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Salute

Udito Italia celebra il World Hearing Day a Roma

Udito Italia per l’ottavo anno consecutivo celebra il World Hearing Day, il più grande evento di sensibilizzazione sul tema della salute uditiva. Il 2 e 3 marzo si riuniranno a Roma, presso la sede del Ministero della Salute, rappresentanti delle istituzioni, medici specialisti, operatori sanitari, ricercatori, associazioni e imprese, per una lunga maratona promossa per diffondere in Italia il messaggio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che negli ultimi anni ha lanciato un vero e proprio grido d’allarme sulla diffusione dei disturbi uditivi.

Udito Italia e il World Hearing Day

Proprio a questo scopo ogni anno il 3 marzo viene celebrato il World Hearing Day, un evento che coinvolge centinaia di Paesi in tutto il mondo e che quest’anno è incentrato sull’importanza di diffondere consapevolezza e soprattutto prevenzione per mantenere in salute l’udito. “Ear and hearing care for all! Let’s make it a reality”. Un udito sano per tutti! Facciamo in modo che diventi realtà”, esortano gli esperti di Ginevra, che in occasione del 3 marzo presenteranno al mondo il “Traning Manual, primary ear & hearing care”, Manuale di Formazione con l’obiettivo di richiamare l’attenzione degli operatori sanitari di primo livello, a partire da medici di base, verso i bisogni delle persone con disabilità uditiva.

Tema che sta a cuore all’OMS

Un tema che sta molto a cuore all’OMS, che sottolinea l’importanza dell’informazione sul tema della salute uditiva. La diminuita capacità di sentire impatta profondamente sulla vita delle persone che perdono la capacità di comunicare con gli altri, e nei bambini ritarda la capacità di sviluppare il linguaggio. Ciò provoca frustrazione e isolamento sociale soprattutto negli anziani. Secondo l’OMS oltre un miliardo e mezzo di persone convivono con una qualche forma di disabilità uditiva (430 milioni in forma invalidante). Cifra che potrebbe salire a oltre 2 miliardi e mezzo nel 2050 (di cui oltre 700 milioni in forma invalidante).

I costi per l’economia globale

Ciò si traduce in costi per l’economia globale di 980 miliardi di dollari all’anno che comprendono le spese del settore sanitario (escludendo i dispositivi acustici) e i costi sociali, come il supporto educativo e la perdita di produttività. Negli ultimi anni l’allarme maggiore riguarda la sempre crescente esposizione al rumore, soprattutto negli ambienti ricreativi. Ciò ha portato l’OMS a prevedere che oltre un miliardo di giovani nel mondo potrebbe essere a rischio di perdita dell’udito a causa di abitudini di ascolto non sicure.

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Salute

Laboratorio d’eccellenza a San Gallicano

Il Laboratorio di Dermatopatologia dell’Istituto Dermatologico San Gallicano (IRCCS) diretto da Carlo Cota, è stato recentemente riconosciuto e certificato “Centro per la Formazione Specialistica in Dermatopatologia”, dal Comitato Internazionale di Dermatopatologia (ICDP) e dall’Unione Europea dei Medici Specialisti (UEMS), sezione di Dermato-Venereologia.

Unico Laboratorio del Centro Italia che ha ricevuto questa attestazione

Il Laboratorio è l’unico Centro in Italia ad aver ricevuto questa attestazione, che ne testimonia non solo il valore dal punto di vista diagnostico, ma anche formativo per gli specialisti in Dermatologia e in Anatomia Patologica che vogliano conseguire il Diploma di Dermatopatologia, un esame internazionale sostenuto da ICDP e UEMS. «Sono lieto di questo riconoscimento – sottolinea Aldo Morrone, direttore scientifico ISG. – perché fare formazione clinico-scientifica rientra tra le missioni principali di un IRCCS insieme all’impegno nella ricerca sanitaria e nell’offerta di prestazioni di altissima specializzazione. Mi complimento con il dottor Cota e tutto il suo team per il traguardo raggiunto, e auguro buon proseguimento di lavoro».

Le diagnosi del Laboratorio

Il Laboratorio esegue diagnosi basate sulla correlazione tra gli aspetti clinici e quelli istopatologici delle malattie dermatologiche infiammatorie, neoplastiche e anche sessualmente trasmesse, partendo dall’esecuzione della biopsia cutanea con la scelta della sede anatomica più idonea per la diagnosi, sino alla diagnostica citologica, istopatologica, immunofenotipica e di immunofluorescenza diretta. Collabora in modo sinergico con il laboratorio di Biologia Molecolare della Unità di Anatomia Patologica del Regina Elena. L’accreditamento come Centro di Formazione richiede requisiti di altissimo standard.

Il dottor Carlo Cota

«Il nostro laboratorio – evidenzia Carlo Cota – ha una casistica di oltre 10 mila esami istologici per anno, suddivisi per patologia infiammatoria, infettiva e neoplastica della cute e degli annessi, con più di 340 esami citologici di Tzanck e oltre 430 esami tra consulenze e seconde opinioni diagnostiche, solo nel 2022. Oltre all’attività di diagnosi, siamo quotidianamente impegnati nell’attività di ricerca e abbiamo iniziato collaborazioni con importanti consorzi nazionali (Intergruppo Melanoma Italiano – IMI) e internazionali (MelaNostrum) che coordinano il lavoro di numerosi istituti per la diagnosi, il trattamento e la ricerca sul melanoma».

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Salute

L’ospedale San Giacomo di Roma non andava chiuso: la Cassazione dà torto alla Regione Lazio

L’ospedale San Giacomo di Roma dovrebbe tornare a essere

quel nosocomio di cura che il Cardinal Antonio Maria Salviati

aveva realizzato sin dal 1593, imprimendo un vincolo di destinazione

(come ospedale, appunto) dell’immobile.

La Cassazione ha infatti rigettato il ricorso della Regione Lazio,

che si era costituita in giudizio contro il Consiglio di Stato che,

a sua volta, aveva annullato la chiusura dell’ospedale disposta proprio da La Pisana.

LA CASSAZIONE HA RIGETTATO IL RICORSO DELLA REGIONE LAZIO

Una sconfitta per la Regione Lazio, anche se la sentenza della Cassazione non vuol dire che il San Giacomo riaprirà i battenti ai pazienti. A suo tempo il commissario ad acta ne decretò la chiusura per esigenze di razionalizzazione della spesa sanitaria: il personale fu trasferito e la sede trasformata in “un punto di prima assistenza nei locali di pertinenza dell’ASL RMA”.
Ma per gli eredi e per la Confraternita di San Giacomo degli Incurabili, l’ospedale non poteva cambiare destinazione d’uso. E il Consiglio di Stato diede ragione a questa tesi, cui si oppose la Regione Lazio.
Già, e ora? Il San Giacomo dovrebbe riaprire come ospedale ma accadrà? La risposta la darà la prossima Giunta regionale.

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Salute

Roma, salvato a 62 anni al Policlinico Gemelli con tre interventi in unica seduta

Al Policlinico Gemelli di Roma un intervento del tutto particolare:

nella stessa seduta in sala operatoria è stato infatti effettuato

un bypass coronarico, asportato un tumore renale e rimosso un

enorme trombo in vena cava inferiore per salvare la vita di

Marco (nome di fantasia), un romano di 62 anni, dimesso qualche giorno fa e che sta bene.

Un team multidisciplinare di specialisti è sceso in campo per

risolvere questo caso di rara complessità.

Sono state infatti ben tre le équipe entrate in sala operatoria,

tra urologi, cardiochirurghi e chirurghi del fegato, insieme ad

anestesisti, tecnici di circolazione extracorporea, strumentisti e infermieri di sala operatoria.

AL GEMELLI COMPLESSA OPERAZIONE E TRE EQUIPE, IL PAZIENTE STA BENE

Una squadra di professionisti impegnati per 10 ore. “Tutto inizia al Pronto Soccorso del Gemelli – ricorda Marco Racioppi, direttore ad interim UOC Clinica Urologica – dove Marco si reca perché aveva visto le urine rosse di sangue, ma senza nessun sintomo che potesse far pensare ad una brutta cistite. I medici chiedono subito un’ecografia renale, che evidenzia la presenza di una massa di 7 cm a carico del rene destro. Si sospetta dunque un tumore renale”. Si cominciano a richiedere gli esami in previsione dell’intervento di nefrectomia.

“La Tac con mezzo di contrasto – prosegue Racioppi – rivela che il tumore purtroppo ha invaso il bacinetto del rene e la vena renale, dove si è formato un enorme trombo che risale, per tutta la vena cava inferiore. In alcuni tratti il trombo, che è lungo circa 15 centimetri, ha un diametro di 6 e si estende fino al cuore, dove fa ‘capolino’ allo sbocco della vena cava inferiore, andando a occupare parte dell’atrio destro”. Il caso viene quindi discusso in una seduta di Heart Team e si decide di risolvere tutti i problemi in un’unica seduta operatoria.
    (ANSA).

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Roma, nata al Policlinico Gemelli, bimba operata in utero per spina bifida

È venuta alla luce ad oltre 36 settimane di vita una bambina operata

nel grembo della madre in utero a 25 settimane di gestazione affetta

da mielomeningocele lombosacrale.

Il complesso intervento è stato effettuato con successo da un’equipe multidisciplinare composta da ginecologi ostetrici, neonatologi, anestesisti e neurochirurghi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

La piccola – si aggiunge – proseguirà le cure al Centro Spina bifida

e Uropatie malformative del Gemelli, struttura di riferimento

nazionale per questa patologia.

La diagnosi ecografica è stata eseguita al quinto mese di gravidanza

e confermata mediante risonanza magnetica (RM) fetale: mielomeningocele lombosacrale di circa 2 centimetri con ventricolomegalia cerebrale e dislocamento verso il basso

del cervelletto.

Il mielomeningocele è uno dei difetti più comuni del

Sistema Nervoso Centrale, può causare gravi disabilità permanenti, quali difficoltà motorie, paraplegia, idrocefalo, dislocazione verso

il basso di cervelletto e tronco encefalico, disfunzione della vescica

e dell’intestino, deformità ossee, possibili ritardi cognitivi

e disfunzioni sessuali.

EVITATI DANNI ULTERIORI SU STRUTTURE NERVOSE

I deficit neurologici sono causati dal danno anatomico proprio del difetto e dall’esposizione prolungata delle strutture nervose al liquido amniotico, motivo per cui la riparazione prenatale in utero migliora

la salute del prodotto del concepimento correggendo chirurgicamente l’anomalia e contrastando il progressivo peggioramento durante

la vita intrauterina.

“In genere questa grave forma di spina bifida viene operata nei primi giorni di vita – spiega il professor Marco De Santis, Associato di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica, responsabile

della UOS Prevenzione, Diagnosi e Terapia dei Difetti Congeniti,

afferente alla UOC di Ostetricia e Patologia ostetrica diretta dal professor Antonio Lanzone, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica, campus di Roma -, ma trattarlo in utero previene dei danni ulteriori che nel corso della vita prenatale

si possono avere sulle strutture nervose, soprattutto sul cervelletto.

Fare l’intervento in utero è sicuramente un modo per ridurre alcune di queste disabilità.

Studi randomizzati – conclude il professor De Santis – hanno

dimostrato che operare prima della nascita garantisce risultati

migliori che intervenire successivamente”.

E’ IL SECONDO CASO DI INTERVENTO IN UTERO SU BIMBI AFFETTI DA SPINA BIFIDA AL GEMELLI

Il delicato intervento chirurgico sul feto in open surgery (a cielo aperto) è stato eseguito con apertura della parete addominale materna, incisione e apertura della parete uterina, esteriorizzazione del feto

nella parte da operare, correzione neurochirurgica della spina bifida e successivo riposizionamento del feto e chiusura di utero e parete addominale.
Il successivo decorso della gravidanza è stato privo di complicanze sia per la madre che per il nascituro e il taglio cesareo è stato eseguito

a oltre 36 settimane di gestazione.

Questo è il secondo caso di intervento in utero su un bimbo affetto da spina bifida al Policlinico Gemelli, il primo risale ad agosto 2020.

L’equipe multidisciplinare del Policlinico Gemelli si conferma come centro di riferimento nazionale per questo trattamento prenatale in open surgery.
L’ottima riuscita dell’intervento è stato il risultato del lavoro di un team specialistico. Dell’equipe ostetrica, coordinata dal professor De Santis, hanno fatto parte: professoressa Lucia Masini, dottoressa Daniela Visconti, dottoressa Francesca Turchiano, ostetrica strumentista Agresta Francesca.

La delicata anestesia è stata affidata agli anestesisti Stefano Catarci e Nicoletta Filetici.

L’intervento neurochirurgico è stato eseguito dai professori Gianpiero Tamburrini, Luca Massimi e dal dottor Bianchi Federico.

Ora Marta è nelle mani esperte dell’UOSD di Spina bifida e Uropatie malformative del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, qualificato centro per il trattamento di questa patologia, diretta

dalla professoressa Claudia Rendeli, ricercatrice in pediatria generale

e specialistica all’Università Cattolica, campus di Roma, dove vengono seguiti nel tempo bimbi con difetto di chiusura del tubo neurale dalla diagnosi al trattamento pre e postnatale.

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Salute

La Capitale dell’accoglienza sanitaria

La Capitale nel 2022 ha accolto migliaia di persone arrivate in città per ragioni sanitarie. Di queste oltre 1.000 hanno trovato ospitalità presso la struttura di Roma Trigoria di CasAmica Onlus, che ha fornito oltre 9.000 notti di accoglienza, registrando così un incremento dell’8% di presenze rispetto al 2021.

Migrazione sanitaria nella Capitale

Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, impegnata dal 1986 ad accogliere i malati e i loro familiari costretti a curarsi lontano da casa, il fenomeno della migrazione sanitaria, dopo il rallentamento causato dall’emergenza sanitaria, sta lentamente tornando ai livelli pre-pandemia e torna di conseguenza ad aumentare anche la richiesta di accoglienza presso le strutture messe a disposizione da CasAmica.

Volontari per CasAmica

Per potenziare i servizi offerti e aiutare sempre di più chi ha bisogno di aiuto in un momento così difficile come quello della malattia, l’organizzazione sta cercando nuovi volontari per la casa di Roma, dove già sono impegnate 14 persone. Chi desidera mettere a disposizione il proprio tempo, può rendersi utile offrendo supporto all’accoglienza, per il servizio prenotazioni, come autisti delle navette e per l’organizzazione delle attività di svago o intrattenimento sul territorio per gli ospiti.

Ogni competenza è utile

Ogni competenza può essere utile all’interno dell’associazione e in CasAmica tutti i volontari vengono formati ed accompagnati costantemente nel loro servizio. Per chi sceglie di dedicarsi direttamente agli ospiti l’associazione organizza annualmente corsi di formazione e incontri mensili di confronto guidati da uno psicologo. Per informazioni www.casamica.it.

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Salute

Torna dal 12 al 16 febbraio: Cardiologie aperte, 1.600 ore di consulenza gratis da 700 medici

Torna dal 12 al 19 febbraio ‘Cardiologie aperte’, l’iniziativa di prevenzione cardiovascolare promossa dalla Fondazione per

il Tuo cuore dei cardiologi ospedalieri italiani Anmco per

sensibilizzare sull’importanza di giocare d’anticipo contro

le cardiopatie, primo killer in Italia.

La 17esima edizione della campagna viene lanciata in occasione

di San Valentino e mette a disposizione 1.600 ore di consulenza telefonica gratuita da parte di 700 specialisti Anmco. 

PER UNA SETTIMANA SI PUO’ CHIAMARE IL NUMERO VERDE 800 05 22 33 PER UNA CONSULENZA

Per una settimana, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16, i cittadini

potranno chiamare il numero verde 800 05 22 33 e fare domande alle quali risponderanno gli esperti delle strutture aderenti all’iniziativa (l’elenco degli ospedali e delle attività offerte è disponibile online

sul sito www.periltuocuore.it). La campagna sarà attiva anche sui

social con gli hashtag #iltempodelcuore e #cardiologieaperte.

ENTRO IL 2030 SI PREVEDONO NEL MONDO 24 MILIONI DI MORTI ALL’ANNO PER CAUSE CARDIOVASCOLARI

Entro il 2030 – ricordano i promotori – si prevedono nel mondo

24 milioni di morti all’anno per cause cardiovascolari che restano la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi, con una prevalenza più elevata della media europea (7.499 casi ogni 100mila abitanti) anche a causa dell’età media particolarmente alta della nostra popolazione. Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico poiché la malattia modifica la qualità di vita. In Italia, secondo i dati Istat, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille e il 23,5% della spesa farmaceutica italiana è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare.

E’ fondamentale dunque ridurre il rischio cardiovascolare e la maggior parte degli eventi cardiovascolari è evitabile attraverso la prevenzione, sottolinea la Fondazione per il Tuo cuore che da oltre 20 anni si impegna attivamente nella ricerca e nella prevenzione cardiovascolare.

LE PAROLE DEL DOTTOR DOMENICO GABRIELLI

“Le malattie cardiovascolari detengono un triste primato che deve indurre tutti noi a uno sforzo rilevante attraverso la prevenzione che

è la principale arma per combatterle – afferma Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo cuore dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri e direttore di Cardiologia all’Ospedale San Camillo di Roma –

Queste malattie sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche fattori modificabili legati a comportamenti e stili di vita (fumo, alcol, scorretta alimentazione e sedentarietà) spesso a loro volta causa

di diabete, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione.

L’impostazione di uno stile di vita sano dovrebbe essere anticipato

a partire dall’infanzia e dall’adolescenza, da qui l’importanza di campagne di sensibilizzazione già a livello della scuola primaria”.

“La prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari – continua Gabrielli – si basa, oltre che sull’adozione e sul mantenimento di stili

di vita salutari, sull’identificazione precoce e sull’adeguata gestione

delle eventuali condizioni cliniche che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, anche attraverso le opportune terapie, laddove non sia sufficiente modificare gli stili di vita. Noi cardiologi suddividiamo i pazienti per categorie di rischio. Il rischio è la probabilità che il paziente ha di andare incontro a un evento cardiovascolare avverso (infarto, ictus, in alcuni casi morte improvvisa) in rapporto alle sue caratteristiche cliniche generali. Ci sono i soggetti a rischio molto elevato, elevato, moderato e a rischio più contenuto. Per ognuno l’intervento deve essere personalizzato.

LE PAROLE DEL DOTTOR FURIO COLIVICCHI

“La prevenzione – rimarca lo specialista – diventa ancora più determinante dopo la recente pandemia, poiché il Covid-19 ha agito sulle patologie del cuore a diversi livelli: nelle persone colpite dal virus ha generato infiammazioni di miocardio e pericardio, cardiopatia ischemica, ictus cerebrale, malattie a carattere trombo-embolico; ha inoltre contribuito a ritardare la diagnosi, complicando la gestione e l’aspetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari e riducendo le ospedalizzazioni. In particolare, nei soggetti colpiti dal Covid si è riscontrato un aumento del 20-25% di tutte le malattie cardiovascolari. L’iniziativa di Cardiologie aperte rappresenta dunque a mio avviso davvero una preziosa opportunità per il cuore di tutti gli italiani”.

“L’Anmco, con oltre 5.600 iscritti, è impegnata da oltre 50 anni sul territorio per potenziare l’operato dei propri cardiologi, fiore all’occhiello della medicina italiana nel panorama internazionale – dichiara Furio Colivicchi, presidente nazionale Anmco e direttore

di Cardiologia all’Ospedale San Filippo Neri di Roma –

La prevenzione cardiovascolare allunga la vita e noi dovremmo sempre, anche quando stiamo bene, consultare il nostro medico di base, tenere sotto controllo i fattori di rischio (colesterolo, pressione arteriosa, fumo) e praticare un regolare esercizio fisico, anche blando.

Oggi abbiamo a disposizione armi molto potenti ed efficaci per

risolvere alcuni problemi, garantire la sopravvivenza e una migliore qualità della vita ai nostri pazienti.

La prevenzione cardiovascolare è dunque importantissima e va attuata il più precocemente possibile.

L’iniziativa di Cardiologie aperte è una grande occasione che i cardiologi Anmco desiderano offrire gratuitamente a tutti i cittadini che lo desiderano e rappresenta un caposaldo della prevenzione cardiovascolare che la nostra associazione porta avanti da oltre 17 anni”.

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Salute

Lazio: Consiglio si tinge di rosa per Giornata contro cancro che si celebra oggi

“Anche quest’anno il Consiglio regionale del Lazio si tinge di rosa

per la Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra oggi 4 febbraio.

L’iniziativa è organizzata dalla UICC (Union for International Cancer Control) e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)”.
Così in una nota il presidente del Consiglio regionale del Lazio Marco Vincenzi.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE MARCO VINCENZI

“Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità – aggiunge – annualmente oltre 12 milioni di persone ricevono una diagnosi di cancro e 7,6 milioni muoiono di questa malattia. Se non si interviene, nel 2030 si potrebbero raggiungere 26 milioni di nuove diagnosi e 17 milioni di decessi. Ma circa il 40% dei tumori è potenzialmente prevenibile. Ecco perché è importante promuovere la prevenzione e sensibilizzare la popolazione sulle principali azioni che riducono sensibilmente il rischio di sviluppare un cancro. È importante poi sostenere chi purtroppo si trova in questa situazione. Una strada tortuosa e difficile da affrontare ma un giusto sostegno da parte delle istituzioni può fare la differenza. E il nostro Consiglio regionale quella differenza l’ha fatta, approvando a giugno scorso una legge a favore della promozione dei servizi di assistenza psico-oncologica nella Rete oncologica regionale. Per questo importante passo – conclude Vincenzi – voglio ringraziare tutte le consigliere e i consiglieri che in questi anni, oltre a ciò, hanno preso parte ad iniziative ed eventi volti a promuovere tra le nostre comunità la prevenzione dei tumori”. (ANSA).

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Salute

Sabato 4 febbraio, giornata per la prevenzione del diabete ad Ostia

Una giornata di prevenzione contro il diabete. L’evento si terrà domani, sabato 4 febbraio 2023, al Lido di Ostia.

Nel corso dell’appuntamento sarà effettuata la rilevazione della glicemia e il dosaggio capillare con stick.

L’APPUNTAMENTO E’ A PARTIRE DALLE 12.00 FINO ALLE 16.00

L’appuntamento è in programma a partire dalle 12:00 e durerà per 4 ore, fino alle 16:00. 

A promuovere l’iniziativa, che si svolgerà in Via Giovanni Amenduni, al civico 15, all’interno dello stadio Anco Marzio dell’Ostiamare,

è il Gruppo Biologi tra la gente.

L’evento si svolgerà dalle ore 12.00 alle 16.00. 

“La glicemia è la quantità di glucosio presente nel sangue – si legge nella locandina dell’iniziativa – Quando i livelli di quest’ultima risultano elevati, si corre il rischio di sviluppare il diabete, una malattia cronica multifattoriale in
continua crescita in Italia, dovuta ad un deficit della quantità o dell’efficacia biologica dell’insulina, l’ormone che controlla la glicemia nel sangue”.

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La Sapienza di Roma il più grande ateneo cardioprotetto d’Europa

L’università Sapienza di Roma è il più grande ateneo cardioprotetto d’Europa, con oltre 40 defibrillatori semiautomatici installati

all’interno della città universitaria e nelle sedi di Roma e di Latina. Lunedì 30 gennaio, alle 11.00, nell’Aula magna del Rettorato,

si terrà l’evento “Sapienza Ateneo Cardioprotetto”, una giornata

di sensibilizzazione volta a ridurre le morti da arresto cardiaco, con segmenti formativi, proiezione di filmati e interventi tecnico-scientifici dedicato.

L’evento è dedicato appunto alla presentazione della rete di ateneo composta da oltre 40 defibrillatori semi-automatici esterni (Dae) collocati nelle sedi universitarie distribuite su tutto il territorio di Roma e Latina.

LUNEDI’ 30 GENNAIO ALLE 11 L’EVENTO “SAPIENZA ATENEO CARDIOPROTETTO”

Dopo i saluti della rettrice della Sapienza Antonella Polimeni e

dei presidi delle tre facoltà mediche Domenico Alvaro (Medicina e odontoiatria), Carlo Della Rocca, (Farmacia e medicina)

Erino Angelo Rendina (Medicina e psicologia), interverranno docenti e tecnici dell’Ateneo che illustreranno il progetto e affronteranno il tema del contrasto alle morti cardiache improvvise.

Saranno inoltre presentati i risultati di un’indagine condotta dai ricercatori dell’ateneo sulle conoscenze in materia di primo intervento

e sull’uso dei defibrillatori dei componenti della comunità universitaria.

La rete di defibrillatori semiautomatici di Ateneo è stata resa

operativa grazie alle attività di formazione certificate attraverso

il corso Basic Life Support Defibrillation, erogato dagli istruttori

degli Skill Labs e dei Centri di simulazione delle facoltà mediche,

che ha visto il coinvolgimento di circa 400 addetti al primo soccorso.

I dispositivi installati sono dotati di una guida vocale – spiega una nota della Sapienza – e di indicazioni visive che descrivono nel dettaglio

ogni operazione da compiere.

Le elaborazioni che consentono in modo intuitivo di individuare i dispositivi sono state realizzate grazie al Laboratorio GeoCartografico del Dipartimento di Lettere e culture moderne, in collaborazione con

il Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive.

LE PAROLE DELLA RETTRICE ANTONELLA POLIMENI

“L’installazione e il posizionamento di molteplici defibrillatori semiautomatici rappresentano un vero passo in avanti – sottolinea

la rettrice Antonella Polimeni – nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa e costituiscono il presupposto fondamentale per un

ateneo cardioprotetto.

A ciò si aggiungono le attività formative Blsd erogate da nostri docenti e professionisti esperti per l’utilizzo di questi strumenti chiave per la sopravvivenza prima dell’arrivo dei soccorritori.

Con questo progetto – aggiunge – la Sapienza conferma il proprio impegno per la tutela e la salvaguardia della salute e del benessere

di coloro che vivono l’università.

Il raggiungimento di questo traguardo, che è stato reso possibile

anche grazie alle competenze interne alla nostra università,

rappresenta un esempio virtuoso che colloca Sapienza in prima linea

nel contrasto delle morti da arresto cardiaco improvviso”.

L’appuntamento è parte di un progetto di sensibilizzazione volto a ridurre le morti cardiache improvvise, che rappresentano il principale problema di salute pubblica e sono responsabili di circa il 50% di tutti i decessi cardiovascolari.

Le maggiori società scientifiche hanno prospettato di ridurre, entro il 2030, le morti da arresto cardiaco di almeno il 20%, ma per raggiungere tale obiettivo – si evidenzia – è fondamentale organizzare e sviluppare

un idoneo primo soccorso tramite il massaggio cardiaco e la defibrillazione precoce, che rappresentano il primo e più importante intervento per salvare la vita.

L’IMPORTANZA DEL DEFIBRILLATORE

L’incidenza dell’arresto cardiaco al di fuori degli ambienti ospedalieri, cioè in strada, sui luoghi lavoro e di studio, in casa, in posti

pubblici come stazioni e aeroporti, è compresa tra 20 a 140 persone

ogni 100.000 e la sopravvivenza varia dal 2% all’11%, un dato strettamente legato alla presenza e alla chiara visibilità di postazioni

con defibrillatori semiautomatici e alla possibilità di effettuare

chiamate di emergenza per attivare i soccorritori.

L’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno nei

primissimi minuti dall’infarto può aumentare del 70% le possibilità

di sopravvivenza.