Categorie
Economia

Vendemmia 2022 al via in Italia in anticipo

Vendemmia 2022 al via in Italia con almeno sette giorni di anticipo rispetto allo scorso anno, con la siccità e il caldo oltre i 40 gradi che hanno tagliato la produzione del 10% a livello nazionale, con i vigneti messi a dura prova anche da nottate con afa e temperature minime sempre molto alte che non hanno permesso ai grappoli di prendere un po’ di “respiro” climatico con il tradizionale sbalzo termico.

Vendemmia 2022 partita dall’azienda agricola Faccoli a Coccaglio

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione dell’avvio della vendemmia in Italia con il distacco del primo grappolo nell’azienda agricola Faccoli in via Cava a Coccaglio, nella Franciacorta bresciana in Lombardia. La produzione italiana quest’anno si stima in calo del 10% a livello nazionale per un quantitativo intorno ai 45,5 milioni di ettolitri ma molto dipenderà sia dall’evoluzione delle temperature che influiscono sulla maturazione sia dall’assenza di nubifragi e grandinate che hanno un impatto devastante sui vigneti e sulle quantità prodotte.

Annata di buona/ottima qualità

In Italia si attende comunque una annata di buona/ottima qualità, anche se l’andamento della raccolta sarà influenzato molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo. Nonostante il calo a livello nazionale l’Italia è il primo produttore mondiale di vino mentre per il secondo posto si prospetta una sfida tra Francia e Spagna paesi che hanno subito entrambi i danni causati dalla siccità e dagli incendi.

Uve da Pinot e Chardonnay le prime

Da nord a sud della Penisola la raccolta parte tradizionalmente con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay in un percorso che prosegue a settembre ed ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e si conclude addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658mila ettari coltivati a livello nazionale.

Produzione italiana con 607 varietà

La produzione tricolore può contare su 607 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto ai francesi, con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia, che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.

Categorie
Economia

Inflazione Italia 2022, ‘carrello spesa’ a +9,1%. Prezzi al top dal 1984

Inflazione in Italia, accelera a luglio il “carrello della spesa”.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa

e della persona passano da +8,2% a +9,1%, quelli dei prodotti

ad alta frequenza d’acquisto da +8,4% a +8,7%. 

Si tratta di un aumento, rileva l’Istat, che non si osservava da settembre 1984. 

PREZZI AL TOP DAL 1984

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +3,8% a +4,1% e quella al netto dei soli beni energetici

da +4,2% a +4,7%.

Su base annua rallentano i prezzi dei beni (da +11,3% a +11,1%), mentre accelerano quelli dei servizi (da +3,4% a +3,6%);

si riduce, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra

questi ultimi e i prezzi dei beni (da -7,9 di giugno a -7,5 punti percentuali).

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,7%),

degli alimentari lavorati (+1,5%), dei beni non durevoli (+0,6%) ed è frenato solamente dalla diminuzione dei prezzi alimentari non lavorati (-1,7%)

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo cala su base mensile dell’1,1%, a causa dei saldi estivi

di cui l’indice nazionale dei prezzi al consumo non tiene conto,

e aumenta dell’8,4% su base annua (da +8,5% nel mese precedente).

MAGGIORE SPESA PER I CONSUMATORI

 “L’inflazione ancora elevatissima realizza un “massacro” sulle tasche dei consumatori e avrà effetti pesantissimi sull’economia nazionale”

dice in una nota il Codacons, commentando i dati, diffusi oggi dall’Istat. 

Secondo l’associazione il tasso di inflazione si traduce a parità di consumi in una maggiore spesa pari a +2.427 euro annui per

la famiglia ‘tipo’, che raggiungono +3.152 euro annui per un nucleo

con due figli, considerata la totalità dei consumi di una famiglia.

 “Siamo in presenza – commenta il presidente del Codacons,

Carlo Rienzi – di una vera e propria emergenza nazionale che

avrà effetti pesanti sull’economia e sulle condizioni economiche delle famiglie”.

FAMIGLIA SPENDE IN MEDIA 749 EURO ANNUI

“L’inflazione rimane ancora elevatissima a luglio con il tasso di crescita dei prezzi al dettaglio che raggiunge i livelli più alti degli

ultimi 38 anni” afferma in una nota Assoutenti, commentando i preoccupanti dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat.

 “Prosegue l’allarme sul fronte degli alimentari che anche a luglio registrano un’impennata record, aumentando addirittura del 10% rispetto allo scorso anno. 

Questo significa che una famiglia con due figli, solo per mangiare,

deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +749 euro annui, una stangata senza precedenti”, commenta il presidente Furio Truzzi. 

 “Il governo – prosegue – deve intervenire abbandonando la politica

dei bonus a pioggia, tagliando subito l’Iva sui beni primari come gli alimentari, in modo da portare ad una immediata riduzione dei

prezzi al dettaglio e a benefici diretti per le famiglie”.

LA NOTA DI CONFESERCENTI

“Inflazione ed incertezza pesano sui consumi delle famiglie e sui margini e vendite delle imprese: 

pur essendo in lieve rallentamento, infatti, la dinamica in rialzo

dei prezzi, con tutta la sua pericolosità, continua a incidere sui comportamenti di acquisto e a diffondersi in tutti i settori scrive

in una nota Confesercenti a commento dei dati diffusi oggi dall’Istat

sui prezzi al consumo di luglio.

“Il carrello della spesa, cioè i beni a più elevata frequenza di acquisto,

è aumentato del 9%: secondo le nostre stime, nel secondo semestre

ci potrà essere una riduzione dei consumi dell’ordine di 3 miliardi circa

a causa degli aumenti di prezzo.

Il rischio di precipitare in un autunno austero non può essere sottovalutato, per questo la linea, giustamente tracciata dal Governo,

di intervenire per calibrare i prezzi degli energetici e sostenere

le famiglie va assolutamente proseguita, con tutti gli interventi

necessari volti a sostenere i consumi e a frenare la spirale inflazionistica”, conclude la nota.

Categorie
Economia

L’aumento dei prezzi costerà alle famiglie quasi 9 miliardi di euro per la spesa alimentare

L’aumento dei prezzi scatenato dalla guerra in Ucraina costerà nel 2022 alle famiglie italiane quasi 9 miliardi di euro soltanto per la spesa alimentare, a causa dell’effetto dell’inflazione che colpisce soprattutto le categorie più deboli. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Istat sui consumi degli italiani e dell’andamento dell’inflazione nei primi sei mesi dell’anno, diffusa in occasione dell’Assemblea nazionale a Palazzo Rospigliosi a Roma.

Aumento dei prezzi di verdura, pane, pasta e riso in particolare

A guidare la classifica dei rincari c’è la verdura che quest’anno costerà complessivamente alle famiglie dello Stivale 1,97 miliardi in più, e precede sul podio pane, pasta e riso, con un aggravio di 1,65 miliardi, e carne e salumi, per i quali si stima una spesa superiore di 1,54 miliardi rispetto al 2021. Al quarto posto la frutta, con 0,92 miliardi, precede latte, formaggi e uova (0,78 miliardi), pesce (0,77 miliardi) e olio, burro e grassi (0,59 miliardi) che è però la categoria che nei primi sei mesi del 2022 ha visto correre maggiormente i prezzi. Seguono con esborsi aggiuntivi più ridotti le categorie “acque minerali, bevande analcoliche e succhi”, “zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolci”, “caffè, tè e cacao” e “sale, condimenti e alimenti per bambini”.

Aumenta l’area dell’indigenza alimentare

Una situazione che aumento l’inflazione e con essa l’area dell’indigenza alimentare la cui punta dell’iceberg in Italia sono 2,6 milioni di persone costrette addirittura a chiedere aiuto per mangiare, che sono peraltro in aumento nel 2022 a causa della crisi scatenata dalla guerra in Ucraina con l’aumento dell’inflazione, dei prezzi alimentari e i rincari delle bollette energetiche.

Analisi Coldiretti su dati Istat

È quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Fead diffusa in riferimento al rapporto annuale dell’Istat che vede salire a 5,6 milioni le persone in povertà assoluta in Italia. Il Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead) in Italia aiuta 2.645.064 persone tra cui 538.423 bambini (di età uguale o inferiore ai 15 anni), 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora (di età uguale o superiore ai 65 anni), 31.846 disabili, secondo l’analisi della Coldiretti. Si tratta della componente più debole della società che è più esposta all’impoverimento alimentare determinato dal caro prezzi ma anche dal rallentamento dell’economia e dalla frenata dell’occupazione. Con la crisi un numero crescente di persone è stato costretto a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente ai pacchi alimentari, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia.

Categorie
Economia

La campagna elettorale non fermi gli interventi per le imprese agricole

La campagna elettorale non fermi gli interventi necessari per garantire la sopravvivenza delle imprese agricole, gli investimenti per ridurre la dipendenza alimentare dall’estero e assicurare a imprese e cittadini la possibilità di produrre e consumare prodotti alimentari al giusto prezzo.

Campagna elettorale mette a rischio 35 miliardi di fondi europei

È l’appello lanciato dal presidente della Coldiretti Prandini all’Assemblea Nazionale della Coldiretti nel denunciare il rischio di perdere 35 miliardi di fondi europei per l’agricoltura italiana nei prossimi cinque anni, ma anche la necessità di attuare al più presto le misure previste dal Pnrr. «Sulla Politica agricola comune occorre superare le osservazioni di Bruxelles e approvare in tempi stretti il Piano strategico nazionale – spiega Prandini – senza il quale non sarà possibile far partire la nuova programmazione dal 1° gennaio 2023.

Dotazione finanziaria fondamentale per gli agricoltori italiani

Stiamo parlando di una dotazione finanziaria di 35 miliardi per sostenere l’impegno degli agricoltori italiani verso l’innovazione, la sostenibilità e il miglioramento delle rese produttive, tanto più vitali in un momento dove la guerra in Ucraina ha mostrato tutta la strategicità del cibo e la necessità per il Paese di assicurarsi la sovranità alimentare. Lo sforzo di modernizzazione e la digitalizzazione dell’agricoltura italiana e dell’intero Paese – continua Prandini – non può fare a meno del Pnrr, dove serve il massimo impegno di tutti per non rischiare di perdere quella che è un’occasione irripetibile.

Accelerare bando fotovoltaico

Dopo la pubblicazione del bando filiere serve accelerare anche su quello del fotovoltaico, che apre alla possibilità di installare pannelli fotovoltaici sui tetti di circa 20mila stalle e cascine senza consumo di suolo, contribuendo alla transizione green e riducendo la dipendenza energetica del Paese. Allo stesso modo, il bando sulla logistica è fondamentale per agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo, superando il gap che ci separa dagli altri Paesi.

Agroalimentare rappresenta 25% del Pil

In coerenza con gli impegni del Pnrr, la prossima legge di bilancio dovrà sostenere il ruolo dell’agroalimentare nazionale, che oggi rappresenta il 25% del Pil ed è diventata la prima ricchezza del Paese, con misure per tutelare il reddito delle aziende agricole, anche a livello di tassazione. Misure indispensabili anche per fronteggiare il drammatico aumento dei costi, con punte del +250%».

Categorie
Economia

Protocollo di intesa tra LUMSA e CNA

Protocollo di intesa tra l’Università LUMSA e la CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, di Roma. La firma è avvenuta nella sede del Rettorato dell’ateneo alla presenza del Rettore Prof. Francesco Bonini e del Segretario CNA Roma Stefano Di Niola. L’intesa nasce da un’idea e dalla collaborazione tra Claudio Giannotti, Direttore del Dipartimento GEPLI e Ordinario di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università LUMSA, Francesco Lopez Presidente CNA Industria Roma, e Antonio Migliaccio Responsabile Trasporti CNA Roma, che negli ultimi mesi hanno lavorato a un percorso congiunto su temi di comune interesse.

Protocollo per diversi obiettivi

Il futuro delle pmi del territorio alla prova della transizione digitale ed ecologica; le sfide del mondo del lavoro per i neolaureati; il dialogo e scambio tra università e imprese su temi economico-finanziari, dell’imprenditorialità e dell’innovazione legata alle aziende. Nei prossimi mesi, Università LUMSA e CNA collaboreranno quindi nell’organizzazione di attività di ricerca, iniziative didattiche e di formazione professionale, seminari, tavoli di confronto e workshop su tematiche di interesse comune, che coinvolgeranno docenti, studenti e imprese interessate; oltre a un programma di stage in cui le pmi associate CNA apriranno le porte agli studenti dell’Università LUMSA per percorsi di formazione e inserimento lavorativo.

Ruolo del territorio di comune interesse

Anche il ruolo del territorio è alla base del comune interesse dell’Università e dell’associazione nella creazione di un protocollo di intesa. Roma, infatti, sarà interessata nei prossimi anni da eventi di risonanza mondiale, che porteranno nella Capitale migliaia di turisti e di opportunità: la Ryder Cup 2023, la Coppa del mondo di golf che si svolgerà nel Marco Simone Golf & Country Club; e il Giubileo del 2025. Sullo sfondo, anche la candidatura di Roma come sede per l’Expo2030. Indispensabile, quindi, che le aziende a ogni livello, anche le più piccole, si facciano trovare pronte per accogliere opportunità e turisti e, più in generale, per affrontare le prossime sfide del mercato: dalla digitalizzazione alla internazionalizzazione, dal passaggio generazionale alla formazione delle risorse umane, dagli aspetti economico-finanziari a quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale.

Categorie
Economia

Prorogato al 21 agosto lo sconto delle accise sui carburanti

Proroga al 21 agosto dello sconto delle accise sui carburanti, che ne riducono il prezzo alla pompa di 30 centesimi al litro, attraverso il decreto dei ministeri del Tesoro e della Transizione ecologica. Chi sperava e si aspettava di assistere a un intervento più ampio, che coprisse l’intera stagione estiva e magari pure un po’ oltre, è rimasto deluso. Dunque solo un prudente sostegno del parco circolante benzina, diesel, Gpl e metano per autotrazione.

Proroga che costa un miliardo al mese

Il costo dell’operazione ammonta a circa un miliardo di euro per ogni mese di efficacia. La decisione delle autorità giunge in un periodo in cui i carburanti hanno subito un rallentamento dei prezzi, con benzina e diesel in modalità self e non solo, che da diversi giorni sono ampiamente sotto i 2 euro al litro. Protestano però le associazioni dei consumatori, con il Codacons che ha denito la misura “del tutto insufficiente”.

Categorie
Economia

Movimprese,a Roma +3.348 imprese nel secondo semestre 2022. Per Tagliavanti il tessuto produttivo cresce.

 In una fase che continua a complicarsi per l’economia italiana a

causa del perdurare della guerra in Ucraina, della crisi energetica, dell’elevato tasso di inflazione e in uno scenario che rischia di

volgere al negativo,

Roma – nel secondo trimestre del 2022 – risulta essere la prima città italiana per saldo attivo delle imprese: +3.348 (6.999 le iscrizioni a fronte di 3.651cessazioni).

TASSO DI CRESCITA SEMESTRALE E’ DEL +0,74%

Il tasso di crescita trimestrale è del +0,74% (media italiana +0,54%).

E’ quanto emerge dal report Movimprese diffuso oggi.

Il tasso di crescita delle imprese nel Lazio, nel secondo trimestre dell’anno, è stato del +0,69%.

Il numero totale delle imprese registrate, al 30 giugno 2022, ammonta a 616.685 unità.

TAGLIAVANTI, TESSUTO PRODUTTIVO TORNA A CRESCERE

“La fase economica che stiamo vivendo – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti – ha caratteristiche di grande complessità e, soprattutto, imprevedibilità. 

Il nostro tessuto produttivo, però, dimostra una tenace dinamicità e

una diffusa capacità di adattarsi alle nuove esigenze e alle mutate condizioni del mercato economico.

Le nostre imprese soffrono, ma non si rassegnano a una prospettiva di recessione. Roma, con un saldo attivo di 3.348 imprese, vanta il miglior saldo numerico italiano ed è un dato importante, ma naturalmente non bisogna adagiarsi.

Abbiamo davanti a noi due grandi appuntamenti internazionali:

il Giubileo del 2025 che dovremo gestire al meglio e l’Expo 2030 che – in caso di aggiudicazione – potrebbe rappresentare un’occasione unica di rilancio economico non solo per Roma ma per tutto il Paese”.

 “Dobbiamo fare un passo avanti e avere una nuova visione di crescita, sviluppo e inclusione sociale. E’ necessario – conclude Tagliavanti – favorire un nuovo ciclo di investimenti”.
    (ANSA).

 

Categorie
Economia

Bonus benzina: come funziona?

Bonus benzina: come funziona? L’Agenzia delle Entrate–Riscossione ha comunicato che sono pronte le istruzioni per i datori di lavoro intenzionati a erogare il bonus benzina, introdotto per attenuare gli effetti del caro carburante, con un importo massimo di 200 euro. La circolare indica i datori di lavoro e i lavoratori aventi diritto al contributo, le modalità di erogazione e l’iter da assolvere. Alla manovra hanno accesso i datori di lavoro privati e i lavoratori autonomi con dipendenti, ma non le amministrazioni pubbliche.

Destinatari i titolari di reddito dipendente senza limiti di ruolo

Invece, i destinatari sono titolari di reddito dipendente, senza limiti di retribuzione e di ruolo, inclusi, dunque, stagisti, collaboratori a progetto e a tempo parziale e co.co.co. Per l’erogazione non occorrono accordi contrattuali preventivi. I buoni benzina vanno impiegati per i rifornimenti di qualsiasi tipologia di carburante (benzina, gasolio, Gpl e metano) e, come puntualizza la circolare, pure per la ricarica delle vetture elettriche.

Bonus di 200 euro non concorre alla formazione del reddito

Il bonus di 200 euro non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente, pertanto, è da quantificare a parte rispetto ad altri, eventuali, benefit concessi al prestatore d’opera. In pratica, consiste in un importo esentato dalle imposte, concesso per liberalità, stabilito dal c.d. decreto Ucraina bis che, nello scorso mese di marzo, aveva introdotto la prima riduzione delle accise sul prezzo del carburante, divenuto troppo elevato. La somma offre anche vantaggi al datore di lavoro, di carattere fiscale e contributivo. Perché il suo costo è interamente deducibile ai fini Irpef e Ires e non concorre, alla pari del dipendente, alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro.

Categorie
Economia

Record storico per le esportazioni alimentari Made in Italy

Record storico, con un balzo del 21%, per le esportazioni alimentari Made in Italy nel 2022, anche se a preoccupare sono gli effetti del conflitto in Ucraina, con i rincari energetici che stanno colpendo i consumi a livello globale. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero relativi ai primi cinque mesi del 2022 sulla base dei dati Istat sul commercio estero.

Record nonostante guerra

Nonostante i mesi di guerra le esportazioni alimentari nazionali sono in aumento sul record annuale di 52 miliardi fatto registrare nel 2021, spinti anche dall’euro debole sui mercati extra Ue. La Germania resta il principale mercato di sbocco in aumento a gennaio-maggio del 15%, davanti agli Usa, in salita del 20% sempre rispetto al 2021. Francia al terzo posto, ma mettendo a segno un tasso di crescita del 21%. Un vero boom si è verificato nel Regno Unito con un +25% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue.

Unici dati negativi per Cina e Russia

Aumento a doppia cifra anche nella Turchia di Erdogan (+23%) mentre è dato negativo in Cina con un calo del 29% e in Russia con un – 18% con l’export che è precipitato dopo mesi di guerra. Basti pensare che, se si considera il solo mese di maggio, le vendite di cibo italiano nel Paese di Putin sono crollate del 37%. A trainare il Made in Italy nel mondo ci sono prodotti base come il vino che guida la classifica dei prodotti Made in Italy più esportati seguito dall’ortofrutta fresca.

Agire sui ritardi strutturali del paese

«Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia nazionale serve ora agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, nel sottolineare l’importanza di cogliere l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale che ogni anno rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export.

Lavorare anche sull’internazionalizzazione

Ma è importante lavorare anche sull’internazionalizzazione per sostenere le imprese che vogliono conquistare nuovi mercati e rafforzare quelli consolidati, valorizzando il ruolo strategico dell’ICE e con il sostegno delle ambasciate.

Categorie
Economia

Impennata dell’inflazione sul carrello della spesa alimentare

Impennata dell’inflazione sul carrello della spesa alimentare degli italiani. Oltre 8 miliardi in più nel 2022, mentre nei campi i compensi per i raccolti decimati da caldo e siccità sono sotto i costi di produzione in forte aumento, costringendo molte imprese agricole a lavorare in perdita. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi all’inflazione a giugno che evidenziano un aumento complessivo del 9% dei prezzi dei beni alimentari e delle bevande rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Impennata prezzi a causa della siccità

La siccità con il taglio dei raccolti spinge l’inflazione nel carrello della spesa con aumenti che partono dal +11,7% della verdura, fino al +10,8% per la frutta segnata da pezzature più piccole per la mancanza di acqua e gli agricoltori, costretti al diradamento dei raccolti sulle piante per salvare il salvabile. L’estate 2022 si classifica infatti fino ad ora come la seconda più calda mai registrata in Italia con una temperatura media a giugno superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che effettua rilevazioni in Italia dal 1800.

Calo di produzione di foraggi per l’alimentazione degli animali

A spingere i prezzi è il fatto che in Italia si registrano cali del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta di oltre 1/5 delle produzione di frumento tenero, del 30% del riso, meno 15% frutta ustionata da temperature di 40 gradi, meno 20% cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po dove si allargano le zone di “acqua morta”, con assalti di insetti e cavallette e quindi decine di migliaia di ettari devastati. Se i prezzi per le famiglie corrono, l’aumento dei costi colpisce duramente anche l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne.