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Almanacco. 29 agosto 2019: muore a Roma Alfiero Alfieri

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista.

Il 29 agosto 2019 muore a Roma ALFIERO ALFIERI.
è stato un attore italiano.

Artista fin da bambino ed allievo di Aldo Fabrizi, con la sua carriera cinquantennale fu uno degli attori più prolifici del teatro dialettale romano.
A 15 anni provò il brivido del palcoscenico facendo l’imitatore e lo showman in compagnie tra cui quelle dei Fratelli De Vico e di Cecè Doria, che emigrò in Alabama a fare cabaret tra i militari ma che sentì nostalgia per l’Italia e nel ‘70 si presentò a Checco Durante ottenendo da quel capofila della drammaturgia e dell’attorialità romanesca un’assunzione come suggeritore, promosso presto ad attor giovane, e destinato in poco tempo a metter su una ditta teatrale indipendente, prima con Enzo Liberti e poi da solo, capocomico di se stesso, destinato a consensi popolari al Teatro Rossini e in altre sale della Capitale.

NEL 2010 VINSE IL PREMIO “SETTE COLLI”

Erano note al pubblico capitolino, e non, le sue versioni de Il malato immaginario di Molière e de Il Marchese del Grillo, oltre a varie commedie originali.
Partecipò, nel ruolo del sacerdote, ai film Viaggi di nozze e Grande, grosso e Verdone di Carlo Verdone.
Nel 2010 vinse il premio “Sette Colli”.
Grande tifoso della Lazio, era sposato ed aveva tre figli, Eleonora, Monica e Andrea. È morto il 28 agosto 2019 al Policlinico Agostino Gemelli di Roma a 76 anni.
La camera ardente venne allestita il 31 agosto al Campidoglio e i funerali vennero celebrati alle 15 dello stesso giorno nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, conosciuta come la Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo e le sue spoglie riposano nel Cimitero comunale di Monterosi.

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Il 25 settembre Angelo Famao live a Grottaferrata – VIDEO

Dal 20 al 26 settembre Grottaferrata ospiterà la quarta edizione del festival della Birra.

Tanti gli appuntamenti in programma. Il 25 settembre Angelo Famao in concerto a piazzale San Nilo.

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Cultura

Catalogo e finissage della personale di Scolamiero a Rocca Albornoz

Catalogo e finissage della mostra personale di Vincenzo Scolamiero, Di terra, acqua e vento, sabato 9 settembre alle ore 18. Mostra inaugurata l’8 luglio scorso presso il salone e gli ambienti del mezzanino del Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo. Interverranno il Direttore Regionale Musei Lazio, Stefano Petrocchi, la curatrice Francesca Bottari e l’artista, Vincenzo Scolamiero.

Catalogo edito da Controstampa srl

Il catalogo è edito da Controstampa srl – Acquapendente (VT) e distribuito da Effigi edizioni. La mostra si avvale del patrocinio del Comune di Viterbo – Assessorato alla Cultura e all’Educazione ed è realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma, la Galleria Edieuropa QUI arte contemporanea di Roma e il Museo d’Arte Contemporanea Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona di Rende (CS). Sotto i voltoni trecenteschi della Rocca Albornoz le carte e i grandi lavori di Vincenzo Scolamiero, potenti immagini di una natura primigenia, sono accostati a una scelta di reperti etruschi da cui l’artista ha tratto riflessioni e suggestioni.

Mostra indaga a ritroso nella vasta produzione di Scolamiero

La mostra indaga a ritroso nella vasta produzione di Scolamiero, artista romano di vasta esperienza espositiva italiana e internazionale, nonché docente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, e apre nuovi scenari di ricerca, svelando una continuità tematica e tecnica che aggiunge valore a una coerente identità espressiva. Due le forze in campo: da un lato il coraggio della direzione museale che apre le porte dell’illustre collezione archeologica a una prima rassegna di arte contemporanea; dall’altro un artista che si è sempre dedicato alla sperimentazione pittorica, per supporti e strumenti figurativi, e che qui si pone al servizio delle tracce materiali e immateriali del mondo antico.

Evoluzione della mostra

La mostra non ha un’impronta propriamente antologica, ma si è man mano evoluta come un’indagine interna e retrospettiva del lavoro pluridecennale di Scolamiero: una sorta di viaggio a ritroso, che grazie a questo processo di interazione col luogo ha aperto nuove prospettive figurative, arricchendo il repertorio di forme e spazi inediti. La selezione di pezzi museali è entrata così a far parte, con tutta la prudente delicatezza che gli accostamenti esigono, dell’idea espositiva.

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La personale di Mauro Romano riprende a Spazio Urano

La personale di Mauro Romano, pittore e fotografo romano, riprende a Spazio Urano dal 9 al 19 settembre, dopo la chiusura estiva. In mostra la serie pittorica “Quel che resta”, in cui l’artista cerca una maggiore relazione emozionale tra le proprie impressioni e la superficie pittorica.

Personale con tele che diventano finestre sull’attimo

Come in una sorta di diario personale, le tele diventano “finestre” sull’attimo dopo qualcosa di significativo, che si fa traccia di un sentire energico e al tempo stesso evanescente: quel che resta dopo un litigio, dopo un ballo, dopo una fuga, dopo un naufragio. In questo meccanismo ideativo, l’artista è inconsapevolmente influenzato dalla sua attività di fotografo, professione che si imbatte quotidianamente con lo spectrum dell’immagine, per usare un termine caro a Roland Barthes. Come dichiara lo stesso Romano, ogni opera della serie vuole infatti raccogliere «il “fotogramma” di quel momento in cui il movimento e i turbamenti sono e stanno per finire ma al tempo stesso indicano una rinascita».

Istintiva stesura della pittura ad olio

Le composizioni della serie, in prevalenza astratte, sono caratterizzate da un’istintiva stesura della pittura ad olio e dalla presenza, sempre in alto a destra, di grandi forme-colore irregolari, luminose e di colore bianco, dietro alle quali si intravedono ancora residui figurativi dell’immagine reale.

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Stravilla! Bonelli Playground torna in azione

Stravilla! Bonelli Playground, il festival di teatro, nuovo circo, laboratori e musica per tutta la famiglia organizzato dall’Associazione Disambigua APS a Villa Bonelli, torna dopo una piccola pausa. Tutti gli eventi sono a ingresso libero e proseguono fino al 24 settembre.

Stravilla! dal 1° settembre

La programmazione inizia venerdì 1 settembre (dalle ore 17 alle 20) con il laboratorio per bambini “Il Parco dell’immaginario” a cura dell’Associazione Art Ludik. “Il Parco dell’immaginario” è il luogo dell’immaginario, pubblico e condiviso, itinerante tra gli spazi verdi, dove ogni bambina e ogni bambino può liberare la propria creatività. Adatto da pochi mesi fino ai 13-14 anni, prevede giochi di strada, di movimento e precisione, laboratori d’arte e letture ad alta voce. Si prosegue, sempre venerdì, alle 18 con il concerto “Aria de Cuba”: il trombettista di origini cubane, Miguel Jimenez Diaz, propone al pubblico sonorità latine, blues e bossa nova. Un intrattenimento felice con repertorio che richiama le atmosfere caraibiche.

Sabato 2 il cantautore Pier Cortese

Sabato 2 settembre alle 18 il cantautore Pier Cortese presenta il concerto “Little Pier e le storie ritrovate”. Lo spettacolo in musica è pensato come un momento ludico per i bambini, che entrano subito in contatto con Pier Cortese, artista capace di condurre i piccoli ascoltatori in un percorso ricco di emozioni, ritmo e partecipazione. Le canzoni che diventano subito familiari, traghettano gli ascoltatori in un mondo fatto di scoperte e rispetto per il pianeta terra. Lo stesso giorno e domenica 3 settembre, dalle ore 18.30 alle 21, è previsto il percorso di formazione “Giochi al Parco” a cura dell’Associazione Lampada Blu: animazione diffusa con truccabimbi, teatrino di marionette, baby dance e giochi di squadra a cura di animatori professionisti.

Domenica 3 “La Scarpetta di Cristallo”

Chiude il week-end di Stravilla!, domenica 3 settembre alle 18, lo spettacolo teatrale “La Scarpetta di Cristallo” con Circolo Arci San Gordiano, Rosario Ciranni, Federica Catena e Viola Tornato. Gli attori raccontano ai bambini la storia di Cenerentola, rivisitata da momenti comici e interazione con il pubblico. Il principe ha deciso di scegliere una moglie, ma dovrà avere delle caratteristiche importanti, degne di essere attribuite a una regina. In questo compito, l’erede al trono sarà aiutato anche dai bambini e dai genitori.

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Almanacco. 28 agosto 1872: Il Consiglio Comunale di Roma colloca sul Campidoglio una lupa vivente come emblema di Roma

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 28 agosto 1872:

Il Consiglio Comunale di Roma , delibera di collocare sul Campidoglio “in un apposito casotto lungo la scalinata del Campidoglio,

una lupa vivente come emblema di Roma, stabilendo persino le spese per il suo mantenimento, 23.50 lire al mese.

Fu assunto anche un custode che aveva dimora poco distante. I resti della “casa del Luparo” si vedono ancora all’altezza di via Monte Caprino.
La faccenda aveva però un precedente. Già all’inizio del Quattrocento, infatti, sul Campidoglio era tenuto un esemplare di leone, al tempo il simbolo della città.
La cosa durò poco, fino a una domenica mattina del 1414, quando

la belva riuscì a trovare la libertà, uccidendo o mutilando diversi bambini.

Tornando alla lupa, il povero animale diventò subito un’attrattiva, soprattutto per i più piccoli, che si fermavano a osservarlo camminare avanti e indietro nello spazio angusto, umido e buio.

Il suo comportamento è all’origine del modo di dire “me pari la lupa der Campidojo”, con cui a Roma si apostrofa una persona inquieta, che non riesce a stare ferma.

Nel 1935, come testimonia una copertina illustrata della Domenica del Corriere, la lupa venne temporaneamente spostata dalla vecchia gabbia lungo la scalinata del Campidoglio a una nuova, ai piedi della Rupe Tarpea.
Con il passare del tempo, i cittadini prendevano sempre più coscienza delle condizioni pietose in cui vivevano questi animali. Così, quando

la sera del 28 giugno 1954 una lupa di appena tre anni cessò di vivere dopo una breve agonia e nonostante le cure prestate dal veterinario del Giardino Zoologico, il dottor Bartolino, scoppiò un vespaio di polemiche.

PALADINO DELL’ABOLIZIONE DELLA LUPA SUL CAMPIDOGLIO ERA UN CITTADINO INGLESE

Paladino dell’abolizione della lupa sul Campidoglio era un cittadino inglese da tempo residente a Roma, Marian Johnson, che – come si leggeva in un articolo del Messaggero – aveva scritto al Times

affinché intercedesse presso l’amministrazione capitolina per convincerla a non sostituire la lupa morta con un nuovo esemplare. Dalla parte di Johnson si schieravano non solo semplici cittadini, ma anche istituzioni come il Giardino zoologico di Roma e l’Ente nazionale Protezione animali.

Il sindaco Salvatore Rebecchini, era però di tutt’altro avviso, considerando la lupa e l’aquila simboli millenari di Roma e meravigliandosi che nessuno protestava per i tanti zoo e per l’infinito numero di uccellini in gabbia.

Così il 15 novembre successivo fu a un giovane lupo maschio a essere collocato sul Campidoglio. Solo la gabbia fu un po’ allargata e resa

più confortevole. La barbara usanza sarebbe terminata qualche anno

più tardi. Resta la gabbia, vuota e ombreggiata da un gigantesco ombù che portò dall’Argentina, nel 1911, il principe Baldassarre Odescalchi.

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Almanacco. 26 agosto 1978: Elezione di Papa Giovanni Paolo I

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 26 agosto 1978:

L’elezione di Giovanni Paolo I: Un Papa in anticipo sui tempi, di almeno 35 anni, la cui spinta riformatrice fu arrestata da un destino avverso. È l’immagine comune che fedeli, studiosi e opinione

pubblica conservano di Albino Luciani, eletto al soglio pontificio nell’agosto del 1978.

La sua elezione a 263º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, maturata in sole quattro votazioni e come mediazione tra le posizioni più conservatrici e quelle riformiste, segnò fin da subito uno spartiacque nella storia della Chiesa.
A partire dalla scelta del nome inedito, Giovanni Paolo, invece di

optare per quelli dei predecessori, come avveniva dagli albori del Cattolicesimo.

LA SUA MORTE AVVENNE DOPO SOLI 33 GIORNI DALLA SUA ELEZIONE

Ricordato come il Papa del sorriso, Giovanni Paolo I fu l’ultimo pontefice di nazionalità italiana e il suo pontificato fu tra i più brevi nella storia della Chiesa cattolica: la sua morte avvenne dopo

soli 33 giorni dalla sua elezione al soglio di Pietro.
Nel 2017 è stato dichiarato venerabile da papa Francesco.

Il 13 ottobre 2021 lo stesso pontefice ha autorizzato la promulgazione del decreto sancente il miracolo attribuito all’intercessione di

Giovanni Paolo I; questo passo lo ha reso idoneo alla beatificazione,

la quale è stata celebrata da papa Francesco il 4 settembre 2022 alle ore 10:30 in piazza San Pietro.

Il Time e altri settimanali anglosassoni lo chiamarono The September Pope, “Il papa di settembre”.A lui è stato dedicato un museo, situato in un edificio seicentesco accanto alla pieve di Canale d’Agordo, suo paese natale.

IL SUO MINISTERO INIZIO’ IL 3 SETTEMBRE

Il suo ministero iniziò formalmente il 3 settembre con una messa solenne di inizio del ministero petrino celebrata nella piazza antistante la basilica Vaticana, dove non gli venne posta sul capo la tiara, bensì

gli venne imposto sulle spalle soltanto il pallio, e ricevette il saluto, uno per uno, dei centoquattro cardinali, che gli rinnovano l’obbedienza. Dopo la secolare tradizione dell’incoronazione papale, Giovanni Paolo I optò per una cerimonia semplice e sobria; questo cambiamento verrà imitato dai suoi successori.

Inizialmente non volle nemmeno usare la sedia gestatoria, ma cedette per ragioni pratiche: essendo alta rispetto al terreno, consentiva

ai fedeli di godere di una migliore visibilità del papa.

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Almanacco. 25 agosto 2022: muore a Roma Enzo Garinei

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 25 agosto 2022:

muore a Roma ENZO GARINEI. E’ stato un attore e doppiatore italiano.
Prolifico attore teatrale, televisivo e cinematografico, è uno dei principali caratteristi del panorama italiano.
È fratello del noto commediografo e regista teatrale Pietro Garinei e padre di Andrea, anche lui attore.

ESORDISCE AL CINEMA NEL 1949 IN TOTO’ LE MOKO’

Esordisce al cinema nel 1949, in Totò le Mokò, e nel corso di quattro decenni partecipa, in ruoli secondari, a numerose commedie musicali e cinematografiche, rallentando le proprie apparizioni solo a partire dagli anni novanta.
Nel teatro leggero ha partecipato spesso agli spettacoli di Garinei e Giovannini; le sue più recenti performance lo vedono tra i protagonisti di Facciamo l’amore, a fianco di Gianluca Guidi e Lorenza Mario e

di Aggiungi un posto a tavola, sempre a fianco di Gianluca Guidi e con Marisa Laurito.

E’ STATO ANCHE DOPPIATORE

È stato anche, pur se saltuariamente, doppiatore televisivo: il personaggio più noto da lui doppiato è stato sicuramente quello di George Jefferson della sitcom di lunga durata I Jefferson .
Doppiò anche Stanlio, in coppia con Giorgio Ariani, in alcune comiche e film.

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Almanacco. 24 agosto 2014: muore a Roma Aldo Donati

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un artista.

Il 24 agosto 2014 muore a Roma ALDO DONATI . E’ stato un cantautore, attore e conduttore televisivo italiano.
nel 1974 è tra i fondatori del gruppo Schola Cantorum con il quale incide alcuni dischi e con cui partecipa a Senza rete, trasmissione di Giancarlo Nicotra condotta da Alberto Lupo insieme a Lino Banfi.

Tra i successi più importanti: Lella, Lassame perde (colonna sonora del film Squadra antimafia), Le tre campane e Il mio amore, oltre a canzoni come Questa sporca vita e Mimì ma non ci sei solo tu che ha il testo di Giorgio Conte, oltre a cover di brani italiani e stranieri.
Da solista si ricordano i brani: E ti amo, E mi metto a cantare, Canterò canterò canterò, Cantando, Le nuvole. Negli anni settanta compone e canta l’inno per la S.S. Lazio – Sò già du ore.

PARTECIPA AL FESTIVAL DI SANREMO NEL 1980 COME COMPONENTE DELLA SCHOLA CANTORUM

Partecipa al Festival di Sanremo nel 1980 da solista col brano Canterò canterò canterò, e nel 1978, 1986 e 1993 come componente della Schola Cantorum. Nel 1978 Pietro Garinei ed Elvio Monti lo vogliono al teatro Sistina per partecipare alla commedia musicale Rugantino, con Enrico Montesano, Alida Chelli, Aldo Fabrizi e Bice Valori, dove recita e canta i brani Roma nun fa’ la stupida stasera, Tirollallero e Ciumachella de Trastevere.
In Italia le sue canzoni sono cantate da Gianni Morandi, Mina, Il tenore Pietro Ballo, Gianni Nazzaro, Donatella Rettore ed altri.

Il 4 novembre 2009 gli viene diagnosticata un’emorragia cerebrale, a causa di un aneurisma, per il quale cade in coma.

Muore a Roma il 24 agosto 2014 all’età di 66 anni, dopo circa 5 anni dall’episodio emorragico.

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Almanacco. 23 agosto 2019: muore a Roma Carlo delle Piane

Oggi nel nostro almanacco vogliamo ricordare un artista.

Il 23 agosto 2019 muore a Roma CARLO DELLE PIANE. E’ stato un attore italiano.
Nel corso della sua carriera ha lavorato con alcuni dei più importanti attori e registi come Totò, Eduardo De Filippo, Alberto Sordi,

Roman Polanski, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Steno, Mario Monicelli, Sergio Corbucci, Aldo Fabrizi e Pupi Avati.

Nasce a Roma in piazza Campo de’ Fiori, il 2 febbraio 1936, secondogenito dei tre figli di Francesco Delle Piane, un sarto

originario di Casoli di Atri, frazione di Atri (in provincia di Teramo), e di Olga Rossi, una casalinga romana.

DEBUTTO’ GIOVANISSIMO NEL 1948 NEL FILM “CUORE”

Debuttò nel mondo dello spettacolo nel 1948, quando venne scelto

da Vittorio De Sica e Duilio Coletti per interpretare il ruolo di Garoffi nel film Cuore, selezionato durante una serie di provini in giro per le scuole. Delle Piane considerava questa esperienza cinematografica un avvenimento unico; nel 1950, tuttavia, fu chiamato per partecipare ad un altro film, Domani è troppo tardi.

Ancora giovanissimo, nel 1951 fu scelto da Steno e Mario Monicelli

per affiancare Aldo Fabrizi e Totò in Guardie e ladri, con i quali successivamente lavorò in altri film.

Nel 1954 è la volta di Un americano a Roma, dove interpreta Romolo Pellacchioni detto “Cicalone”, l’amico di Nando Mericoni, interpretato da Alberto Sordi.
Il particolare aspetto del suo viso e le innate capacità interpretative, figlie del talento e non di studi specifici, lo portarono a ricoprire ruoli in alcuni dei più importanti film girati in quegli anni.

Negli anni sessanta portò in tournée, con tappa a Toronto, lo spettacolo Rugantino con Nino Manfredi, interpretando Bojetto, il figlio di Mastro Titta, interpretato da Aldo Fabrizi.

NEL 1973 EBBE UN INCIDENTE AUTOMOBILISTICO

Nel 1973 ebbe un incidente automobilistico e rimase in coma per più di un mese.
Si riprese lavorativamente anche grazie all’incontro con il regista Pupi Avati, che ne capì le doti drammatiche e lo scelse per il film Tutti defunti… tranne i morti, che portò Delle Piane a un importante mutamento professionale, mostrandone le qualità interpretative anche in ruoli drammatici: particolarmente riuscito quello dell’avvocato Santelia in Regalo di Natale e La rivincita di Natale.

Proprio grazie all’interpretazione in Regalo di Natale, Delle Piane

si aggiudicò nel 1986 la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla 43ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Nel 2012 interpreta un ex partigiano nel film Linea gotica, opera prima di Stefano Giulidori. Il 16 maggio 2013 si sposa con la cantante Anna Crispino.

Nella serata di venerdì 9 gennaio 2015 viene ricoverato d’urgenza

al Policlinico Gemelli di Roma per un malore di carattere neurologico.
Salvato dall’intervento tempestivo della moglie, il 20 gennaio

viene dimesso completamente ristabilito.

Il 17 maggio del 2019 è protagonista all’Auditorium Parco della Musica di Roma della serata “Signore e signori… Carlo Delle Piane”, in omaggio ai suoi settant’anni di carriera.