; e a proposito, Irama promette che “se sarai tempo, ti aspetterò per sempre” ma Noemi ammette che “servirà un po’ di fortuna per capire meglio noi chi siamo, posso andare sulla luna ma ti amo non lo so dire”.

Molto più indulgente Aka 7even: “sei perfetta così, nei tuoi difetti, nelle imperfezioni, sei perfetta così”. Emma lamenta: “sono stanca di sentirmi sospesa e fragile ma con te ogni volta è così”. Tra shibari e Oloferne, Highsnob e Hu invitano: “Abbi cura di te”, rovesciando il più rassicurante “avrò cura di te” di Franco Battiato.

 Iva Zanicchi fa mostra di accontentarsi: “prenderti per come sei, senza tanta filosofia; voglio amarti e non solo ‘per amore’…”. Soddisfatto anche Sangiovanni: “Non posso trovarmi in un luogo migliore, se non tra le tue braccia”. Ma Yuman vede “una strada tutta curve, tra il cuore e la testa, senza mappe, scorciatoie o un’area di sosta”. E per Mahmood e Blanco, “il sesso non è la via di fuga dal fondo”.

Matteo Romano è convinto: “l’amore riappare, va in tendenza e risale, diventa virale” (di nuovo un richiamo, involontario?, al virus…). Ma le Vibrazioni protestano: “Ma quale amore, per troppe volte facciamo finte di non ricordarci il nome che sulla pelle poi si confonde”. Il gruppo è smentito da Fabrizio Moro: “sei tu che attraversi il mio ossigeno quando mi tocchi, sei tu il mondo che passa attraverso i miei occhi”. La conferma arriva da Elisa: “Ti capirei se non dicessi neanche una parola, mi basterebbe un solo sguardo”. Anche se è vero, come ricorda Giovanni Truppi, che “per vivere facciamo mille cose stupide, per sopravvivere semplifichiamo il più possibile; ma cosa c’è di semplice? Amore mio, che ridere”.

Molto più esplicito l’invito di Tananai: “Troviamoci una casa e non finiamoci più nel sesso occasionale; ma sappi che tra un anno, un giorno non avrò capito ancora di cosa hai bisogno”. E allora, come suggerisce Ana Mena, non resta che “amarsi un’ora prima e dopo lasciarsi andar”. E a proposito di andare, va lontano Massimo Ranieri: “L’America lontana di là dal mare, amore vedi: così buio è questo mare, troppo grande per non tremare”. Tremeranno anche i cantanti, come pretende la tradizione, quando saliranno sul palco dell’Ariston per il 72esimo ‘Festival di Sanremo’.

Anche se è vero, come ricorda Giovanni Truppi, che “per vivere facciamo mille cose stupide, per sopravvivere semplifichiamo il più possibile; ma cosa c’è di semplice? Amore mio, che ridere”.

Molto più esplicito l’invito di Tananai: “Troviamoci una casa e non finiamoci più nel sesso occasionale; ma sappi che tra un anno, un giorno non avrò capito ancora di cosa hai bisogno”.

E allora, come suggerisce Ana Mena, non resta che “amarsi un’ora prima e dopo lasciarsi andar”. E a proposito di andare, va lontano Massimo Ranieri: “L’America lontana di là dal mare, amore vedi: così buio è questo mare, troppo grande per non tremare”. Tremeranno anche i cantanti, come pretende la tradizione, quando saliranno sul palco dell’Ariston per il 72esimo ‘Festival di Sanremo’.