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M5S Roma, saremo di più nei quartieri

(Fonte: www.ansa.it)
"I cittadini hanno sempre ragione e vanno ascoltati. Con Virginia abbiamo fatto un'analisi del voto: ci concentreremo su alcuni temi importanti che i romani ci hanno indicato e andremo di più tra le persone, nei quartieri per dare un segnale forte. Sappiamo che il nostro lavoro non sempre dà risultati nell'immediato ma paga nel lungo periodo. E questo ci spinge ad impegnarci maggiormente". Così il capogruppo del M5S in Campidoglio commenta l'esito del voto nei municipi romani che ha visto i forte flessione il consenso ottenuto dal M5S.

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Rigenerazione urbana, è tutto fermo: i costruttori chiamano a raccolta Comune e Regione

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Ylenia Sina)Un’idea di rigenerazione urbana “su cui tutti concordano a parole” ma i cui risultati “sono pochissimi”. Una legge regionale di settore, la numero 7 del 2017, “ferma ormai da un anno”. E un’opinione pubblica che si è infuocata attorno ai casi di demolizione e ricostruzione dei cosiddetti ‘villini’, posizionati in alcuni quartieri pregiati della città. È questo il contesto da cui si è mosso il dibattito che si è tenuto questa mattina presso Palazzo Merulana, al civico 121 dell’omonima via, un tempo ufficio d’igiene, oggi sede dell’esposizione privata della Fondazione Cerasi. 
A far sedere attorno ad un tavolo l’assessore all’Urbanistica comunale, Luca Montuori, quello regionale Massimiliano Valeriani, e il Soprintendente speciale di Roma, Francesco Prosperetti, l’Associazione dei costruttori edili di Roma, l’Acer, rappresentata dal presidente Niccolò Rebecchini. “Per troppo tempo si è parlato di rigenerazione urbana in termini impropri” ha esordito Rebecchini. “Anche la legge regionale fino ad oggi non è stata in grado di produrre alcun contributo alla città mentre quello che ci auguriamo è che diventi una scintilla per dare avvio finalmente a questi processi”. 
Il quadro in cui prende vita questo auspicio è scritto nella cartella fornita alla stampa: “Prendono sempre più vigore le spinte verso il riuso dell’esistente come contrasto all’espansione della città” si legge. Gli anni della vorace espansione edilizia, che ha trascinato la città abitata ben oltre i confini del Gra fino ad una decina di anni fa, sono finiti. Anche gli obiettivi comunitari, seppur fissati al 2015, parlano di “consumo zero” e necessità di “dettare norme per il riutilizzo del patrimonio esistente”. Nel frattempo, “a livello romano è proprio in questo periodo che si scatena la protesta contro la sostituzione edilizia”. È il caso dei cosiddetti ‘villini’, “edifici per i quali non sussiste alcun vincolo da parte della Sovrintendenza”, si legge nel documento dell’Acer, ma che hanno suscitato aspre polemiche per il fatto “di trovarsi in quartieri pregiati” della città. Sul punto Rebecchini si difende: “Non siamo quelli che voglio per forza deturpare”. 
Proprio sui villini, nei mesi scorsi, lo scontro tra l’assessore Montuori e la regione Lazio sulle relative responsabilità è stato acceso. La vicenda era legata al Piano casa regionale, che faceva leva su un sistema di deroghe urbanistiche e di premi di cubatura per incentivare progetti di demolizione e ricostruzione. Un meccanismo in parte assorbito dalla legge sulla rigenerazione urbana che ha superato e sostituito il precedente piano. 
Così, in una sala piena di costruttori, il dibattito si è acceso. Da un lato l’ente che ha emanato la legge: la Regione di Zingaretti, seppur nella veste del precedente assessore Michele Civita. Dall’altro l’ente che dovrebbe regolarne l’attuazione, definendo le “scelte pianificatorie”: il Comune oggi guidato dai Cinque Stelle. 
Valeriani non ha mancato di sottolineare le responsabilità del Comune: “Questo strumento consegna agli enti locali un grande potere di pianificazione. È in questo passaggio che dobbiamo discutere in che direzione deve andare la legge”. Ma ha aperto al dialogo:  “Difendo la legge che ho ereditato ma sono disponibile a discuterne alcuni aspetti migliorabili e ad aprire un tavolo permanente sul tema”.
Montuori ha lamentato l’approccio che ha dominato il settore negli ultimi anni: “Il tema della pianificazione viene vissuto come un problema così ci si è spostati sull’attuazione; sui singoli interventi, perdendo di vista il piano generale”. Esempio è il destino a riservato al nuovo Piano regolatore di Roma, approvato nel 2008 dopo un iter durato diversi anni e “puntualmente ignorato”. Perché, si è chiesto inoltre Montuori, “nessuno degli interventi messi in campo dagli operatori economici è ricaduto in periferia?”. 
Un punto ripreso anche da Prosperetti secondo il quale “è prioritario definire gli ambiti di applicazione della legge”. La riflessione riguarda proprio le periferie: “Se la rigenerazione urbana si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita delle persone è chiaro che non ha senso partire da quartieri come Monteverde e Coppedè”. 
Rebecchini non ha mancato di puntare il dito contro le amministrazioni pubbliche: “Nei progetti di riqualificazione urbana che abbiamo avuto fino ad oggi la parte mancante è sempre stata quella pubblica”. Il timore, proprio come la vicenda dei villini, è che “la rigenerazione urbana entri nel sangue della gente solo come un processo da cui nascono contrasti sociali o tra enti”. Al contrario, la richiesta, “è che le istituzioni si siedano attorno ad un tavolo e lancino la loro idea di città”.
Un “grande dibattito democratico e multiforme per ripensare Roma” la suggestione, applaudita dai presenti, lanciata da Valeriani che alla platea ricorda la sua “partecipazione al voto del Prg ormai dieci anni fa”. 
Montuori snocciola una serie di progetti che si erano arenati, dal vecchio Sdo alla zona Ostiense passando per stazione Tuscolana e ribadisce: “Bisogna pianificare mantenendo ben chiaro l’interesse pubblico”. La sua idea, spiega poi a Romatoday, è quella di una rigenerazione urbana che si attua “su scala intermedia incardinata in una visione complessiva della città dove lo spazio pubblico deve costituire il collante della qualità dello spazio urbano”. 
Alle loro spalle scorrono le immagini di due proposte messe sul piatto per l’occasione dall’associazione dei costruttori. La prima riguarda l’area di proprietà pubblica di Bastogi: la proposta “prevede una sostituzione progressiva dei fabbricati esistenti”. Si tratta, di fatto, della realizzazione di un “complesso di housing sociale con circa 500 alloggi” servendosi di un’area pubblica limitrofa. Investimento privato di 70 milioni di euro. 
La seconda incide sempre su un’area di proprietà pubblica: il quartiere di Tor Sapienza. “Manutenzione ed efficientamento energetico dei fabbricati residenziali esistenti e la sostituzione edilizia di quelli non residenziali posti al centro ed oggi utilizzati impropriamente, con un trasferimento e ricostruzione degli stessi in altre aree pubbliche limitrofe con destinazione residenziale”. In questo caso l’investimento, sempre di fondi privati, è di circa 15 milioni di euro. 
“Spero che quello di oggi sia il primo di una serie di dibattiti sul tema” ha commentato a margine Rebecchini. “Siamo tutti convinti che bisogna darsi da fare altrimenti ci limiteremo sempre a parlare dei ‘villini’”. Il prossimo passo: “Mi auguro che quanto prima Comune e Regione si siedano al tavolo insieme alla Soprintendenza così da definire in modo univoco il campo di applicazione di questa legge. È la mancanza di tranquillità il motivo fondante per cui non si investe in questa città”. 
 

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Sisma: Conte, Non vi farò sentire soli

(Fonte: www.ansa.it)
"Oggi ho fatto visita alle zone terremotate del Centro Italia. Ho voluto con forza che la mia prima uscita in Italia da Presidente del Consiglio fosse proprio qui, in queste terre ferite violentemente dal terremoto. Sono venuto qui per ascoltare i cittadini che vi abitano, per comprendere da loro, ma anche dagli amministratori locali, cosa serve e di cosa hanno bisogno." Lo afferma il premier Giuseppe Conte in un post su facebook in cui si sofferma sulla sua visita nelle zone terremotare del Centro Italia. "A loro, a tutti i terremotati del centro Italia, delle Marche, del Lazio, dell'Umbria, Dell'Abruzzo, voglio dire che non saranno lasciati soli. Voglio dire loro che tutto il mio impegno sarà volto a fare in modo che oltre al dolore e alle gravi perdite che hanno subito in quella notte dell'agosto di due anni fa, non debbano più subire anche la solitudine e il senso di abbandono da parte delle istituzioni", scrive il premier.

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Comunali Lazio, avanza il centrodestra, cinquestelle fuori dai giochi. A Roma i grillini perdono due municipi

(Fonte: La Repubblica, di Valentina Lupia, Luca Monaco, Clemente Pistilli, Laura Venuti) – Cinquestelle fuori dai giochi nei principali comuni al voto, centrodestra – e soprattutto Lega – che avanza. Centrosinistra in affanno a Viterbo, dove si andrà al ballottaggio, ma avanti a Roma, dove si votava in due municipi. Il pentastellati, esclusi dai principali ballottaggi, hanno perso anche i due municipi III e VIII, che avevano conquistato nel 2016 e che sono tornati alle urne in anticipo dopo la caduta delle amministrazioni grilline per dissidi interni. Nel municipio VIII il candidato del centrosinistra Amedeo Ciaccheri ha vinto al primo turno con il 53,92% dei voti. Cinquestelle fuori dal ballottaggio nel Municipio III, dove l'ex assessore della giunta Marino Giovanni Caudo, in testa al primo turno con il 41,52% dei voti, sfiderà il candidato del centrodestra Francesco Maria Bova, che si è fermato al 34%.

Pomezia, l'ex grillino Fucci fuori dal ballottaggio. Sembra proprio che Fabio Fucci debba rinunciare all’idea di diventare il nuovo Pizzarotti. A Pomezia, il primo Comune del Lazio su cui il Movimento5Stelle è riuscito a piantare la propria bandiera, al ballottaggio sarà battaglia tra il pentastellato Adriano Zuccalà, in vantaggio di due punti percentuali, e Pietro Matarese, generale della Guardia di finanza in pensione, alla guida di una coalizione composta dalla Lega, FI, Udc, Fratelli d’Italia, Destra nazionale-Msi, Movimento dello Scarpone di Sergio Pirozzi e una civica. Fucci, l’ex pupillo del M5S ed ormai ex grillino, che ha visto cadere anticipatamente la sua giunta dopo aver deciso di tornare in campo con due civiche essendosi visto rifiutare la ricandidatura per la regola a 5 stelle sul divieto del terzo mandato, è inchiodato al terzo posto. Pomezia tra l’altro appare l’unico Comune con oltre 15mila abitanti del Lazio in cui il M5S è ancora in partita, travolto ovunque dalla destra, e soprattutto dalla Lega.

Il centrosinistra perde Viterbo A Viterbo, come previsto, il centrosinistra appare destinato a perdere l’ultimo capoluogo di provincia del Lazio, salvo difficili intese e una altrettanto ardua rimonta al ballottaggio, a cui appaiono destinati l’azzurro Giovanni Arena, candidato del centrodestra unito, e la civica Chiara Frontini. Dopo la decisione del sindaco uscente Leonardo Michelini, sostenuto dal Pd e da Sel, di non ricandidarsi, il centrosinistra si è presentato agli elettori diviso e l’ormai ex vicesindaco Lisetta Ciambella, del Pd, è ferma al terzo posto.

Fiumicino, ballottaggio tra il dem Montino e Baccini Per Fiumicino, quarto centro più popoloso del Lazio, il ballottaggio sarà invece tra il sindaco uscente, l’esponente dem Esterino Montino, in netto vantaggio con il 39%, e l’ex ministro Mario Baccini, presidente dell’Ente nazionale per il microcredito, che ha ottenuto oltre il 27%, anche se per l’attuale primo cittadino non sarà una passeggiata. Non è infatti da escludere un accordo tra l’azzurro Baccini e William De Vecchis, neo eletto senatore con la Lega, coordinatore provinciale di Noi con Salvini, sostenuto, oltre che dal suo partito, da Fratelli d’Italia e da civiche come Legittima difesa, che ha tra i propri obiettivi la realizzazione di poligoni di tiro e corsi per istruire i cittadini sull’uso delle armi da utilizzare per la propria difesa. E i voti di De Vecchis, sommati a quelli di Baccini, potrebbero mettere Montino in seria difficoltà.

Anzio Non vi sarà invece ballottaggio ad Anzio, dove il candidato del centrodestra, Candido De Angelis, ex parlamentare e già sindaco della città neroniana, è stato eletto al primo turno. Le inchieste che hanno travolto la precedente giunta guidata da Luciano Bruschini, tra arresti e inquietanti intrecci d’affari tra politica e malavita, non hanno infatti impedito un nuovo trionfo per le destre sul litorale, staccando notevolmente sia la candidata grillina Rita Pollastrini che il giornalista Giovanni Del Giaccio, che ha tentato l’impresa sostenuto dal Pd. I dem possono consolarsi con Ferentino, in provincia di Frosinone, dove al primo turno, con una percentuale schiacciante, ha ottenuto la riconferma il sindaco Antonio Pompeo. Appare infine destinato ad essere eletto al primo turno anche Mauro Carturan, a Cisterna di Latina, già sindaco della città e candidato alla guida di una coalizione formata da Lega, FdI, Udc e civiche, che ha doppiato il candidato Gianluca Del Prete, l’unico ad aver messo insieme Forza Italia e Partito democratico.

Velletri, sfida centrosinistra-centrodestra al ballottaggio. Scontro, al secondo turno, tra centrosinistra e centrodestra anche a Velletri, nei Castelli Romani. Orlando Pocci, assessore all’urbanistica nella giunta uscente del sindaco Fausto Servadio, alla guida di una coalizione composta da Pd, Leu e civiche, al momento in vantaggio di circa sei punti percentuali, dovrà confrontarsi con Giorgio Greci, appoggiato da Lega, FdI, Il Popolo della famiglia, Cuori Italiani, Pri e civiche. A pesare a destra saranno poi i voti di Alessandro Priori, sostenuto da civiche e FI, e Paolo Felci, di CasaPound, che attualmente è attestata quasi al 9,5%, mentre a sinistra incideranno i consensi di Stefano Pennacchia, alla guida di una civica che guarda a sinistra, e del civico Augusto di Lazzaro. Da vedere poi cosa sceglieranno gli elettori grillini, il cui candidato a sindaco, Paolo Trenta, fratello del neo ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, è attestato di poco sopra l’11%.

Rimonta Pd a Santa Marinella A Santa Marinella, invece, si registra l’unica rimonta del Pd. Dopo dieci anni di centrodestra e la caduta anticipata della giunta di Roberto Bacheca, è in testa il candidato dem, già sindaco, Pietro Tidei, destinato ad andare al ballottaggio con Bruno Ricci, appoggiato da FI, Lega e civiche. Ad Anagni il ballottaggio sarà tutto a destra, con protagonista anche Casapound. Dopo il crollo dell’esecutivo dem di Fausto Bassetta, a raccogliere i maggiori consensi sono infatti stati Daniele Natalia, per FI, FdI, Lega e cinque civiche, e Daniele Tasca, appoggiato da CasaPound e quattro civiche.

In provincia di Latina, infine, ballottaggi ad Aprilia, tra Domenico Vulcano, maresciallo dell’Arma, candidato del centrodestra, e il sindaco uscente, il civico Antonio Terra, e a Formia, tra la civica Paola Villa e il candidato del centrodestra Pasquale Cardillo Cupo.

Spiccano intanto i risultati a Sacrofano e Affile. Nel primo comune, infatti, travolto dall’inchiesta Mafia Capitale, il sindaco uscente Tommaso Luzzi, esponente prima del Movimento sociale e poi di An, descritto dagli inquirenti come vicino a Massimo er Cecato Carminati, è stato sconfitto da Patrizia Nicolini, funzionaria del Viminale, non essendo andato oltre il 48,8%. E ad Affile Ercole Viri, sindaco già da dieci anni, condannato nel novembre scorso dal Tribunale di Tivoli con l’accusa di apologia del fascismo per il sacrario intitolato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, ha ottenuto il terzo mandato.

Municipio VIII Roma, il centrosinistra vince al primo turno Con oltre 16. 800 voti in suo favore (53,92%), Amedeo Ciaccheri del centrosinistra vince al primo turno e conquista la poltrona di presidente del Municipio VIII – Ostiense, Garbatella, San Paolo, Tor Marancia, Grottaperfetta – senza passare per il ballottaggio. L’affluenza è stata bassissima, del 27.94%. Ciaccheri ha letteralmente doppiato il candidato del centrodestra Simone Foglio, arrivato secondo con poco più di 7500 voti. Un altro dato da tenere in considerazione è l’amara sconfitta del M5S, con Enrico Lupardini che si è portato a casa solo meno di 4mila voti: un numero di cui dovranno tenere conto Virginia Raggi, a due anni esatti dalla sua elezione, e il Movimento 5 Stelle, che in questo territorio, nel 2016, aveva vinto. Era durata meno di un anno, però, l’avventura dei pentastellati nell’VIII municipio, dato che Paolo Pace aveva abbandonato la poltrona (era marzo del 2017) per dissidi interni alla maggioranza. I festeggiamenti nel comitato elettorale di Ciaccheri sono andati avanti fino all’alba, tra brindisi, foto, abbracci e cori: il 29enne, di fatto, ha riconsegnato alla sinistra il suo più storico fortino. “Il modello Garbatella stravince sul M5S e sul centrodestra — spiega dal comitato elettorale della Garbatella il neo-presidente Ciaccheri — È evidente il tracollo del M5S in questo municipio che vale come un avviso di sfratto per la Raggi: è la risposta dei cittadini al malgoverno e all’incapacità della sua amministrazione”.

Municipio III, M5s fuori dal ballottaggio: Caudo in testa Nel III municipio – che comprende Montesacro, Talenti, Fidene, Serpentara, Conca d'Oro, Tufello, Settebagni, Bufalotta – si sfideranno al ballottaggio previsto per il 24 giugno il candidato del centrosinistra Giovanni Caudo, ex assessore ai Lavori pubblici della giunta Marino, che ha ottenuto il 41,52% dei voti e quello del centrodestra Francesco Maria Bova, leghista 61enne  ed ex primo dirigente del commissariato Fidene-Serpentara, che ha ottenuto il 34,22% dei voti. Si ferma al 19,30% e resta fuori dal ballottaggio Roberta Capoccioni del M5s, presidente della giunta uscente entrata in crisi e sfiduciata a febbraio. «Il laboratorio politico del municipio III, il modello Montesacro, si conferma vincente. Dopo le primarie ora andiamo al ballottaggio in testa con il 42% contro il 34% del centrodestra. Sono contento, è successo tutto in poco più di 45 giorni, con una campagna elettorale fatta alla vecchia maniera, per strada, nelle piazze e parlando con le persone, una ad una. Rieducare alla speranza, avevamo detto e lo stiamo facendo», ha commentato Giovanni Caudo.

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Elezioni, III e VIII municipio puniscono Raggi e M5s. Centrosinistra vince a Garbatella, ballottaggio a Montesacro

(Fonte: RomaToday, di Matteo Scarlino) – Centrosinistra vincente al I turno in VIII municipio e davanti abbastanza nettamente nel III. Movimento Cinque Stelle schiantato, sotto il 20% a Montesacro e sotto il  15 a Garbatella. Centrodestra zoppicante, tanto nell'VIII quanto nel III municipio dove però tra 15 giorni sarà ballottaggio per la conquista di piazza Sempione. A  trionfare davvero però è l'astensionismo: ha votato infatti appena un elettore su quattro. Queste in sintesi le sentenze emesse dalle elezioni del 10 giugno nel III e  VIII municipio, territori costretti a tornare al voto per l'implosione delle due maggioranze grilline. 

Che batosta per Roberta Capoccioni in III municipio

Tempi e modi diversi per la caduta, esiti identici alle urne per i due candidati pentastellati, Roberta Capoccioni a Montesacro ed Enrico Lupardini a Garbatella. Un tonfo pesante che arriva al culmine di quaranta giorni di campagna elettorale che ha visto il governo della città trasferirsi di fatto sui due territori, con inaugurazioni, annunci e promesse degne della vecchia politica. Uno sforzo, quello di Raggi e la sua giunta, vano. Alla fine infatti l'esito è stato nefasto: Roberta Capoccioni ha visto crollare i propri consensi dal 2016 ad oggi, punita dall'implosione della sua maggioranza e dalla prova di governo di un anno e mezzo in cui nulla o quasi è stato fatto. Così se nel primo turno del 2016 a votarla furono 25.669 elettori, due anni dopo si è passati 8.628 votanti. Al netto del pesante astensionismo, con metà dei votanti rispetto alla precedente tornata, si può dire che due terzi degli elettori hanno mollato il progetto grillino. 

Grillini "scomparsi" a Garbatella

Va anche peggio in VIII municipio dove Enrico Lupardini raccoglie appena 4.271 voti contro i 17.707 di Paolo Pace al I turno del 2016. Qui, sempre al netto del dimezzamento dei votanti, gli elettori grillini disamorati diventano tre quarti. Una batosta pesante per Raggi in quelle definite da tanti elezioni di midterm; un giudizio severissimo sull'amministrazione grillina di questi due anni che diventa un avviso di sfratto nelle parole di chi ha vinto.

Amedeo Ciaccheri conquista l'VIII municipio

E' Amedeo Ciaccheri candidato della coalizione di centrosinistra in VIII municipio, vincitore al I turno a pronunciare le parole contro la sindaca Raggi. E' lui con il suo "modello Garbatella" il vero trionfatore di questa tornata elettorale. Capace di mettere insieme la sinistra di LeU, la sua lista Super8 e il Pd, Ciaccheri ha raccolto oltre 17.000 voti, riuscendo lì dove Anna Rita Marocchi e Andrea Catarci hanno fallito nel 2016. Un successo che batte l'astensionismo, pesante anche in VIII municipio. Lui e il suo progetto politico sono infatti riusciti a drenare i voti e a portare la coalizione progressista al trionfo.  "Quello di oggi", dichiara a notte fonda, "è un dato che premia un progetto politico di coalizione civica e progressista sul territorio che abbiamo messo in campo da subito e costruito in questo anno e tre mesi di commissariamento. 
Nonostante il commissariamento della Sindaca Raggi abbiamo riconnesso e dato protagonismo alle realtà civiche e sociali del territorio. Prima con i consigli popolari e poi con il percorso di partecipazione alle primarie di coalizione. E’ la risposta delle cittadine e dei cittadini al malgoverno e all’incapacita dell’amministrazione Raggi”.

Buon risultato delle liste Pd

A supportarlo una lista Pd sopra il 25%, capace di bissare il buon risultato ottenuto da Patrizia Prestipino alle elezioni per la Camera dei Deputati, quando proprio all'Ardeatino il centrosinistra strappò uno dei pochissimi collegi a M5s e centrodestra. Lista Pd sopra il 24% anche in III municipio, traino del candidato civico Giovanni Caudo. L'ex assessore della giunta Marino raggiunge il 42% dei voti e sfiderà tra 2 settimane Francesco Bova, candidato leghista che si ferma al 33,8%. Rispetto a Garbatella a Montesacro il centrosinistra perde oltre 10.000 voti, finiti per lo più alla voce astensionismo. 

Vince l'astensionismo, il centrodestra non scalda gli elettori

Proprio il dato degli astenuti pesa in questa tornata elettorale. Ha votato di fatto appena un elettore su quattro in entrambi i municipi. Un dato che ha punito  soprattutto M5s e centrodestra. Quest'ultima coalizione non decolla: in VIII municipio tiene solo la Lega, mentre sia Fratelli d'Italia sia Forza Italia finiscono  sotto il 10%. A Montesacro Fratelli d'Italia finisce sotto il partito di Salvini con Forza Italia fanalino di coda di una coalizione che qui nel III municipio avrà il  24 giugno una prova d'appello. Decisivi saranno i voti pentastellati di Roberta Capoccioni. Un asse gialloverde in chiave governativa che potrebbe rovinare la doppietta e la festa del centrosinistra modello Zingaretti. 

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Fiumicino, per il centrodestra sfida a cinque: Lega in gara con FI

(Fonte: Corriere della Sera, di Valeria Costantini) – Un Comune strategico a due passi dalla Capitale, 80mila abitanti e un aeroporto croce e insieme ricchezza del territorio. È a Fiumicino che si misureranno le temperature dei partiti nazionali, tra speranze di riconferma e nuove scommesse. Le elezioni di domenica nella città alle porte di Roma potrebbero rivelarsi determinanti per i futuri equilibri del Lazio e non solo.

Quarto Comune per estensione, quinto per popolazione, il tratto di costa più lungo, è qui che il centrosinistra si gioca uno dei suoi big: Esterino Montino cerca infatti di tenersi la poltrona da sindaco conquistata nel 2013. Settant’anni, lunga carriera nel Pd, nel 2009 divenne presidente della Regione ad interim (al posto di Piero Marrazzo coinvolto in uno scandalo): è sostenuto da otto liste, civiche più dem e Leu. Cinque anni di amministrazione con record di piste ciclabili inaugurate, molte le battaglie per i diritti civili condivise con la moglie Monica Cirinnà, come quella a favore dei matrimoni gay: appena eletto Montino celebrò diverse unioni civili. Ha più volte espresso contrarietà al raddoppio del vicino scalo aeroportuale, come ha fatto anche il suo avversario – in apparenza – più diretto.

 

Pupillo del neo-ministro dell’Interno Matteo Salvini, è William De Vecchis il candidato indicato dalla Lega ma appoggiato anche da Fratelli d’Italia. Nato e cresciuto politicamente a Fiumicino, impiegato Enav, a 47 anni De Vecchis è stato eletto senatore alle Politiche del 4 marzo: è già pronto a dimettersi dalla carica in Parlamento in caso di vittoria nella sua città. Il suo «sponsor» principale è stato proprio Salvini, presente più volte ai comizi sul litorale romano.

 

Ma la strada del leghista verso le urne potrebbe trovare un ostacolo nel centrodestra diviso. A Fiumicino infatti è tornato in corsa una vecchia conoscenza: l’ex ministro della Funzione pubblica con Berlusconi, Mario Baccini, aspirante sindaco di Forza Italia. Democristiano doc, poi nell’Udc e nel PdL, era stato eletto deputato proprio nel collegio di Fiumicino, mentre più di recente è stato presidente dell’Ente nazionale per il microcredito.

 

Spera di poter cavalcare l’onda «gialla» nazionale anche il Movimento 5 Stelle che a Fiumicino punta su una donna, Fabiola Velli, già consigliera d’opposizione, manager 51enne con esperienze di lavoro all’estero. Se il voto d’opinione peserà, i grillini potrebbero veder aumentare quel 10% ottenuto nella tornata elettorale di cinque anni fa.

La quinta concorrente in lizza è in quota rosa-nero: corre per CasaPound la giovane Gaia Desiati, studentessa di Fiumicino. Il partito neofascista potrebbe sorprendere come nella vicina Ostia, dove con un exploit di voti ha fatto conquistare un seggio in consiglio al leader Luca Marsella.

Nell’insieme, campagna elettorale dai toni piuttosto moderati: ad eccezione delle svastiche contro il sindaco uscente, poche polemiche da registrare nel Comune che servirà da termometro per molti assetti politici.

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Si vota, scatta la rissa Zingaretti-Raggi su rifiuti e trasporti

(Fonte: Il Tempo, di Fernando M. Magliaro) – Come due galletti nel pollaio, la Raggi all’angolo giallo, Zingaretti all’angolo rosso, si affrontano a suon di ceffoni mediatici. Tour elettorale per il Sindaco nei Municipi chiamati al voto domenica, ieri in III, oggi in VIII al Parco di Tor Marancia, occasione per attaccare Zingaretti su rifiuti e trasporti. «In questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti. Quando Zingaretti era venuto in Campidoglio avevamo convenuto che le ferrovie concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto con nostro grande sconcerto che il presidente ha deciso di metterle a gara», ha detto la Raggi riferendosi all’annuncio, fatto dalla Regione tre giorni fa, che nel 2019 andrà a gara d’appalto il servizio sulle ferrovie concesse (Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Viterbo).

Secondo tema, i rifiuti. «C’è il piano 2012 – dice la Raggi – che deve essere attuato. Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano ma a oggi Roma non ha avuto risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra il Lazio e la Puglia, ma a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni e da
più di due mesi abbiamo chiesto di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti».

E se il primo obiettivo è Zingaretti, il secondo è il Governo e le richieste della Raggi di soldi e poteri: «Credo che il Governo possa fare non solo attività di moral suasion. Abbiamo bisogno di ridisegnare le competenze e ci sono alcuni rapporti Governo-Regione-Comune che non possono essere sempre frutto di una triangolazione, a volte troppo complessa: devono passare in maniera diretta tra il Governo e il Comune». 

Replica di Zingaretti altrettanto dura: «Quello della Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono: sulle ferrovie concesse si tratta di un adempimento comunitario, che non compromette nulla e inoltre ricordo che Atac comunque ha escluso quelle linee dal suo Piano Industriale per il concordato. I problemi del trasporto pubblico a Roma sono ben altri: fermate piene di cittadini disperati per i ritardi e impauriti dai rischi di incendio. Sui rifiuti praticamente lavoriamo solo per Roma. Sulla Puglia, se ci sono stati ritardi, sono stati legati alla iniziale con- trarietà dei 5 Stelle pugliesi ad ospitare i rifiuti di Roma, posizione poi superata grazie al contributo di tutti, 5stelle compresi. Lunedì, conclusi gli adempimenti dovuti, approveremo in giunta questo ennesimo accordo con la Regione Puglia. Dopo aver approvato in questi anni quelli con Emilia Romagna, Umbria, Toscana e Abruzzo.

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Regione Lazio, via libera al conferimento di rifiuti in Puglia

Dopo aver approvato accordi con Austria, Germania e le Regioni Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Abruzzo, la Giunta regionale del Lazio ha dato  il via libera al conferimento in Puglia  dei rifiuti indifferenziati della città di Roma. E’ stata approvata oggi in giunta un'analoga intesa con la Regione Puglia per conferire 150 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati per circa un mese da parte dell'Ama. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

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Roma, Raggi: «Detenuti al lavoro per tagliare l’erba Gianicolo»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Continuano le operazioni di sfalcio delle aree verdi di Roma con il prezioso aiuto dei volontari provenienti dalla casa circondariale di Rebibbia. Dopo aver lavorato in parchi e ville di vari Municipi, ieri hanno iniziato a tagliare l'erba al Gianicolo, uno dei posti più belli e visitati della Capitale». Così in un post su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi. «Grazie al protocollo firmato con il Ministero della Giustizia, dal 26 marzo abbiamo potuto attivare questa risorsa aggiuntiva per manutenere l'enorme patrimonio verde della Capitale che conta oltre 40 milioni di metri quadri di vegetazione. I volontari impegnati nel progetto hanno avuto una occasione di crescita personale frequentando un corso di formazione presso la scuola di giardinaggio di Roma Capitale e operano gratuitamente 5 giorni a settimana sotto il coordinamento del personale del Servizio Giardini di Roma Capitale e la vigilanza degli agenti di Polizia Penitenziaria». 

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Trasporti e rifiuti, Raggi attacca Zingaretti: «Non è amico di Roma». E lui replica: «E’ uno scaricabarile»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Trasporti e rifiuti: la sindaca Raggi attacca Zingaretti. «Porteremo a breve i dossier sui tavoli del Governo perché purtroppo in questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti». L'affondo della sindaca durante l'inaugurazione della prima porzione del nuovo Parco di Tormarancia. «Se il presidente Zingaretti non vuole fare gli interessi di Roma che è la Capitale d'Italia ma soprattutto la città più importante del Lazio lo dica chiaramente: Roma sta soffrendo e Ama fa il massimo trattando più rifiuti possibile. Ma se non abbiamo sbocchi ulteriori non sappiamo dove portarli, e questo è competenza della Regione. Il presidente lo deve dire e lo deve fare: non possiamo più attendere, non abbiamo più tempo». «Abbiamo tra l'altro – ha detto ancora Raggi – già chiesto più di due mesi fa di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti ma il presidente continua a dire: cosa vuole fare il Comune di Roma?. Abbiamo presentato delle richieste formali, se volesse iniziare a dare l'autorizzazione e la via a quegli impianti noi potremmo già partire con i lavori e renderci un pezzetto più autonomi». «Sul tema dei rifiuti – ha continuato – c'è questo piano del 2012 che deve essere attuato. Alla Regione è stato detto con una prima sentenza del Tar nel 2016, con una seconda sentenza nel 2018. Sappiamo che il presidente Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano del 2012 ma a oggi Roma non ha avuto alcun tipo di risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra la Regione Lazio e la Regione Puglia, ma oggi a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni, e sapete bene che Roma ha avuto un aumento di rifiuti di più del 10% rispetto all'anno scorso, un aumento considerevole per cui abbiamo bisogno di altri sbocchi che sono competenza della Regione». Per quanto riguarda i trasporti, ha continuato la Raggi, «quando Zingaretti era venuto in Campidoglio per iniziare a trovare delle tematiche comuni sulle quali inaugurare questo nuovo corso della sua nuova legislatura regionale avevamo convenuto che le ferrovie ex concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto, con nostro grande sconcerto, che il presidente ha deciso di metterle a gara. Questo quando siamo ancora in attesa dei 180 milioni di euro che la Regione dovrebbe investire sulla Roma-Lido e che non è stato fatto. Tutto questo quando in Consiglio regionale Zingaretti dice che la gestione per i fondi del tpl è meglio che passi per la Regione perché così diventa una camera di compensazione, ma noi vediamo che il Cotral, che fa molti chilometri in meno rispetto ad Atac, prende cifre considerevolmente superiori. Quindi questa perequazione che il presidente dice di fare di fatto non avviene. Non mi sembra questo un atteggiamento onesto nei confronti della Capitale». La replica di Zingaretti: «Quello della sindaca Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Dopo il cemento magico messo sempre nei municipi al voto, ecco la ricerca del nemico. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono. «Con questo continuo scaricabarile – aggiunge – Roma rischia di spegnersi», la difenderemo anche «per sopperire al disastro di questi anni».