Dopo mesi di proteste e manifestazioni davanti ai punti vendita le federazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno raggiunto un accordo con Carrefour Italia sul piano di incentivazione all’esodo, di non opposizione al licenziamento e sulla tutela delle condizioni di lavoro dei dipendenti che saranno coinvolti nella cessione o nello sviluppo del franchising.
L’accordo tra l’azienda e i sindacati segna il ripristino delle relazioni sindacali e l’avvio di una nuova fase di gestione del piano di rilancio della multinazionale in Italia.
Si perchè Carrefour solo qualche settimana fa aveva annunciato la dismissione di 106 supermercati su tutto il territorio nazionale e l’esubero di 769 lavoratori.
Una procedura di licenziamento collettivo piovuta sulle teste dei dipendenti di Valle d’Aosta, Lombardia e Piemonte fino a Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Sardegna e anche Lazio.
A Roma e provincia gli esuberi iniziali riguardavano 83 full time equivalent nei market e 15 negli ipermercati.
Numeri ridotti dalla fumata bianca arrivata dal tavolo tra azienda e sindacati.
In particolare sono stati firmati due distinti accordi che sanciscono “la lotta al dumping contrattuale e ai contratti pirata” e la comune volontà di concordare gli organici minimi nei punti vendita in gestione diretta, utili ad assicurare condizioni di lavoro di qualità e assistenza adeguata al cliente.
L’esubero, sarà gestito unicamente con il criterio della non opposizione a fronte di un incentivo all’esodo.
Anche nella Capitale le uscite potranno avvenire da qualsiasi punto vendita, non ci sarà più l’ingessatura nei supermercati inizialmente indicati: ossia Parioli, Boccea, Colombo, Vigna Murata, Garbatella, XXI Aprile, Piazzale degli Eroi, Prati Fiscali e poi ancora Spinaceto, Tivoli e Guidonia.
L’intesa prevede percorsi di riqualificazione interna del personale o di ricollocazione presso terzi.