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Cronaca

Furto di tovaglie liturgiche sventato dai Carabinieri di Civitavecchia

Furto di tovaglie liturgiche in chiesa sventato dai Carabinieri della Stazione di Civitavecchia Porto, che hanno arrestato un 51enne del posto gravemente indiziato di aver sottratto alcune tovaglie dalla chiesa della Santissima Concezione nel centro storico di Civitavecchia. I Carabinieri sono intervenuti a seguito della richiesta d’intervento giunta dal sacerdote appena dopo essersi accorto che dall’interno della chiesa erano state sottratte due tovaglie per altare di grande pregio.

Autore del furto riconosciuto con il video delle telecamere dai Carabinieri

Dalla visione dei video delle telecamere di sorveglianza poste all’interno delle navate della chiesa e del presbiterio, i Carabinieri hanno immediatamente riconosciuto l’autore del furto, già noto per precedenti reati, e lo hanno rintracciato, dopo pochi minuti di intense ricerche presso le vie del centro cittadino a cui hanno contribuito anche i Carabinieri dei reparti dipendenti della Compagnia Carabinieri di Civitavecchia. I militari hanno bloccato l’uomo, trovato ancora in possesso della refurtiva. Il 51enne, ad esito del rito direttissimo presso il Tribunale di Civitavecchia che ha convalidato il suo arresto, è stato condotto in carcere. Questa mattina, i Carabinieri hanno riconsegnato le tovaglie liturgiche direttamente nelle mani del sacerdote.

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Ambiente

Fino a 15 anni per ricostruire i boschi

Fino a 15 anni per ricostruire i boschi, con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. È quanto stima la Coldiretti sugli effetti degli incendi divampati in Italia che hanno distrutto centinaia di ettari, dal Carso triestino al comune versiliese di Massarosa, dove è stato necessario procedere all’evacuazione di intere famiglie, ma roghi sono divampati a macchia di leopardo da Bolzano alla Sicilia e in Italia centrale.

Impedite attività umane

Nelle aree bruciate dagli incendi saranno impedite tutte le attività umane tradizionali e la scoperta del territorio da parte di appassionati, ma viene anche a mancare un importante polmone verde. Ogni rogo costa agli italiani oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate.

Fino al 60% degli incendi causato da piromani

Se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo con alte temperature e siccità, a preoccupare è la disattenzione e l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente. Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno inaridito i terreni favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi spesso abbandonati a causa della chiusura delle aziende agricole che non possano più svolgere una funzione di controllo e monitoraggio per intervenire tempestivamente.

Osservare le prescrizioni

La Coldiretti chiede di osservare tutte le prescrizioni e i divieti ma anche di segnalare prontamente eventuali focolai e ringrazia tutte le forze impegnate nelle operazioni di spegnimento. Il 2022 si classifica fino ad ora come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica ma si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr relativi al primo semestre.

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Politica

L’assemblea capitolina si aumenta lo stipendio a 3500 euro al mese

L’assemblea capitolina si aumenta lo stipendio a 3500 euro al mese, approvando, quasi all’unanimità, la delibera che riconosce le indennità di funzione ai consiglieri. Stipendio fisso che arriverà circa al 45% dell’indennità del sindaco di Roma, per 2300 euro lordi in più al mese rispetto all’attuale tetto massimo raggiungibile con i gettoni, aboliti. La nuova norma entrerà in vigore al recepimento di un decreto legislativo del ministero dell’Interno.

Assemblea unita, tranne M5S

Il provvedimento ha scatenato polemiche da parte di alcuni consiglieri, ma alla fine, solo i tre consiglieri del M5S, Linda Meleo, Paolo Ferrara e Daniele Diaco hanno votato contro, mentre erano assenti sia l’ex sindaca Raggi che De Santis, passato al partito di Luigi Di Maio. Non hanno partecipato al voto i consiglieri di Italia Viva e Azione. Per la maggioranza hanno votato a favore PD, Sinistra civica ecologista, Roma futura, Europa verde e Demos, per le opposizioni FdI e Udc-Forza Italia. Assenti i consiglieri della Lega.

Baglio: “Stipendio giusto”

In dichiarazione di voto la capogruppo del PD Valeria Baglio ha affermato: «Considerato il numero di residenti della capitale, è possibile conteggiare un consigliere ogni 60 mila cittadini e la riforma può essere definita una grande incompiuta sulla quale anche il sindaco si è molto speso perché arrivasse a termine. È un provvedimento misurato e commisurato agli oneri e responsabilità che in quest’aula il consigliere svolge. Qualcuno ha detto che è anche poco, io dico che è il giusto».

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NEWS

Legambiente Lazio e il Mare Mostrum sul caso Terracina

Legambiente Lazio e il Mare Mostrum sul caso Terracina. «Gli arresti di oggi a Terracina confermano uno scenario di illegalità dove è fondamentale tenere altissima l’attenzione. Faremo richiesta di costituzione come parte civile anche in questo procedimento penale – affermano Stefano Ciafani, presidente nazionale, e Roberto Scacchi, presidente regionale di Legambiente – ed esprimiamo la nostra vicinanza al circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina e in particolare alla sua presidente, Anna Giannetti, oggetto di una querela da parte dell’ex vicesindaco, sottoposto poi a misura cautelare, a dir poco temeraria.

Legambiente confida nel lavoro della magistratura per l’ecogiustizia

Come sempre confidiamo nel buon operato della magistratura e delle forze dell’ordine affinché sia fatta ecogiustizia. In attesa degli sviluppi, l’inchiesta conferma la gravità di una situazione più volte da noi denunciata attraverso la grande azione del nostro circolo e oggi, a Terracina, in tanti sono chiamati a rispondere di gravi accuse della Procura di Latina sulle illegalità lungo l’arenile.

Chiesto intervento alla Regione Lazio

Non a caso lo scorso febbraio, circolo e Legambiente Lazio avevano scritto alla Regione chiedendo un intervento con il quale l’ente esercitasse i poteri sostitutivi, anche con l’eventuale nomina di un commissario ad acta, in modo da evitare che il nuovo Pua (Piano Utilizzo degli Arenili) potesse divenire una sanatoria per la vecchia e discutibile gestione del demanio marittimo». A supporto delle segnalazioni puntuali di Legambiente si sono attivati i nostri avvocati dei Centri di azione giuridica, con richieste di accesso agli atti e costituzioni di parte civile. A livello nazionale Legambiente ha raccontato nel dossier “Mare Monstrum 2021” il “caso Terracina”, come uno dei più emblematici dell’assalto al demanio marittimo.

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Salute

Sanità del Lazio in ginocchio per i sindacati

Sanità del Lazio in ginocchio per i sindacati. «Turni doppi, ferie saltate, prestazioni aggiuntive, carichi di lavoro folli. E la nuova ondata pandemica che, con i contagi che dilagano tra i lavoratori di reparti ridotti all’osso, rischia di mandare definitivamente in tilt le strutture. È impensabile che la Regione Lazio resti a guardare. Dobbiamo salvare il sistema sanitario regionale: servono assunzioni e stabilizzazioni immediate.

Sanità in ginocchio e proclamazione dello stato di agitazione

Dopo la proclamazione dello stato di agitazione attendiamo ancora la convocazione dai Prefetti di Roma, Viterbo, Latina e Frosinone. In questa situazione prepareremo una grande manifestazione regionale e se costretti arriveremo fino alla scelta estrema dello sciopero, per tutelare dipendenti e cittadini». Così in una nota Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di categoria Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma e Lazio – denunciano la situazione sempre più drammatica delle aziende ospedaliere e sanitarie della regione.

Immobilismo dell’amministrazione regionale incomprensibile

«Non riusciamo a comprendere l’immobilismo dell’amministrazione regionale e delle istituzioni di fronte ad un tracollo annunciato che finirebbe per travolgere l’intero sistema di cura e assistenza. Con la Regione che tiene fermi i bandi promessi, taglia i posti a concorso e nega gli investimenti necessari per far funzionare i servizi alle persone. Mentre dalle prefetture non è ancora arrivata alcuna convocazione per il tentativo di conciliazione che, per legge, deve far seguito allo stato di agitazione. È uno stallo inaccettabile, i lavoratori sono allo stremo e non riescono più a garantire la presa in carico dei pazienti. La nostra mobilitazione per salvare la sanità regionale crescerà ancora».

Grido d’allarme del personale chiaro e ben visibile

Il grido d’allarme che viene dal personale è chiaro e netto, e ben visibile nelle bandiere e negli striscioni appesi in tutte le strutture e i presidi della Capitale, dei capoluoghi e dei territori. «Mancano 7.000 unità di personale, 3.500 sono i precari da stabilizzare. Per di più corrono i pensionamenti, che dal 2021 arriveranno a sfiorare i 5.000, e soprattutto, in questi giorni di riacutizzazione della pandemia, si moltiplicano i contagi che stanno ulteriormente decimando le piante organiche di reparti, ambulatori e uffici. Questa è la diagnosi di un Ssr in agonia: mancano infermieri, Oss, figure di assistenza, tecnici, amministrativi, professionisti, ausiliari. E bisogna intervenire subito – concludono – con i piani di assunzioni per i quali la Regione ha preso impegni precisi firmando gli accordi di questi mesi».

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Scienza

Quando la leucemia era un male incurabile

Quando la leucemia era un male incurabile. Robin Foà e Sabina Chiaretti della Sapienza, hanno ripercorso le tappe fondamentali della ricerca su New England Journal of Medicine. Passati quasi vent’anni da quando in Italia fu sperimentata per la prima volta una sostanza, l’imatinib, appartenente a una nuova classe di farmaci antitumorali mirati. Questo in pazienti con leucemia acuta linfoblastica (LAL), associata a un’alterazione del cromosoma Philadelphia (LAL Ph+) per il trattamento iniziale di questi pazienti.

Approccio terapeutico rivoluzionario

Poiché era un approccio terapeutico rivoluzionario, i medici arruolarono per questa sperimentazione solo pazienti anziani, di oltre 60 anni, per molti dei quali erano offerte esclusivamente terapie palliative. Dopo il trattamento con una combinazione di imatinib, inibitore delle tirosin-chinasi (TKI) e steroide, tutti i pazienti ottennero una remissione della malattia. Da allora questa strategia terapeutica iniziale basata solo su un TKI (più lo steroide) ha permesso di ottenere percentuali di risposta nel 94-100% dei pazienti adulti di tutte le età con LAL Ph+, senza ricorrere a chemioterapia sistemica (solo profilassi del sistema nervoso centrale) e con bassissima tossicità per i pazienti.

Ricerca coordinata da Robin Foà

Negli anni la ricerca del gruppo coordinato da Robin Foà (Professore Emerito di Ematologia della Sapienza) è andata avanti con l’obiettivo di arrivare alla guarigione dei pazienti affetti da questa patologia ematologica. Per questo motivo la prestigiosa rivista New England Journal of Medicine ha chiesto al Professor Foà di descrivere i risultati più importanti raggiunti e pubblicati in questo ventennio sulla LAL Ph+ e come sia cambiata la storia naturale di questa malattia, una volta considerata la neoplasia ematologica più infausta.

Ripercorse le tappe fondamentali del successo italiano

La review “Philadelphia Chromosome–Positive Acute Lymphoblastic Leukemia”, pubblicata il 23 giugno scorso, ripercorre appunto le tappe fondamentali di questo successo tutto italiano della ricerca medica. Dopo la prima sperimentazione dell’imatinib in pazienti con LAL Ph+, si è progressivamente compreso che, per evitare una recidiva di malattia e migliorare le possibilità di guarigione, non bastasse una remissione ematologica, ma fosse essenziale ottenere uno stato di negatività della malattia residua minima (MRD, minimal residual disease).

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NEWS

Luglio di fuoco per l’Italia

Luglio di fuoco per l’Italia, con 3 incendi al giorno dall’inizio del mese e il moltiplicarsi di roghi su tutto il territorio nazionale, dal Veneto alla Toscana fino a Roma. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti su dati Effis in riferimento alle alte temperature che assediano l’Italia stretta in una morsa di calore senza precedenti che favorisce i roghi. Il caldo e l’assenza di precipitazioni con una devastante siccità hanno, infatti, inaridito i terreni nelle aree più esposte al divampare delle fiamme.

Luglio di incendi con precipitazioni dimezzate lungo la Penisola

Una situazione preoccupante in un 2022 che si è già classificato fino ad ora come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica, ma si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr relativi al primo semestre. Una dramma che il Paese è costretto ad affrontare, perché se da una parte 6 incendi su 10 sono di origine dolosa, con i piromani in azione, dall’altra per effetto della chiusura delle aziende agricole, la maggioranza dei boschi nazionali si trova senza sorveglianza per l’assenza di un agricoltore che possa gestirli in un Paese come l’Italia dove più di un terzo della superficie, per un totale di 11,4 milioni di ettari, è coperta da boschi.

Ogni rogo costa 10.000 euro all’ettaro

Ogni rogo costa agli italiani oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate in un arco di tempo che raggiunge i 15 anni. Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli, anche nei confronti delle azioni criminali.

Prandini (Coldiretti): “Occorrono interventi strutturali”

«Occorrono interventi strutturali per ricreare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si sostengano quelle funzioni di vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare: «la necessità di cogliere le opportunità che vengono dall’economia circolare dotando il Paese di una riserva energetica sostenibile».

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Economia

Bonus benzina: come funziona?

Bonus benzina: come funziona? L’Agenzia delle Entrate–Riscossione ha comunicato che sono pronte le istruzioni per i datori di lavoro intenzionati a erogare il bonus benzina, introdotto per attenuare gli effetti del caro carburante, con un importo massimo di 200 euro. La circolare indica i datori di lavoro e i lavoratori aventi diritto al contributo, le modalità di erogazione e l’iter da assolvere. Alla manovra hanno accesso i datori di lavoro privati e i lavoratori autonomi con dipendenti, ma non le amministrazioni pubbliche.

Destinatari i titolari di reddito dipendente senza limiti di ruolo

Invece, i destinatari sono titolari di reddito dipendente, senza limiti di retribuzione e di ruolo, inclusi, dunque, stagisti, collaboratori a progetto e a tempo parziale e co.co.co. Per l’erogazione non occorrono accordi contrattuali preventivi. I buoni benzina vanno impiegati per i rifornimenti di qualsiasi tipologia di carburante (benzina, gasolio, Gpl e metano) e, come puntualizza la circolare, pure per la ricarica delle vetture elettriche.

Bonus di 200 euro non concorre alla formazione del reddito

Il bonus di 200 euro non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente, pertanto, è da quantificare a parte rispetto ad altri, eventuali, benefit concessi al prestatore d’opera. In pratica, consiste in un importo esentato dalle imposte, concesso per liberalità, stabilito dal c.d. decreto Ucraina bis che, nello scorso mese di marzo, aveva introdotto la prima riduzione delle accise sul prezzo del carburante, divenuto troppo elevato. La somma offre anche vantaggi al datore di lavoro, di carattere fiscale e contributivo. Perché il suo costo è interamente deducibile ai fini Irpef e Ires e non concorre, alla pari del dipendente, alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro.

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NEWS

La Conserva della neve torna a Roma dopo due anni

La Conserva della neve, manifestazione sulla biodiversità vegetale con particolare riferimento alle piante ornamentali, torna a Roma dopo due anni di silenzio causato dalla pandemia. L’appuntamento per conoscere ed esplorare le nuove forme di arte e architettura del verde è il 16, 17 e 18 settembre nella prestigiosa cornice del Museo Orto Botanico di Roma, un’area di 12 ettari, tra il Tevere e il Gianicolo, ricca di collezioni botaniche, alberi ultracentenari, serre, fontane storiche e reperti archeologici.

La Conserva della neve interamente rivolta al mondo del verde

La kermesse, aperta a tutti per tre giornate piene, è interamente rivolta al mondo del verde e offre la possibilità di assistere ad interventi culturali innovativi, scambiare informazioni relative al settore ed acquistare piante difficilmente reperibili nei circuiti tradizionali, prerogativa che la rende un evento unico in Italia. Numerosi i vivai collezionisti italiani e stranieri in esposizione, e non solo: all’interno dei Giardini di Villa Corsini, si potranno infatti incontrare ibridatori di piante geofite ornamentali provenienti da vivai specializzati, esperti nella lavorazione delle orchidee, produttori di humus di lombrico biologico, disegnatori di ecogioielli, creatori di abbigliamento realizzato in bambù, inventori di metodi naturali per la lotta agli insetti e molto altro.

Lungo itinerario green

Piante insolite, curiosità botaniche e prelibatezze alimentari dagli antichi sapori saranno illustrate lungo un itinerario green dove immergersi per riscoprire la biodiversità e godere di un momentaneo ritorno alla Natura, frutto di impegno, rispetto, accuratezza e partecipazione empatica. Punti di ristoro e iniziative culturali a tema, sul mondo delle piante, ambiente ed eco-sostenibilità, all’interno della serra, si intercaleranno al serpentone espositivo per tre giornate. Un’iniziativa che ha il prestigio, dal 2019, di essere stata scelta tra le mostre romane del settore, per la sua valenza culturale e divulgativa, dall’Università di Roma La Sapienza (Dipartimento di Biologia Ambientale) che fa capo al Museo dell’Orto Botanico di Roma.

Le precedenti edizioni de La Conserva della neve

Le precedenti edizioni de “La Conserva della neve” si sono svolte a Viterbo all’interno del Parco storico di Villa Lante di Bagnaia (2002-2009) e a Roma nel Parco dei Daini, a Villa Borghese (2010–2018). Coerente con il proprio scopo, dal 2010 al 2015, “La Conserva della neve” ha rifornito i Giardini Segreti di Villa Borghese di specie botaniche storiche realizzando un rapporto costruttivo di collaborazione con il Comune di Roma concretizzatosi anche in visite guidate.

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Ambiente

I Pini di Roma non vanno in vacanza

I Pini di Roma non vanno in vacanza, giovedì prossimo, 21 luglio 2022, alle ore 18, a Villa Pamphili (ingresso da via Vitellia 102). Sarà l’incontro tra i rappresentanti delle associazioni romane e dei cittadini che tutelano e promuovono questa pianta meravigliosa e in genere il verde e gli Agronomi della Capitale, con il desiderio di fare nascere una nuova alleanza per il patrimonio verde di Roma.

Primo coordinamento per il verde per avere obiettivi comuni

Il primo coordinamento per il verde che riunisce forze sparse nella città per avere obiettivi comuni, ottenere più autorevolezza nei confronti delle istituzioni, condividere informazioni, adottare soluzioni anche autonome più efficaci per la salvaguardia e l’incremento del patrimonio verde di Roma. Durante I Pini di Roma non vanno in vacanza, interverranno Flavio Pezzoli e Paolo Ghini, rispettivamente presidente e vice presidente dell’ Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Roma e i rappresentanti delle associazioni romane e dei cittadini impegnati nella tutela del patrimonio verde di Roma.