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“Le ali della città”, dal 9 ottobre al 30 novembre

Giovedì 9 novembre Le Ali Della Città presenterà “La periferia va al centro e il jazz alla periferia”,

il primo appuntamento del corso di insegnamento di storia della musica e degli strumenti musicali curato dal direttore artistico della manifestazione Luigi Cinque e da Antonello Salis, fisarmonicista e pianista tra i più importanti del jazz italiano.

L’evento avrà luogo a partire dalle ore 18:00

Il festival

Le ali della città è un festival musicale di intrattenimento sperimentale, sostenuto dal Bando FUS Roma Capitale – Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2023”

e promosso da Roma Capitale.

Ideata e svolta nel “non-centro” di Roma a Corviale, la rassegna, partita il 19 ottobre, andrà avanti fino al 30 novembre negli spazi del giardino del RistoBar, punto-ristoro del centro polivalente Nicoletta Campanella di Corviale (ingresso gratuito – in Via Marino Mazzacurati, 74°- RM)del parco antistante del punto ristoro e della Biblioteca Renato Nicolini.

“Le ali della città” è dedicato ai sobborghi della capitale. Vuole mettere in discussione le categorie diffuse di centro e periferia, è un festival di nuove musiche.

È un racconto a puntate.

È un incontro tra solisti di varia estrazione jazz contemporanea ed etnica che contribuiranno a costruire, oltre alle serate di un festival originale,

il corpo e la soundtrack di un immaginario “film pasoliniano sulla Corviale del 2413” diretto da Luigi Cinque.

“La Ali della Città” è un set cinematografico vivente.

Mentre la nuova società liquida ha cambiato i connotati e l’anima della città, facendo diventare il centro cittadino un “malato terminale” soffocato da turismi onnivori e infestanti,

la periferia, con tutte le sue contraddizioni fortissime, inizia a produrre linguaggio e opportunità culturali.

La nuova edizione di “Le Ali della Città” è iniziata lo scorso 19 ottobre con una grande festa popolare che ha interessato anche le giornate del 20, 21, 27 e 28 ottobre, con la partecipazione di Stefano Saletti e Barbara Eramo con Baobab Ensemble, didattica e spettacolo con l’esplorazione tra le musiche e le lingue del Mediterraneo,

con il LabBosio, sulla canzone popolare romana diretto da Sara Modigliani e la due-giorni con il celebre percussionista napoletano Nando Citarella.

Con la presenza di numerosi artisti

Il programma del festival vedrà poi susseguirsi nomi di protagonisti della cultura musicale del nostro tempo.

Nelle settimane di svolgimento si alterneranno artisti come Alex Balanescu, violino solo; Antonello Salis, solista d’eccezione con il suo concerto narrante da Armstrong e Duke Ellington fino ad arrivare all’oggi, passando da Charlie Parker, Monk, Coltrane.

ll mediterraneo arabo e sefardita di Peppe Frana, la giovane Anais Drago, astro nascente del nuovo “violinismo” jazz e new elektronic muzik.

Un band leader affermato del jazz contemporaneo come Roberto Ottaviano, in due diverse giornate con diverse formazioni con Luigi Cinque – sax, clarinetti, live electronics, voce – per la costruzione di un concerto a sette sax soprani. 

Efren Lopez, ispanico del mondo, una stella della world music e considerato, tra l’altro, uno dei più importanti suonatori di ghironda di sempre.

E poi gli esperimenti musicali di Gabriele Mirabassi, la chitarra battente di Francesco Loccisano e Marcello De Carolis,

lo Sha-man quartet di Luigi Cinque, Giampaolo Ascolese, Michele Ascolese e Pep Caporello e molto altro già sperimentato o da sperimentare in tempo reale.

E poi gli esperimenti musicali di Gabriele Mirabassi,

la chitarra battente di Francesco Loccisano e Marcello De Carolis,lo Sha-man quartet di Luigi Cinque,

Giampaolo Ascolese, Michele Ascolese e Pep Caporello e molto altro già sperimentato o da sperimentare in tempo reale.

Il mese di novembre sarà interpolato di date speciali che consisteranno in una serie di lezioni concerto e vedranno la presenza (in diretta o in video) di artisti come Antonello Salis, Luigi Cinque, Patrizio Fariselli, Petra Magoni, Giovanna Famulari, Silvia Brè, Lello Voce, Ricky Gianco,  Badara Seck.

A fine concerto sarà possibile cenare e godere di un momento conviviale insieme agli artisti.

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Teatro, per la prima volta in Italia “Tenente Colombo”

 Dopo cinque anni di sold-out in Inghilterra, America e Francia,

arriva per la prima volta a teatro in Italia, lo spettacolo con il protagonista più amato di sempre nei telefilm degli anni Settanta

e Ottanta, a distanza di oltre mezzo secolo tuttora programmati nelle

reti nazionali: IL TENENTE COLOMBO!

IL 4 E 5 NOVEMBRE AL TEATRO CIAK DI ROMA

Presentato in anteprima lo scorso agosto al festival di Borgio Verezzi,

lo spettacolo TENENTE COLOMBO, Analisi di un omicidio, prodotto da OLIVER & FRIENDS e JL RODOMONTE PRODUCTION per la regia di Marcello Cotugno, testerà il pubblico di appassionati del genere noir attraverso un minitour per gli amanti del teatro di qualità che partirà da Roma, il 4 e 5 novembre al Teatro Ciak per toccare successivamente Trieste – dal 9 al 12 novembre al Teatro stabile La contrada – e concludersi il 23 novembre a Stradella, in provincia di Pavia, nell’attesa del prossimo anno. Protagonisti dello spettacolo sono Gianluca Ramazzotti, nei panni del celebre detective, Pietro Bontempo, Samuela Sardo, Sara Ricci e Nini Salerno. Le scene sono firmate da Alessandro Chiti, i costumi da Adele Bargilli, le luci da Giuseppe Filipponio.

La traduzione e adattamento dallo script originale sono di David Conati e Marcello Cotugno.

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Nell’ardore della nostra camera in scena dal 2 al 4 novembre al TBM

Nell’ardore della nostra camera, produzione Ipazia Production, sarà in scena da giovedì 2 a sabato 4 novembre al Teatro Tor Bella Monaca, per la drammaturgia di Massimo Sgorbani. Paolo Orlandelli cura la regia e vede protagonista Donatella Busini. “Questa stronzata della famiglia”. Nel delicato momento di passaggio tra il secolo XX° e il XI°, quando cadono i tabù e la religione cattolica comincia a collassare sotto il peso dell’anacronismo e dell’ipocrisia, Sgorbani apre e fotografa il contenuto di uno di quegli “armadi” che in molti preferiscono tenere ben chiusi, perché fa male constatare la piccolezza e la meschinità di un’educazione che ha prodotto soprattutto dei rivoltanti mostri.

L’ardore in pensieri impronunciabili

Dei testi di Massimo Sgorbani si dice che siano delle confessioni: è vero, perché consistono nella trascrizione di pensieri e di moti interiori spesso impronunciabili. Ma la pratica più estrema esercitata da Sgorbani è la vivisezione. Come il suo sguardo riesca a cogliere e la sua penna a descrivere i rimuginamenti che gorgogliano nei più profondi recessi dell’animo umano, è un mistero che sorprende Sgorbani stesso. Imbarcato in un una sonda microscopica, improvvisamente solo per l’intimità alla quale l’autore lo costringe, lo spettatore procede tra gli strettissimi meandri del cervello, si inerpica lungo i gangli e scivola nelle sinapsi, tra sogni, ricordi e avvenimenti, per fuoriuscire dagli occhi, dal naso, dalla bocca, dalle orecchie, dalla vagina o dal glande di personaggi di una mostruosa umanità nella quale è impossibile non riconoscersi. Un’esperienza sconvolgente e mai provata prima.

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Adolphe Sax Days il primo week-end di novembre al Museo del Saxofono

Adolphe Sax Days in programma il primo week-end di novembre, negli spazi interni del Museo del Saxofono, in omaggio al grande inventore del saxofono, Adolphe Sax. Il museo con la più grande collezione al mondo di questo storico e amatissimo strumento, organizza un doppio evento di inaugurazione della stagione concertistica autunnale. Un evento di divulgazione e di educazione al patrimonio museale, con visite guidate e concerti gratuiti, che vedrà confrontarsi, grazie al talento dei significativi interpreti coinvolti, le due anime del saxofono: quella classica e quella jazzistica.

Adolphe Sax Days del 4 novembre

Sabato 4 novembre alle ore 21:00 si esibirà il Saxophobia Quartet in un concerto dal titolo Conversaxioni che vedrà suonare Attilio Berni ai saxofoni, Alessandro Crispolti al pianoforte, Christian Antinozzi al contrabbasso e Alfredo Romeo alla batteria. Storico progetto divulgativo ideato da Berni l’evento propone un programma ricco di musiche, storie e nuovi incredibili strumenti, per raccontare le straordinarie metamorfosi del saxofono e vedere in azione alcuni dei saxofoni più rari e inusuali del museo insieme ad altri appartenuti a grandi artisti come Sonny Rollins, Ross Gorman, Ralph James, Tex Beneke, Rudy Wiedoeft, Gil Ventura, Ross Gorman, Adrian Rollini e Clay Smith.

Domenica 5 Pagine al Vento

Domenica 5 novembre sarà invece la volta dell’Elise Hall Saxophone Quartet in Pagine al Vento, una performance musicale con Isabella Fabbri al sax soprano, Chiara Lucchini al sax contralto, Anna Paola De Biase al sax tenore e Alessia Berra al sax baritono. Elise Hall fu pioniera, divulgatrice e mecenate di quel giovane, e ancora poco conosciuto strumento, frutto del geniale inventore belga Adolphe Sax. “Un animale ad ancia di cui conosco poco le abitudini” lo definì Claude Debussy quando Elise gli commissionò la “Rapsodia” per saxofono e orchestra.

Repertorio ampliato

Grazie alle numerose commissioni della Hall, il saxofono ha ampliato il suo repertorio ed è approdato sui palchi di importanti sale da concerto, diventando un protagonista della storia della musica, prestando la sua voce cangiante alle esigenze di un linguaggio in continua evoluzione. A lei si ispira il progetto del quartetto Elise Hall, portavoce dei compositori di oggi e in particolare di quelli che hanno dialogato con le variegate influenze musicali della contemporaneità, artisti e compositori del panorama internazionale, tra cui Salvatore Sciarrino, Guillermo Lago, Michael Nyman, Philippe Geiss, Pino Jodice.

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“Sonata d’autunno” in scena al Teatro di Documenti a Roma dal 31 ottobre

Dal 31 ottobre fino al 5 novembre 2023 il Teatro di Documenti ospita

la versione teatrale di un capolavoro di Ingmar Bergman, “Sinfonia d’autunno”. In scena Evelina Nazzari e Arianna Ilari, la regia è

curata da Rosario Tronnolone. La prima il prossimo 31 ottobre alle 21

al Teatro di Documenti (via Nicola Zabaglia 42).

La traduzione esatta del titolo originale, Höstsonaten, è Sonata d’autunno, e non Sinfonia, infatti la maggiore enfasi strumentale

del titolo italiano fu dovuta alla scarsa considerazione da parte dei distributori italiani per la cultura musicale del pubblico. Bergman struttura il suo testo riferendosi con precisione alla composizione musicale a carattere strumentale scandita in tre movimenti detta Sonata, e lo definisce “una sonata a due voci.

Due violoncelli, perché il timbro è grave”. E le voci sono quelle di una madre e di una figlia Charlotte ed Eva.

DAL 31 OTTOBRE FINO AL 5 NOVEMBRE IL CAPOLAVORO DI INGMAR BERGMAN

“Parlano molto Charlotte ed Eva, madre e figlia, ma non si comprendono. – spiega il regista Rosario Tronnolone – In realtà usano lingue diverse. Eva è cresciuta, dice, tra le belle parole, ma quando queste sono contraddette dall’atteggiamento o dall’enfasi non sono apertura, ma chiusura; non porte, ma barriere. Charlotte sa esprimere sentimenti autentici solo attraverso la musica, non si permette e non permette a nessuno di portare le parole ad un livello emozionale coinvolgente. Tutta la sua sfera emozionale, la sua volontà, la sua ambizione e la sua ansia sono state convogliate nella musica, l’unica dimensione nella quale si sente libera di esprimersi, l’unico linguaggio che è in grado di comprendere e col quale sa comunicare”.

Ciò appare con evidenza nella scena chiave della doppia esecuzione

del preludio, metafora del rapporto che lega e separa madre e figlia,

e prima esplosione silenziosa e latente del conflitto che le dilania; perché se le parole si limitano ad accampare deboli scuse, a cercare ansiosamente un cenno d’approvazione e a rassicurare frettolosamente, la musica rivela bisogni e insicurezze, rievoca astio e rimozioni, denuncia egoismo, invidia, paura, sopraffazione, amore. È metafora

di un dolore represso, incessante, di cui è inadeguata espressione una voce incerta. È il ritratto di entrambe.

La piece teatrale andrà in scena fino al prossimo 5 novembre. Alcuni dei costumi dello spettacolo sono stati indossati da grandi attrici del passato – Ingrid Bergman, Greta Garbo, Katharine Hepburn – e provengono dalla collezione privata del regista.

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“Balcone a 3 piazze” con Biagio Izzo alla Sala Umberto Roma dal 31 ottobre

E’ in scena, alla Sala Umberto di Roma, dal 31 ottobre al 19 novembre, “Balcone a 3 piazze”, di Mirko Setaro e Francesco Velonà, con

Biagio Izzo, per la regia di Pino L’Abbate.

NOTE DI REGIA

Napoli. Antivigilia di Natale. Un’inattesa bufera ha interrotto tutti i collegamenti con il resto dell’Italia. Alfredo si trova costretto a rinunciare al viaggio con la moglie, da cui si è separato, organizzato appositamente nella speranza di rallacciare il rapporto. Mentre è solo in casa, sente bussare alla finestra del balcone. Un uomo infreddolito gli chiede di farlo entrare. È Riccardo, l’amante della vicina, scappato sul cornicione per evitare il marito rincasato prima del previsto a causa della tempesta. Ma la vicina di Alfredo, Elis, non è altro che la giovane moglie venezuelana del suo amico Michele. Dovrà anche fronteggiare Ciro, un rapinatore capitato anch’egli sul suo balcone nel tentativo di scappare dall’appartamento in cui si era introdotto.

Tanti personaggi compongono questa commedia esilarante, costruita sugli equivoci in un intreccio di storie permeate di sano umorismo. La sera prima della Vigilia di Natale.

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Stefania D’Ambrosio interpreta Battiato il 31 ottobre al Teatro Golden

Stefania D’Ambrosio interpreta Franco Battiato, martedì 31 ottobre al Teatro Golden di Roma, per il suo nuovo progetto, “Quando l’interprete incontra i grandi autori” che fa parte di una collana di dischi tratti dai vari concerti e prodotta dalla CNI, Compagnia Nuove Indye. Il titolo di questo concerto è tratto dal libro omonimo di Guido Guerrera (Franco Battiato – L’uomo dell’isola dei giardini – ediz. Minerva) scrittore, giornalista e biografo ufficiale di Battiato, e da cui saranno recitati alcuni brani.

Stefania D’Ambrosio per un Franco Battiato inedito

Un Franco Battiato inedito in cui magia, musica, prosa e poesia si fondono perfettamente, passando dallo spirituale allo psichedelico. I brani interpretati da Stefania D’Ambrosio sono impreziositi da una varietà di suoni che danno alla sua voce un’enfasi che non ha eguali. Questo spettacolo fa parte del progetto di Stefania D’Ambrosio “Quando l’interprete incontra i grandi autori” la cui prima uscita, dedicata ad Umberto Bindi, è disponibile su CD e su tutte le piattaforme digitali “Stefania D’Ambrosio per Umberto Bindi”.

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Le luci del Varietà accendono la stagione dell’OFF/OFF Theatre

Le luci del Varietà accendono la sesta stagione teatrale di Via Giulia, con l’OFF/OFF Theatre che inaugura il suo cartellone con lo spettacolo “OFFOFF Variety”, in scena da martedì 7 novembre 2023 alle ore 21.00. Sul palco impegnati in una satira dell’oggi scritta da Silvano Spada, sono protagonisti Pino Strabioli, la diva del burlesque Giulia DI Quilio, l’attore e cantante Pierfrancesco Poggi, Santino Fiorillo e il corpo di ballo diretto da Francesco Spizziri che ha curato le coreografie ballate da Manuel Bartolotto, Alessandro Gioffrè, Aldo Iucci, Biagio Pagano e Davide Rosa. I costumi sono a cura di Giuseppe Bambagini, con la straordinaria partecipazione per le creazioni video di Fabio Massimo Iaquone, che ha collaborato tra gli altri, con Bob Wilson, Le Cirque du Soleil e grandi spettacoli in tutto il mondo, e con l’allestimento degli spazi scenici e il progetto luci di Umberto Fiore.

Luci sul varietà

Il Varietà, fatto di satira sull’oggi, ballerini, comicità, canzoni, burlesque. Palchi che brillano tra Londra, Parigi, New York, Berlino e nel resto del mondo. Il Varietà è uno spettacolo di grande successo e l’OFF/OFF Theatre, anche in Italia, come operazione culturale, vuole riproporlo al pubblico in una rivisitazione contemporanea. Una rappresentazione corale mirata a regalare sorrisi, movente di un genere che ha fatto la storia dello spettacolo. La scelta di Silvano Spada, nel suo ruolo di Direttore Artistico del teatro di Via Giulia, è quella di sottolineare che il Varietà è, da sempre, uno genere di grande successo e per questo, punta a far sì che il Varietà arrivi al pubblico di oggi.

L’offerta dell’OFF/OFF Theatre

Per sua caratteristica fondamentale, l’OFF/OFF Theatre in ogni stagione, propone spettacoli e temi che sparigliano qualsiasi forma di programmazione teatrale di routine e, del resto, come chiarimento della sua immagine, già nel logo dell’OFF/OFF Theatre spicca la dicitura: “l’altro Teatro…”. «La mia idea di Teatro non è difficile da capire, da un lato classici e attenzione ai temi dell’attualità che ci circonda con, sulla scena, l’alternanza di grandi protagonisti e giovani attori, autori e registi. Dall’altra, il fascino del grande Teatro e di quando il Teatro rappresentava un mito.

Non solo teatro, anche il varietà

Non soltanto il grande Teatro di Visconti, Strehler, Zeffirelli, Patroni Griffi o Eduardo De Filippo e di tanti altri protagonisti, che hanno reso il Teatro un mito ma anche, appunto, il Varietà che ha rappresentato il sogno leggero, divertente e collettivo di intere generazioni e che ha creato il successo di molti protagonisti amatissimi dal pubblico: da Anna Magnani a Totò, da Valter Chiari a Delia Scala, Aldo Fabrizi, Dapporto, Ugo Tognazzi, Mondaini e Vianello e tantissimi altri…», dichiara Silvano Spada.

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Fata Morgana al Teatro Lo Spazio, il 4 e 5 novembre

Fata Morgana: un’allucinazione dalla folle, sensazionale vita di Nico approda a Roma, sul palcoscenico del Teatro Lo Spazio, il 4 e 5 novembre. Spettacolo scritto e interpretato da Margherita Remotti, con la regia di Jon Kellam. Un one woman show in cui si esplora la stravagante anima di un’artista unica e sottovalutata: Christa Päffgen, alias Nico, meglio conosciuta come la Superstar di Andy Warhol, la sua musa ispiratrice e cantante rock per i Velvet Underground. Nico è stata associata con l’élite dell’avanguardia culturale degli anni 60 e 70, del rock and roll, della moda e del mondo dell’arte ed è considerata dal panorama musicale internazionale la sacerdotessa del gothic rock.

Fata in scenario allucinato

Saranno messe in scena, in uno scenario allucinato e allucinatorio, le sue relazioni instabili con le figure maschili nella sua vita: il padre, il figlio Arí, avuto con Alain Delon, nonché con i suoi numerosi amanti, primo fra tutti Jim Morrison. La sua iniziazione alla moda attraverso il fotografo Herbert Tobias, la sua lotta contro la dipendenza e tutto ciò che, in un flusso di coscienza ininterrotto e rappresentato come un susseguirsi di diapositive che riaffilano alla sua memoria negli ultimi istanti della sua vita, definisce il suo precario viaggio di donna e di artista. Eppure è ancora una volta la sua sensuale eccentricità ad emergere, il suo talento, la sua poesia non convenzionale e il suo stile di performance imprevedibile.

Icona

Tutto ciò che l’ha resa un’icona. La complessità delle esperienze e delle visioni di questa artista eccentrica, fragile eppure estremamente talentuosa, sempre sull’orlo del successo e dell’autodistruzione, ci porta per mano a lanciarci nella tana del bianconiglio nel mondo di una Nico rappresenta nella sua essenza. “Presentiamo al pubblico uno sguardo intimo sui ricordi allucinatori, la follia e gli ultimi momenti della sua vita, fino ad immaginare l’incontro finale che avremo tutti con la nostra stessa essenza”, annota il regista Jon Kellam.

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Il Teatro Spazio 18b accoglie il 3 e 4 novembre “Leggera”

Il Teatro Spazio 18b accoglie il 3 e 4 novembre lo spettacolo Leggera di Claudio Massimo Paternò e Caterina Luciani Messinis. “Mamma sei morbida, calda e profumata, mamma…Voglio stare sempre abbracciata a te…” In uno spazio bianco, spoglio, con pochi oggetti essenziali ed evocativi, alcune luci proiettano immense ombre sulle pareti candide e una persona, sola, racconta il dramma che vive in sé stessa, nelle sue prigioni fisiche e mentali. Leggera descrive la fame, non solo quella materiale ma anche la fame di affetti, di comunicazione, di sensazioni. Un bisogno che la protagonista tenta di compensare in un perpetuo aggrovigliarsi nel proprio labirinto fatto di piccoli gesti ossessivo-compulsivi, nel controllo di ogni particolare, nella ricerca costante della perfezione. Lo spettacolo testimonia un momento della vita di una giovane donna, attraverso una narrazione indiretta, composta da frasi sconnesse e ripetitive, da immagini potenti e da una intensa carica emotiva.