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Regione Lazio, i pediatri negli ambulatori anche nel weekend

(Fonte: www.ansa.it)
A partire da questo fine settimana i cittadini del Lazio potranno recarsi negli ambulatori aperti nel weekend e nei giorni festivi e prefestivi per ricevere l'assistenza pediatrica. Il servizio attivato grazie alla collaborazione e all'accordo firmato dalla Regione Lazio con i Pediatri di Libera Scelta, sarà presente in 5 presidi della Capitale (dalle ore 10 alle ore 19) e presto si estenderà su base volontaria anche in ogni capoluogo di provincia a Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina. Ad oggi hanno aderito all'accordo oltre 100 pediatri di libera scelta su base volontaria. Presso gli ambulatori del weekend si potrà dunque effettuare una visita pediatrica specialistica e tutte le prestazioni derivanti. 
I cinque presidi aperti nei weekend e nei giorni festivi dove è possibile trovare l'assistenza pediatrica indipendentemente dalla Asl di residenza sono: 
la Casa della Salute di Prati-Trionfale in via Frà Albenzio (I Municipio),
la Casa della Salute S.Caterina della Rosa in via Nicolò Forteguerri (V Municipio), 
la Casa della Salute di Ostia sul Lungomare Paolo Toscanelli (X Municipio),
il Poliambulatorio di via Lampedusa (III Municipio) e 
il poliambulatorio di via Camillo Sabatini (IX Municipio). 
"Si tratta di una rivoluzione in quella fitta rete dell'assistenza sanitaria della nostra regione che in questi anni abbiamo cercato di rendere più capillare e soprattutto più vicina alle esigenze e alle richieste dei cittadini e delle loro famiglie – spiega il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – Per la prima volta infatti il servizio pediatrico sarà disponibile anche il sabato e la domenica e nei festivi. Si tratta di un altro importante passo nella costruzione di una rete sociosanitaria regionale che prima non esisteva, per i cittadini e i più deboli, utile a far sentire loro che il sistema sanitario regionale è presente e vicino ai loro bisogni". "Più qualità delle cure – conclude l'Assessore alla Sanità e l'Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato – ma anche nuovi presidi di riferimento: in questi anni attraverso le Case della Salute e gli ambulatori di medicina generale aperti il sabato e la domenica abbiamo voluto dare ai cittadini un numero maggiore di servizi, assicurando sempre un elevato livello di qualità e disponibilità dei professionisti, che sono i primi a prendersi cura di loro. Voglio ringraziare i pediatri dunque per questa nuova attività che ci permetterà insieme di costruire un nuovo modello di promozione e tutela della salute. I buoni risultati raggiunti in termini di accessi nei 31 Poliambulatori che, grazie alla collaborazione con i medici di medicina generale hanno già fatto registrare oltre 280mila accessi, ci dimostrano quanto i cittadini siano attenti alle nuove opportunità sul territorio e che la strada da noi intrapresa è sicuramente quella giusta. 
La prossima sfida che dovremo affrontare sarà ora il potenziamento dell'assistenza domiciliare. E a questo stiamo già lavorando". Le informazioni sono disponibili e costantemente aggiornate sul sito della www.regione.lazio.it e su www.salutelazio.it 22 giugno 2018.
 

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Ostia, centro prevenzione alla ludopatia nella sala slot sequestrata a Spada

(Fonte: RomaToday) – Un progetto contro la ludopatia nella bisca di via Corrado del Greco, ad Ostia, confiscato al clan Spada durante l'operazione Eclissi dello scorso gennaioPer la prima volta in Italia, quindi, una 'bisca' sequestrata alla criminalità organizzata diventa luogo di prevenzione dal gioco d'azzardo. E' il "riscatto di Ostia" secondo il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, affiancato dal presidente dell'Osservatorio regionale per la legalita’ e sicurezza, Gianpiero Cioffredi che ha presentato il progetto 'Game Over'. 

La sala slot degli Spada è stata così riaperta per diventare un centro di contrasto alla ludopatia grazie alla creazione di un laboratorio guidato rivolto ai giovani per istruirli su questo fenomeno e aiutarli a riconoscere i meccanismi che portano alla dipendenza dal gioco.

Il progetto è proposto dall'Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza Asilo Savoia e rientra nell'ambito dell'accordo sottoscritto con il Tribunale di Roma per la realizzazione del programma "Talento & Tenacia – Crescere nella Legalità". Il programma verrà implementato da esperti del settore e si avvarrà della collaborazione con l'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità e l’Osservatorio sul Gioco di Azzardo della Regione Lazio. Negli orari pomeridiani la sala di via Carlo del Greco potrà essere utilizzata dalle associazioni di Ostia per iniziative coerenti con le finalità del progetto.

Protagonisti degli incontri, della durata complessiva di 12 ore, saranno gli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado, divisi in gruppi di massimo 25 unità

"Ci sono due belle notizie: il riscatto di Ostia, che non è solo un elenco di problemi ma anche di cose positive" e simbolicamente è importante che un bene confiscato torni al quartiere. Poi apriamo una associazione culturale aperta al quartiere in cui si faranno anche corsi di recupero per la ludopatia, parte di un progetto da 14 milioni di euro che la Regione ha messo in campo contro il gioco d'azzardo", ha commentato Nicola Zingaretti.

"Gli Spada con questa sala imprimevano un carattere di 'egemonia territoriale'. Inoltre era un luogo di spaccio di droga e riciclaggio di denaro. Aprire una esperienza cosi' ci rende orgogliosi", ha concluso Gianpiero Cioffredi.

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Paola Guerci : “Ben venga l’iniziativa del Campidoglio per i senza tetto”

L’iniziativa del Comune che crea strutture riferimento in ogni municipio per aumentare i servizi di assistenza nei confronti delle persone senza fissa dimora. Tali strutture accoglieranno dai 15 ai 20 senza tetto (che potranno fermarsi anche per la notte) e anche tramite i collegamenti previsti con il mondo dell’associazionismo, distribuiranno beni di prima necessità, come il cibo, e di riuso. Saranno anche presenti figure professionali per supportare queste persone al fine di toglierle dalla strada.

Potrebbe essere decisivo in questo senso il riuso dei beni confiscati alla mafia.

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Rider, più garanzie sul salario e tutela assicurativa: è un primo passo

(Fonte: Corriere della Sera, di Massimo Sideri) – Provate a immaginare di uscire in questi giorni, con questo caldo, uno zaino enorme sulla schiena, i pedali sotto i piedi. E i sampietrini sotto le ruote. È facile essere solidali con i ciclisti che hanno un algoritmo (da Deliveroo a Foodora, JustEat e Glovo) come datore di lavoro. Purtroppo è anche facile pensare di usarli per farci portare la cena a casa con un clic, senza domandarci come tutto ciò avvenga. Quanto guadagnano? Quanto rischiano?

I «lavoretti» saltuari sono sempre esistiti. Anzi, fanno un po’ parte dell’educazione sentimentale al mondo del lavoro. Ma questo non è un buon motivo per non pensare a una regolamentazione come ha fatto la Regione Lazio con il primo testo di legge sulla cosiddetta Gig economy. La materia del contendere non è facile da gestire, come è emerso anche dai primi incontri del neoministro del Lavoro Luigi Di Maio con i rider e i gestori delle piattaforme. Non si possono applicare gli schemi dell’industria del Novecento. Ma nemmeno pensare che possa valere il laissez-faire, meno che mai in un contesto dove i soggetti sono internazionali e dunque con la pericolosa tendenza a fare la parte dei Golia. In questo senso il disegno di legge della Regione Lazio sembra una buona piattaforma per iniziare a ragionare a livello nazionale: non imbriglia come avrebbe fatto l’idea di Di Maio di assumere tutti i rider, ma punta a garantire ai ragazzi salario minimo e assicurazioni (che nel 2018 dovrebbe essere scontate).

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Stadio della Roma, Caporilli: «Così Prosperetti anticipava i rilievi»

(Fonte: Corriere della Sera, di Fulvio Fiano e Ilaria Sacchettoni) – Uno stadio che, dopo essere stato una speculazione da scongiurare, diventa l’obiettivo da perseguire. Una viabilità in cui nessuno investe e alla quale, anzi, nessuno pensa. Un soprintendente che, invece di elaborare soluzioni per la città, offre consigli ai costruttori, quasi un suggeritore personale (uno dei tanti) di Luca Parnasi. È il quadro che affiora dai nuovi atti investigativi depositati.

Assistito dall’avvocato Pierpaolo Dell’Anno, Luca Caporilli, il braccio destro di Parnasi, scarcerato con l’ex assessore del Pd Michele Civita, ricostruisce il ruolo giocato da Francesco Prosperetti nella realizzazione del progetto. I due, il Soprintendente e il braccio destro del costruttore, dialogano su quali consulenti sia più vantaggioso assicurare al costruttore per superare il vincolo architettonico (poi archiviato dallo stesso Prosperetti). Un primo tentativo di incaricare Luciano Marchetti, ex dirigente regionale dei Beni Culturali, va a vuoto. «Prosperetti — dice Caporilli — aveva piacere che fosse Desideri (Paolo Desideri, architetto e datore di lavoro della figlia del Soprintendente, Beatrice, ndr)». E alla gip che lo incalza, Caporilli offre conferme: «Sì, sì, è stata un’indicazione (del Soprintendente, ndr)». Desideri era notoriamente uomo di Parnasi: «Lui ha progettato per lo stadio sia prima che dopo il ponte pedonale, il ponte di collegamento della nostra, dell’area nostra di Tor di Valle con la stazione della Magliana». La giudice Maria Paola Tomaselli sottolinea che offrendo indicazioni in anticipo su chi fosse il miglior tecnico da incaricare, Prosperetti finiva per anticipare dritte su eventuali rilievi futuri. «Nel momento in cui Prosperetti vi dà indicazioni vi anticipa quelli che avrebbero potuto essere i suoi rilievi».

Quanto al ponte di Traiano che nessuno voleva il tecnico di Eurnova, Caporilli, scarcerato ieri, racconta: «Perché non realizzate il nostro ponte, il Ponte di Traiano, vi prendete il nostro progetto, lo spostate di 100 metri o di un chilometro a noi non ci riconoscete quest’opera e forse funziona meglio», propone al Comune senza essere ascoltato. Neppure le simulazioni, rappresentate in una riunione negli uffici di Luca Bergamo («a febbraio 2017», dice) avrebbero convinto a fare il ponte. E di fronte all’idea di realizzare una struttura da 50 mila posti, la questione delle infrastrutture diventa secondaria. Alla fine, escluso un finanziamento dei costruttori, l’opera ricadrà sulle casse pubbliche.

La politica di Parnasi, ossia le erogazioni traversali, miravano ad aggirare obiezioni e ostacoli. In quest’ottica si decide il finanziamento alla fondazione di Daniele Leoni, l’ingegnere dell’assessorato all’Urbanistica capitolino. «Beh — dice Caporilli — l’abbiamo fatto uno perché me l’ha chiesto e due perché c’era questa partecipazione a questo convegno». Stavolta inutilmente perché Leoni, alla fine, valuterà che il calcolo sugli oneri concessori deve seguire l’indice territoriale che non prevede sconti per i costruttori.

In parallelo emerge anche che pur di assicurarsi il favore di Luca Lanzalone, il superconsulente già presidente di Acea, Parnasi lo sponsorizzava perfino con i vertici di Banca Carige: «Tu fagli fare qualcosa anche a Lanzalone, dagli 50…30.000 euro di consulenza— diceva al telefono all’ad Paolo Fiorentino — …fargli fare una caz…ta! Costruiamo questo rapporto tondo! Così quando è il momento…». La banca precisa che nessuno ha poi seguito il consiglio di Parnasi.

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Salvini in Tv: “Valuteremo se togliere la scorta a Saviano”, la replica: “Buffone, non mi fai paura”

(Fonte: SkyTG24. di ) – "Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani". Con queste parole, pronunciare in Tv durante il programma su Rai Tre "Agorà", Matteo Salvini ha annunciato l'ipotesi di togliere la scorta a Roberto Saviano. Le sue parole hanno scatenato una polemica sui social. "Le scorte non si assegnano né si tolgono in Tv", ha detto Marco Minniti. "Salvini combatta la mafia non chi la denuncia", ha twittato Laura Boldirini. Poi il capo del Viminale è tornato sui suoi passi: "Verificheremo tutte le scorte". Intanto è arrivata la replica di Saviano: "Buffone, non mi fai paura".

Le reazioni – "Minacce inaccettabili per un uomo che ha contribuito a far luce su un sistema criminale pervasivo e pericoloso. Salvini continua a interpretare il ruolo di ministro in modo arrogante e per le sue campagne personali. La scorta a Saviano, come lui stesso raccontò, non è una concessione ma la protezione che lo Stato deve garantire a chi minacciato per avere combattuto mafia e camorra", ha dichiarato il vicepresidente della Camera Ettore Rosato.

"Non si scherza su certi temi. A Saviano dobbiamo solo dire grazie. Non credo si diverta a vivere blindato ogni minuto a causa di quella criminalità che dovrebbe combattere innanzitutto il signor Salvini che certo non può essere chiamato ministro!", ha twittato il senatore Bruno Astorre. "Se Salvini vuole risparmiare tolga a me la scorta e la lasci a Saviano", ha proposto Graziano Delrio. "Le scorte non si assegnano né tolgono in tv", ha replicato Marco Minniti. "Salvini combatta la mafia non chi la denuncia. Mettere in discussione la scorta a una persona minacciata dalla criminalità organizzata è il contrario di quello che dovrebbe fare un ministro dell’Interno", ha scritto su Twitter Laura Boldrini. E in molti sui social hanno lanciato l'hashtag #iostoconSaviano.

La replica di Saviano – "Secondo te io sono felice di vivere così da più di 11 anni, pensi di minacciarmi e intimidirmi? In questi anni sono stato sotto una pressione enorme, sotto la pressione del clan dei casalesi, dei narcos messicani. Ho più paura a vivere così che a morire così. E quindi credi che possa avere paura di te, buffone!". Con queste parole Roberto Saviano ha replicato a Salvini in un video postato su Facebook.

La rettifica di Salvini – "Non spetta a me scegliere, chi di competenza valuterà. Io dico solo che l'Italia ha il record europeo di servizi di scorta e vigilanza, non dipendono da me le scelte su simpatia o antipatia". Lo ha detto Salvini, a margine della visita alla villa confiscata ai Casamonica, a chi gli chiedeva della scorta a Saviano. "Verificheremo tutti i servizi di vigilanza, sono quasi 600 e occupano circa 2mila uomini delle forze dell'ordine. Molti di questi servizi sono chiaramente giustificati, ma qualcuno di questi può essere rivisto perché 2mila uomini delle forze dell'ordine non hanno uguali in altri paesi europei. Ci sono organismi che decidono chi merita di essere protetto, con gradi diversi di protezione, non è il ministro che ha questa facoltà".

Roberto Fico: "Chi si oppone alle mafie va protetto"– Dopo la rettifica è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico per cercare di calmare le acque. Il parlamentare M5s ha ribadito che "l'Italia è il Paese che ha nel suo ventre tre fra le più grandi organizzazioni criminali internazionali: mafia, camorra, 'ndrangheta. Tutti i cittadini, gli imprenditori e gli intellettuali che hanno avuto il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata devono essere protetti dallo Stato. Spero che al più presto questo male possa essere definitivamente sradicato, diventando così solo un brutto ricordo. In questo modo nessuno dovrà più essere scortato perché finalmente libero".

Di Maio: "Scorta? Pensiamo al contratto" – – "Io penso che ci dobbiamo concentrare sulle cose che stanno nel contratto, su cosa faremo per gli italiani, l'ho detto anche ai parlamentari" poi "ognuno dica quello che vuole ma nel tempo libero". Lo afferma il leader del M5S e vice premier Luigi Di Maio ai cronisti che gli chiedono cosa vuol dire a Matteo Salvini in merito alla vicenda della scorta a Roberto Saviano.

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Disabilità e mobilità, la denuncia: “Quanti problemi tra pedane, bus, taxi, metro e cinema”

(Fonte: RomaToday, Eugenio Russo) – La questione delle barriere architettoniche a Roma è complessa, ma l’evidenza di alcune situazioni porta a pensare che qualche sensibile miglioria possa essere apportata, per evitare il continuo ripetersi di tristi esperienze, come quella accaduta lo scorso 2 gennaio alla signora Carla, costretta sulla sedia a rotelle da tre anni. Si tratta solo di un esempio, tra tanti, denunciato tramite social anche da Michela Mirani, responsabile nazionale del dipartimento disabilità di Rivoluzione Cristiana.

Ad accompagnare Carla c’era il figlio, Erasmo Catavolo, che abbiamo contattato per comprendere meglio quali sono le problematiche che lui e sua madre incontrano nel quotidiano.

Erasmo Catavolo: “Ecco le nostre disavventure tra pedane, bus, taxi, metro e cinema”

“Provo a rendere la vita di mia madre quanto più “normale” possibile, per questo spesso usciamo, andiamo ad una mostra o a vedere un film – ci spiega Erasmo – Il giorno della Festa della Repubblica, intorno alle 21:00, eravamo alla fermata Cicerone/Plinio, in attesa del 913. L’abbiamo atteso, ma invano, perché il mezzo era sprovvisto della pedana che permette a mia madre e a tutte le persone costrette temporaneamente o meno sulla sedia a rotelle di salire. Voglio denunciare l’accaduto perché non si tratta della prima volta. La situazione sta diventando preoccupante”.

Già, perché quando capita invece che la pedana ci sia, subentra un altro problema, che dovrebbe essere risolto dal buon senso, ma così non è: “Quando l’autobus è fornito di pedana, questa è esclusivamente manuale perché quelle automatiche le hanno eliminate a causa del malfunzionamento. Ci tengo a precisare che la maggior parte degli autisti ferma il veicolo, scende, monta la pedana e ci permette di salire, ma non è raro trovare anche autisti che si rifiutano o fanno finta di nulla, perché pare che questa operazione non sia prevista dal contratto. In queste spiacevoli occasioni ho provato a chiedere spiegazioni, senza ottenere alcun riscontro. Ma le perplessità restano soprattutto perché io ormai sono abituato a far tutto da me per mia madre, ma ci sono anche accompagnatori che non sanno come si utilizza in modo corretto la pedana, oppure disabili che si muovono in carrozzina, ma da soli. Per fortuna, ripeto, il più delle volte autisti o altri passeggeri si rendono disponibili, ma se è vero che questo compito non spetta a nessuno per contratto, non si dovrebbe lasciare alla bontà d’animo altrui la possibilità di un disabile di usufruire del servizio pubblico”.

Lo sconforto è evidente nelle parole del signor Catavolo, che ammette: “Non nascondo che tutto ciò fa male. Capisco le problematiche dell’autista, che magari non può fermare l’autobus in salita o lasciarlo senza guida per qualche secondo, ma si tratta di umanità. I problemi tecnici, invece, come la totale assenza di pedane, dovrebbero essere ritenuti almeno pari a quello dei tornelli, invece Roma e l’Italia in generale sembrano sempre un passo indietro per quanto riguarda la disabilità. Il tempo è prezioso per tutti, ma per alcune persone, come mia madre, anche di più”.

Oltre agli autobus, forti disagi si riscontrano anche per quanto riguarda taxi, metro e cinema, come ci racconta ancora Erasmo: “Per quanto riguarda i taxi, c’è una flotta del 3570 creata appositamente per il trasporto dei diversamente abili. Il servizio però non ha copertura sufficiente per sostituire il servizio pubblico (e ha un costo decisamente superiore, ndr), quindi si è costretti comunque a dover attendere un bel po’ o a non poterne usufruire. Altro grande problema è quello della metro: fino a poco tempo fa a Flaminio, una fermata centralissima dov’è segnalata la presenza di un ascensore a pedana, questo era puntualmente fuori uso. In generale rispetto al numero delle fermate, è risibile il numero di quelle accessibili. Stesso discorso vale per i cinema: a volte riservano le postazioni per la carrozzina solo in una o due sale, eliminando così la possibilità di "scegliere" il film. Inoltre, spesso vengono riservati i due posti più esterni della primissima fila, lì dove neanche un non disabile penserebbe mai di sedersi e poter vedere per bene lo schermo! Ce ne sarebbero di cose da dire, spero solo che qualcuno accolga le nostre segnalazioni e, tra i problemi generali della città, pensi anche a quello dei diversamente abili”.

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Troppe buche e radici: Ostiense chiusa a moto e scooter, la richiesta dopo l’incidente mortale di Elena Aubry

Parte della via Ostiense chiusa a moto e scooter, proprio nel tratto di strada tra la stazione di Ostia Antica e quella di Lido Centro. Lì dove, lo scorso 6 maggio, Elena Aubry morì in un incidente stradale quando era in sella alla sua Honda Hornet. A prendere la decisione di limitare la viabilità, d'accordo con la Polizia Locale, è la presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo.

Un annuncio fatto oggi nell'aula Massimo Di Somma durante il Consiglio locale. La mini sindaca non ha nascosto la preoccupazione nel percorrere quella strada: "Anche io vado in scooter, so cosa vuol dire passare per quel tratto. Non è sicuro". La mamma di Elena, Graziella Viviano, era stata chiara e sull'incidente non ha mai avuto dubbi: "Mia figlia è morta per le 'maledette buche di Roma'. Era un cuore generoso e chi l'ha conosciuta lo sa".

Una dramma che si somma a quello di Noemi Carrozzalei morta sulla via Cristoforo Colombo. "Sono preoccupata per la sicurezza stradale. Ho scritto a Roma Capitale sollecitando un incontro per migliorare le condizione dell'Ostiense, via del Mare e appunto Colombo, tre arterie che collegano Ostia e Roma di cui non abbiamo competenze", ha sottolineato Di Pillo che poi annuncia: "Ho chiesto, d'accordo con la Polizia Locale, di chiudere a moto e scooter la via Ostiense fino alla stazione di Ostia Antica. So che sarà una scelta impopolare, soprattutto nel periodo estivo, ma la sicurezza prima di tutto. Mi prendo tutte le responsabilità del caso".

Una scelta quasi obbligata quella di Di Pillo anche perché i fondi per la manutenzione stradale scarseggiano. I vigili, infatti, a cause di dossi, avvallamenti e buche su molte strade e marciapiedi, hanno chiesto e ottenuto l'istituzione di un limite massimo di velocità di 30 km/h per 102 strade del X Municipio (qui l'elenco completo).

"Fino a che l'Ostiene non si mette in sicurezza è giusto chiuderla", ha aggiunto di Di Pillo poi lanciando un'altra iniziativa: "Chiederò anche di togliere i pini lati delle strade. Sono pericolosi". La presidente del X Municipio forza la mano con il Campidoglio. Scelte impopolari per garantire la sicurezza minima sulle strade.

"La sicurezza prima di tutto, certo, ma il disagio sarà grande in piena stagione estiva. Questa è l'ennesima riprova che il nostro Municipio è dimenticato dal Campidoglio. Dopo una campagna elettorale in cui Raggi annunciava mirabolanti rilanci del mare di Roma, non è arrivato nulla in termini di risorse umane e di fondi aggiuntivi per curare il verde, per chiudere i bandi sulle spiagge che sono ancora aperti e per rifare le strade. – commenta dichiara Andrea Bozzi, capogruppo delle liste civiche 'Ora' e 'Un Sogno Comune' – Non solo nessun fondo extra per le strade di competenza municipali, dove in compenso abbiamo visto spuntare mille cartelli con limiti a 30 km orari, ma neanche sulle uniche due strade di grande viabilità. E questi ad oggi sono i tristi risultati di questa amministrazione a cinquestelle".  

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Cancellate chat cellulare Lanzalone

(Fonte: www.ansa.it)
Gli inquirenti sono al lavoro sul cellulare sequestrato a Luca Lanzalone, ex presidente dell'Acea, finito ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. In base a quanto si apprende, da una prima analisi risulterebbero cancellati diverse chat e conversazioni. Obiettivo di chi indaga è tentare di recuperarne i contenuti e verificare se abbiano un valore nell'ambito dell'attività di indagine.

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Ex bisca Spada sarà centro-antiludopatia

(Fonte: www.ansa.it)

Era una bisca del clan Spada, diventerà un luogo pubblico per la prevenzione della ludopatia, in particolare tra i ragazzi delle scuole. E' il progetto 'Game over' presentato stamattina a Ostia dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nella ex sala slot di via Carlo Del Greco. Nell'ambito‎ di un accordo tra il Tribunale di Roma e la Regione, l'Ipab 'Asilo Savoia' avvierà dei progetti sperimentali per affrontare in maniera innovativa il tema del gioco d'azzardo con particolare riguardo alla diffusione delle sale slot: un laboratorio guidato rivolto ai ragazzi delle scuole per istruirli sul fenomeno ed aiutarli a riconoscere i meccanismi che portano alla patologia da gioco. "Qui c'è il riscatto di Ostia -ha detto Zingaretti- perché simbolicamente è importante che un bene confiscato torni al quartiere. Poi c'è una associazione culturale aperta al quartiere in cui si faranno anche corsi di recupero per la ludopatia, parte di un progetto da 14 milioni mesi dalla Regione contro il gioco d'azzardo".