Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 26 giugno 1832:
muore il famoso burattinaio romano Gaetano Santangelo, detto Ghetanaccio in romanesco.
Gaetano Santangelo nacque nei pressi di san Pietro nel rione Borgo.
Di modesta condizione s’industriò per sbarcare il lunario a fare il burattinaio ambulante, trasportando il suo castello per le vie, le piazze e nei palazzi della nobiltà romana, ove spesso era chiamato per rallegrare feste e banchetti.
IL PERSONAGGIO PRINCIPALE DELLE SUE RAPPRESENTAZIONI ERA RUGANTINO
Il personaggio principale delle sue rappresentazioni era Rugantino, tipica maschera romanesca.
Frequente anche Pulcinella, cui dava voce con un particolare strumento, la pivetta, che, tenuta in bocca, alterava il suono delle parole rendendole stridule e simili al verso della chioccia.
Così lo descrivono Giggi Zanazzo, studioso delle tradizioni e del folklore romani e Filippo Chiappini, poeta romanesco:
“Era un celebre bburattinaro; arto, palido, vestito cor un sacchetto de cottonina e con un baretto co’ la visiera che je copriva la capoccia:
e una fame, poveraccio, che se la vedeva coll’occhi.
Se n’annava pe’ Roma tutt’er giorno, cor casotto su le spalle, a scutrinà’ tutti li fatti de ll’antri, pe’ ricacciacce quarche commedia pe’ li su’ bburattini”.
MORI’ MALATO DI TUBERCOLOSI
Santangelo inserì nei suoi spettacoli salaci allusioni ai potenti del tempo, divertendo con il suo spirito plebeo, battute scurrili e pernacchie, popolani, nobili, prelati ma suscitando, anche, l’attenzione
della sospettosa autorità di polizia che più volte lo mise in prigione.
Nel 1825, in occasione dell’Anno Santo, Leone XII proibì ogni spettacolo ed anche Ghetanaccio fu costretto a sospendere
le rappresentazioni, sua unica fonte di guadagno, finché, privo dell’indispensabile, si ridusse a chiedere l’elemosina.
Morì malato di tubercolosi nell’Ospedale di Santo Spirito.
Fino al 2007, nel Municipio XVI di Roma, nei pressi della Stazione di Trastevere, vicino al mercato di Porta Portese, un modesto giardino, “Parco Ghetanaccio”, ricordava il burattinaio romano.