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Prosegue CaereMusica, venerdì 20 ottobre a Cerveteri

Dopo l’esordio di domenica scorsa, con una Sala Ruspoli gremita in ogni angolo di posto e tante persone rimaste addirittura in piedi per assistere allo spettacolo,

secondo appuntamento a Cerveteri con CaereMusica, la rassegna di musica antica, moderna e contemporanea, diretta dal Professor Mauro Porro, docente e compositore, e patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Cerveteri.

Venerdì 20 ottobre, alle ore 21:00, in scena il Duo Nicora – Baroffio, due raffinati artisti che si esibiranno in un concerto al pianoforte suonato a 4 mani.

Un viaggio entusiasmante, che spazierà da Mozart, Bach, Schubert, Brahms a Czerny. L’ingresso al concerto, come oramai tradizione di Caeremusica, è gratuito ma è fortemente consigliata la prenotazione (si può contattare il numero: 3202632445).

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Al Teatro Ambra Jovinelli Agosto a Osage County dal 18 ottobre

Ogni famiglia è composta da persone che fanno errori, che convivono con le loro frustrazioni, che hanno a che fare con momenti divertenti

e altri decisamente più duri.

Il successo di una commedia amara e cinica come “Agosto a Osage County”, forse è dovuto proprio alla capacità di riuscire a tenere

insieme tutti questi elementi. Questa storia crudele e sarcastica, ma anche capace di far ridere, appassiona gli spettatori che assistono a questo mondo dove sono messi in scena rancori e ipocrisie. 

“Agosto a Osage County” è una commedia che ruba l titolo a una poesia di Howard Starks (alla cui memoria l’autore dedica questa storia), che racconta di una veglia per un’anziana signora morente. Intorno a lei si riuniscono i suoi cari e le parlano e la ricordano con amore e riconoscenza.

AGOSTO A OSAGE COUNTY DAL 18 AL 29 OTTOBRE

Se volete assistere a scontri, vendette, tra i membri di una grande famiglia dove regna una matriarca malata di cancro, perfida e dipendente dai medicinali, che non fa altro che confrontarsi violentemente con tutti, per prime le sue figlie, non dovete far altro che prenotare il proprio posto al teatro Ambra Jovinelli a Roma, dal 18 ottobre al 29 ottobre.

IL CAST DELLO SPETTACOLO

A dirigere la prima versione italiana, dove sono in scena personaggi indimenticabili e momenti di autentica crudeltà, è Filippo Dini.  Un’opera corale, con dodici attori, dove anche l’imponente scenografia, la casa, ha un suo respiro ed è parte integrante del racconto, dove l’aridità del contesto, l’estate afosa delle Grandi Pianure dell’Oklahoma, si specchia con quella interiore dei protagonisti. 

“Agosto a Osage County”, regia Filippo Dini con Anna Bonaiuto, Manuela Mandracchia, Filippo Dini, Fabrizio Contri, Orietta Notari, Andrea Di Casa, Fulvio Pepe, Stefania Medri,

Valeria Angelozzi, Edoardo Sorgente, Caterina Tieghi, Valentina Spaletta Tavella

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“Monologhi + “Le metamorfosi di Ovidio”, apre la settimana del TBM

“Monologhi + “Le metamorfosi di Ovidio”, apre la settimana del TBM. Regia di Francesco A. Latini supportato da Gianluca De Ruvo, i quali dirigono Paola Urbani, Giulia Tiberia, Lucia Pace, Larissa Trifan, Elena Fiorenza, Flavia Solomon, Leonardo Fedele, Vittoria Lardino, Rebecca Cesare, Antonella Carlini, Anna Maria Mari, Maura Zolea, Caterina Raimondi, Soana Pietracatella e Antonio Gisonna, Giuseppina Peller. Lo spettacolo nasce da un’idea di Alberto Pizzicaroli, Danilo Proietti e Don Marco Savaresi, a cura del Centro Anziani Corcolle APS e Un mondo nel cuore APS in collaborazione con la Parrocchia S. Michele Arcangelo di Giardini di Corcolle.

Dopo i Monologhi

Da giovedì 19 a sabato 21 ottobre in scena al TBM è in programma “Rollato”, produzione Officine della cultura, di e con Paolo Giovannucci. Il protagonista sarà accompagnato dalla musica elettronica originale curata da Stefano de Angelis. “Questa storia l’ho scritta in rima per ricordarla meglio e per fare prima. Parla di un uomo, uno come tanti, pieno di dubbi e di rimpianti”. Un uomo cerca di capire le ragioni che lo hanno portato a schivare il mondo, a non diventare padre o marito, a non pretendere il successo. E lotta tra due desideri contrastanti: quello di ritirarsi da una società sull’orlo dell’abisso, in cui fa sempre più fatica a riconoscersi, e la sua pulsione a vivere di passioni. È un problema personale o un malessere comune? Nasce da una scelta consapevole o indotta? Comincia, allora, a ripercorrere la sua vita, i suoi amori, i suoi conflitti.

Racconto di un percorso a tappe

E ci racconta un percorso a tappe dove ogni quadro ha una protagonista a cui rivolgersi, sempre diversa. Una donna a cui, forse, non ha parlato abbastanza, e lo fa adesso, davanti a testimoni. Cosa avrà portato a casa alla fine del viaggio? Avrà fatto i conti con la sua inquietudine? Il suo sguardo sul mondo sarà cambiato? “Rollato” è un diario di memorie, dove i ricordi, veri o immaginari, si susseguono ad un ritmo incalzante. È un flusso di coscienza pop, in rima, presentato in forma di stand up e ispirato allo “spoken word”, al teatro canzone e, in qualche modo, alla musica indie italiana. Il tutto contrappuntato da musica elettronica composta appositamente per lo spettacolo. In definitiva, esso è un concerto per voce e sintetizzatore. Collaborazione ai testi: Sarah Sammartino, Disegno luci: Camila Chiozza, Consulenza costumi: Chiara Ferrantini, Foto di scena: Livia Mucchi, ringraziamento particolare a Marco Angelilli.

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Cabaret – the musical al Teatro Brancaccio dal 18 ottobre al 12 novembre

Cabaret – the musical, la nuova attesa produzione che trasporterà il pubblico nella sfrenata Berlino degli anni ‘30 ad un passo dall’avvento del nazismo, tra eccessi, privazione delle libertà, decadenza e contraddizioni quotidiane, in un momento storico distante, ma nello stesso tempo anche molto attuale, al Teatro Brancaccio dal 18 ottobre al 12 novembre. Lo spettacolo, prodotto da Fabrizio Di Fiore Entertainment con la regia di Arturo Brachetti e Luciano Cannito sarà in tour in Italia fino a febbraio 2024.

Cabaret uno dei più famosi musical

Irriverente, piccante, spettacolare, divertente, cinematografico, Cabaret è uno di più famosi musical di sempre. L’omonimo film di Bob Fosse con Liza Minnelli vinse ben 8 Oscar e quest’anno si celebrano i 50 anni di quella incredibile cerimonia. Come musical a Broadway e a Londra, vinse innumerevoli premi nelle varie edizioni. La storia è basata su personaggi ed eventi veri, successi a Berlino e descritti nel romanzo autobiografico “Goodbye to Berlin” di Cristopher Isherwood che passò tre anni della sua vita proprio in questa incredibile città, a cavallo degli anni Trenta.

Berlino da raccontare

La Berlino che sarà raccontata è la più vicina possibile a quella che era nella realtà, con i suoi Cabaret, i suoi bordelli, la sua frenetica vita notturna, le sue incredibili correnti artistiche che facevano di questa capitale il crogiuolo di artisti, liberi pensatori e gente comune, di cui la maggior parte inconsapevole dell’avvento del nazismo. Lo spettacolo narra la storia di un americano sbarcato a Berlino che incontra e si innamora di Sally (Diana Del Bufalo), ragazza inglese dai liberi costumi. Condividono una stanza in una pensione modesta, tenuta da una anziana zitella tedesca innamorata a sua volta di un fruttivendolo ebreo.

Cabaret Kit Kat Club

Fulcro della narrazione è il Cabaret Kit Kat Club dove EMCEE, un presentatore ambiguo e irriverente (Arturo Brachetti), si prende gioco della libertà sessuale e del potere. Alla fine, l’arrivo del nazismo spegne questa libertà di pensiero e di costumi per lasciar posto al periodo nero che tutti conosciamo e che la storia punirà.

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La coscienza di Zeno con Haber al Teatro Quirino di Roma dal 17 ottobre

 La coscienza di Zeno di Italo Svevo per la regia di Paolo Valerio e

con protagonista Alessandro Haber, è la nuova produzione firmata

dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Goldenart Production

in occasione del centenario dalla pubblicazione del capolavoro sveviano. 

LA COSCIENZA DI ZENO DAL 17 AL 29 OTTOBRE AL QUIRINO DI ROMA

 La coscienza di Zeno di Italo Svevo per la regia di Paolo Valerio e

con protagonista Alessandro Haber, è la nuova produzione firmata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Goldenart Production in occasione del centenario dalla pubblicazione del capolavoro sveviano. 

Lo spettacolo al Teatro Quirino di Roma scaturisce dal lavoro di una compagnia meticolosamente orchestrata – la compongono oltre ad Alessandro Haber,

Alberto Onofrietti (che interpreta Zeno giovane), Francesco Migliaccio, Valentina Violo, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Emanuele Fortunati, Meredith Airò Farulla, Caterina Benevoli, Chiara Pellegrin, Giovanni Schiavo – e da uno stimolante intrecciarsi di dimensioni e linguaggi scenici. Con Paolo Valerio collaborano Marta Crisolini Malatesta per la scena e i costumi, Gigi Saccomandi per le luci, Alessandro Papa per i video e Oragravity per le musiche.

La pièce restituisce l’affascinante complessità del milieu in cui

Svevo concepisce e ambienta il romanzo e ne illumina i nodi fondamentali e potentemente antesignani attraverso l’inedito adattamento, nato dalla collaborazione fra Paolo Valerio e

Monica Codena. Hanno lavorato attentamente sull’innovativa

scrittura sveviana su interessanti scelte di messinscena e su un protagonista fuori da ogni cliché, come Alessandro Haber.

Sarà lui a coniugare la profondità e l’ironia surreale di Zeno Cosini,

a tratteggiarne complessità e fragilità, senso di inadeguatezza

e successi, autoassoluzione e sensi di colpa, la nevrosi e quell’incapacità di sentirsi “in sintonia” con la società, che lo porteranno sul lettino

del Dottor S e alla scrittura del diario psicanalitico… Aspetti che

si rispecchiano potentemente nelle contraddizioni dell’uomo contemporaneo, e lo rendono un personaggio attuale e teatralissimo nella sua surrealtà, nei suoi divertenti lapsus e ostinazioni, nelle sue intuizioni che ancora ci scuotono.

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Al Teatro Torlonia di Roma, il 17 ottobre “Molto rumore per nulla”

La messa in scena, nel bellissimo teatro di Villa Torlonia, di

“Molto rumore per nulla, ovvero Tante pene per una cosetta da niente”, arriva a conclusione di un lavoro durato due anni che ha coinvolto

per iniziativa del Teatro di Roma, un gruppo di giovani attori sotto la regia di Tommaso Capodanno. Uno Shakespeare giocoso e senza freni, tradotto e adattato per questa occasione da Tommaso Capodanno e Matilde D’Accardi, che hanno “costruito” il testo lavorando con i

loro interpreti. Ma non sarà un “saggio di fine anno”, bensì un vero spettacolo con le sue repliche, perché il lavoro formativo del teatro di Roma ha lo scopo di professionalizzare e mettere alla prova del palcoscenico “adulto” questi giovani interpreti.

IL 17 OTTOBRE UNO SHAKESPEARE DI GIOVANI CHE PARLA AI GIOVANI

“Molto rumore per nulla” è il gioco dell’amore e delle relazioni di coppia. Tra artifici, inganni, fraintendimenti e doppi sensi sessuali, Shakespeare mette in scena, in una macchina teatrale perfetta,

due storie parallele, una a far da contrappunto all’altra: quella di Claudio ed Ero e quella di Beatrice e Benedetto. La prima, nello svolgimento, nell’utilizzo del verso, sembra ricordare una fiaba:

un modello antico e meccanico di coppia che non appartiene più –

e forse non è mai appartenuto – alla realtà. La seconda, invece, improntata su un linguaggio in prosa, è più vicina a noi, perché

racconta le difficoltà di entrare in relazione con l’altro, di aprire uno spazio dentro noi stessi – quel “nulla” (nothing) che è nel titolo – affinché l’altro lo possa attraversare. Queste due coppie, a colpi di bugie, intrighi e stoccate lanciate con la lingua, riusciranno a trovare

il loro lieto fine. Lo spettacolo, in una nuova traduzione fatta per rendere il testo accessibile a tutti gli spettatori e le spettatrici anche ai ragazzi, ha un cast di giovani attori e attrici e trasporterà il pubblico nell’atmosfera estiva e spumeggiante di Messina, scenario di scandali e pettegolezzi, in una delle più brillanti “commedie italiane” di Shakespeare.

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Authentic flamenco al Teatro Ghione di Roma

Dopo il successo in Nord America e in Brasile lo scorso anno,

il Teatro Real de Madrid e Fever si sono nuovamente uniti per portare Authentic Flamenco, lo spettacolo di danza tradizionale di flamenco acclamato dalla critica, in più di 30 città in tutto il mondo e anche a Roma. 

DAL 15 AL 19 NOVEMBRE AL TEATRO GHIONE

Authentic Flamenco farà infatti tappa al Teatro Ghione di Rome, 

dal 15 al 19 novembre. Dopo Roma, anche Milano ospiterà questo spettacolo a dicembre. Il tour globale di quest’anno ha già fatto tappa negli Stati Uniti e nella regione dell’Asia-Pacifico e Roma si prepara ad ospitare questo straordinario evento. Per la prima volta in Italia, lo spettacolo farà tappa nella capitale questo novembre per un periodo limitato. I biglietti sono in vendita ora.

Presentato da Fever, la principale piattaforma globale di scoperta di spettacoli dal vivo, e dal Teatro Real de Madrid, una delle più prestigiose istituzioni di arti performative in Europa, questa affascinante performance di danza dal vivo metterà in mostra il ricco patrimonio del flamenco, un’arte tradizionale spagnola, in varie città d’Europa, Nord America, Asia Pacifico e Medio Oriente durante tutto l’anno.  

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Dal 16 ottobre A Cinecittà si Mostra anche l’abito di Favino in “Comandante”

Dall’abito che “la Marchesa” Fanny Ardant indossa per festeggiare

il Capodanno in “The Palace di Roman Polanski” a la giacca di pelle

di Pierfrancesco Favino nei panni di Salvatore Todaro per il film “Comandante” di Edoardo De Angelis. E ancora il tailleur in lana

che sottolinea il piglio di Matilda De Angelis nella serie “La legge di Lidia Poet” di Matteo Rovere e Letizia Lamartire.

A pochi giorni dall’inizio della Festa di Roma, Cinecittà si Mostra rinnova il suo allestimento di preziosi costumi di scena con un occhio

di riguardo ai titoli più recenti. Un percorso che consente di scoprire i segreti artigianali che sono dietro alla realizzazione di film e serie, grazie all’allestimento di monili, oggetti di scena e costumi originali.

DAL 16 OTTOBRE NUOVI COSTUMI E ACCESSORI, ANCHE DI FILM RECENTI

Dieci le novità che vanno ad arricchire l’esposizione permanente degli studi di via Tuscolana a Roma, (visitabili dal 16 ottobre e con appuntamenti speciali guidati per due weekend, 21-22 ottobre e 28-29 ottobre, alle ore 11, previa prenotazione).

Tra queste, il completo blu composto da un lupetto di lana e pantaloni

di fustagno su cui troneggiano un giaccone di pelle lisa (Sartoria Tirelli) e un berretto da marinaio (Sartoria Nori) indossati da Favino in “Comandante”, film che dopo aver aperto la Mostra di Venezia si appresta ad arrivare in sala il 31 ottobre e per il quale Cinecittà ha realizzato il sommergibile utilizzato per le riprese.

Il costume è disegnato da Massimo Cantini Parrini già vincitore di

un premio Efa, 5 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento.

C’è anche l’abito damascato in seta laminata (Sartoria Tirelli) che

Fanny Ardant indossa per il veglione immaginato da Roman Polanski

in “The Palace”, in questi giorni nei cinema. Il costumista, Carlo Poggioli, fresco di Nastro d’Argento, ha realizzato per la mise anche

un bolerino in velluto verde e ha richiesto, appositamente per questo allestimento, la parrucca indossata dalla Ardant durante le riprese (Rocchetti parrucche). Esposto il tailleur di lana grigia (Sartoria Tirelli) con passamanerie rosse e bottoni rivestiti che Matilda De Angelis sfoggia nella serie Netflix “La legge di Lidia Poet” e che verrà usato anche per la seconda stagione, ancora inedita. Per il guardaroba della prima avvocatessa d’Italia, figura realmente esistita, il costumista Stefano Ciammitti ha deciso di unire lo stile classico vittoriano a fantasie quasi punk.

Il risultato sono creazioni con una grande attenzione ai tessuti come quelli delle tessiture veneziane Bevilacqua e Fortuny, che mescolano nuovi pezzi al recupero di originali.

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Debora Caprioglio in “Non fui gentile, fui Gentileschi” al Teatro Arcobaleno

Debora Caprioglio vestirà i panni di Artemisia Gentileschi in un nuovo emozionante, intenso assolo, nello spettacolo “Non fui gentile, fui Gentileschi” dal 19 al 22 ottobre al Teatro Arcobaleno. La vita di Artemisia Gentileschi, di Roberto D’Alessandro e Federico Valdi, regia Roberto D’Alessandro. Siamo nello studio di pittura di Artemisia, e lei è intenta a fare quello che di più ha amato fare nella vita, dipingere. Ci parla e ci racconta di sé, della sua vita a partire dall’infanzia. La perdita della madre, la vita di una bambina in una Roma del Seicento.

Debora è Artemisia

Artemisia capisce da subito quanto è difficile vivere in un mondo di uomini. Eppure, in un mondo di uomini il padre, Orazio Gentileschi, la avvia subito ad un mestiere in cui le donne non erano nemmeno contemplate, la pittura. Lei si distingue rispetto ai fratelli ed ha una passione che la tiene ore ed ore a disegnare un viso fino a quando non ne coglie la somiglianza. Grazie al padre conosce i più grandi pittori, addirittura Caravaggio. Ed il padre la affida ad un suo amico perché impari e migliori nell’arte della pittura, Agostino Tassi. Ma il Tassi un giorno abusa di lei. Questo trauma e il processo che ne è derivato, voluto dal padre, segnano tanto profondamente la vita artistica di Artemisia.

Diritti delle donne

Tutto quello che ne consegue e tutto quello che lei ha compiuto per affrancarsi e affermarsi in un mondo dominato ferocemente da uomini, la rendono una figura di riferimento per la lotta dei diritti delle donne. La pittura di Artemisia è potentemente drammatica, lo stile è quello caravaggesco, con forti chiaroscuri, con il raggio di luce rivelatore, che nel caso della Gentileschi non rappresenta la grazia di Dio, ma la giustizia divina, che si abbatte su Oloferne per mano di Giuditta o che condanna i vecchioni pronti ad importunare la povera Susanna.

Trionfi e sconfitte

Lei con passione ci racconta tutto, ci mostra le sue tele, ce ne spiega la ragione, le circostanze da cui sono nate. Ci racconta i suoi trionfi, le sue sconfitte e sempre e sempre la lotta contro un sistema che la vorrebbe a casa ai fornelli, ad accudire la figlia. Ma lei è la Pittura, come ci dice nell’allegoria che fa di un suo autoritratto, non può fare altro che dipingere. Ci racconterà tutto, scenderà nell’abisso della violenza subita, salirà nel paradiso dell’Arte. E noi assistiamo alla meraviglia di una grandissima pittrice che risplende della sua vittoria su un mondo governato da uomini.

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“Viva l’Italia” dal 26 al 29 ottobre al Teatro Tordinona

“Viva l’Italia”, testo scritto da Franca De Angelis, con protagonista Anna Cianca diretta da Rosa Masciopinto, andrà in scena da giovedì 26 a domenica 29 ottobre al Teatro Tordinona di Roma, nella Sala Pirandello. A teatro per conoscere la storia di una Forrest Gump dei nostri tempi. Un dramedy che racconta la storia di una donna, Italia, entrata nella terza età con un disturbo cognitivo che le fa vivere la realtà come fosse una bambina.

Viva l’Italia è dramma e commedia

Elementi drammatici e comici si mescolano nella drammaturgia e, per questo, “Viva l’Italia” (foto Andrea Trovato) può definirsi un dramedy, in grado di raccontare la storia di una donna di nome Italia che affronta la terza età con un disturbo cognitivo, una lente che le mostra la vita con gli occhi di chi è ancora bambina. In barba alla sua età. In scena prende vita una Forrest Gump contemporanea, metafora vivente di un disorientamento e di uno smarrimento tipici del nostro tempo.

Regia di Rosa Masciopinto

«Italia, di sessant’anni che in realtà ne dimostra sette, non è un personaggio, ma una condizione che l’attrice deve cercare dentro di sé, nella storia della bambina che è stata – dice la regista Rosa Masciopinto – l’azione dura il tempo di una mattina: oggi è la Festa della Repubblica, proprio oggi che la televisione ha deciso di non funzionare, proprio oggi che la mamma è oltre una porta chiusa e non risponde, proprio oggi che bisognava cominciare a essere autonomi. Per la prima volta in sessant’anni, Italia è sola con una televisione spenta che eppure le ha dato una storia: la fine degli anni settanta, metà degli ottanta, i novanta fino agli inizi del 2000… Sembra il racconto di un’Italia nata da mamma RAI e papà Mediaset, un Paese che invecchia rimanendo fermo, un eterno bambino innamorato dei balletti del sabato sera».