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Bollettino Covid: nel Lazio 12.201 casi,in calo contagi,decessi,ricoveri.

Sono 12.201 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 29 gennaio 2022 in Lazio, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. 

Da ieri sono morte 14 persone. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 24.016 tamponi molecolari e 77.872 antigenici con un tasso di positività all’11,9%. I ricoverati sono 2.122, 12 in meno da ieri, 204 le terapie intensive occupate, 3 in meno, e 10.148 i guariti nelle ultime 24 ore. I casi a Roma città sono a quota 6.386.

Questi i dati nel dettaglio. Asl Roma 1: sono 2.273 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24 ore.

Asl Roma 2: sono 2.439 i nuovi casi. Asl Roma 3: sono 1.674 i nuovi casi.

Asl Roma 4: sono 324 i nuovi casi.

Asl Roma 5: sono 1.085 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24 ore. Asl Roma 6: sono 1.379 i nuovi casi e 4 i decessi nelle ultime 24 ore.

Nelle province si registrano 3.027 nuovi casi. Asl di Frosinone: sono 942 i nuovi casi.

Asl di Latina: sono 1.243 i nuovi casi e 3 i decessi da ieri.

Asl di Rieti: sono 275 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24 ore.

Asl di Viterbo: sono 567 i nuovi casi e 2 morti da ieri.

Rispetto al 29 gennaio dello scorso anno si segnalano 316 ricoveri in meno in area medica, 85 in meno in terapia intensiva e 34 decessi in meno: «Numeri che dimostrano l’importanza della vaccinazione» osserva l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato.

«Probabilmente assisteremo a un calo della curva nelle prossime settimane e anche per questo abbiamo chiesto al governo di snellire, in questa fase, le procedure per chi ha fatto dosi di richiamo.

 “Credo che nei prossimi giorni ci saranno atti formali anche sulla scuola” sostiene l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

Ancora: “Credo che dobbiamo andare verso un percorso di convivenza con il virus”.

Sarà la stessa avanzata di Omicron ad aiutarci nel contrasto alla pandemia, con questa massa di immunizzazione tra vaccinati e chi è guarito dal virus».

Intanto nel Lazio sono stati superati i 12,6 milioni di vaccini complessivi, superate le 3,4 milioni di dosi booster effettuate.

Raggiunto l’obiettivo del 70% di copertura con dosi booster della popolazione adulta.

Ieri sono state effettuate oltre 50 mila somministrazioni di vaccino.

Il 2 febbraio si terranno diversi open day su tutto il territorio regionale rivolti alle donne in gravidanza e in allattamento.

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Ingegnere romano trovato morto ad Amsterdam, ipotesi omicidio.

Paolo Moroni, ingegnere informatico di 42 anni di Allumiere, in provincia di Roma, è stato trovato morto ad Amsterdam dove lavorava da alcuni anni. Il decesso, secondo quanto si apprende, risalirebbe al 27 gennaio e la Farnesina ha successivamente avvisato i familiari del giovane. 

La famiglia, titolare di un ristorante nel centro della provincia di Roma, è stata allertata dai carabinieri, su indicazione dell’autorità italiane. 

Le indagini sono in corso da parte della polizia olandese e c’è l’ipotesi omicidio: sono da chiarire le circostanze di una morte che presenta molti aspetti oscuri.

Secondo fonti olandesi, sembra che si stia indagando su una pista italo-olandese.

La famiglia Moroni è molto conosciuta ad Allumiere.

Diplomatosi al liceo scintifico Galilei di Civitavecchia e poi laureatosi in ingegneria, Paolo Moroni aveva presto trovato lavoro ad Amsterdam.

“L’amministrazione comunale di Allumiere e l’intera comunità si stringono attorno alla famiglia Moroni per la terribile perdita.

Caro Paolo, ragazzo gentile e stimato professionista, che la terra ti sia lieve”, si legge in una nota del comune alle porte di Roma.

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In primavera via l’obbligo della mascherina all’aperto nel Lazio

Nel Lazio a primavera sarà possibile togliere l’obbligo della mascherina all’aperto. Lo ha annunciato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, al termine della cerimonia allo Spallanzani per ricordare il ricovero dei primi casi covid diagnosticati in Italia, la coppia cinese di Wuhan.

Due anni dopo i primi contagi e con la curva in calo dopo l’impennata per la variante Omicron, nei prossimi mesi si potrà tornare a respirare senza i dispositivi anti contagio.

“Siamo in una fase di plateau, attendiamo nelle prossime settimane una discesa, che potrebbe essere anche repentina come avvenuto in altri Paesi prima di noi”, ha aggiunto.

Il plateau, a cui fanno rifermento in questi giorni gli esperti, si riferisce al piano che assume la curva dei contagi dopo l’ompennata iniziale e prima di scendere.

In sostanza, come già sottolineato da D’Amato, il peggio potrebbe essere passato: “Nel Lazio la variante Omicron è oramai prevalente al 95% sul totale dei campioni sequenziati secondo l’analisi preliminare del laboratorio regionale di riferimento dell’Istituto Spallanzani. I dati preliminari condotti dal Seresmi-Spallanzani vedono però un valore rt ancora sotto a 1 per la seconda settimana di seguito”.

“Ora in questa fase è importante raggiungere quante più persone con la dose booster e continuare con le prime dosi.

A metà febbraio puntiamo di arrivare nel Lazio al 90% di popolazione con la terza dose”, ha detto l’assessore. 

Per quanto riguarda la possibilità di rivedere le misure anti-Covid come richiesto dalle Regioni, ”serve una semplificazione del sistema dei colori e della modalità di allerta, mantenendo la cautela sulle zone rosse”, ha spiegato.

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Covid: Vaia, guardiamo alla primavera con speranza.

 “Due anni fa c’era nel Paese un sentimento di sgomento, la gente era giustamente impaurita.

Qui dallo Spallanzani si e’ subito alzata una parola d’ordine: non abbiate paura.

E oggi vogliamo proiettarci nel futuro guardando a una primavera di speranza”. A dirlo il direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia, durante la cerimonia allo Spallanzani a due anni dal ricovero della coppia cinese, primi casi di Covid diagnosticati in Italia.

“Se non fossero stati in Italia forse non ce l’avrebbero fatta.

E’ un orgoglio dello Spallanzani e dell’Italia” ha detto Vaia che ha poi aggiunto: “Nei giorni scorsi sono stato ricevuto dal presidente Mattarella che ha voluto dirmi come lo Spallanzani sia stato un baluardo, una delle certezze di questo Paese.

Ho sempre detto, e lo ribadisco, che la via italiana è quella giusta: dell’ottimismo razionale e della gradualità”.

Intanto proprio la coppia cinese ha espresso gratitudine all’Italia per come sono stati curati nel nostro Paese.

– “Ci sentiamo fortunati e grati all’Italia che ci ha curato e ha accolto l’intera nostra famiglia, anche nostra figlia, che ha trovato in quei giorni difficili una casa ospitale”.

E’ il messaggio della coppia cinese, primi casi di Covid diagnosticati in Italia, letto durante la cerimonia in corso all’istituto per i due anni dal loro ricovero.

“Siamo stati l’inizio di una storia – hanno aggiunto – di cui speriamo si possa presto porre la parola finire”.

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San Valentino senza fiori italiani?

Quello 2022 rischia di essere il primo San Valentino senza fiori italiani a causa del boom dei costi energetici, con rincari fino al 50% per il riscaldamento delle serre che hanno messo in ginocchio i vivai nazionali. A lanciare l’allarme è la Coldiretti con il caro bollette che colpisce il settore proprio in vista della festa degli innamorati, attesa come occasione di rilancio dopo il calo dei consumi provocato dalla pandemia.

Emergenza energetica non risparmia il settore florovivaistico

L’emergenza energetica si riversa infatti non solo sui costi di riscaldamento delle serre, ma anche su carburanti per la movimentazione dei macchinari, sui costi delle materie prime, fertilizzanti, vasi e cartoni. Il rincaro dell’energia non risparmia fattori fondamentali di produzione come i fertilizzanti con aumenti che vanno dall’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%) alle torbe con un +20% mentre per gli imballaggi gli incrementi colpiscono dalla plastica per i vasetti (+72%) dei fiori al vetro (+40%) fino alla carta (+31%) per i quali peraltro si allungano anche i tempi di consegna, in qualche caso addirittura quintuplicati. E se in altri settori si cerca di concentrare le operazioni colturali nelle ore di minor costo dell’energia elettrica, le imprese florovivaistiche non possono interrompere le attività pena la morte delle piante o la mancata fioritura.

Costretti a spegnere serre e riconvertire produzioni

Le rose ad esempio hanno bisogno di una temperatura fissa di almeno 15 gradi per fiorire e lo stesso vale per le gerbere, mentre per le orchidee servono almeno 20-22 gradi per fiorire ed in assenza di riscaldamento muoiono. E chi non riesce e far fronte agli aumenti è così costretto a spegnere le serre e cercare di riconvertire la produzione. Un trend che pesa gravemente su un settore cardine per l’economia agricola nazionale che vale oltre 2,57 miliardi di euro, generati da 27.000 aziende florovivaistiche attive in Italia, con un indotto complessivo di 200.000 occupati, secondo Coldiretti.

Aumento dell’importazione di fiori stranieri

La scomparsa dei fiori italiani dai mercati rischia peraltro di favorire le importazioni da Paesi stranieri che nel 2021 hanno già fatto registrare un aumento del 20% in valore, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi dieci mesi dell’anno. Spesso si tratta di prodotti ottenuti dallo sfruttamento come nel caso delle rose dal Kenya per il lavoro sottopagato e senza diritti e i fiori dalla Colombia dove ad essere penalizzate sono le donne. Da qui l’importanza di preferire in un momento difficile per l’economia nazionale le produzioni Made in Italy, scegliendo l’acquisto di fiori tricolori direttamente dai produttori o da punti vendita che ne garantiscano l’origine, per sostenere le imprese, l’occupazione e il territorio.

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Grido d’allarme 2020-2022 #nessunconcerto

Era il 28 gennaio 2021 quando, improvvisamente e simultaneamente sui canali social dei Live Club italiani iniziarono a comparire le foto delle facciate dei club, sovrastate da un grande punto interrogativo.

“L’Ultimo Concerto?” il più grande flashmob sul web

Così prese il via “L’Ultimo Concerto?”, quello che è stato definito il più grande “web mob”, ovvero un flashmob sul web, del settore della musica dal vivo in Italia. L’iniziativa, voluta, organizzata e promossa da: KeepOn LIVE, Arci e Assomusica, fece ampiamente discutere. Per la prima volta, una campagna mediatica ebbe un effetto tale da accendere prepotentemente i riflettori sul reale rischio di chiusura definitiva degli spazi in cui la musica dal vivo si esprime, trae la sua linfa vitale, incontra il pubblico, fa crescere gli artisti e permette loro di instaurare dai palchi quell’energia unica, l’adrenalina, le emozioni che solo un’esperienza live può dare. “L’Ultimo Concerto?” si concluse il 27 febbraio 2021 con la trasmissione in streaming di eventi silenziosi, realizzati sui palchi dei Live Club sparsi lungo tutta la Penisola e aderenti alla campagna, con il supporto un numero impressionante di artisti, fra questi i più grandi nomi del panorama musicale italiano.

Impatto tale da avviare dialogo con Governo

L’impatto de “L’Ultimo Concerto?” è stato tale per cui, nei mesi successivi, è stato possibile avviare e consolidare le operazioni di dialogo con il Governo e le Istituzioni, finalizzato al riconoscimento di un’intera categoria, fino a quel momento, invisibile. È passato un anno da quel 28 gennaio, 23 mesi dall’inizio ufficiale della pandemia in Italia, e la musica dal vivo, il settore che più di tutti ha subito restrizioni, stop, limitazioni, è ancora quasi totalmente in silenzio. Nonostante la centralità del ruolo che la musica, i concerti, gli spettacoli dal vivo, svolgono a livello culturale, sociale, territoriale ed economico, nonostante il loro indiscutibile peso nella costituzione di una società vivace e sana, l’intero settore è ritornato a brancolare nel buio. La situazione è allarmante.

Da inizio 2022 cessate le misure di sostegno al settore

Sebbene, lo scorso ottobre, si sia vissuta la flebile speranza che ci si potesse avviare verso una graduale, seppur lenta, ripartenza, negli ultimi mesi un intero comparto, quello della musica contemporanea dal vivo, che comprende tutti i luoghi (live club, circoli, palazzetti, arene e stadi), i festival, i promoter, i tecnici e i lavoratori, le agenzie di booking, i service e le società di servizi, gli artisti e i manager, sono tornati a essere dimenticati. Dal 1° gennaio 2022 sono cessate tutte le misure di sostegno emergenziali precedentemente previste e al momento non si fa riferimento ad alcun proseguimento di queste forme di sostegno. Il settore della musica dal vivo sembra essere ormai scomparso dall’agenda delle priorità culturali, sociali ed economiche del Paese. Non viene più menzionato fra le categorie meritevoli di essere destinatarie di supporto e sostegno, neppure tramite il PNRR, nonostante sia fra i settori più fortemente in crisi nel nostro Paese, e nessun processo di riconoscimento culturale e normativo è in atto, relegando la musica dal vivo ad una forma d’arte povera e sacrificabile.

Quale la situazione attuale?

Qual è la situazione attuale? I concerti si possono fare? Potenzialmente sì, ma a queste condizioni: No ai posti in piedi, no quindi alla capienza piena, no alla somministrazione di cibo e bevande, che per molti degli spazi in cui la musica vive, rappresenta l’unica fonte di entrata per la realizzazione degli spettacoli. Sono concerti parziali, insostenibili economicamente, ancor più in assenza di contributi, quindi impossibili da programmare, oltre a essere privi di energia e di empatia tra pubblico e artisti, di quel coinvolgimento che consente di immergersi e di vivere pienamente quell’esperienza unica, emozionante, che solo la musica, quella dal vivo, può regalare.

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Nasce a Roma l’Associazione Italiana Ristoranti di Strada

Ottenere il giusto riconoscimento, avviare un dialogo con le istituzioni e dare vita a una vera e propria filiera produttiva. Nasce con questi obiettivi l’Associazione Italiana Ristoratori di Strada, che sarà presentata nel corso del Gran Galà organizzato martedì 1 febbraio 2022 a Roma (Stazione Birra, via Placanica 172) alle ore 19.30.

I professionisti dello Street Food pronti al salto di qualità

Dopo anni di successi nelle strade di tutta Italia, i professionisti dello Street Food sono pronti a fare il salto di qualità, unendosi in un’associazione di categoria per difendere i loro interessi: dalla fiscalità alla legislazione, dalla semplificazione amministrativa alla creazione di eventi per garantire la continuità del lavoro. La crescita del fenomeno Street Food richiede ormai nuove modalità organizzative per sviluppare appieno le potenzialità di un settore che negli ultimi anni è cresciuto costantemente, fino allo stop forzato per l’emergenza coronavirus. Forte di un pubblico sempre più appassionato e a un’offerta originale e di qualità, lo Street Food è pronto a ripartire:

In questi due anni non siamo stati tutelati a sufficienza dallo Stato

«L’idea dell’associazione nasce dal fatto che in questi due lunghi anni non siamo stati difesi o tutelati a sufficienza dallo Stato, che ci ha accomunati agli ambulanti pur avendo delle esigenze così distanti dalle loro. Vogliamo far capire alle amministrazioni e alle istituzioni che non siamo concorrenti privilegiati dei ristoratori, ma professionisti che al pari di questi ultimi hanno un’attività, dei dipendenti e contribuiscono come tutti al benessere del Paese», ha dichiarato Alfredo Orofino, presidente dell’Associazione Italiana Ristoratori di Strada. Tra i primi scopi dell’Associazione c’è l’apertura di un’interlocuzione con le istituzioni per definire procedure e regole ad hoc per il settore. Grazie alla nuova realtà si intende inoltre programmare al meglio le attività e creare una filiera produttiva strutturata:

Associazione esigenza condivisa dagli operatori del settore

«La costituzione di un’associazione che tuteli gli operatori di Street Food è stata un’esigenza scaturita da una volontà condivisa da tantissimi operatori del settore. Dobbiamo ora iniziare a muovere i nostri primi passi, accrescere la nostra credibilità e presentarci a chi non ci conosce, nella consapevolezza che l’unione fa la forza», ha concluso Orofino.

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Covid-19, il Lazio resta in Zona Gialla

«Oggi nel Lazio su 20.833 TAMPONI MOLECOLARI e 76.241 TAMPONI ANTIGENICI, per un totale di 97.074 TAMPONI, si registrano 12.663 NUOVI CASI POSITIVI (-804). I decessi sono 28 (= ), 2.134 i ricoverati (+38), 207 le terapie intensive (+4) e 10.277 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 13%. I casi a Roma Città sono a quota 6.661.

Regione Lazio in ZONA GIALLA

Come preannunciato nei giorni scorsi, il Lazio resta in ZONA GIALLA. Nel Lazio superata quota 12,5 milioni di somministrazioni di vaccino e di queste 3,4 milioni sono dosi di richiamo pari al 70% della popolazione adulta. Raggiunto il 98% di adulti che ha ricevuto la doppia dose e l’91% degli over 12 sempre in doppia dose.

Domani due anni dai primi casi covid-19 in Italia

Domani ricorrono i due anni dai primi casi covid-19 in Italia. La coppia di coniugi cinesi Xianming Liu e Yamin Hu, fu il primo contact tracing. Pera la prima volta fu ricostruito tutto il percorso e l’albero dei contatti. Dopo alcune ore dal sopraggiungere del mezzo in Bio-Contenimento a Via Cavour, furono isolati insieme al resto dei turisti che stavano viaggiando in bus verso Cassino. Dopo 48 ore il virus fu isolato nel laboratorio di virologia dell’Istituto Spallanzani e messo a disposizione il sequenziamento alla comunità scientifica internazionale. La coppia fu curata allo Spallanzani e successivamente al San Filippo Neri». Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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500 volte Paperino

Grande festa a Paperopoli! Paperino, il mensile che dal 1994 raccoglie le più belle avventure dei Paperi Disney, raggiunge il numero 500 e domenica 30 gennaio arriva in edicola, fumetteria e su e su Panini.it con un numero in doppia edizione tutto da collezione.

Edizione regular e cover metal

Paperino 500 uscirà in edizione regular con una speciale cover metal e con una foliazione extra large: accanto a 6 grandi storie con protagonista assoluto Paperino (tra colpi di sfortuna e grandi imprese), corredate da un’introduzione di approfondimento, i lettori troveranno un’ampia sezione dedicata ai festeggiamenti, con tantissimi materiali inediti e una galleria di originali contributi degli autori, sceneggiatori e disegnatori, che hanno fatto la storia del personaggio.

Tributo al Papero più sfortunato della storia

Un vero e proprio tributo di ringraziamento in onore del Papero più sfortunato della storia dei fumetti! Il numero 500 sarà disponibile anche in una speciale versione variant a tiratura limitata solo in fumetteria e su Panini.it, con un’illustrazione inedita di Andrea Freccero e vari effetti speciali.

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Un piatto di spaghetti costerà fino al 30% in più secondo Coldiretti

Il caro bollette si abbatte sui produttori di grano, che quest’anno dovranno spendere 400 euro in più all’ettaro, dalla semina fino alla mietitura, secondo un’analisi Coldiretti. Una situazione che mette a rischio la produzione della pasta con rincari del 30%, ma anche dell’olio extravergine d’oliva con aumenti del 12%. Non solo.

Aumento complessivo del 12% sui costi di produzione

Tutto questo determina ritardi anche negli accordi di filiera sul prezzo del pomodoro riconosciuto agli agricoltori per l’avvio della coltivazione. «A soffrire sono anche i produttori di olio extravergine d’oliva – spiega il presidente di Coldiretti Lazio e Unaprol, David Granieri – sui quali si abbatte la scure dei rincari con un aumento complessivo del 12% dei costi medi di produzione, secondo una stima di Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano. Ad incidere sono anche il prezzo del carburante, praticamente raddoppiato nel giro di pochi mesi, il costo dell’energia e i rincari di vetro (+15%) e carta (+70%) necessari per imbottigliamento e confezionamento».

Tempesta perfetta sulla Dieta Mediterranea

Una tempesta perfetta si abbatte dunque sulle tavole degli italiani e sul piatto simbolo della Dieta Mediterranea come gli spaghetti, olio e pomodoro. È Coldiretti a lanciare l’allarme sugli effetti del caro bolletta sul settore agroalimentare, che complessivamente assorbono oltre l’11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno. Sulla produzione di polpe, passate e sughi di pomodoro pesano, inoltre, i ritardi nella definizione di un accordo quadro per il 2022 fra produttori e industriali che è fondamentale, considerato proprio l’aumento senza eguali dei costi di produzione per le imprese agricole, costrette ad affrontare esborsi vertiginosi per tutte le operazioni colturali. In mancanza dell’intesa sui prezzi le imprese agricole non possono permettersi di programmare alla cieca l’avvio delle operazioni colturali.

Serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare

«Serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione – continua il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle. È necessario farlo anche combattendo le pratiche sleali nel rispetto della legge che vieta di acquistare il cibo sotto i costi di produzione. Una legge fortemente sollecitata da Coldiretti. Servono risorse per sostenere il settore, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui la pandemia ha aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e incertezza, che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare».

Stangata per aumenti generalizzati

Una stangata che interessa anche il gasolio agricolo necessario per le operazioni colturali, aumentato di circa il 50%, e persino i concimi. Così come è aumentata del 143% anche l’urea, fondamentale nella fase post-semina del grano, passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata. Stessa situazione per il fosfato biammonico Dap, raddoppiato da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano aumenti superiori al 65%.