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Marco Cardilli a Radio Roma Capitale: antiterrorismo, presto fioriere anche a via del Corso

Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza del Comune di Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". Per quanto riguarda le misure antiterrorismo, Cardilli ha affermato: "Nella ricerca spasmodica della sicurezza non dobbiamo perdere la vocazione turistica della città. Abbiamo posizionato le fioriere nelle parti che vengono considerate più a rischio, a breve verranno estese anche a via del Corso".

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Marco Cardilli a Radio Roma Capitale: sgombero di via Curtatone, non confermo notizia albergo ma a breve ci sarà soluzione

Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza del Comune di Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa". In merito allo sgombero di via Curtatone, Cardilli ha dichiarato: "Le prospettive sono molteplici, ci sono una serie di opportunità legate anche al confronto con i movimenti per il diritto alla casa. Il Campidoglio già lavorava ad alcune iniziative, sono progetti di media durata che ripartono dopo un periodo in cui sono stati fermi. Adesso anche il ministro dell'Interno ci sta dando una mano su questo fronte. Questi problemi si possono risolvere solo con una sinergia concreta: è importante ritrovare un'unitarietà di azione anche con la Regione, non ci sottraiamo ad un tavolo interistituzionale".

"La nostra presenza – ha aggiunto il delegato alla Sicurezza – non è mai venuta a mancare, c'ero anche io a piazza Indipendenza, anche se la situazione non ha permesso una presenza fissa delle istituzioni in piazza. Nell'immediatezza quello che si poteva fare era il tipo di assitenza che abbiamo offerto: quello che abbiamo detto abbiamo fatto. Entro ottobre avremo un quadro completo per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie".

"Al momento non mi sento di confermare che la soluzione sia quella dell'albergo, ma dal tavolo interistituzionale a breve ci sarà una soluzione".

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Migranti a Roma, Raggi chiede aiuto a Minniti per trovare un tetto ai rifugiati

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Gli strascichi dell’operazione di via Curtatone si fanno sentire. E il quadro, tra le consuete polemiche, è in costante mutazione. Perché alle 60 famiglie di rifugiati che, sgomberate dall’altra occupazione di Cinecittà, vivono ormai da giorni nelle tende piazzate nella basilica di piazza Santi Apostoli si sommano gli accampati di via Tiburtina, zona ex Baobab, e quelli che ora per casa hanno un angolo di via dei Fori Imperiali.

Non si muoveranno da lì finché non otterranno un faccia a faccia con Comune, Regione o prefettura. Già oggi potrebbero essere ricevuti a Palazzo Valentini, in un incontro che aprirà la settimana calda dell’emergenza abitativa nella capitale. Il momento clou, il più atteso, sarà il vertice tra la sindaca Virginia Raggi e il ministro dell’Interno Marco Minniti.

L'appuntamento è stato ottenuto solo dopo un fitto scambio di comunicazioni. Prima parola all'inquilina del Campidoglio, sabato, con un sms. Replica positiva del Viminale. Poi è arrivata l'intervista rilasciata dalla prima cittadina alla Stampa: "Roma ha un carico di decine di migliaia di persone che non sono censite ufficialmente. Non si può far finta che queste persone non esistano perché non sono riportate in una tabella Excel. Manca una politica nazionale adeguata su immigrazione e accoglienza ". Parole che, alla vigilia di una riunione tanto delicata, hanno lasciato perplessi chi si era appena visto chiedere un incontro. A quel punto il Comune ha dovuto correggere il tiro, assicurando di avere "buoni rapporti e costanti contatti istituzionali" con la controparte. Riunione salva. A fatica.

Anche perché da Forano arriva secco il "no" del Consiglio del paesino del reatino. Il piccolo Comune ieri ha votato contro il trasferimento di circa 40 degli sgomberati da via Curtatone, lo stabile finito più volte nel mirino delle forze dell'ordine negli ultimi anni per episodi di spaccio e compravendita di posti letto e poi svuotato con un blitz della polizia il 19 agosto. I rifugiati avrebbero dovuto avere di alcune villette – dichiarate però inagibili dal sindaco di Forano – della Sea, la società che gestisce in affitto il palazzone di Idea Fimit.

Insomma, le grane si sommano per chi deve trovare una soluzione. Mentre la prefetta Paola Basilone attende la prossima circolare del Viminale che dovrebbe formalizzare l'ipotesi circolata nelle ultime ore: utilizzare i beni confiscati alla mafia per risolvere l'emergenza casa. In termini numerici, ci sarebbero immobili a sufficienza. A Roma 452 (140 appartamenti, 36 abitazioni e 8 ville) sono ancora in carico all'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Il Comune, poi, gestisce altre 66 tra case, negozi e terreni. L'ex assessore al Bilancio Andrea Mazzillo ha messo a punto una delibera per rimettere a bando quei beni, fino ad oggi assegnati senza gara. Senza il via libera del Consiglio comunale, però, è paralisi: in una delle ultime commissioni patrimonio, i dirigenti degli uffici capitolini hanno chiarito che senza il nuovo regolamento non si andrà troppo lontano. Esempio: l'Agenzia vorrebbe consegare al Comune altre 17 unità immobiliari, ma attende ancora una replica del Campidoglio. Che, per la fine del 2019, conta di raggiungere la gestione di 300 abitazioni sottratte alla criminalità organizzata. Un obiettivo realistico? Si vedrà dopo la mappatura in programma entro il 30 ottobre.

Con le nuove direttive del ministro Minniti, in caso di inerzia del Comune, dovrebbe essere intanto la prefettura a poter sbloccare la partita. Sia sui beni confiscati alla mafia che su quelli pubblici. Non prima di aver interpellato il demanio, aver individuato gli immobili adatti all'operazione e aver sciolto il nodo dell'eventuale indennità di requisizione da versare all'amministrazione pubblica interpellata. Insomma, la partita potrebbe prendere intere settimane, mesi. Anche perché ci sarà da affrontare la questione graduatorie. A Roma in 10.500 attendono una casa popolare e il Comune ne può garantire circa 500 l'anno. Resta quindi da individuare la modalità di inserimento dei rifugiati nei listoni. L'ipotesi di un elenco bis scatenerebbe le proteste di chi aspetta da anni. Gli equilibri sono precarissimi.

Lo sa bene l'assessora alle Politiche sociali Laura Baldassarre. Ieri ha visitato i centri che ospitano circa 50 degli sgomberati di via Curtatone: "Abbiamo incontrato donne incinte, anziani e malati. Abbiamo visto bambini giocare. Ci siamo accertati delle loro condizioni". Per poi chiedere loro di farsi tramite della voce del Comune con gli altri ex occupanti: ci sono almeno altri 70 posti a disposizione. Letti, non tende.

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Manutenzione aree verdi: Campidoglio vuole polizze assicurative „ Aree verdi, il Campidoglio punta sui volontari. Ma per sfalciare i prati devono prima assicurarsi

(Fonte: RomaToday)

Per la "manutenzione occasionale" del verde il Comune chiede ad associazioni e comitati di presentare regolare domanda e di sottoscrivere una polizza assicurativa. Protestano i comitati: "Già paghiamo le tasse per servizi che non riceviamo. Se poi decidiamo di sfalciare un giardino incolto, ora dobbiamo anche pagare?"

(di Fabio Grilli) – Manutenzione aree verdi: Campidoglio vuole polizze assicurative

Per la manutenzione del verde, occorre chiedere un permesso. Addio ad iniziative improvvisate. I cittadini che vogliono darsi da fare per migliorare il decoro dei giardini pubblici, devono essere autorizzati. E devono disporre di una polizza assicurativa. Questi sono i requisiti che l’amministrazione ha deciso di fissare. Paletti che sono stati messi nero su bianco, il 3 agosto, da una determina dirigneziale firmata dal direttore del Dipartimento Ambiente.

Il form da compliare

Si parte da una delibera di Giunta capitolina (n.66/2017) e si arriva alla compilazione di un form in cui si chiede al singolo cittadino, di fornire una serie di indicazioni. Nel caso sia membro di un’associazione viene chiesto di riportare anche gli estremi della stessa, vale a dire la sede, i recapiti, la partita iva o il codice fiscale. E’ necessario poi che specifichi dove e quando intenda svolgere gli interventi di manutenzione e deve inoltre descriverne l’attività. Si va dalla manutenzione degli arredi urbani, alla potatura degli arbusti, da quella  degli alberi allo sfalcio del verde. Occorre anche indicare quali sono i dispositivi di protezione individuale che si andranno ad utilizzare e quali mezzi ed attrezzature saranno usate. Nel compilare il form, il cittadino deve dichiarare di essere in possesso di “apposita assicurazione per la copertura dei rischi occorrenti ai volontari, al personale professionale eventualemente impiegato nonché nei confronti di terzi”.  Infine, “ove necessario, dovrà essere prevista anche un’apposita cantierizzazione dell’area per la prevenzione dei rischi, sotto la supervisione del servizio giardini”.  

L'incentivo alla partecipazione

La determina si richiama espressamente alle "Linee guida per il regolamento del verde e del paesaggio urbano" che sono state approvate con la deliberazione della Giunta Capitolina n66/2017. In particolare si cita l’obiettivo “di coinvolgere il cittadino e promuovere le iniziative volte alla sensibilizzazione della comunità sul verde urbano, quale risorsa ed elemento identitario culturale della città”. Partecipazione che tuttavia, nonostante le intenzioni dichiarate, rischia di risultare troppo ingessata.

Le reazione dei volontari

“Due settimane fa, il nostro Comitato di Quartiere ha organizzato lo sfalcio della rotonda che si trova in piazza Hazon. In modo del tutto casuale, nella stessa giornata ci sono stati i volontari dell’Associazione Decima 50 che si sono dedicati alla sistemazione del parco di via Roberto Lordi – spiega il Presidente del CdQ Torrino Decima – e sempre quel giorno, che era un sabato, ci sono stati altri cittadini che hanno effettuato delle pulizie e la sistemazione di alcuni arredi nel parco giochi vicino l’ex scuola Ruffini”. Tutte iniziative spontanee. “Ora pretendono che per svolgere attività del genere, si debba chiederne l'autorizzazione. Non solo, vogliono farci pagare anche un’assicurazione. Quanto dobbiamo spendere, per supplire alle carenze dell'amministrazione? Mi sembra una follia”.

Già annullato un 'intervento di pulizia

La determina dirigenziale è stata notata anche dai residenti di un altro quartiere. “Credo che a questo punto noi si debba annullare la pulizia degli ingressi di Vitinia già programmata per sabato mattina -commenta Paolo, un attivista del Comitato di Quartiere e del gruppo Vitinia in Bici – con l’emanazione di questo atto, amministrativamente ineccepibile, credo sarà molto difficile procedere come sin qui fatto a interventi di pulizia basati sulla buona volontà delle persone”.

Bocciato il baratto amministrativo

La soluzione trovata dalla Giunta e sintetizzata nel modulo elaborato dal Dipartimento ambiente, sembra muoversi in direzione diversa da quanto richiesto dai cittadini. “Avevamo chiesto sgravi contribuitivi per continuare a dedicarci alla pulizia ed alla manutenzione degli spazi comuni – ricorda l’avvocato Canale del Coordinamento dei Comitati di Quartiere del IX Municipio – in altre città il baratto ammainistrativo già avviene, c’è una norma che lo prevede, l’ex articolo 24 dello Sblocca Italia. Non ce l’hanno concesso ed adesso capiamo anche il perché”. 

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Roma, Mazzillo a tempo: parte la caccia per trovare il nuovo assessore

(Fonte: www.repubblica.it)

 

(di Giovanna Vitale) – Colpito dalla scomunica di Davide Casaleggio, scudato dalla Raggi e perciò “congelato” da Beppe Grillo, che non ne può più delle lamentele della sindaca, l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo è sull’orlo di una crisi di nervi. Circondato da un clima di sfiducia, peraltro manifestato espressamente dall’inquilina del Campidoglio, al di là delle dichiarazioni di facciata sente crescere attorno a lui un malumore che potrebbero infine costringerlo a mollare.

Lui pubblicamente ancora tiene — «Con la sindaca abbiamo avuto un chiarimento utile e franco. D’altra parte, quello tra me e Virginia è un rapporto di stima consolidato. Ora è tempo di mettere da parte ogni polemica e continuare a lavorare concretamente per Roma», ha ribadito di nuovo ieri — ma nessuno è in grado di dire per quanto. E siccome tutto può permettersi la giunta capitolina tranne che rischiare sui conti, ecco partita la caccia al terzo assessore al Bilancio dell’era grillina.

Una mossa utile sia nel caso in cui Mazzillo dovesse gettare volontariamente la spugna, sia al fine di farsi trovare pronti allorché — i primi d’ottobre, dopo l’approvazione del consolidato — Casalleggio tornerà alla carica per pretenderne lo scalpo. A quel punto, continuare a difenderlo non sarebbe possibile. Raggi sarà costretta a cedere. Ma non si farà trovare impreparata. Come avvenne invece a settembre di un anno fa, in seguito all’addio di Marcello Minenna. Che precipitò il Campidoglio nel caos, mettendo a rischio il bilancio capitolino.

Lungo la direttrice Milano-Genova- Roma l’esame dei vari curricula, alcuni selezionati quando si trattò di individuare sia il successore di Minenna, sia l’assessore alle Partecipate (scelta poi caduta su Colomban), è già cominciato. Partite diverse telefonate per sondare la disponibilità di esperti nel settore finanziario: magistrati, avvocati e commercialisti. I nomi vengono di ora in ora aggiunti all’elenco dei candidati da consultare.

Da quel che filtra attraverso la cortina fumogena alzata in Campidoglio, in cima alla lista dei desideri ci sarebbe la magistrata contabile Daniela Morgante, già contattata subito dopo le elezionima poi maltrattata dalla Raggi. Lei però smentisce: «Non mi hanno chiamata e neppure lo facciano, non sono interessata e non torno sui miei passi». Altro papabile, raggiunto da Casaleggio, sarebbe invece un commercialista di Monza, Antonio Grasso. Ma potrebbe spuntare anche il collega romano Maurizio De Filippo.

La missione è chiara: fare bene e in fretta. Per non rischiare un altro incubo Minenna.

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Roma, Raggi nomina i nuovi assessori: Gatta ai lavori pubblici, Castiglione al patrimonio

(Fonte: www.repubblica.it)

La sindaca di Roma Virginia Raggi, a quanto si apprende, ha nominato Margherita Gatta assessora ai lavori pubblici e Rosalba Castiglione assessora al patrimonio e alle politiche abitative. La delega al patrimonio era prima dell'assessore Andrea Mazzillo che resta in giunta ad occuparsi di bilancio. "Entrano a far parte della nostra squadra due professioniste di grande esperienza – commenta Raggi – che sono sicura daranno un contributo importante in due settori strategici e delicati dell'amministrazione. Ho chiesto a Margherita e Rosalba di mettere a disposizione le loro competenze per realizzare il nostro programma di governo per il rilancio della città".

"Innanzitutto – è stata la prima reazione di Margherita Gatta – vorrei dire grazie alla sindaca Virginia Raggi per la fiducia dimostratami. È una sfida che accetto con grande senso di responsabilità ma anche determinazione. Il settore dei lavori pubblici è uno di quelli che è stato più colpito dallo tsunami di Mafia capitale. Rispetto al passato quest`amministrazione ha invertito la rotta e proseguirà la sua azione lungo la direttrice della legalità. La priorità è la manutenzione delle strade. Le risorse ci sono e diversi cantieri sono già partiti".

Il curriculum ufficiale di Margherita Gatta, diffuso alla stampa, dice che è "laureata in giurisprudenza, dal 1992 ha lavorato per la Cassa nazionale di previdenza per gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti (Inarcassa). In particolare ha operato come dirigente apicale nell'ufficio contratti della direzione amministrazione e controllo. La sua attività ha interessato tutte le categorie degli appalti pubblici finalizzati a garantire lavori, servizi e forniture necessari al mantenimento del notevole patrimonio immobiliare dell'istituto. Da giugno 2017 è entrata a far parte dello staff dell'assessorato all'urbanistica e infrastrutture di Roma capitale".

Quello che non dice è che ha 55 anni, che è un'attivista grillina della prima ora (2012), che è stata candidata alle elezioni comunali dove ha raccolte poche decine di voti e che fino a pochi giorni fa sul suo sito comparivano elogi della 'cura' Di Bella contro il cancro, retweet di fakenews varie come quella sulle metastasi guarite con un'adeguata alimentazione.

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Regione: aleggia il maxi emendamento sulla 381

Ennesimo rinvio alla Pisana del consiglio regionale, che sta esaminando la proposta di legge 381. Il presidente di turno Storace alle 15 ha rinviato la ripresa dei lavori alle 15.30, per poi posticiparla alle 16.30, nonostante le proteste sia dell'opposizione di centrodestra che di quella del M5S. In corso ci sarebbe una riunione di maggioranza per non far calare il maxi emendamento che strozzerebbe la discussione. Ma con il passare del tempo è un'ipotesi che non viene più scartata.

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Regione: lavori ripresi in aula sulla 381

Dopo oltre un'ora e mezzo di rinvii, è ripreso alla Pisana il consiglio regionale, non senza qualche tensione. Sono stati ritirati dalla maggioranza un emendamento e un sub emendamento. Il consigliere Porrello per il M5S e Cangemi di Cuori Italiani, hanno duramente contestato l'operato della maggioranza, che è stato comunque difeso dal capogruppo del PD Valeriani.

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Campidoglio, Casaleggio sostiene Raggi: “Autonoma nelle scelte. Ha pieno appoggio M5S”. Mazzillo resta

(Fonte: www.repubblica.it)

 "La sindaca Raggi è pienamente autonoma nelle sue decisioni, come è sempre stato, ed ha il pieno appoggio del Movimento 5 Stelle". Così Davide Casaleggio
iniziando la conferenza stampa organizzata presso la sede della Stampa estera per presentare il sistema Rousseau.

La frase arriva all'indomani dell'ennesimo scossone all'interno della Giunta capitolina 

A conclusione di un concitato vertice notturno, Mazzillo resta comunque al suo posto in giunta.  Sebbene con deleghe 'dimezzate', in quanto non è più responsabile di casa e patrimonio ma rimane assessore al Bilancio. A lui alla fine è stata riconfermata la fiducia per la gestione del bilancio, di cui il Comune a 5 stelle ha sempre rivendicato l'approvazione per primi in Italia tra le grandi città

Durante la sua visita romana, Casaleggio incontrerà la sindaca. E a un giornalista estero che gli fa notare che  Raggi non sia considerata "un modello di competenza" risponde: "E' una critica legittima ma non la condivido"

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Relazione del presidente Zingaretti su emergenza idrica e incendi nel Lazio

Iniziata nell'aula del Consiglio della Regione Lazio la relazione del presidente Zingaretti sull'emergenza idrica e i numerosi incendi sviluppatisi nelle ultime settimane non solo nella Capitale. Parlando della situazione difficile per l'approvvigionamento idrico, il presidente del Lazio ha confermato che oltre alla mancanza di precipitazioni, il problema è quello della dispersione nelle condutture, che in alcune zone arriva a superare il 50%.