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Campidoglio, al via l’assunzione di 200 dipendenti entro ottobre

Entro ottobre Roma Capitale procederà all’assunzione di altri 200 dipendenti, individuati tra i candidati risultati “idonei” nell’ambito del cosiddetto “concorsone” del 2010. È quanto prevede una integrazione al Piano assunzionale 2018, che già prevedeva l’entrata in servizio di 467 lavoratori, tra i quali 350 agenti di Polizia locale. Il numero complessivo dei dipendenti che entreranno in servizio, durante l’anno in corso, sale così a 667. Tra le ulteriori figure professionali che verranno assunte ci sono 100 istruttori amministrativi, 30 funzionari amministrativi, 20 ingegneri, 15 esperti di normativa dei lavori pubblici e di finanza di progetto, 14 istruttori dei servizi culturali, 10 funzionari economico-finanziari, 10 istruttori economici e 1 geologo. «Prosegue lo scorrimento delle graduatorie degli ‘idonei’ del maxi-concorso del 2010 – dichiara il delegato della Sindaca al Personale e alle Relazioni sindacali, Antonio De Santis – grazie a un’integrazione del Piano assunzionale già previsto per il 2018. Oltre a dare finalmente una risposta ai candidati che da anni attendono di poter lavorare per il Campidoglio, rafforziamo ulteriormente la macchina amministrativa con l’ingresso di personale altamente qualificato. La professionalità dei 200 nuovi dipendenti sarà essenziale per rilanciare l’azione istituzionale e garantire ai cittadini livelli di servizi sempre più alti».

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Roma, Raggi in diretta Fb: “Buche? Tempi lunghi a causa dei bandi”. E sui rifiuti attacca la Regione

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo)Diretta Facebook della sindaca Virginia Raggi tra buche, rifiuti e trasporti. Primo passaggio sul dossier voragini. "Abbiamo finito la mappatura delle strade, sia per quanto riguarda le arterie della grande viabilità che le vie di competenza dei municipi. I bandi? A volte servono mesi prima di far partire i lavori. Spesso si tratta di procedimenti lunghissimi. Bisogna attendere qualche mese, talvolta di più. Ora comunque le gare sono avviate, così come i lavori. Un mese fa per esempio siamo andati in via dell'Archeologia, a Tor Bella Monaca, una zona critica". Il passaggio più polemico arriva sulla spazzatura: "Dalla chiusura di Malagrotta nel 2013, la Regione non ha mai fatto niente per trovare una soluzione. Si va avanti con autorizzazioni spot per portare i rifiuti in altre regioni. Quando si bloccano partono i problemi. Roma ha inviato immondizia in Puglia per solo per un mese, 200 tonnellate al giorno. Ora quell'accordo si è esaurito. La Regione Lazio non ha impianti? Allora si avvalga della normativa nazionale. Chieda alle altre regioni. Qui ogni volta si combatte una battaglia a colpi di titoli di giornali. Altrove non succede niente. Solo qui si fa politica coi rifiuti, è una questione piccola e squallida. Noi stiamo facendo tutto quello che è necessario, ora serve un impegno ufficiale da parte della Regione. Dal 2013 la Pisana è a braccia conserte". Poi la notizia: "Abbiamo appena scongiurato lo sciopero dei lavoratori Ama, chiedono più assunzioni. Anche noi saremo contenti se potremo avere più operatori". Infine, per chiudere il capitolo spazzatura, i dati sulla differenziata: "Al ghetto è schizzata all'84 per cento. Abbiamo replicato quel modello nei municipi VI e X, dove abitano 500 mila abitanti. A Fontana Candida e all'Axa abbiamo raggiunto le stesse percentuali e siamo pronti a spostarci in altre zone. Per noi si tratta di step molto importanti. Ama, poi, dovrebbe potersi occupare di tutta la filiera. Per questo abbiamo presentato richieste di autorizzazioni per due impianti di compostaggio per l'umido. Vorremmo che quegli scarti fossero trattati dalla municipalizzata, senza scontare le difficoltà di aziende terze".
Chiusa la fase delle accuse, ritorno sulla sicurezza stradale e sul progetto che riguarda l'abbattimento dei pini che, con le loro radici, rendono ingestibili arterie come la Cristoforo Colombo e la via Ostiense: "A Roma abbiamo 80 mila alberi sulle pubbliche vie. Molti sono anziani, a fine ciclo vita, e con radici affioranti che possono creare pericoli. Dove è stato possibile fresarle, abbiamo proceduto con lavori poco invasivi. Nel momento in cui troveremo alberi che per età e condizioni di salute non sono più gestibili, dovremo prendere una decisione. Dolorosa, ma scontata. Dobbiamo avere il coraggio di abbattere e ripiantare altrove. La vita di una persona vale più di quella di un albero".
Deviazione sul report mobilità con il corridoio laurentino per i 45 filobus acquistati in era Alemanno ("Lo stiamo per completare") e il nuovo assetto di viale Marconi: "Quando finiremo la manutenzione stradale, procederemo con le piste ciclabili e i tram. La mobilità su ferro è l'unica cura per deflazionare l'uso del mezzo privato". Le linee tramviarie più che le metro: "La stazione San Giovanni della tratta C è bellissima, un museo. Ma questa ricchezza archeologica significa pure che Roma non sarà come New York, Londra o Parigi a livello di rete metropolitana. I reperti sono un piccolo ostacolo a questo tipo di sviluppo. Ci sono i progetti delle metro D ed E. Ma prima bisogna pensare ad altro, alle preferenziali per far aumentare velocità commerciale degli autobus e ai tram".
Sui bus, nel frattempo, sono arrivati i tornelli: "La città è di tutti e ogni romano deve essere il primo a controllare il suo vicino. Non possiamo avere un controllore per ogni passeggero. Dobbiamo far sì che l'attenzione civica ricominci a essere patrimonio di ognuno di noi. Se riusciamo a stimolare riprovazione sociale nei confronti di chi non si comporta bene, registreremo un successo".
Prima di chiudere con l'incontro con il vicepremier Luigi Di Maio al ministero del Lavoro ("Abbiamo dato vita a una cabina interministeriale per lo sviluppo di Roma, vogliamo competere con le altre capitali internazionali e avere interlocuzioni con i ministri in maniera diretta"), ecco il passaggio sulla sicurezza: "L'ordine pubblico non è affidato ai vigili urbani, ma alle forze dell'ordine. C'è un tavolo costantemente aperto in prefettura, organo che rappresenta il ministero dell'Interno e che con noi collabora su alcune delle situazioni più sentite. Roma ha determinate situazioni su cui bisogna intervenire. Per esempio abbiamo cancellato i murales della vergogna al municipio VI che rappresentavano i boss locali. Ed è servita la presenza della polizia e dei carabinieri per portare a termine questo compito".

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Roma, “sampietrini da rimuovere?” Raggi fa partire il referendum con un tweet

(Fonte: la Repubblica, di Lorenzo D'Albergo) – Buche e sampietrini: dannazione grillina, primo cruccio della sindaca. Ieri mattina, dopo aver inaugurato il nuovo tratto pedonalizzato di via del Corso, la prima cittadina pentastellata è tornata sul tema. Un passaggio obbligato. Imposto dalla campagna spray ( "segnalate le voragini con una bomboletta gialla " ) lanciata dalla madre di Elena Aubry, la ragazza venuta a mancare lo scorso 6 maggio dopo aver perso il controllo della sua moto lungo la via Ostiense.

"L'amministrazione si sta impegnando moltissimo – è la versione dell'inquilina del Campidoglio – nel rifacimento del manto stradale per eliminare le buche". Secondo la sindaca, "la situazione delle strade di Roma sconta una mancata manutenzione per anni " e ora è arrivato il momento di "accelerare il più possibile" ed "evitare interventi spot che di fatto servono solamente per mettere una pezza che poi si riapre dopo qualche mese". Nessun commento, men che meno un endorsement, sui circoletti gialli che nel frattempo si stanno moltiplicando attorno alle voragini di mezza Roma. La mobilitazione social è tenuta in gran conto in Campidoglio, ma gli uffici e l'avvocatura hanno più di un dubbio: chi partecipa all'iniziativa mette a rischio la propria incolumità.
Per ora, quindi, il Comune non si sbilancia: non multerà i romani armati di bomboletta, ma non può nemmeno incoraggiarli. Da qui il silenzio di Raggi. Capitolo sampietrini: ieri, cinguettando, la prima cittadina ha rispolverato il dossier sui caratteristici selci capitolini.

L'idea è quella di avviare una consultazione tra i romani – come quella sull'eliminazione dei pini che con le loro radici minano la sicurezza delle più importanti arterie della viabilità capitolina – attraverso il nuovo portale del Comune. Tra le ipotesi, una volta avviato un dibattito pubblico sul tema, c'è anche quella di un referendum online. Una data, però, ancora non c'è. Anche perché l'operazione, al pari del barcollante " Piano Marshall" delle buche, non è di semplice realizzazione. Il Campidoglio, che ha scritto alla Sovrintendenza per avere un parere, deve fare i conti con i numeri. Roma è di fatto lastricata di sampietrini: stando ai primi rilievi del Simu sulla grande viabilità e sulle strade di competenza dei municipi, il dipartimento dei Lavori pubblici, ce ne sono per un milione e mezzo di metri quadrati. La giunta 5S, poi, sa che non può eliminarli senza ricollocarli. Un problema in più, perché sostituirli con una gettata d'asfalto garantirebbe un gradito risparmio: un metro quadrato di sampietrini costa circa 210 euro, il bitume ne costa appena 50.

Il primo intervento, consultazione o meno, è comunque già stato finanziato. Dopo l'estate verrà assegnata la gara per rimuovere i sampietrini dalla chicane di via IV novembre. Per via Nazionale, altra nota dolente per le schiene degli scooteristi e le sospensioni di auto e bus, invece non ci sono novità all'orizzonte: non è previsto un appalto, non ci sono finanziamenti. Per piazza Venezia c'è il progetto dell'Agenzia per la Mobilità, ma ci vorranno ancora mesi e mesi di discussioni. Forse anni per arrivare a una decisione. La rivoluzione, allora, potrebbe partire dalle vie meno centrali: in lizza ci sono viale Somalia e via Crescenzio. Quartiere Trieste e Prati. Ma anche in questo caso servirà il parere positivo della Sovrintendenza e un trasferimento dei ciottoli in eccesso, che non possono andare persi.

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Campidoglio, presentato il progetto Smartmed

È stato presentato oggi presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini il progetto Smartmed, promosso dall’Assessorato alle Infrastrutture e dal Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana (SIMU), che risponderà al bando europeo – Smart Cities and Communities del programma Horizon 2020. A partecipare al progetto, lanciato con avviso pubblico da Roma Capitale a dicembre 2017, sono alcuni dei principali centri di ricerca, tra cui ENEA, CIRPS, CITERA e DIMA dell’Università Sapienza, DIE dell’Università di Tor Vergata, e Link Campus University, nonché le città mediterranee tra cui Siviglia, Marsiglia, Atene, Tirana, Zagabria, Limassol.
Il progetto propone Roma come città faro in un network di città mediterranee per testare e diffondere le migliori pratiche di efficientamento energetico in ambito urbano. Smartmed intende prestare particolare attenzione all’integrazione di soluzioni avanzate, alla possibile realizzazione di Smart Grid elettriche e termiche per la creazione di isole energeticamente indipendenti e Distretti Smart Energy, nonché all’introduzione di una quota crescente di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili nelle aree urbane.
La zona di Via Pietralata è quella individuata per realizzare il progetto ed essere l’area pilota di un distretto Smart Energy che possa quindi diventare autosufficiente dal punto di vista energetico attraverso l’utilizzo condiviso delle risorse locali. Una zona scelta sia perché è intenzione dell’Amministrazione valorizzare e rilanciare i quadranti meno centrali della Capitale e sia perché risponde ai criteri del bando europeo ed è quindi la più adatta dal punto di vista tecnico allo sviluppo del progetto.  L’Amministrazione capitolina sta già portando avanti diverse iniziative volte al risparmio energetico di Roma Capitale tra cui il Piano Led, il Servizio Integrato Energia, la manutenzione e il potenziamento del parco impianti fotovoltaici, la riqualificazione energetica di immobili e appunto progetti europei per l’efficientamento energetico. Nella concezione innovativa dei Distretti Smart Energy tutte queste soluzioni convergono insieme ad azioni di coinvolgimento diretto dei cittadini e delle imprese residenti. Queste ed altre le azioni previste per contribuire al rilancio della Capitale sul tema del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale in coerenza con le "Linee programmatiche 2016-2021" della Sindaca Raggi. «Questa Amministrazione sta portando avanti diversi progetti europei per allineare Roma alle altre grandi Città d'Europa. L’Assessorato alle Infrastrutture, in collaborazione con il Dipartimento Infrastrutture, si sta impegnando per promuovere innovazione e sperimentare nuove tecnologie. Il progetto Smartmed ha l’obiettivo di rilanciare la Capitale dal punto di vista del risparmio energetico migliorando le infrastrutture presenti sul territorio. Un progetto complesso che portiamo avanti con partner italiani e internazionali di rilievo, facendo squadra con alcune importanti città dell'area mediterranea. Vogliamo portare la Capitale a livelli più elevati di sostenibilità e lavoriamo perché Roma diventi davvero la città Faro d’Europa», dichiara l’Assessora alle Infrastrutture Margherita Gatta.

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Handicap, Raggi: “Faremo mappa delle barriere architettoniche”. La Argentin: “Contro le buche sciopero della fame”

(Fonte: www.repubblica.it)
"Abbiamo avviato una mappatura vera delle barriere architettoniche in città. E' fondamentale poter iniziare a capire le priorità per coprire in maniera complessiva tutta la città quando arriveranno le risorse" ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi questa mattina in occasione della presentazione della manifestazione  "Disability Pride Italia 2018" il prossimo 15 luglio a Roma, e partirà alle 17.30 da piazza della Madonna di Loreto fino a piazza del Popolo. La data fissata non è casuale dato che il 15 luglio ricorre la firma della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
Parole della sindaca in qualche modo superate dall'azione concreta che Ileana Argentin, ex deputata Pd da anni attiva nel mondo dell'handicap ha annunciato: "Contro le buche stradali inizio una sciopero della fame".Scrive la Argentin in una nota: "Oggi 9 Luglio, ho cominciato lo sciopero della fame, allo scopo di ottenere da parte della giunta Capitolina e della Sindaca l'eliminazione delle buche che impediscono a noi disabili di spostarci in città. Grave la situazione degli attraversamenti, in quasi tutte le periferie romane le strisce bianche, non esistono più. Pur avendo una patologia grave che mi causa una forte disabilità, ho deciso di fare lo sciopero della fame, con un controllo medico affinchè qualcuno prenda dei provvedimenti. Noi non possiamo scegliere e neanche i nostri genitori. E'impossibile per chi ha dei deficit motori scendere dalle carrozzine. Un buon Sindaco non dovrebbe dimenticarci!" così Argentin. Ma intanto, secondo il Campidoglio, quello che si svolgerà domenica 15 "è un evento nato dal basso, dove le persone fanno sentire la loro voce – ha spiegato la sindaca Raggi – ed è corretto che l'amministrazione ascolti, capisca e sviluppi una città accessibile a tutti. Roma oggi non lo è ma è opportuno tracciare un punto di partenza per andare avanti. La qualità della vita interessa tutti ma finora le città sono state pensate per persone normodotate e questa è una lacuna che dobbiamo colmare".
Raggi ha quindi elencato alcune iniziative messe in campo dal comune su questo versante: "Una delle prime cose che abbiamo affrontato è stata consentire alle persone con disabilità di avere una priorità nell'accesso ai servizi anagrafici comunali. Non c'è una misura nazionale che lo preveda o lo imponga, quindi abbiamo affrontato questo tema attraverso misure organizzative interne. Questo vale anche per le carte di identità elettroniche, che quindi potranno essere fatte a vista. Altra azione avviata riguarda la mappatura delle barriere architettoniche in città, in collaborazione con i municipi, per capire dove intervenire con priorità per poi coprire progressivamente tutta la città via via che arriveranno le risorse".
Un'altra azione "è stata la creazione di una task force della polizia locale che per novanta giorni ha sanzionato con intensità tutte le violazioni che riguardavano le soste sulle rampe e sui parcheggi per disabili. Sono state già elevate mille sanzioni".

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Roma, cartelli stradali divelti e distrutti nelle vie del centro storico

(Fonte: Corriere della Sera, di Lilli Garrone) – Quasi una risposta all’invito di Virginia Raggi a segnalare disfunzioni e problemi, ecco un dossier dell’Associazione abitanti centro storico sulla segnaletica stradale. Cartelli abbattuti, abbandonati per terra, illeggibili, nelle principali vie del centro della città. Ma è così quasi ovunque per le strade della Capitale, sia di grande viabilità sia municipali, come pure in Prati e al Flaminio dove molte indicazioni sono coperte dalle fronde degli alberi.

In corso Vittorio Emanuele il cartello dell’isola pedonale è tutta storta e sta per cadere, mentre in piazza Capranica è addirittura per terra. Stessa scena in via di Ripetta, dove l’indicazione di divieto di sosta con rimozione è addirittura buttata lungo il marciapiede. In piazza 16 Ottobre, invece, il segnale dell’area pedonale è stato divelto ed è appoggiato a un palo, mentre in via della Rotonda l’indicazione di divieto di sosta è piegata a metà. Un caso clamoroso in via Pietro de Coubertin di fronte l’ Auditorium: le folte fronde dell’oleandro nascondono sia l’obbligo di rotatoria che l’indicazione di direzione vietata. E sono solo alcuni esempi dello stato in cui versano le indicazioni stradali di Roma.

«L’Associazione abitanti centro storico ha ricevuto numerose foto dai cittadini che denunciano una segnaletica a dir poco obsoleta: cartelli stradali che danno l’esatto stato di indifferenza e degrado in cui versano la Capitale e il centro storico», afferma Viviana Piccirilli Di Capua. «Non esiste una via nei rioni in cui i cartelli, orizzontali o verticali, siano stati revisionati, aggiornati e quindi fatti rispettare – aggiunge -. Il risultato è che le aree pedonali, le piazze, le vie ed i vicoletti di Roma sono vittime di cittadini incivili e irrispettosi delle regole sancite». Per di più, sempre secondo l’Associazione, anche l’arredo urbano è eterogeneo e manca di manutenzione.

«Come molte cose di questa città anche la segnaletica orizzontale e verticale è divisa tra più competenze», spiega la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi: «Quella relativa alle strisce blu, bianche o gialle è di Atac, quella della grande viabilità e della piccola è divisa tra i municipi e il Comune. Così – prosegue – spesso ci troviamo a cambiare i cartelli nelle vie di nostra competenza e quando giri sulla grande viabilità la situazione è diversa. E spesso c’è anche un conflitto di competenze». Quanto all’incredibile situazione del Flaminio con i cartelli coperti dalle fronde l’assessore ai Lavori pubblici del II Municipio, Gian Paolo Giovannelli, spiega: «Noi possiamo intervenire sulle situazioni più critiche, ma quando si tratta di alberature deve intervenire l’ufficio giardini. I casi che ci vengono segnalati li trasmettiamo subito al servizio competente proprio perché la segnaletica ha una sua ragion d’essere: altrimenti costituisce un pericolo. E le situazioni non sempre sono aggiornate se non ci vengono segnalate dai vigili o dai cittadini».

Ma «a questo punto la segnaletica deve essere ripristinata e revisionata – conclude Piccirilli Di Capua – perché i segnali stradali non solo devono essere aggiornati, ma devono servire a dare un’immagine decorosa di questa città. Oltre che a imporre le regole del codice stradale».

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Rifiuti, la Germania dice no, bomba ecologica al Salario

(Fonte: la Repubblica, di Cecilia Gentile) – Qualche chicca. Un treno con 700 tonnellate di rifiuti indifferenziati fermo da oltre due settimane alla stazione smistamento di Villa Spada, Roma nord, perché la Germania, che doveva prenderli, non vuole più quel carico. E poi un contratto stipulato in extremis a trattativa privata con varie imprese che si porteranno via gli scarti e la fos (frazione organica stabilizzata) prodotti dai due tmb di Ama per evitare l’emergenza: domani scade il contratto con l’ati che trasferiva in Emilia e Lombardia le 300mila tonnellate di scarti, fos e cdr usciti ogni anno dalla lavorazione dei due tmb Ama di Rocca Cencia e Salario.

Ma senza aspettare la scadenza del contratto, Roma da tre settimane si è già trasformata in discarica, con il personale che arranca per raccogliere le montagne di rifiuti da terra, sempre più maleodoranti. E lo scontro politico non si placa. Anzi. La sindaca Virginia Raggi ha inviato una lettera di fuoco al presidente della Regione Nicola Zingaretti, facendolo responsabile del disastro di Roma e chiedendogli "di assumere tutte le iniziative del caso per individuare impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti: qualsiasi soluzione che non tenga conto di questa primaria esigenza è da considerarsi inutile, oltre che dannosa, e di ciò non potrà che ritenersi responsabile la Regione Lazio".

Per conto di Zingaretti risponde l’assessore regionale ai Rifiuti Massimiliano Valeriani. "La sindaca Raggi scrive Valeriani – ha chiesto al presidente della Regione di indicare siti e impianti, discariche, tmb e termovalorizzatori dove conferire i rifiuti indifferenziati di Roma. L’amministrazione capitolina, dunque, non è contraria agli impianti di smaltimento degli scarti non riciclabili, semplicemente non li vuole all’interno dei confini comunali".

Ma dai comuni del Lazio cominciano ad arrivare i primi “no”. A quello del sindaco di Albano, si aggiunge il rifiuto del sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena: "Viterbo non è la discarica del Lazio. Mi impegnerò per evitare che venga considerata ancora una volta destinataria dei rifiuti della capitale".
Per l’assessora comunale all’Ambiente Pinuccia Montanari "da mercoledì Roma è oggetto di una pressione enorme nata dalla richiesta dell’assessore regionale all’Ambiente Valeriani di individuare nella capitale una nuova discarica" . In realtà non c’era bisogno delle dichiarazioni di Valeriani perché i romani si accorgessero di convivere ormai da troppo tempo con i cassonetti stracolmi e i rifiuti in strada.

"I motivi sono tanti – spiega Natale di Cola, segretario di Fp Cgil Roma e Lazio – Non ci sono solo i tmb strapieni. I mezzi nuovi che dovevano arrivare ancora non sono arrivati, con il 45% dei mezzi vecchi fermi in officina". La sindaca intanto fa sapere su Facebook che "da martedì 10 luglio il nuovo modello di raccolta differenziata porta a porta partirà anche nel VI municipio. Si inizia con oltre 10mila cittadini di Fontana Candida ai quali si aggiungeranno dal 23 luglio altri circa 13mila abitanti di Due Leoni".

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Stadio Roma: gip dice no a scarcerazione Parnasi

(Fonte: la Repubblica) – Luca Parnasi, l'imprenditore arrestato il 13 giugno scorso nell'ambito dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma, resta in carcere. Lo ha deciso il gip Maria Paola Tomaselli che ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai difensori dell'ex amministratore unico dell'Eurnova. La Procura aveva espresso parere favorevole alla scarcerazione di Parnasi dopo un interrogatorio-fiume di undici ore in due giorni.

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Montanari: “Nuovi forestali per l’anti incendi”

Pinuccia Montanari, assossore alla Sostenibilità Ambientale al Comune di Roma, è intervenuta oggi ai microfoni di Radio Roma Capitale. L'assessora si  è esprimessa su due questioni al centro della discussione politica: l’emergenza rifiuti e la difesa delle zone verdi dagli incendi che, in questo caso, si sviluppa intorno all'iniziativa di "Roma Solidale".

Uno dei punti chiave dell’intervista di Paolo Cento a Pinuccia Montanari è l’anticipazione di “Roma Solidale”: “Assicureremo la presenza  dei carabinieri forestali e dell’esercito nella difesa della aree verdi che, in questo periodo, potrebbero creare molti disagi per via degli incendi”. L’iniziativa partirà tra 10 giorni e, tra i luoghi interessati, ci sarà Castel Fusano, dove la necessità di personale potrebbe farsi sentire. Ricordiamo, in questo senso, la richiesta dei Tutors della Riserva: l’associazione in difesa del parco, infatti, chiedeva un elicottero che facesse base nell’area.

Il primo punto chiarito dall’assessora, è la contrarietà della giunta di Roma Capitale a risolvere il “problema rifiuti” attraverso la creazione di una discarica: “Siamo coerenti con il nostro impegno a migliorare la gestione dei rifiuti nella Capitale – dice la Montanari – I cittadini romani, d’altronde – non sarebbero d’accordo.  Cercheremo, invece, di intervenire tramite lo sviluppo di impianti sostenibili”. Non manca una riflessione su Malagrotta:  “Non perseguiremo gli interessi di chi vuole fare discariche: conosciamo la storia di Malagrotta. Noi lavoriamo per il bene pubblico”.

Pinuccia Montanari commenta anche il secco “no” della Germania ai rifiuti prodotti da Roma: “E’ rimasto pochissimo dall’accordo con la Germania, parliamo di quantità minime. L’allarmismo – tuona Montanari – non corrisponde a realtà. Di fatto, ci sono già altre soluzioni in campo”.

"Per quanto riguarda la raccolta differenziata, stiamo cercando di velocizzare il raggiungimento dei nostri obiettivi. La raccolta funziona bene, tuttavia il lavoro da fare è ancora molto e, date le dimensioni di Roma, ci vorrà tempo. Oltretutto, paghiamo il modello sbagliato che vigeva precedentemente. Speriamo – conclude l'assessora -di aver dato una svolta sostanziale per il 2021, ma già dal prossimo anno alcuni municipi vivranno una situazione differente”.

In basso l'intervista.. Non perderla!

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Roma: oggi sciopero bus, tram e metro. Traffico intenso in città

(Fonte: Corriere della Sera) – Oggi sciopero dei trasporti nelle Capitale. Una mobilitazione di quattro ore (dalle 8.30 alle 12.30), che però non ha bloccato le metro: le linee A (dove si è registrato un rallentamento a causa di un guasto a un treno alla stazione Furio Camillo), B e B1, fa sapere Atac, «sono attive con possibili riduzioni di corse, mentre la C risulta regolare». Per bus, filobus e tram, la municipalizzata dei trasporti sul suo profilo twitter avverte di possibili «riduzioni di corse o interruzioni di servizio».

Traffico intenso in tutta la città

Nella mattinata il traffico è stato intenso, ma non critico, in diverse zone della città, come conseguenza dello sciopero Tpl. «Sul Grande raccordo anulare in corsia interna code a tratti dalla Nomentana alla Roma-Fiumicino; in esterna circolazione congestionata dall’Appia alla Tiburtina e proseguendo code a tratti dalla Trionfale alla Roma-Fiumicino – si legge nel notiziario della viabilità di Astral Infomobilità – Consueti incolonnamenti sulla Roma-Fiumicino dal Raccordo a via Newton verso l’Eur con maggiore intensità sul Viadotto della Magliana. Sul Tratto urbano della A24 si sta fila in entrata dalla Palmiro Togliatti alla Tangenziale e in uscita da Tor Cervara al Gra. Infine su via dell’Aeroporto di Fiumicino si procede a rilento dal Ponte di Tor Boacciana a via Trincea delle Frasche, in direzione di Fiumicino».

Lo sciopero

A neanche un mese dal precedente, ennesimo venerdì «nero» per chi, in mancanza di alternative, confida nel trasporto pubblico capitolino. Stavolta a sovrapporsi sono due proteste: lo sciopero di 24 ore indetto dal sindacato Ugl e l’agitazione di 4 ore, dalle 8,30 alle 12,30, proclamata nella stessa giornata dal sindacato Cambia-menti M410.

Maggiore sicurezza

Il primo sciopero è stato indetto a livello regionale, per rivendicare maggiore sicurezza a beneficio dei lavoratori, e rappresenta un «seguito» di quello di 4 ore organizzato lo scorso 8 giugno: interessate le linee dell’Atac (bus, tram, ferrovie Roma-Lido, Roma-Civita Castellana-Viterbo, nonché la Termini-Centocelle) e quelle periferiche gestite da Roma Tpl. «Saranno comunque in vigore le consuete fasce di garanzia, con servizio regolare fino alle 8,30 e dalle 17 alle 20», ha fatto sapere l’Azienda per la mobilità. Gli autisti, quindi, incroceranno le braccia dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 alla fine del servizio. Cotral ha informato che anche il servizio di trasporto extraurbano potrebbe subire disagi, per effetto di ritardi o soppressioni.