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Lazza da Sanremo a Rock in Roma 2023

Lazza da Sanremo a Rock in Roma 2023: sarà in concerto il 3 luglio 2023 all’Ippodromo delle Capannelle. A poche ore dal termine del 73° Festival di Sanremo, che l’ha visto trionfare al secondo posto con Cenere (Island Records), l’aura di Lazza (foto Andrea Banchiera) è sempre più potente. Gli oltre 10 Milioni di stream macinati ad oggi su tutte le piattaforme sono segno inequivocabile di come l’artista dei record abbia marchiato a fuoco il palco dell’Ariston con un brano che ha letteralmente conquistato pubblico e critica, posizionandosi in cima alle classifiche di Apple Music e Spotify, dove Cenere è l’unico tra i sanremesi ad essere entrato nella Top 50 Global, attualmente salito alla posizione 29.

Lazza Ouvertour Summer 2023

Sull’onda di questo straordinario exploit, cresce sempre più l’attesa di vederlo live. E a grande richiesta, il cantante e pianista milanese annuncia oggi il Lazza Ouvertour Summer 2023 che infiammerà lo stage di Rock in Roma. Se Cenere vola sempre più in alto, la scia luminosa del successo di Sirio non è da meno: dopo aver conquistato per la diciannovesima settimana dalla release la vetta della classifica degli album più venduti, eguagliando l’incredibile primato di permanenza al n.1 di Vasco Rossi del 2011, oggi il disco dei record da oltre 800 Milioni di stream è ufficialmente Quinto Disco di Platino, allungando la grande serie di certificazioni ottenute dall’artista del roster Me Next, ad oggi 43 Dischi di Platino e 37 Dischi d’Oro.

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Il festival Fuori Posto torna dal 16 febbraio

Il festival Fuori Posto torna dal 16 febbraio con un’edizione itinerante all’interno della Regione Lazio tra teatri, scuole e spazi culturali con gli spettacoli Mirrors e Terremoto Dentro della Compagnia Fuori Contesto.
Un’edizione che vuole raccontare la crescita come momento di ricerca di un’identità e di trasformazione da crisalide a farfalla. Il cambiamento è lo spunto per raccontare di storie di bilico, storie i cui protagonisti si sentono fuori posto, e da qui si dipana la loro ricerca per trovare un equilibrio.

Festival inizia con Mirrors

“Chi sono?”. Questa la domanda che si fanno i due protagonisti dello spettacolo Mirrors, scritto e diretto da Emilia Martinelli e interpretato da Jessica Bertagni e Michele Breda. Alix ed Alex, amici d’infanzia, ispirati dalla storia di Alice nel paese delle meraviglie, si interrogano e scoprono, attraversando lo specchio, la loro identità in crescita. L’amicizia li tiene stretti e li fa sentire al sicuro in questo viaggio di scoperta, dove l’immaginazione sembra essere l’unica possibilità per scoprire e svelare il mistero della crescita.

Dialogo continuo

Un dialogo continuo, tra loro e non solo, tra il dondolare delle loro emozioni: “pianti e risate allo stesso tempo che rovesciano il cuore” dice una ragazza quindicenne in uno dei video presenti nello spettacolo. Scritto e diretto da Emilia Martinelli, interpretato da Tiziana Scrocca, voce e chitarra di Fabio Amazzini, lo spettacolo Terremoto Dentro racconta di una donna in equilibrio, sul punto di tuffarsi si ferma, non riesce, ha paura, è indecisa. Allora le torna in testa la storia del suo papà disabile, i cui limiti palesi sono stati invece motore di una vitalità sorprendente, imbarazzante a volte agli occhi della figlia, che vive quella disabilità più come sua che come di lui.

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Dal 15 febbraio al teatro Parioli “Quasi amici” con Massimo Ghini e Paolo Ruffini

Lo spettacolo “Quasi Amici” (dal film “Quasi amici” di Eric Toledano e Olivier Nakache) è una storia importante, di quelle storie che meritano di essere condivise e raccontate. Anche con il linguaggio delle
emozioni più̀ profonde: quello teatrale. Protagonisti Massimo Ghini e Paolo Ruffini, adattamento e regia Alberto Ferrari.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Parioli, dal 15 al 26 febbraio 2023. In scena con Ghini e Ruffini: con Claudia Campolongo, Francesca Giovannetti, Leonardo Ghini, Giammarco Trulli, Alessandra
Barbonetti, Diego Sebastian Misasi.

NOTE DI ALBERTO FERRARI

Un adattamento per il teatro del soggetto e della sceneggiatura di Quasi amici è affascinante perché́ permette di dilatare, in drammaturgia teatrale, quelle emozioni che nascono per il cinema con un altro
linguaggio, non solo visivo, ma anche filmico. Emozioni che devono irrobustirsi però con parole e simboli precisi sul palcoscenico per poter rimandare tutti noi a un immaginario condiviso con il quale far dialogare il proprio. E partecipare.

Ed è straordinario raccontare ancora più̀ nell’intimità̀ delle parole, degli scambi, delle svolte narrative, delle luci, dei movimenti, che solo una drammaturgia teatrale può̀ cogliere e restituire, dando il senso profondo
di una grande amicizia in fieri. Osservando poi il percorso che compiono i due protagonisti per crescere, ognuno nella rispettiva vita e in quella dell’altro e di come uno diventi assolutamente necessario all’altro per poter proseguire indenne, o quasi, il proprio cammino su questa terra. Due uomini talmente diversi da
costituire una teorizzazione dell’antimateria. Due particelle che potrebbero portare a un’esplosione, un annichilimento delle proprie personalità̀ e invece avviene il miracolo. Ed è questo Miracolo laico che vorrei raccontare.

Un uomo molto agiato, ricco, molto ricco, troppo ricco, intelligente, affascinante; un uomo che vive di cultura e con la cultura vive, che si muove e conquista e soddisfa il proprio ego narcisistico con il cervello
più̀ che con il corpo. Un uomo a cui il destino ha voluto, per contrappasso, relegare a solo cervello, facendolo precipitare con il parapendio e fratturandogli la quarta vertebra cervicale e riprendendosi il corpo. Quel corpo, che era solo un bagaglio della mente, ora nell’assenza, diventa il fantasma di un’identità̀ da inseguire e recuperare.

E un altro uomo che entra ed esce di galera, sin da ragazzino, svelto, con una sua intelligenza vivace e una cultura fatta sulla strada e nei film di serie b, che ha visto. Ma decisamente smart. Un uomo che preferisce
porre il suo corpo avanti a tutto e lasciare il cervello quieto nelle retrovie. Un corpo che, da subito, ha cercato di farsi strada nelle periferie degradate, in cui un’incertezza diventa come in natura, essenziale per determinare il proprio posto nella catena alimentare. Un predatore che in realtà̀ è una preda delle proprie debolezze. Un uomo che si è privato della carica del cervello che avrebbe potuto essere per lui determinante.

Questi due uomini si incontrano per un caso e questo caso farà̀ sì che diventino uno per l’altro indissolubili,
l’uno indispensabile alla vita dell’altro e lenitivo alla ferità fatale che ognuno ha dentro di sé. Non lo sanno ma loro possiedono un dono che ognuno può̀ donare all’altro: la leggerezza.
Come in Pigmalione assistiamo per osmosi a un’educazione alla vita e alla cultura e un’istruzione alla leggerezza. È l’assenza di leggerezza, più̀ che la malattia, che tiene ancorato sulla sedia Philippe, la sua
pesantezza della vita, della sua percezione del mondo, che lo inchioda a decisioni sbagliate con la figlia adottiva, con i suoi collaboratori, ma soprattutto con sé stesso.

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Il Requiem di Verdi apre i concerti al Teatro dell’Opera di Roma

Il Requiem di Verdi diretto da Michele Mariotti con il coro istruito

da Ciro Visco apre il 15 febbraio il ciclo di concerti del Teatro Dell’ Opera di Roma.

Già nel 1868 il grande musicista aveva concepito il progetto di

un Requiem collettivo in memoria di Gioachino Rossini, da affidare

ai più importanti compositori italiani.

La morte di Alessandro Manzoni, che sopraggiunse nel 1873, lo addolorò così profondamente da indurlo a riprendere il lavoro e dedicarlo al grande letterato.

A dirigerlo per la prima volta fu lo stesso Verdi il 22 maggio 1874

nella Basilica di San Marco a Milano.

IL 15 FEBBRAIO MARIOTTI SUL PODIO,CAST INTERNAZIONALE DI VOCI

 ”Affrontare il Requiem è un grande privilegio – dice Mariotti -. La straordinaria partitura è modernissima: per certi versi appare anticipatrice di soluzioni orchestrali straussiane e di armonie novecentesche che si affacciano già nella precedente Aida e che ritroveremo in Otello, o in quel miracolo teatrale e musicale che è Falstaff”. Accanto a Mariotti un quartetto internazionale di voci, il soprano Elena Stikhina, il mezzosoprano Yulia Matochkina, il tenore Stefan Pop e il basso Giorgi Manoshvili. Il Requiem dell’Opera di Roma partecipa all’ iniziativa “Viva Verdi”, promossa dal Ministero della Cultura per l’acquisizione della casa-museo del compositore a Sant’Agata di Villanova sull’Arda. 

MARTEDI’ 14 FEBBRAIO ALLE 19 SI TERRA’ UNA SPECIALE PROVA APERTA AL PUBBLICO

Martedì 14 febbraio alle 19 si terrà una speciale prova aperta al pubblico, il cui incasso sarà devoluto proprio per la valorizzazione di Villa Verdi. “Questa è una bella storia italiana – dice il Sovrintendente dell’Opera di Roma e Presidente dell’AGIS Francesco Giambrone -.

Il mondo dello spettacolo in maniera compatta saluta con favore questa importante iniziativa che ha il merito di valorizzare la figura di Giuseppe Verdi come elemento identitario del patrimonio culturale italiano. Sono tanti i teatri che si continuano ad aggiungere per promuovere l’iniziativa del governo e delle 14 fondazioni liriche. Tutti sono uniti per contribuire a salvaguardare l’identità del nostro Paese”. (ANSA).

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“Paradiso XXXIII” con Elio Germano e Teho Teardo il 18 febbraio all’Auditorium Parco della Musica

Paradiso XXXIII, di e con Elio Germano e Teho Teardo, andrà in scena il 18 febbraio 2023, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Questa data è organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. 

IL 18 FEBBRAIO ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA “PARADISO XXXIII”

Drammaturgia, Elio Germano, drammaturgia sonora, Teho Teardo,

con Laura Bisceglia, violoncello e Ambra Chiara Michelangeli, viola, regia Simone Ferrari & Lulu Helbaek, si tratta di uno  spettacolo divulgativo senza che niente sia spiegato.

Dante Alighieri, nel 33esimo canto del Paradiso, si trova nell’impaccio dell’essere umano che prova a descrivere l’immenso, l’indicibile, prova a raccontare l’irraccontabile.

Questo scarto rispetto alla “somma meraviglia” sarà messo in scena creando un’esperienza unica, quasi fisica per lo spettatore al cospetto dell’immensità.

Elio Germano e Teho Teardo sono voce e musica per dire la bellezza

e avvicinarsi al mistero, l’immenso, l’indicibile ricercato da Dante nei versi del XXXIII canto del Paradiso. 

Dal suono avvincente ed “eterno” germoglia la musica inaudita

e imprevedibile del compositore d’avanguardia e scaturisce

la regia visionaria e impalpabile di Simone Ferrari e Lulu Helbaek,

poeti dello sguardo, capaci di muoversi tra cerimonie olimpiche,

teatro e show portando sempre con loro una stilla di magia del

Cirque du Soleil. Grazie alla loro esperienza crossmediale, accadrà qualcosa di magico e meraviglioso di inspiegabile,

trascendendo qualsiasi concetto di teatro, concerto o

rappresentazione dantesca attraverso una contaminazione

di linguaggi tecnologici e teatrali. 

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Al Teatro Ambra Jovinelli dal 15 febbraio “La signora del martedì”

Dal 15 al 26 febbraio in scena al Teatro Ambra Jovinelli “La Signora del martedì” con Giuliana De Sio e Alessandro Haber.

Una donna, Alfonsina Malacrida, detta Nanà, da nove anni,

ogni martedì, tra le quindici e le sedici, va a comprarsi un’ora d’amore. Nove anni fatti di un martedì dietro l’altro: la signora arriva, saluta, mette il denaro sul comodino, si spoglia, piega ordinatamente i vestiti

e s’infila a letto dopo aver verificato la pulizia delle lenzuola. 

Lui, Bonamente Fanzago, attore porno al tramonto, che nei periodi di magra aveva fatto anche il gigolò è rimasto con quest’unica cliente: la signora del martedì.

Solo che verso il quarto anno di incontri, l’attore si era innamorato della donna mentre all’inizio del settimo era così travolto dai sentimenti che aveva commesso l’errore di dichiararsi.

Ma Nanà, forse sorridendo dentro di sé, aveva risposto con decisa fermezza: “Io non potrò mai essere tua. Sono solo un’affezionata cliente che ti paga per fare sesso”. 

Gli incontri avvengono presso una pensione dove Bonamente alloggia da quindici anni; la prima volta che l’attore ha bussato alla porta è stato accolto dal gestore – il signor Alfredo – con queste parole “Tutti qui mi chiamano signor Alfredo, ma come vedi sono inequivocabilmente una bella donna e come tale voglio essere trattata”. 

NOTE DI REGIA.

L’attore era certo che la pensione avesse perso tutti i suoi clienti proprio a causa di quegli abiti femminili; un tempo, quando il signor Alfredo era bella, le camere erano sempre occupate. Lei si era dedicata con passione ai suoi ospiti e poteva capitare che trascorresse parte della notte con uno di loro. Non per denaro ma, appunto, per passione. 

Ora Nanà e Bonamente sono in camera, hanno appena fatto sesso. Bussano alla porta. Il signor Alfredo dice che c’è un giornalista che vuole vederla. Nessuno dovrebbe sapere che lei si trova lì. Nanà si riveste e va in salotto ad incontrarlo. Dalle parole di Pietro Emilio Belli, giornalista di cronaca senza scrupoli, emerge il passato oscuro della donna. Nanà è disperata, si difende male, come tutti gli innocenti, nella consapevolezza che l’articolo potrebbe distruggerla. Bisogna agire in fretta ….. 

Un testo intriso di torbida sensualità ma anche di dolcezza e di grazia, arricchito da un’ironia elegante e tagliente che produce leggerezza e sorriso. Uno stato di tensione, di trepidazione, attraversa tutto lo spettacolo e ci accompagna fino all’imprevedibile conclusione, lasciandoci senza fiato, legati per sempre a questi meravigliosi personaggi nati dall’immaginazione di Massimo Carlotto, una delle penne più efficaci e profonde del nostro tempo, investigatore instancabile del crinale tra il bene e il male. 

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Dal 17 febbraio arriva al Teatro Petrolini di Roma “Ma tu la conosci Napoli?”

Uno spettacolo che parla di Napoli tra leggende ed aneddoti legati alla tradizione e alla storia di questa città magica di persone e cultura:

al Teatro Petrolini di Roma (via Rubattino 5) dal 17 al 19 febbraio

arriva Ma tu… La conosci Napoli?, lo spettacolo musicale scritto e diretto da Rino Margiasso e presentato da “Te.A. Teatro ed Arti” – produzioni di Rino Margiasso e Marta Ferrante.

LO SPETTACOLO SCRITTO E DIRETTO DA RINO MARGIASSO

Rino Margiasso parte dal racconto delle quattro porte storiche di Napoli – Nolana, Capuana, San Gennaro ed Alba – per riscoprire, fra aneddoti e la grande vulgata, fra canzoni leggende e un documentato racconto storico, l’anima di una città che sa cantare oltre le sue immortali melodie e che nasconde fra le liriche dei suoi canti e delle sue fabule le vicende delle persone e di un popolo pieno di ironia, cultura e profondità.

Lo spettacolo si anima pian piano attraverso percorsi musicali e lirici degli odori dei vicoli e dei suoi scorci infiniti, ma anche dell’incontro con personaggi straordinari.

“La scommessa è – come ci spiega il suo autore – aprire lo scrigno della bellezza di questa città e permettere ai non napoletani di scoprire una Napoli fuori dai cliché; e ai napoletani di riscoprire una città troppo spesso dimenticata e ammuffita dietro i troppi luoghi comuni degli altri. Restituire le emozioni e lo stupore, insomma.”

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Caro Amico ti Canto al Teatro di Porta Portese

Caro Amico ti Canto, lo spettacolo ideato e diretto da Mario Zamma torna a Roma al Teatro di Porta Portese martedì 21 febbraio alle ore 21. Una serata unica nel suo genere che farà rivivere lo spirito del grande Lucio Dalla, oltre a far riascoltare i suoi successi più amati presentati in forma di prefazione poetica. Una vera performance di Teatro Canzone, che ha in serbo una sorpresa speciale: una canzone scritta dal cantautore bolognese e messa nel cassetto, mai portata alla luce e mai cantata finora.

Caro Amico per far rivivere Lucio Dalla

Un modo per farlo rivivere e continuare ad amarlo. «Il mio spettacolo non è un’imitazione di Lucio Dalla, ma un omaggio a un artista straordinario. Porto davanti al pubblico un Lucio che torna sulla terra e racconta come sono nate alcune delle sue canzoni. La fa con delle prefazioni poetiche, perché lui era prima di tutto un poeta», spiega Mario Zamma. «Impersonare Lucio non è per niente facile, non basta certo giocare con qualche suono come molti pensano. Spero che questo spettacolo sia un modo per ricordare nel migliore dei modi lui e i suoi successi immortali». Alla chitarra Anthony Caruana, al piano Felice Tazzini, al sax, Ruben Schiavo, al basso Fabio Caponi, alla batteria Alessio Bonucci. La regia è di Mario Zamma, gli arrangiamenti di Anthony Caruana, i testi sono di Teresa Giulietti, il coordinatore è Jean luc Bertoni.

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Al teatro degli Audaci a Roma fino al 12 febbraio Matilde Brandi in “Una come me”

E’ in scena al Teatro degli Audaci dal 2 al 12 febbraio 2023 la divertentissima commedia ricca di colpi di scena “Una come me”

di Mauro Graiani. Matilde Brandi, Salvo Buccafusca e

Andrea Zanacchi sono i protagonisti di questa pièce abilmente diretta

da Francesco Branchetti, le musiche sono di Pino Cangialosi, produzione Associazione Culturale Le Ombre di Platone.

Lo spettacolo poi proseguirà la tournée toccando numerose regioni.

Maria è un’elegante cinquantenne sposata, felicemente sposata con Pier. Odia il colore rosso, i capelli raccolti ed è espressamente vegana. Sole, anche lei cinquantenne, è innamorata di Angelo, ma al momento delle pubblicazioni arriva l’amara sorpresa; Sole è già sposata. Con un certo Pier… Perché Maria e Sole sono la stessa persona. Maria Sole, infatti, soffre un disturbo della personalità, una forma di schizofrenia acuta che scinde in due il suo cervello, facendola essere due persone diverse dentro lo stesso corpo, Maria e Sole; come Dr. Jekyll e Mr. Hyde, nessuna delle due ricorda nulla dell’altra. E se fino ad oggi le due vite non si sono mai incrociate è perché Maria vive a Roma e Sole a Milano. Ma quando Sole si reca a fare i documenti per sposare il suo Angelo, scopre di essere già sposata… Il plot prende il via e si fa irresistibile tra colpi di scena a non finire, equivoci e tante risate prima che tutto arrivi all’inevitabile: Maria/Sole, sarà così costretta a cercare una soluzione per niente facile da accettare: una pillola che una volta assunta farà sparire l’una o l’altra. Dipende solo da chi l’assume…

LO SPETTACOLO UNA COME ME

UNA COME ME è una commedia leggera e divertente sul tema delle contraddizioni che vivono in ognuno di noi e su come sia possibile essere più persone nello stesso tempo. La patologia reale di cui soffre la protagonista è uno specchio di come il nostro cervello sia il tiranno che ci tiene in scacco, spesso allontanandoci da chi siamo veramente o vorremmo essere. Ma è anche una commedia sull’identità che muta a seconda della latitudine dei nostri sentimenti, che spesso subiamo senza poter decidere chi vogliamo veramente essere. La scena è un interno casa diviso esattamente a metà: da una parte è casa di Maria, dall’altra quella di Sole, divise dai colori e dagli stili ma di fatto un unico appartamento (come un’unica persona è Maria Sole); nel secondo atto tutto cambierà…

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Inizia la 7ª edizione di Artemia Off

Inizia la 7ª edizione di Artemia Off, che ha lo scopo di valorizzare i lavori focalizzati sulla ricerca di nuove e diverse forme drammaturgiche lontane dalla scena teatrale tradizionale. Il Centro Culturale Artemia è una realtà finalizzata alla scoperta di nuovi universi creativi, con uno sguardo rivolto particolarmente verso la grande presenza di sperimentazioni teatrali degne di nota, lontane da cliché e consuetudini, desiderose di un palcoscenico per esprimere la loro qualità artistica. Artemia Off è una possibilità per gli artisti e per il pubblico per proporre e apprezzare nuove e diverse forme di espressione.

Inizia sabato 11 febbraio

La rassegna si svilupperà durante gli ultimi 3 weekend del mese di febbraio e avrà come protagonisti 3 spettacoli completamente diversi l’uno dall’altro ma con uno stesso filo conduttore: la sperimentazione. Ad aprire la rassegna sabato 11 febbraio alle ore 21 e domenica 12 febbraio alle ore 18, sarà lo spettacolo prodotto dalla Compagnia Contestualmente Teatro: Gaetano, favola anarchica (foto Marco Gramignano).

Gaetano, favola anarchica

In scena l’attore Nello Provenzano diretto dall’autore e regista dell’opera Riccardo Pisani. “Gaetano, favola anarchica” racconta la storia di Gaetano Bresci, l’anarchico regicida che il 29 luglio 1900 colpì a morte Umberto I, re d’Italia e ne racconta la vita attraverso la scelta di un linguaggio favolistico. La vicenda infatti si intreccia con “A toccare il naso del re”, racconto breve di Gianni Rodari, ed è proprio attraverso la dimensione del gioco che Gaetano arriva a determinare la sua crescita umana e politica.